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 Marcante sull'Alpe de Fiddlebrugg... di Marco Tenuti
 
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Di Marco Tenuti (del 07/03/2010 @ 17:46:48, in MTB, linkato 844 volte)

Scatto rubato ieri sulla salita che dai lavatoi di Montorio porta al Pian di Castagnè, quando il Radu stava completando la rifinitura in vista della X-Bionic Challenge.

Al suo seguito una staffetta di moto che cercavano di seguirlo durante il suo allenamento. Rilevamenti cronometrici danno un tempo di 14' netti, lungo i 5350 metri (CINQUEMILATRECENTOCINQUANTA), fatti tutti in soglia medio-lenta, come si può notare anche dallo sguardo assolutamente disteso e rilassato.

Rimaniamo in attesa di strappare un suo commento a caldo, dopo la sua eccezionale performance odierna in quel di Asola.

Il Radu in soupless verso il Pian di Castagné

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Di Conte Savoia (del 07/03/2010 @ 17:29:34, in MTB, linkato 914 volte)

"Non tutte le Asole vengono con il buco", così si potrebbe titolare questo articolo sulla seconda prova del River Marathon Cup 2010 in quel di Asola dove questa mattina si è corsa la X-Bionic, granfondo di Mountain bike. Innazitutto c'è da far presente che il nostro corrispondente non è riuscito ad arrivare in tempo a Asola, causa un fortissimo vento siberiano che spirava da ovest, ed è riuscito a seguire l'evento grazie a un megaschermo installato in fretta e furia nella mensa della Marcegaglia S.p.A. (ndr: co-sponsor della manifestazione).

Da lì comunque, grazie ad una intranet provvisoria concessa da Fastweb (ndr: altro co-sponsor della manifestazione) è riuscito a scrivere questo articolo. Partiamo subito da un paio di notizie di servizio: 1) causa il timore di un'onda anomala del Po, il tracciato della gara è stato allungato di una decina di km. e questo giustifica la mezz'ora in più che ci hanno messo i concorrenti a chiudere la prova rispetto all'edizione dello scorso anno; 2) secondo gli organizzatori i partecipanti erano 1.300, invece le autorità competenti affermavano che non erano più di 130...ovviamente la verità sta nel mezzo, come sempre e di seguito capirete il perchè.

Dopo il riscaldamento di ruotine, i partecipanti sono stati invitati ad entrare nell'area di partenza così organizzata: griglia d'onore per i primi 130 classificati nella Airon Bike della scorsa domenica, i restanti escursionisti, circa 1.170, inseriti in batterie chiuse con cancelli metallici zavorrati con da 50 quintali di mangimi gentilmente offerti dal Gruppo Veronesi (ndr: altro co-sponsor della manifestazione). Prima dello sparo di partenza è trapelata un'indiscrezione clamorosa: un noto atleta foresto non risultava iscritto alla gara, sembra che il fatto sia da imputare ad un ritardo nella presentazione del listino. La Corte dell'AIA (ndr: ultimo co-sponsor) non è riuscita ancora ad interpretare nella maniera corretta la legge interpretativa approvata in fretta e furia dal Parlamento di Mantova. Ma torniamo alla cronaca: allo sparo di partenza i 130 della griglia d'onore sono partiti come levrieri tenuti a digiuno per 40 giorni e 40 notti, nel frattempo i concorrenti a ridosso dei cancelli sono stati obbligati a beccare il mangime fintantoché i cancelli stessi, liberi dalla zavorra, si sono alzati e un'orda assatanata si è lanciata all'inseguimento come lupi grigi nella steppa lapponica a caccia dei piccoli marsupiali polari dalle zampe palmate.

In questo frangente sono scoppiati altri 3 clamorosi episodi che hanno influito non poco sulla classifica finale della gara.

1) è all'esame dei giudici un reclamo avanzato dai Team Sculazzo e Rodella su un noto atleta della Pieve colognolese che, come affermato da una moltitudine di testimoni, ha sfruttato la scia di una moto d'alta cilindrata che gli ha permesso di recuperare moltissime posizioni...seguirà conferenza stampa.

2) un altro fortissimo atleta foresto nonché affermatissimo professionista della Valpantena è rimasto coinvolto in una caduta. E' in fase di accertamento se la caduta che, all'inizio sembrava fortuita, non sia stata provocata arbitrariamente e su commissione da un atleta locale di pari categoria. Dopo un iniziale stato confusionale, l'atleta alcenaghese è riuscito a svincolarsi dai soccoritori locali, che stranamente insistevano per legarlo alla barella con una specie di camicia, e si è lanciato all'inseguimento, ma ormai la sua prestazione era stata compromessa e ha dovuto accontentarsi di una posizione di rincalzo.

