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Benvenuto nel blog di Marco Tenuti
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Era anche ora che cominciassi a pedalare qualcosa di più duro, dopo tantissimi piattoni, vallonati e falsi piani da solo che in compagnia.
Il weekend ciclistico del Marcante, l'unico del mese di marzo senza gare, è cominciato con la salita di venerdì pomeriggio da Mezzane di Sotto fino a San Vincenzo, fatto con una VAM di 1060 m/h, tanto per non esagerare da subito.
L'impressione è che la Addict faciliti enormemente l'effetto ascensore, ma devo dire che lo stato di forma continua a migliorare ogni settimana che passa e questo è di buon auspicio per i prossimi appuntamenti.
Sabato mattina, visti gli impegni pomeridiani con la GF dell'Ikea, ha previsto per il sottoscritto l'uscita col GC Grezzana. Il Freccia Blu grezzanese parte lievemente in ritardo da Grezzana rispetto alla tabella di marcia, solo che questo ritardo consente al Paolo Orlandi di salire al volo e di marciare comodamente in uno dei vagoni posteriori fino a Parona.
A Parona, purtroppo, c'è un problema ad un vagone e costringe allo stop l'intero convoglio, con incazzature varie che fanno accumulare un buon quarto d'ora di ritardo sulla maggioranza del gruppo, che punta a fare il giro della Valle inverso, cioè Valdadige in direzione nord e ritorno lungo la costa benacense.
La temperatura di sabato mattina non è delle più miti, ma arriviamo in quel di Rivalta di Brentino Belluno, dopo esserci regolarmente cambiati in testa al gruppo, che le strade si separano, tra il grosso del gruppo e quello degli scalatori di cui vengo a far parte.
Ci concediamo però un bel cappuccino e brioche proprio a Rivalta, cioè dall'altra parte dell'Adige, giusto quello che ci vuole per poter scalare la Peri-Fosse senza patemi alimentari.
Fatte le foto di rito al cartello che introduce alla salita, in compagnia dei Paoli rimasti, cioè Paolo Birtele e Paolo Orlandi, discutiamo un attimo sulla velocità media da tenere lungo la salita e alla mia domanda "Oggi saliamo in 35, 40 o 45 minuti?" mi viene risposto un pacifico 55'. Si parte tutti felici e contenti delle nostre guarniture Compact e dell'ultimo pignone sempre molto generoso.
Lungo la salita il battito oscilla per il sottoscritto tra 160 e 170 bpm, mentre il Paolo Orlandi viaggia costantemente a 15 bpm sotto il mio valore, della serie "quando lui vuole aprire il gas, può sempre farlo", ma non è nelle sue intenzioni fare il Ganassa e preferisce stare, come sempre, in compagnia a ciacolare.
La proiezione del tempo finale della salita viene via via ritoccato, vuoi per l'impresione altimetrica, vuoi per un ritmo leggermente superiore nella seconda parte: prima 60', poi 48'. Fatto sta che siamo arrivati all'Ombra delle Fosse in 47' e rotti. Anche la temperatura esterna è decisamente rigida: si passa dai +12°C di Peri ai +4°C di Fosse.
Il ritorno verso casa è fatto per la via più breve, cioè dalle Barozze direttamente giù a Bellori, con una "strinada" da paura, che ci costringe a ripiegare in Turnover una volta arrivati a Grezzana.
Oggi, invece, giornata dedicata alle faccende domestiche e familiari, che mi vedono occupato a far ripetute nella tromba delle scale, vuoi col letto di Enrico, poi con le immondizie, poi con gli scatoloni. Nel pomeriggio un breve scratch con la Scale, che sfoggiava una catena XTR nuova di trinca, tutta però da rodare sul pacco pignoni in possesso. A parte qualche scricchiolio dovuto alla catena nuova, nessun salto di pignone, per cui direi che la bici è già pronta e deliberata per Laigueglia.
