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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco Tenuti (del 28/02/2008 @ 15:20:19, in MTB, linkato 1745 volte)

Ieri mi sono fatto un giretto fuori casa con la BDC. Me ne sono andato fino a Montorio e quando sono arrivato lì, mi sono deciso e mi sono avviato su per il Pian di Castagnè. Andare in BDC è tutta un'altra cosa in velocità, rispetto alla MTB sull'asfalto. Mi ritrovo in cima al Pian abbastanza rapidamente, ma quello che è notevole e che sono andato su tranquillamente e la media rimane alta.
Se fino a qualche settimana ero impressionato positivamente dal fatto che sto continuando a migliorare dal punto di vista della performance, da un po' di tempo realizzo che la bici da strada aiuta aumenta ancora di più la prestazione rispetto alle ruote grasse della MTB. Voi direte: hai scoperto l'acqua calda! E vi rispondo che è vero, ma prima o poi questa lieta scoperta bisogna pur farla sulla propria pelle, no?

Tornando al giretto, una volta arrivato a Castagnè, mi sono buttato giù verso Mezzane di Sotto e giù per la vallata di Mezzane fino all'incrocio delle quattro strade. Poi ho imboccato il leggero falsopiano di San Giacomo, poi il piacere di vedermi il segnalatore di velocità all'entrata dell'abitato di San Martino B.A. segnalarmi 37 km/h e lampeggiare "Rallenta!" e poi veloci verso casa passando per Ponte Florio.

Dopo 1h39'29" ho percorso 47,3 km alla media dei 28,5 km/h. Impressionante, visto che non ho sfruttato per un metro la scia di qualcun altro. Non vedo l'ora insomma di uscire in compagnia e vedere cosa si riesce a fare in gruppo, quando la scia, anche se alternata, può aumentare la velocità di crociera di almeno 3-4 km/h. Dopo tutte queste considerazioni, sto realizzando che in meno di 2 ore - e magari estendendo a 3 ore - si riesce a fare un giro dal chilometraggio considerevole e a fare un bell'allenamento di fondo. Effettivamente la BDC aiuta non poco ad allungare leggermente il chilometraggio!

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Di Marco Tenuti (del 27/02/2008 @ 10:01:40, in web, linkato 2024 volte)

Non posso nascondere che ho sempre tribolato non poco per far comparire il favicon nei vari browser, per i vari siti che ho in gestione.

Il favicon sarebbe quell'iconcina che compare in tutti i browser alla sinistra dell'indirizzo che state visitando. Tale iconcina ha per certi versi un'importanza commerciale a dir poco strategica e non sto qui a illustrarvi tutto, ma si dà il caso che non compare solo a fianco dell'URL, ma anche nella pagina dei bookmark, se memorizzate quell'indirizzo tra i vostri preferiti. In più alcuni browser mostrano tale icona anche nell'eventuale pagina nella loro gestione a pagine.

Ricapitolo pertanto molto brevemente quali sono le cose da sapere per garantire il funzionamento in tutti i browser o quasi, visto che si usa come riferimento Internet Explorer, Mozilla Firefox, Opera e Safari:

  • nel caso che si tratti di un'icona in formato ICO mettere il tag nella sezione HEAD
    <link rel="Shortcut Icon" type="image/x-icon"
    href="http://www.nomesito.com/favicon.ico">
  • se invece si tratta di un'immagine in altri formati (GIF, JPEG, BMP o PNG), mettere invece nella sezione HEAD questo tag:
    <link rel="Shortcut Icon" type="image/ico"
    href="http://www.nomesito.com/favicon.png">
  • mettere sempre possibilmente il file sopraddetto nella root del sito
  • denominare sempre possibilmente il file favicon.ico, in modo tale che i robot lo beccano in automatico, anche se il file non è puntato da alcuna pagina
  • nel caso di file .ICO, preferibile agli altri casi, basta mettere tre formati di immagine dentro l'icona e precisamente la 16x16 a 256 colori, la 16x16 a 24 bit e la 32x32 a 24 bit. Altri formati sono al momento inutilizzati dai browser e aumenterebbero eventualmente solo le dimensioni del file
  • se decidete di usare il formato .PNG, tenete conto che vecchie versioni di Internet Explorer non lo digeriscono
  • Internet Explorer 5.0 digerisce solo icone che portano come nome favicon.ico
  • Internet Explorer 6.0 non digerisce altri formati al di fuori dell'ico
  • il file lo potete preparare con qualsiasi software: ci sono parecchi siti che lo fanno anche al volo senza avere un'applicazione specifica di editing di icone (io, professionalmente parlando, uso Axialis Icon Workshop

