\\ Home Page : Articolo : Stampa
Assieme al dr.Pich verso San Mauro e Velo
Di Marco Tenuti (del 15/08/2008 @ 15:37:13, in MTB, linkato 1088 volte)

Mercoledì ho avuto il sommo piacere di pedalare col Lele, amico d'infanzia con cui ho fatto tutte le elementari alla mitica scuola di Coda di Alcenago, scuola che non esiste più da un bel pezzo.

L'arcobaleno dopo lo scroscio a Barco, Tregnago, VRL'appuntamento era previsto per le ore 14.30 alla gelateria Ciao in piazza Ederle a Grezzana, appuntamento a cui si doveva presentare anche il Righe, ma sappiamo tutti com'è andata. Partiamo di buona lena verso le 15.00, dove sono io a suggerire un percorso inedito, perché voglio dedicare la giornata alla sperimentazione.

Nè io nè il Pich abbiamo mai fatto la salita che da Mezzane di Sotto conduce a Mezzane di Sopra e che porta in Lessinia centrale, così decidiamo di non risalire la valle di Mezzane, ma di scavalcare su per Pian di Castagné e successivamente a Castagné, in modo da arrivare rapidamente a Villa di Mezzane. Ne approfittiamo insomma per testare subito la gamba e devo dire che anche la gamba del Pich c'è.

Scesi pertanto da Castagné, ci imbattiamo subito nella salita che porta a Mezzane di Sopra. Io l'avevo fatta un paio di volte in discesa, mentre il Pich non ricorda di averla mai fatta, se non in macchina. Il pezzo iniziale mette subito a dura prova la nostra libera iniziativa e un caldo infernale ci attanaglia fino al capitello di San Vincenzo, dove il Pich lamenta da subito una leggera insolazione, complice forse il fatto di essersi denudato indecorosamente e di aver attraversato il paese a petto nudo.

Al capitello di San Vincenzo si fa vivo il Righe via SMS e tramite una telefonata, in cui ci dice di essere ben contento di non essere dei nostri, vista la scarsa propensione a pedalare, da quando gli è arrivato lo scooterone della Yamaha. In più il cielo non è dei più sereni guardando verso la Lessinia, ma non demordiamo e affrontiamo la salita, visto che le peggiori pendenze sembrano essere andate.

La bettola di fortuna sotto cui ci siamo riparati per mezz'oraPassiamo varie frazioncine a noi sconosciute, solo che arrivati a ormai su a Barco arriva uno scroscio copioso che ci costringe a battere in ritirata in una bettola in cui ci stanno a malapena le nostre due bici e noi stessi. La pausa è molto lunga, perché il temporale non vuol saperne di smettere, ma scorgiamo due ciclisti del Team Strazzer, sprezzanti del pericolo e dell'umidità, che saprò solo a sera chiamarsi Paolo e Flavio, da quanto appreso dal blog del Pezzo.

Ad un certo punto il buon Dio chiude il rubinetto, compare l'arcobaleno e noi torniamo in sella, con la ferma intenzione di puntare in alto. Alla Bettola di Tregnago incontriamo un simpatico vecchietto, che d'orecchio non ci sente un granché bene, ma ci spiega del meteo, della tempesta e del fatto che siamo in prossimità del confine tra tre comuni, ossia Badia Calavena, Tregnago e San Mauro in Saline. La pedalata del Pich va un po' affievolendo, ma arriviamo a San Mauro e allunghiamo verso Velo Veronese, dove facciamo tappa alla pasticcieria Peroni, quella delle amiche del Righe.

Qui decidiamo di carburare con una Coca Cola e qualche pastina e se ne vanno in rapida successione uno strudel, un saccottino di mele, una sfoglia di mele e una bombetta al cioccolato, tanto per far pace col cardiofrequenzimetro che lamenta già un dispendio di almeno 1800 kcal.

Qualche dubbio per il Pich se tornare per Roverè e poi Cerro, dubbi che io allontano subito, perché voglio macinare chilometri su chilometri e voglio allungare il tragitto, passando per Camposilvano, San Francesco, Valdiporro e poi Bosco. Lungo questi 15 km io vorrei anche aumentare l'andatura, ma il Pich preferisce godersi il fresco della natura e annusare il profumo delle violette, così la pedalata si fa blanda e il ritmo più che mai turistico.

Da Bosco verso casa facciamo una puntatina presso l'officina del Beppe Canteri a Corbiolo, ma il nostro neopapà ha già chiuso i battenti e non ci rimane che scendere da Arzarè e Lughezzano. Un paio di volatine ai 55 km/h ci fanno arrivare giù a Grezzana che ormai è sera.