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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
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Di Marco Tenuti (del 17/01/2017 @ 19:25:24, in consumatore, linkato 386 volte)

Anche Amazon è recentemente preso di mira dai truffatori, cioè gente che usa l'enorme visibilità del portale del negozio di Vancouver per cercare di portare a segno dei furti ai danni degli ignari.

Lo schema è molto semplice: il venditore/truffatore, una terza parte rispetto al negozio ufficiale di Amazon, mette in vendita un articolo proponendolo ad un prezzo sensibilmente più basso di un altro venditore serio e affidabile, ma non troppo basso.

Io mi sono imbattuto in uno sconto di circa il 15%, però il venditore aveva modificato opportunamente il proprio nome sostituendolo da Mio Negozio Online srl in ContattamiAllIndirizzoBoegmhAtliberoDot.

Io ho fiutato subito la trappola, ma non per questo mi sono tirato indietro al tentativo di acquistare qualcosa ad un prezzo interessante ed ho scritto puntualmente al venditore farlocco con un messaggio e-mail di richiesta di informazioni più dettagliate per portare avanti l'acquisto.

Oggi ho ricevuto la risposta, arrivata comunque dal medesimo indirizzo e-mail:

Ciao,
Il prodotto è originale, con la garanzia e la fattura. Abbiamo offerte speciali in questo periodo. L'offerta dura per 7 giorni. La consegna è gratuita in Europa da DHL Express. Questa attività va avanti Garanzia Programma A-to-Z Amazon.

L'operazione può essere avviata da Amazon, ho bisogno di quanto segue:

Nome completo:
indirizzo:
città:
CAP:
paese:
Telefono:
di prodotto:
Prezzo:

Mi trasmette immediatamente i dati necessari ad Amazon. Amazon invierà le informazioni relative alla cassa. In un massimo di 3 giorni, è possibile ottenere il prodotto. Con Amazon, avete 7 giorni per verificare l'articolo. Bisogna prendere una decisione. Se si desidera mantenere il prodotto o no! Se si desidera, Amazon invierà il denaro a me. In caso contrario, si ottiene il denaro e DHL prenderà l'oggetto da voi e dare di nuovo a me. Pagherò per la consegna ricorrente!

Sto aspettando la risposta.
Grazie.

Quando ho visto l'italiano sgrammaticato e il giro vorticoso, ho fatto uno più uno. Non contento, ho segnalato la cosa al servizio di assistenza tecnica di Amazon, il quale non ha fatto altro che confermare: negli ultimi giorni è tutto un comparire di offerte farlocche di truffatori e loro lavorano continuamente alla rimozione.

State all'occhio!

 
Di Marco Tenuti (del 06/06/2016 @ 13:00:19, in consumatore, linkato 462 volte)

Poco più di un anno fa Elon Musk presentava al mondo quello che lui e la sua società considerano l'anello mancante, tra l'energia "pulita" e il suo utilizzo, cioè l'accumulo, disponibile sia per le utenze domestiche, come PowerWall, e per le utenze commerciali, come PowerPack.

Senza stare ad entrare nel merito se i sistemi fotovoltaici siano davvero "puliti" nel processo di costruzione e smantellamento e se analogamente lo sia anche l'accumulo tramite batterie al litio, trascuriamo anche valutazioni generali di sfruttamento di risorse del pianeta.

Quello che mi aveva fatto una certa impressione era la proporzione tra la superficie degli Stati Uniti e la superficie di pannelli fotovoltaici necessaria per garantire l'indipendenza energetica con questa sola fonte.

Il quadratino blu rappresenta i pannelli, mentre il quadratino rosso, molto più piccolo, la superficie necessaria per disporre le batterie in grado di immagazzinare tutta l'energia accumulata dai pannelli di giorno, chiaramente per l'uso notturno e per le altre situazioni di mancata produzione della sorgente, data principalmente dagli eventi atmosferici.

