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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco Tenuti (del 29/07/2011 @ 09:44:34, in consumatore, linkato 10463 volte)

Sito Youandagip ancora sospeso Poco più di tre anni fa mi ero registrato al servizio youandagip.it con login e password, servizio che era direttamente collegato alla tessera di fidelizzazione che si può utilizzare presso le stazioni di servizio del grande gruppo petrolifero italiano. All'epoca la login consisteva nell'e-mail utilizzato per la registrazione.

Ho ricevuto ieri l'invito ad aggiornare i miei dati sul sito youandeni.com, che presuppongo sia la continuazione logica del 'vecchio' youandagip.it, visto che il gruppo è passato da Agip ad Eni.

Anzitutto c'è da dire che youandeni.com non è così scontato che sia la naturale continuazione di youandagip.it.

Poi se si entra nel sito youandagip.it, c'è un avviso di sospensione temporanea del servizio per aggiornamento dati. Solo che tale sospensione temporanea è ferma da almeno 4 mesi, se non di più, visto che si parla di un generico 19 marzo e 23 marzo, ma non si sa di quale anno, visto che io non ho seguito in prima persona le vicende delle transizione.

Infine se utilizzo le mie credenziali inserite all'epoca (login basata su e-mail e password) nel nuovo sito di youandeni.com, non c'è verso di collegarsi, così come non funziona nemmeno l'invio automatico di una nuova password all'indirizzo di posta elettronica esistente nei loro archivi.

Però youandeni.com possiede regolarmente il mio indirizzo e-mail e continua ad inviarmi comunicazioni di aggiornamento dati, a mo' di spam.

Mi pare insomma che ci sia un po' di confusione...

 
Di Marco Tenuti (del 20/07/2011 @ 09:06:18, in consumatore, linkato 4321 volte)

Nei miei ultimi giretti in solitario ai centri commerciali e ai supermercati, e proprio nell'ultimo di ieri sera alla cassa mi sono imbattuto per l'ennesima volta nella lamentela dei clienti che mi precedevano. A parte la mia intrinseca xenofobia padanoveneta che cerco sempre di reprimere in qualche modo - erano di una nazionalità un po' distante dalla nostra - si lamentavano di queste pessime abitudini ed obblighi "italiani", cioè del fatto che i sacchetti di plastica non sono più di plastica, ma sono di mais e non vanno bene praticamente a nulla, se non per l'umido di casa e cercavano di capire se era ancora possibile avere i sacchetti di plastica, a cui evidentemente erano tanto affezionati, per le capacità di resistenza ed indistruttibilità nel metterci dentro la spesa.

In realtà il problema non era la loro capacità di resistenza, ma piuttosto quella che la gente li lascia in giro o li smaltisce non correttamente, perché li usava e li usa - si perché in giro ce ne sono ancora tanti e troppi che girano e che vengono rifilati ad altri negozi che non sono quelli commerciali. Purtroppo la gente li usa per metterci dentro il secco e pertanto non vengono ancora riciclati, ma finiscono probabilmente nell'inceneritore a produrre anidride carbonica o "livelli di diossina controllati".

E' tanto difficile presentarsi con la solita bustona rigida in iuta o equivalente, come fanno in tanti ormai da mesi, se non da anni?

Il problema dell'eliminare i sacchetti di plastica è però un problema a cui i nostri legislatori e tecnici hanno tamponato con una soluzione squisitamente all'italiana: cioè benda sugli occhi e via.

Alle casse ci siamo messi a distribuire i famigerati sacchetti di amido di mais, che si bucano solo a guardarli. Questo obbligo pare lo abbiano solo i supermercati e gli ipermercati, ossia i negozi che vendono generi alimentari. Tutti gli altri negozi, farmacie, negozi di elettrodomestici, elettronica, abbigliamento, mercerie pare non abbiano alcun obbligo, perché continuano a dispensare sacchetti di plastica "vecchio stile". Ora io non so se questi ultimi negozi siano esenti da tale obbligo o se stiano ancora smaltendo i sacchetti di plastica che hanno in casa, ma non mi pare una gran cosa.

Non solo: se questo obbligo i grandi negozi di alimentari ce lo hanno solo per i sacchetti che vengono distribuiti e venduti alle casse, pare che lo stesso obbligo non ci sia per tutti i sacchetti che possono essere presi all'interno del negozio, cioè principalmente quelli in cui collocare frutta e verdura. Quelli sono misteriosamente fuori dalla "competenza di cassa"... Ed il paradosso è che essi sono destinati a contenere quanto più riciclabile e biodegradabile ci sia tra i generi alimentari, cioè proprio la frutta e verdura!