Come vedete, il grosso dei problemi li dà Internet Explorer. Tutti gli altri browser sono molto più tolleranti e compatibili.

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Di Marco Tenuti (del 25/02/2008 @ 13:59:07, in MTB, linkato 1462 volte)

E' probabilmente la mia voglia di andare sempre via con pressioni troppo elevate, ma ieri sono incappato in una foratura da record, per la mia breve esperienza di mountain biker! Il pneumatico incriminato è il Michelin Comp S Light tubeless e il taglio è da record, più di un centimetro!

Sono riuscito a tornare a casa grazie alla provvidenziale camera d'aria che avevo al seguito. Si può notare che anche questa volta lo slime verde non ha potuto molto, se non facilitare la realizzazione della foto! Oggi vado a Turnover e cambio pneumatico, una volta per tutte e dico basta ai Comp S Light.

Posso così ricapitolare la situazione "tubeless" da quando li uso:

  • Geax Mezcal UST (1 foratura con pneumatico verso la sua fine)
  • Michelin Comp S Light UST (4 forature, 2 in gare, 2 in escursioni)
  • Maxxis Ignitor UST (0 forature, una bolla dopo migliaia di km)

Sarà un caso o cos'altro, ma è la terza volta che foro in cima alla valle di Mezzane! Non è che per caso il posto porta un po' di sfiga?

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Di Marco Tenuti (del 25/02/2008 @ 07:52:34, in MTB, linkato 1085 volte)

Nella ricognizione della Legend fatta ieri, sono emerse alcune differenze tra il percorso indicato dai cartelli e quanto indicato sulla cartina presente sul sito e sulle brossure già da tempo. Ve le illustro qui sotto. La prima è sicuramente quella più significativa, visto che accorcia sia il percorso corto che il lungo di un bel po' di chilometri e toglie anche del dislivello.

Noterete in svariati colori le due tracce che si desumono dalle cartine e dal loro sito, mentre la traccia in azzurro è quella acquisita ieri col mio GPS durante la ricognizione.

Aspetto pertanto l'intervento del Pezzo, che saprà sicuramente il fatto suo, visto che il bivio è praticamente a casa sua. A meno che non sia stato proprio lui a girare la freccia...

Minime differenze ci sono su alle cave e al Tomelon:

Per concludere, una volta arrivati alla Croce Nera, la discesa verso la val di Mezzane presenta solo un piccolo dubbio:

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Di Marco Tenuti (del 24/02/2008 @ 23:08:57, in MTB, linkato 3524 volte)

Lessinia LegendFino a stamattina ero indeciso se andare via con la bici da strada e il gruppo della mia squadra, i Turnover, però senza i capisquadra Remo e Simone, perché occupati in negozio a fare l'inventario, o se andare in solitario a provare la Lessinia Legend 2008.

Poi ha prevalso lo spirito solitario e di avventura ed ho optato per la Lessinia Legend. A differenza però dell'edizione 2007, che aveva come punto di partenza e arrivo la caserma di Montorio e che proponeva quasi tutte le salite, praticamente fuori da casa mia - la salita di Novaglie è a 5 km, il Piccolo Stelvio a 1 km, mentre la salita di Trezzolano sarà sì e no a 13 km - l'edizione 2008 è un po' più lontana per il sottoscritto e questo comporta di scegliere se sia preferibile andare fino alla zona industriale di Colognola ai Colli con la macchina o cuccarsi i 19 km in sella alla MTB. Per fortuna che la pigrizia se ne è rimasta a letto e verso le 8.20 salivo lo scivolo di casa in sella alla bici.