Pannelli fotovoltaici sugli USA

E' chiaro che la presentazione di Musk è tarata per un pubblico di investitori statiunitensi. La densità abitativa degli Stati Uniti è talmente bassa che bilancia fin troppo la fame energivora della sua popolazione, tradizionalmente quella più affamata da quando la terra è ricoperta da reti di distribuzione elettriche.

Dovremmo piuttosto guardare al fabbisogno energetico per chilometro quadrato e scopriremmo che noi europei siamo decisamente messi peggio degli americani.

 
Di Marco Tenuti (del 12/10/2015 @ 09:42:31, in consumatore, linkato 1011 volte)

Do' sempre un'occhiata a Facebook nel corso della giornata. Oggi l'occhio mi è cascato su uno dei tanti link sponsorizzati e cioè sull'articolo "Un impiegato di McDonald si licenzia ed insulta il suo capo dopo aver vinto 1.206.630 € durante la pausa pranzo"!

Chi non vorrebbe vincere tutti quei soldi con uno schiocco di dita? Tutti vorrebbero farlo, io che scrivo, tu che leggi questo articolo, chiunque.

Se volete andare a leggere la news farlocca, non riesco a darvi un link, perché esso contiene svariate informazioni di tracking, che da Facebook fanno passare per il fantomatico sito di news, fino ad arrivare al sito della società di scommesse online.

Fate prima a cercare su Google:

un impiegato di mcdonald vince jackpot

Scegliere il primo risultato per arrivare ad un link un po' meno "tracciato":

http://www.direttanews.it/2015/10/06/vince-un-milione-di-euro-durante-la-pausa-pranzo-e/

Potete insomma anche leggervi questa storia assolutamente fasulla su Martin Reiter, che può permettersi di licenziarsi, mandare a quel paese il suo capo e volare alle Seychelles con la sua ragazza, così saranno per sempre felici e contenti.

Il problema non è la storia in sè, perché uno su mille ce la fa, recita la canzone, quindi che sia vera, veritiera, verosimile o costruita, poco importa. Lo scopo principale della news non è, questa volta, quello di generare visite e far cliccare la gente qua e là, ma quello di farli arrivare dritti sul sito di scommesse.

Il problema è il raggiro a cui siamo sottoposti noi tutti, ignari lettori e navigatori del web.

Vediamo alcuni estremi se clicchiamo il link da Facebook:

News farlocche

Andiamo con l'elenco delle trappole:

  • il giornalista che scrive l'articolo si chiama Karsten SteinbrŘck: peccato che il link dell'autore dell'articolo rimandi al link di redirezione go.webnewz24.com/click
  • tutti i link all'interno del testo dell'articolo rimandano sempre a go.webnewz24.com/click
  • tutte le immagini dell'articolo rimandano sempre a go.webnewz24.com/click
  • tutti i link degli articoli correlati, le offerte e domande di lavoro sono farlocche: tutte rimandano al solito link go.webnewz24.com/click
  • tutti i commenti ripresi da "Facebook" contengono link non verso gli autori, ma sempre verso go.webnewz24.com/click
  • se cercate su Facebook per nome e cognome qualcuno dei profili dei commenti messi, non trovate nessuno: vi elenco i profili a cui non corrisponde alcuna identità come Gaia Caminiti, Francesca Caspari, Rebecca Gioe, Eva Laurenz...
  • tutti i commenti sono entusiastici: tutti contenti di aver avuto il bonus da 100 Euro omaggio e tutti che hanno già vinto piccole fortune. Si vede che attingono i soldi direttamente dalla BCE, come fanno le banche europee nell'accesso al credito.
  • i commenti che non ricadono tra quelli di entusiasmo sfrenato, sono tutti scritti in maniera da stimolare la vostra curiosità o da rimanere in dubbio
  • c'è perfino spazio per aggiungere un commento: peccato che non funzioni; è messo lì solo per farvi credere che i commenti funzionano come i commenti in un qualsiasi altro blog o sito
  • se provate ad eliminare dall'URL le informazioni di tracciabilità con cui provenite da Facebook o se provate ad andare alla home page di Webnewz24, piombate diritti nel sito di scommesse online
  • per i più esperti, se provate a chiedere un WHOIS di webnewz24.com, scoprite che l'intestatario del dominio è nascosto - e fin qui niente di particolare - ma soprattutto scoprite che Admin Organization e Tech Organization è WHOISGUARD con sede a Panama

Concludo molto lapidariamente con un'espressione veneta, che invita a stare molto attenti: "Su con le rece"!

