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 Ultima discesa alla Tre Valli '12... di Marco Tenuti
 
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Piutosto de un carton nei ovi, l'è meio un carton de ovi

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Di Marco Tenuti (del 21/05/2015 @ 23:12:27, in OS X, linkato 59 volte)

Da un po' di tempo non è affar semplice scaricare dei dischi immagine (.dmg) per effettuare installazioni o aggiornamenti nelle ultime versioni di OS X. Apple ha deciso di controllare il traffico e le installazioni per quanto possibile attraverso i propri servizi centralizzati ed è così che siamo sempre più costretti ad utilizzare il Mac App Store per ottenere l'aggiornamento del sistema operativo a Mavericks (10.9) o Yosemite (10.10) o qualsiasi altro aggiornamento incrementale di applicazioni o del sistema operativo.

Questo può rappresentare un problema abbastanza serio in un ambiente in cui la banda verso Internet non è così esagerata, perché ogni client necessita di collegarsi direttamente ai siti di Apple per scaricare i propri aggiornamenti. Se pensiamo ad esempio di installare l'aggiornamento a Yosemite su una rete di una ventina di computer Mac, dovremmo tecnicamente andare a scaricare 20 x 5 GB, per un totale di 100 GB, cosa praticamente insostenibile anche per chi è dotato di collegamento in fibra ottica.

In realtà Apple ha offerto da parecchio tempo un servizio di Sofware Update per le proprie versioni Server di OS X, in cui cercare di ridurre drasticamente il traffico di download, però il servizio è stato sostituito recentemente da Caching service, dove vengono riviste alcune cose:

  • si possono affiancare più server in grado di offrire il Caching Service allo scopo di ridurre il traffico locale di rete
  • si può disabilitare la consegna dei package di installazione verso subnet locali, nel caso in cui queste ultime siano lente
  • si possono distribuire anche contenuti relativi ad iTunes o iOS

In realtà il nuovo servizio di Caching è proposto come elemento di novità e non come sostituzione in toto. E' pertanto possibile abilitare su OS X Server 4.x sia uno che l'altro servizio, nel caso in cui si vogliano ancora offrire aggiornamenti ed installazioni sia per macchine con OS X 10.8.2 o successivo che per macchine con sistema operativo antecedente (Lion o Snow Leopard).


Pagina di configurazione del servizio di Cache di OS X Server

Una tabella forse aiuta a capire meglio un po' tutte le differenze tra i due servizi:

Categoria servizio Software Update servizio Caching
Tipo di contenuti cachizzati solo aggiornamenti software di OS X aggiornamenti software di OS X e iOS, applicazioni dall'App Store, dal Mac App Store, iBooks Store, iTunes U ed il prezioso Internet Recovery
Come specificare i contenuti da servire Manualmente o automaticamente Non necessario farlo
Partenza del download Immediata o manuale Alla prima richiesta di un client direttamente ai server Apple
Configurazione del client Linea di comando, preferenze gestite o profilo di configurazione NESSUNA

E' chiaramente apprezzabile il fatto che Apple abbia eliminato drasticamente la necessità di configurazione, cosa che facilita enormemente le cose per gli amministratori di rete.

 
Di Marco Tenuti (del 15/05/2015 @ 22:11:39, in hitech, linkato 87 volte)

 
Di Marco Tenuti (del 26/03/2015 @ 00:38:37, in hitech, linkato 172 volte)

Piccolo video in cui si danno le indicazioni basilari su come collegare un led strip.

Prossimamente realizzerò anch'io qualcosa di interessante e molto modaiolo.

 
Di Marco Tenuti (del 16/03/2015 @ 16:27:40, in MTB, linkato 159 volte)

Domenica torna con il botto una delle granfondo di mountain bike più frequentate d'Italia, la Granfondo Tre Valli.

Negli ultimi anni è stata una delle più gettonate perché fa parte dei più importanti circuiti nazionali, ma al contempo è una delle prime della stagione, quando la gente è carica di adrenalina e voglia di spaccare con l'anno nuovo.

