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Dove Santa Lucia porta i doni
Di Marco Tenuti (del 12/12/2015 @ 20:17:08, in cultura, linkato 874 volte)

Santa Lucia consegna i doni Dov'è che Santa Lucia porta i doni nella notte tra il 12 ed il 13 dicembre?

Intanto cominciamo col ricordare chi è Santa Lucia. E' martire cristiana, patrona della città di Siracusa dove nacque e morì il 13 dicembre del 304, perseguitata da Diocleziano. Prima di passare al calendario Gregoriano, il festeggiamento di Santa Lucia coincideva col giorno del solstizio d'inverno; da cui il famoso detto "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia". Con l'aggiornamento del 1582, la ricorrenza della sua santità è stata sposata al 13 dicembre.

La Santa è venerata in molto paesi del Nord Europa: la festa fu introdotta nel 1920 in Svezia. Il 13 dicembre gli Svedesi celebrano anticipatamente il solstizio d'inverno ed in questo giorno, una ragazza vestita di bianco, con una corona di candele accese sulla testa, viene scelta per impersonare Santa Lucia. La ragazza, scortata in processione da altre ragazze vestite di bianco e da ragazzi vestiti da elfi, distribuisce alla gente che partecipa dolci tipici natalizi come i biscotti allo zenzero. La festività di Santa Lucia è celebrata anche in Russia, Polonia, Repubblica Ceca e in altri paesi scandinavi come Finlandia e Danimarca.

In alcune località del Veneto, della Lombardia, del Trentino Alto Adige, e del Friuli Venezia Giulia è Babbo Natale a lasciare il posto alla Santa nella consegna dei doni ai bambini, che ricevono così i regali già il 13 dicembre.

La figura di Santa Lucia, così come di San Nicola in alcune parti del Meridione, e la relativa consegna dei doni rappresentano uno dei pochi esempi rimasti dell'antico culto degli avi nell'immaginario infantile. L'usanza, cominciata negli anni trenta, prevede che siano i bambini a scrivere una lettera alla Santa o a farsi aiutare dai genitori in cui indicano cosa vorrebbero ricevere come regalo ed impegnandosi a continuare a fare i bravi ed obbedienti, come hanno fatto in tutto l'anno, completamente ingenui di chi siano effettivamente gli esecutori del deposito dei regali. Per rafforzare l'effetto di sorpresa e magia, ma anche di timore, alcuni ragazzi più grandi nelle sere precedenti percorrono le vie e le zone abitate suonando un campanelli e richiamando quelli più piccoli in casa al loro impegno promesso, cioè andare a letto presto ed evitare così che la Santa li veda e li accechi, gettando cenere nei loro occhi. I bambini, assieme ai genitori, dimostrano la loro devozione ringraziando la Santa attraverso cibo e bevande vicino al luogo in cui la Santa dovrebbe depositare i suoi doni: solitamente vengono preparate delle arance, dei biscotti, caffè caldo, ma anche un mezzo bicchiere di vino rosso e del fieno, oppure polenta, sale, fieno e carote, per l'asino che trasporta i doni.

Al risveglio al mattino i bimbi trovano un piatto con le bucce d'arancia, i biscotti consumati o sostituiti da caramelle e monete di cioccolato. In qualche caso i doni che hanno richiesto attraverso la letterina vengono nascosti in giro per la casa, in altri casi i doni lasciati sono in proporzione al comportamento tenuto nell'ultimo periodo.

A Brescia, Bergamo e Mantova i bambini ricevono i regali di Natale il 13 dicembre anzichè il 25 dicembre. In alcune città della Sicilia, tra cui Palermo, il 13 dicembre si mangia riso al posto del pane e della pasta e si preparano arancini e una pietanza, la cuccia, a base di grano cotto. A Verona ci sono i mercatini di Santa Lucia, che solitamente dura più di una settimana in Piazza Bra. Anche qui la Santa percorre furtivamente le case dei bambini nella notte del 13 dicembre per portare doni. La Fiera di Santa Lucia più antica d'Europa è invece è Bologna: è un vero e proprio Mercatino di Natale che si spinge fino al 26 dicembre. A Savignano sul Rubicone e a Forlì, invece, la festa dà luogo a una fiera dedicata a torroni, croccanti, altri dolciumi e giocattoli: qui, infatti, la tradizione dei doni di Santa Lucia assume una veste diversa, che riguarda non tanto i bambini quanto le ragazze, a cui soprattutto, in questa occasione, si regala del torrone.