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 Il Marcante, nostromo di Sonho Meu, a Paraty, RJ, Brasil... di Marco Tenuti
 
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Credevate che il computer fosse un giocattolo? Io ho cominciato ad usarlo quasi per gioco e non l'ho ancora finito.

Marco Tenuti
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco Tenuti (del 05/03/2010 @ 11:55:30, in MTB, linkato 45 volte)

Ecco dove si trova Laigueglia. Vi ricordo che sabato 20 marzo proprio a Laigueglia passerà il treno veloce della Milano-Sanremo, per cui io dovrei essere là a vedere i PRO a pochi chilometri da Sanremo e dalla Cipressa.


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Di Marco Tenuti (del 05/03/2010 @ 11:37:20, in MTB, linkato 200 volte)

Trofeo Laigugeglia MTB Classic Stamattina effettuato il bonifico per il Trofeo Laigueglia MTB Classic, valido come terza prova del Prestigio MTB 2010 organizzato dalla rivista MTB Magazine di Compagnia Editoriale.

Adesso manca solo di inviare il fax, ma è già tutto pronto e compilato. Per me la gara di Laigueglia in provincia di Savona, ma quasi più vicino ad Imperia che a Savona sarà una gara per me tutta nuova e la seconda di quelle che ho in mente di fare per questo circuito.

Sarà una trasferta all'insegna dello sport e famiglia, visto che andremo tutta la famiglia al completo.

Leggendo qua e là - principalmente su MTB-forum, la gara sembra essere una gara non molto in stile marathon, ma più un XC bello impegnativo da fare tutto in un fiato. Nei prossimi giorni vedrò di documentarmi e di studiare bene il tracciato, in modo da non farmi cogliere impreparato o di sottovalutare questa gara, visto che è comunque classificata con tre stelline secondo il nuovo sistema di punteggio della rivista MTB Magazine.

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Di Marco Tenuti (del 03/03/2010 @ 17:13:28, in MTB, linkato 227 volte)

Sviscero subito un po' di numeri per la gioia dei maghi di Excel e della cabala: portati a casa 85 km ai 30,5 km/h. Il percorso di oggi era il giro "corto" Turnover, cioè Quinto-Verona-Lazise-Bardolino-Pigno-Albaré-Gazzoli-Rivoli-Ragano-Sega-Ponton-Parona-Verona-Quinto tutti in solitario.

Mi ha preso subito un colpo quando stavo passeggiando tranquillamente ai 35 km/h su Lungadige Attiraglio, quando mi ha superato un jet, vestito con divisa Avesani, una stazza d'uomo, un Cancellara. Mi ha superato ad un altro passo, ma non mi son fatto perdere d'animo e così ho ciucciato la ruota immediatamente. La sua velocità di crociera da subito era 40 km/h: poi 42 km/h, poi passa a 45 km/h, poi 49 km/h stabili. Io son dietro a ciucciare e già sono a 168 battiti e penso subito tra me se questo davanti è Mandrake o Superman. Faccio sentire per un paio di volte il mio corpetto, ma non vedo il caso di chiamare strada. Sarà che avevamo vento a favore, comunque Bionic Man era imprendibile, era una gamba da Miglio, solo che non sono riuscito a "classificarlo". Arriviamo alla diga del Ceo e lui tira dritto, mentre io tiro un sospiro di sollievo e mi faccio la salitella del Chievo ai 25 km/h, cioè a velocità umana.

Il pezzo della Bassona me lo son fatto tutto anch'io ai 40 km/h e solo allora mi è venuto il dubbio. Di solito quel pezzo coi Turnover lo facciamo ai 35 km/h, oggi me lo faccio da solo a +5 km/h. Ed il ritorno? Meglio non pensarci: andiamo sul lago e poi ci inventeremo qualcosa per tornare a casa, tipo tireremo su lo spinnaker e ci metteremo a strambare e bolinare a più non posso.

Oggi c'era un vento boia che spirava verso OVEST, pertanto l'andata a medie da paura - me pareva de essere la locomotiva dell'Eurostar Turnover, tanto che son arrivato con una media dei 33,5 km/h sul lago in meno di un'ora - al ritorno ero el trenino a cremagliera che va avanti a sbuffi con velocità di crociera tra i 26 e i 30 km/h.

Ogni tanto mi veniva in mente la "tavola apparecchiata" del Pezzo e così, per cercare di ridurre la sofferenza, mi son fatto buona parte del ritorno con le mani basse, che più basse non si può e anche sulla mia schiena si potevano mettere quattro fondine e spaghetti all'amatriciana per tutti.