Ci vedo bene solo la lobby dei produttori di questi sacchetti - che a mio modo di vedere sono gli stessi che producono ed hanno sempre prodotto gli altri di plastica - che hanno ben pensato di differenziare la loro offerta, rifilando sacchetti di amido di mais ad un prezzo esorbitante alle casse, tanto ora non ce la si può più cavare con uno o due sacchetti, ma probabilmente ne servono almeno quattro o cinque per farci stare dentro la stessa spesa.

Se fosse per me, io bandirei qualsiasi sacchetto alle casse: ve lo portate da casa e basta. Vi siete dimenticati quello di iuta a casa? Bene, ve ne vendiamo un altro a 5 Euro, così meditate bene prima di partire da casa.

Infine la chicca finale: chi mi dice cosa sta aspettando la Barilla e tutti gli altri produttori di biscotti e similari ad utilizzare imballaggi riciclabili? Guardate la foto: penso che la stessa domanda ve la poniate subito anche voi...

Sacchetti per la frutta e verdura e sacchetti per biscotti

 
Di Marco Tenuti (del 08/11/2010 @ 11:20:15, in consumatore, linkato 6033 volte)

Segui sul blog del Papataso il dramma del primo giorno di un'uggiosa settimana di un mese di m...a, ossia l'odissea per raggiungere il bagnasciuga di Povegliano a Mare.

Pare che stamattina un autoarticolato abbia fatto il numero dell'anno, cioè sia saltato da un cavalcavia della tangenziale direttamente in autostrada A4, altro che sassi dal cavalcavia! O forse non voleva pagare il pedaggio, una vessazione sempre più insopportabile dell'opulenta famiglia Benetton contro l'Italia che lavora?

Purtroppo e anche per fortuna, per il Papataso il dovere di cronaca fotografica, come solo lui sa fare. La cosa pare si sia protratta per un paio di orette. Tra un po' a freddo arriveranno probabilmente anche le meditazioni sulla congestione del traffico e su quanto poco ci voglia per mandare in crisi il sistema di mobilità provinciale e regionale...

Su Faccialibro anche un bell'album fotografico per voi che volete cominciare con sprint la giornata!

TIR vola da un cavalcavia direttamente in autostrada

 
Di Marco Tenuti (del 01/11/2010 @ 08:53:07, in consumatore, linkato 5957 volte)

Su Wikipedia ho trovato una legenda molto utile per il prossimo step delle nostre attività di riciclaggio della plastica...

Tutti i simboli che trovate sulla plastica

 
Di Marco Tenuti (del 22/10/2010 @ 18:43:47, in consumatore, linkato 5876 volte)

La Camera boccia la proposta idv di abolire il vitalizio per i deputati in carica e quelli cessati. Si potevano risparmiare 150 milioni di euro all'anno, ed eliminare un incomprensibile privilegio che allontana il Paese reale dalle istituzioni e la casta. L'intervento dell'onorevole Antonio Borghesi e il successivo voto della Camera.

 
Di Marco Tenuti (del 22/10/2010 @ 18:39:30, in consumatore, linkato 5908 volte)

Riporto dal sito dell'onorevole Antonio Borghesi quello che non è passato al momento sui principali media, stando alle dichiarazioni scritte in alcuni messaggi che stanno girando in queste ore su Internet.

Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, formulato dal Collegio dei questori. ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, noi non possiamo ritirare quest'ordine del giorno, perché crediamo che su questo punto sia necessario intervenire.

L'abbiamo inserito nella contromanovra alla manovra economica del Governo, che è stata trasformata in un progetto di legge che qui non abbiamo potuto poi votare perché il Governo ha posto la questione di fiducia, ma riteniamo che questo sia un tema al quale i cittadini sono giustamente sensibili. Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l'idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant'anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C'è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all'ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell'arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell'Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l'anno. Per questo motivo, chiediamo che la Camera si esprima su questo punto e vogliamo davvero dire che non c'è nulla, ma proprio nulla, di demagogico in questa nostra proposta (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, non accettato dal Collegio dei questori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).

 
Di Marco Tenuti (del 01/10/2010 @ 10:34:31, in consumatore, linkato 3291 volte)

Per chi non sapesse dove siano le isole ecologiche, vi metto la cartina delle due isole presenti nel comune di Verona.

