Un nuovo aiutante in casa Marcante nei disbrighi delle faccende famigliari e professionali. Anche Tommaso si è dotato di un terminale intelligente con cui può curare le questioni più ordinarie direttamente dal suo browser parlante.
Checché se ne dica, ho l'impressione che i servizi postali e i servizi di spedizione delle principali aziende private - DHL, UPS, TNT, Fedex, Bartolini, Executive - siano sempre più veloci.
Negli ultimi giorni ho ordinato del materiale da un grosso negozio online, il quale mi aveva promesso il recapito della merce in 3-5 giorni lavorativi ed invece è arrivata in meno di 48 ore dal mio ordine!
Analogamente una spedizione con posta prioritaria dalla Germania è arrivata anch'essa in pochissimi giorni.
Grazie ai sistemi integrati sempre più efficienti, ha sempre più senso procedere autonomamente a comprare merce e beni dalla rete, anziché rivolgersi ai soliti canali di distribuzione, se non si ha bisogno di particolari prestazioni o servizi per il cliente finale.
Sorprendente che anche Poste Italiane siano coinvolte in questo miglioramento dell'efficienza dei propri servizi di consegna.
Aspetto a questo punto una secca smentita, che mi faccia tornare coi piedi per terra...
Di Marco Tenuti (del 16/05/2012 @ 11:26:15, in MTB, linkato 48 volte)
A distanza di qualche giorno eccomi anch'io a commentare le novità della Lessinia Legend, edizione 2012, dopo che lo ha fatto compiutamente il Papataso sul suo blog.
Le mie impressioni generali sono sostanzialmente sulla linea di Andrea, cioè che la Legend 2012 sarà probabilmente ricordata come la più dura di sempre, perché il dislivello totale sarà da record e soprattutto per come il tracciato Extreme si avvicina all'arrivo.
Se già questo vi basta per terminare la lettura, non disperate: il comitato organizzatore ha mantenuto sostanzialmente inalterato il percorso Classic rispetto all'edizione 2011. Per chi non ha una preparazione estrema o quantomeno da marathon, consiglio molto caldamente di non farsi tentare dalle sirene ammaliatrici delle imprese impossibili: il percorso Extreme non è da tutti, inutile che stiamo qua a girarci intorno.
Il percorso Classic assicura un po' tutto quello che si può desiderare da un eccellente percorso di mountain bike collocato in montagna - condizione necessaria, ma non sufficiente per una bella gara di mountain bike - e mi pare doveroso ricordare bene questa cosa. Si parte anzitutto già in quota, a Velo Veronese e per tanto caldo che possa essere la giornata, non potrà che essere una temperatura gradevole, trovandoci a 1100 metri sul livello del mare.
Al tre, due, uno, via ci si sgrana su una salita asfaltata, dove le gerarchie vengono presto stabilite, nel caso in cui riteniate che il vostro posizionamento in griglia non adeguato, senza la preoccupazione, per chi va forte, di rimanere imbottigliato dietro a gente più lenta e l'analoga preoccupazione, per chi non è un fulmine in salita, di ostacolare i più veloci ed incazzati. Anche chi va piano, ma che ritiene di essere bravino in discesa, una volta raggiunto il GPM del Monte Tomba, c'è assolutamente modo di lasciar scorrere le proprie ruote, meglio ancora se grandi, nella lunga discesa che riporta all'arrivo del percorso Classic, cioè i tratti dal Monte Tomba a San Giorgio e dal Passo Malera a Velo Veronese.
Tutto lo scenario in cui si ambienta il percorso "corto" è assolutamente fantastico: avete tutta la Lessinia sotto le vostre ruote ed in lontananza potete ammirare l'intera pianura padana, arrivando a vedere perfino gli Appennini ed il Mare Adriatico, se il cielo e l'umidità padana lo consentono. Se siete orientati a percorrere il Classic in un tempo superiore alle 2h30', godetevi questo spettacolo.
Per chi invece ha già deciso di percorrere l'intero percorso Extreme, non c'è da farsi prendere la mano nei primi 40 chilometri. La voglia di tenere le ruote più veloci che probabilmente taglieranno corto a Velo è tanta, ma sappiate gestirvi più che mai, perché la benzina necessaria per risalire la Val d'Illasi è tanta e potreste finirla prima del previsto.