Vi lascio volentieri al promo realizzato dall'abile obiettivo di Filmotion.

Tre Valli 2015 from FilMotion // Luca Carton on Vimeo.

 
Di Marco Tenuti (del 13/03/2015 @ 21:09:30, in rally, linkato 116 volte)

Giandomenico Basso riesce a firmare anche per il 2015 con lo sponsor BRC ed ottenere il supporto economico per tutta la stagione.

Riproverà la scalata al massimo titolo nazionale, dopo averla persa l'anno scorso, arrivando a pari punti con Paolo Andreucci.

La vettura è la medesima del 2014: è stata aggiornata ovviamente la livrea, che è senza dubbio più piacevole di quella dell'anno scorso.

Fiesta BRC Basso 2015

 
Di Marco Tenuti (del 13/03/2015 @ 20:51:18, in Verona, linkato 67 volte)

Domenica, nell'ambito del Progetto Scuola organizzato nell'attività postscolastica della scuola di Alcenago, andrò allo stadio coi figli per vedere nientepopòdimeno che Hellas-Napoli, in ricordo di altri tempi, quando le squadrette di provincia riuscivano ancora a vincere i campionati...

Non so quanto sarà educativa l'uscita, visto che andrò con mia figlia di 7 anni ed anche l'altro mio figlio seminarista. La didattica è comunque assicurata, visto che la squadra avversaria è il Napoli e storicamente la tifoseria veronese, ma anche quella partenopea, si è sempre sbizzarrita in tutte queste occasioni.

Biglietto Hellas-Napoli

Per saperne qualcosa di più, vi invito a guardare anche qui, sul sito ufficiale dell'Hellas Verona, dove l'ufficio stampa riporta degli incontri avvenuti presso la scuola di Alcenago.

 
Di Marco Tenuti (del 22/02/2015 @ 15:20:06, in hitech, linkato 155 volte)

Come eliminare l'immondizia spaziale e disseminarla sulla terra come se fosse cenere...

 
Di Marco Tenuti (del 09/02/2015 @ 20:04:41, in Alcenago, linkato 230 volte)

Hellas Verona AlcenagoA tutti i genitori dei bambini che frequentano la Scuola Primaria di Alcenago è esteso l'invito per venerdì 20 e venerdì 27 febbraio dalle ore 14.00 alle ore 15.30.

Si svolgerà presso la scuola della frazione di Alcenago il Progetto Hellas articolato in un incontro pratico (di giochi in palestra) ed uno riflessione sulla tematica dello sport.

Chi vuole, venerdì 27 febbraio, potrà portarsi quello che desidera per farselo autografare!

Sarebbe bello anche organizzare una merenda: che ne dite?

Per ogni ulteriore informazione contatta pure i genitori ed i loro rappresentanti per la scuola di Alcenago!

 
Di Marco Tenuti (del 07/02/2015 @ 17:30:18, in Verona, linkato 234 volte)

Il genere umano è davvero strano da comprendere in certe situazioni. Se parliamo poi degli italiani, più che mai. Così com'è altrettanto strano che qualcuno - come me - si ponga questi dubbi. Davvero strano il mondo.

Mi viene da pensare che sia la stessa sindrome che colpisce gli italiani quando vanno in autostrada, ossia che la corsia più a destra, quando le corsie per ogni senso di marcia sono tre o più, sia una cosa assolutamente da evitare.

Andare nella corsia di destra è cosa infamante, ingiuriosa. E' cosa di cui vergognarsi, neanche fossimo considerati dei paracarri, visto che verremmo superati da quelli nella corsia centrale e nella corsia di sinistra a velocità superiori e a momenti anche dagli autocarri e i TIR.

Non voglio però fare la solita ramanzina: a questo ci pensa già la segnaletica luminosa fatta in autostrada, cioè di "occupare la corsia più a destra".

Siamo all'intersezione tra via Fincato e via Montorio regolamentata da un semaforo; siamo in zona Borgo Venezia nella città di Verona. All'incrocio dei Barana succede una cosa simile. Come potete vedere dalla foto tratta da Street View, ci sono tre corsie: la corsia più a destra è quella con cui si svolta in via Montorio. Le altre due corsie servono per incolonnarsi e poi procedere a sinistra verso la Valpantena, mantenendosi su via Colonnello Fincato.

