Di Marco Tenuti (del 04/12/2012 @ 23:59:01 in salute, linkato 11293 volte)
Che le pubblicità siano più o meno ingannevoli non è una novità di questi giorni: da quando è mondo, si sa che sono arricchite di balle più o meno gigantesche, anche se le agenzie di pubblicità ed artistiche che si occupano della loro concezione e produzione le chiamano e le definiscono tecnicamente "iperboli", "ossimori", "metafore" o tante altre modalità retoriche.
Inutile girarci intorno: sia che il pubblico o il destinatario sia consapevole e partecipe della circonvenzione pubblicitario o che sia ignaro, rimane una verità di fondo, cioè che l'argomento della pubblicità non è solo un inganno, ma un fatto praticamente impossibile.
Ieri mi è capitato di vedere la pubblicità proposta nella colonna di destra di Facebook ad un soggetto profilato nel cluster femminile generalista e ci sono ben due pubblicità relative a diete alimentari.
Evidentemente l'argomento è di grande interesse commerciale per tale cluster, ma quello che è sorprendente, è la promessa di entrambe le pubblicità: "Perdi peso in un mese", ma non si sta promettendo di perdere 1-2 kg, che è già un importante traguardo, per un'attento e corretto approccio, ma qualcosa di inverosimile, ossia 13 kg o 16 kg!
Ora non so se conoscete qualche valore energetico di metabolismo basale - nel mio caso ci attestiamo sulle 1791 kcal - cioè, detto molto grossolanamente, la quantità di calorie che bisognerebbe assumere ogni giorno per non intaccare troppo i tessuti muscolari e gli organi principali, ma per poter calare tutto quel peso, 16 kg nel caso estremo e supponendo 31 giorni in un mese, vorrebbe dire 516 grammi di calo al giorno, cioè circa 4000 kcal bruciate al giorno, cioè dovreste farvi una granfondo di almeno 4 ore al giorno, o per i podisti ed i runner, almeno una maratona al giorno, scusate se è poco...
Magari, se andate a leggere, scoprirete che non dovete neppure far fatica e chissà quali sacrifici per ottenere simili risultati, insomma vi stanno vendendo la "luna nel pozzo"...
Diffidate insomma da queste promesse di diete "mari e monti". Ricordate che per dimagrire e perdere peso non ci sono mai formule magiche, beveroni miracolosi o pastiglie trasformatrici, ma nel piccolo della mia esperienza di cicloamatore ci sono solo:
la forza di volontà a rinunciare a qualcosina sfizio alimentare di tanto in tanto
la determinazione di praticare una regolare attività aerobica
la scelta di un'alimentazione equilibrata e variegata orientata opportunamente a seconda del periodo dell'anno e della pratica di un'attività sportiva o lavorativa più o meno intensa
accontentarsi dei piccoli passi (1-1,5 kg al mese è l'ideale, per non "rovinarsi")
A distanza di 14 mesi esatti, riprendo in mano l'analisi fatta circa la remuneratività dei conto correnti, conti di deposito o pronti contro termine emesse da alcuni principali istituti di credito italiani, particolarmente attenti a mettersi in luce sul web.
Valgono le premesse dell'anno scorso: non si considerano eventuali promozioni sull'apertura di conti di deposito per i nuovi clienti. Si vuole fare il punto della situazione sugli investimenti a capitale "garantito" e rendimento certo.
Supponiamo pertanto di avere a disposizione una cifra di 100.000 Euro da vincolare per un orizzonte temporale che passa dai 12 mesi fino quasi a raddoppiare. Queste sono le opzioni che ho trovato sulla rete dopo una rapida ricerca:
Rendimax by IFIS (2,43% netto, 2,49% netto con reinvestimento)
conto deposito IWPower 365 Turbo (1,90% netto)
conto deposito IWPower Special (2,01% netto)
conto deposito CheBanca (1,82% netto, 1,86% netto con reinvestimento, 2,54% lordo)
obbligazione PCT CheBanca a 8 mesi (2,01% netto, 2,30% lordo)
Santander Time Deposit a 24 mesi (2,555% netto, 3,50% lordo)
Conto Arancio a 12 mesi (1,70% lordo, 1,24% netto)
Conto Arancio+ a 12 mesi (2,20% lordo, 1,606% netto, però 100.000 Euro minimi!)
ContosuIBL a 18 mesi (3,25% lordo, 2,37% netto)
Fineco Supersave a 12 mesi (1,50% lordo, 1,31% netto)
Per caso voi conoscete dell'altro che superi queste proposte?
Di Marco Tenuti (del 09/12/2011 @ 23:55:04 in MTB, linkato 7057 volte)
Nel bazzicare continuamente su MTBR alla ricerca di novità ed esperienze dei cugini americani, che in fatto di MTB ne sanno sempre una più di noi, mi sono imbattuto dentro il thread che riguarda la Scale 29RC 2012 nella bici di James_95, che non è altro che una Scale 29RC 2012 come la mia, dove spicca sopra tutto il resto l'equipaggiamento delle ruote, ossia una coppia di Easton EC90XC 29, un paio di ruotine in carbonio, davvero leggere leggere.
Di Marco Tenuti (del 22/12/2011 @ 23:54:42 in MTB, linkato 3446 volte)
Cactus monta un lungo video in cui riassume tutte le fasi salienti di mercoledì 21 dicembre, quando Focus e Evolution Team ha invitato tutti a fare una pedalata in notturna in centro città, prima di una fetta di pandoro ed un sorso di tè caldo.
Tra le partecipazioni degne di nota quelle del team MTB Le Aquile proveniente dalla provincia di Vicenza, comprese due belle atlete, intemperanti del freddo intenso e del buio della notte.
Anche il sottoscritto è presente all'appuntamento, dopo aver saltato ultimamente un bel po' di notturne. E si diverte pure, rispolverando per l'occasione la Scaletta.
Per ulteriori dettagli vi rimando al blog di Cactus, che non manco di ringraziare per il grande servizio di diffusione ed apprezzamento del nostro bellissimo sport e dei paesaggi e posti di Verona e della Lessinia.
Di Marco Tenuti (del 01/01/2012 @ 23:51:15 in MTB, linkato 4711 volte)
Nel corso di oggi il buon Bontempo mi segnala su Facebook la presenza di una foto scoop, ossia la foto, a prima vista autentica, del comando destro a 10 velocità del gruppo SRAM XX in versione rotante.
Sono in tanti ad aspettarlo e finalmente SRAM si è decisa di mettersi all'opera producendolo anche industrialmente, dopo avere fatto usare qualche esemplare ai più forti atleti mondiali, tra cui Jaroslav Kulhavy ai mondiali di cross country 2011 in Svizzera.
A parte la livrea XX, un altro elemento di novità è che è stata eliminata la ghiera del cursore, cioè quella che dava evidenza del rapporto in canna. Effettivamente poco importa sapere esattamente il numero del pignone ingranato in quel momento. Sono le gambe a dirlo se il rapporto in canna è ideale o meno per la salita che si sta affrontando.
Insomma sapere il rapporto che si sta spingendo è assolutamente secondario e chi pedala con la bici da strada capisce benissimo il concetto. E se eliminare la ghiera di indicazione serve ad abbassare di qualcosina il peso, ben venga anche questa innovazione.
La fonte di questa foto è genericamente Facebook, ma nei prossimi giorni cercherò ulteriormente sulla rete per sapere qualcosa di più circa la veridicità della cosa, l'eventuale disponibilità prevista per il mercato oltre al prezzo finale per i consumatori.
Di Marco Tenuti (del 18/05/2011 @ 23:45:56 in MTB, linkato 2030 volte)
Qui nella Valpantena impoverita di un asso nella manica come il Conte
ammaliato dalle sirene della Russia Orientale, quel che rimane del Trio
Piocio si organizza proponendo uno dei più classici giri stradali in quota,
cioè l'ascesa a quota mille ed i vallonati tra Barozze e Bosco Chiesanuova,
cioè la spianatura della Lessinia Centrale, il medio della Cunego, el giro
estivo Turnover o quel che volì voialtri.
Il Marcante parte da Quinto City alle 17.50 ed in meno di 10 minuti
raggiunge il Turnover, facilitato dal fatto che qualcuno si deve essere
dimenticato di commutare l'interruttore del ventolone che spira aria verso
sud: la bava de aria la tira ancora verso nord. In Turnover lo zio Paolo è
dentro in negozio che cicola e ciacola, alché all'arrivo del Davide
Girlanda, il cugino "forte" del Paolo, prendiamo la via verso Stallavena.
Il Marcante fa l'andatura da via Carrara fino a Bellori sempre a velocità
che oscillano tra i 25 ed i 32 km/h, mentre i cugini seguono con altre
cicole e ciacole. Quando comincia la vera salita, Paolo e Davide si fanno
vedere e l'ascesa fino al Ponte della Marciora continua con cicole e ciacole
a tre. E' però il pezzo duro a fianco di Ponte di Veja che vede il Marcante
un attimo tribolare, complice un peso indesiderato a bordo, mentre i cugini
si lanciano in una tirata a tutta sul pezzo al 12%.
Il Paolo confessa che un'ascesa a quel ritmo lo avrebbe portato presto a
cioccare come un petardo, ma il buon Davide, nonostante avesse già
inanellato cinque giri della Cerro-Arzarè-Lughezzano-Corrubbio (il Paolo
sarà più preciso al riguardo con un collegamento nel TG di seconda serata),
imperterrito si gira e viene a prenderci una o due volte.
Si continua di buona lena fino al tornante per Ceredo e poi su ancora verso
Barozze di buonissima lena, col Marcante che cerca di tenere la ruota
dell'atleta Campagnari. 21, 22, 25 km/h per un attimo vede anche un 27 km/h,
però resiste, alché manca poco a Barozze, alla fine ultima tirata a denti
stretti e ne esce un 57'12", cioè circa 2'30" in meno di lunedì, però il
tempo non è omologabile, vuoi per il vento a favore in vallata e per la
trenata offerta dalla premiata ditta Campagnari-Girlanda.
Davide ci lascia proprio ai Ronconi, mentre il Duo Piocio sale a Passo
Provalo, dove ci si mette lo smanicato con un tempo di 40' scarsi per la
cronoscalata Berner. E tira e mola e de qua e de là, semo ad Erbezzo. Rapida
consultazione degli orologi ed il Paolo stima un rientro a Grezzana per le
20.15 proseguendo verso Bosco. E Bosco sia. L'Orlando dà un'altra pacca nel
salire alla Croce, mentre l'acido lattico inchioda ormai il Marcante quasi
in cima, ma tiene duro e quando la spiana, el mena sempre de gusto.
Piccola delusione a Bosco, ma c'era da aspettarsela, quando arriviamo alla
Pasticceria Valbusa, che troviamo chiusa. Un laconico foglietto recita
"Krapfen caldi il sabato e la domenica alle ore 16.00". Se semo fati un
gropo al fasoleto. Poco male: ripieghiamo al baretto del Piace in zona Bosco
Bassa dove si va di caffettino veloce. La discesa a fondo valle è fatta a
velocità supersonica per la via più veloce e più breve. Il Marcante mena
volentieri il 50/11 per una manciata di secondi a 123 ped/min e 70,7 km/h
per gli amanti dei numeri. Anche l'Orlando non demorde col suo 50/12 e
rilancia spesso l'azione ove è possibile, fatto sta che a Rosaro il duo
prosegue sullo stradone con nuove punte di velocità ai 73 km/h poco prima
della staccata del Briago, con curva in piega quasi in stile MotoGP.
Al curvone Carrera anche un incontro ravvicinato del Marcante coi caramba
che gli danno la precedenza in stile ortodosso. L'Orlando conclude la
propria azione alla Carrara, mentre il Marcante chiude a Quinto alle 20.25
alla media dei 26,1 km/h. Ottima menata durata due buone ore e mezza, con
intermezzo a base di caffettino, azioni e rilanci divertenti, solo che
adesso bisogna tegner le gambe bele alte in vista di domenica.
Di Marco Tenuti (del 16/09/2008 @ 23:45:13 in MTB, linkato 1633 volte)
Indiscrezioni di corridoio danno il "nostro begnamino" in ritiro spirituale a San Fidenzio in piena preparazione per la Avesani, la Gran Fondo senza dubbio più dura tra tutte le gran fondo organizzate nella provincia di Verona.
La comunità religiosa ha deciso di accogliere il forte scalatore veronese e di far proprie le buone intenzioni del ciclista, assegnandogli da subito un compito che al confronto Rocky Balboa che spacca la legna e alza i tronchi in Rocky 4 gli fa davvero un baffo.
Qualcuno ha intravisto il Pappataso provare ripetutamente nell'uliveto pastorale a bordo della Ozone Prototype, con specifiche gomme da 2.5" con tassellatura All Mountain, fare continuamente avanti e indietro a velocità spasmodica ai piedi delle piante cariche dei frutti oleosi, con la triplice intenzione di far scolare le acque accumulatesi nell'ultimo weekend, di dissodare ulteriormente il terreno in profondità e in prossimità delle radici e ovviamente di preparare al meglio l'insetto colognolese per le erte pendenze del Baldo e della Peri-Fosse, grazie anche ad un idonea rapportatura agreste con pignone finale da 29 denti.
Oltre ad una preparazione fisica adeguata, il direttore dell'istituto religioso ha predisposto inoltre una specifica tabella di esercizi spirituali in cui il Pappataso potrà raggiungere elevati livelli di concentrazione e di meditazione, che lo aiuteranno sicuramente a non perdere di vista l'obiettivo, cioè quando le fatiche saranno ben altre e quando la protezione e l'invocazione della Madonna della Corona saranno quantomeno auspicabili per affrontare al meglio la salita verso il Baldo e anche la Peri-Fosse.
Per le altre salite, quelle finali come quella di Branchetto, l'idolo della Lessinia potrà contare anche sul sostegno del resto del Fans Club, che ha promesso di trovarsi pronto a "inforcarlo simpaticamente" sempre in segno di stima e di supporto morale, ma non scordiamoci che il chilometraggio è senza dubbio elevato e l'altimetria totale è a dir poco proibitiva per noi comuni mortali.
Domani giovedì 17 settembre sono previsti sempre a San Fidenzio gli ultimi esercizi di perfezionamento e rilassamento e verranno messe a punto le prodigiose indicazioni del Gaiardelli, sfruttando molto bene l'effetto di trazione della gamba nella fase finale del ciclo della pedalata.
A concludere un rosario completo coi classici cinque misteri gaudiosi e affissione del pratico santino calamitato su una delle pochissime parti metalliche della bici che verrà usata domenica mattina per la leggendaria impresa.
Di Marco Tenuti (del 28/04/2013 @ 23:40:02 in MTB, linkato 1458 volte)
Mentre tutta la "Verona Biker" oggi era in quel di San Giovanni Ilarione a correre l'undicesima edizione della Granfondo del Durello, per me mattinata d'ordinanza con la famiglia alla santa messa domenicale ad Alcenago.
Il nullaosta per uscire in bici scatta però nel pomeriggio, così, dopo aver dedicato parte del sabato a pulire entrambe le mountain bike, oggi non era il caso di scomodarle e di continuare a sporcarsi con la BDC.
Dopo essermi accordato con Enrico per la risalita verso Alcenago, prende forma nella mia testa il giro di oggi. In totale libertà arriviamo ad Alcenago dai miei giusto per un caffè e poi di nuovo in sella.
Dalla Chiesa di Alcenago a Fiamene prendo per la prima volta il tempo, andando su con un ritmo relativamente blando, ma il tempo fissato dal cronometro è sufficiente a far riaffiorare ricordi lontani almeno una decina di anni, se non quasi due decine di anni. Ricordo vagamente che il cronometro si fermava dopo 21-22 minuti, mentre oggi sono passati "solo" 19'20", per il confronto è assolutamente impari: oggi sono in sella ad una superleggera e con una buona gamba, mentre ormai vent'anni fa ero in sella al Chesinone, cancello rigido di quasi 16 chili e la mia gamba non era certo forte come ora.
Continua pertanto l'ascesa verso il GPM di Fiamene, giù all'incrocio sopra l'abitato di Fane e poi passo agile in direzione Crosa di Schioppo, Corrubbio e Verdevalle. Anche il lungo tratto che porta dal Pontarol a Sant'Anna d'Alfaedo se ne va sempre al ritmo medioalto, ma è già ora di scendere a Fiamene che quasi non sento la catena.
Il tempo di mandare un SMS, di leggere quello dei reduci di guerra della Valdalpone e poi alzo la cornetta per sentire cosa dice la truppa della Valpantena, mentre scorre il cartello di Martellengo e punto diritto verso contrada Tommasi, con in lontananza un biker in MTB, che riprendo dopo un paio di minuti fermo a chiaccherare con un abitante della zona.
In barba alle due ordinanze, la prima che impedisce a tutti i veicoli di salire per la strada provinciale SP12 fino al 30 aprile, la seconda che impedisce - ancora chissà per quanto - ai velocipedi di percorrere tutto il tratto intermedio fino alla fine del bosco, tengo il 34/23 e supero i macigni posizionati in mezzo alla strada.
Tutto il tratto cementato è decisamente sporco, a causa dell'assenza di traffico, ma con un minimo di attenzione se ne vanno i due tornanti ed è la volta della parte relativamente più ripida, dove mi fermo a fotografare i primi cumuli di neve ancora in via di scioglimento.
Solo che salendo la neve è sempre più consistente e tutta la striscia stradale è quantomeno bagnata se non addirittura ricoperta completamente di neve. Finito il bosco mi ritrovo prima a guadare almeno cinque centimetri di acqua corrente e quasi in cima mi tocca pure pestare a piedi sulla neve, per riuscire a superare le difficoltà via via crescenti.
In cima al Col di Pealda Bassa devo percorrere quasi una decina di metri a mo' di ciclocross belga nella neve per conquistare la discesa trentina. Chiedo ad una coppia di anziani veronesi che stavano facendo manovra della possibilità di scendere per la direttissima verso Sega di Ala e mi assicurano che non c'è alcun problema, tanto che mi precedono di qualche centinaio di metri.
Caduta libera nella frazione trentina e subito mi viene in mente la Lessinia Bike, così vado a girarmi al Villaggio San Michele. La conca erbosa che ospita la gara di Ala è tutta fiorita e più che mai verde e rigogliosa, con la neve che si vede ancora qua e là a lato della strada.
Mi giro e torno sui miei passi pronto a risalire verso Passo Fittanze, solo che un nuvolone minaccioso comincia a rilasciare qualche goccia pesante e già temo per il mio rientro in terra veronese, tanto che taglio il traguardo della tappa finale del Giro del Trentino 2013 ad una velocità doppia a quella di Nibali, tanto che la pioggia rimane basita e smette subito.
La temperatura e l'aria non sono delle più ideali per arrivare a Passo Fittanze: in quota il Polar dice +12°C. Vorrei pure chiamare la mamma per dirle "Ciao quanto mi diverto", ma il cellulare non piglia, così indosso i manicotti coi colori del team e sopra pure l'antivento Sudtirol, pronto a spararmi la discesa verso Erbezzo. La strada è già segnata: per un attimo penso al fatto di ritornare ad ovest verso Sant'Anna d'Alfaedo, ma voglio godermi lo shock finale da Stallavena ad Alcenago.
Nella cittadina lessina non è che la temperatura sia tanto più alta, 13°C, mentre a Cappella Fasani siamo a 15°C, ma la discesa è senza dubbio una delle più belle dell'intero arco veronese ed al Corso di Grezzana sfilo già l'antivento perché a Lugo la temperatura è già di 22°C.
Da Bellori fino a Stallavena si comincia a menare di buona lena, ma le gambe cominciano ad essere un po' vuote, rispetto ai tempi migliori, ma bisogna un po' accontentarsi, perché l'età avanza e la preparazione è quella che è, nonostante qualche interessante performance degli ultimi tempi. La performance che conta più di tutte è quella della resistenza sulla distanza, tanto che a Stallavena saluto con la mano il Ledri, che indossa la sua inseparabile maglia mezza stagione Trek dello scorso millennio e giro a destra per tornare ad Alcenago.
Questa ascesa finale devo cominciare a farmela piacere, perché tra qualche anno sarà il leitmotiv di tanti giri, più o meno come il Papataso a chiudere su via Pontesello a fine giro. Penso che in futuro mi inventerò sempre più giri che cercheranno di chiudere passando per Fiamene, ma tanti altri giri mi vedranno "soccombere" proveniendo dalla Valpantena, ma il motto recita "Eto voluo la bicicletta? Adesso pedala".
La cosa bella è che concludo con un piccolo vassoio di torte e tè caldo, in questa strana domenica di fine aprile. I chilometri finali sono 66, per un totale di 1655 metri di dislivello, ma aver pestato in solitario la neve in BDC sul Col di Pealda Bassa mi ha fatto sentire un po' il prof alla conquista di uno Stelvio o di un Gavia con le frange di tifosi e di neve fresata ai lati della strada.
La prossima volta si punta in compagnia al tortino, ricordando che la baita è aperta il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 18.00...
Sul web 2.0 succede sempre più spesso che la collaborazione di tanti può molto di più dei soldi dei grandi potenti. Come dice il vecchio "l'unione fa la forza", ancora una volta è la dimostrazione che la rete delle persone - il "social" - raggiunge il successo, rispetto allo sforzo più o meno importante che può essere portato avanti da una realtà privata.
E' la situazione odierna dell'aggiornamento delle mappe cartografiche, dove Google Maps, attuale leader del "mercato", si trova a dover soccombere di fronte la cartografia "open source", cioè quella di Openstreetmap.
Nel caso delle mappe di Google la foto satellitare ci mostra già come in zona Coda di Alcenago la foto mostri la situazione aggiornata ad un anno fa, dove si vede già la stradina sterrata usata da un bel po' di tempo per aggirare la frana sopra la cava della Micromarmo. Le indicazioni stradali invece continuano a passare dove è passata l'ultima volta la Google Street View car, cioè dove la strada è stata dichiarata chiusa, anzi proprio dove la strada non c'è più, perché crollata a valle assieme ad una parte del bosco.
Frana di Coda su Google Maps e Openstreetmap
Openstreetmap invece è già aggiornato e, alla richiesta di un percorso nei paraggi, ci fa percorrere effettivamente la piccola bretella così come la conosciamo da ormai più di un anno, cioè ci fa aggirare a monte la frana e ridiscendere in prossimità dell'incrocio delle Sengie.
Me ne sono accorto proprio ieri, mentre salivo in bici la strada che da Stallavena porta a Fiamene, perché avevo sott'occhio la cartografia mostratami da Runtastic MTB, che si appoggia proprio ad Openstreetmap per la grafica delle mappe, senza dovere così alcuna loyalty a Google - la policy di Google è già passata da qualche anno a trasformarsi in una richiesta economica, nel caso in cui il numero di accessi da una app o da qualche sito terzo superi 25.000 richieste giornaliere.
Per inciso, ma questo nulla c'entra nelle considerazioni cartografiche, non si capisce ancora perché, proseguendo in direzione nord, dopo il valico della frana e la ridiscesa si sia costretti a dare la precedenza alle vetture provenienti da nord che da Fiamene scendono verso le contrade Maso e Sengie.