La pedalata in puro stile XC è stata di poco più di un'ora, con la salita da Sezano a Mezzomonte, discesa sul Piccolo Stelvio e immediatamente salita dello stesso Piccolo Stelvio.
La gente a piedi lungo i 19 tornati è tantissima, ma tutti fanno il tifo ed io salgo come una moto, tanto è vero che c'ho pure una motocross che ci mette 4-5 tornanti a superarmi e poi mi fa strada per almeno altri 2-3 tornante, visto che c'è da dribblare parecchia gente a piedi. Tempo finale 8'39", che è il mio nuovo record personale.
La discesa avviene in direzione Grezzana, dove mi sparo anche la pendenza al 14% verso Cavolo: la catena regge bene l'impatto, così ne approfitto per fermarmi a casa del Righe per un breve ristoro idrico.
Questo weekend se n'è andato senza gare, ma il ritmo gara nelle gambe e nella testa c'è tutto, quindi si va a Laigueglia con la giusta mentalità! Ora non rimane che andare a divertirsi mercoledì sera sul Gabbio assieme agli altri amici del Pappataso Fans Club!
Dopo aver letto il post, giustamente, euforico del Papataso - ancora complimenti per l'ottima performance odierna... Magia dell'Alfiero  -, racconto anche la mi esperienza. Partiamo subito con il doveroso ringraziamento a Giorgio per averci concesso in comodato d'uso il Kangoo del nostro Team, grazie Giorgio!!! Dopo aver caricato i due Pezzo Brothers al casello di VR Est, di cui godevo già del loro agonismo fraterno nel puro spirito decubertiano...credeghe, eheheheh!!!, siamo entrati in autostrada con un temperatura decente per essere le 7 del mattino e soprattutto senza NEVE!!! l'euforia, almeno da parte mia, è andata via vi scemando, vuoi per i banchi di nebbia nel mantovano e soprattutto per il notare nei campi che scorrevano a fianco a noi le prime chiazze di neve. La temperatura si attestava su un buon -1°, buono perché speravamo che questo significasse terreno ghiacciato... pia illusione. Arriviamo a San Marino di Carpi e l'impatto con il freddo è stato come un pugno nello stomaco, vabbè, ormai eravamo lì e quindi, dopo esserci preparati, siamo partiti per un giro di riscaldamento/ricognizione lungo i primi km. del percorso. L'asfalto e poi lo sterrato molto largo con solo qualche pozzanghera, ci hanno creati l'ultima illusione di una gara veloce e magari con poco fango. L'illusione è durata pochi minuti, sia per la partenza sita in un prato paludoso e sia dai commenti di alcuni atleti locali: fango, fango, fango!!! Noi tre siamo partiti come al solito in seconda griglia e davanti a noi vedevamo i 400 iscritti al River Marathon, quindi sarebbe stata un'altra gara d'inseguimento. Partenza: io sono molto lesto e comincio superare gli altri concorrenti. Anche Andrea è partito molto bene e per un pò mi è stato davanti... per un pò, perché l'ho superato ancora nel tratto buono del percorso. Dopo un pò che è iniziato il primo argine innevato ed infangato, mentre stavo proseguento i miei sorpassi, ad un certo punto, nonostante io avvertissi dove stavo per passare, un altro biker è sbandato proprio mentre lo stavo superando sulla destra. Siamo entrambi caduti, solo che io sono proprio finito in un fosso e mi sono bagnato praticamente tutto. Ho ripreso la verdona, senza neanche guardare se aveva avuto qualche problema e insultando l'altro ed imprecando mi sono lanciato in un furioso recupero. Ho risuperato il Papataso e ho continuato la mia azione in mezzo al fango e che fango. Verso la fine del primo giro ho raggiunto 3 bikers che poi si sono messi a collaborare abbastanza ed infatti, nel tratto asfalto/sterrato abbiamo raggiunto un trenino che viaggiava di conserva. Non paghi, abbiamo spinto ulteriormente in quanto abbiamo visto che quasi tutto il trenino pedalava ad un buon ritmo, ma leggermente inferiore al