Appena lascerete l'abitato di Velo Veronese, comincerete un tratto abbastanza tecnico in discesa, dove c'è da affrontare qualche piccolo gradino lungo parecchi single track assolutamente degni di un cross country. Non ci sarà nemmeno l'ansia di sgomitare con gli altri concorrenti, perché si arriverà abbastanza sgranati con già due ore abbondanti nelle gambe. Anche i tratti successivi di Malga Vazzo rimangono molto panoramici e divertenti. La prima parte della "seconda parte" io la considerei qualcosa di interlocutorio, dove cercare di approfittare per alimentarsi e divertisi. Scorreranno così le contrade di Sartori, Erbisti, Gardun, il Monte Capriolo e contrada Corlaiti senza particolari ansie o difficoltà.
Arrivati però nel punto più basso della gara, nel vaio tra San Rocco di Piegara e San Mauro, cominciano delle parti ben delineate, chiamiamole d'ora in poi "settori", in cui si può dividere il percorso fino all'arrivo. Questo è senza dubbio un vantaggio non da poco, perché consente di gestire bene le energie e di trattenersi fino all'arrivo.
Il primo settore è l'ascesa al Monte Moro: dal vaio si risale fino su a San Mauro di Saline, dove ci si aspetta la scalata a Monte Moro. E' un tratto non molto lungo, meno di mezzo chilometro, ma in cui ci alza di circa un centinaio di metri di altitudine. Già presente nell'edizione Marathon del 2011, qui non c'è molto da fare: c'è solo da mettere l'ultimo rapporto utile, ma non c'è alcun problema di grip, basta solo fiato e gambe.
La conquista di Monte Moro introduce ad un lungo pezzo di divertimento, un "settore" completamente di riposo per le gambe, cioè la discesa che porta giù a Badia Calavena, cioè la caduta in Valdillasi da quota 900 metri fino a poco sotto 500 metri. Sbloccate la forcella, fate la traiettoria ideale e di tanto in tanto toccate i freni!
Il successivo "settore", da Badia Calavena fino a Sant'Andrea segue un tratto pedalabile, però che presenta qualche piccolo dentino e anche un piccolo single track su erba, che abbassa la velocità media e non fa guadagnare quota.
Ecco poi un "settore" inedito ai più: si guada il torrente Illasi - è obbligatorio scendere dalla bici perché non si riesce a passare standosene in sella - e si risale sulla costa orientale della vallata in direzione contrada Anselmi e contrada Gauli. Lungo questo settore sono presenti un dente iniziale, corto, ed uno finale, decisamente più lungo ed impegnativo, che possono far male, ma tutto il tratto centrale è caratterizzato dall'ascesa sull'asfalto della strada vecchia che porta a Campofontana e da un interessante strada forestale, dove si può fare velocità, prestando un po' attenzione nei punti in discesa con sassi e fondo leggermente smosso. La condotta di gara in questo "settore" è fondamentale per il completamento della gara. Amministratevi ancora, perché ne avrete tutto il bisogno per gli ultimi due.
Segue infatti il "settore" della discesa a Giazza: è un single track in discesa con curve molto strette a gomito, in cui più di qualcuno scenderà dalla bici per girarsi e dai pezzi sotto bosco dove le foglie coprono le asperità sottostanti, compreso qualche piccolo gradino e qualche roccetta, che può riservare qualche spiacevole sorpresa, compreso qualche capottamento. Per quel che mi riguarda, procederò abbastanza cautamente, poiché la lucidità potrebbe essere ormai compromessa essendo probabilmente alla fine della quinta ora in bici.
Infine l'ultimo "settore", il più dibattuto e temuto di tutti, l'Inferno di Pietra, che da quando il gruppo di Velo Veronese, capeggiato dal sindaco e biker Emiliano, lo ha ripulito perfettamente - e di questo bisogna assolutamente ringraziarli per l'impegno profuso a favore della Lessinia ed in particolar modo della "sua" gara - non è più inferno, ma un po' più "purgatorio". Prima non avevo altra scelta che spingere la bici per qualche centinaio di metri per l'impraticabilità del fondo, adesso invece riesco a salire in qualche modo: questa salita è al limite delle mie possibilità aerobiche, nel senso che mi verrebbe voglia di tanto in tanto di alzarmi in piede, ma non ce n'è più, non c'è motore.
Non ho altra scelta che salire con l'ultimo rapporto, il 26/36 su 29er, e tenere sempre sott'occhio il cardiofrequenzimetro, cercando di tenere una riserva di 5-10 battiti e poter superare i numerosi scalini ed ostacoli che si trovano da quota 750 metri fino a 1250.