Nessuno sulla corsia centrale

In questa zona i condominii ai lati della strada sono relativamente lontani e c'è abbastanza spazio per due corsie, così gli automobilisti veronesi possono incolonnarsi su due corsie e poi riallinearsi in un'unica corsia in direzione Poiano. In passato non c'erano le tre corsie verso nord, ma solo due corsie, una per andare dritti ed una per girare verso Montorio.

Se il semaforo è verde, il flusso delle macchine non arriva a disporsi su due corsie, ma rimane tendenzialmente a sinistra, perché si cerca di tagliare un po' la curva, seguendo sempre e comunque la segnaletica orizzontale. Se il semaforo è rosso, i veicoli dovrebbero disporsi su entrambe le corsie, in modo tale da accorciare il più possibile la coda e non causare intralcio alla circolazione che ci si lascia alle spalle.

Succede che sono sempre in pochi quelli che si mettono nella corsia centrale, quasi nessuno. Tutti sempre nella corsia più a sinistra. Neanche ci fosse la stessa vergogna tipica delle autostrade.

Pertanto succede che i più si mettono sulla sinistra, mentre sulla destra si mettono in pochi, di tanto in tanto i più "scaltri", compreso me medesimo, cosicché alla scattare del verde chi sta a destra riesce spesso a superare un bel po' di macchine e a guadagnare un po' di posizioni nella gara del traffico di "ogni giorno".

Sia chiaro che in città il codice della strada prevede la possibilità che sia possa superare a destra, non come in autostrada o sulle strade extraurbane a due o più corsie, dove non è mai consentito il sorpasso a destra, a meno che non si tratti di "superamento" a destra, cosa che ad esempio succede quando si è tutti fermi in colonna.

Vorrei tanto capire cos'è che spinge i veronesi di Borgo Venezia - e non solo - a non disporsi uniformemente su entrambe le corsie, ma i più a sinistra.

La stessa sindrome autostradala? O invece pigrizia piuttosto che comprovata incapacità?

 
Di Marco Tenuti (del 26/01/2015 @ 11:38:24, in MTB, linkato 403 volte)

Ieri ho messo in piedi un'uscita randonnistica, visto che si è trattata della mia seconda più lunga pedalata di sempre, quantomeno espressa in termini chilometrici.

Il team Turnover, nelle attività istituzionali promosse da Romeo Scapin, proponeva il primo giro del Lago di Garda edizione 2015 - d'ora in poi fino all'inizio della stagione agonistica ne viene proposto mediamente uno al mese, verso la fine di ogni mese - e così avevo deciso da qualche giorno di prendervi parte. Solo che l'idea di andare fino a Lazise in macchina, visto che Lazise non è certo in capo al mondo, voleva dire prendere in mano la macchina e consumare benzina, così lo spirito "emission free" ha prevalso.

Sia chiaro che le emissioni non sono nulle, se si va in bici anziché in macchina. Diciamo che le emissioni sono "diverse" e quasi sicuramente in quantità minore, però qualcuno potrebbe fare qualche indagine un po' più approfondita e scoprire che le emissioni prodotte da una bici di alta gamma attraverso la circolazione di denaro non producono così pochi metri cubi di anidride carbonica. Certo è che una bici da 7 chili aumenta molto meno l'entropia e l'entalpia di un'autovettura di 1080 chili, ma lasciamo perdere queste pippe prettamente ingegneristiche.

