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La Legend del Marcante
Di Marco Tenuti (del 31/03/2008 @ 08:53:19, in MTB, linkato 1172 volte)

Ieri era la mia prima volta in cui rifacevo una gara MTB. Si, con la Lessinia Legend 2008, ieri festeggiavo il mio primo anno di gare in MTB, visto che avevo debuttato nel mondo agonistico al "lontano" 1 aprile 2007. L'esito è stato a dir poco positivo, visti i miglioramenti fatti in un anno, ma mi trovo ancora a commentare questa gara, senza sapere ancora il tempo che ho totalizzato e la mia posizione nella classifica assoluta.

E qui non ci sono molti colpevoli o cause da cercare di capire. E' sicuramente l'organizzatore della gara a peccare clamorosamente per la seconda volta. Io non sono stato presente tre settimane fa alla Gran Fondo Bardolino, ma anche là ho sentito che lo stesso organizzatore non aveva sicuramente eccelso per la puntualità e l'ordine nel coordinare le operazioni di partenza e arrivo.

Alla Legend, ci siamo ritrovati invece, con l'accesso alle griglie assolutamente non regolamentato dagli assistenti, griglie su cui erano ancora presenti i cartelli dei numeri di gara del corto, mentre per il lungo non si è assolutamente saputo come comportarci. E' nato un ammassamento di ciclisti e biciclette abbastanza autogestito, visto che lo speaker aveva smesso di parlare ai microfoni molti minuti prima. Succede che pressapoco alle 10.30 anche noi del percorso lungo partiamo senza spari o inviti, ma semplicemente vediamo che i primissimi del gruppo cominciano a muoversi in avanti. La salita all'abitato di Colognola ai Colli è lievemente caotico, perché tutti vogliono passare, ma nonostante questo riesco ad arrivare in fretta in cima in compagnia del Radu e dei suoi compagni di squadra Tagliaro. Sia io che Matteo Milani, seguiamo le sue indicazioni e abbastanza rapidamente arriviamo al Capitello di Sant'Anna sopra Tregnago. E' pero' nel pezzo della strada bianca lungo il greto dell'Illasi che perdo contatto coi Tagliaro e d'ora in poi farò gara per conto mio. Il tempo di salutare mio cognato e mio figlio appostati all'attraversamento del torrente e poi si comincia di nuovo a salire verso il poligono. A dire il vero non ho moltissimo mordente, e sulla salita verso Sul Vago non ho una grinta eccezionale, cionostante mi difendo e vado su agilissimo.

Sono infatti due le paure che mi pervadono: aver sottovalutato la Legend 2008, per il fatto che di dislivello ce n'è comunque un bel po' da affrontare col rischio di incappare in crampi nell'ultimo pezzo, ma soprattutto la paura di forare nel pezzo in discesa che dalla Pineta conduce a Villa di Mezzane. Infatti è proprio sul pezzo nel bosco - tratto di gara in cui avevo forato in allenamento all'incirca un mese fa - che non lascio assolutamente correre la bici, ma vado di conserva con l'unico obiettivo di arrivare in fondo con le ruote a posto. Appena mi ritrovo nella contrada di Villa il pericolo è scongiurato: ritrovo la serenità e di nuovo Enrico e Matteo a scattarmi la foto, con mio figlio, accortosi all'ultimo secondo del mio sopraggiungere, che scatta in piedi come una molla pronto ad esibirmi il cambio di borraccia. Quel momento è stato uno di quelli più belli per quel che mi riguarda. Poco avanti sull'attacco su asfalto verso Pian di Castagnè c'è il ristoro, dove rimango fermo si e no un minuto a bere un paio di bicchieri di tè, mi riempio una tasca di albicocche e la bocca di uvetta secca e via di nuovo. Mi prendo anche le critiche di Simone di San Briccio, il quale mi rimprovera scherzosamente: "Smettila di mangiare e pedala!" E così è: riprendo l'asfalto e subito al tornante ti ritrovo il dr.Pich a scattarmi una foto. I tornanti poco sotto la Croce Nera se ne vanno in rapida successione, senza particolari affanni o difficoltà. Poco prima della Croce Nera supero anche Ceresce, al secolo Umberto Zanichelli, in difficoltà con la sua biammortizzata, perché il deragliatore anteriore non vuol saperne di mettere la corona più piccola, mentre io comincio il nuovo pezzo in discesa molto serenamente, visto che lo conosco ormai a menadito, a forza di farlo coi Pezzo e tutti gli altri amici veronesi.