Al ritorno, arrivato a Ponte Catena, ho svoltato a destra e son passato da Bike Store da Poltronieri per gli ultimi ragguagli sulla situazione iscrizione Lessinia Legend.

Mi pareva di essere in negozio con Roel e Marco Aurelio, tra divise e colori nero-verdi. Poltronieri ha davvero delle bici eccezionali in negozio. Ho visto anche la Flash 29" in carbonio con Lefty: è spettacolare e meriterebbe davvero di farci un pensiero. Pare di vedere una Scale un po' più grande e con in più la Lefty - cioè lo sbavo del cross country - solo che costerà bazzeccole... o mi sbaglio, Luca?

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Di Marco Tenuti (del 02/03/2010 @ 09:25:20, in MTB, linkato 57 volte)

Non posso non riprendere anch'io l'articolo postato dal Fabione sul suo blog che col suo occhiolino clinico ha notato un particolare che mi era sfuggito sotto il gazebo del team Rodella domenica mattina alla Airon Bike.

Bazzo gradisce molto la crema

Nulla da dire: il Bazzani va forte, ma oltre alla crema, nella gambe si nota che il Ciro alle spalle pare "appoggiare" con gusto... Sarà la prospettiva? Mah!

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Di Marco Tenuti (del 02/03/2010 @ 06:29:06, in MTB, linkato 57 volte)

Mongolia Bike Challenge Venerdì 5 marzo alle ore 20,00 a Monteforte d'Alpone presso la sala Ermolao Barbaro all'interno del palazzo vescovile, abbiamo il piacere di farvi conoscere Willy Mulona uno dei personaggi più conosciuti al mondo per le sue imprese estreme nei posti più estremi del pianeta terra.

Durante la serata, oltre a raccontarci delle sue avventure, presenterà il MONGOLIA BIKE CHALLENGE, gara di mtb che si svolgerà in Mongolia dal 7 al 22 agosto 2010.

Ospite della serata il pluri vittorioso della mtb italiana Marzio Deho sicuro partecipante al Mongolia Bike Challenge. Siete tutti invitati a partecipare.

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Di Marco Tenuti (del 01/03/2010 @ 07:30:13, in MTB, linkato 108 volte)

Davvero un bel video in cui si respira l'aria della gara e si vedono spesso tanti del PFC!

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Di Marco Tenuti (del 28/02/2010 @ 20:26:59, in MTB, linkato 261 volte)

Occhio al discesone ArcuriOggi era previsto il debutto stagionale per l'agonismo che conta, cioé quello del popolo degli amanti della MTB, che si sono riversati alla grande in quel di Guastalla per l'undicesima edizione della Airon Bike.

Presenti praticamente tutti: Papataso Fans Club quasi al completo, idem per il team Rodella e ovviamente gli ospiti di casa, che ci deliziano con una buona organizzazione dell'evento, un gran pacco gara e un percorso che di meglio non si può fare in zona, che riserva pure qualche emozione qua e là, come sul discesone con Manuela Arcuri incorporata.

Da come si era messa venerdì scorso, quando ero nel pieno dell'infezione virale di una bella influenza intestinale, non avrei mai detto oggi di andare così forte. Non avevo mangiato nulla nel corso di venerdì, mentre ieri ero andato di risettino in bianco e qualche altra robetta leggera leggera, quindi l'alimentazione non era affatto ideale per il debutto stagionale.

Di contro arrivava una gran preparazione ciclistica fatta a partire dalla Gran Fondo del Pandoro, con circa 2000 km fatti in soli due mesi e anche grazie all'allenantissimo Eurostar Turnover, che ho preso per quasi tutto il mese di gennaio.

Fatto sta che stamattina mi sono goduto al massimo l'evento, perché non mi aspettavo alcun risultato, visto come si era messa due giorni prima, e così son entrato in griglia di buon ora con tutto il Papataso Fans Club, però un pelo conscio di poter fare comunque bene.

Al via le ruote veloci del PFC già se ne vanno ed io son lì col Giando, che mi dico subito che se qua non mi dò una smossa, i tortellini di fine gara me li mangiano tutti. Il tempo solo di salutare il Fabione e il Gianlu presenti in ogni angolo del percorso a scattare foto su foto e - sorpresa delle sorprese - anche l'onnipresente Paolo Orlandi, che è venuto a testare il suo GPS nella parte più piatta delle Pianure Padane: non mi perdo d'animo e comincio a sgasare subito sull'acceleratore, solo che il Polar è completamente in panne e non ne vuole sapere di indicare la velocità giusta, ma dopo il rettilineo su asfalto segna per un colpo i 43 km/h, che si gira a destra e si entra sul primo sterratone e successivamente su un pezzo erboso.