La sveglia è alle 6.20, manco fosse un giorno lavorativo. Dopo un controllo pressioni delle ruote, un'oleata alla catena, il montaggio del faretto e della luce posteriore, la partenza da Grezzana è alle 6.50. La luce del faretto ci vuole tutta: è la prima volta che lo uso per vederci al mattino, per di più sulla bici da strada! Manca ancora parecchio all'alba e mi sento più che mai un randonneur. Parto subito velocemente, visto che in Valpantena spira un vento da nord a sud che mi spinge in città, senza far fatica, così infilo le solite strade che si fa nel giro Turnover, cioè Lungadige Attiraglio, diga del Chievo, Bussolengo e Flover. Sulla strada Bresciana mi gusto pure l'alba alle mie spalle: non è affatto freddo, ma la divisa nera cattura volentieri i primi raggi di sole e dopo neanche un'ora e 10 minuti sono al ritrovo della rotonda di Lazise, con una temperatura assolutamente gradevole.

Partenza

Qua i compagni si stanno preparando. Qualcuno col fanale, qualcun altro con le fasce catarifrangenti. Alle 8.05 si parte e andiamo a raccattare un altro gruppetto che ci aspetta a Peschiera del Garda. Da lì in poi si viaggia velocemente, ma le raffiche di vento sono sempre più fastidiose e lo saranno fino a Riva del Garda.

Un piccolo contrattempo lo abbiamo prima di Puegnaga, col Romeo che fore al posteriore, però la riparazione è veloce e non si sta tanto fermi. Il tempo di partire e anticipiamo di qualche secondo un gruppone mantovano abbastanza disordinato e abbiamo da fare le nostre per stare composti per tutti i saliscendi fino a Salò e oltre.

Arriva poi lo sparo dal bivio per il Navazzo fino a poco prima della prima galleria, ma per fortuna ci aspettiamo, ci ricompattiamo e mandiamo giù un'altra barretta.

Gallerie

Il tratto delle gallerie che conducono è per me inedito. Si viaggia abbastanza regolari, ma le raffiche sono abbastanza fastidiose ed i saliscendi di Campione e Limone sul Garda tagliano le gambe a Miguel, ma molliamo un attimo la presa e lo aspettiamo. Poi avanti ancora fino a Riva del Garda e Torbole, con i primi che alzano nuovamente il ritmo, mentre dietro io e Romeo ci mettiamo al servizio di chi non ha i chilometri nelle gambe.

La pausa caffé la facciamo proprio a Torbole. Io ne approfitto per un bel cappuccino e brioche al cioccolato, solo che ci vorrebbe ben altro, visto che i chilometri pedalati sono già 130, ma non accuso difficoltà particolari ed in tasca c'è ancora qualche barretta. Siamo però fiduciosi nel vento. Dovremmo averlo a favore fino a Lazise e così si riparte sgasando abbastanza presto, col Gianluca a trainare come un musso, forte anche delle sue ruote a profilo da 80 millimetri.

Torbole

Solo che dietro il ritmo non viene retto da tutti: ogni tanto la velocità è oltre i 45 km/h ed anch'io ad un certo punto decido di lasciar perdere se voglio arrivare a casa sano e salvo, visto che i chilometri sono ancora tanti per tornare a Grezzana. La temperatura continua a crescere e la divisa invernale comincia ad essere quasi troppo, ma piuttosto che troppo freddo, meglio troppo caldo. I miei compagni di scorribande continuano a battere il ferro ed allungano, mentre altri sono sfilacciati dietro di me.

La cosa però non mi dispiace: vengo superato a più riprese da vari gruppetti del team LGL Jollywear ed anche dal team femminile professionistico di RusVelo, così non faccio altro che accodarmi e cercare di resistere su tutti i pezzi che portano prima a Torri del Benaco, poi a Garda ed infine e Bardolino.

Si arriva così alla rotonda di Lazise, dove i primi sono già arrivati da qualche minuto e manca poco all'una. Così li saluto, mi augurano un "in bocca al lupo", tentandomi con un gentile passaggio fino a Verona, ma desisto e da bravo randonnista parto verso casa, ben consapevole che non sarà affar semplice.

Le salitelle per arrivare a Bussolengo sono tanto veloci in discesa nella direzione opposta, quanto dure verso Verona. Al distributore di Sacro Cuor mi gioco l'ultima barretta alla frutta secca, quella verde dell'Eurospin, ormai prossima a scadenza e dal gusto lievemente rancido, ma il giro di oggi è una buona maniera per eliminarle tutte!