nostro. Siamo entrati negli argini melmosi e la situazione "fango" era assai peggiorata, praticamente c'è stato un gran lavoro di addominali per cercare di rimanere in equilibrio. Al giro di boa, per tornare verso il paese, ho cominciato a sentire le prime avvisaglie di una crisi di fame... probabilmente avevo speso troppo nel mio forsennato recupero e, sinceramente, speravo che i tratti fangosi fossero meno e più gestibili. Secondo il conteggio che stavano facendo un paio della Protezione Civile, mi trovavo intorno alla settantantesima posizione assoluta e allora ho cercato di gestire al meglio la crisi. Purtroppo così non è stato, man mano che passavano i metri non riuscivo più a spingere ed il fango non voleva lasciarci. A circa 5 Km. dall'arrivo, Andrea mi ha raggiunto e superato ed a una sua domanda su cosa mi era successo, ho solo detto che ero stanco di fango...ma non era così. Gli ultimi km. sono stati un'agonia e parecchi mi hanno superato, nonostante cercassi in tutti i modi di resistere, ma come fai a resistere se il tuo corpo non collabora? Dopo aver finalmente tagliato il traguardo, ho cercato disperatamente il ristoro e mi ci sono letteralmente fiondato: 3 panini con la salsiccia, 3/4 pezzi di focaccia, un decina di fette di ananas, 4 fette di torte. Dopo la doccia, ovviamente a temperatura ambiente, ho spazzolato anche 2 piatti di pasta. Questo solo per far capire come ero messo fisicamente. Devo fare i complimenti agli organizzatori per il ristoro e pasta party, dove uno poteva mangiare fino a scoppiare... proprio come alla GF Paola Pezzo  . Nonostante tutto quello che mi è capitato e della settimana trascorsa con forti dolori addominali, mi posso ritenere soddisfatto ugualmente...l'unico rammarico non è per me ma per l'Anonimo che oggi avrebbe potuto arrivarmi davanti se fosse stato un pò più convinto...non so se gli concederò un'altra chance  Concludo dicendo che, comunque, è stata ugualmente una bella giornata anche quella vissuta oggi insieme a due amici e a tutti gli altri con cui ho avuto modo di parlare e di salutare. Alla prossima.
Inutile nascondere la suspence per domenica prossima, quando andrò per la prima volta a correre al mare. Chiaro che il pezzo del lungomare è solo la parentesi finale della gara, mentre la gara vera si corre tutta su un XC davvero tosto con parecchi pezzi duri sia in salita che in discesa dove la padronanza tecnica farà la differenza, però se domenica 21 marzo, primo giorno della primavera astronomica, riservasse davvero una temperatura primaverile...
Oggi ho preso la bici da strada e mi son fatto una cavalcata di due ore, trasferendomi anzitutto da casa fino a Mezzane di Sotto e mi son sparato la salita diretta fino a San Vicenzo. Mi son fermato a scattare un paio di foto a quel poco che si può incrociare della GF Tre Valli.
Domani gli organizzatori nel pomeriggio condurranno chiunque lungo il percorso in modo da provarlo. Attualmente in cima c'è ancora un po' di neve che si sta sciogliendo qua e là, quindi ci sono ancora dei pezzi un po' infangati o bagnati della neve che si sta sciogliendo.
Vi lascio alle foto che ho scattato un paio di ore fa, cioè venerdì tra le 14.40 e le 15.10.

Penultima discesa verso Villa di Mezzane

Poco fango e sassi che stanno drenando bene

Carrareccia esposta al sole in cima a San Vincenzo (non si passa in gara)

Passaggio sotto il ponte della provinciale poco sopra Illasi

C'è un po' di fango "liquido"
Evidentemente la Gran Fondo del Pandoro sta facendo proseliti e il gruppo di Verona Bike ha pensato bene di bissare il successo delle due edizioni del giretto cicloturistico organizzato dal sottoscritto proponendo la Gran Fondo della Colomba, che trovate ampiamente illustrata sul blog Tuttogira.