Qualche volta vi capiterà di dover mettere il piede a terra, ma io sono riuscito a ripartire sempre dal punto in cui mi sono fermato, per cui ci vuole solo una grossa forza di volontà per completare questo lungo "settore" di fatica pura. E' insomma affare per stambecchi e per caprioli, più che per passisti come il sottoscritto, ma se il paradiso dell'Alta Lessinia lo si guadagna passando atttraverso questo purgatorio di pietra, ho già deciso che voglio meritarmelo anch'io.
Ah, il tratto in salita si conclude definitivamente a quota 1270 metri, dopo un altro paio di chilometri di carrareccia forestale molto larga e molto pedalabile, intervallata anche da qualche pezzo piano o in leggera discesa, così come gli ultimi 5-6 chilometri in cui la gara può dirsi definitivamente conclusa: potete sistemarvi per le foto finali.
Durante la mia ultima ricognizione, di sabato 12 maggio, ho apprezzato molto il fatto che sia stata tolta la circumnavigazione del Monte Purga. Era un pezzo tecnicamente molto bello e godibile, ma si sarebbe concluso con un tratto in leggera salita su asfalto o addirittura col cementone dell'edizione finale 2011, ascesa che avrei voluto assolutamente evitare dopo la tribolazione del sentiero E5, le Gosse. L'organizzazione ci ha fatto questo enorme piacere e pertanto dopo le Gosse si può urlare - come si faceva a naja una volta - che è "finitta".
Ricordate pertanto, se fate l'Extreme, dopo il bivio di Velo Veronese, cioè dopo 2 ore abbondanti da gara con già 1300 metri di dislivello nelle gambe:
la leggera discesa da Velo Veronese-Sartori-Erbisti-Gardun-Corlaiti (tecnica)
la risalita dal vaio verso San Mauro di Saline e Monte Moro (fiato e gambe)
la veloce discesa in Valdillasi (divertimento)
il tratto interlocutorio da Badia Calavena a Sant'Andrea (alimentazione)
la costa orientale della Valdillasi (gambe e concentrazione)
il single track sottobosco verso Giazza (lucidità)
l'ascesa sull'Inferno di Pietra, il sentiero delle Gosse (sofferenza)
i chilometri finali di discesa verso il traguardo di Velo Veronese (rilassamento)
In generale il percorso Extreme è davvero una gara ultramarathon completa in tutto e per tutto. Non manca proprio di nulla: scenari e paesaggi veramente suggestivi e naturali, tratti in salita abbordabili e denti più o meno velenosi dove stringere i denti, discese veloci e discese tecniche, single track nella natura e pure qualche single track nel sottobosco dove sfoderare le proprie doti enduristiche ed infine la ciliegina sulla torta. Ci voglio essere anch'io.
Di Marco Tenuti (del 11/05/2012 @ 11:32:22, in natura, linkato 44 volte)
Non nascondo la mia curiosità di essere andato a leggere questo articolo sul sito Link Curiosi, articolo che riporto qui sotto parzialmente. Mi pare di intuire, ancor prima di leggere l'originale pubblicazione in inglese che il gruppo di ingegneri meccanici che si è messo a risolvere l'arcano è arrivato alle conclusioni che dire che sono ovvie è un eufemismo.
Un gruppo d’ingegneri ha cercato una risposta a questo interrogativo - IL MISTERO - Ci sono sicuramente misteri più meritevoli d’indagine, ma un gruppo d’ingegneri meccanici dell’Università della California ha deciso d’indagare sul motivo per il quale la gente versa il caffè. Per portare a termine la ricerca hanno arruolato una serie di volontari che hanno fatto camminare a diverse velocità con una tazza di caffè in mano.
LO STUDIO - La ricerca, pubblicata su Physical Review E, ha concluso che l’uomo è biologicamente portato a rovesciare il caffè, in quanto la frequenza del suo passo tende ad amplificare il naturale ondeggiare del caffè nella tazza. Ancora peggio per i soggetti che hanno una camminata irregolare, circostanza che aumenta ulteriormente le probabilità di spargere caffè ovunque.