3) causa il fortissimo vento siberiano laterale che, come si diceva poc'anzi, soffiava da ovest, gli atleti di statura superiore ai 190 cm. si sono trovati a lottare come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma, purtroppo, ogni loro tentativo si è rivelato vano e si sono ritrovati a Desenzano. Tra questi anche un notissimo atleta ex sanzenate che ha dovuto rinviare alla prossima gara l'inizio del suo anno scoppiettante. Quest'ultimo, insieme ad altri atleti di pari stazza, è riuscito a rientrare da Desenzano dopo aver cazzato la randa, chiudendo anche lui però in posizioni non consone alla sua fama.

Concludiamo dicendo che le classifiche non sono state ancora esposte, perchè la stesura iniziale aveva dato un resposnso completamente all'opposto degli exit-poll, quindi è in atto il controllo voluto dagli esponenti politici locali in quanto hanno gridato subito che i risultati erano stati manipolati dai soliti giudici rossi.

Nonostante tutto, comunque è stata una giornata di vita vera e chiudiamo augurandovi una buona serata. Con stima.

Littorio Belpiero in arte Fede
Redattore unico del Gazzettino Asolano

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Di Marco Tenuti (del 07/03/2010 @ 16:33:31, in MTB, linkato 1199 volte)

Oggi in programma la prima gara del Prestigio 2010, un piattone padano, senza piadina, con cui si poteva portare a casa la prima stellina del circuito della rivista MTB Magazine. Una quantità di gente mai vista per una gara del genere, più che altro perché incentivati più che dalla stellina, dal ricco pacco gara con materiale della Xbionic.

Al ritiro pacchi gara e durante le operazioni di partenza un vento da paura, costante poi per tutta la gara. Tra un po' provo anche l'ottima maglietta della Xbionic. Le fasce per i polpacci dicevano durante il pastaparty che non siano autorizzate, perché trattasi di doping tecnologico.

La gara era un tutto-gas per due ore e mezza... parecchi pezzi di fango infame, niente di impossibile, ma la bici non ne voleva sapere di andare avanti a più dei 13-15 km/h. C'era solo da scegliere la traiettoria ideale, ammesso che ce ne fosse una sui pezzi critici. Dopo il primo giro, la mia catena aveva già dimenticato completamente cosa fosse l'olio ed era tutto un cigolio fino a fine gara. Solo spingendo i pignoni più duri come l'11 e il 12 la sofferenza acustica la si percepiva meno e così ho deciso di fare chilometri e chilometri con le marce più dure.

Il giro di lancio era una cosa un po' pericolosetta, visto che si partiva a tutta con i primi 3-4 km ai 35-45 km/h e con delle simpatiche raffiche di vento a creare scompiglio nei trenini improvvisati. Vedi il sottoscritto che ha fatto un volo della M...nna ai 35 km/h su asfalto senza conseguenze particolari, se non qualche livido al mignolo, gomito, ginocchio e culatta destri.

Pasta party eccellente, molto rapido con pennette al pesto, tortino al giallo d'uovo e mandorle e affettati assortiti.

Docce caldissime e nessuna coda: solo qualche problema col dispositivo automatico di erogazione acqua controllato da una fotocellula ed un timer che ragionava con una logica tutta "sua".

Un punto di vista tutto particolare quello del Radu, che dovrebbe arrivare entro sera, visto che ha sfruttato alla grande un gregario d'eccezione, cioè el Miglio campeon do mundo. Ringrazio in particolar modo il Simone Pasetto, per la sua generosissima disponibilità nell'offrire il suo camper, dove ci siamo sistemati alla grande. Un nota positiva va anche al Giando, che mi ha regalato dei simpaticissimi calzettini firmati Power, che sfoggerò alle prime notturne estive. Nota di colore bianco per il Maga, bianco come la sua divisa mezza stagione Focus 2010, dove campeggiava uno scudettino di Prestigioso 2009. La sua gara è stata nè carne, nè pesce, insomma una tribulada anche per lui... rimaniamo in spasmodica attesa delle foto di Eder.