Purtroppo io non potrò essere presente, a causa della mia partecipazione al Trofeo Laigueglia MTB Classic, per cui non posso che promettere la mia presenza, nel caso in cui venisse rimandata, magari al sabato antecedente la Pasqua o al lunedì di Pasquetta.
Riporto pertanto integralmente il testo presente sul loro blog.
1° GRAN FONDO DELLA COLOMBA
Domenica 21/03/10 con partenza alle ore 8.30 dal piazzale dell'ospedale di Marzana è organizzata la 1a Gran Fondo della Colomba edizione 2010.
Il percorso sarà di circa 40 km con un dislivello di circa 1000 metri.
Si pedaleranno le salite fra il Piccolo Stelvio, la pesa di Romagnano sino al giro di boa a Monte Viola da dove si inizierà la discesa che condurrà ad Erbino a casa dei genitori di Giorgio, che ci accoglieranno con thè caldo, panini e colomba per un momento di ristoro conviviale.
In caso di matempo l'uscita sarà posticipata in data da decidere.
Si tratta di una "sgasata" in compagnia, dunque non di una corsa, pur tuttavia stiamo valutando l'ipotesi di un percorso ridotto nel caso di bikers meno allenati. La qual cosa si deciderà il giorno stesso in base alle richieste.
Chi volesse parteciapare è pregato di rispondere con un post indicando nome e cognome, oppure puo' inviare una mail in modo da agevolare l'organizzazione.
Grazie sin d'ora per la partecipazione!
Al ristoro ci sarà una cassettina dove ciascun partecipante potrà fare un'offerta per contribuire alle spese.
Anch'io presente nel video di Ultimokm.net, un'ottima sintesi della seconda prova del River Marathon Cup.
Mi si vede tra i primi posti della seconda griglia, partita all'incirca tre minuti dopo della prima griglia: basta andare ai fotogrammi al 2'43" e dovreste vedere, oltre al Marcante, anche il Radu e il Miglio. Guardate bene proprio nel fotogramma qui a destra: davanti a me proprio Massimiliano, già in piedi pronto a scattare davanti a tutta la seconda griglia e trainarla subito ai 46 km/h, pronto a fare il vuoto, se non fosse per le due "pietre" che si porta a spasso quantomeno per i primi chilometri. Ed infatti, di lì a poco, la mia caduta porterà al distacco definitivo del sottoscritto, mentre per il Radu sarà una "felice tribolazione" fino al traguardo.
Cliccate qui per vedere il video integrale.
Ecco come si presentava oggi pomeriggio la mia fida Scale 10, dopo la scampagnata in quel di Asola...
Scatto rubato ieri sulla salita che dai lavatoi di Montorio porta al Pian di Castagnè, quando il Radu stava completando la rifinitura in vista della X-Bionic Challenge.
Al suo seguito una staffetta di moto che cercavano di seguirlo durante il suo allenamento. Rilevamenti cronometrici danno un tempo di 14' netti, lungo i 5350 metri (CINQUEMILATRECENTOCINQUANTA), fatti tutti in soglia medio-lenta, come si può notare anche dallo sguardo assolutamente disteso e rilassato.
Rimaniamo in attesa di strappare un suo commento a caldo, dopo la sua eccezionale performance odierna in quel di Asola.
"Non tutte le Asole vengono con il buco", così si potrebbe titolare questo articolo sulla seconda prova del River Marathon Cup 2010 in quel di Asola dove questa mattina si è corsa la X-Bionic, granfondo di Mountain bike. Innazitutto c'è da far presente che il nostro corrispondente non è riuscito ad arrivare in tempo a Asola, causa un fortissimo vento siberiano che spirava da ovest, ed è riuscito a seguire l'evento grazie a un megaschermo installato in fretta e furia nella mensa della Marcegaglia S.p.A. (ndr: co-sponsor della manifestazione).