Vi rimando anche alla pagina specifica del sito dell'AMIA:

http://www.amiavr.it/nqcontent.cfm?a_id=929

Isola ecologica? Che definizione del "menga"... è il posto dove portiamo tutte le immondizie per differenziarle e questi la chiamano isola ecologica? Questi centri di raccolta fungono da catalizzatori di tutta l'immondizia e del marciume che abbiamo prodotto, consumato e sperperato per anni e decenni ed ora vogliamo espiare i nostri peccati, pensando che il nostro ritrovato sforzo sia armonioso con la natura e l'ambiente, da qui ecco quindi sorgere queste cattedrali ecologiche.

In verità dovrebbero raccontarci un po' più spesso cosa succede di tutto il materiale che portiamo presso questi punti di raccolta, tramite informazione televisiva, con documentari in cui si vede esattamente la fine che fa ogni singola cosa. E così smuoveremmo per l'ennesima volta i pensieri dei più scettici, che proprio non digeriscono la raccolta differenziata e pensano che tutto finisca sempre in discarica in maniera indiscriminata.

A "casa mia" l'isola ecologica dovrebbe essere tutto quello che circonda questi centri di raccolta differenziata, cioè tutto lo spazio circostante, tutto lo spazio dove viviamo. Lo spazio dove camminiamo, dove corriamo, dove pedaliamo, dove studiamo, dove lavoriamo, dove leggiamo, dove ci divertiamo.

Solo che anche qui ci vuole un bel coraggio a chiamare ecologico tutto lo spazio urbano e suburbano in cui siamo immersi, visto che tra cemento, asfalto e strade, ma soprattutto di smog, particolato e gente che ancora non vuole capire cosa sia veramente ecologico e cosa non lo è. E' inutile che pensiamo di essere veramente "ecologici", se crediamo che basti possedere un SUV Euro 5 per andare a prendere i figli a scuola, che dista 500 metri da casa. E' troppo semplice prendere le banane biologiche e magari lasciare lì la verdura sgualcita nel frigorifero, quando invece ci si può fare un buonissimo minestrone. Troppo facile usare il cellulare, quando nell'altra stanza c'è il telefono collegato alla rete fissa, che produce molto meno inquinamento elettromagnetico.

E' tutta una farsa del linguaggio e dei nostri tempi: con le definizioni altisonanti ce la raccontiamo talmente bene, che siamo più bravi del governo e della politica a credere che stiamo facendo il meglio per noi stessi, per il nostri figli e per l'ambiente.

Le isole ecologiche nel comune di Verona

 
Di Marco Tenuti (del 23/09/2010 @ 12:23:35, in consumatore, linkato 1067 volte)

Porta a porta su L'ArenaAnch'io vorrei dire la mia, anche se non mi sento chiamato in causa, per il fatto che la raccolta porta a porta è partita anche qui nel mio paese, visto che l'articolo comparso su L'Arena di oggi è proprio relativo alle lamentele della Valpantena. Non cambia nulla rispetto agli altri paesi che fanno la "porta a porta" già da un po' di tempo. Quindi, chi si lamenta in Valpantena, si lamenta semplicemente perché prima la raccolta differenziata non l'ha mai fatta o l'ha fatta molto male.

O meglio, si che cambia qualcosa dagli altri paesi dove c'è già il "porta a porta". Gli altri paesi sono passati dalla "raccolta delle immondizie" alla "raccolta porta a porta", mentre tutti i paesi e i quartieri del comune di Verona stanno passando dalla "raccolta differenziata" alla "raccolta porta a porta". Ed un sacco di cittadini, come il sottoscritto, la raccolta differenziata l'ha sempre fatta e anche molto bene, senza alcun dubbio su come fare, su cosa mettere nell'umido, cosa nel secco e via dicendo.

Quello che trovo personalmente sconveniente è che prima potevo differenziare e liberarmi dell'immondizia differenziata quando volevo - dovevo semplicemente recarmi a questo o quel cassonetto a 100 o 200 metri da casa - adesso invece i "cassonetti differenziati" me li devo tenere in casa, perché ci sono i giorni prestabiliti.