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Di Marco Tenuti (del 05/03/2010 @ 11:55:30, in MTB, linkato 2342 volte)

Ecco dove si trova Laigueglia. Vi ricordo che sabato 20 marzo proprio a Laigueglia passerà il treno veloce della Milano-Sanremo, per cui io dovrei essere là a vedere i PRO a pochi chilometri da Sanremo e dalla Cipressa.


Visualizzazione ingrandita della mappa

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Di Marco Tenuti (del 05/03/2010 @ 11:37:20, in MTB, linkato 1257 volte)

Trofeo Laigugeglia MTB Classic Stamattina effettuato il bonifico per il Trofeo Laigueglia MTB Classic, valido come terza prova del Prestigio MTB 2010 organizzato dalla rivista MTB Magazine di Compagnia Editoriale.

Adesso manca solo di inviare il fax, ma è già tutto pronto e compilato. Per me la gara di Laigueglia in provincia di Savona, ma quasi più vicino ad Imperia che a Savona sarà una gara per me tutta nuova e la seconda di quelle che ho in mente di fare per questo circuito.

Sarà una trasferta all'insegna dello sport e famiglia, visto che andremo tutta la famiglia al completo.

Leggendo qua e là - principalmente su MTB-forum, la gara sembra essere una gara non molto in stile marathon, ma più un XC bello impegnativo da fare tutto in un fiato. Nei prossimi giorni vedrò di documentarmi e di studiare bene il tracciato, in modo da non farmi cogliere impreparato o di sottovalutare questa gara, visto che è comunque classificata con tre stelline secondo il nuovo sistema di punteggio della rivista MTB Magazine.

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Di Marco Tenuti (del 03/03/2010 @ 17:13:28, in MTB, linkato 1235 volte)

Sviscero subito un po' di numeri per la gioia dei maghi di Excel e della cabala: portati a casa 85 km ai 30,5 km/h. Il percorso di oggi era il giro "corto" Turnover, cioè Quinto-Verona-Lazise-Bardolino-Pigno-Albaré-Gazzoli-Rivoli-Ragano-Sega-Ponton-Parona-Verona-Quinto tutti in solitario.

Mi ha preso subito un colpo quando stavo passeggiando tranquillamente ai 35 km/h su Lungadige Attiraglio, quando mi ha superato un jet, vestito con divisa Avesani, una stazza d'uomo, un Cancellara. Mi ha superato ad un altro passo, ma non mi son fatto perdere d'animo e così ho ciucciato la ruota immediatamente. La sua velocità di crociera da subito era 40 km/h: poi 42 km/h, poi passa a 45 km/h, poi 49 km/h stabili. Io son dietro a ciucciare e già sono a 168 battiti e penso subito tra me se questo davanti è Mandrake o Superman. Faccio sentire per un paio di volte il mio corpetto, ma non vedo il caso di chiamare strada. Sarà che avevamo vento a favore, comunque Bionic Man era imprendibile, era una gamba da Miglio, solo che non sono riuscito a "classificarlo". Arriviamo alla diga del Ceo e lui tira dritto, mentre io tiro un sospiro di sollievo e mi faccio la salitella del Chievo ai 25 km/h, cioè a velocità umana.

Il pezzo della Bassona me lo son fatto tutto anch'io ai 40 km/h e solo allora mi è venuto il dubbio. Di solito quel pezzo coi Turnover lo facciamo ai 35 km/h, oggi me lo faccio da solo a +5 km/h. Ed il ritorno? Meglio non pensarci: andiamo sul lago e poi ci inventeremo qualcosa per tornare a casa, tipo tireremo su lo spinnaker e ci metteremo a strambare e bolinare a più non posso.

Oggi c'era un vento boia che spirava verso OVEST, pertanto l'andata a medie da paura - me pareva de essere la locomotiva dell'Eurostar Turnover, tanto che son arrivato con una media dei 33,5 km/h sul lago in meno di un'ora - al ritorno ero el trenino a cremagliera che va avanti a sbuffi con velocità di crociera tra i 26 e i 30 km/h.

Ogni tanto mi veniva in mente la "tavola apparecchiata" del Pezzo e così, per cercare di ridurre la sofferenza, mi son fatto buona parte del ritorno con le mani basse, che più basse non si può e anche sulla mia schiena si potevano mettere quattro fondine e spaghetti all'amatriciana per tutti.

Al ritorno, arrivato a Ponte Catena, ho svoltato a destra e son passato da Bike Store da Poltronieri per gli ultimi ragguagli sulla situazione iscrizione Lessinia Legend.