LA SOLUZIONE - Le possibilità per evitare lo sversamento passano quindi dall’educarsi a un passo regolare, senza accelerazioni che spingano il liquido oltre i bordi. Ma esistono anche altre possibilità, come il riempire meno la tazza, usarne una con un coperchio o con il bordo più alto o con pareti più ripide, che riducono di molto l’oscillazione del liquido. Non sono comunque mancati i colleghi che hanno pronosticato per la ricerca un buon piazzamento alla prossima tornata dei premi Ig Nobel - attenzione bene a non confonderlo col premio Nobel.
Di Marco Tenuti (del 09/05/2012 @ 09:24:43, in MTB, linkato 20 volte)
Su invito di Remigio Birtele, pubblico volentieri questo invito aperto a tutti e riporto direttamente le parole di Remigio.
Come "atleta" del gruppo ciclistico Pedala Parco vorrei segnalare a te e a tutti i lettori del tuo blog un invito aperto a tutti per la PROVA delle due parti del percorso della Lessinia Legend 2012 in programma domenica 13 maggio con ritrovo alle ore 8.30 a Velo Veronese.
A scelta si potrà seguire la prima parte, Classic con istruttori Pedala Parco o visionare con me la seconda parte Extreme.
Libera partecipazione a tutti. Ovviamente la seconda parte richiede una certa preparazione fisica per poter affrontar l'ormai famoso "Inferno di pietra" meglio conosciuto come sentiero-foresta delle Gosse.
Si potrebbe pensare anche ad un "aggancio" intermedio all'Eremo di San Moro alle 10.30 circa, per chi non ce la facesse ad essere a Velo Veronese per l'appuntamento delle 8.30.
Maggiori informazioni si possono trovare anche sul profilo pubblico dell'associazione A.S.D. Pedalaparco su Facebook.
Di Marco Tenuti (del 07/05/2012 @ 09:37:56, in MTB, linkato 60 volte)
Rispetto a quanto pubblicato più di un mese fa sul mio blog, l'organizzatore del Giro d'Italia 2012 ha modificato leggermente il percorso della tappa in programma per mercoledì 9 maggio 2012, con partenza ed arrivo a Verona.
Riporto qui sotto per comodità la planimetria della tappa, della lunghezza di 33,2 km. La tappa sarà una cronometro a squadre, per cui le medie previste saranno spaventose. L'altimetria prevede poco più di 100 metri di salita, dove il GPM è rappresentato dallo scollinamento di Castelrotto.
Sul sito della Gazzetta trovate comunque tutto della tappa al link qui sotto:
Di Marco Tenuti (del 04/05/2012 @ 23:19:52, in MTB, linkato 48 volte)
Cactus, dal suo blog Oltre l'Ostacolo, pubblica alcune varianti del percorso della Lessinia Legend Extreme 2012, che sono oltremodo interessanti.
Eliminata l'infernale rampa che conduceva i concorrenti del percorso Marathon all'arrivo, in favore di un finale un po' più godibile, dopo essersi già "spezzati" le gambe sul sentiero delle Gosse.
Senza dubbio la Lessinia Legend guadagna ulteriormente fascino con l'edizione 2012, diventando così ancora più impegnativa ed "impossibile". Confermo ancora che non sarà cosa da tutti, ma cosa per pochi...
Di Marco Tenuti (del 04/05/2012 @ 22:10:01, in MTB, linkato 87 volte)
Stasera mio figlio Enrico sbaraglia la concorrenza e, nel guardare attentamente il video degli highlights della Hubi Hard Marathon 2012 tenutasi martedì 1 maggio, scopre che sono presente anche in altre sequenze della gara.
Non solo nei fotogrammi nell'intervallo 49-52", ma anche all'istante a 30" o e a quello al 47". Ben tre volte: era da centocinquant'anni che non succedeva.
Abbiamo insomma trovato il vero protagonista della gara nel biellese!
Apple, col rilascio di Mac OS X 10.7, conosciuto più comunemente come Lion, ha deciso di non mettere più a disposizione il front-end per accedere al computer via FTP, principalmente per motivi di sicurezza e di affidabilità generale del protocollo di trasferimento file.
In realtà dentro Lion c'è ancora tutto quanto; è solo il front-end che è stato eliminato, basta solo smanettare un po' per riattivare il server ftp (ftpd):
Anche Apple stessa nell'area di supporto del proprio sito ha trattato l'argomento qui.
Se invece non avete confidenza con la linea di comando, può esservi di aiuto questo AppleScript della Troncept, OS X Lion FTPD Enable App, che attiva nella barra del menu uno menu specifico che serve proprio a questo.