Sarebbe una questione da porre ai responsabili della viabilità comunale e provinciale, dove l'attuale variante della strada provinciale non ha la priorità sulla strada comunale, cosa alquanto contraddittoria ed insensata. L'attuale situazione costringe le automobili in direzione nord a rallentare, se non a fermarsi, invece di continuare lanciate la propria corsa nella sella formatasi a seguito dell'intervento di valico, anche se a velocità relativamente ridotta.
Di Marco Tenuti (del 28/05/2009 @ 23:35:49 in MTB, linkato 2784 volte)
Torna a gran furore la prima escursione con la E maiuscola del 2009, il giro del Vaio dell'Anguilla. Siamo più o meno fermi a quelle epiche dell'Only the Brave nel corso del 2008, quando tre impavidi - il Pappataso, Matteo e il sottoscritto - percorrevano in lungo ed in largo la Lessinia orientale ed in particolar modo il sentiero E5.
Questa del 1 giugno, sarà invece l'occasione per rivedere finalmente le "solite facce", finalmente in sella alle loro MTB, catapultati dall'ultima uscita in tenuta invernale direttamente nel bel mezzo dell'estate 2009.
Saranno presenti infatti il Conte Savoia, la coppia dei "compagni di merende", cioè il figlio di Aldo ed il Marcante, il Max Samurai Maga, l'Anonimo Turnover. Probabile anche una new entry direttamente da Padova, dopo aver saggiato la Lessinia Legend e la Divinus Bike. Tutti coloro che si aggregheranno saranno i benvenuti: meglio però che ci facciate sapere con congruo anticipo della vostra partecipazione, così ci sapremo regolare.
Tengo a precisare che l'appuntamento è previsto per lunedì 1 giugno alle 8.30 alla rotonda di Montorio, in perfetto stile Pappataso. Il punto di ritrovo è stato concordato in modo da facilitare quanto più possibile i convalescenti dei traumi muscolari e non affaticarli prima della graduale ascesa in Valpantena. Nel caso di maltempo, l'escursione verrà posticipata a martedì 2 giugno, stessa ora.
L'uscita sarà percorsa a ritmi assolutamente umani e abbordabili, onde evitare di compromettere più che mai il duo degli stirati. Questo non vuol dire che di tanto in tanto qualcuno potrà sentirsi libero di tirare, ma non saranno certo i ritmi da Notturna 2008 o da circuito notturno di Novaglie 2009.
Per non deludere nessuno - soprattutto il Conte, più che mai in gamba in questo periodo, dopo il 7'08" sul Piccolo Stelvio - abbiamo invitato un professionista dell'eccellenza della MTB internazionale, cioè il Maga, a cui chiunque potrà sentirsi libero di lanciare il guanto della sfida. Il "Vescovo Moro" per l'occasione distribuirà gadget e rilascerà autografi ai fans.
Le salite di giornata prevedono una Lugo-Praole ed un inedito trasferimento da Lonico-Cerro. Altro pezzo sterrato di indubbio valore paesaggistico sarà la Corbiolo-Chiurli-Casa di Nazareth con cui arriveremo a Boscochiesanuova.
Nella capitale della Lessinia l'Assessore ha già promesso un cabarel de brioches, in pasticceria Valbusa in piazza. Da lì in poi comincerà il divertimento assoluto, quando cominceremo la discesa sulla vecchia Lughezzano-Bosco, ma abbandoneremo presso la contrada Tonghe di Sotto la strada per andare verso la contrada Segai, poco distante dal tratto velocistico del Vaio dell'Anguilla.
Tornati sulla strada per Lughezzano il ritorno verso casa sarà quasi tutto su asfalto, anche se torneremo sullo sterrato del Progno di Valpantena all'altezza di Vendri, tanto per non scordarci il percorso naturale compiuto dalle acque del Vaio dell'Anguilla.
Inutile dire che la giornata sarà interamente dedicata al nostro beniamino, il Pappataso, che è prossimo a sciogliere i legacci dell'oppressore che lo constringono giù dalla bici da più di un mese. Tutto l'incasso della giornata sarà devoluto alla "Fondazione per la Tutela del Pappataci Veronese". Il comitato organizzatore sta già pensando a come fare per avere l'idolo al via per far tuonare i trombini di San Bortolo, ovviamente alla presenza di tutte le massime autorità di Verona e provincia.
Non cambiate canale: dopo la pubblicità il file KML, così vi potete gustare in anteprima il tracciato su Google Earth!
Di Marco Tenuti (del 26/04/2011 @ 23:33:22 in MTB, linkato 2069 volte)
Quando a fine 2010 la Columbia HTC High Road ha annunciato la partnership tecnica con Specialized e conseguentemente l'abbandono del marchio a me caro, ossia Scott, mi sono chiesto subito quale fosse la prossima squadra Pro Tour a ricevere il sostegno tecnico dalla casa americana.
Invece niente: ad inizio 2011 nessuna squadra del Pro Tour annunciava alcuna collaborazione tecnica con Scott, nonostante quest'ultima stesse lavorato sul progetto Project F01, già da un bel po' di tempo.
Pare però che qualcosa si stia muovendo nella stagione in corso ed in quella a venire. Su Cyclingnews.com ho trovato questo articolo, datato già 22 marzo 2011, che annuncia appunto l'accordo tra il team aspirante Pro Tour Greenedge e la Scott stessa.
Major sponsor del team lo è già Scott. Staremo pertanto a vedere che colori riceverà la bici ufficiale del team, ma a questo punto il verde potrebbe essere la novità.
Di Marco Tenuti (del 03/08/2009 @ 23:31:50 in MTB, linkato 1228 volte)
Anche il Conte non si fa attendere con un suo commento alla Vecia Ferovia 2009. Riporto così il suo commento preso sempre da MTB-Forum.
Hola a todos!!! anche per me è stata la prima volta e devo dire che la Vecia Ferovia mi è piaciuta molto. Inoltre, dopo vari tentennamenti, è stata la mia prima gara stagionale e di questo devo ringraziare i due Compagni di merende, Radu e PPower e... il Maga che mi ha lanciato una sfida, forse senza conoscermi molto bene
Comunque ero curioso sia di provare questa "cronoscalata" che la mia verdona 29er, una Niner Air9 con fork rigida, e devo dire che è stata un'esperienza molto positiva. Nonostante una caduta stupida nel tentativo di superare uno che era lento e insicuro nel primo tratto di discesa che mi è costato anche un paio di graffi sul telaio , mi sono proprio divertito e grazie ad una gamba veramente tonica ho chiuso in 1'36"31 che mi ha regalato un 10° di categoria e 110° nell'assoluta... veramente non male. A questo punto, aspetto il gelato promesso dal Maga, visto che ha perso la sfida, e mi vedo costretto a partecipare a qualche altra gara, comunque sempre poche ma buone - già il fine settimana prossima con la 16 h. del Monte Viola a Cerro Veronese -... è finito il tempo delle 20 e passa gare all'anno. L'importante è divertirsi e pedalare sempre insieme a degli ottimi amici.
Che dire: complimenti ancora al Savoia! Questo tempone gli vale una coppa gelato offerta dal Max Maga, che a ruota scatterà anche per i Merenda Boys!
Di Marco Tenuti (del 10/03/2009 @ 23:31:43 in MTB, linkato 1550 volte)
Così come mi è stato comunicato e richesto, riporto con piacere il comunicato stampa relativo alla Lessinia Legend giunta alla 13esima edizione, anche se mio malgrado, io non potrò prendere parte alla gara, a causa del mio malanno muscolare che tarda a mettersi a posto.
Presentazione del nuovo comitato
organizzatore della Lessinia Legend
Siamo a poche settimane dall'evento più atteso e il nuovo comitato organizzatore
ci tiene a sottolineare alcune linee guida della 13^ Lessinia Legend, storica e
leggendaria competizione che Dario Bergamini e il suo staff è riuscito a scrivere in
dodici edizioni.
Abbiamo portato un cambiamento fatto di scelte in cui crediamo. Molte delle
quali importantissime che rendono la 13^ Lessinia Legend la "nuova prima
edizione" di un modo di proporre gare di questa portata.
E' assolutamente nella volontà del nuovo staff, eliminare il più possibile qualsiasi
cosa abbia, nelle precedenti edizioni, lasciato dubbi o perplessità.
Invitiamo tutti a testare con la loro partecipazione l'effettiva validità e bontà
della programmazione scelta.
Il sabato e la domenica intratterranno i biker, e tutti i visitatori, spettacoli e
contest di dirt e trial, degustazioni di Olio Salvagno e bruschette.
La domenica la nuova edizione della leggenda, fatta da 4 percorsi costruiti per
ogni singola categoria, il contest di dirt e una promozionale per ragazzi.
Verrà allestito per la prima volta un’expo dove le aziende tra cui Cannondale,
Skoda, Fsa e molte altre esporranno e faranno testare i loro prodotti, con la
possibilità di acquistare direttamente.
Basta code!
Questo è l'imperativo dominante, con la scelta di 4 percorsi a partenze
distanziate di mezz'ora e per di più distinte per categoria con mini griglie
distanziate di 5 minuti una dall'altra, pensiamo d'aver ridotto al massimo la
scocciatura della partenza con lunghe soste di atleti ammassati in attesa di
spunte interminabili.
Basta tesserati e non tesserati insieme!
Una cosa sono le necessità dell'agonista e un altro è l'atteggiamento dello
sportivo. Non possono essere soddisfatte entrambe nello stesso percorso e nella
stessa partenza, l'uno intralcia l’altro. Quindi da noi i non tesserati hanno una
prova e una partenza a loro dedicata.
Basta code e discussioni al pasta party!
Sarà Free per tutti, atleti, accompagnatori, visitatori.
Così il nuovo comitato organizzatore vi augura un "IN BECCO ALL'AQUILA" carico di
novità tutte da scoprire, speriamo siano due belle giornate di sport e promozione
per tutti.
Di Marco Tenuti (del 17/08/2008 @ 23:25:33 in MTB, linkato 1566 volte)
Anch'io debutto nel mondo dei video amatoriali riguardanti il mondo della MTB ed ecco qui la mia modesta produzione col materiale messomi a disposizione dal Radu giusto ieri pomeriggio:
Di Marco Tenuti (del 27/01/2010 @ 23:24:23 in web, linkato 1696 volte)
Me ne sono accorto quasi per caso questa sera, mentre cercavo la via più comoda per un tragitto nel veronese.
Che StreetView non sia una novità, è ormai assodato. La tecnologia di visualizzazione di realtà aumentata del colosso di Mountain View è a dir poco stupefacente, per la qualità, la quantità e la precisione di informazioni: una vera banca dati, una miniera di foto a disposizione di tutti e opportunamente posizionate per rendersi conto il meglio possibile di dove ci si trovi nell'ambiente virtuale di Google Maps.
Stasera ho scoperto che buona parte delle vie principali di Verona - in particolar modo tutte le circonvallazioni e le tangenziali - sono già state percorse dal pulmino di StreetView e così la realtà aumentata c'è anche a Verona!
Se volete entrare un po' più nel dettaglio, fate con Google Maps questa ricerca:
Guardate in prossimità dei cambi di direzione a Ponte Aleardi, la circonvallazione interna di via Torbido e a Porta Vescovo. Per vedere la rappresentazione fotografica di StreetView, basta cliccare sull'icona della macchina fotografica nelle indicazioni stradali nella colonna di sinistra.
Di Marco Tenuti (del 07/08/2009 @ 23:24:11 in MTB, linkato 1221 volte)
Purtroppo il mio desiderio, andare a Santa Viola, non è stato esaudito mercoledì scorso durante il giro antecedente il PastaParty XC ed è così che stasera mi son tolto questa soddisfazione.
Dopo un'oretta interlocutoria passata in Turnover a festeggiare la nascita del terzogenito di Remo Rossi, scopro però che i compagni di team passati per tutto il pomeriggio hanno spazzolato praticamente tutto e nulla è rimasto dei vaschettoni di tiramisù offerti da papà Remo per l'occasione. Rimangono le briciole con ciabattine al crudo e salame, sbrisolona e la tanto amata dai ciclisti, la Cocacola.
L'appuntamento è davanti alla Chiesa di Santa Maria in Stelle: compagno di avventura per la prima volta con me è il buon Andrea Bragantini, in sella alla sua Sants in carbonio montata XT e con Fulcrum Red Metal 3.
L'ascesa al Piccolo Stelvio è ad andatura turistica, dove scambiamo molte chiacchere ed il battito rimane sempre basso.
L'ascesa su per la Gualiva comincia invece a farsi interessante ed il battito nel mio caso non arriva a picchi vertiginosi da gara, ma supera di tanto in tanto i 170 bpm.
Superiamo la pesa di Romagnano ed il Bragantini mi racconta la sua "giovinezza" in MTB, quando faceva ancora parte del gruppo di Bombieri, dove bazzicavano anche tanti atleti ora Focus, come il Giorgietto Garofoli.
Guadagniamo ben presto la cima del Viola, dove io sono dotato di un lumicino a led dalla potenza assai modesta, mentre Andrea non ha nemmeno quello. Ciononostante guadagniamo lo stesso la cima più alta ed affrontiamo il pezzo del pratone, che è stata rasato meglio di un'aiuola. Lungo questo pezzo ho l'impressione che le velocità che si potranno tenere durante la 16 Ore saranno esagerate, probabilmente oltre i 40 km/h, quantomeno a gambe fresche. In fondo al rettilineo del pratone, ci fermiamo per una foto che ormai il tramonto è andato da un pezzo e ci buttiamo giù per il bosco senza particolari patemi, nonostante non si veda una cicca!
Miti consigli ci dicono di lasciar perdere la seconda parte del giro di Santa Viola e così giriamo in direzione Cerro, con io a fare da navigatore. Poco dopo la curva di Polenta e Salame, giriamo giù per via Brutta Busa, in direzione Praole, per fare la discesa clou di giornata, la Praole-Lugo. Purtroppo non si può tenere una velocità elevata perché si vede sempre meno: la luna deve ancora alzarsi nel cielo.
Arrivati alle Campagne di Lugo avvisiamo le rispettive mogli del nostro ritardo nel rientro serale e puntiamo diritti in centro a Lugo, dove ci aspetta un inaspettato "terzo tempo". Marco Scala, in forza al team Turnover, ha organizzato un buffet con tanto di catering per 150 persone, per festeggiare l'arrivo del suo primogenito, nato lo stesso giorno di Andrea Rossi, nello stesso ospedale. Siccome queste coincidenze non vengono mai per caso, io ed Andrea non ci siamo fatti pregare due volte, dall'accomodarci a tavola!
Siamo stati così col direttivo Turnover praticamente al completo: Remo, il Bosca, il Negus, il Darietto. Il papà ospitante non tarda ad arrivare con un caraffone da 2 litri di birra e qua mi dispiace proprio che non ci sia stato a dar man forte il Principe della Birra, il PapàTaso.
Purtroppo l'ora comincia a stringere: non ci rimane che salutare qualche autorità di Lugo e ritornare in sella.
Il buon Andrea si mette a menare di brutto brutto ed io mi accodo dietro come un segugio, dando il cambio di tanto in tanto. La velocità è sostenutissima: penso di aver visto qualche volta i 55 km/h, tanto è vero che per un attimo Andrea mi dice: "Ci vorrebbe un altro dente dietro!". Io ormai ero già quasi fuori soglia a stargli a ruota: incasso il colpo morale e sto sempre sotto!
Che dire a conclusione della serata: seconda notturna della settimana agostana, GPM di giornata a Santa Viola con tanto di pedalata sul circuito della gara, frugale "terzo tempo" a base di formaggi a Lugo, rientro in Valpantena bassa a velocità da 5 punti in meno sulla patente: c'è Mastercard. Arrivare a casa senza spinade nei brassi e nelle gambe non ha prezzo!
Di Marco Tenuti (del 04/09/2011 @ 23:23:39 in MTB, linkato 1479 volte)
Questi sono invece scatti d'autore, realizzati grazie ad un ottimo studio delle luci ed un'eccellente apparecchiatura fotografica. Si tratta delle foto realizzate da Nicola Tezza di Grezzana, che nel corso di quest'anno sta facendo l'apprendistato per conto di fotografi già "famosi" nel mondo della MTB, mentre stamattina ha lavorato liberamente, decidendo tutto su come fare le foto.
Se qualcuno vuole le foto in alta risoluzione, non ha che da chiederle a ennetiphoto@yahoo.it.
Di Marco Tenuti (del 04/02/2010 @ 23:22:52 in MTB, linkato 1301 volte)
Stasera son un po' pigro, così riporto integralmente le parole del Fix, prese dal blog degli Aspetime.
Questa sera per problemi di lavoro ho dovuto posticipare la partenza di una bella mezzora, ricevendo solo notizie da Diego che per problemi di lavoro non riusciva ad esserci, sono partito con la dovuta calma e ho deciso di fare un percorso privo di strade sterrate.
Passando da Vendri, Novaglie, fino ad arrivare a Montorio, solo che li', in lontananza ho visto scendere dal monte due faretti in velocità. Indovinate chi ho trovato? Orlandi e Tenuti che stavano facendo il consueto giro che Paolo ha tracciato nel suo percorso notturno. Con estrema felicità mi sono unito al gruppo e ho concluso con loro l'uscita.
Per la cronaca, il giro completo è stato di circa 26 km e per l'esattezza: Quinto-Vendri-Nesente-Novaglie-Torresin-Mizzole-via Ponte Verde-Castel di Montorio-Torresin-via Pradelle-Santa Maria in Stelle-Piccolo Stelvio in 10'-Mezzomonte-Grezzana-Quinto.
Di Marco Tenuti (del 19/07/2009 @ 23:21:00 in MTB, linkato 1434 volte)
Finalmente dopo tanto tempo la mia Scaletta riceve un aggiornamento ed il buon Bosca mi monta guarnitura Shimano XTR e pedali nuoviXpedo M-Force Ti-ti.
La guarnitura seminuova ce l'avevo in casa da almeno più di un anno, mentre i pedali hanno messo ben 3 mesi ad arrivare dalla lontana Australia. A dire il vero ci avrebbero messo una settimana dall'Australia fino alla Dogana italiana. Poi sappiamo come funziona la burocrazia italiana: più di due mesi per un banale sdoganamento!
E' così che se ne vanno degli altri grammi e il peso della mia "vecchietta" Scott Scale 10 si assesta a 9,22 kg, come decretato dalla bilancia ufficiale Turnover. Non so quante altre MTB così leggere siano state pesate nel negozio di Remo: penso che si tratti di un buon primato per una front non esasperatissima come la mia, valida sia per uso XC che Marathon.
Adesso non ci son più aggiornamenti da fare: semmai se podarea pensar de cambiar l'omo in sella...
Di Marco Tenuti (del 16/10/2008 @ 23:20:31 in iPhone, linkato 1781 volte)
Oggi tra le tante cose, ero di lavoro al SAIE di Bologna. Siccome ho perso il treno, ho deciso di farmi un giretto verso il centro di Bologna - viale dell'Indipendenza per intenderci - e son passato dentro un centro Vodafone One, visto che è da una settimana che ho l'iPhone e non ho ancora provato ad usare la connettività 3G del telefono. Per attivare il Vodafone Pack per iPhone bisognava andare presso uno dei loro punti e non si poteva fare dal 190.it.
Una mezz'oretta fa l'SMS di conferma dell'attivazione del servizio...
Ho appena provato la connessione 3G sull'iPhone. Qua da casa mia c'e' una discreta copertura 3G e con uno speed test non molto affidabile non Flash-based mi da 674 kbps (cioe' di piu' delle vecchie ADSL). Tieni conto che il mio PC in ADSL sul medesimo sito di speed test dice 2607 kbps. Quindi direi che e' decisamente buona la qualita' del servizio UMTS qui a casa mia. Nei prossimi giorni lo provo in giro per la provincia...
Di Marco Tenuti (del 30/09/2012 @ 23:19:16 in video, linkato 2169 volte)
Questo articolo relativo alla conversione dei formati video verso altri formati video pronti per essere rimasterizzati su DVD ha la sua premessa in questo precedente articolo.
Una volta appurato che coi software a mia disposizione non c'era nulla da fare mi sono messo a cercare qualcosa che potesse fare al caso mio, senza ricorrere in software a pagamento.
Mi sono detto? Possibile che non esista qualcosa di freeware o open source che consenta di produrre un DVD video a partire da un insieme di file registrati con una videocamera DV o MPEG?
La ricerca è stata lunga e delicata, ma ha portato in qualche modo ai suoi frutti. Pertanto vi elencherò i software che sono arrivato a scaricare, ad installare ed a provare, prima di trovare la soluzione più idonea per il mio semplice scopo.
Software disponibile per OS X sarebbe pratico e funzionale, ma ci infila dentro anche lui il suo bel watermark in alto a sinistra. Consentirebbe virtualmente conversioni da qualsiasi formato a qualsiasi altro, cioè anche verso dispositivi mobili come iPad, iPod e iPhone. Purtroppo è uno dei tanti software che ti fa venire l'acquolina in bocca, ma ti lascia con l'amaro in bocca, quando è il momento di chiedere il grano.
Tutto il processo di ripping è possibile con la versione gratuita. Nel momento in cui ci si mette a masterizzare, richiede di comprarlo a soli 29,95 dollari dalla Keronsoft. Disinstallato subito.
Sarebbe potentissimo, ma buona parte delle funzioni è a pagamento: durante la conversione dai file sorgenti verso i fili in formato interno, ci ha aggiunto un irritante watermark su buona parte dei fotogrammi con scritto DVDFab e questo è bastato per farmi desistere. Il costo della rimozione del watermark è almeno una buona cinquantina di Euro. Tanti saluti.
Software bannerware sviluppato da un programmatore cinese: si riesce a fare ripping da parecchi formati e sorgenti, compreso direttamente da file ISO o da cartelle VIDEO_TS, ma purtroppo non è in grado di masterizzare direttamente su DVD.
E' la soluzione finale: è un software freeware, senza impedimenti o funzionalità castrate, nè tantomeno è un adware o bannerware. Durante la sua installazione vi invita ad installare qualcosa di fastidioso - non ricordo più se era la barra di Yahoo o di Google, ma sono riuscito ad evitarlo.
Freemake vi consente di buttarci dentro i file MPEG "incriminati". Riconosce il factor ratio (4:3) e potete decidere se l'uscita debba comunque essere ancor a 4:3 o a 16:9. Si occupa lui insomma della gestione della sorgente e dell'uscita anisotropica, anche se un minimo di attenzione ci vuole, visto che io avevo i filmati acquisiti in 4:3, mentre l'output su DVD lo volevo in 16:9. Per fare questo ho lasciato 4:3 anche in uscita ed il risultato finale è stato corretto. Mettendo invece 16:9, mi sarei ritrovato due belle strisce nere ai lati.
Il software si prende la briga anche di masterizzare su DVD e di proporvi di masterizzare altre copie oltre alla prima, una volta che ha già effettuato la conversione di tutti i file video.
Ha inoltre un'efficace procedura di importazione dal web, scaricando anche video in HD direttamente da Youtube: non dovete fare altro che dargli in pasto l'URL del video Youtube e lui lo scarica probabilmente in HD. Son riuscito, per prova, a prendermi un video di Bruno Mars - the Lazy Song - in 720p e a metterlo su una chiavetta USB in formato Matroska (MKV).
Semplice, snello, veloce, senza banner o watermark: è la soluzione ideale al problema.