Marcante catarifrangente

L'ascesa dalla bassa sotto Pastrengo non è niente di che, ma le gambe sono ormai sfatte e manca solo che scenda dalla bici per svoltare a sinistra all'incrocio dopo Pastrengo, ma ce la faccio ai 13 km/h.

Così se ne va tutto l'abitato di Bussolengo, scrutando se c'è ancora qualche bar aperto, ma insisto e non mi fermo. Me ne torno sulla ciclabile verso Chievo e scatta il momento dell'ultima barretta agli agrumi, la più buona, che mi sono tenuto per ultima. Succede infine che il mio ciclocomputer, il Polar CS400, comincia a dare i numeri e questa è la terza volta che succede. Quando si superano i 180 km esso va in tilt, dimostrato ampiamente più volte. Lo potete buttare nel cesso. O quello che dovete fare è chiudere il giro prima dei 180 km e cominciarne uno nuovo. Adesso lo so per la prossima volta.

Conquisto così Verona con velocità medie sempre tra i 26 ed i 29 km/h e comincio l'ascesa verso Grezzana abbastanza allegramente. Mi concedo però un'altra piccola sosta tra Poiano e Quinto, dove mi mangio un'arancia bionda al chiosco di Salvatore: gustoso succo e zuccheri con cui la ciclabile di Marzana se ne va senza colpo ferire.

Arrivo al portone di casa con 216 chilometri, più di un migliaio di metri di dislivello e comunque una media totale dei 30 km/h. Direi che per essere la fine di gennaio può andare bene, anzi benissimo.

 
Di Marco Tenuti (del 26/01/2015 @ 10:35:24, in MTB, linkato 183 volte)

Oggi il calendario dell'Orlando fa slock! Tanti auguri per le quaranta e passa candeline e paga da ber, che g'avemo sempre se'!

41 primavere per l'Orlando

 
Di Marco Tenuti (del 24/01/2015 @ 15:22:25, in MTB, linkato 213 volte)

Ieri sera ho avuto il piacere di andare a Negrar per vedere il documentario di Paolo e Giorgio sulla loro esperienza della Trans Am Race 2014.

E' chiaro che vedere le immagini montate da loro è sicuramente ben poca cosa rispetto a quello che hanno fatto loro in 21 giorni, però si può capire una cosa e cioè che attraversare l'America del Nord in bici in autosufficienza è un'esperienza di immersione nella natura insuperabile.

Questo il trailer, in attesa magari di vederli anche in Just Italia qui a Grezzana.

 
Di Marco Tenuti (del 14/01/2015 @ 15:18:15, in MTB, linkato 249 volte)

Giorgio Murari, al secolo Musseu per tutti gli amici ciclisti veronesi e non, racconta nel film "L'Attimo Trans Am" la sfida quasi impossibile per la stragrande maggioranza dei ciclisti "umani", cioè la sua partecipazione alla Trans Am Race 2014, la gara endurance che Giorgio ha portato a termine proprio l'estate scorsa, dall'Oregon fino in Virginia in solitaria, per soli 7200 chilometri e 70 km di dislivello!

L'appuntamento è presso l'Auditorium di Negrar, in via Cavalieri di Vittorio Veneto per venerdì 23 gennaio alle 20.30.

Per ogni altro dettaglio, leggete qui sotto la locandina o andate al blog di Giorgio Murari.

L'Attimo Trans Am

 
Di Marco Tenuti (del 05/01/2015 @ 17:42:08, in MTB, linkato 262 volte)

Marcante e Bruno BeniniChiude anche la questione ticker per l'anno 2014. L'anno appena concluso segna praticamente il minimo della serie storica dei miei chilometraggi, da quando vado in bici "seriamente".

Ad onor del vero il primo anno, cioè il 2007, in cui mi ero messo a fare le cose sul serio, era stato caratterizzato dal fatto che avevo a disposizione solo due mountain bike e quindi ogni uscita era abbastanza impegnativa e avara di chilometri, vuoi perché sull'asfalto si fa un po' più fatica, vuoi perché si va spesso alla ricerca dell'offroad e della salita.