 
Di Marco Tenuti (del 28/09/2015 @ 10:25:29, in consumatore, linkato 595 volte)
Rivenditori di energia elettrica

A casa mia il telefono fisso suona sempre meno. Una volta mia mamma mi chiamava per raccontarmi del più e del meno: da quando ha chiuso l'utenza telefonica, mi chiama col cellulare. Il telefono fisso suona praticamente solo per "unsolecited marketing", cioè offerte commerciali mai richieste, cioè fornitura dell'energia elettrica, del gas e del telefono. Qualche rara volta chiamano anche per i materassi e l'arredamento in forte sconto.

Mia moglie, quando mi sente rispondere a qualcuna di queste conversazioni, corre vicino a me per origliare che storie mi invento per farla ridere. Davvero insolenti e pronti a qualsiasi evenienza gli operatori telefonici, che chiamano invano per piazzare un contratto di utenza di energia elettrica, non hanno peli sulla lingua. Altro che le belle signorine con l'auricolare che trovate su Shutterstock o Fotolia, che usano i grafici per i cataloghi e le pubblicità.

Operatori telefonici

Evidentemente le società italiane che hanno commissionato a questi centri telefonici delocalizzati chissà dove - a me viene da pensare all'India dall'accento di queste voci - non hanno alcuna remora nel vedere il proprio brand messo in cattiva luce da questi poveracci, che se ne inventano una al giorno pur di piazzare un contratto telefonico.

Non ne ne abbiano gli stranieri che leggono questo mio articolo - non ho nulla contro di loro - ma provo piuttosto vergogna per le aziende italiane, magari controllate da gruppi europei quindi con amministratori continentali - se scrivo qualche testo con la storpiatura tipica, di chi non è italiano madrelingua. L'approccio iniziale è sempre quello: "Buonciorno, signore, mi chiamo Mario e chiamo per conto di Montecatini-Enel-Enercia: ho il piacere di dirle che il nostro operatore di enercia elettrica ha deciso di adeguare tutte le tarife dell'enercia alla tariffa monoraria su tutto teritorio nazionale di Italia".

L'insolenza è a livelli talmente elevati - loro non hanno nulla da perdere, neanche stessero facendo la telefonata a bordo di un barcone e stessero per gettarli in mare se la telefonata non portasse ad una stipula - che si arriva ad insistere con frasi del tipo:

  • "Solo noi siamo fornitori primari di energia, mentre l'operatore che ha adesso, non è che un rivenditore secondario".
  • "A lei hanno promesso che le danno l'energia gratis, ma non è vero".
  • "L'enercia di suo operatore non è rinnovabile, invece la nostra è enercia verde e quindi pulita".
  • "Forse lei non sa che se supera i 200 kWh col suo attuale operatore, quelli in più glieli fanno pagare il doppio".
  • "Se lei ha già firmato il contratto col nuovo operatore, ha ancora il diritto di recesso".
  • "Se lei ha firmato il contratto telefonicamente, ha a maggior ragione il diritto di recesso".

A sentire le loro parole, solo loro sono onesti, mentre sono tutti gli altri operatori telefonici cercano di aggirare il cliente, sono falsi e spergiuri, e questo la dice lunga sul loro operato, neanche si riferissero a se stessi. Se gli si fa notare l'estrema parzialità di questo affrettato giudizio, non ne parliamo: si arrampicano sugli specchi e dallo Sri Lanka si sentono le unghie stridere.

Dopo qualche scambio di battute, giunge da parte loro il momento di passare all'azione: l'operatore pretende che andiamo a recuperare l'ultima bolletta, perché su quella ci sono tutti i dati necessari per intraprendere la migrazione, cioè il numero del POD (punto di prelievo). Tutto il resto non conta più: probabilmente anche la registrazione telefonica della stipula del contratto avverrà molto rapidamente, prima che il malcapitato cliente abbia qualche ripensamento e faccia andare tutto a monte.