Poco avanti la sagoma dell'Anonimo Turnover che affianco ben presto a bordo del Chesinone, il quale mi pare abbastanza in giornata. Dopo 2-3 km con lui, scorgo in lontananza la sagoma del Radu, distinguibile da lontano più che per la divisa Tagliaro soprattutto per i copriscarpe ZeroWind giallobianchi. Non ci penso proprio ad andare dalle sue parti. Non mi rimane che superare gente su gente e gestire la cosa in compagnia dell'Anonimo, non proprio in palla nelle prime battute di gara. E' proprio lui a confessarmi: "Risparmiamo la gamba per il finale". Che voglia dire qualcosa?

Vuoi che in lontananza vedo un tipetto slanciato con divisa Focus che ogni tanto si gira indietro per vedere se arrivano rinforzi o se arriva la Protezione Civile a dar man forte per lo stato di crisi. Io son preso male e mi ripeto: "Apperò, anche il Papataso lì avanti?" E giù una sgasatina a 180 battiti e son già alla sua ruota. Le sgasate nel primo giro mi vengono davvero bene: tengo la ruota per un minuto e poi giù una bella sgasata a +10 km/h. Son però consapevole che di carboidrati nel sangue ce ne sono pochetti, per cui inutile esagerare, tanto prima o poi si accendono le spie sul quadro.

La trance agonistica però è tanta, pertanto è la volta anche di affiancare la Polly del Team Sculazzo, solo che se va presto anche il primo giro e si fa un rapido consulto col Papataso, divenuto ormai compagno di gara: "Cosa facciamo per questo secondo giro? Altro giro veloce o dosiamo le forze?". Il buon Andrea suggerisce di dare fine alle ostilità, prima che finiscano del tutto le forze ed io a queste proposte molto pacifiche non posso che accettarle con grande serenità, visto il già grande risultato di essere dopo metà gara in compagnia del mio ciclista preferito.

Vuoi che poco dopo l'inizio del secondo e ultimo giro, una gran gamba è davanti a noi con una bici biammortizzata, capelli grigi, che non cala di un pelo il gas per almeno 6/7 km. Una rapida battuta a caldo col Papataso sul ritmo tenuto dal fenomeno davanti a noi e sempre altri miti consigli.

Tutto procede liscio, con altri superamenti qua e là secondo tabella di marcia, che ormai arriviamo in zona del discesone Arcuri e risorge dalle ceneri come L'Araba Fenice nientepopòdimeno che l'Anonimo in sella al Chesinone, alché con grande mio stupore esclamo: "Ah ci ghe, qua!" Credevo che l'Anonimo avesse alzato bandiera bianca, perché l'ultima volta che l'ho visto sarà stato poco prima del mio aggancio sul fratello, cioé almeno 30 km prima.

Solo che non arriva alcuna risposta dall'Anonimo ed alla domanda del fratello più o meno dello stesso mio tenore, altro silenzio di tomba. L'Anonimo spiegherà più tardi che aveva si e no fiato per arfiare, figuriamoci di rispondere alle nostre domande, solo che la sua gamba gira ancora bella vispa, quindi noi interpretiamo la cosa in una maniera non proprio serena.

L'atmosfera è presto surreale, gli sguardi sono fratricidi e io so di rischiare molto grosso in mezzo ai due fuochi, dopo quello che si è visto alla Tre Valli e Custoza Bike edizioni 2009.

Provo da subito a fare da messaggero e portatore di pace, ma capisco che non è giornata. L'Anonimo non ne vuole sapere di ascoltare, né di capire le nostre intenzioni. Probabilmente sta pensando che l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: dopo aver tribolato per una gara intera ed aver recuperato ben un minuto sui fuggitivi durante il secondo giro, pure la possibilità di beffarli in vista del traguardo. Il ragionamento non fa una piega.

A me non rimane che farmi da parte e vedere cosa succede negli ultimi duecento metri: com'è andata a finire lo sapete già.

Dico solo che al fratello e al compagno di squadra una parola si poteva rispondere. No digo altro, altrimenti penso subito a Cunego e Simoni nel 2004...

Complimenti comunque al Papataso per essersi esibito molto altruisticamente più e più volte a tirare svariati trenini nel nostro procedere assieme verso l'arrivo. Complimenti all'Anonimo per la rimonta. Se ne parla col DS domani sera in Turnover, dove farò valere le mie ragioni contrattuali...