Disponibile sia per Windows che per Mac sembra avere le stesse funzionalità di Freemake Video Converter, ma in realtà non le ha. Non è in grado di scaricare da Youtube, nè tanto meno di produrre direttamente il file ISO o di masterizzare l'output sull'unità DVD-RAM, ma ha una quantità di parametri configurabili spaventosa rispetto a Freemake. Serve insomma per rippare da qualsiasi sorgente, tranne che dal web.
E' completamente freeware, quindi bisogna assolutamente tenerlo a disposizione su disco rigido, magari su OS X, proprio per fare quello che non si riesce a fare al primo colpo con iMovie '11.
Di Marco Tenuti (del 30/09/2014 @ 23:16:41 in video, linkato 1873 volte)
Avanti con l'evoluzione della specie. La nuova GoProHero 4 Black edition migliora un po' tutto il comparto video arrivando a queste nuove specifiche:
prezzo di listino negli USA: 499 US$
risoluzione video 4K (3840x2160 pixel) a 30 fps
risoluzione video 2.7K (2560x1080 pixel) a 60 fps
risoluzione video 1K (1080p, 1920x1080 pixel) a 120 fps
scatti a 12 Mpixel
impostazioni per riprese notturne
highlight tagging
Protune sia sulle foto che sui video
il video promozionale ve lo potete godere non solo in FullHD (1080p), ma a 3K (1440p) e addirittura in 4K (2160p)... ovviamente dotatevi di banda, molta banda e soprattutto di un bel Retina Display (UltraHD) - la Apple ci già sta pensando a rilasciare un nuovo iMac a risoluzione 5K!
Una rapida introduzione alle novità io l'ho trovata sul sito di MTBR.com, in attesa di una recensione più approfondita e più critica.
Di Marco Tenuti (del 18/03/2011 @ 23:14:46 in MTB, linkato 5139 volte)
Oggi pomeriggio ne ho approfittato della temperatura relativamente mite, per fare l'ultima sgambatina prima della gara di domenica.
Si è trattato di un giro in BDC, in cui ho incontrato il mondo, cioè prima Federico Recla con cui mi sono intrattenuto tra Ferrazze, San Martino Buon Albergo e San Felice Extra. Federico è da qualche giorno che sfoggia la sua nuovissima stradale Tagliaro biancazzurra, poi ormai a Nesente, interrotto dalla lunga telefonata del Fit, sono stato raggiunto da Paolo Birtele, con cui ho pedalato fino a Grezzana.
Il mio giro ha avuto come giro di boa il campo sportivo di Lugo, dove son andato a salutare mio figlio, impegnato per l'allenamento pomeridiano.
Le gambe stanno abbastanza bene. Il morale per la gara è altissimo, la forma un po' meno, ma son sicuro che la trasferta siciliana rimarrà in mente per un bel po' di tempo, ancor prima di andarci!
Domattina check-in e partenza per Palermo Punta Raisi col volo Windjet delle 9.10!
Di Marco Tenuti (del 19/07/2010 @ 23:13:52 in MTB, linkato 1434 volte)
Testa a testa veronese tra lo sbirro Miglio e il mio compaesano Birtele per aggiudicarsi la seconda posizione Senior alla Gran Bike in Folgaria, valida per il campionato del Mondo UDACE.
Non vorrei dire cavolate, ma c'è da dire che solo il Miglio è iscritto UDACE e concorre quindi per la maglia.
Di Marco Tenuti (del 21/05/2015 @ 23:12:27 in OS X, linkato 1058 volte)
Da un po' di tempo non è affar semplice scaricare dei dischi immagine (.dmg) per effettuare installazioni o aggiornamenti nelle ultime versioni di OS X. Apple ha deciso di controllare il traffico e le installazioni per quanto possibile attraverso i propri servizi centralizzati ed è così che siamo sempre più costretti ad utilizzare il Mac App Store per ottenere l'aggiornamento del sistema operativo a Mavericks (10.9) o Yosemite (10.10) o qualsiasi altro aggiornamento incrementale di applicazioni o del sistema operativo.
Questo può rappresentare un problema abbastanza serio in un ambiente in cui la banda verso Internet non è così esagerata, perché ogni client necessita di collegarsi direttamente ai siti di Apple per scaricare i propri aggiornamenti. Se pensiamo ad esempio di installare l'aggiornamento a Yosemite su una rete di una ventina di computer Mac, dovremmo tecnicamente andare a scaricare 20 x 5 GB, per un totale di 100 GB, cosa praticamente insostenibile anche per chi è dotato di collegamento in fibra ottica.
In realtà Apple ha offerto da parecchio tempo un servizio di Sofware Update per le proprie versioni Server di OS X, in cui cercare di ridurre drasticamente il traffico di download, però il servizio è stato sostituito recentemente da Caching service, dove vengono riviste alcune cose:
si possono affiancare più server in grado di offrire il Caching Service allo scopo di ridurre il traffico locale di rete
si può disabilitare la consegna dei package di installazione verso subnet locali, nel caso in cui queste ultime siano lente
si possono distribuire anche contenuti relativi ad iTunes o iOS
In realtà il nuovo servizio di Caching è proposto come elemento di novità e non come sostituzione in toto. E' pertanto possibile abilitare su OS X Server 4.x sia uno che l'altro servizio, nel caso in cui si vogliano ancora offrire aggiornamenti ed installazioni sia per macchine con OS X 10.8.2 o successivo che per macchine con sistema operativo antecedente (Lion o Snow Leopard).
Pagina di configurazione del servizio di Cache di OS X Server
Una tabella forse aiuta a capire meglio un po' tutte le differenze tra i due servizi:
Categoria
servizio Software Update
servizio Caching
Tipo di contenuti cachizzati
solo aggiornamenti software di OS X
aggiornamenti software di OS X e iOS, applicazioni dall'App Store, dal Mac App Store, iBooks Store, iTunes U ed il prezioso Internet Recovery
Come specificare i contenuti da servire
Manualmente o automaticamente
Non necessario farlo
Partenza del download
Immediata o manuale
Alla prima richiesta di un client direttamente ai server Apple
Configurazione del client
Linea di comando, preferenze gestite o profilo di configurazione
NESSUNA
E' chiaramente apprezzabile il fatto che Apple abbia eliminato drasticamente la necessità di configurazione, cosa che facilita enormemente le cose per gli amministratori di rete.
Di Marco Tenuti (del 24/09/2007 @ 23:11:37 in MTB, linkato 1629 volte)
Nello scorso weekend, tra le attività ciclistiche ricordo che sabato sono andato a provare la Gimondibike assieme al mio collega padovano Daniele e Leolus, uno dei membri del forum MTB-forum.it.
Prevedo un tempo finale di gara tra 1h55' e 2h10'. L'evento sarà molto condizionato dalle condizioni meteo, dallo stato del fondo, ma anche dall'assalto dei 2500 partecipanti.
Segno qui il tempo che ho stimato di fare nella cronoscalata della Madonna del Corno: ad una velocità di circa 7,5 km/h dovrei riuscire a percorrere i 1350 metri in 10'48", quindi Absalon è avvisato...
Domenica pomeriggio sono invece andato a vedere il fine gara della XC Montorio, ultima prova dell'XC MTB Verona 2007, dove ha vinto Simone Scandola del team Bussola col tempo di 34'12", ben più alto del tempo che avevo stimato io venerdì scorso. Avrò sicuramente modo durante l'inverno di abbassare il mio tempo personale e pensare di avvicinarmi ai tempi dei pazzi dell'XC.
Se volete vedere il video, potete andare sul sito dell'XC Verona o in alternativa andare direttamente su YouTube:
Lunedì pomeriggio mi sono imbattuto con la pancia piena di biscotti su per il vaio della Pissarotta ed ho pensato di cronometrarmi usando il doppio riferimento, cioè sia quello dei fratelli Pezzo che quello della Turnover.
Il riferimento cronometrico dei Pezzo va dal cartello di Pigozzo al ponte della Pissarotta, dove sono riuscito a fare con la MTB l'indecente tempo di 39'54", mentre secondo l'altro riferimento, molto più documentato e preciso grazie alle indicazioni TOP11, TOP10, TOP9 fino al penultimo TOP100m, ho fatto un tempo inferiore di 56" e quindi 38'58". Il mio tempo ideale dovrebbe però essere di almeno 4 minuti inferiore, ma c'è tempo più avanti di riprovarci in condizioni fisiche migliori di quelle di lunedì, quando la digestione, il freddo e la testa mi hanno impedito di andare oltre il mio 60%.
Di Marco Tenuti (del 24/02/2008 @ 23:08:57 in MTB, linkato 4017 volte)
Fino a stamattina ero indeciso se andare via con la bici da strada e il gruppo della mia squadra, i Turnover, però senza i capisquadra Remo e Simone, perché occupati in negozio a fare l'inventario, o se andare in solitario a provare la Lessinia Legend 2008.
Poi ha prevalso lo spirito solitario e di avventura ed ho optato per la Lessinia Legend. A differenza però dell'edizione 2007, che aveva come punto di partenza e arrivo la caserma di Montorio e che proponeva quasi tutte le salite, praticamente fuori da casa mia - la salita di Novaglie è a 5 km, il Piccolo Stelvio a 1 km, mentre la salita di Trezzolano sarà sì e no a 13 km - l'edizione 2008 è un po' più lontana per il sottoscritto e questo comporta di scegliere se sia preferibile andare fino alla zona industriale di Colognola ai Colli con la macchina o cuccarsi i 19 km in sella alla MTB. Per fortuna che la pigrizia se ne è rimasta a letto e verso le 8.20 salivo lo scivolo di casa in sella alla bici.
Lungo il trasferimento da Quinto, per Novaglie, Ponte Florio, Ferrazze, San Martino Buon Albergo, San Giacomo fino alla zona industriale, decido di risparmiare quanto più possibile la gamba; mi imbatto per un chilometro nella marcia podistica tra Mattarana e Ferrazze, ma per il resto è tanta brina e molta foschia. Il sole comincia ad alzarsi e sembra promettere bene per il resto della mattinata, fatto sta che verso le 9.05 arrivo davanti allo stabilimento della Vagotex, dove faccio partire il GPS.
L'uscita dalla zona industriale di Colognola è subito asfalto piatto per un qualche chilometro, propedeutico per gestire la fiumana di gente che sarà presente alla partenza - spero davvero che si parta a griglie scaglionate, altrimenti prevedo un macello simile a quello del 2007 - ma subito la salita alla chiesa di Colognola ai Colli presenta una pendenza degna di nota, tanto per rompere il fiato e far andare su il ritmo cardiaco.
Poco dopo l'abitato di Colognola vengo però tratto in inganno da un cartello della Lessinia Legend che, a mio avviso, è in contrasto con quanto indicato sulla cartina presente sul sito: prometto però che indagherò meglio su alcuni conoscitori del luogo per capire se si tratta di una simpatica burla o se hanno già variato il percorso. Questo comporta che non si passi più da Orgiano e San Vittore, ma si taglia subito per Bocca Scalucce, dove è presente subito il primo bivio tra il percorso da 40 e 60 km.
Chi sceglie per il percorso lungo ha subito uno strappetto di pochi metri che conduce in cima alla collina, ma si è già sulla dorsale che accomuna questa edizione 2008 alla Soave Bike e alla Divinus Bike. Si passa a fianco del castello d'Illasi e si continua su quella che è una vera e propria autostrada sterrata da farsi pure ad una media importante. Questa volta, rispetto a 3 mesi fa, quando l'avevo provata con le gambe molto stanche, arrivo su a capitello Sant'Anna che non mi accorgo quasi della fatica. Quasi arrivato in cima mi imbatto in un gruppo di biker veronesi e uno di loro ben presto mi si affianca e completerà tutta l'escursione assieme a me, visto che è di Grezzana.
Abbiamo qualche esitazione nel scendere verso Tregnago, ma finalmente imbocchiamo la giusta strada e la discesa è molto ripida e veloce. Un pezzo in cemento molto liscio fa schizzare rapidamente l'indicatore di velocità verso i 60 km/h. Speriamo che nessuno si ammazzi su quella parete di cemento!
Arrivati nel paese di Tregnago lo attraversiamo rapidamente e imbocchiamo presto la strada che costeggia il Progno della Val d'Illasi. Il pezzo è molto lungo, ma la leggera pendenza invita a spingere come dei forsennati e penso che i più forti biker arriveranno a velocità di crociera superiori ai 45 km/h. C'è solo un pezzettino in cui c'è un attimo da stare attenti, ma per il resto via libera!
Una volta attraversato il guado secco del Progno, si ricomincia a salire. Lungo questo tratto le pendenze non sono mai accentuate, ma si guadagna abbastanza rapidamente quota. In prossimità del tiro al piattello c'è di nuovo il probabile bivio tra il percorso da 40 e 60 km. Mi sono infatti perso il punto dove si reimmettono quelli dal percorso corto, ma penso che sia un punto di congiunzione tra i due tracciati, probabilmente perché sarà disposto il ristoro o il controllo orario.
L'entrata in Pineta attraverso il primo cancello porta a scendere molto velocemente, ma il terreno sotto bosco nasconde sicuramente qualche insidia, dovuto alla quantità di foglie ancora presente che cela sassi più o meno appuntiti. Infatti sono proprio io vittima di un'importante foratura: il mio tubeless superleggero cede di schianto a causa di un taglio molto lungo, da cui fuoriesce rapidamente una quantità considerevole di lattice, senza possibilità di autoripararsi. Questa volta sono però ben equipaggiato e, dopo aver rimosso la valvola del tubeless, installo senza pensarci due volte la camera d'aria, con cui arriverò a casa, senza ulteriori preoccupazioni.
La discesa se ne va rapidamente e ci ritroviamo ben presto sulla strada provinciale che collega Mezzane di sotto a Mezzane di sopra. Il mio compagno di avventura accenna a proseguire sulla provinciale verso Mezzane, ma io gli faccio notare che la gamba è ancora buona per salire alla Croce Nera sotto Castagnè. Non ci pensiamo molto: imbocchiamo subito il tratto asfaltato e poi giriamo subito verso il Molinetto. I rapidi tornanti in successione ce li lasciamo subito dietro e al rampone al 30% riesco a salire senza accusare il minimo problema, nonostante i chilometri nelle gambe siano già più di 60. Anche il pezzettino d'asfalto che conduce alla Croce viene rapidamente mangiato dal mio collega e ci involiamo subito in direzione della Tenuta, dove poco dopo abbandoneremo il percorso della Legend 2008, per preferire un ritorno un po' più corto verso casa.
Arriviamo in fondo al splendido toboga sopra località Casale di Sopra; attraversiamo Marcellise e, dandoci il cambio puntiamo a San Martino sempre ad un andatura tra i 36 e i 43 km/h. Vi risparmio il rientro a casa verso a Quinto, che viene raggiunto dopo altri 14 chilometri, passando per gli abitati di Ferrazze, Ponte Florio, Vendri e Santa Maria in Stelle.
Volendo ricapitolare rapidamente per punti le mie impressioni generali sulla Lessinia Legend 2008, mi sento di allinearmi in parte coi giudizi già letti sul forum di MTB-Forum, così come sul blog del Pezzo, però entrando un pelo nel dettaglio e dividendo in tronconi la gara:
partenza-Capitello Sant'Anna: media elevatissima, ci vogliono delle supergambe e tecnica zero
Capitello Sant'Anna-Mezzomonte: media ancora più elevata, anche qui ci vuole gran gamba e tecnica zero
Mezzomonte-Tomelon: grandi gambe e molto fiato, tecnica zero
Tomelon-Pineta-capitello per Castagnè: passaggi un po' suggestivi, occhio alle pizzicature nel sottobosco
capitello per Castagné-Tenuta Sant'Antonio: ancora grandi gambe, buona resistenza e elevato diverimento
Tenuta Sant'Antonio-arrivo: n.p. (lo recensirò in una prossima mia ricognizione, ma niente di particolare)
Ora alcune indicazioni per caratteristiche:
segnaletica: in alcuni punti buona, in altri lascia a desiderare
tratto iniziale: obbligatorio in asfalto per evidenti motivi (io toglierei l'adesione della Legend a qualche circuito)
tecnica: totalmente insufficiente, non c'è un single track che sia uno o qualcosa che richieda un po' di maestria tipica per chi va in MTB
velocità e scorrevolezza: quasi tutto il percorso lungo può essere affrontato a medie elevatissime
difficoltà: non ce ne sono, se non il fatto che la distanza e l'altimetria si fa sentire ormai arrivati al Borgo di Marcellise
Per i miei gusti mi sentirei di dare un 7 generale, semplicemente perché io preferisco gare non troppo impegnative dal punto di vista tecnico, ma un po' più massacranti dal punto di vista velocistico e fisico. Suggerirei anch'io ai signori che organizzano questa edizione della Legend, queste cose:
eliminare l'adesione della gara a troppi circuiti: questo li costringe a scegliere obbligatoriamente pezzi di asfalto e strade sterrate larghe e non impegnative
allungare un po' il chilometraggio della lunga, perché qualcosa che si definisce "Legend" dovrebbe essere più leggendario e meno business
portare la gara un po' più in su come altimetria, anche se il 30 marzo è un po' prestino per andare in alto, ma se deve essere Legend, tanto vale che lo sia fino in fondo
far partire le migliaia di partecipanti a griglie scaglionate: bastano anche griglie di 300-500 atleti ogni 5-10 minuti
Per finire, vi metto la traccia che ho registrato io, dalla partenza in zona industriale fino a casa mia.
Di Marco Tenuti (del 23/10/2009 @ 23:08:40 in MTB, linkato 1526 volte)
Cari amici, come avete notato, è da un bel po' che non posto sul mio blog, ma finalmente ho ripreso abbastanza il solito tram tram, dopo che l'incidente stradale in bici con relativa capriola mi ha fatto passare alcuni pronti soccorsi, varie visite mediche, nonché parecchie terapie mediche.
Son due settimane che vado avanti a colpi di laserterapia su tutta la zona cervicale e con la tecarterapia su entrambe le gambe, in special modo nella zona delle ginocchia, stinchi e polpaccio.
Son ormai guarito abbastanza bene, anche se il colpo di frusta lascia ancora i suoi segni lungo alcune fibre muscolari sul collo. La ripresa in sella alla bici dovrebbe cominciare piano piano, in modo da esser pronto anche per la data fatidica della consegna della Addict, prevista per la fine di questo mese.
Se non sarà proprio per la fine di ottobre, vorrà dire che saranno i primissimi giorni di novembre. Intanto anche il gruppo completo SRAM RED è in arrivo pure lui, per cui, il puzzle va sempre più componendosi ogni ora che passa.
Le ruote già le conoscete: son le Fulcrum Racing Zero, che già hanno rotolato sulla mia Scott Speedster S10 da almeno mesi e prima ancora hanno rotolato sulla Sants integrata del Piace. Anche i pedali non saranno una novità: son i Look Keo Titanium.
Tutto da decidere ancora per quel che riguarda la pipa, il manubrio, la sella, il nastro e il portaborraccia. Attendo ogni tipo di suggerimento!
Di Marco Tenuti (del 25/11/2010 @ 23:05:39 in MTB, linkato 6953 volte)
E' uscito proprio stamattina MTB Magazine di dicembre 2010, che presenta il calendario del circuito Prestigio MTB 2011. A parte la turnazione di alcune gare e la presenza delle aventi diritto, dall'anno prossimo ci sarà la possibilità di dimostrare la propria passione col Superprestigio!
06/3: Xbionic Challenge, Asola (MN), *
20/3: GF San Martino delle Scale, Monreale (PA), ***
27/3: GF Tre Valli, Tregnago (VR), *
17/4: GF Città di Garda - Paola Pezzo, Garda (VR), **
17/4: GF Lago di Bracciano, Trevignano Romano (RM), ****
08/5: Serra Bike, Piverone (TO), *
08/5: Il Carpegna mi basta, Carpegna (PU), ***
22/5: Divinus Bike, Monteforte d'Alpone (VR), **
12/6: Atestina Superbike, Este (PD), **
26/6: Gunn Rita Marathon, Montebelluna (TN), ****
26/6: La Via del Sale, Limone Piemonte (CN), ***
03/7: Sauze d'Oulz Mountain Classic, Sauze d'Oulx (TO), ****
09/7: Dolomiti Superbike, Villabassa (BZ), ****
24/7: Lessinia Bike, Sega di Ala (TN), **
24/7: Tour dell'Assietta, Sestriere (TO), ***
07/8: La Vecia Ferovia, Ora (BZ), *
04/9: Marathon Bike della Brianza, Casatenovo (LC), ***
11/9: Val di Fassa Bike, Moena (TN), ****
25/9: Gimondi Bike, Iseo (BS), *
2/10: Sinalunga Bike, Sinalunga (SI), **
A questo punto non mi rimane che scegliere. Prestigio o Nobili nel 2011? Si accettano volentieri suggerimenti.
Di Marco Tenuti (del 05/07/2012 @ 23:05:33 in MTB, linkato 1265 volte)
Ciao Marco!
Con la presente Ti confermiamo l'iscrizione alla 18a Südtirol Dolomiti Superbike che si svolge SABATO 7 luglio 2012 e il tuo numero di pettorale.
Pertanto Ti preghiamo di controllare attentamente i dati e segnalarci tempestivamente eventuali cambiamenti. Variazioni verranno accettate SOLO fino al 1 luglio.
Il pacco gara potrà essere ritirato solo personalmente presentando la presente conferma o quella dell'avvenuto pagamento. I pettorali verranno consegnati solo personalmente presso il capannone all'entrata ovest di Villabassa.
Gli orari sono: giovedì 5 luglio dalle ore 17.00 alle ore 20.00
venerdì 6 luglio dalle ore 10.00 alle ore 19.00 e
sabato 7 luglio dalle ore 06.00 alle ore 07.00.
Le griglie per la partenza verranno aperte alle ore 07.00, partenza per ambedue i percorsi alle ore 07.30. La partenza sarà suddivisa in 7 gruppi.
Starnummern/pettorali
SÜDTIROL DOLOMITI SUPERBIKE 2012
Kat/cat
m/f
Block/blocco
dal
al
Farbe/color
Nr./pett.
Totale
U23
m
1
101
130
red
30
f
1
31
50
rosa
20
Elite
m
1
1
99
red
100
f
1
1
29
rosa
30
VIP
m/f
1
151
199
white
50
tutte cat.
m/f
2
1001
1600
blue
600
600
tutte cat.
m/f
3
2001
2600
green
600
600
tutte cat.
m/f
4
3001
3600
yellow
600
600
tutte cat.
m/f
5
4001
4700
black
700
700
tutte cat.
m/f
6
5001
5700
orange
700
700
tutte cat.
m/f
7
6001
6700
lila
700
700
Junior
1
500
special design
500
500
Il tempo di gara verrà calcolato in base all'effettivo tempo di partenza e tempo di arrivo. Anche i concorrenti U23 ed Elite potranno scegliere tra i due tracciati, però dovranno comunicare la loro scelta del percorso fino al 5 luglio.