Lungo il trasferimento da Quinto, per Novaglie, Ponte Florio, Ferrazze, San Martino Buon Albergo, San Giacomo fino alla zona industriale, decido di risparmiare quanto più possibile la gamba; mi imbatto per un chilometro nella marcia podistica tra Mattarana e Ferrazze, ma per il resto è tanta brina e molta foschia. Il sole comincia ad alzarsi e sembra promettere bene per il resto della mattinata, fatto sta che verso le 9.05 arrivo davanti allo stabilimento della Vagotex, dove faccio partire il GPS.

L'uscita dalla zona industriale di Colognola è subito asfalto piatto per un qualche chilometro, propedeutico per gestire la fiumana di gente che sarà presente alla partenza - spero davvero che si parta a griglie scaglionate, altrimenti prevedo un macello simile a quello del 2007 - ma subito la salita alla chiesa di Colognola ai Colli presenta una pendenza degna di nota, tanto per rompere il fiato e far andare su il ritmo cardiaco.

Poco dopo l'abitato di Colognola vengo però tratto in inganno da un cartello della Lessinia Legend che, a mio avviso, è in contrasto con quanto indicato sulla cartina presente sul sito: prometto però che indagherò meglio su alcuni conoscitori del luogo per capire se si tratta di una simpatica burla o se hanno già variato il percorso. Questo comporta che non si passi più da Orgiano e San Vittore, ma si taglia subito per Bocca Scalucce, dove è presente subito il primo bivio tra il percorso da 40 e 60 km.

Chi sceglie per il percorso lungo ha subito uno strappetto di pochi metri che conduce in cima alla collina, ma si è già sulla dorsale che accomuna questa edizione 2008 alla Soave Bike e alla Divinus Bike. Si passa a fianco del castello d'Illasi e si continua su quella che è una vera e propria autostrada sterrata da farsi pure ad una media importante. Questa volta, rispetto a 3 mesi fa, quando l'avevo provata con le gambe molto stanche, arrivo su a capitello Sant'Anna che non mi accorgo quasi della fatica. Quasi arrivato in cima mi imbatto in un gruppo di biker veronesi e uno di loro ben presto mi si affianca e completerà tutta l'escursione assieme a me, visto che è di Grezzana.

Abbiamo qualche esitazione nel scendere verso Tregnago, ma finalmente imbocchiamo la giusta strada e la discesa è molto ripida e veloce. Un pezzo in cemento molto liscio fa schizzare rapidamente l'indicatore di velocità verso i 60 km/h. Speriamo che nessuno si ammazzi su quella parete di cemento!

Arrivati nel paese di Tregnago lo attraversiamo rapidamente e imbocchiamo presto la strada che costeggia il Progno della Val d'Illasi. Il pezzo è molto lungo, ma la leggera pendenza invita a spingere come dei forsennati e penso che i più forti biker arriveranno a velocità di crociera superiori ai 45 km/h. C'è solo un pezzettino in cui c'è un attimo da stare attenti, ma per il resto via libera!

Una volta attraversato il guado secco del Progno, si ricomincia a salire. Lungo questo tratto le pendenze non sono mai accentuate, ma si guadagna abbastanza rapidamente quota. In prossimità del tiro al piattello c'è di nuovo il probabile bivio tra il percorso da 40 e 60 km. Mi sono infatti perso il punto dove si reimmettono quelli dal percorso corto, ma penso che sia un punto di congiunzione tra i due tracciati, probabilmente perché sarà disposto il ristoro o il controllo orario.

L'entrata in Pineta attraverso il primo cancello porta a scendere molto velocemente, ma il terreno sotto bosco nasconde sicuramente qualche insidia, dovuto alla quantità di foglie ancora presente che cela sassi più o meno appuntiti. Infatti sono proprio io vittima di un'importante foratura: il mio tubeless superleggero cede di schianto a causa di un taglio molto lungo, da cui fuoriesce rapidamente una quantità considerevole di lattice, senza possibilità di autoripararsi. Questa volta sono però ben equipaggiato e, dopo aver rimosso la valvola del tubeless, installo senza pensarci due volte la camera d'aria, con cui arriverò a casa, senza ulteriori preoccupazioni.