Infatti dalla Tenuta Sant'Antonio fino giù al Casale di Marcellise, percorro questo pezzo veloce tutto in solitaria, potendomi così permettere di fare la miglior traiettoria e una velocità molto sostenuta, andando così a riprendere il gruppo antecedente. La salita a San Briccio la percorro abbastanza allegramente, però un concorrente davanti mi fa perdere il ritmo e decido di salire spingendo avanti la bici, con qualche difficoltà a risalire. Appena in cima c'è tutta la famiglia di Simone a salutarlo qualche metro dietro di me, mentre da lì in poi comincia in sostanza la discesa e con parecchi falsopiani che non fanno certo bene alle gambe. Raggiungo infatti il Piacentini, mio compagno di squadra Turnover, afflitto dai crampi e sconfortato dall'idea di quanto sia dura una gara in MTB - si trattava per lui della prima gara di sempre in MTB, nonostante l'esperienza di gran fondo su strada - ma nonostante questo anche lui si attacca dietro e affrontiamo il tratto pianeggiante in mezzo ai vitigni di Colognola, dopo l'insidioso pezzo della discesa del Bosco della Fratta.

Qua c'è da ciucciare ruota e ne approfitto di qualche trenino che arriva a superarmi e così questi ultimi chilometri se ne vanno abbastanza rapidamente. A poco più di un chilometro dall'arrivo è un altro mio compagno di squadra a rinvenire, Orlandi, il quale ha ancora un paio di cartucce da sparare e si mette a menare come un forsennato sull'asfalto e non facciamo altro che accodarci. Il rettilineo finale è una tiratona probabilmente ai 45-50 km/h. Per fortuna che ho lasciato in macchina il contachilometri, così non mi sono fatto impressionare, ma sostanzialmente facciamo l'arrivo in parata, contenti di aver portato in fondo dignitosamente i colori della nostra squadra. Sicuramente Boscaini ha fatto la sua parte, sapendo qualche minuto dopo di averci impiegato circa mezz'ora in meno, giungendo nell'assoluta tra i primi 40.
Penso che il mio tempo finale sia di 2h28', buscandomi circa 3 minuti dal motorino del Radu, ma quello che mi fa più impressione è che il Pezzo, mi dice di aver impiegato 2h17', segno che la stoffa e l'esperienza contano sempre di più di tanti allenamenti.

Dopo il calo emozionale susseguente l'arrivo, le operazioni di riconsegna del chip, nonchè di ritiro del resto del pacco gara, è a dir poco penoso, per l'indovinatissimo posizionamento dell'arco di arrivo rispetto all'entrata della zona della gara, cioè nel parcheggio interno alla Vagotex. Qualche minuto dopo mi ricongiungo con Enrico e Matteo e qualche minuto dopo anche la sorpresa di vedere mia moglie e mia figlia arrivare per ora giusta del pasta party. Devo però spezzare una lancia a favore dell'organizzazione per la quantità di cibo del pasta party e del ristoro finale, nonché dei servizi delle docce, molto professionali e puliti, ma soprattutto dell'acqua calda.

Poco prima di andarmene saluto gli amici del Rodella, sempre là a dirsene di tutti i colori e farsi le pippe sull'utilità di questo o quell'accessorio che fa risparmiare qualche grammo di bici, pensando troppo poco invece alle proprie gambe.

Io rimango comunque contentissimo della mia prestazione, in continuo miglioramento rispetto all'anno scorso. Adesso però è giunto il momento di lasciare l'insostenibile calendario di gare, a cui mi vorrebbero tutti i soliti amici, magari dedicando un po' più di tempo alla famiglia e alle escursioni con gli amici.