Quello che non continuo a capire è come i grandi brand possano mettere in discussione il loro prestigio incaricando questi operatori commerciali disposti a tecniche da mercato delle verdure del Bangladesh o delle spezie a Marrakesh. E dopo continuano a raccontarcela di continuare a seminare nelle piantagioni dei social network, di avere molta pazienza, di decidere un'attenta politica di social marketing, che il valore del brand sta superando di molto quello del fatturato aziendale.

Sarà forse che l'Italia viaggia a due velocità, a causa del digital divide e dell'analfabetismo tecnologico? Il 70% è quello che naviga sulla rete, bazzica su Facebook e Instagram, ma non tiene un centesimo in tasca, mentre il restante 30% non ha uno smartphone, non si smazza per seguire i trend della rete e del commercio, ma percepisce la pensioncina statale, tiene in saccoccia ancora qualche risparmio e non ci vuole molto per abbindolarlo con qualche promessa e relativo contrattino per la fornitura dei servizi primari?

 
Di Marco Tenuti (del 19/09/2014 @ 01:12:11, in consumatore, linkato 1035 volte)

Gli operatori telefonici di rete fissa continuano a martellarci con pubblicità più o meno invasiva e con solleciti più o meno corretti per passare ai loro servizi.

La tecnica usata è sempre quella: siamo allettati proprio con dei banalissimi specchietti per allodole, cioè promozioni sembrano scadere sempre da un momento all'altro. Solitamente scadono entro qualche giorno o al più una settimana.

Peccato che una volta scaduta la promozione -quando va male - essa viene protratta per un altro po' di tempo, altrimenti viene surclassata da una promozione ancora più irresistibile. E quindi quelli che hanno firmato il contratto alle condizioni della promozione appena scaduta, si sentono un attimo "presi in giro", per dirla con un eufemismo.

Questo è il mercato della libera concorrenza nelle telecomunicazioni: il servizio e l'accesso alla rete fissa costa praticamente zero per tutti; la rete tecnologica viene in gran parte manumtenuta dal gestore monopolistica, cioè Telecom Italia, ma il garante della concorrenza ha acconsentito affinché anche altri "operatori" si spartiscano la torta prelibata.

Succede infine che, come tutti i clienti affezionati, vieni sedotto e abbandonato, cioè quasi tutte le promozioni sono davvero convenienti per un certo periodo di tempo e poi ti ritrovi di nuovo ad una tariffa non proprio conveniente.

Si fa pure fatica ad ottenere telefonicamente di avere le stesse condizioni dei nuovi contratti, senza stare lì a cambiare operatore.

Quando non ci si riesce, si fa quello che ho fatto io. Ho cambiato operatore, senza stare a mandare disette, che non sono più obbligatorie per legge, solo che ti ritrovi nell'ultima bolletta del precedente operatore, Infostrada nel mio caso, la "sorpresina" di 35 Euro, cosa che avevo comunque messo in conto, perché ne ero al corrente dalle condizioni contrattuali vigenti.

#sapevatelo

 
Di Marco Tenuti (del 02/09/2014 @ 12:37:23, in consumatore, linkato 612 volte)

Quanto costa l'energia in giro per l'Europa rispetto a quanto la paghiamo noi? Noi la paghiamo più cara di tutti, nonostante riusciamo a comprare il gas a buon prezzo rispetto ad altri, probabilmente per accordi commerciali e strategici molto vantaggiosi con le nostre forniture provenienti dal bacino mediterraneo.

Googlando molto spicciamente, ho trovato questo documento sul sito de Il Sole 24 Ore, quindi tenderei a fidarmi della fonte.