Il percorso potrà essere scelto durante la gara al bivio di Dobbiaco (dopo Nordic Arena). Il bivio dovrà essere raggiunto entro le ore 10.30. Chi non raggiungesse la deviazione entro questo orario verrà deviato automaticamente sul percorso corto. Tempo massimo:
Dobbiaco, Rienza
km 38
ore 10:30
S. Candido, Baranci
km 45
ore 11:00
Sesto, centro
km 56
ore 12:00
S. Candido, centro
km 84
ore 14:30
Arrivo Villabassa
km 119,9
ore 18:00
Lungo il percorso ci saranno nove punti di ristoro più il ristoro finale dove vi aspetta una birra analcolica Erdinger, ideale per la rigenerazione dopo lo sport.
Ulteriori informazioni e l'elenco dei partecipanti trovi sul nostro sito internet:www.dolomitisuperbike.com e sui nostri tabelloni informativi.
Vi ricordiamo che ci troviamo in alta montagna e di prendere in considerazione eventuali cambiamenti metrologici. Date massima attenzione alla scelta dell'abbigliamento per la gara.
Vi avvisiamo di non lasciare la vostra bici incostudita e di parcheggiarla in una stanza chiudibile.
Di Marco Tenuti (del 30/09/2012 @ 23:02:50 in video, linkato 1564 volte)
Oggi mi sono imbattuto per l'ennesima volta nella problematica delle conversioni video, per il più semplice e abbastanza comune delle situazioni dell'home computing, ossia travasare verso un DVD una collezione di video registrati con una videocamera "domestica".
Vi elenco subito i problemi in ordine cronologico in cui sono incappato:
i file registrati dalla videocamera sono in formato MOD, cioè un MPEG rinominato, tanto per non far riconoscere i file al primo colpo da tanti software di editing o montaggio video
Vaio Content Explorer, installato in bundle col mio laptop Sony Vaio con Windows, si rifiuta di fare playback dei file MPEG in questione, tanto da andare in crash. Diversamente alla produzione dell'ultimo DVD di qualche mese fa, il tutto era andato liscio senza il minimo problema
Anche Windows DVD Maker si rifiuta di masterizzarmi il DVD: nel momento in cui faccio partire il processo di conversione e masterizzazione, il software di casa Microsoft si ferma allo 0,6% dell'intero compito, senza smuoversi più
Su Mac OS X non ho miglior fortuna: iMovie '11 si rifiuta di includere nel progetto iMovie gli stessi malcapitati file MPEG. Poco male: la soluzione sarebbe quella di usare il software MPEG Streamclip di Squared 5, un software free di uno sviluppatore romano.
Non funziona - al momento - nemmeno il tentativo di effettuare il rimpiazzamento del componente sparito come suggerito proprio da Squared 5: non c'è verso di trovare dal sito Apple il MPEG Playback Component e quindi non si riesce a convertire alcun file con , cosa che invece mi era funzionata con successo sul vecchio Mac mini con OS X 10.5.8 e processore PowerPC
Non mi è rimasto altro che tentare qualche altro software, ma per questo vi lascio al successivo articolo.
Di Marco Tenuti (del 30/04/2008 @ 23:00:38 in MTB, linkato 1615 volte)
Venerdì 25 aprile sono uscito per la mia prima volta con la "mia" squadra, cioè col famoso "treno alta velocità". A detta di chi era nel gruppo e che conosce molto bene i ritmi e le velocità del gruppone - soprattutto quando c'è Birtele e compagnia a tirare - non stavamo andando forte, però io ci ho messo un po' a rendermi conto che piano davvero non si va.
E infatti nei primi chilometri da Quinto fino a Bussolengo, nonostante sia dietro a ciucciare la ruota del gruppo e me ne guardi bene dal rimanere troppo indietro, il mio battito cardiaco viaggia spesso sopra soglia e la cosa mi preoccupa non poco, visto che deve ancora arrivare la famigerata salita del Flover di Bussolengo. Poco prima di Bussolengo stranamente il ritmo cala e questo fa aumentare ulteriormente il mio livello di preoccupazione e infatti i preamboli ci sono tutti quando la strada comincia leggermente a salire. Vengo sorpassato una, due, tre volte da folate imperiose e io me ne guardo bene dal seguire i movimenti, ma continuo imperterrito a ciucciare la ruota. Il battito sale, sale, sale e il contachilometri segna sempre una velocità superiore a 30 km/h. Parallelamente l'indicatore del battito sale ben presto oltre quota 170 e davanti non si accenna minimamente a mollare. Penso tra me che se ce la faccio a non farmi staccare troppo e a stare con Remo e compagnia, la fatica e la preoccupazione più grande è andata, manco avessi il compito in classe d'italiano!
Bene quando la salita del Flover aumenta di pendenza, decido che è il momento di superare la ruota che mi sta davanti, perché Remo e gli altri più forti sono già a trenta metri. Il battito continua a salire, ma la cima è poco distante. E il battito sale ancora: si supera quota 180. Ad un certo punto non ho più ruote da ciucciare e non voglio perdere i primi. Record! Arrivo a quota 186, nuovo record personale, riesco a rientrare nel gruppo e penso tra me che è fatta.
Da lì in poi il classico giro del lago si sviluppa secondo i soliti pezzi: saliamo da Bardolino per la salita del Pigno, mentre il ritorno è fatto ad andatura decisamente più turistica, complice il fatto che Remo è da almeno un mese che non prendeva in mano la bici.
La giornata per me dovrebbe finire a Quinto, ma decido di accompagnare Remo fino a Stallavena e proseguo per Alcenago, dove ritrovo mia sorella che sta preparando un'ottima ciambella da gustare nel pomeriggio. Approfitto pertanto per bere qualcosa, lecco il fondo della teglia usata per la crema pasticciera, saluto i miei e mi avvio verso valle. Vuoi che a Stallavena ti trovo il Righe, il quale mi chiede di accompagnarlo su per il vaio Bazazenoci? Massì, cosa vuoi che sia, ho già più di 100 km nelle gambe: non sarà certo il vaio per le Barozze a mettermi ko!
Per fortuna che il Righe è ancora non al top della forma, per cui si sale ad un ritmo decisamente inferiore per le mie possibilità e questo è sicuramente confortante per arrivare a Fosse, con la gamba ancora salva. All'Ombra delle Fosse ci concediamo un bel panino col salame, una Coca-Cola, ma il tempo è più che mai tiranno e torno a casa sempre per il vaio.
La giornata si conclude con 137 km, 3652 kcal bruciate, 27,5 km/h di media e quasi 5 ore di pedalate, ma il record del cardio è senza dubbio l'elemento più degno di nota!
Di Marco Tenuti (del 19/07/2009 @ 22:59:40 in MTB, linkato 2929 volte)
Dopo una giornatina di sabato non proprio clemente per le condizioni meteo avverse che hanno impedito al sottoscritto e all'intero Pappataso Fans Club di scatenarsi sull'asfalto dell'intera Lessinia, oggi io decido che è il caso di prendersi la rivincita col meteo e di andare a provare la Lessinia Bike.
Il mio "compagno di merende" si presenta addirittura in lieve anticipo sulla tabella di marcia a casa mia a Quinto. Caricata la Scaletta upgradata, si punta in direzione Sega di Ala per la ricognizione del percorso della Lessinia Bike in versione 2009.
A Reolto di Stallavena si accoda il Fabio Ridolfi con tanto di moglie e can al seguito, solo che lungo la strada verso Passo Fittanze il serpentone di macchine va sempre più allungandosi, visto che alla terza domenica di luglio al Passo va in scena la tradizionale commemorazione ai caduti presso il monumento.
Guadagnato il villaggio di Sega di Ala e il camper di Simone Pasetto, il quale ci saluta, ma torna volentieri in branda, la temperatura non è affatto delle più miti e così io opto per la maglia mezza stagione, mentre il duo Tagliaro va di manicotti, smanicato e gambalotti quantomeno per il primo giro.
La partenza è abbastanza svogliata, nonostante un caffettino presso l'Albergo Alpino, e subito cominciano i mugugni per la novità introdotta quest'anno: gli organizzatori hanno deciso di tagliare i chilometri di asfalto iniziale che conducono a Passo Fittanze in favore di tanto prato e tante boasse. Eh, si i primi 3-4 chilometri sono caratterizzati dalla scomparsa dell'asfalto e da un sentiero iniziale che sarà assolutamente problematica per l'ammasso di concorrenti che si presenterà al via domenica prossima.
Io temo che il casino sarà totale e le imprecazioni saranno tante, perché il secondo chilometro di gara presenta un passaggio campestre più o meno in single track poco battuto, pieno di buche e tante belle boasse. Dal terzo chilometro si comincia a ragionare perché si torna su una carrareccia sotto bosco molto piacevole e si arriva ben presto al Passo Fittanze.
Solita scalata del Monte Cornetto dove c'è da stare a testa bassa e contenere le forze per il secondo giro, mentre una volta arrivati a Col di Pealda Bassa un'ulteriore novità è rappresentata da circa 300 metri su asfalto, voluto probabilmente dai malgari della zona. Sembra anche che sia stata eliminata la ricongiunzione verso località Fratte e risalita dall'area camping, mantenendosi invece in quota probabilmente come nelle edizioni antecedenti quella del 2007.
Finito il primo anello di gara, torniamo al parcheggio macchine per liberarci degli indumenti pesanti e il caso vuole che arrivino contemporaneamente i signori Zumerle con amici al seguito; quattro parole e via di nuovo per il secondo anello di gara.
Da lì in poi il percorso sembra essere identico a quello del 2008, quindi niente di nuovo. Spero di mettervi a disposizione al più presto la traccia GPS, così potete farvi una pedalata virtuale con Google Earth.
Sul finale di ricognizione qualche problema di troppo per l'impianto frenante Avid Ultimate del Fabio con entrambi in freni andare a fine corsa lo costringono a tagliare corto e a saltare gli ultimi 3-4 chilometri di gara, che invece percorriamo io e il Radu.
Da qui la mia giornata si divide da quella del Radu, dove lui carica la bici e se ne torna a casa, un po' giù di tono per il fatto che la gamba non girava come voleva lui. Io, invece, punto dritto in sella della mia superleggera, di nuovo verso Passo Fittanze, dove mi aspetta la famiglia al completo, i suoceri e praticamente metà Valpantena sotto i tendoni dei vari gruppi Alpini.
Atteso il Radu per qualche minuto, il quale mi consegna le mie ultime cosucce e resiste alla tentazione della magnada sotto il tendone, io guadagno la panchina vicino ai suoceri, dove devo far presto perché i fusilli alle verdure gratinate e la lasagna al forno non è più caldissima, ma la porzione del Radu si aggiunge alla mia e dopo 5' rinvengo come l'insalatina fresca dell'orto dopo una bella bearada.
Un breve salto al tendone del Gruppo di Stallavena dove saluto compari, amici rallisti, zii e zie, cugini, parenti, una delegazione degli Aspetimebike, torno di nuovo in panca dal Gruppo Bandistico di Grezzana per il secondo con bello spiedo di carni assortite, patate al forno, verdure cotte, cetrioli, "capussi", "pomidori", assaggio di formaggetto stagionato, perseghi, brombe, melone e angurie.
Apoteosi coi dolci, con cui ristabilisco definitivamente il livello di glicemia, con saccottini di marmellata, crostata di ciliege e fichi, cheesecake e torta alle gocce di cioccolato, made by Cicci.
Una lunga pausetta conduce al caffé, recupero la macchina della mia dolce metà e così mi risistemo il vestiario pronto a salire in sella nuovamente. Saluti di rito a tutta la comunità e penso a tornare in Bassa Valpantena, cercando di perdere quota il più possibile gradualmente.
Si sfiora così Erbezzo, poi si svolta a destra verso Selvavecchia, Ronconi, Barozze. Si risale verso Sant'Anna d'Alfaedo, Verdevalle, Corrubbio di Negrar, Croce di Schioppo, dove non dimentico di fare il solito bel "taglia" su sterrato, arrivando così rapidamente alla fontanella di Fiamene.
Superato il valico di Fiamene mi fermo per controllare la temperatura del disco del freno anteriore e mi butto giù verso Coda, Vigo e Chiesa di Alcenago per la sosta pomeridiana di giornata. Tralascio la lista di robe mangiate dai miei, comunque gli ultimi 8 km li meno ai 38 km/h di media da Alcenago a Quinto, quando il sole è ormai tramontato da un pezzo, contento più che mai del chilometraggio totale di giornata e del dislivello totale.
Di Marco Tenuti (del 28/07/2008 @ 22:57:28 in MTB, linkato 1546 volte)
Stasera allora doveva essere un'uscita di scarico dopo la gara di ieri e scarico è più o meno stato, anche se molto lungo.
Il tragitto di Quinto-Montorio-Pian di Castagnè-Castagnè-Mezzane di Sotto-Lavagno-S.Martino-casa è uno dei soliti giri che facevo durante la primavera, per 47 km totali. Lungo la salita verso il Pian mi sono autoimposto di stare in coda ai vecchietti, mentre in discesa e in pianura cercavo di menare a non meno di 90 bpm, ma sempre agilissimo, in modo da far uscire l'acido, anche se non ce n'era tantissimo da evacuare.
Tempo totale 1h43'34", mentre il personale e' di 1h35'27", cioé più di 8 minuti in più del tempo fissato qualche giorno prima in piena preparazione per la Conca d'Oro. Domani stop assoluto, mentre mercoledì un po' di carico pre Vecia Ferovia. Può andare?
E' passato più di un mese dalla sensazione scoperta fatta da un gruppo di ricercatori italiani, che metterebbe in discussione la teoria della relatività ristretta di Einstein.
In tanti hanno subito messo in discussione il risultato a cui sono pervenuti i nostri ricercatori, che si sono avvalsi delle misurazioni del fascio di neutrini sparati dal Cern di Ginevra verso i laboratori del Gran Sasso, in provincia di L'Aquila.
Siccome la cosa mi desta una certa curiosità scientifica, negli ultimi giorni guardo qua e là se c'è qualche aggiornamento sulla vicenda, visto che i nostri ricercatori invitavano chiunque a mandare le loro osservazioni sulla bontà del metodo sperimentale per la misurazione.
E' stata cambiata la modalità con cui il fascio di neutrini viene inviato, eliminando un'emissione a forma gaussiana molto lunga e passando ad un'emissione ad intermittenza ad una frequenza molto più rapida e corta, in modo da leggere bene la sequenza di impulsi.
Tra le altre curiosità, il fascio di neutrini viaggia nel famoso "tunnel Gelmini" lungo 732 km e che nel punto centrale si trova ad una profondità di 11,4 km dal suolo italiano, cioè tra Monte Maggiorasca e Monte Prato.
Il tempo di percorrenza sembrerebbe essere di 2,43 secondi e di soli 60 nanosecondi più veloce della luce.
I risultati delle verifiche sono attesi entro la fine di novembre, anche se i riscontri della seconda serie di test paiono essere positivi, quindi Einstein traballa non poco.
Di Marco Tenuti (del 23/09/2013 @ 22:52:45 in MTB, linkato 1119 volte)
Vista come una gara, la Legend 2013 mi risulta qualcosa di atipico rispetto a tutte le altre gare a cui ho partecipato ultimamente. Senza dubbio il fatto di partire nel primo pomeriggio rappresenta la novità più intrigante. Qualcosa di comodo che non costringe a certe levatacce.
Ancora una volta, dopo la Conca d'Oro ai primi di maggio, ho il piacere di essere accompagnato da Enrico, che mi scorta a Velo Veronese portandosi dietro un attrezzo che la Lessinia Legend la conosce bene, la Scaletta, con cui ho corso la leggenda veronese per ben quattro volte. Questa volta la Scaletta ha da stare più rilassata. Il Bibike Team Andreis ha organizzato un minicorso per i bambini ed i ragazzi, quindi niente agonismo, ma solo tecnica per Enrico sul piccolo circuito ricavato dietro la palestra di Velo Veronese.
Così la fasi preparatorie mi vedono tirare giù dalla macchina non una, ma due bici, ma l'aria della giornata è per me quella di festa. Era dalla Granfondo Tre Valli che non correvo in compagnia dei tanti amici veronesi che conosco e che frequento ormai da anni, pertanto l'idea dell'agonismo passa in secondo piano e lascio volentieri spazio alle pacche sulle spalle e agli incoraggiamenti. Tutti che mi salutano, che mi chiedono come andrà oggi. Le mie aspettative non sono molto alte. Per tutta l'estate ho pedalato badando più alla resistenza che alla prestazione, per cui inutile aspettarsi picchi di performance da questa gara che presenta tanta salita, dove ci vuole anche tanto fiato, oltre che gamba.
In più il peso, che è lievitato inesorabilmente per tutta l'estate, non mi permetterà certo di stare con quelli che ritengo bravi quanto me. Pertanto l'approccio molto filosofico è quello che prevale, salvo emboli che potrebbero impigliarsi al via.
Come scrivevo sopra, atipica è la partenza, in orario pomeridiano. Non è niente male come idea. Così dopo il pranzo anticipato alle 10.45 del mattino a base fondamentalmente di spaghetti, olio, grana e basilico, ci scappa un caffettino assieme al resto del Trio Piocio, con in più la new entry di Enrico, che si spara pure lui come un adulto un caffettino, macchiato però di latte.
In tanti scalpitano per entrare presto in griglia. La cosa non mi sfiora molto, considerate le velleità della vigilia. Si entra con la "rebongia", tra lo stupore di alcuni biker vicentini che chiedono spiegazioni sulle griglie che non si trovano. "Non ci sono griglie, cari miei": siamo talmente in pochi, che non c'è bisogno di dividere la gente in scaglioni. Si parte tutti assieme appassionatamente. Ne sa qualcosa l'Orlando che ritarda le fasi di ingresso in griglia e si ritrova a pagare una differenza di real time di una buona quarantina di secondi, ma se per lui la cosa non rappresenta un problema nel salire verso Camposilvano, figuriamoci a noi!
Enrico, nel frattempo, gironzola a fianco della griglia, dove si fanno vedere anche il Fix J e la Silvia, in procinto di diventare papà e mamma a giorni. Dopo un po' di chiacchere con Icio Birtele ed Alessandro Zanini, oltre all'onnipresente Cactus, che cerca di immortalare il più possibile questa giornata, finalmente viene dato il via e non c'è più tempo per le chiacchere.
La salita verso Camposilvano e verso la deviazione ai Gaspari la si fa di buona lena, tanto è vero che rientro su un Papataso tanto inaspettato, quanto demotivato, mentre poco avanti si intravede il fratello. Mi viene da pensare che oggi forse sono di nuovo a battagliare con le solite maglie di sempre, invece c'è da accontentarsi e da arrivare in fondo cercando di limitare i danni.
La gara scorre molto più velocemente di quello che mi sarei aspettato. Solo un pezzo mi è risultato di durata infinita e cioè l'ascesa dal Vaio dei Folignani fino a Bocca di Selva. Sul pezzo più duro mi ritrovo a spingere a piedi per alcuni metri, con tanto di accenno di crampi per aver allungato un po' troppo i polpacci nello spingere a passi distesi, ma più che mai viene utile la fiala di magnesio, che mi fa sempre compagnia in tutte le gare. Nonostante questo minimo tentennamento continuo a guadagnare qualche posizione, scambiandomi spesso con le seconda e terza donna, il che vuole dire che proprio male non sto andando per il mio ritmo.
Impressionante è di essere già arrivato ai crampi dopo neanche due ore di gara, ma a tutto c'è una spiegazione. Evidentemente ho tirato non poco nelle battute iniziali e sono già nella situazione di essere a corto di liquidi. Al bivio di Bocca di Selva però gli organizzatori si distinguono ed arrivano perfino al cambio borraccia: lascio la mia praticamente vuota e ne prendo una quasi piena perdendo zero secondi, neanche fossi in corsa per la vittoria!
Da lì in poi comincia la parte più epica della gara, cioè quella "meno impegnativa" e "più suggestiva". Anzitutto la conquista del Monte Tomba, il punto più alto della gara dall'alto dei suoi 1766 metri, e da lì in poi la lunghissima discesa verso Velo Veronese, intervallata da qualche duna o qualche passaggio da non prendere troppo alla leggera.
Tiro fuori però i denti e cerco di continuare a guadagnare posizioni su posizioni, grazie alla menata per il lungo giro attorno alla Pozza Morta, sempre troppo corta per i miei gusti. Anche l'ascesa al Malera è più difficile del solito, perché è il vento contrario a ridurre drasticamente la velocità media. Per fortuna questo passo non è relativamente breve e subito ci si caccia giù in picchiata verso il Parparo, dove ci aspetta la novità delle tre dune consecutive - bella sorpresina riservataci dagli organizzatori - tanto per accumulare altri 50 metri di dislivello, che faccio assieme al Bante Birbante, già in preda ai crampi.
Poi giù di nuovo a tutta, o quasi, sulle Lastre, dove una volta tanto posso lasciar scorrere le ruotone e lavorare la SID, a differenza dell'edizione passata, dove invece ero costretto a stringere i denti e sperare che queste passassero nel minor tempo possibile. Mi giro indietro ed il Bante non c'è più, così insisto nella mia azione di buon discesista, cercando di non pensare all'ultimo chilometro.
Ed eccolo lì: il pratone a sud-ovest del Monte Purga, con le sue rampe erbose che superano sicuramente il 20%, ma che l'orgoglio pretende di superare senza scendere dalla bici. Infine i temutissimi scalini della staccionata poco sopra il cimitero: qui mi concentro nello scegliere una giusta traiettoria e sfilo via senza problemi; così posso dire di avere in pugno la mia sesta Lessinia Legend!
Mi giro indietro un attimo, tanto per scongiurare l'eventuale recupero di un concorrente da dietro, e poi l'emozione di sentirsi gridare "Papà, papà!" anche dal piccolo Tommaso non ha prezzo.
E come se non bastasse, vedersi applicare il bollino sul numero di gara e posare assieme alle miss Legend sono quelle piccole cose che un biker che corre nell'anonimato apprezza sempre. Una volta tanto uno si sente al centro della scena!
Così arrivano a circondarmi subito tutti gli amici, il Conte, i Pezzo, l'Orlando e la mia famiglia e ci si muove verso il ristoro finale col sorriso stampato in faccia, come se avessi corso con le pantofole per il corridoio e l'orto dietro casa. Mi sono sentito davvero a casa, dopo aver pedalato molto in questo scorcio di Lessinia negli ultimi mesi, a forza di bitumare avanti ed indietro per San Giorgio e Camposilvano.
Che dire della Lessinia Legend 2013: peccato davvero che non ci fosse gente a correrla. Dal punto di vista paesaggistico stupenda, da quello agonistico altrettanto impegnativa, ma mai impossibile. Sull'organizzazione si è visto che negli ultimi giorni si è aggiustando il tiro curando i servizi per la presenza di 400 biker, ma tutto è filato liscio, a mio modo di vedere. Tanti suggerimenti ed osservazioni degli ultimi due anni sono stati recepiti. Il pacco gara decisamente ricco rispetto a qualche edizione fa, con la maglia Carrera ed i copriscarpe Lex Italia, oltre altri prodotti della Lessinia. Da segnarsi sul taccuino anche il pasta pasty, che non prevedeva la solita pasta, ma qualcosa come i gnocchi di malga con ricotta affumicata o a scelta risotto col tastasal, insomma roba per palati prelibati, quindi complimenti ancora una volta allo staff. Io non cambierei una virgola per l'anno prossimo, solo la data: la farei tornare a fine maggio, secondo la tradizione.