E' disponibile anche un'applicazione molto più ricca per manovrare le leve del sipario di Lion, cioè Lion Tweaks, sviluppata da uno studente norvegese, che tra le tante operazioni, consente di riabilitare proprio ftpd in Lion.
Di Marco Tenuti (del 04/05/2012 @ 12:42:38, in MTB, linkato 22 volte)
Valida anche questa per il Prestigio MTB 2012 e acclamata tra tutti i forumendoli di MTB-forum come una delle gare meglio organizzate del panorama italiano, la Nove Fossi di Cingoli, organizzata dall'Avis Bike Cingoli, pare essere davvero bella anche come percorso, a giudicare dalle traiettorie pennellate da Gian Piero Ottaviani nel video qui sotto.
Di Marco Tenuti (del 04/05/2012 @ 01:44:11, in MTB, linkato 25 volte)
E' sempre un piacere vedersi nel video riassuntivo assieme ai protagonisti della Hubi Hard Marathon 2012, corsasi a Viverone martedì 1 maggio. Ed i protagonisti non erano anonimi biker, ma i soliti che si vedono in giro, cioè Medvedev, Celestino, Vastaranta e compagnia bella.
Mi potete vedere nel trenino veloce che sale ai 30 km/h su una sterrata ancora relativamente "asciutta", mentre il campione spagnolo Ivan Alvarez Gutierrez, dal 2012 in forza al Team Elettroveneta-Corratec, ci sfila come dei paracarri....
Se si impegna, lui va dritto alle Olimpiadi di Londra nella disciplina del cross country. Se io mi impegno, anche quest'anno porto a casa il Prestigio MTB.
Di Marco Tenuti (del 03/05/2012 @ 18:21:44, in MTB, linkato 49 volte)
Dopo 65 km di fango, di acqua, di pozzanghere, di pioggia e di scivolamenti nel "paltano" biellese e vercellese, quando si sente l'odore del traguardo, non senti più nulla, non senti più le gomme impastate nell'acquitrino finale, non senti più la catena, guardi solo davanti a te l'arco di arrivo e a chi c'è lì ad aspettarti...
Di Marco Tenuti (del 01/05/2012 @ 21:54:40, in MTB, linkato 136 volte)
Eccomi puntuale con la mia cronaca della mia partecipazione alla Hubi Hard Marathon 2012, primo marathon della stagione 2012 secondo il mio calendario per conseguire anche quest'anno il Prestigio MTB 2012.
Stamattina la sveglia è alle 8.15 e fuori piove
Colazione presso il B&B a base di tè caldo e crostata alla marmellata, assieme a tutta la mia famiglia, a Franceschino e la sua morosa.
Per fortuna che alle 8.45 smette e ci prepariamo per andare in griglia. La cosa simpatica è che ci fanno partire in mezzo ad un campo impantanato per 50 metri e poi tutti su asfalto per 5 km. Malfer e l'altra speaker, quella con cui Malfer è spesso in giro, gira col tacco 12 per il campo infangato, ma ci annunciano che hanno tagliato il fango di Mangano e quasi 10 km di gara. Olè, le cose oggi potrebbero essere più facili del dovuto...
Si parte sotto un cielo plumbeo, ma pare tenere e quindi 3, 2, 1 via. Io parto dalla griglia d'onore e dopo 3 km sono ancora in culo agli Elite, dopo aver allungato ai 45 km/h per stare alla loro ruota. Peccato che le moto testa della gara si tirino via all'attacco della prima salita al 10%, così Celestino, Vastaranta & C. se ne vanno all'arrivo senza salutare.
Io mi avvantaggio su Franceschino per essere partito nella griglia prima della sua, così salgo un pelo più piano e vengo ripreso all'entrata del paese di Roppolo, dove c'è la mia famiglia a salutarmi. Approfitto per liberarmi dei gambalotti negli incitamenti di Enrico, Alice, Elisa (e Tommaso).
Dopo 3-4 km Franceschino non è più con me. Dopo un altro chilometro mi rendo conto che non sta più rivenendo e da allora vado col mio ritmo ganassa, sempre a limitatore e qualche volta un pelo oltre. Apprendo solo a fine gara che el "slongaion da Mizzago", come lo ha ribattezzato un nostro compagno di squadra, ha deciso di ritirarsi, perché non riusciva a stare in sella causa testicolo nerissimo per la botta presa venerdì o sabato, quando ha avuto il problema coi vecchi/nuovi pedali.