Ho scoperto quello che già mi aspettavo di trovare, tra cui il fatto che la paghiamo il doppio dei francesi. E pure i francesi di questi tempi non se la spassano tanto bene, nonostante un costo per l'energia dimezzato rispetto al nostro.


clicca per andare al report de Il Sole 24 Ore

 
Di Marco Tenuti (del 04/08/2014 @ 13:29:41, in consumatore, linkato 1309 volte)

Puma St-Runner su Amazon a metà prezzo?Sono anch'io incappato nell'ultima trappola tesa dalle multinazionali, Amazon in primis, cioè sono "incappato" nel senso che sono andato a leggere cosa propongono.

Vogliono estendere il solo programma di promozione e diffusione commerciale, andando ad intaccare aree in cui altri stanno già lavorando più o meno bene, come Zalando, che si è fatto largo anche nella tivù commerciale grazie ai suoi spot.

Amazon ha deciso di spingere sul suo programma di BuyVIP, mandando una newsletter in cui ci sono in bella mostra tra le altre, un bel paio di scarpe colorate Puma St-Runner, molto trendy, a soli 27,95 €.

Mi piacciono, il prezzo è basso, molto basso, perché no? Peccato che siano esaurite.

L'unica cosa che puoi fare è scegliere comunque la taglia e metterle in "Lista d'attesa". Ora son pronto a scommettere che quando torneranno ad essere nuovamente disponibili su Amazon BuyVIP, non lo saranno più a 27,95 €, ma al prezzo standard, che è 55 €, cioè solo il doppio.

Sicuramente mi verranno a dire che il programma ha avuto un riscontro molto più ampio di quanto si aspettavano e che le scarpe sono andate esaurite prima di quanto pensavano. Un classico per venderne poche a quel prezzo.

Fino a prova contrario per me questo esercizio risulta essere un perfetto specchietto per le allodole: ti faccio desiderare una cosa ad un prezzo stracciato, mi prendo nota che la vuoi e poi provo a vendertela a prezzo pieno.

Tempo fa avevo segnalato più o meno una cosa simile con Prezzofelice.it, che pare essere fallita o quantomeno pare aver avuto i suoi bei grossi problemi, dopo aver promesso iPhone a destra e a manca a metà del prezzo di listino. Avevano messo a disposizione tre iPhone 5C al giorno su Padova e forse speravano che la Apple glieli girasse a prezzo di costo, per accontentare tutte le altre ennemila richieste.

Spero felicemente di essere smentito proprio da Amazon, che la faccio molto più seria di Prezzofelice.it. L'anno scorso mi ero assolutamente ricreduto, quando mi hanno stornato un dispositivo che non funzionava più, ridandomi indietro tutti i soldi fino all'ultimo centesimo.

I miei 27,95 Euro son lì pronti per essere spesi. Con la logistica ci sai fare: forza Amazon.

 
Di Marco Tenuti (del 06/06/2014 @ 15:01:46, in consumatore, linkato 1108 volte)

Proposta di decoder HD per il DVB-SMi ha fatto un po' ridere l'email ricevuto poco fa da Tivùsat, la società che si occupa in Italia di piazzare dispositivi per la ricezione dei canali tivù in chiaro attraverso il satellite, senza ricorrere all'abbonamento Sky.

La pubblicità cerca di piazzare uno dei tanti decoder digitali satellitari in HD, facendo leva sul fatto di vedersi le partite dell'Italia in alta risoluzione, un argomento piuttosto misero, quantomeno secondo la mia disinteressata opinione verso uno sport sopravvalutato come il calcio. Figuriamoci poi quanto possa attecchire lo spirito patriottico verso la nazione, con tutta la politica e l'economia che pensa solo ad arruffare, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio.

Per carità, piuttosto che niente, piuttosto, però convincere la gente su questa cosa, quando essa è costretta a DVB-S, perché non arriva un segnale decente del DVB-T, mi pare una cosa quantomeno deludente.

Ora non conosco la partecipazione esatta della RAI in questa società, Tivùsat, ma sono pronto a scommettere che la RAI sia presente con la maggioranza, per far fronte ai tanti, tantissimi utenti della RAI e non che pagano magari il canone RAI e non ricevono nemmeno il segnale. Ulteriori dettagli circa questa partecipazione li potete trovare qui.