La discesa se ne va rapidamente e ci ritroviamo ben presto sulla strada provinciale che collega Mezzane di sotto a Mezzane di sopra. Il mio compagno di avventura accenna a proseguire sulla provinciale verso Mezzane, ma io gli faccio notare che la gamba è ancora buona per salire alla Croce Nera sotto Castagnè. Non ci pensiamo molto: imbocchiamo subito il tratto asfaltato e poi giriamo subito verso il Molinetto. I rapidi tornanti in successione ce li lasciamo subito dietro e al rampone al 30% riesco a salire senza accusare il minimo problema, nonostante i chilometri nelle gambe siano già più di 60. Anche il pezzettino d'asfalto che conduce alla Croce viene rapidamente mangiato dal mio collega e ci involiamo subito in direzione della Tenuta, dove poco dopo abbandoneremo il percorso della Legend 2008, per preferire un ritorno un po' più corto verso casa.

Arriviamo in fondo al splendido toboga sopra località Casale di Sopra; attraversiamo Marcellise e, dandoci il cambio puntiamo a San Martino sempre ad un andatura tra i 36 e i 43 km/h. Vi risparmio il rientro a casa verso a Quinto, che viene raggiunto dopo altri 14 chilometri, passando per gli abitati di Ferrazze, Ponte Florio, Vendri e Santa Maria in Stelle.

Volendo ricapitolare rapidamente per punti le mie impressioni generali sulla Lessinia Legend 2008, mi sento di allinearmi in parte coi giudizi già letti sul forum di MTB-Forum, così come sul blog del Pezzo, però entrando un pelo nel dettaglio e dividendo in tronconi la gara:

  • partenza-Capitello Sant'Anna: media elevatissima, ci vogliono delle supergambe e tecnica zero
  • Capitello Sant'Anna-Mezzomonte: media ancora più elevata, anche qui ci vuole gran gamba e tecnica zero
  • Mezzomonte-Tomelon: grandi gambe e molto fiato, tecnica zero
  • Tomelon-Pineta-capitello per Castagnè: passaggi un po' suggestivi, occhio alle pizzicature nel sottobosco
  • capitello per Castagné-Tenuta Sant'Antonio: ancora grandi gambe, buona resistenza e elevato diverimento
  • Tenuta Sant'Antonio-arrivo: n.p. (lo recensirò in una prossima mia ricognizione, ma niente di particolare)

Ora alcune indicazioni per caratteristiche:

  • segnaletica: in alcuni punti buona, in altri lascia a desiderare
  • tratto iniziale: obbligatorio in asfalto per evidenti motivi (io toglierei l'adesione della Legend a qualche circuito)
  • tecnica: totalmente insufficiente, non c'è un single track che sia uno o qualcosa che richieda un po' di maestria tipica per chi va in MTB
  • velocità e scorrevolezza: quasi tutto il percorso lungo può essere affrontato a medie elevatissime
  • difficoltà: non ce ne sono, se non il fatto che la distanza e l'altimetria si fa sentire ormai arrivati al Borgo di Marcellise

Per i miei gusti mi sentirei di dare un 7 generale, semplicemente perché io preferisco gare non troppo impegnative dal punto di vista tecnico, ma un po' più massacranti dal punto di vista velocistico e fisico. Suggerirei anch'io ai signori che organizzano questa edizione della Legend, queste cose:

  • eliminare l'adesione della gara a troppi circuiti: questo li costringe a scegliere obbligatoriamente pezzi di asfalto e strade sterrate larghe e non impegnative
  • allungare un po' il chilometraggio della lunga, perché qualcosa che si definisce "Legend" dovrebbe essere più leggendario e meno business
  • portare la gara un po' più in su come altimetria, anche se il 30 marzo è un po' prestino per andare in alto, ma se deve essere Legend, tanto vale che lo sia fino in fondo
  • far partire le migliaia di partecipanti a griglie scaglionate: bastano anche griglie di 300-500 atleti ogni 5-10 minuti

Per finire, vi metto la traccia che ho registrato io, dalla partenza in zona industriale fino a casa mia.