La serie storica comincia compiutamente nel 2008, quando ho finalmente a disposizione una bici da strada con cui macinare "lunghi" ed infatti è proprio in quell'anno che stabilisco il record assoluto, cioè ben 10389 km.

Poi, nel corso degli anni a venire, si è più che mai imposta la regola dei "dieci meno figli", che, per chi non la conoscesse, sentenzia che per i cicloamatori "sposati" che solcano sia il bitume che la terra, si riesce a pedalare in un anno solare:

chilometri_pedalati = 10000 - 1000 * numero_figli

cioè si riesce a pedalare diecimila chilometri meno mille chilometri ogni figlio. Ricordate che la regola è valida solo per quelli sposati. Non è applicabile a quelli fidanzati, a quelli scapoli e quelli "sisoni". Poi è chiaro che si potrebbero snocciolare formule un po' più sofisticate che tengono conto di altre variabili, cioè il tempo dedicato al cazzeggio, l'attività lavorativa o professionale, gli altri hobby, le faccende familiari, il patrimonio personale - si, perché se siete straricchi... - l'attività ricreativa e sportiva dei figli, gli infortuni più o meno gravi e via dicendo, ma non è il caso di scendere troppo nei dettagli, visto che si entra nella sfera privata di ognuno di noi e della propria famiglia.

Il 2014 si chiude pertanto leggermente sotto le aspettative indicate dalla sopraddetta formula, ma i motivi sono svariati,in primis c'è stata una bella bronchite a febbraio.

Rimane però che il 2014 è stato un anno superbo per quanto riguarda la qualità e come già sapete, si riassume in una gara, cioè il Salzkammergut Trophy in Austria a metà luglio, senza accusare alcuna crisi sia mentale che fisica.

Faccio insomma la firma per raggiungere lo stesso chilometraggio anche nel 2015. Prevedo sempre di pedalare circa i 2/3 del mio chilometraggio annuale in BDC, mentre il terzo riservato alla MTB si prospetta sempre scoppiettante, cioè andando a sfiorare paesaggi e gare nuove come la 3Epic, forse la Nationalpark Bike Marathon nel cantone svizzero dei Grigioni e sicuramente la Lessinia Legend, se ritorna nel 2015. Nemmeno nel 2015 c'è tempo per il Prestigio o altri circuiti provinciali o regionali, ma se tutto va liscio, nel 2016 torno a pedalare un po' più frequentemente sui campi di gara. Di stimoli c'è bisogno, di mountain ancora più bisogno; di pancia e maniglie dell'amore un po' meno.

 
Di Marco Tenuti (del 22/12/2014 @ 10:03:28, in MTB, linkato 263 volte)

Ultimi pandoriAncora qualche ora per aggiudicarsi qualche pandoro avanzato alla Granfondo del Pandoro. Se avete da fare qualche regalo a parenti ed amici o avete da fare qualche omaggio aziendale, fatelo in formato di contributo solidale, utilizzando i pandori preparati dall'Associazione Bertoni Cooperazione e Sviluppo (ABCS), associazione a supporto della fervida attività dei Padri Stimmatini di Verona.

Il pandoro della taglia di 750 grammi, confezionato in un speciale package realizzato per l'associazione, è di qualità massima e di uno dei più importanti produttori dolciari del veronese, quello, a mio giudizio, "più buono". La donazione per questi pandori è di 6 Euro minimi.

Questi pandori fanno parte del progetto "Christmas for Africa" ed il ricavato viene utilizzato per il progetto Afia na chakula bora (cibo buono e sano), per assicurare un pasto sano e nutriente ai circa 300 piccoli allievi della scuola Amani in Tanzania, gestita dai Missionari Stimmatini.

Se ne volete qualcuno, chiamatemi o contattatemi entro qualche ora, prima che finiscano!

 


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Di Antonella
vorrei installare wh...
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anche il mio non fun...
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E pensa che i due ba...
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Salve,qualcuno di vo...
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Marco sei un GRANDE ...
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Questo è un classico...
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