La gara è bella: non ci sono praticamente mai rampe impossibili. Dopo circa 15 km dalla partenza si entra in un single track INFINITO da sbogolo in salita. Anche la lunga discesa che faremo al ritorno sarà spesso un single track spettacolare. Niente da dire: il percorso è molto bello. Asfalto praticamente non ce n'è, a parte il lancio iniziale. Peccato che il percorso sia stato flagellato dall'acqua caduta nelle ultime 48 ore. Fango ovunque, tanto fango, pozzanghere grandissime, roba da tirare fuori i braccioli e nuotare. Per fortuna che non è il fango da Divinus, per cui siamo abbastanza irriconoscibili, ma i deragliatori non si impastano mai.
Cosa molto simpatica, al km 35, un addetto dell'organizzazione è pronto con canna dell'acqua a lavare il tutto e bomboletta dell'olio. La Scalona in 10 secondi torna come nuova (per 100 metri). Infatti si entra subito in un acquitrino fangoso, dove mancano solo le rane e le anguille.
Tutto fila liscio fino al km 45, quando si mette a piovere, prima leggermente e poi copiosamente. Poi su un single track infinito pieno di gibbosità, mi si inchioda il deragliatore anteriore su un cambio veloce dalla padella alla piccola. Non faccio su la catena attorno al telaio, però se ne vanno almeno 5 minuti per tentare di sbrogliare la situazione, quando una bella pacca risolutiva sul deraglio sblocca tutto e si riparte a tutta.
Mi avranno superato una decina di concorrenti in quella sosta, ma almeno 3-4 li riprendo quasi subito. Da lì in poi si arriva all'arrivo sperando di non avere altri problemi. Gli occhiali sono praticamente inutili, sporchi all'inverosimile. Ad un certo punto si attraversa finalmente l'abitato di Roppolo, segno che da lì all'arrivo mancano solo 4 km e 100 metri di dislivello in discesa. Faccio tutti quei chilometri da solo.
All'arrivo c'è Franceschino già lavato e stirato, che mi scatta alcune foto in cui sono in uno stato indecente per il fango. Le vedrete a breve. Tutte le classifiche le trovate qui: per me
89° assoluto e 16° di M2 su 285 arrivati sul Marathon, ma a giudicare dai pettorali dovevamo essere almeno in 4-500 sul percorso lungo della gara. Arrivo a meno di un'ora dal vincitore, Botero Salazar, a seguire nella classifica generale 2° Braidot, 3° Vastaranta, 4° Schweiggl, 5° Medvedev.
Il mio ciclocomputer dice 65,8 km totali, non 62 km come preventivato, ma "solo" 1145 metri di dislivello. Effettivamente tutte le gibbosità degli innumerevoli single track non sono scartate, ma ghe n'era da imbriagarse, fidatevi.
Posso ritenermi soddisfatto della prestazione in condizioni critiche. Anche la Scalona ha fatto la brava, a parte quell'ennesimo inchiodo del deraglio, fatto in un momento in cui cominciavo ad essere bello cotto. Ah pastiglie dei freni praticamente finite... dopo faccio un ordine sulla baia di pastiglie nuove Magura.
Con queste quattro stelle pesanti, passo a 9 stelle PRESTIGE 2012, avanti tutta.
Di Marco Tenuti (del 27/04/2012 @ 10:51:50, in MTB, linkato 46 volte)
Pubblico volentieri questa bella notizia, visto che il presidente UDACE Barberis ha pochissima voglia di "far bene" per la sua federazione ed i suoi tesserati...
GLI UDACE AL VIA SENZA ALCUN COSTO AGGIUNTIVO A DIVINUS E LEGEND
E' stato stretto un accordo che permetterà di far partire senza problemi ne costi aggiuntivi i tesserati UDACE/ACSI nella griglia di loro pertinenza.
Nessun problema per i tesserati UDACE/ACSI alla Divinus Bike Clivus e Lessinia Legend in programma rispettivamente il 20 e il 27 maggio prossimi. Grazie all'accordo raggiunto con i vertici di un Ente di Promozione Sportiva riconosciuta dal CONI, i tesserati UDACE/ACSI potranno partire senza problemi nella propria griglia di spettanza. Da segnalare che il costo dell'assicurazione sarà totalmente a carico delle organizzazioni. Un importante segnale questo, che rafforza la professionalità di due comitati organizzatori da sempre attenti alla soddisfazione e sicurezza dei partecipanti.
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