Mi pareva di essere in negozio con Roel e Marco Aurelio, tra divise e colori nero-verdi. Poltronieri ha davvero delle bici eccezionali in negozio. Ho visto anche la Flash 29" in carbonio con Lefty: è spettacolare e meriterebbe davvero di farci un pensiero. Pare di vedere una Scale un po' più grande e con in più la Lefty - cioè lo sbavo del cross country - solo che costerà bazzeccole... o mi sbaglio, Luca?

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Di Marco Tenuti (del 02/03/2010 @ 09:25:20, in MTB, linkato 806 volte)

Non posso non riprendere anch'io l'articolo postato dal Fabione sul suo blog che col suo occhiolino clinico ha notato un particolare che mi era sfuggito sotto il gazebo del team Rodella domenica mattina alla Airon Bike.

Bazzo gradisce molto la crema

Nulla da dire: il Bazzani va forte, ma oltre alla crema, nella gambe si nota che il Ciro alle spalle pare "appoggiare" con gusto... Sarà la prospettiva? Mah!

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Di Marco Tenuti (del 02/03/2010 @ 06:29:06, in MTB, linkato 858 volte)

Mongolia Bike Challenge Venerdì 5 marzo alle ore 20,00 a Monteforte d'Alpone presso la sala Ermolao Barbaro all'interno del palazzo vescovile, abbiamo il piacere di farvi conoscere Willy Mulona uno dei personaggi più conosciuti al mondo per le sue imprese estreme nei posti più estremi del pianeta terra.

Durante la serata, oltre a raccontarci delle sue avventure, presenterà il MONGOLIA BIKE CHALLENGE, gara di mtb che si svolgerà in Mongolia dal 7 al 22 agosto 2010.

Ospite della serata il pluri vittorioso della mtb italiana Marzio Deho sicuro partecipante al Mongolia Bike Challenge. Siete tutti invitati a partecipare.

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Di Marco Tenuti (del 01/03/2010 @ 07:30:13, in MTB, linkato 1017 volte)

Davvero un bel video in cui si respira l'aria della gara e si vedono spesso tanti del PFC!

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Di Marco Tenuti (del 28/02/2010 @ 20:26:59, in MTB, linkato 1289 volte)

Occhio al discesone ArcuriOggi era previsto il debutto stagionale per l'agonismo che conta, cioé quello del popolo degli amanti della MTB, che si sono riversati alla grande in quel di Guastalla per l'undicesima edizione della Airon Bike.

Presenti praticamente tutti: Papataso Fans Club quasi al completo, idem per il team Rodella e ovviamente gli ospiti di casa, che ci deliziano con una buona organizzazione dell'evento, un gran pacco gara e un percorso che di meglio non si può fare in zona, che riserva pure qualche emozione qua e là, come sul discesone con Manuela Arcuri incorporata.

Da come si era messa venerdì scorso, quando ero nel pieno dell'infezione virale di una bella influenza intestinale, non avrei mai detto oggi di andare così forte. Non avevo mangiato nulla nel corso di venerdì, mentre ieri ero andato di risettino in bianco e qualche altra robetta leggera leggera, quindi l'alimentazione non era affatto ideale per il debutto stagionale.

Di contro arrivava una gran preparazione ciclistica fatta a partire dalla Gran Fondo del Pandoro, con circa 2000 km fatti in soli due mesi e anche grazie all'allenantissimo Eurostar Turnover, che ho preso per quasi tutto il mese di gennaio.

Fatto sta che stamattina mi sono goduto al massimo l'evento, perché non mi aspettavo alcun risultato, visto come si era messa due giorni prima, e così son entrato in griglia di buon ora con tutto il Papataso Fans Club, però un pelo conscio di poter fare comunque bene.

Al via le ruote veloci del PFC già se ne vanno ed io son lì col Giando, che mi dico subito che se qua non mi dò una smossa, i tortellini di fine gara me li mangiano tutti. Il tempo solo di salutare il Fabione e il Gianlu presenti in ogni angolo del percorso a scattare foto su foto e - sorpresa delle sorprese - anche l'onnipresente Paolo Orlandi, che è venuto a testare il suo GPS nella parte più piatta delle Pianure Padane: non mi perdo d'animo e comincio a sgasare subito sull'acceleratore, solo che il Polar è completamente in panne e non ne vuole sapere di indicare la velocità giusta, ma dopo il rettilineo su asfalto segna per un colpo i 43 km/h, che si gira a destra e si entra sul primo sterratone e successivamente su un pezzo erboso.