Di Marco Tenuti (del 10/12/2010 @ 22:51:10 in MTB, linkato 6310 volte)
La voce girava già da qualche giorno ed era nell'aria da mesi. Adesso arriva l'ufficializzazione della cosa.
Il Radu non solo firma per il Team Strazzer per l'anno 2011, ma si porta pure dietro un gregario d'eccellenza, Simone Pasetto. La foto a lato li immortala con la divisa estiva Strazzer 2010 a margine della conferenza stampa tenutasi alla Pieve.
Non si conosce nemmeno l'ingaggio versato a Cicli Tagliaro per acquisire il cartellino di Zumerle, nè si conosce la cifra dello stipendio annuale del ciclista. I beneinformati hanno solo fatto trapelare la voce "pacchetto intermedio". Trattasi probabilmente di un linguaggio cifrato, a cui corrisponde una cifra ben consistente e che non tarderà molto a venire fuori nell'ambiente, per cui non rimane che aspettare che la cosa diventi pubblica.
Per quanto riguarda i programmi sportivi presentati durante la conferenza ai giornalisti, pare che Zumerle affronterà la combinata Lessinia Tour e la Serenissima Coppa Veneto, per cui il debutto nel doppio circuito veneto è previsto per domenica 27 marzo 2011 alla Tre Valli a Tregnago, anche se pare che l'atleta debutterà in gara già al 6 marzo con la nuova divisa Strazzer già ad Asola (MN) per l'X-bionic Challenge, dove sarà al via anche il suo compagno di merende Marcante, oltre ad altri membri del Team Strazzer.
Non si sa molto dei retroscena che hanno portato il Compagno di Merende a rompere col team Tagliaro, dopo che il Marcantonio della Pieve si era tanto prodigato nel corso delle stagioni precedenti, sia per raccogliere nuovi sponsor che per realizzare alcuni capi d'abbigliamento, come appunto la divisa Tagliaro estiva che si è vista in giro nel corso del 2009 e del 2010. Ma non importa, il buon Marco continuerà a pedalare sulle bici del marchio di Colognola ai Colli, pertanto continuerà la collaborazione col costruttore veronese.
Non rimane altro che fare i migliori auguri ai due amici dell'est veronese per una stagione scoppiettante!
Di Marco Tenuti (del 28/05/2014 @ 22:50:04 in iPhone, linkato 1472 volte)
Stasera ho fatto partire l'aggiornamento quotidiano delle app presenti sul mio telefono - io sono ancora della categoria di quelli che vogliono sapere quando sono disponibili gli aggiornamenti e che spende volentieri qualche minuto per leggere dettagliatamente e così capire in cosa consistono le migliorie e i bugfix apportati - e sono rimasto un po' basito nel leggere gli aggiornamenti di Chrome per iOS disponibili stasera.
Spesso, quando non è disponibile la revision list nella lingua di consultazione dell'utilizzatore di iOS, è naturale aspettarsela in lingua inglese.
Chrome merita di essere a disposizione su iOS, più che altro per la comodità che esso offre nel "fregare" i web server, cioè è in grado di richiede la versione desktop di un sito, cosa che invece non si riesce a fare col più performante Safari di Apple stessa.
Capita infatti qualche volta di voler vedere un sito in versione computer, perché la versione mobile è inaccettabile, senza possibilità di passare alla versione desktop, perché si sono dimenticati di mettere il link o perché il CMS usato per il sito non è stato configurato opportunamente per il switch.
Fatto sta che stasera mi sono beccato la lista delle novità e correzioni in lingua indonesiana! Colpa della gestione dell'Appstore o di Google?
Gli altri aggiornamenti odierni, la 2.7.2 di Rai.Tv e la 6.6 di Twitter per iOS sono regolarmente proposti in lingua italiana, come succede sempre anche per il browser di Mountain View.
Per carità non muore nessuno, c'è di peggio, molto peggio in giro. Rimango però con la curiosità di capire cosa contiene la versione 35.0 rispetto alla precedente. Per fortuna che c'è Google, cioè Google è ormai la macchina di Turing...
Di Marco Tenuti (del 07/06/2010 @ 22:47:57 in iPhone, linkato 4838 volte)
Copio e incollo direttamente dalla fonte più autorevole in italia, ossia Macity: l'iPhone 4G è alle porte!
Batteria a lunga durata, video ad alta definizione, chat, processore ad alte prestazioni e un design interamente nuovo. Ecco alcune delle novità che dell’iPhone 4 (nome ufficiale) che Apple ha presentato questa mattina, ora del Pacifico, in apertura della WWDC, il grande evento per gli sviluppatori che durerà tutta la settimana.
La novità principale del telefono è FaceTime, un software per la videochiamata che opera sfruttando la doppia telecamera di cui una frontale. «FaceTime - dice Apple - ti segue come il tuo telefono. L’utilizzo di FaceTime è facile come fare una chiamata vocale, senza necessità di configurazione, ed è possibile passare alla videocamera posteriore per mostrare agli altri quello che stai osservando con un solo tocco». Per ora, ha spiegato Jobs, FaceTime funziona solo via Wifi ma in futuro grazie al supporto dei carrier dovrebbe arrivare anche su rete 3G.
La seconda importante novità di iPhone 4 è lo schermo Retina di Apple, «il display con la più alta risoluzione mai inserito in un telefono, che rende - dice Apple - immagini, testo e video incredibilmente nitidi». Secondo Cupertino la densità (326 pixels per pollice a 960-per-640-pixel) è di quattro volte quella del vecchio iPhone e i pixel sono circa il 70% quelli dell’iPad che però ha un display di quasi 10 pollici contro i 3,5 di iPhone. Il segreto sono i pixel da 78 micrometri invisibili a occhio nudo da una distanza normale; cresce di quattro volte il rapporto di contrasto e migliora anche la resistenza dei vetro realizzato con la stessa tecnologia usata per i cristalli degli elicotteri e dei treni.
iPhone 4 si caratterizza per una camera da 5 megapixel con flash LED, la capacità di registrare video HD con risoluzione fino a 720p in H.264 a 30 frames per secondo. Per sfruttare questa funzionalità iPhone avrà a disposizione anche una versione per iPhone di iMovie che sarà venduta su App Store a 3,99 euro.
Cresce significativamente la durata della batteria. Apple parla di sette ore di conversazione in 3G (14 in 2G), 300 ore in stand by, 6 ore di navigazione in 3G, 10 ore in Wifi, 10 ore di video in playback e 40 di audio. Il merito, oltre che della batteria a maggiori dimensioni, è del processore A4 che ottimizza i consumi facendo crescere le prestazioni.
Su iPhone 4 troviamo anche un giroscopio a tre assi che, combinato con l’accelerometro, fornisce una sensibilità su 6 assi come il sopra e il sotto, da lato a lato, avanti e indietro, beccheggio e rollio, rendendo il dispositivo molto adatto per lo sviluppo di giochi originali. Gli sviluppatori potranno accede al giroscopio utilizzando la nuova API CoreMotion per «rendere i giochi - dice Apple - e le altre app migliori di quanto altri dispositivi mobile offrano.Tra gli elementi notevoli un secondo microfono che supporta una software per la rimozione dei rumori di fondo e la connettività Wi-Fi 802.11n. Nulla di nuovo invece per il wireless cellulare: il telefono è un quad-band HSUPA con velocità di download fino a 7.2Mbps e 5.8Mbps in upload.
Numerose le novità nel design e nei materiali. iPhone 4 è il più sottile, dice Apple, smartphone di sempre: 9,3 millimetri. La parte frontale e posteriore sono di vetro alluminosilicato, chimicamente rinforzato per essere 30 volte più duro della plastica, più resistente ai graffi e più durevole che mai. I vetri posteriore e anteriore hanno un rivestimento oleofobico che facilità la pulizia. A racchiudere iPhone 4 sui lati c’è una banda di acciaio inossidabile, in una lega speciale che è stata forgiata per essere 5 volte più forte dell’acciaio standard. Questa banda è studiata anche per fare da antenna ai vari protocolli wireless supportati da iPhone. Parlando del design Jobs ha paragonato il telefono alle vecchie macchine fotografiche Leica
Su iPhone 4 gira iOS 4 (nuovo nome di iPhone Os), la nuova e per ora non ancora rilasciata versione del sistema operativo mobile usato da Apple. Nel corso del keynote ha parlato di 100 nuove funzionalità e 1500 nuove API per gli sviluppatori. iOS 4 si distingue per il Multitasking, grazie al quale gli utenti possono ora passare istantaneamente attraverso ogni loro app preservando la durata della batteria, Folders (per organizzare le app in collezioni creando automaticamente una cartella con il nome basato sulla categoria delle app selezionate), possibilità di personalizzare le schermate Home e Lock. Ci sarà anche una Mail migliorata (con caselle unificate), un più accurato supporto Enterprise e la nuova piattaforma pubblicitaria mobile iAd di Apple.
La nuova app iBooks (già vista su iPhone) sarà disponibile per iPhone 4 come download gratuito dall’App Store e includerà il nuovo iBookstore di Apple. L’app iBooks memorizzerà e sincronizzerà la posizione attuale e ogni altro segnalibro, sottolineatura o nota che hai creato, in tutte le copie dello stesso libro su iPad, iPhone o iPod touch. Gli utenti iBooks potranno leggere e conservare i PDF direttamente in iBooks.
Infine qualche dolente nota: iPhone 4 sarà disponibile in Italia solo a fine luglio, nel secondo gruppo dei paesi (Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Hong Kong, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svizzera e Svezia) in cui è stata spezzato il lancio del dispositivo. Negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone il 24 giugno con prenotazione dal 15 giugno. iPhone 4 sarà distribuito a livello mondiale in 88 nazioni per la fine di settembre
iPhone 4 sarà disponibile nei colori bianco e nero. Negli Usa avrà prezzi a partire da $199 (US) per il modello da 16GB e $299 (US) per il modello da 32GB sia negli store fisici sia in quelli online di Apple e AT&T, e negli store Best Buy e Wal-Mart. I ma è probabile che saranno simili a quelli dei dispositivi attuali se non leggermente più elevati per via del cambio euro dollaro molto sfavorevole. I prezzi internazionali saranno annunciati più avanti. Restereà disponibile anche il vecchio iPhone 3GS 8GB messo in vendita dal 21 negli Usa a 99$ (US).
Il software iOS 4 sarà disponibile il 21 giugno come un update software gratuito attraverso iTunes 9.2 o superiore per i clienti di iPhone e iPod touch.
Di Marco Tenuti (del 02/03/2008 @ 22:44:41 in MTB, linkato 1666 volte)
Oggi per il sottoscritto è arrivato il debutto agonistico della stagione 2008 alla nona edizione della Airon Bike, gran fondo ben organizzata dal Team Sculazzo di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Tanto per farla breve, mi sono piazzato 100° assoluto, su 502 partenti e 353 giunti al traguardo. In categoria Senior sono arrivato 32° su 83 arrivati, mentre il tempo del vincitore è stato di 1h33'33" e sono arrivato a 21'18" dal primo.
La gara è anzitutto caratterizzata da condizioni meteo alquanto eccezionali per essere la prima domenica di marzo. Lungo il tragitto da Verona verso Guastalla, il termometro della macchina passa ben presto da 8°C a 17°C e impone la scelta di partire vestiti con l'abbigliamento estivo. Arriva insomma l'occasione di sfoggiare da subito il completo estivo del decennale Turnover.
Il percorso della gara, caratterizzata da due giri del circuito, a dispetto della location in prossimità del fiume Po' è a dir poco suggestiva e singolare, per alternare piattoni di sterrati e di argini a toboghe entusiasmanti dentro canali e dune scavate nelle sabbie del Po', tanto che gli organizzatori ci hanno pure ricavato una prova speciale cronometrata, denominata "la Gara nella Gara".
Il mio primo giro è costituito da una partenza in sordina, ma dopo si e no un chilometro capisco che è il momento di non stare tanto a guardare e di cominciare a spingere subito come un forsennato, se non voglio perdere il treno dei più veloci. E così riesco a svincolarmi da subito di un bel po' di concorrenti e riesco a piazzarmi in una posizione di rincalzo, che mi consente continuamente di recuperare posizioni su posizioni, grazie ad un buon compromesso da chilometri a tirare da solo e qualche mezzo chilometro alla ruota di questo o quell'avversario.
Il primo giro infatti se ne va molto rapidamente e probabilmente con una media molto elevata. Speriamo che Team Sculazzo ci metta a disposizione anche le classifiche parziali dopo il primo giro, perché sono curioso di sapere quanti minuti ho lasciato al secondo giro, quando sono più o meno scoppiato, come tanti altri concorrenti.
Il secondo giro è invece una vera e propria tribolazione, perché mi si accoda un concorrente del team locale, Ceglia - ho perfino imparato il suo nome a sentire i vari commissari, amici e parenti lungo il percorso che lo incitavano, mentre mi ciucciava la ruota - che non vuol saperne di collaborare e mi costringe a tirare da solo per quasi 10 km, senza mai darmi il cambio. Lui mi invita pure ad andare regolare per non farlo morire ed io non ho altra scelta che continuare sul mio passo.
Ad un certo punto, prima di entrare, nel toboga del secondo tratto cronometrato, Ceglia si stacca definitivamente e di tanto in tanto sono superato da qualche concorrente molto veloce partito in seconda griglia, alla cui ruota non provo neanche a stare.
L'ultimo chilometro arriva con un po' di consolazione, perché le gambe cominciano a tirare un po' troppo per i miei gusti - complice l'azzardata scelta di partire con solo mezza borraccia di integratore per 46 km di gara e nessun ciucciotto di zucchero da dare quel giusto sprint per alcuni tratti. Arrivo però al traguardo senza patemi e senza dovermi lanciare in volata con altri, con tanto di foto di rito scattata dal moroso di mia sorella. Mi appoggio alla transenna e il crampo è prossimo a comparire, ma per fortuna sgancio i pedali e recupero forze immediatamente.
Poi una doccia calda e senza coda, così come un piattone di cappelletti al burro, un numero incalcolabile di brioche integrali, senza crema, con marmellata di mirtillo, con marmellata di albicocche. Sento comunque che il piazzamento tra i premi nella mia categoria è nelle mie capacità, visto che oggi più di qualcuno alla mia portata ha messo in saccoccia il premio del piazzamento.
L'esperienza è stata totalmente positiva, vuoi perché è la conferma del mio stato di forma in continuo crescendo dall'anno scorso, vuoi perché la giornata è stata eccezionale, con una temperatura a dir poco mite, a parte le folate di vento che soffiavano da nordovest e che alzavano una quantità di sabbia dall'arenile del Po' non indifferente.
Ringrazio con l'occasione mia sorella Martina, il moroso Francesco e mio figlio Enrico, per avermi accompagnato e avermi dato man forte nel debutto 2008.
Di Marco Tenuti (del 04/06/2009 @ 22:40:22 in MTB, linkato 1086 volte)
E' una novità di oggi la mia iscrizione alla Vecia Ferovia. Quest'anno però a dar man forte ci sarà anche il "compagno di merende", che ha deciso di aggregarsi nell'impresa.
Iscritto da mesi e mesi - ma che dico? - si è iscritto ancora nell'ottobre 2007 per l'edizione 2009 - c'è il Max Maga Padella, che sarà il nostro obiettivo inavvicinabile.
Date comunque subito un'occhiata all'elenco iscritti e in particolar modo ai veronesi:
La Vecia Ferovia rappresenta una gara non molto impegnativa, ma presenta un insolito mix di emozioni, perché richiede l'abilità iniziale nel non perdere la ruota dei primi nelle prime battute di gara, quando ci si sposta ai 40 all'ora a margine dell'Adige, poi richiede di spingere a tutta in salita, manco si trattasse di chi fa prima ad arrivare a Bosco e dopo arriva quel po' di tecnico che tutti desiderano, quando ci si butta giù verso Molina di Fiemme.
La sorpresa finale è senza dubbio l'attraversamento in paese, dove tutti gli angoli delle case sono ricoperti coi materassi a protezione per i ciclisti e il rampone finale al 15%, che introduce direttamente nella pineta d'arrivo!
Di Marco Tenuti (del 21/09/2008 @ 22:31:36 in MTB, linkato 2461 volte)
Ad onor del vero, l'obiettivo è il mio, ma gli scatti parecchi li ha fatti il Radu, perché io ero indaffarato a trafficare con la videocamera, che mi ha lasciato a piedi nel bel mezzo, per pila scarica... comunque dovrei averne abbastanza per montare il "mio" video.
A mio parere è la granfondo più suggestiva e impegnativa della provincia di Verona, dove si affrontano le difficoltà del Monte Baldo, così come anche quella dell'alta Lessinia. L'edizione 2008 ha visto impegnati tantissimi atleti con condizioni climatiche un po' atipiche per una domenica di settembre.
Chi fosse interessato alle foto in risoluzione maggiore, non ha che da chiedermelo tramite un messaggio in posta elettronica e vedo di fare il possibile!
Di Marco Tenuti (del 01/05/2013 @ 22:31:20 in MTB, linkato 2390 volte)
Il fenomeno delle aste al ribasso o delle aste pseudocasuali su internet viene spacciato come qualcosa di miracoloso, dove tutti scommettono su qualche oggetto appetibile e se lo aggiudicano ad una cifra che è una bazzeccola.
Tutti gli oggetti messi all'asta sono tutto quello che è di tecnologico o ipertecnologico e che è ovviamente di tendenza: il mega LCD da ennemila pollici, l'iPad con la massima memoria ed LTE, gli immancabili iPhone 5 ed il Galaxy S4, il MacBook Air che non può mancare sulla scrivania di tutte le famiglie.
Poi si va a vedere che queste aste si aggiudicano a pochi Euro: vi pigliate un iPhone 5, che di suo costa almeno 600 € per una trentina di Euro: insomma ve lo regalano.
Ed a leggere degli articoli di fantomatiche riviste che recensiscono questi metodi miracolosi viene pure da crederci al primo sguardo. In questo mio post voglio semplicemente mettere l'attenzione proprio su uno di questi articoli, non sulle aste al ribasso o metodi similari.
Mi limiterò a listare per punti tutti quei segnali per cui l'articolo è palesemente in conflitto di interessi rispetto all'argomento: è evidente che chi lo ha scritto, è semplicemente una delle persone dello staff dello stesso sito di "shopping miracoloso" e punta semplicemente a promuovere il proprio business. Nessun spirito critico.
le recensioni a favore del metodo sembrerebbero essere le celeberrime riviste The Sunday Times, la BBC, The Observer, il Daily Record, cioè le principali testate giornalistiche inglesi, ma nulla è detto proprio di queste recensioni, cioè se queste testate si sono espresse in maniera entusiastica o critica nei confronti di questo "modo di fare shopping"
l'articolo è tradotto in italiano, ma è improbabile credere che Claire sia una giovane italiana che ha cambiato il suo modo di fare shopping: se mi mettevano Francesca, forse era meglio...
se cercate su Google Images la foto di Claire, scoprite che la foto della donna è semplicemente una modella che viene usata anche per il Groupon brasiliano, la trovate dentro alcuni negozi Ebay e chissà su quanti altri siti commerciali in rete
non viene mai scritto quanti soldi mediamente devono essere cacciati nel sistema per aggiudicarsi qualcosa: qualsiasi altro gioco a scommesse regolamentato dallo stato deve stabilire quant'è il montepremi che è stato allocato rispetto all'importo totale giocato da tutti i scommettitori, per cui mi verrebbe da dire che siamo fuori legge in Italia
a destra sono mostrati alcuni video con tanto di sovraimpressione del logo Youtube; in realtà sono delle immagini statiche, senza alcuna possibilità di andare a vedere alcun video
la nostra amica Claire gioca qualche Euro - in realtà non è specificato nell'articolo quanto caccia come crediti nel sistema, se legge solo che se ne cacciate un pochi, ve ne danno altrettanti gratis - ma si aggiudica un LED Samsung da 50 pollici a 72,30 € contro i 950 € del suo valore commerciale e di lì a poco si è ritrovata a vincere anche un MacBook Pro a 175 € invece di 1899 €
tutti i commenti in calce all'articolo sono stati inseriti da fantomatici visitatori del sito con nomi "italiani", come Maria, Pietro, Katia, Karen, Laura, tutti in una finestra temporale molto stretta, tutti commenti a dir poco entusiastici. Peccato che non si possano più postare commenti, come è indicato a piè di pagina con una bella dicitura "Commenti chiusi a causa di spam". Anche una piccola chicca: guardate l'icona di Nadia, che a me pare tanto un uomo, ma soprassediamo: ognuno è "libero" di mettersi l'avatar che preferisce!
Ora una qualsiasi persona sana di mente può pensare queste tre cose: la merce è rubata e bisogna piazzarla sul mercato, ma tendiamo ad escluderlo, visto che vengono consegnati sempre prodotti nuovi e coperti da regolare garanzia. La società che gestisce questo business lavora in perdita, visto che vende al 5-10% del prezzo di listino dei prodotti. La società che produce i beni oggetto delle aste "regala" questi beni alla società di gestione delle scommesse... credeci che Apple regala iPhone e iPad a pioggia!
Tutte queste ipotesi sono a dir poco inverosimili. Mi verrebbe da dire che sono molto fantasiose. Anzi direi che sono una truffa, se non fosse che bisogna capire bene il meccanismo di questi metodi, cosa che non è spiegata da alcune parte, ma che si può intuire abbastanza. Nel nostro caso, Megabargains sta pubblicizzando MadBid, il quale non è altro che un sito di aste al rialzo di centesimo in centesimo e pertanto si continua ad andare avanti ad oltranza, finché qualcosa di positivo succede...
La questione è molto semplice: queste società incassano i soldi dagli ignari giocatori che comprano i crediti, ma i beni vengono assegnati al vincitore di ogni asta solo quando c'è la certezza matematica che la società ha realizzato congrui guadagni. Pertanto nel caso delle aste al ribasso (aste con offerta unica) basta controllare via software puntate addizionali, in modo da far saltare le puntate dei reali scommettitori che avrebbero il diritto di vincere, introducendone delle altre e facendo così slittare i tempi di chiusura.
Nel caso invece delle scommesse a tempo, basterà invece fare in modo che un altro algoritmo del software inietti sempre delle puntate fasulle, solo allo scopo di far ripartire il timer alla rovescia.
Manca insomma questa trasparenza: se un iPhone 5 viene aggiudicato allo scommettitore a 31,46 € ed il rialzo è di 1 centesimo per ogni offerta e ad ogni offerta corrisponde un credito - pensiamo per un attimo che un credito sia un Euro, ma, considerando i crediti regalati, possiamo dimezzare il valore di un credito - vuol dire che la società ha incassato 31,46 / 0,01 = 3146 offerte, cioè 3146 x 0,50 €, quindi 1573 €, più quelli pagati dallo stesso vincitore, che è tenuto a versare la cifra di 31,46 €, quindi siamo a 1604,46 €. La società avrà sborsato 600 € dell'iPhone ed avrà avuto solo il "disturbo" di farsi quanta più pubblicità, allo scopo di raggranellare quanti più ingenui scommettitori...
Concludo semplicemente col dirvi: lasciate perdere. Questi metodi di "vincere" questi oggetti del desiderio saranno anche legali, ma il trucco c'è e si vede anche bene...