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Di Marco Tenuti (del 23/02/2010 @ 23:19:06, in MTB, linkato 70 volte)

Questa la vista dalla salita di Navazzo.

Il lago di Garda e il Baldo da Navazzo

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Di Marco Tenuti (del 22/02/2010 @ 11:30:03, in MTB, linkato 168 volte)

Salita di NavazzoIeri ho pedalato per la mia prima volta sulla costa bresciana del Lago di Garda. Era l'unica parte che mi mancava del lago benacense e l'ho fatto in compagnia degli amici Rodelliani di Castiglione delle Stiviere.

Ci eravamo più o meno accordati durante la settimana, per fare un giro che includesse le classiche strade e stradine pedalate dai ciclisti dell'alto mantovano e del bresciano ed è così che ho scoperto il territorio bresciano dal punto di vista ciclistico.

Tutta la zona da Desenzano del Garda fino a Salò e Villanova sul Clisi la conosco più o meno vagamente, visto che ci passo all'incirca una volta all'anno in compagnia degli amici rallisti, Fit, Duda e Gianni, quando si va sulle prove del Rally Millemiglia, ma questa volta non mi son fatto pregare due volte per andare a pedalarci anche in bici.

Salita di NavazzoPurtroppo gli amici del Pappataso Fans Club hanno declinato l'invito ed hanno preferito rimandare questo suggerimento più in là nel corso della primavera, temendo in una giornata fredda: solo Paolo Orlandi è stato invece di avviso diverso e, quando si tratta di abbracciare nuove avventure sportive, nemmeno lui si fa supplicare, visto che non ha vincoli familiari o affettivi. Effettivamente ieri mattina l'appuntamento alle 7.45 sotto casa mia era decisamente freddo per essere già in sella. Ne sa qualcosa Paolo, che veniva giù da Grezzana fino a Quinto, semplicemente in sella alla sua Wilier.

Buttata anche la sua bici in macchina, ci siamo trasferiti rapidamente verso Desenzano del Garda in A4, dove ci siamo vestiti e abbiamo messo le nostre bici in ordine di marcia in zona Piscine di Desenzano, dove c'erano il Bazzo e qualche suo compagno di team, oltre a Fabione del Team Sculazzo e Alessandro, anche lui di Guastalla.

Dopo qualche chilometro ci ricongiungiamo anche col resto del team Rodella e ci ritroviamo a pedalare lungo la sponda bresciana in un gruppetto di una dozzina di ciclisti. E' tutto un mangiaebevi la parte iniziale, anche se le pendenze ed i dislivelli non sono mai significativi, ma è giusto quello che ci vuole per scaldare le gambe e rompere il fiato.

Salita di NavazzoC'è da dire che il gruppo non bada mai alla prestazione velocistica e quando viene superato da qualche altro team di "scalmanati", come ad esempio il Team Zanola, il ritmo aumenta magari per un paio di chilometri, ma la cosa non sfiora minimamente il lato agonistico dei rodelliani e il gruppo che sorpassa se ne va senza lasciare il segno. Insomma io e Paolo intuiamo una volta tanto che non siamo finiti in una combriccola di "invasati" - ogni riferimento è puramente casuale - ma in quella di un gruppo di "amatori" che amano sì di tanto in tanto lo scattino, ma che fanno tutto il possibile per mantenere sempre il gruppo compatto e sereno. La media è comunque sempre tra i 34 ed il 38 km/h - quindi fermi proprio non siamo - col Fabione che fa lo sborone per tutta la giornata, visto che la sua Scott CR1 monta per l'occasione i cerchi Phazek ad alto profilo del Bazzo, quindi è suo diritto e dovere provarli per bene e quindi stare davanti spesso e volentieri a tirare il gruppo.

Salita di NavazzoA San Michele perdiamo tutti i rodelliani tranne i fratelli Bazzani e rimaniamo in sei: continuiamo in direzione Limone e svoltiamo a sinistra poco prima delle gallerie. Ci aspetta la salita del Navazzo. Mi scambio la bici col Fabione, tanto per mortificarlo un altro po' - la sua lista della spesa prevede nell'ordine cerchi ad alto profilo, supertelaio Addict R2 2009 e aggiornamento di qualche componente del gruppo - e capisce che le geometrie ed il peso della Addict son un altro importante step in avanti. Alché si ferma subito e mi restituisce subito la mia Addict, quasi a voler evitare ulteriori problemi in famiglia nei prossimi mesi, tanto non cambia nulla: il suo percorso è già segnato...