Da lì comunque, grazie ad una intranet provvisoria concessa da Fastweb (ndr: altro co-sponsor della manifestazione) è riuscito a scrivere questo articolo. Partiamo subito da un paio di notizie di servizio: 1) causa il timore di un'onda anomala del Po, il tracciato della gara è stato allungato di una decina di km. e questo giustifica la mezz'ora in più che ci hanno messo i concorrenti a chiudere la prova rispetto all'edizione dello scorso anno; 2) secondo gli organizzatori i partecipanti erano 1.300, invece le autorità competenti affermavano che non erano più di 130...ovviamente la verità sta nel mezzo, come sempre e di seguito capirete il perchè.
Dopo il riscaldamento di ruotine, i partecipanti sono stati invitati ad entrare nell'area di partenza così organizzata: griglia d'onore per i primi 130 classificati nella Airon Bike della scorsa domenica, i restanti escursionisti, circa 1.170, inseriti in batterie chiuse con cancelli metallici zavorrati con da 50 quintali di mangimi gentilmente offerti dal Gruppo Veronesi (ndr: altro co-sponsor della manifestazione). Prima dello sparo di partenza è trapelata un'indiscrezione clamorosa: un noto atleta foresto non risultava iscritto alla gara, sembra che il fatto sia da imputare ad un ritardo nella presentazione del listino. La Corte dell'AIA (ndr: ultimo co-sponsor) non è riuscita ancora ad interpretare nella maniera corretta la legge interpretativa approvata in fretta e furia dal Parlamento di Mantova. Ma torniamo alla cronaca: allo sparo di partenza i 130 della griglia d'onore sono partiti come levrieri tenuti a digiuno per 40 giorni e 40 notti, nel frattempo i concorrenti a ridosso dei cancelli sono stati obbligati a beccare il mangime fintantoché i cancelli stessi, liberi dalla zavorra, si sono alzati e un'orda assatanata si è lanciata all'inseguimento come lupi grigi nella steppa lapponica a caccia dei piccoli marsupiali polari dalle zampe palmate.
In questo frangente sono scoppiati altri 3 clamorosi episodi che hanno influito non poco sulla classifica finale della gara.
1) è all'esame dei giudici un reclamo avanzato dai Team Sculazzo e Rodella su un noto atleta della Pieve colognolese che, come affermato da una moltitudine di testimoni, ha sfruttato la scia di una moto d'alta cilindrata che gli ha permesso di recuperare moltissime posizioni...seguirà conferenza stampa.
2) un altro fortissimo atleta foresto nonché affermatissimo professionista della Valpantena è rimasto coinvolto in una caduta. E' in fase di accertamento se la caduta che, all'inizio sembrava fortuita, non sia stata provocata arbitrariamente e su commissione da un atleta locale di pari categoria. Dopo un iniziale stato confusionale, l'atleta alcenaghese è riuscito a svincolarsi dai soccoritori locali, che stranamente insistevano per legarlo alla barella con una specie di camicia, e si è lanciato all'inseguimento, ma ormai la sua prestazione era stata compromessa e ha dovuto accontentarsi di una posizione di rincalzo.
3) causa il fortissimo vento siberiano laterale che, come si diceva poc'anzi, soffiava da ovest, gli atleti di statura superiore ai 190 cm. si sono trovati a lottare come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma, purtroppo, ogni loro tentativo si è rivelato vano e si sono ritrovati a Desenzano. Tra questi anche un notissimo atleta ex sanzenate che ha dovuto rinviare alla prossima gara l'inizio del suo anno scoppiettante. Quest'ultimo, insieme ad altri atleti di pari stazza, è riuscito a rientrare da Desenzano dopo aver cazzato la randa, chiudendo anche lui però in posizioni non consone alla sua fama.
Concludiamo dicendo che le classifiche non sono state ancora esposte, perchè la stesura iniziale aveva dato un resposnso completamente all'opposto degli exit-poll, quindi è in atto il controllo voluto dagli esponenti politici locali in quanto hanno gridato subito che i risultati erano stati manipolati dai soliti giudici rossi.