Il problema è però, se siamo arrivati a tanto, che tanti altri cittadini la "raccolta differenziata" non si sono mai messi a farla, vuoi per sfiducia del sistema, vuoi per pigrizia, vuoi per menefreghismo, vuoi per ignoranza. E adesso, anche se ci ho perso qualcosa anch'io con questo passaggio al "porta a porta", BEN GLI STA a tutta questa gente che se n'è sempre fregata di impegnarsi a fare la raccolta differenziata! Se tutti avessimo fatto bene la raccolta differenziata, non avremmo avuto il 50% di differenziazione a giugno 2010, ma il 90%. Se tutti avessimo diligentemente separato la plastica dal vetro e la carta, l'umido dal secco, la nostra amministrazione comunale non sarebbe mai stata costretta ad arriva al "porta e porta" per alzare la percentuale. E non è pura demagogia il fatto di incensarsi di "90%" anziché di "50%", ma stiamo parlando di salvaguardare le risorse della natura e di inquinarla il meno possibile. Quindi l'unica maniera per alzare la percentuale è fare il "porta a porta", perché ci sono tanti, troppi cittadini menefreghisti. Fino ad ora mi pare di aver scritto solo ovvietà.

Se fosse stato per me, avrei messo delle microcamere sui cassonetti ed avrei controllato cosa la gente buttava prima nei cassonetti del secco e tutta la loro "merda" che non hanno mai differenziato, gliel'avrei versata in soggiorno o gliel'avrei fatta mangiare, in perfetto stile nazifascista.

E' il solito problema all'italiana: se nessuno mi controlla, io faccio quello che voglio e siccome costa un po' di sacrificio, me ne strafrego.

Dovendo essere un po' più diplomatico, io avrei introdotto un sistema molto più ingegnoso, che con gli italiani funzionerebbe a meraviglia: "se mi porti tot kg di plastica, ti dò un bonus di tot euro, se mi porti tot kg di carta/cartone, di dò un bonus di tot euro" e via dicendo, bonus da scalare dalla tassa delle immondizie con possibilità di andare pure a credito per i più virtuosi. In Scandinavia fanno esattamente così con le bottiglie di plastica e con le lattine e si che gli scandinavi non hanno bisogno di arrivare a tanto, precisi e puntuali come sono!

Con un sistema del genere, anche Napoli e tutta la Campania sarebbero talmente pulite, che non trovereste in giro neanche i cucchiaini del gelato nella pattumiera della gelateria.

 
Di Marco Tenuti (del 22/11/2009 @ 19:20:56, in consumatore, linkato 1517 volte)

No tabacco per AppleRiporto con piacere questa notizia da Macity, il più aggiornato sito di notizie Apple della rete in lingua italiana, che mette luce su una delle piaghe dell'umanità, cioè il tabagismo. Oltre ad essere nocivo per gli esseri umani, sembra che lo sia anche per i computer ed ovviamente chi li ripara.

Consumerist, un sito web statunitense che si occupa d'informazioni per consumatori, riporta due casi nei quali il servizio di assistenza in garanzia è stato negato a causa di danni causati dal fumo di sigaretta. In entrambi i casi, la lavorazione è stata rifiutata, poiché Apple considera il fumo dannoso per la salute e una violazione delle regole imposte dall'Occupational Safety and Health Administration (OSHA), l'agenzia del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti.

Impiegati di un Apple Store avrebbero in un caso riferito ad un cliente che il computer non è in condizioni economiche di poter essere riparato a causa della presenza di catrame e fumo di sigaretta.

In entrambi i casi, i proprietari dei due computer hanno inviato una lettera a Steve Jobs e in un caso un cliente ha ricevuto una lettera nella quale veniva dettagliata l'impossibilità di procedere con la riparazione, essendo la nicotina tra le sostanze ritenute pericolose dall'OSHA e dunque non è possibile mettere a rischio di salute i dipendenti.

Consumerist è in attesa di ricevere da Apple una risposta ufficiale sulle politiche e su quali siano i parametri di operatività su macchine nelle quali sia presente catrame e residui del fumo.

La dipendenza da tabacco, oltre che essere un enorme danno per la salute nostra e di chi ci sta intorno, comporta potenziali danni anche alle apparecchiature elettroniche. Il fumo oleoso e i depositi di catrame si posano sulle schede madri creando patine oleose, imbrattando e insudiciando ventole e componenti che servono a raffreddare e far lavorare alle corrette temperature le macchine.

Da parte di chi scrive, possiamo garantirvi di aver visto decine di casi di PC e Mac con schede madri e altri componenti danneggiati dalla presenza in ambienti con forti fumatori. Ad un nostro amico fumatore è bastato mostrare le condizioni di una puzzolente e irriconoscibile scheda madre del suo PowerMac G5 per farlo smettere immediatamente di fumare!