Una vera vessazione, anzi il danno e anche la beffa. Il danno è il fatto di pagare il canone e la beffa quella di essere costretti a spendere altri soldini per dotarsi del decoder satellitare oltre che della parabola, che però, bene o male, è quasi sempre presente nelle villette e nei condominii italiani.

 
Di Marco Tenuti (del 24/03/2014 @ 13:20:46, in consumatore, linkato 1231 volte)

Nonostante si continui a dire che bisogna fare qualcosa per combattere il fenomeno della donna-oggetto nelle pubblicità televisive, sulla carta patinata, nello sport e non solo, le case di moda proseguono dritte per la loro strada, senza preoccuparsi assolutamente dei risvolti sociali e quelli psicologici di ragazzine ed adolescenti.

Denny Rose catalogo

Guardate un po' cosa salta fuori dalle immagini del catalogo Denny Rose della scorsa primavera. A parte i tacchi da 12-13-14-15 cm, con tutte le difficoltà di portarli. Per carità: l'appariscenza di un tacco del genere è indiscussa, fa girare qualsiasi uomo.

Nelle immagini di cui sopra, si è lavorato sapientemente di Photoshop per distorcere enormemente i rapporti anatomici del corpo umano. La proporzione della gamba (tibia e perone) rispetto all'intera altezza raggiunge rapporti impensabili nel corpo umano, cioè nelle foto va da 36 e 38%.

I rapporti anatomici medi indicano che il femore è il 29% dell'altezza totale, mentre tibia e perone sono l'80% del femore, cioè il 23%. Aggiungiamoci tutto il tacco che vogliamo, anche 18 cm, ma siamo ancora al di sotto delle percentuali indicate sopra (33%). Ben 4-5 punti percentuali sono stati ottenuti semplicemente di stiramento.

Hanno insomma giocato con lo strumento principe del fotoritocco, trattando opportunamente il pattern dello sfondo in alcune foto usando bande verticali per ridurre il fenomeno e nascondere così la forte distorsione.

Chiaro che le ballerine non piacciono a nessuno, o meglio, dipende sempre da chi le porta, ma, donne, dite la vostra!

 
Di Marco Tenuti (del 03/02/2014 @ 10:08:30, in consumatore, linkato 9204 volte)

Se cercate su Youtube la parola pellettatrice o pellet, troverete decine e decine di video di persone che si sono ingegnate per costruirsene una in casa, magari utilizzando pezzi e accessori scartati da altri.

Sostanzialmente è necessario avere un motore elettrico più o meno potente, poi il resto è poca cosa, cioè vi serve un riduttore ed uno o più dischi traforati, su cui pressare la segatura e farla diventare "cilindretti di pellet".

Io ho messo questo, uno dei video più rustici, ma se guardate bene, trovate praticamente tutte le istruzioni per farsene uno.

Ah, una cosa che non passa certo inosservata tra i vari video, cioè le disposizioni di sicurezza, praticamente nulle nelle macchine faidatè: mi pare abbastanza ovvio che non è il caso di avvicinarsi col pugno pieno di segatura in prossimità del rotore...

Un aspetto non secondario da considerare è che tutte queste macchine partono dal presupposto di avere già la segatura di legno pronta, pertanto potremmo già fare qualche considerazione economica sulla produzione del pellet, visti i numeri in gioco:

  • motore elettrico monofase da 1,5 kW
  • produzione oraria tra i 15-25 kg/ora
  • costo energia elettrica 1 kWh = 0,1 €
  • costo di pressatura stimabile sui 0,6-1 €/quintale

Si impone a questo punto una ricerca su come fare a prodursi la segatura, a partire da scarti di legname, partendo da biomasse, ramaglia e altro tipo di legna in taglio più o meno grosso, visto che ridurla in poltiglia come la segatura non è proprio affar semplice e sicuramente costerà una cifra quantomeno superiore rispetto a quella della pressatura in pellet.

Alla prossima puntata!

 
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