Nonostante tutto, comunque è stata una giornata di vita vera e chiudiamo augurandovi una buona serata.
Con stima.
Littorio Belpiero in arte Fede
Redattore unico del Gazzettino Asolano
Oggi in programma la prima gara del Prestigio 2010, un piattone padano, senza piadina, con cui si poteva portare a casa la prima stellina del circuito della rivista MTB Magazine. Una quantità di gente mai vista per una gara del genere, più che altro perché incentivati più che dalla stellina, dal ricco pacco gara con materiale della Xbionic.
Al ritiro pacchi gara e durante le operazioni di partenza un vento da paura, costante poi per tutta la gara. Tra un po' provo anche l'ottima maglietta della Xbionic. Le fasce per i polpacci dicevano durante il pastaparty che non siano autorizzate, perché trattasi di doping tecnologico.
La gara era un tutto-gas per due ore e mezza... parecchi pezzi di fango infame, niente di impossibile, ma la bici non ne voleva sapere di andare avanti a più dei 13-15 km/h. C'era solo da scegliere la traiettoria ideale, ammesso che ce ne fosse una sui pezzi critici. Dopo il primo giro, la mia catena aveva già dimenticato completamente cosa fosse l'olio ed era tutto un cigolio fino a fine gara. Solo spingendo i pignoni più duri come l'11 e il 12 la sofferenza acustica la si percepiva meno e così ho deciso di fare chilometri e chilometri con le marce più dure.
Il giro di lancio era una cosa un po' pericolosetta, visto che si partiva a tutta con i primi 3-4 km ai 35-45 km/h e con delle simpatiche raffiche di vento a creare scompiglio nei trenini improvvisati. Vedi il sottoscritto che ha fatto un volo della M...nna ai 35 km/h su asfalto senza conseguenze particolari, se non qualche livido al mignolo, gomito, ginocchio e culatta destri.
Pasta party eccellente, molto rapido con pennette al pesto, tortino al giallo d'uovo e mandorle e affettati assortiti.
Docce caldissime e nessuna coda: solo qualche problema col dispositivo automatico di erogazione acqua controllato da una fotocellula ed un timer che ragionava con una logica tutta "sua".
Un punto di vista tutto particolare quello del Radu, che dovrebbe arrivare entro sera, visto che ha sfruttato alla grande un gregario d'eccezione, cioè el Miglio campeon do mundo. Ringrazio in particolar modo il Simone Pasetto, per la sua generosissima disponibilità nell'offrire il suo camper, dove ci siamo sistemati alla grande. Un nota positiva va anche al Giando, che mi ha regalato dei simpaticissimi calzettini firmati Power, che sfoggerò alle prime notturne estive. Nota di colore bianco per il Maga, bianco come la sua divisa mezza stagione Focus 2010, dove campeggiava uno scudettino di Prestigioso 2009. La sua gara è stata nè carne, nè pesce, insomma una tribulada anche per lui... rimaniamo in spasmodica attesa delle foto di Eder.
Ecco dove si trova Laigueglia. Vi ricordo che sabato 20 marzo proprio a Laigueglia passerà il treno veloce della Milano-Sanremo, per cui io dovrei essere là a vedere i PRO a pochi chilometri da Sanremo e dalla Cipressa.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Stamattina effettuato il bonifico per il Trofeo Laigueglia MTB Classic, valido come terza prova del Prestigio MTB 2010 organizzato dalla rivista MTB Magazine di Compagnia Editoriale.
Adesso manca solo di inviare il fax, ma è già tutto pronto e compilato. Per me la gara di Laigueglia in provincia di Savona, ma quasi più vicino ad Imperia che a Savona sarà una gara per me tutta nuova e la seconda di quelle che ho in mente di fare per questo circuito.
Sarà una trasferta all'insegna dello sport e famiglia, visto che andremo tutta la famiglia al completo.