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Notate come in tutti i miei giri si cerchi sempre di previlegiare il passaggio da Coda o Chiesa di Alcenago. Sarà di nuovo il mio domicilio - si torna cioè alle origini - per cui devo pensare che questi giri siano comunque utili anche una volta che mi sarò trasferito.

Giro 3: Casa-Borgo Trento-San Pietro Incariano-Mazzurega-Breonio-Fosse-Sant'Anna d'Alfaedo-Fiamene-Coda-Casa (67,7 km, circa 2h40')

 


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Di Marco Tenuti (del 20/02/2008 @ 12:47:31, in MTB, linkato 1236 volte)

Questo giro è tutto da ripensare meglio, in modo da evitare possibilmente il pezzo trafficato che da Parona conduce fino a Negrar. Una volta arrivati a Negrar, il proseguimento è abbastanza sostenibile, a parte qualche camion che sale da Negrar verso Mazzano, Fane o Fiamene. Mi riservo la possibilità di modificarlo leggermente in modo da salire da Boschetti.

Giro 2: Casa-Arbizzano-Negrar-Costeggiola-Mazzano-Fane-Fiamene-Coda-Casa (39,9 km, circa 1h45')

 


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Di Marco Tenuti (del 20/02/2008 @ 12:42:11, in MTB, linkato 1341 volte)

Prima puntata dei miei giretti ciclistici. Adesso che ho la bici da strada, posso permettermi di classificarli, più che altro per avere un prontuario sul tempo e sul chilometraggio, in modo da decidere rapidamente che giro fare in base alla disponibilità di tempo che ho.

Percorso: Casa-Avesa-Montecchio-Vigo-Casa (35,9 km in meno di un'ora e mezza)


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Di Marco Tenuti (del 18/02/2008 @ 10:13:14, in MTB, linkato 1131 volte)

Marco ad AlbisanoIeri l'offerta ciclistica era a dir poco notevole: c'era la possibilità di andare a provare il percorso lungo della Lessinia Legend 2008 assieme ad un nutrito gruppo di biker veronesi o di andare sul lago e fare un "giretto" assieme ai fratelli Baz.

Alla fine mi sono deciso per l'opzione lago, vuoi perché l'appuntamento era leggermente anticipato rispetto all'uscita della Legend, ma soprattutto perché le temperature in zona lago erano senza dubbio più miti della Lessinia.

Sono pertanto partito verso le 11.40 di sabato e dopo aver attraversato la città, ho avuto modo di misurarmi coi soliti strappetti che si fanno i miei compagni di squadra amanti dell'asfalto e cioè la Croce Bianca e la salita del Flover a Bussolengo. Devo dire che la seconda è degna di nota e necessita di una certa grinta per non perdere troppo velocità e tenere il 53, insomma una perfetta salita da SFR!

Beh, a parte questa non trascurabile difficoltà, non me ne sono quasi accorto, ma sono arrivato alla rotonda di Lasize dove i fratelli Baz in anticipo di qualche secondo sul sottoscritto mi stavano aspettando ed ho fermato il cronometro in 1h00'02", alla media dei 31,8 km/h, davvero ottima media, considerato che me la sono fatta tutta da solo e che mi sono autoimposto di andare piano per non schiattare sulla via del ritorno. A sentire quelli del Turnover, loro la fanno ai 40, ma evidentemente il gruppo fa più che mai la differenza.

Sullo sfondo la costa bresciana del lago di GardaDopo avermi lasciato il tempo di inglutire una banana, il trio, composto da Andrea, Davide e il sottoscritto, si è avviato verso Cisano, poi Bardolino, Garda e Torri del Benaco, dove si lasciava la costa benacense per salire prima ad Albisano e poi a San Zeno di Montagna.