Di Marco Tenuti (del 18/05/2011 @ 22:28:42 in humour, linkato 1576 volte)
Questa l'ho trovata sul web. Copio e incollo...
Se pensate di essere grasse, lo siete. Non chiedetelo a noi. Portate
quel vostro culone che fa provincia in una palestra.
Imparate ad utilizzare il coperchio del WC; se il coperchio è su,
abbassatelo e non rompete i coglioni! Pisciare in piedi è piu difficile
che pisciare raso terra. E' naturale che qualche volta sbagliamo.
Non tagliate i capelli. Mai. Quando commentiamo il fatto si creano
sempre litigi.
Compleanni, S. Valentino e Anniversari non sono crociate per vedere
se riusciamo a trovare il regalo perfetto ancora una volta.
Se fate una domanda cui non volete la risposta, aspettatevi una
risposta che non volete sentire.
Qualche volta non pensiamo a voi. Imparate ad accettare il fatto.
Domenica: ciclismo/calcio/formula 1/qualsiasi altro sport. Lasciateci in pace.
Fare la spesa NON è uno sport.
Qualsiasi vestito mettete ci va bene. Sinceramente.
Piangere è un ricatto. Fatelo se proprio non potete farne a meno, ma
non aspettatevi che cediamo.
Chiedete chiaramente cio che volete. Allusioni e accenni non
funzionano. Neppure le domande a quiz.
La maggior parte degli uomini ha due o tre vestiti, percio cosa vi fa
credere che siamo in grado di scegliere, sui trenta che avete, il
vestito che va bene con le vostre nuove scarpe?
“Si”, “No” e “Mmmmmm” sono risposte accettabili.
Un mal di testa che duri 17 mesi è un problema. Andate dal medico.
Non è necessario che vostra madre sia la nostra migliore amica.
Controllate l’olio. E' parte essenziale della macchina.
Il nostro rapporto non sarà mai come le prime due settimane in cui
siamo usciti assieme.
Non fate finta di avere un orgasmo. Preferiamo essere inefficienti
che essere imbrogliati, tanto piu che noi veniamo lo stesso!
Cio che abbiamo detto sei mesi o un anno fa (ammesso e non concesso
che l’abbiamo VERAMENTE detto) non può essere usato come argomento in una
discussione. Tutti i nostri commenti dovranno
considerarsi scaduti e non più validi dopo sette giorni: è un tempo più
che ragionevole dopo il quale possiamo cambiare idea (soprattutto se si
considerano i 7 secondi che impiegate voi).
Assicurarci che le modelle delle riviste maschili sono create da un
disegnatore vi fa apparire gelose e meschine e certamente non ci farà
smettere di guardarle ancora.
I modelli maschi e fustoni che vedete nelle riviste femminili sono
tutti froci.
Se qualcosa che abbiamo detto puo essere interpretato in due modi ed
uno vi fa incazzare, noi intendevamo quell’altro.
Lasciateci fare i guardoni. Se non guardiamo le altre donne come
facciamo a capire quanto siete belle voi?
Ogni volta che vi è possibile, diteci quello che ci volete dire
durante gli spot pubblicitari e non quando tirano un rigore.
Le donne che portano il wonderbra, scollature profonde, o niente
reggiseno, o T-shirt con reclame pubblicitaria all’altezza dei capezzoli, perdono
il diritto di protestare se guardiamo le loro tette.
Quando siamo a letto e sembriamo stanchi vuol proprio dire che siamo
stanchi e non che vogliamo il divorzio.
Quando volete il dolce a fine pasto, prendetelo. Non siete costrette
a finirlo. Potete solo assaggiarne un cucchiaio. Non dovete assolutamente
dire “Lo prendo/non lo prendo/ non devo/ mi fa ingrassare” e poi mangiarvene
metà del nostro.
Se fate una dieta, ciò non significa che noi dobbiamo
mangiare pasti da conigli.
I quattro gruppi essenziali di alimenti per l’uomo sono:
pastasciutta, carne rossa, fritti vari e vino rosso. Accertatevi che quando cucinate
ci siano in buona quantità, tutto il resto è contorno.
Soprattutto quando siamo in auto, non mettete mai in dubbio il nostro
senso di orientamento: d’ora in poi potreste aspettarvi che ci fermiamo in
mezzo alla strada e vi facciamo scendere a calci nel culo !
NON vi azzardate a chiederci di poter guidare la nostra macchina,
anche dopo che abbiamo finito di pagare le rate!
Di Marco Tenuti (del 15/01/2011 @ 22:26:12 in MTB, linkato 1132 volte)
Ho appena acquistato il volo Windjet di andata e ritorno da Verona a Palermo. Trattasi di tariffa speciale web, chiaramente non rimborsabile, qualcosa come 84 Euro tutto compreso. A dire il vero non ho ancora comprato il bagaglio speciale, per il quale devo ricorrere al Call Center della stessa Windjet.
Ho deciso di imbattermi in quest'avventura, che mi vedrà salire sull'aereo per la prima volta a causa della bici. Portarsi dietro la bici può essere per certi versi un'impresa, perché non è considerato normale bagaglio, ma si configura come bagaglio speciale o attrezzatura sportiva. La cosa è però facilmente superabile, se si è dotati di una borsa rigida apposita per volare, cosa per la quale il fido Maga ha già provveduto.
Nelle prossime settimane avrò modo di documentarmi e di spiegarvi un po' tutto sulla gara di Palermo, vera novità nel circuito del Prestigio, organizzato da MTB Magazine di Compagnia Editoriale.
Ah, ho trovato anche il mio compagno di avventura, altro veronese del Team Todesco, ma non voglio anticipare nulla. Seguite le prossime puntate.
Di Marco Tenuti (del 09/08/2012 @ 22:24:50 in MTB, linkato 3103 volte)
Stia tranquillo il Conte Savoia che non userò la parola "transumanza" per il titolo di questo articolo.
Non potendo prendere parte al giro organizzato proprio dal Conte, l'Orlando e Cactus della scorsa domenica 5 agosto, giro che aveva in programma di raggiungere anche il Corno d'Aquilio, mi sono detto che per oggi forse valeva la pena transumare verso gli alpeggi lessini in direzione del picco più ad occidente di tutta la Lessinia.
Certo è che oggi abbiamo attraversato più mandrie di vacche, boasse di tutti i tipi e sbarre e cancelli che abbiamo stabilito un piccolo record. Ma chi?
Oggi non eravamo in molti: io e Luca Dall'Ora, per gli amici della mountain bike Lucaling. Effettivamente non mi sono dato molto da fare per pubblicizzare la mia iniziativa, ma ero quasi più propenso a farla da solo, come un cane sciolto, però ho pensato che avere un compagno di viaggio non fosse una cattiva idea.
Ecco, molto telegraficamente, i tempi ed i momenti salienti del nostro giro molto ampio dell'arco della Lessinia.
Verso le 7.30 scarse Lucaling parte da Verona, mentre io alle 8 in punto scendo da Monte Comun: ci incrociamo poco sopra Stallavena, cioè a Crusi (290 m slm), dove per me si comincia a pedalare.
Lucaling ha già la gamba calda, mentre il mio corpo è ancora dormiente, tanto è vero che non riesco ad arrivare a 150 battiti sui primi tornanti verso Alcenago.
Il percorso vede come prima salita proprio la Chiesa di Alcenago, susseguita dalla salita ripida verso Casette di Alcenago - prima salita della Granfondo del Pandoro 2010 - a seguire l'abitato di Coda che resta alla nostra destra, il superamento della cava franata prima di Sengie, poi Fiamene.
Lo sterrato verso Crosa di Schioppo è un must essendo in mountain bike, poi Verdevalle e subito ci imbattiamo nella prima incognita, cioè una variante sterrata sotto Sant'Anna d'Alfaedo che ci fa risalire dal crinale che porta alla chiesa in paese, dove riempiamo le borracce già prosciugate dopo la prima ora in bici.
Arriviamo a Fosse con qualche minima variazione su sterrato, tanto per non sentirsi troppo bitumari. Qui il tempo di un twit su Twitter e attacco diretto della salita verso Martellengo.
In barba al divieto di transito per le biciclette da Bivio Tommasi fino a Col di Pealda Bassa, confidiamo sul fatto che le nostre sono bici appositamente pensate per fondi accidentati e pericolosi e continuiamo rapidamente verso quest'ultimo. Per Luca questa è la prima volta verso il Corno d'Aquilio, ma avendo pedalato un paio di settimane fa proprio la Lessinia Bike, tutto il comprensorio gli è assolutamente familiare.
A Col di Pealda Bassa termina il divieto di transito per le biciclette e comincia quello per i veicoli a motore. Non è un più un problema nostro: la Scalona è leggera si, ma il motore non ce l'ha.
Deviamo ad ovest verso la Croce del Corno: arrivati alla fine della carrabile, è giunto il momento di sgonfiare un po' i tubeless della Scalona gonfiati a 4 atmosfere e dopo la profonda duna, ci ritroviamo entrambi col padellino a salire il single track che porta alla croce. Purtroppo qualche pezzettino necessita di spingere a piedi, ma non è un problema, visto che la meta è lì davanti a noi.
Alla croce scattiamo alcune foto ed ammiriamo di tutto un po': l'intera Valdadige, il basso Lago di Garda, tutto il Baldo, il Pastello e tutta la Lessinia occidentale. Peccato che la vista verso l'orizzonte sia rovinata dalla foschia in Valpadana.
Lucaling si lamenta del fatto che la sua posteriore si sta sgonfiando e cominciamo a pomparci dentro un po' di aria, ritorniamo al Col di Pealda Bassa, dove abbandoniamo l'idea di scendere fino a Sega di Ala, così aggiriamo il Cornetto e giù a Passo Fittanze per pausa Cocacola.
Dopo un po' di chiacchere col Michele Dusi, mio compagno di team, si riprende verso Malga Lessinia con Lucaling che fatica a ripartire, ma dopo un po' ingrana la quarta e si alza sui pedali secondo Scuola Ganassa Conteale. "Ho le gambe ed il cuore in risonanza con la pedalata" commenta allegramente il giovinotto, mentre io faccio fatica a stargli a ruota.
Anche buona parte della Translessinia se ne va rapidamente con la padella sempre in canna ed io molto più a mio agio sulla Scalona che sulla Scaletta una settimana fa in notturna.
Si sale al Rifugio Primaneve per sosta di una mezz'oretta per un piatto di pizzoccheri, altra cochetta e caffé. Lucaling approfitta per cambiare la camera della posteriore che continua a perdere lentamente aria.
Dalla cima del Monte Tomba scendiamo dal pratone della Lessinia Legend 2010. Poco sotto ci fermiamo per controllare anche l'anteriore di Luca: anche questa perde purtroppo aria e non rimane che dare una gonfiata, visto che le camere da 26" sono finite.
In fondo al pratone inversione a destra verso il bivio che porta a Bocca di Selva. Poco sotto giriamo a destra percorrendo un tratto di Legend 2011-12 al contrario e sbuchiamo a Maregge.
A Boscochiesanuova ci salutiamo perché il mio tempo a disposizione si sta drasticamente riducendo, così lascio Lucaling in balia della discesa, del caldo verso la Valpantena e Verona e della sua ruota anteriore bucherellata.
Io opto per il rientro su bitume, via Erbezzo, Selvavecchia, Ronconi, Sant'Anna d'Alfaedo e Fiamene. Diventa quasi una corsa contro il tempo, ma riesco a tenere sempre delle buone velocità, anche se non certo quelle che riesco a fare con la bici da corsa con una gamba più fresca, ma il cuore gira sempre bello alto, pertanto vuol dire che il burro dei pizzoccheri non sta ostacolando la mia cavalcata di mezza estate.
Tra Crosa di Schioppo e Fiamene, per la seconda volta di oggi, il taglio obbligatorio su sterrato.
Mi rimane solo la risalita da Fiamene a Monte Comun e decido per la via più breve, ossia il muro al 25% del sentiero E5 che dalla contrada di Saline conduce direttamente sul cocuzzolo. La gamba gira ancora benone, solo che non c'è più il fresco che c'era al Pidocchio, ma il pezzo più ripido lo faccio tutto a colpi col 26/32 o col 26/36, mentre son costretto a spingere a piedi sui sassoni dell'E5, quando si è ormai su a Monte Comun. In questi frangenti mi viene da fantasticare su qualche durissima gara a tappe in MTB, come la Transalp o quell'idea nuova che sta venendo fuori da Simone Scandola ed il suo team...
Purtroppo non ho indicazioni esatte sulla distanza percorsa e sul dislivello, perché il Polar si è finalmente messo a funzionare solo dopo avergli fatto il soft reset proprio al momento della ripartenza dalla croce del Corno.
Dovrebbero essere un totale di 99 km e circa 2400 metri di dislivello, mentre per Lucaling forse un centinaio di metri in più di dislivello, visto che lui si è fatto al mattino la risalita della Valpantena, senza però pedalare i tratti vallonati da Boscochiesanuova fino a Crosa di Schioppo, non dimenticando il rampone finale al GPM di Monte Comun.
Oggi posso dire di essermi ritagliato un pezzo di Lessinia a modo mio, da ovest verso est, qualcosa di facile - tecnicamente parlando - ma assolutamente ostico per la lunghezza e la fatica, qualcosa insomma che mi si sta addicendo sempre più, dopo il terzo anno di Prestigio MTB e tutte le gare marathon ed extreme pedalate proprio nel 2012.
Di Marco Tenuti (del 07/09/2011 @ 22:24:14 in MTB, linkato 3725 volte)
E' una novità della fiera tedesca di Friedrichshafen tenutasi la settimana scorsa il sensore di potenza al pedale, Vector, di Garmin, davvero un passo in avanti per tutti i ciclisti più esigenti in fatto di strumentazione per le loro prestazioni ed i loro allenamenti.
La precisione è elevata, solo che si eliminano complicati mozzi su ruote o guarniture particolari, che constringono spesso ad un aumento spropositato dei costi per la rilevazione della propria prestazione, oltre che essere accessori che impongono alcuni compromessi riguardanti la compatibilità. La disponibilità ci sarà a partire da marzo 2012, mentre il prezzo, ahimè, è assolutamente allineato col resto dei dispositivi di potenza che ci sono sul mercato. Attualmente il prezzo dichiarato è di 1295 Euro...
L'installazione del sensore è semplicissima: basta acquistare il sensore Vector presso il rivenditore di fiducia Garmin, lo si installa sul pedale in un minuto, visto che è compatibile coi più diffusi pedali, ossia i LOOK Keo. Non occorre cambiare alcuna pedivella, ruote o montare complicati sensori di estensione della catena e si può trasferire rapidamente da una bici all'altra. Tra l'altro l'aggiornamento del software è wireless, quindi il tutto si prepara in pochissimo tempo.
Qui sotto è riportato anche il video che si trova nel minisito di Vector.
Di Marco Tenuti (del 23/01/2011 @ 22:21:14 in rally, linkato 1827 volte)
Arrivati a Beausoleil, siamo ospitati all'hotel Peugeot Bellevue, cioè la nostra Peugeot 307 SW viene allestita a mo' di camper, dove sui sedili viene sistemato trasversalmente la coperta ed il sacco a pelo di Enrico, il quale dorme di gusto sull'anteriore, mentre il sottoscritto, dopo aver buttato fuori i sedili removibili della vettura, la borsa e la cassetta dei viveri, sistema alcune coperte ed il sacco a pelo in configurazione letto matrimoniale.
Sarà il Duda a farmi compagnia per la notte intera. La stanchezza e la fatica si fanno sentire non poco, per cui io mi addormento nel giro di qualche minuto, grazie anche al piano di riposo praticamente orizzontale, i rumori di fondo praticamente azzerati, la temperatura ideale dentro il sacco a pelo e la relativa comodità di dormire con una tuta non troppo stringente. Solo uno scalino tra la parte centrale e la parte posteriore del vano della 307 SW ci faranno penare nel corso della notte, ma arriveremo alle 7.30 abbastanza rapidamente, pronti per una giornata un po' meno ricca di emozioni, ma non per questo meno interessante.
Così verso le 9.00 accendiamo i motori e ci avviamo in direzione Monte Carlo, con l'intenzione di fare colazione presso qualche bar o patisserie. Scegliamo un caffé abbastanza frequentato e ci orientiamo per cappuccino e pain au chocolat per tutti, mentre sfogliamo i quotidiani locali, tutti in lingua francese, che danno ampio spazio all'evento monegasco più importante del weekend, senza dubbio il Rallye scritto con la e finale.
Dopo colazione riserviamo ad Enrico l'emozione di fare un giro quasi completo sul circuito di Formula Uno, ovviamente a velocità urbane. Solo un divieto di accesso all'interno del tunnel di impedisce di completare il giro, ma i pezzi più caratteristici li percorriamo più o meno tutti, ossia tutto il rettilineo iniziale, la curva di Santa Devota, la salita di Beau Rivage, la curva di Massenet, la curva del Casinò, le due del Mirabeau, la curva del Loews, la curva del Portier. Saltano però il tunnel, la chicane, la curva del Tabaccaio e tutta la zona delle piscine, che però facciamo a piedi, visto che proprio lì c'è il parco assistenza in via di smobilitazione.
Purtroppo non riusciamo a recuperare il gadget a mio avviso più bello del rally, cioè la targa metallica, e ci tocca farne una ragione. Così andiamo ad incontrare Giandomenico ed altri piloti come Sarrazin e Hanninen, praticamente pronti per salire verso la reggia di Principe Alberto, che li sta aspettando per la cerimonia di premiazione delle ore 11.00.
Davvero molto formale e rigorosa questa procedura, a cui assistiamo fino in fondo, con la banda del Principato a suonare i vari inni, la presenza del Principe, oltre a tutto l'entourage francese del rallismo francese: solo Sebastien Loeb non si è visto in questi giorni!
Per noi non rimane che fare l'ultimo giro in mezzo alle bancarelle, risalutare nuovamente Giandomenico, Mitia, Rudy e Francesca e così ci incamminiamo verso la macchina e prendiamo la via dell'Italia, con circa 500 km da macinare per arrivare alle porte di Verona.
Che dire di questo Monte Carlo: non ci sono più le WRC, come nelle edizioni 2002, 2003, 2005 e 2006, ma le Super2000 non sono assolutamente meno come spettacolo: non avranno la coppia dei motori turbocompressi, ma il sound è sicuramente più pistaiolo. Se poi a condurle sul verglàs monegasco sono i personaggi dell'IRC e non qualche gentleman nostrano, lo spettacolo ci guadagna parecchio.
La formula del rally di Monte Carlo, col ritorno di alcuni passaggi in notturna, come era in tempi immemori, ed il format delle tappe dislocate nel corso della settimana e non durante il weekend, tiene lontana un po' di gente, ma aumenta assolutamente il suo fascino. Enrico mi ha già chiesto se andremo anche l'anno prossimo: la risposta è praticamente si. Evidentemente del Monte Carlo 2011, sia io che mio figlio conserveremo a lungo un bel ricordo.
Di Marco Tenuti (del 18/09/2009 @ 22:20:37 in MTB, linkato 1470 volte)
Oggi non molto intensa atleticamente parlando, ma in pausa pranzo son andato a prendere Enrico da scuola facendomi la salita di Alcenago con un'ottima agilità.
Poi nel pomeriggio breve salto all'Arsenale in centro a Verona a ritirare il pacco gara e il numero della Avesani. Nel pacco ho trovato il kit Berner costituito da salviette, sgrassatore e deossidante, poi pacchetto di pasta fresca e tortellini Avesani, borracciona da 750 ml Berner, una pila di riviste e volantini di altre gare, barretta Isostad, pastinetta minuscola, bottiglietta d'acqua, mezzo chilo di riso La Pila da Isola della Scala. Poi a scelta una bottiglia di Valpolicella o Soave: io ho optato per il Valpolicella, speriamo che il Pezzo non s'offenda...
A ritirare il pettorale non c'era nessuno. Ero quasi emozionato a ritirare il mio primo pacco gara di una GF su strada.
Trovare anche il numero da attaccarsi sulla schiena con le spille da balia, per me è quasi una novità - fino ad ora solo alla Gimondi Bike nel 2007 - perché nelle gran fondo e marathon in MTB c'è solo il numero gigantesco da attaccare sulla bici in formato A6 o A5 e tantoooo fango!
Domani prevista giornata interlocutoria, che dedicherò in parte alla pulizia della bici, perché è sporchissima ancora dall'uscita di martedì col Miglio Campeon do Mundo.
Di Marco Tenuti (del 21/08/2010 @ 22:20:32 in MTB, linkato 7742 volte)
Effettivamente il dubbio a me era venuto ancora quasi due mesi fa, quando dopo tanto tam tam sui "Furti sulla Pissarota" postata sostanzialmente dai blog del Fix e dei Pezzo, non era seguito alcun articolo sui principali quotidiani provinciali.
Avevo provato a chiedere anche a qualche amico "sbirro" per vedere se la cosa aveva qualche riscontro tra le forze dell'ordine, ma anche tra di loro giravano solo voci e nessun fatto reale. E così era cominciata a girarmi l'idea che si trattasse effettivamente di bufala, visto che denunce non ce n'erano, bici sottratte non se ne conoscevano, nè i nomi delle persone derubate.
Nel dubbio più di qualcuno si era dato da fare nello scattare qualche foto al numero di telaio della propria bici di marca, non si sa mai che il numero di telaio possa essere utilizzato per recuperare l'eventuale mezzo sottratto da questa o quella banda di appassionati di bici costosissime.
Ecco che venerdì sul principale quotidiano provinciale L'Arena esce proprio un articolo non firmato, che riprende la questione e formalizza che si tratti a tutti gli effetti di una bufala vera e propria. Se volete leggere l'articolo, cliccate qui sulla foto a lato, dove ho riportato sostanzialmente la fonte, cioè l'articolo pubblicato su L'Arena venerdì 20 agosto 2010.
Possibile che si sia arrivati a tanto semplicemente col passaparola? Non è che col passaparola si sia materializzata la paura da parte di tanti ciclisti più o meno "pseudoprofessionisti" di vedere sparire da un momento all'altro il proprio supermezzo ultraleggero?
L'unico consiglio che io posso dare, dovendo al momento sospendere un giudizio definitivo sulla faccenda, è quello di evitare di fare la Pissarota da soli per più di un motivo. Il primo è quello che se volete fare il tempone sulla Pissarota, forse vale proprio la pena di farlo in compagnia: per tutta la prima parte fino al Confin, la pendenza non è accentuata e le trenate a 30 km/h e oltre sono sempre molto gradite.
Il secondo motivo, forse più tangibile, è che alla fine dello scorso inverno, nel vaio della Pissarota è stato intravisto anche l'orso Dino. Non è che che il nostro conterraneo Dino apprezzi molto di più le Pinarello, le Specialized, le Focus e le Scott al miele di acacia?
Di Marco Tenuti (del 29/01/2012 @ 22:19:55 in MTB, linkato 1717 volte)
Nelle ultime ore la comunità virtuale dei biker è rimasta basita dalla deliberazione della Giunta Regionale del Veneto, in cui ha equiparato la mountain bike alla stregua di qualsiasi altro sport estremo, quando si tratta di stabilire chi debba sostenere i costi per le spese del recupero del ciclista infortunato.
La delibera parla di LUOGHI IMPERVI, quindi è lasciato molto spazio discrezionale, nel bene e nel male.