Tornando alla salita del Navazzo, mano a mano che saliamo, la vista sul lago di Garda è sempre più struggente e incantevole. Ci son perfino dei tornanti quasi a sbalzo che invitano a togliere il gas e a fermarsi per scattare una foto. La grande distesa d'acqua anticipa il grande monumento del Monte Baldo, tutto imbiancato e appena sotto il livello della neve le tracce ben visibili sia delle località di Prada che la salita di Punta Veleno. Se ravanate su Facebook, di foto di ieri ne trovate in quantità, comprese queste panoramiche.

La salita di Navazzo non presenta mai pendenze importanti: è però molto tortuosa ed è un divertimento sia nei rilanci in salita, che nella guida in discesa. Nessun fuorisoglia per nessuno: solo il Fabione stenta qualcosina in cima e, dopo esser arrivato in cima ultimo nel gruppo, si offre spontaneamente di pagare il giro di caffé e cappuccini. "Grazie Fabio e a buon rendere: la prossima volta ci diamo dentro il doppio tanto di farti arrivare ultimo"!

Salita di NavazzoAl baretto su a Navazzo la quantità di bici parcheggiate è impressionante. Il tempo di guardare anche qualche bici da freeride ed i loro ciclisti bardati come dei motocrossisti, con un livello di protezioni adeguato all'uso.

Si torna giù per la stessa strada che abbiamo pedalato in salita, perché la discesa dall'altra parte ci porta in Valvestino e quindi troppo fuori mano, mentre l'orologio invita a puntare celermente verso Salò e poi verso Desenzano.

Così il ritorno è un po' veloce e bisogna stare un po' più attenti alle automobili, più o meno diligenti, perché scegliamo per la parte finale del nostro tragitto la strada statale e solo un accenno di fuorisoglia ci scappa su per i tornanti di via Zette.

Si arriva così a Desenzano in scioltezza con un buon 90 km nelle gambe e acido lattico praticamente nullo, coi fratelli Bazzani e i guastallesi che si concedono una bella birra media seduti ai tavolini sul lungolago, magari ammirando anche qualche coscia slanciata in mostra in questo anticipo di primavera, mentre per me e per Paolo le lancette dell'orologio segnano il tempo e dobbiamo scappare verso la via di casa rispettivamente per altri impegni familiari e sportivi.

In conclusione: un ottimo giro tra amici con paesaggi collinari, che non hanno nulla da invidiare a quelli tra Lazise e Torri del Benaco, da ripetersi assolutamente più avanti nella primavera o nel corso dell'estate. L'idea di andarci in bici direttamente da Verona può essere ragionevole o irragionevole a seconda delle condizioni meteo e della disponibilità di tempo per i partecipanti, altrimenti non vedo grossi problemi ad andare e tornare fino a Desenzano con la macchina, come abbiamo fatto ieri io e Paolo.

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Di Marco Tenuti (del 16/02/2010 @ 10:37:32, in natura, linkato 87 volte)

Il buon Paolo mi ha fatto arrivare puntualmente la traccia GPS dell'ascesa lungo il Valon fatta in compagnia domenica scorsa, mentre Enrico era giù a San Giorgio al corso di sci.

La traccia di colore rosso è quella dell'ascesa, la quale, presa al polso del buon Paolo mostra un picco di VAM a 900 metri/ora (Velocità Ascensionale Media), valore assolutamente eccellente, considerata la scarsa resa meccanica delle ciaspole e soprattutto l'avanzamento faticoso nella neve cedevole.

La traccia azzurra è invece la discesa, la cui parte iniziale coincide con la parte finale della salita, alla ricerca degli occhiali perduti.

In giallo invece la proposta del Paolo per un'altra uscita, da farsi preferibilmente in condizioni meteo ideali o quasi ed avendo a disposizione almeno un paio di orette di tempo.

Traccia GPS della ciaspolada nel Valon

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FI'ZI:K VENETO 2010 Fatto
28/3:GF Tre Valli Fatta
18/4:GF Durello Fatta
25/4:GF Paola Pezzo ** Fatta
02/6:Lessinia Legend Fatta

PRESTIGIO 2010 Fatto

07/3:Xbionic Challenge * Fatta
21/3:Trofeo Laigueglia ** Fatta
23/5:Divinus Bike ** Fatta
06/6:Casentino Bike *** Fatta
27/6:Gunn Rita **** Fatta
11/7:DSB **** Fatta
25/7:Lessinia Bike ** Fatta
01/8:La Vecia Ferovia * Fatta
12/9:Val di Fassa Bike ****
26/9:Gimondi Bike *
3/10:Sinalunga Bike **

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28/2:Airon Bike Fatta


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09/09/2010 @ 23.07.48
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