Lungo la salita verso San Zeno ho avuto anche l'onore di salire sulla CR1 del Bazzo, davvero bella bici, bella leggera e molto reattiva, grazie alla coppia di Fulcrum Racing Zero, con cui si scatta da 0 a 100 in un attimo! Peccato solo per la sella SMP "formato graticola" e per l'altezza della stessa, che non mi ha permesso di capire al 100% come la bici sia realmente scattante in salita, ma prima o poi sarà la volta di provare una Scott Addict R1/2/3/4, messa a disposizione dal simpatico Pippo Rodella, così si passa ad un supertelaio di carbonio senza passare dal via... 

Qui a San Zeno c'è scappata la barretta, ma forse era più indicata una bella lasagna al forno; invece poco più del tempo di indossare l'antivento e poi giù a capofitto in direzione Costermano, Albarè ed Affi.

Qui lasciavo la coppia di amici e mi indirizzavo in solitario verso Verona. Il percorso di ritorno è stato Affi, Sega di Cavaion, la statale 11 fino a Parona e poi direzione Borgo Trento, galleria e Quinto.

Alla fine ho macinato circa 104 km alla media dei 28,2 km/h, un bell'esercizietto ginnico di 3h41'. Adesso so come funziona il giro del lago e posso farmi "battezzare" dalla mia squadra senza temere più di tanto. Il loro giro è leggermente più corto - si parla di circa 90 km da Grezzana - perché si arriva e non si va oltre ad Albisano come altitudine, ma confido molto sul fatto che si possa più che mai ciucciare la ruota per quasi tutto il tragitto. Che sia la volta buona domenica prossima che vinco questo timore reverenziale?

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Di Marco Tenuti (del 15/02/2008 @ 00:45:22, in MTB, linkato 1138 volte)

Fino ad ora avevo sempre desistito, vuoi perché ero stanco morto, vuoi perché con la scusa di addormentare Enrico, mi addormentavo pure io, vuoi perché c'è freddo. Stasera, preso più che mai dallo slancio del Pezzo, che si è buttato a capofitto sul percorso cittadino notturno, mi sono deciso pure io, solo che sono uscito un pelo più tardi di Andrea.

Percorso cittadino notturnoDopo aver sbrigato tutte le formalità familiari ed aver messo a letto la famiglia, mi sono fatto firmare il nulla osta dalla dolce metà ed ho ricevuto niente popo' di meno che il lasciapassare per uscire io e la mia amata, la Scale, proprio il giorno di S.Valentino.

Mi sono vestito più che mai invernale e sono uscito qualche minuto prima delle 23. Il giro è nè più nè meno che quello di Andrea: Quinto-Marzana-Sezano-S.Maria in Stelle-Vendri-Nesente-salita per i tornanti a Novaglie-Campagnole di Novaglie-Nesente-Vendri-Quinto. Questo giro è per qualche metro un po' meno di 12 km e l'ho inanellato 3 volte. Al terzo giro la voglia per farne almeno un altro o altri due c'era ancora, solo che la temperatura era decisamente bassa (+3°C segnava il termometro della farmacia di Quinto), i piedi senza copriscarpe erano ormai ghiacciati e le gambe era il caso di risparmiarle un pelo per il prossimo weekend, che promette un chilometraggio infinito tra MTB e BDC.

Devo dire, che a parte la temperatura, la luce artificiale dei lampioni e l'aiuto della luna crescente fanno sì che non ci sia una sostanziale differenza col giorno. In più il traffico è praticamente nullo, quindi la sede stradale è tutta mia! Penso che con la mezza stagione e l'estate questa sia davvero una soluzione, quando non si riesce proprio a fare diversamente.

Per rigore di cronaca ho percorso i 3 giri con la MTB in 1h15'33", cioè ad una media dei 28,7 km/h. Appena si metterà a fare un po' caldo si proverà a farlo ad una media superiore ai 30 km/h.

Detto questo è ora che mi infili sotto le coperte e mi sa tanto che domani mi aggrego al Pezzo nella fascia oraria preserale, cioè tra le 18 e le 20. Ok, Andrea?

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