Anzitutto vi rimando a leggere il testo di questa deliberazione, che io non ho ancora letto nel dettaglio, ma di cui ho letto solo qualche stralcio e qualche pezzo nei commenti della comunità degli appassionati di mountain bike.
Ai fini del presente atto sono considerate attività ricreative ad elevato impegno di soccorso quelle che comportano attività complesse finalizzate al recupero dell’infortunato, prima che lo stesso possa essere sottoposto a trattamenti sanitari, come di seguito individuate:
alpinismo con scalate di roccia o con accesso ai ghiacciai;
scialpinismo;
arrampicata libera;
speleologia;
parapendio e deltaplano, anche a motore;
salti dal trampolino con sci o idrosci;
sci acrobatico;
rafting;
mountain-bike in ambiente impervio;
utilizzo a scopo ricreativo di veicoli a motore fuori strada in ambiente impervio.
Visto che la Regione Veneto ha deciso per una drastica posizione nei confronti della mountain bike - regione che paradossalmente si colloca tra quelle a maggiore dedizione allo sport sia per motivi paesaggistici ed ambientali, ma anche per motivi agonistici, non ultimo il fatto di aver ospitato il Campionato del Mondo Marathon 2011 di Mountain Bike - mi farebbe davvero piacere sapere dalla Regione Veneto quanti sono i soldi spesi negli ultimi anni per recuperare ciclisti in mountain bike che sono dovuti ricorrere alle chiamate di emergenza ed il relativo recupero da parte delle strutture pubbliche o di volontariato.
Ovviamente dopo che la Regione Veneto ci avrà fornito questa cifra di spesa annuale e pluriannuale, non sarebbe male confrontarla con la spesa che la Regione sostiene per le cure medicali per patologie tumorali di fumatori, le spese mediche e riabilitative per traumi da incidenti stradali, le spese mediche per malattie cardiovascolari di pazienti con comprovate abitudini alimentari deprecabili. Si, è vero che nella delibera ci si riferisce solo delle spese sostenute dalla collettività per il recupero ed il soccorso di emergenza in condizioni impervie ed ostili, non delle spese per gli interventi medici e le cure riabilitative. Per carità, la raccomandazione della mamma, "te lo avevo detto di non andare a buttarti giù dalla Marmolada con la bici da downhill", è sempre valida e che il buon senso deve sempre sovrastare a qualsiasi disposizione o norma, però vorrei conoscere qualche numero in più su queste spese.
Considerata questa novità, sarebbe il caso, per tutti i praticanti della mountain bike come il sottoscritto, stipulare un'assicurazione specifica che pensi per me anche in queste spiacevoli situazioni.
Mi volete dire che non dovrei più andare a fare il Sentiero delle Gosse o l'ascesa a Bocca di Selva, tanto per ricordare un paio di percorsi della nostra Lessinia? O semplicemente la Regione Veneto ci sta invitando ad andare più cautamente o addirittura a non prendermi più alcun rischio? Allora ditecelo che dobbiamo rimanere appollaiati sul divano: non è una bella pubblicità per il nostro sport e per le nostre montagne.
Di Marco Tenuti (del 29/12/2012 @ 22:15:39 in MTB, linkato 1237 volte)
Meglio se lo guardate a 720p... lo spettacolo della natura in Lessinia d'inverno...
Guardate cos'hanno fatto questi biker bresciani che si sono presi tutta la giornata per salire da Ala fino a Rifugio Castelberto e tornare giù in fondo a casa.
Di Marco Tenuti (del 20/09/2009 @ 22:15:18 in MTB, linkato 1727 volte)
...eravamo rimasti alla foratura del Radu. Io e Simone continuiamo nel gruppo dove i tira e molla continuano frequentemente, vuoi per una macchina contromano ferma a lato, ma che ingombra la sede stradale, vuoi per qualche isola spartitraffico e poco davanti a noi la caduta, con un concorrente a terra, che si tocca immediatamente il ginocchio dal dolore.
Alla salita di Sega di Cavaion le voci sono che le moto allungheranno e sarà uno sparo di trombini virtuale! La salita si fa tutta ai 30 km/h, che manco me ne accorgo di arrivare in cima. Il pensiero però è continuamente per il Radu: lo abbiamo perso, lo aspettiamo, ce la farà a rientrare?
Arrivati alla rotonda nei pressi di Gaium, un'altra strisciata di ruota posteriore per l'ennesimo spauracchio generale e intanto il Simone è sempre in stretto contatto telefonico con l'ammiraglia, la quale ci informa che il Radu sta rinvenendo ai 40 km/h.
Il ricongiungimento avviene solo a Caprino, quando in lontananza il gruppo ormai sta sfilando e il Radu ce lo ritroviamo più di là che di qua, coi battiti ben oltre 180. Non ci perdiamo d'animo: la triade è ricompattata, l'ammiraglia è pronta ai nostri comandi ed io comincio ad alimentarmi a colpi di barrette, perché la faccenda comincia a farsi seria.
La nostra ascesa verso Spiazzi è un continuo superare altri ciclisti poco più avanti di noi. Ci prendiamo perfino un paio di minuti per una sgrullatina qualche chilometro dopo Pazzon e triboliamo un pelo per superare una corriera di pellegrini in direzione Madonna della Corona: no penso che lo smog el sia molto di beneficio per arrivare su a Novezza!
Bin, bun, bam, se ne va Spiazzi e anche Ferrara di Monte Baldo: non sto a raccontarvi delle pontare che portano al Cavallo di Novezza. Mentre salivamo, avevamo già il nostro da fare a raccontarle agli "stranieri" che correvano per la prima volta la GF Avesani.
A Rifugio Novezza il Radu mi precede di una quindicina di metri, mentre Simone segue ad una cinquantina di metri, solo che c'è lì il pezzo al 19%, su cui c'è poco da scherzare. Arrivati quasi in cima al controllo del chip, io e il Radu ci ricongiungiamo e tac, come dei veri compagni di merende, ci scappa il principio di crampo!
Simone lo recuperiamo di lì a poco, si mangia una crostatina e da lì in poi comincia la discesa MotoGP! Non ghe ne par nessuno! In discesa dal Baldo fino giù ad Avio superiamo il mondo. Sul pezzo pianeggiante il Radu taglia l'aria come Cancellara e imposta l'andatura per una buona decina di chilometri. Dopo un po' di tornanti Simone si mette davanti, il Radu appena dietro ed io chiudo il trenino sempre pronti a rilanciare dopo ogni tornante e si arriva ad Avio con un bel po' di gente ai lati della strada a guardare.
Il pezzo da Avio a Peri sembra invece non finire mai: abbiamo il nostro bel da fare a controllare il crampetto, ma io con un po' di stretching riesco a scacciare il malanno, che non mi si presenterà più per i 70 chilometri che mi separano dall'arrivo. Per il Radu invece il tormento se lo porterà fino in Piazza Bra: effettivamente lo sforzo esagerato dai Balconi a Caprino comincia a farsi sentire sempre di più. L'ammiraglia Focus, guidata dal Fabio e assistente di gara il Pidu, è sempre prontissima a rifornire qualsiasi cosa: è tutto un passare di borracce, barrette, crostatine, manicotti, cocacole, spolverini, ciucciotti e ogni bene di prima necessità. Senza di loro le cose sarebbero state sicuramente più impegnative, ma grazie al loro appoggio tutto è stato molto più semplice e per questo bisogna darne atto.
Oltre alla nostra ammiraglia Focus, anche l'ammiraglia Cicli Tagliaro continua a scambiarci e a chiedere se tutto procede bene. Per loro un bel po' di lavoro a riparare e montare ruote forate, lungo il percorso.
La salita della Peri-Fosse è per il Radu l'inizio del suo calvario. Il tempo di 41' diventa subito un miraggio, perché il suo cuoricino non vuol più saperne di battere oltre 150-155 e quindi io e Simone, gregari di giornata, tiriamo i remi in barca e attacchiamo la salita con un ritmo leggermente superiore al suo. Per me la salita è fatta quasi tutta col 39/25, qualche pezzo col 39/23 e il pezzo duro lo affronto col dovuto rispetto col 39/27, ma i crampi non riaffiorano e la spinta è sempre bella vigorosa.
Al cartello di legno appena dopo il pezzo duro affondo un po' nei pedali per andare a strappare un tempo decoroso sulla cronoscalata e allo scollinamento di Fosse un sorriso esagerato di Elisa ed Alice mi premia della fatica dell'allungo! Mi fermo immediatamente al ristoro, dove mi scolo subito 3 bicchieri di te e una crostatina, in attesa di Simone e del Radu.
Il gruppo è nuovamente ricompattato e adesso il Radu controlla la "gara" chiedendo opportune variazioni di ritmo e cerchiamo di organizzare le nostre forze anche sfruttando quelle dei tanti atleti che vanno più o meno come noi.
Se ne va così l'abitato dei Ronconi, poi Selvavecchia e ad Erbezzo fine delle fatiche di giornata. La discesa la facciamo bella allegra con Simone che allunga molto bene grazie anche alla sua Cosmic Carbon sul posteriore, mentre io viaggio sempre bello pimpante senza problemi di sorta. Poco sopra l'abitato del Corso prendo io il comando del gruppetto e faccio io le traiettorie fino ai Bellori mostrando a tutti la mia carta d'identità e ripetendo spesso il mio titolo di Brigante de Senago.
Il trenino segue in scia e spero da subito in una collaborazione, ma dai Bellori fino a Grezzana, su quindici siamo solo in tre, io, Simone ed uno del team Berner con una Trek 2009 da paura, così ci scazziamo e l'andatura cala drasticamente. Per fortuna salta fuori un amico di qualcuno che ci scorta all'Esselunga di via Fincato, senza che vi dica come...
A Porta Vescovo nessuno ha voglia di scappare via all'attacco delle Torricelle: tutti sono stufi morti e qualcuno che potrebbe anche andar via, pensa piuttosto a portare in fondo il compagno moribondo, che invece alla vanagloria. Per un attimo un flash quando ci supera una moto, pardon, uno del percorso lungo che veniva su come una moto, ma lo spauracchio non crea scompiglio nel nostro gruppetto di quindici perché tutti gridano: "E' uno del lungo!"
In cima alle Torricelle comincia un po' di bagarre, ma niente di che. Ormai al Ponte della Vittoria si fa vedere anche il Radu quasi davanti al gruppo e mi viene da subito in mente ecco Boasson Hagen che tira la volata a Cavendish (che sarea mi solo per la marca della bici stessa).
Nessuna reazione del gruppo: ai 200 metri butto giù un paio di denti e vado a conquistarmi il premio di "Ganassa di giornata" aggiudicandomi la volata dei poveri, con Mister Trek Berner che mi grida dietro per la vigliaccata!
A fine gara quattro ciaccole col Magalini, il Bosca (arrivato quinto assoluto sul lungo), e giunge pure l'SMS del Miglio (terzo assoluto sul medio).
Delusione al pastaparty, perché i tortellini Avesani sono finiti e ci son solo maccheroncini all'uovo: questa volta avì fatto voialtri organizzatori la figura del tortelin!
In generale posso dire che la mia prima esperienza di una gran fondo su strada è senza dubbio positiva: tutta un'altra cosa rispetto alla gare in MTB, dove a mio avviso si è a tutta dall'inizio alla fine. Qui su strada le fasi interlocutorie a volte sono interminabili e il giochetto del cambiarsi per tirare non è il massimo della vita. Per fortuna che c'è di tanto in tanto la discesa stile MotoGP a ravvivare l'effetto adrenalina, ma a forca sbloccata con la Scale è tutta un'altra cosa!
La prestazione dovrebbe vedere il sottoscritto 82esimo assoluto, Simone 84esimo, mentre il Radu 86esimo, col beneficio del dubbio. Il tempo totale dovrebbe essere sulle 5 ore e 49 primi, con la consapevolezza che una buona decina di minuti l'abbiamo lasciata sul campo per l'inconveniente occorso molto presto alla mattina, ma tant'è! Le gare sono fatte anche così: da come si erano messe le previsioni meteo durante la settimana, ringraziamo lassù per la splendida giornata che abbiamo trovato per il nostro debutto stradistico.
Adesso il dubbio è se chiudere l'anno con la GF Avesani o se presentarsi alla GF Benini ad Avesa. Mal che va, c'è sempre la GF del Pandoro al 20 dicembre!
Adesso passo e chiudo, perché il cardio dice 4998 kcal, 160 km pedalati, quindi potete concludere che son cotto come un'aoletta del basso lago.
Se provate a cercare un qualsiasi sito di scommesse al di fuori dei confini italiani, probabilmente incapperete in un blocco imposto dalla AAMS - ossia l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato - perché il sito non è autorizzato a praticare e ricevere scommesse secondo la regolamentazione vigente in Italia.
Peccato che se io voglio andare sul sito di betfair.com - uno dei più grossi siti di scommesse in Europa, tanto da vedere la pubblicità a rotazione nelle principali partite di calcio europeo - semplicemente per vedere a quanto sono quotate determinate scommesse, probabilmente verrete rediretti sul sito di blocco di AAMS.
Tutto questo succede perché l'AAMS obbliga i principali provider italiani a modificare i loro DNS, in modo che durante la normale navigazione il vostro computer non risolva il dominio in questione nel numero IP giusto dove si trova il server, ma venga risolto verso un sito speciale dell'AAMS, che ha il semplice scopo di allertarvi del fatto che tale azienda - in questo caso Betfair - non è autorizzata ad operare in Italia. Il messaggio per la precisione è questo:
In applicazione del decreto dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 2 gennaio 2007, disciplinante la rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, con il quale è stata data attuazione all'art. 1, comma 50, della Legge 27 dicembre 2006, n° 296, il sito richiesto non è raggiungibile poiché sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia.
L'elenco degli operatori autorizzati al gioco telematico è disponibile sul sito istituzionale www.aams.gov.it.
Ora, a voler pensar bene, possiamo considerare ragionevole il fatto che l'AAMS voglia bloccare tali siti, perché contengono anche scommesse illegali in Italia, assieme a quelle legali, per le quali potrebbero operare senza problemi.
A pensar male, invece, potrebbe essere la lobby degli "autorizzati italiani" che spinge fortemente sull'amministrazione, per far fuori la concorrenza straniera, probabilmente meglio organizzata.
Rimane il fatto che viene violato un principio sacrosanto, cioè quello che viene limitata la libertà di consultare un sito straniero. Se io volessi sapere semplicemente a quanto viene quotata la vittoria di Alberto Contador al Tour de France 2011 su Betfair.com, come posso fare? Non lo posso fare! Pertanto se la quota indicata da Betfair.com è superiore a quella offerta da Bwin, probabilmente non lo saprò mai e sarò più o meno costretto a conoscere una parziale verità: insomma, un classico esempio di CENSURA, che porta ad una forte limitazione della libera concorrenza e del libero mercato.
L'Amministrazione Autonoma opera pertanto attraverso questa modalità: impone la restrizione all'accesso e alla consultazione di determinati siti, perché si presuppone che l'accesso e la consultazione di tali siti sia equiparabile al fatto che si scommetta e che quindi tali azioni violino la regolamentazione italiana.
Per fortuna, però, che le moderne tecnologie sono sempre fatte meglio di quello che il normatore cerca di costringere: basta semplicemente, al momento, cambiare i propri DNS secondo le istruzioni che trovate qui:
Seguono anche suggerimenti più accurati diversi rispetto a quello di cambiare semplicemente il DNS. Se non volete comunque imbattervi in tutto questo, potete sempre "intuire" il sito non autorizzato, sfruttando l'anteprima di Google, che ottenete se vi collocate sopra la lente di ingrandimento a fianco di ogni risultato di ricerca.
Vi consiglio comunque di consultare il link: trovate ulteriori dettagli in merito alla questione: buona lettura!
Di Marco Tenuti (del 24/09/2010 @ 22:13:06 in MTB, linkato 1578 volte)
Su Facebook ho trovato che qualcuno ha postato il video di Natale Reboldi appena pubblicato su YouTube il suo video e così vi mostro cosa mi aspetta domenica alla Gimondi Bike.
Tutto nuovo il front-end web based dei Network Attached Storage (NAS) di casa QNAP. Stasera ho aggiornato il firmware del mio dispositivo e mi sono ritrovato uno stile grafico completamente rifondato, quantomeno per le schermate introduttive.
In realtà le pagine di amministrazione sono le medesime, mentre quelle di Download Station hanno tutte un layout grafico rinnovato.
Adesso mi avvicino un po' meglio alla ricerca delle novità, sperando di trovarci Airprint funzionante per tutte le stampanti collegate alle porte USB...
Di Marco Tenuti (del 02/08/2013 @ 22:11:11 in MTB, linkato 1902 volte)
Nuova grande opportunità offerta ai biker della Valpantena - e non solo - quella a disposizione da qualche giorno nella nostra vallata. Il bike park di Praole, dopo il tratto a pendenza variabile, ma mai proibitiva, che lo caratterizza da Lugo e precisamente da località Pernisa fino in paese a Praole, un asfalto a volte scomposto fino ad arrivare ad essere uno sterrato ghiaioso che allontana le bici da strada, presenta una novità nel tratto dove si può un attimo mollare la tensione alla presa motrice.
Nel tratto tra Praole e località Brutta Busa - cioè dove si arriva in prossimità della curva Polenta e Salame per intenderci - una nuova installazione consente di praticare anche l'MTB sleeping, una novità assoluta per l'Italia. Grazie ad un divano in finta pella color panna, si può scendere dalla bici e coricarsi per godere un po' di fresco all'ombra e far riposare le maglie della catena in tiro da una buona ventina di minuti.
Eccomi all'opera in questa azione ristoratrice dell'equilibrio psicofisico, mio e della bici.
Praole vi aspetta presso il suo bike part appena aggiornato!
forcellini integrati in carbonio SCDS con flangiatura in alluminio per il deragliatore
movimento integrato PressFit GXP BB-PF86
fermacavi integrati in carbonio
supporto deragliatore anteriore in carbonio
gruppo completo SRAM RED con guarnitura da 172,5 mm, corone 50/34 e cassetta 11/26
Fulcrum Racing Zero per copertoncino
Selle Italia SLR Kit Carbon Flow
pipa Ritchey WCS 4-Axis colore wetblack
curva Ritchey WCS Logic II colore wetblack
portaborraccia in carbonio 991
pedali Look Keo Titanium edizione Pinarello
ciclocomputer Polar CS200 con contapedalate
Il peso finale è di 6750 grammi, stando alla misurazione del negozio, solo che non l'ho visto coi miei occhi, cosa che mi riservo di fare nei prossimi giorni.
Vi invito pure a fare un confronto estetico con la Scott Addict R2 2010, disponibile anche come bici completa, però non dotata di reggisella integrato, andando a questo indirizzo, all'interno del sito della Scott.
Di Marco Tenuti (del 18/01/2010 @ 22:04:04 in MTB, linkato 1274 volte)
Passato quasi in sordina come evento, quantomeno sul mio blog, l'arrivo della Addict '10 ha caratterizzato gli ultimi giorni del sottoscritto. Questo weekend è stato una quattro giorni tutta all'insegna della strada, già a cominciare da venerdì nel primo pomeriggio, quando son andato a farla vedere al compagno di merende, il quale mi ha riservato la consueta accoglienza coi fiocchi, cioè caffé e biscotti.
Sabato mattina ero impossibilitato causa attività boscaiola, ma nel pomeriggio l'uscita era assicurata con l'Orlando, con un vai e vieni da Quinto fino alla Costadoro di Bardolino.
Domenica mattina infine il debutto in società, con la classica uscita col team Turnover, cioè un vai e vegni sempre da Grezzana fino a Bardolino, con le salite del Flover e del Pigno, come leit-motiv della giornata.
Oggi pomeriggio invece una sgranchita di gambe sempre fino alla Pieve di Colognola ai Colli e consueto caffé con biscotto al cioccolato. Un totale di 243 km che ha consentito di apprezzare solo parzialmente la novità rappresentata dalla mia nuova bici da strada.
Anzitutto l'impressione di rigidità è assoluta, dopo che avevo avuto modo di provare nei primi giorni di ottobre la Pinarello Dogma montata col cambio elettronico DuraAce Di2. La Addict 2010 si conferma solida e compatta tanto quanto la bici col telaio asimmetrico di casa Pinarello. Non ho ancora avvertito i fastidii avvertiti da qualcuno al riguardo della Addict, cioè del fatto che un telaio così estremo e troppo racing sia tanto rigido da stancare dopo ore che si è in sella.
Altra novità per il sottoscritto, non lo sarà affatto per tantissimi di voi che passate a leggere in questo blog, è il fatto che non ci siano più fili davanti a pipa e curva: il Shimano 105 di cui era equipaggiata la mia precedente Scott Speedster invece li aveva e il colpo d'occhio è sicuramente migliore.
Altro cambiamento è la larghezza del manubrio: il precedente Ritchey Comp era 44 cm (esterno-esterno), mentre quello nuovo è un Ritchey WCS da 42 cm. In teoria un manubrio leggermente più stretto dovrebbe innescare una maggiore nervosità della bici, ma non l'ho affatto avvertita. A dire il vero anche la Dogma che avevo provato aveva il manubrio da 42 cm e devo dire che se ne avvantaggia alla grande la posizione in bici, grazie alle braccia più compatte, il corpo un pelo più raccolto e meno esposto all'aria in velocità.
Per quelle poche salitelle che ho affrontato, i 1630 grammi in meno si sentono tutti, anche all'atto del rilancio, ma non vorrei soffermarmi su questo particolare, visto che sono ancora decisamente sovrappeso, rispetto al peso forma. Inutile, quindi, fare qualsiasi considerazione di questo tipo. La faremo più avanti nella stagione, appena si comincerà a fare sul serio su qualche salita degna di tale nome.
Il gruppo completo dello SRAM RED è molto buono. Ero rimasto positivamente sorpreso da un DuraAce 7800 provato tre mesi fa su una Mr.Gud, per la scorrevolezza dei fili e la precisione della cambiata. Il mio Red l'ho trovato un pelo più duro nell'attuazione e non altrettanto preciso, ma devo assolutamente farci la mano, visto che la leva è unica ed il comando è pure unico. Sicuramente un riallineamento dopo i primi 1000 km di pedalate ci vuole sicuramente.
La nuova sella scelta per la Addict, una Selle Italia SLR Kit Carbon Flow, è una bomba, meglio anche della SLR base che ho sulla Scale. Devo ancora provarla su un'uscita di oltre 4 ore per dare compiutamente un giudizio, ma fino ad ora perfetta.
Infine la questione estetica, che forse è quella quasi più importante, quando si sceglie una bici top di gamma. La mia Addict R2 2010 si distacca dai classici colori Scott, cioè giallo e nero, ma accentua parecchio la tendenza al rosso di sempre più marchi. Così come l'ho configurata e realizzata è sublime a mio avviso. Cattiva e racing a più non posso. Buona anche l'impressione estetica del fuori sella nonostante si tratti di un telaio S, cioè da 53 cm: grazie al mio cavallo "alto", la bici sembra abbastanza slanciata e gradevole alla vista e quindi il reggisella integrato fa la sua porca figura.
Più di qualche amico invoca già le ruote ad alto profilo, ma inviterei tutti a moderarsi, che c'è tempo per tutto...