Leggendo qua e là - principalmente su MTB-forum, la gara sembra essere una gara non molto in stile marathon, ma più un XC bello impegnativo da fare tutto in un fiato. Nei prossimi giorni vedrò di documentarmi e di studiare bene il tracciato, in modo da non farmi cogliere impreparato o di sottovalutare questa gara, visto che è comunque classificata con tre stelline secondo il nuovo sistema di punteggio della rivista MTB Magazine.
Sviscero subito un po' di numeri per la gioia dei maghi di Excel e della cabala: portati a casa 85 km ai 30,5 km/h. Il percorso di oggi era il giro "corto" Turnover, cioè Quinto-Verona-Lazise-Bardolino-Pigno-Albaré-Gazzoli-Rivoli-Ragano-Sega-Ponton-Parona-Verona-Quinto tutti in solitario.
Mi ha preso subito un colpo quando stavo passeggiando tranquillamente ai 35 km/h su Lungadige Attiraglio, quando mi ha superato un jet, vestito con divisa Avesani, una stazza d'uomo, un Cancellara. Mi ha superato ad un altro passo, ma non mi son fatto perdere d'animo e così ho ciucciato la ruota immediatamente. La sua velocità di crociera da subito era 40 km/h: poi 42 km/h, poi passa a 45 km/h, poi 49 km/h stabili. Io son dietro a ciucciare e già sono a 168 battiti e penso subito tra me se questo davanti è Mandrake o Superman. Faccio sentire per un paio di volte il mio corpetto, ma non vedo il caso di chiamare strada. Sarà che avevamo vento a favore, comunque Bionic Man era imprendibile, era una gamba da Miglio, solo che non sono riuscito a "classificarlo". Arriviamo alla diga del Ceo e lui tira dritto, mentre io tiro un sospiro di sollievo e mi faccio la salitella del Chievo ai 25 km/h, cioè a velocità umana.
Il pezzo della Bassona me lo son fatto tutto anch'io ai 40 km/h e solo allora mi è venuto il dubbio. Di solito quel pezzo coi Turnover lo facciamo ai 35 km/h, oggi me lo faccio da solo a +5 km/h. Ed il ritorno? Meglio non pensarci: andiamo sul lago e poi ci inventeremo qualcosa per tornare a casa, tipo tireremo su lo spinnaker e ci metteremo a strambare e bolinare a più non posso.
Oggi c'era un vento boia che spirava verso OVEST, pertanto l'andata a medie da paura - me pareva de essere la locomotiva dell'Eurostar Turnover, tanto che son arrivato con una media dei 33,5 km/h sul lago in meno di un'ora - al ritorno ero el trenino a cremagliera che va avanti a sbuffi con velocità di crociera tra i 26 e i 30 km/h.
Ogni tanto mi veniva in mente la "tavola apparecchiata" del Pezzo e così, per cercare di ridurre la sofferenza, mi son fatto buona parte del ritorno con le mani basse, che più basse non si può e anche sulla mia schiena si potevano mettere quattro fondine e spaghetti all'amatriciana per tutti.
Al ritorno, arrivato a Ponte Catena, ho svoltato a destra e son passato da Bike Store da Poltronieri per gli ultimi ragguagli sulla situazione iscrizione Lessinia Legend.
Mi pareva di essere in negozio con Roel e Marco Aurelio, tra divise e colori nero-verdi. Poltronieri ha davvero delle bici eccezionali in negozio. Ho visto anche la Flash 29" in carbonio con Lefty: è spettacolare e meriterebbe davvero di farci un pensiero. Pare di vedere una Scale un po' più grande e con in più la Lefty - cioè lo sbavo del cross country - solo che costerà bazzeccole... o mi sbaglio, Luca?
Non posso non riprendere anch'io l'articolo postato dal Fabione sul suo blog che col suo occhiolino clinico ha notato un particolare che mi era sfuggito sotto il gazebo del team Rodella domenica mattina alla Airon Bike.
Nulla da dire: il Bazzani va forte, ma oltre alla crema, nella gambe si nota che il Ciro alle spalle pare "appoggiare" con gusto... Sarà la prospettiva? Mah!
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