 
Di Marco Tenuti (del 07/08/2009 @ 15:53:10, in consumatore, linkato 1039 volte)

Ho appena letto la critica invereconda del Pier sulle ultime novità in fatto di Codice della Strada. Se commetto un'infrazione con la bici, mi tolgono i punti della patente, come se fossi a bordo della macchina.

Dal punto di vista teorico la cosa potrebbe avere anche una sua logica: se uno è in possesso di una licenza di guida che dimostra che uno conosce e padroneggia sia la segnaletica, che l'intero codice stradale, è giusto che tale persona lo rispetti fino in fondo, non solo quando è alla guida della moto, del camion o dell'automobile, ma anche quando va in bici.

Dall'altro lato, c'è da dire che se io commetto un'infrazione in bici ed ho la patente, viene punita e sanzionata la mia possibilità di andare in moto o in auto: che senso ha una cosa del genere?

Se la medesima infrazione la commette uno che non è in possesso di alcuna licenza o titolo, non viene punita e sanzionata tale possibilità. Per lui, forse, la multa economica e basta.

Io non sarò un esperto di diritto, ma una cosa del genere non mi sembra un trattamento alla pari, mi pare quasi un abuso.

Insomma se io guido in macchina in stato di ebbrezza, sono un vero pericolo sulla strada, nulla da eccepire; ma se io vado al bar del paese, e bevo "quattro goti", possibile che non possa nemmeno tornare a casa in bici? Devo per forza farmela tutta a piedi?

Se andiamo avanti di questo passo, al pub non ci posso nemmeno andare o tornare a piedi, perché tra un po' si inventeranno che il pedone deve stare alle stesse disposizioni di circolazione di tutti gli altri veicoli, visto che barcolla al ciglio della strada!

Tornando al post sul blog del Pezzo mi allineo sostanzialmente all'opinione espressa dall'esimio dottore. Anche i legislatori stanno davvero sclerando con queste cose insulse che non stanno nè in cielo nè in terra. Capisco legiferare e legiferare, ma quando non arreco danno a me stesso o sono di pericolo per gli altri, non entro nella sfera privata degli altri, non limito la libertà degli altri, lasciatemi vivere e respirare! Non posso neanche bere un amarone o un recioto e tornarmene in bici?

Cominciamo invece a fermare sulle strade le macchine più vecchie in stato fatiscente, cominciamo anche a sgamare tutti quei comunitari che circolano con la targa straniera, per non pagare tasse di circolazione italiane e relative assicurazioni, anche se circolano ormai solo in Italia, altrimenti uniformiamo le tasse di circolazione in tutta l'Europa.

Cominciamo a controllare la validità delle assicurazioni di chi circola sulle strade. Che non esista che un ubriaco magari senza assicurazione provoca un incidente, e qualcun altro debba pure subire danno e beffa.

Cominciamo a far pagare il bollo a tutta l'Italia, cominciamo a rompere le scatole a tutti quegli automobilisti sempre col cellulare in mano, nonostante i kit vivavoce siano in giro da anni e anni.

Cominciamo a tirare su con un ragno metallico tutte le automobili e gli automobilisti che viaggiano ai 110 km/h in corsia centrale, quando quella di destra è sempre libera.

Cominciamo a sgamare un po' di gente che viaggia con le gomme usurate. Cominciamo a multare la gente che viaggia senza cinture.

Cominciamo a rovinare quei genitori che tengono i figli piccoli in piedi sul divano posteriore o in piedi appena dietro i due sedili. Capisco che i figli diventano irrequieti dopo un po' che sono in macchina, ma basterebbe fermare l'autoveicolo e chiedere a bimbi: "Papà ti ha seduto sul seggiolino quando siete partiti?" Sapete che i bambini dicono sempre la verità, se non gli insegnate troppo presto a dire le bugie...

Cominciamo a far installare i semafori intelligenti, che non ti fanno stare fermo col rosso, quando nelle altre direzioni non sta passando nessuno. Cosa mai ci vuole a mettere a tutti gli incroci dei sensori di presenza per regolare il traffico delle strade secondarie rispetto alla via principale?

Cominciamo a rimuovere tutti quei casi di segnali incoerenti col contesto, come ad esempio il segnale di limite di velocità 10 km/h per lavori in corso, visto che nessuno li rispetta, perché il cantiere è già finito da un pezzo.

Possibile che in questo paese non abbia da prevalere il BUON SENSO su qualsiasi altra PUTTANATA che i politici si inventino, pur di tirar su soldi?

 
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