Poco avanti la sagoma dell'Anonimo Turnover che affianco ben presto a bordo del Chesinone, il quale mi pare abbastanza in giornata. Dopo 2-3 km con lui, scorgo in lontananza la sagoma del Radu, distinguibile da lontano più che per la divisa Tagliaro soprattutto per i copriscarpe ZeroWind giallobianchi. Non ci penso proprio ad andare dalle sue parti. Non mi rimane che superare gente su gente e gestire la cosa in compagnia dell'Anonimo, non proprio in palla nelle prime battute di gara. E' proprio lui a confessarmi: "Risparmiamo la gamba per il finale". Che voglia dire qualcosa?

Vuoi che in lontananza vedo un tipetto slanciato con divisa Focus che ogni tanto si gira indietro per vedere se arrivano rinforzi o se arriva la Protezione Civile a dar man forte per lo stato di crisi. Io son preso male e mi ripeto: "Apperò, anche il Papataso lì avanti?" E giù una sgasatina a 180 battiti e son già alla sua ruota. Le sgasate nel primo giro mi vengono davvero bene: tengo la ruota per un minuto e poi giù una bella sgasata a +10 km/h. Son però consapevole che di carboidrati nel sangue ce ne sono pochetti, per cui inutile esagerare, tanto prima o poi si accendono le spie sul quadro.

La trance agonistica però è tanta, pertanto è la volta anche di affiancare la Polly del Team Sculazzo, solo che se va presto anche il primo giro e si fa un rapido consulto col Papataso, divenuto ormai compagno di gara: "Cosa facciamo per questo secondo giro? Altro giro veloce o dosiamo le forze?". Il buon Andrea suggerisce di dare fine alle ostilità, prima che finiscano del tutto le forze ed io a queste proposte molto pacifiche non posso che accettarle con grande serenità, visto il già grande risultato di essere dopo metà gara in compagnia del mio ciclista preferito.

Vuoi che poco dopo l'inizio del secondo e ultimo giro, una gran gamba è davanti a noi con una bici biammortizzata, capelli grigi, che non cala di un pelo il gas per almeno 6/7 km. Una rapida battuta a caldo col Papataso sul ritmo tenuto dal fenomeno davanti a noi e sempre altri miti consigli.

Tutto procede liscio, con altri superamenti qua e là secondo tabella di marcia, che ormai arriviamo in zona del discesone Arcuri e risorge dalle ceneri come L'Araba Fenice nientepopòdimeno che l'Anonimo in sella al Chesinone, alché con grande mio stupore esclamo: "Ah ci ghe, qua!" Credevo che l'Anonimo avesse alzato bandiera bianca, perché l'ultima volta che l'ho visto sarà stato poco prima del mio aggancio sul fratello, cioé almeno 30 km prima.

Solo che non arriva alcuna risposta dall'Anonimo ed alla domanda del fratello più o meno dello stesso mio tenore, altro silenzio di tomba. L'Anonimo spiegherà più tardi che aveva si e no fiato per arfiare, figuriamoci di rispondere alle nostre domande, solo che la sua gamba gira ancora bella vispa, quindi noi interpretiamo la cosa in una maniera non proprio serena.

L'atmosfera è presto surreale, gli sguardi sono fratricidi e io so di rischiare molto grosso in mezzo ai due fuochi, dopo quello che si è visto alla Tre Valli e Custoza Bike edizioni 2009.

Provo da subito a fare da messaggero e portatore di pace, ma capisco che non è giornata. L'Anonimo non ne vuole sapere di ascoltare, né di capire le nostre intenzioni. Probabilmente sta pensando che l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: dopo aver tribolato per una gara intera ed aver recuperato ben un minuto sui fuggitivi durante il secondo giro, pure la possibilità di beffarli in vista del traguardo. Il ragionamento non fa una piega.

A me non rimane che farmi da parte e vedere cosa succede negli ultimi duecento metri: com'è andata a finire lo sapete già.

Dico solo che al fratello e al compagno di squadra una parola si poteva rispondere. No digo altro, altrimenti penso subito a Cunego e Simoni nel 2004...

Complimenti comunque al Papataso per essersi esibito molto altruisticamente più e più volte a tirare svariati trenini nel nostro procedere assieme verso l'arrivo. Complimenti all'Anonimo per la rimonta. Se ne parla col DS domani sera in Turnover, dove farò valere le mie ragioni contrattuali...

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