Di Marco Tenuti (del 23/01/2010 @ 22:00:35 in MTB, linkato 1694 volte)
Prendo volentieri il testimone della cronaca della mattinata dal blog dell'Anonimo per continuare con quella del pomeriggio, visto che la star di giornata è più che mai l'Orlando.
Dopo aver condotto il gruppetto sulle nevi della Translessinia, si lancia in una cronodiscesa da San Giorgio fino a Romagnano in 25' e arriva alla gelateria Ciao verso le 14.20, pronto per l'appuntamento col sottoscritto.
Oggi il Paolo mi conduce su un percorso in buona parte inedito per me: penso che ora della fine ci saranno almeno 5-6 km assolutamente inesplorati dalla mia Scale.
Si comincia subito dalle scuole medie di Grezzana su uno sterratino molto pedalabile, che presenta solo un piccolo guado, più che sufficiente per sporcare subito la mia Scale, più linda che mai, dopo qualcosa come 10 giorni di stop assoluto.
Arrivati alla contrada Cavolo si raggiungono i Casotti tutti su asfalto e solo dai Casotti si comincia a fare sul serio. Dopo aver aggirato le proprietà Signorini ai Casotti, ci butta a capofitto verso Salvalaio di Alcenago, nonostante i miei timori di fango e sassi smossi. Indosso infatti l'ultima divisa ricevuta dal team, quella che Paolo chiama la "divisa del Gabibbo" e l'ultima delle mie intenzioni è di sporcarla...
Per mia fortuna l'antivento messo sopra il giubbino invernale lo protegge totalmente da qualsiasi macchia e spruzzo di fango. Così arriviamo ad Alcenago che le bici son "nefande", ma il divertimento e la guida sono stati al massimo livello.
L'attraversamento di Vigo è fatto su asfalto, ma decidiamo che è l'ora di fare sul serio col fango e ce ne andiamo a cercare un po' di quello speciale in località Saline, dove guadiamo sia acqua che ghiaccio e scavalchiamo la parte alta del vaio di Reolto e raggiungiamo così la lunghissima carrareccia delle cave di Coda di Alcenago. Era da bambino che non ci tornavo!
Breve, ma tosta strada cementata di porta in cima a Coda e poi breve trasferimento su asfalto verso il GPM di giornata, cioè prima il capitello di Fiamene e poi la sella di Fiamene stesso, dove svoltiamo a destra per attraversare la boscaglia alpina del Monte Nuvola, altro posto dove non passavo da tempi immemori e sicuramente la mia prima volta in assoluto in MTB.
La vista dell'alta Valpantena dalla costa orientale del Monte Nuvola è a dir poco esagerata: io mi fermo qualche secondo a contemplare, ma la temperatura è decisamente rigida e bisogna andare.
Una serpentina in discesa ci fa abbassare rapidamente di quota e arriviamo alle case isolate dei Fratoni, con deviazione a sinistra verso i Saletti, che ci ritroviamo praticamente sotto a Giare. Guadiamo per ben due volte il corso d'acqua e poi la lunghissima pedalata in direzione sud mi fa scorgere altri stupendi quadretti dell'Alta Valpantena. Qua comincio a pensare che bisogna battezzare al più presto la cosa con qualche altro nome suggestivo, tipo "Valpantena Overland", ma non corriamo troppo.
Estraggo il telefono e scatto una foto di pessima qualità puntandolo verso l'altro versante della vallata, dove si vede chiaramente il tornantone della provinciale che collega Lugo al Corso. Da qui la differenza di altitudine è spaventosa: saremo almeno 250 metri al di sopra dell'oggetto della foto!
Il tempo di spartire la barretta alla mela verde col Paolo e poi "avanti col pezzo"! Si ritorna in picchiata verso la cava di mio suocero, cioè cava del Boarol, dove ricordo a tutti giace la mia Graziella Carbon Grandis, e poi giù per l'ultimo pezzo forte di giornata, cioè il canyon del Boarol, appunto.
Lungo circa 40 metri, largo circa 4 metri e alto 5-6 metri, non è completamente praticabile con le nostre front, ma se avessimo una buona freeride, penso che non ci sarebbero grossissimi problemi a scenderla tutta in sella fino in fondo!
Dopo alcuni altri gradini impraticabili, arriviamo alla Chiesa di Lugo in pochi minuti e anche oggi portiamo a casa un giro eccellente, dove io ho provato un sacco di pezzi nuovi, che non avevo mai provato prima. Il buon Paolo manderà la traccia GPS quanto prima.
Il trasferimento finale da Lugo fino a Quinto prevede una brevissima sosta in Turnover per gli ultimi aggiornamenti e sera è già ormai.
Ringrazio il Paolo per l'ottima escursione: direi che adesso non mi manca più nulla delle zone alcenaghesi in MTB, ma mai dire mai!
Di Marco Tenuti (del 03/10/2010 @ 21:57:16 in MTB, linkato 1424 volte)
Cliccate la foto qui sotto per andare alla gallery del 20° Trofeo Benini Auto, la Mediofondo Benini, la Gran Fondo d'Autunno, la Bruno Benini Deus Ex Machina Competitio, tutto quello che volete...
L'Anonimo Turnover scatta parecchie foto nel pregara e nel postgara, dove i momenti di convivialità e divertimento sono stati davvero belli e familiari per tutto il movimento della MTB veronese.
Di Marco Tenuti (del 01/05/2012 @ 21:54:40 in MTB, linkato 1451 volte)
Eccomi puntuale con la mia cronaca della mia partecipazione alla Hubi Hard Marathon 2012, primo marathon della stagione 2012 secondo il mio calendario per conseguire anche quest'anno il Prestigio MTB 2012.
Stamattina la sveglia è alle 8.15 e fuori piove
Colazione presso il B&B a base di tè caldo e crostata alla marmellata, assieme a tutta la mia famiglia, a Franceschino e la sua morosa.
Per fortuna che alle 8.45 smette e ci prepariamo per andare in griglia. La cosa simpatica è che ci fanno partire in mezzo ad un campo impantanato per 50 metri e poi tutti su asfalto per 5 km. Malfer e l'altra speaker, quella con cui Malfer è spesso in giro, gira col tacco 12 per il campo infangato, ma ci annunciano che hanno tagliato il fango di Mangano e quasi 10 km di gara. Olè, le cose oggi potrebbero essere più facili del dovuto...
Si parte sotto un cielo plumbeo, ma pare tenere e quindi 3, 2, 1 via. Io parto dalla griglia d'onore e dopo 3 km sono ancora in culo agli Elite, dopo aver allungato ai 45 km/h per stare alla loro ruota. Peccato che le moto testa della gara si tirino via all'attacco della prima salita al 10%, così Celestino, Vastaranta & C. se ne vanno all'arrivo senza salutare.
Io mi avvantaggio su Franceschino per essere partito nella griglia prima della sua, così salgo un pelo più piano e vengo ripreso all'entrata del paese di Roppolo, dove c'è la mia famiglia a salutarmi. Approfitto per liberarmi dei gambalotti negli incitamenti di Enrico, Alice, Elisa (e Tommaso).
Dopo 3-4 km Franceschino non è più con me. Dopo un altro chilometro mi rendo conto che non sta più rivenendo e da allora vado col mio ritmo ganassa, sempre a limitatore e qualche volta un pelo oltre. Apprendo solo a fine gara che el "slongaion da Mizzago", come lo ha ribattezzato un nostro compagno di squadra, ha deciso di ritirarsi, perché non riusciva a stare in sella causa testicolo nerissimo per la botta presa venerdì o sabato, quando ha avuto il problema coi vecchi/nuovi pedali.
La gara è bella: non ci sono praticamente mai rampe impossibili. Dopo circa 15 km dalla partenza si entra in un single track INFINITO da sbogolo in salita. Anche la lunga discesa che faremo al ritorno sarà spesso un single track spettacolare. Niente da dire: il percorso è molto bello. Asfalto praticamente non ce n'è, a parte il lancio iniziale. Peccato che il percorso sia stato flagellato dall'acqua caduta nelle ultime 48 ore. Fango ovunque, tanto fango, pozzanghere grandissime, roba da tirare fuori i braccioli e nuotare. Per fortuna che non è il fango da Divinus, per cui siamo abbastanza irriconoscibili, ma i deragliatori non si impastano mai.
Cosa molto simpatica, al km 35, un addetto dell'organizzazione è pronto con canna dell'acqua a lavare il tutto e bomboletta dell'olio. La Scalona in 10 secondi torna come nuova (per 100 metri). Infatti si entra subito in un acquitrino fangoso, dove mancano solo le rane e le anguille.
Tutto fila liscio fino al km 45, quando si mette a piovere, prima leggermente e poi copiosamente. Poi su un single track infinito pieno di gibbosità, mi si inchioda il deragliatore anteriore su un cambio veloce dalla padella alla piccola. Non faccio su la catena attorno al telaio, però se ne vanno almeno 5 minuti per tentare di sbrogliare la situazione, quando una bella pacca risolutiva sul deraglio sblocca tutto e si riparte a tutta.
Mi avranno superato una decina di concorrenti in quella sosta, ma almeno 3-4 li riprendo quasi subito. Da lì in poi si arriva all'arrivo sperando di non avere altri problemi. Gli occhiali sono praticamente inutili, sporchi all'inverosimile. Ad un certo punto si attraversa finalmente l'abitato di Roppolo, segno che da lì all'arrivo mancano solo 4 km e 100 metri di dislivello in discesa. Faccio tutti quei chilometri da solo.
All'arrivo c'è Franceschino già lavato e stirato, che mi scatta alcune foto in cui sono in uno stato indecente per il fango. Le vedrete a breve. Tutte le classifiche le trovate qui: per me
89° assoluto e 16° di M2 su 285 arrivati sul Marathon, ma a giudicare dai pettorali dovevamo essere almeno in 4-500 sul percorso lungo della gara. Arrivo a meno di un'ora dal vincitore, Botero Salazar, a seguire nella classifica generale 2° Braidot, 3° Vastaranta, 4° Schweiggl, 5° Medvedev.
Il mio ciclocomputer dice 65,8 km totali, non 62 km come preventivato, ma "solo" 1145 metri di dislivello. Effettivamente tutte le gibbosità degli innumerevoli single track non sono scartate, ma ghe n'era da imbriagarse, fidatevi.
Posso ritenermi soddisfatto della prestazione in condizioni critiche. Anche la Scalona ha fatto la brava, a parte quell'ennesimo inchiodo del deraglio, fatto in un momento in cui cominciavo ad essere bello cotto. Ah pastiglie dei freni praticamente finite... dopo faccio un ordine sulla baia di pastiglie nuove Magura.
Con queste quattro stelle pesanti, passo a 9 stelle PRESTIGE 2012, avanti tutta.
Di Marco Tenuti (del 19/09/2010 @ 21:51:20 in MTB, linkato 1225 volte)
Io e l'Orlando non possiamo nascondere di non aver avuto un po' di nostalgia per l'Avesani proprio ieri sera quando ci siamo ritrovati a Grezzana per trafficare con la catena nuova della mia Addict. Il Paolo voleva quasi quasi iscriversi al percorso rosso, però 40 Euro son pur sempre 40 Euro, così abbiamo deciso una volta tanto di farla da "portoghesi".
L'appuntamento è per le 7.50 in zona Quinto-Marzana: molto rapidamente ci trasferiamo in direzione Ponte Catena e proseguiamo fino alla rotonda sotto il ponte del Saval in attesa del gruppone del percorso medio, colore verde. Beh, gruppone non proprio: probabilmente circa 120-130 atleti sul percorso da 145 km. Appena passato il grosso degli iscritti ci accodiamo in coda con gli ultimi e cerchiamo di risalire immediamente a centro classifica, onde evitare di spendere troppo nello sfilacciamento della coda. Infatti per riuscire a rientrare nella scia che ti tira avanti senza far fatica, dobbiamo lanciare la bici ai 50 km/h e la media non è di molto inferiore per un bel po' di chilometri. Dobbiamo arrivare almeno dalle parti di Pescantina, perché l'ammiraglia si decida di calare la velocità di crociera da 47-48 km/h ad una più umana velocità sui 37-39 km/h.
Nel gruppo saluto la Francesca Lonardelli e scorgiamo un po' di Turnover del nuovo corso, cioè Betteghella e Baschirotto, che andremo ad affiancare un po' dopo della prima asperità di giornata, che fa probabilmente le prime vittime, cioè la salita di Ragano. Per noi due nessun problema a tenere i 30 km/h costanti fino in cima, tanto che ci ritroviamo abbastanza avanti nel gruppo, da dover ogni tanto indietreggiare. L'Orlando si mette perfino a fare spola tra Baschirotto e Betteghella per le comunicazioni di servizio: gli mancavano solo le borracce da portare da dietro fino al capitano!
Solo che arriviamo a Zuanne talmente presto che non ci pare neppure vero di aver già marciato per 40 km: la media fino a Zuanne, partendo da Quinto, è di 39 km/h! Dopo aver augurato ai nostri due compagni una buona gara su a Novezza, li salutiamo, mettiamo la freccia e cerchiamo di spostarci rapidamente in Valdadige in direzione Peri. Non siamo i soli ad avere questa pensata e dietro di noi si accodano almeno un paio di ciclisti, che tengono la nostra ruota fino alle porte del paese quasi al confine con la provincia autonoma di Trento.
Ai tappeti elettronici di Peri però ci fermiamo per una foto di rito e facciamo qualche considerazione sul tempo impiegato: i più forti del percorso giallo non sono ancora rinvenuti su di noi, così decidiamo di giocarci il vantaggio residuo, salendo al primo tornante e tentare di fare qualche foto decente.
Beh, foto decenti non sono proprio venute, ma passano alcuni dell'Avesani, scorgiamo Mattia Turrina, che salutiamo, mentre il Miglio è già attardato di qualche secondo, ma stringe i denti e prosegue senza salutarci. Con un'ottima gamba passano anche i biker Leo Luca e Alessandro Zanini, che son riusciti a stare col gruppo dei più forti fino a Peri, ma poi pagheranno un po' questo sforzo. Io e Paolo decidiamo pertanto di partire dietro ai primi 150-200 del percorso corto, gruppo che era arrivato compatto fino a Peri. Da dietro non rinviene praticamente più nessuno, mentre noi due, salendo, rinveniamo parecchi corridori, che forse hanno speso già parecchio fino a quel punto. E' così che accompagniamo Alessandro Zanini di Verona Bike fino al tappeto che termina il passaggio della cronoscalata. C'è da dire che io e Paolo ci siamo fermati al primo tornante, ma le stime parlano di una salita fatta in circa 44-45', continuando a chiaccherare con chichessia: una cosa davvero sorprendente per il mio peso non-forma, di 69 kg abbondanti!
A Fosse ci aspettiamo di essere immortalati dagli obiettivi del Papataso ed Anonimo ed invece con stupore, notiamo che non c'è nessuno ad aspettarci, così, dopo aver tentato invano di raggiungerli telefonicamente per sapere dov'erano, non ci rimane che battere in ritirata dentro all'Ombra delle Fosse, dove c'è un bel fighin, di cui si deve essere innamorato almeno un paio di volte il Fit, che serve cappuccino al sottoscritto, caffé normale a Paolo e mezza brioche alla marmellata ciascuno, si insomma, avì capio, abbiamo fatto due metà di una, perché una intera a testa era troppa...
Torniamo fuori e salutiamo l'Alberto e la Elena Grobberio del GC Grezzana. Intanto arriva la bella Laura Bogoni, nostra teammate, e poi finalmente anche alcuni reduci del PFC, cioè l'Anonimo Turnover, il Mario Claps, Diego Bertani ed un suo compagno Bcicli. Quattro ciacole, forse anche cinque e poi richiamo Paolo all'ordine: dobbiamo continuare l'Avesani corta e di chilometri ce ne sono ancora un bel po', anche se quasi tutti in discesa. Se ne vanno così rapidamente gli abitati di Ronconi, Selvavecchia, mentre Erbezzo sfila anche lui senza sosta, superando un sacco di gente attardata col numero giallo.
Le traiettorie dalla cittadina lessina fino a Bellori le impostiamo come ci pare e piace, lanciamo qualche volta le nostre bici ad oltre i 70 km/h, mentre a Lugo ci aspetta un bell'ariotto in senso opposto a quello di marcia. Poco male ci diciamo: a Stallavena abbandoniamo il percorso di gara, cioè la superstrada e torniamo per la provinciale interna. Mi dispiace aver negato la pausa spritz a Paolo al Ciao per le ore 12.00, ma devo andare dai miei a pranzo, così rimetto il 50/14 e corro rapidamente verso casa per una rapida sequenza bilancia-bagno caldo-crema rinfrescante-beverone di recupero muscolare.
Devo dire che oggi ho davvero avuto ottime sensazioni dalla bella cavalcata in coppia col Paolo: le ruote filavano sempre veloci, i rapporti erano sempre giusti e non ho mai fatto la Peri-Fosse così agilmente come oggi. Poi respirare il clima di gara fa sempre bene all'animo e alla testa, così non posso che pensare bene per domenica prossima, quando correrò ad Iseo in compagnia del Maga alla Gimondi Bike. Se solo fossi 3 kg in meno, sarebbe però tutta un'altra cosa...
Di Marco Tenuti (del 18/02/2011 @ 21:50:13 in MTB, linkato 3183 volte)
Stasera son passato in negozio e c'erano un bel po' di mezzi nuovi scaricati dal furgone Sants/Bemmex venuto direttamente da Padova.
Lasciata giù una bici completa Sants da 29 pollici, montata con gruppo completo XT 3x10, forcella rigida Sants e inedite ruote Miche, di cui vedremo di trovarle in rete al più presto per capirne un po' le caratteristiche tecniche.
Io ed il Bosca non abbiamo resistito di prendere in mano la bilancia, la quale ha decretato questi pesi, cioè 10,36 kg per la bici montata senza pedali, 1,24 kg per il telaio nudo, mentre 580 grammi è il peso della forcella Sants conica, un vero primato, perché si allinea sui valori delle blasonate forcelle rigide Niner e DT Swiss XRR470.
Di Marco Tenuti (del 27/01/2014 @ 21:48:26 in OS X, linkato 1270 volte)
Un pezzo di storia informatica, di storia moderna, quello della presentazione di Steve Jobs ed i suoi collaboratori fatta alla Boston Computer Society nel 1984...
Questo contenuto multimediale lo trovate nientepopòdimeno che su Time, lo storico settimanale statiunitense.
Dire "trasloco finito" è una cosa un po' grossa, però diciamo che se n'è andata ormai la settimana di stabilizzazione, nel senso che tutti i mobili sono più o meno sistemati e collocati nella casa, così come anche l'abbigliamento, gli accessori per la casa e tutte le nostre cose personali sono ormai disposte e riusciamo a trovarle se ci servono.
La new entry più importante in famiglia è senza dubbio la lavastoviglie, che viaggia già a pieno ritmo. Anche la lavatrice ci ha dato dentro negli ultimi giorni, mentre la tivù langue abbastanza a causa della mancanza della decoder satellitare, visto che il DVB-T non refa.
Nel corso delle settimane che porteranno verso Natale, oltre a fare l'albero ed il presepe, vedremo di sistemare tutto quanto a dovere.
Riprendono così le attività lavorative e quelle extralavorative consuete, come la redazione del mio blog.
Per tutto il resto la famiglia Marcante, non più di Quinto, ma di Grezzana, vi aspetta e vi accoglie sempre a braccia aperte.
Di Marco Tenuti (del 23/01/2011 @ 21:43:54 in rally, linkato 1232 volte)
Praticamente arrivati sul Col du Turini, veniamo a sapere che Giandomenico piazza la zampata sulla successiva speciale, la Lantosque-Luceram. E' davanti a tutti, come ci si aspetta da un campione come lui, in grado di affrontare i contesti e le situazioni che cambiano. Grande prestazione, Gian!
Sul Turini è praticamente sagra nazionale, ma che dico, mi pare di essere allo stadio. Tutta l'Europa rallistica è più o meno rappresentata: ai lati della larga striscia d'asfalto delimitata da opportuni guardrail, ci sono gli italiani, dall'altra i francesi, ma c'è pieno ovunque di cechi e di portoghesi, venuti a tifare i rispettivi piloti, ossia Kopecky e Magalhaes, anche se quest'ultimo ha terminato il proprio Monte Carlo anzi tempo, a causa di violenta toccata nella prima tappa.
Ci sono anche parecchi belgi, ben organizzati con bandiere, graticole e camper, da quello che abbiamo visto, durante la breve camminata dalla macchina verso il passaggio: anche loro venuti a tifare Slow Freddy, che pare si sia ben acclimatato da qualche anno nell'IRC e sta raccogliendo da un po' anche dei buoni risultati.
Tra le tifoserie tricolori e transalpine pare siano volati parecchi proiettili di neve durante il primo passaggio dei piloti, mentre nel secondo il lancio di palle di neve è indiscriminato e la strada è sempre più piena di neve, che non scioglie certo, vista la temperatura in calo dopo il tramonto del sole ed ormai stabile sui -8°C. Questo è il particolare che sta più a cuore ai piloti: capire quanta neve è stata buttata dagli spettatori sul passo, più che altro per evitare figuracce proprio davanti a qualche migliaio di persone, oltre alle telecamere in diretta su Eurosport.
Infatti è ancora Gardemeister ad esordire con le danze e la gente va in visibilio, quando le Peugeot 207 si immette nel breve rettilineo completamente intraversata! Tra i big c'è chi tiene più giù e chi meno, con Guy Wilks probabilmente il più esuberante da arrivare a toccare col l'angolo posteriore sinistro il guardrail, ma niente di ché.
Sono invece i concorrenti delle retrovie ad esitare e dare quasi più spettacolo. Scene di panico però succedono quando entra la Mitsubishi Lancer Evo IX di Bertelli-Finzi, quasi più veloce degli altri che va a sbattere contro il primo guardrail, si rompe la scatola guida e di rimbalzo finisce pure nel secondo, proprio dove siamo appostati. Per noi un passo indietro, ma è proprio paracarro ancorato da massicci blocchi di cemento ad attutire il colpo e fermare la macchina che ormai aveva perso il grosso della sua velocità. E' proprio uno spettatore a fianco a noi che cade sull'asfalto, picchia la testa e perde pure i sensi.
In pochi secondi succede di tutto, arrivano i commissari di percorso, personale paramedico. Io invece me ne vado a vedere come sta Enrico, che non ce la faceva più a resistere agli otto gradi sotto zero e che si era rifugiato dentro il bar dell'Hotel des Trois Vallées.
Ancora più confusione quando arriva la Citroen DS3 di Daniel Elena, il quale si ferma perfino a salutare il pubblico cercando con le braccia agitate in cielo di aizzare la folla , in barba alla competizione e al pericolo intrinseco di alcuni personaggi poco savi, che si riversano sulla strada. Proprio uno di questi è uno dei fratelli Camponogara, completamente in preda ai fumi dell'alcol, che corre verso la vettura di Elena, ma lo stesso fanno i gendarmi, che lo ammanetteranno poco dopo.
Certo che il freddo è sempre più pungente ed il passaggio della vettura scopa significa finalmente il rompete le righe per tutti e noi ci dirigiamo rapidamente verso la macchina, ci giriamo rapidamente e riusciamo a raggiungere in macchina il passo e a scendere verso Moulinet e Sospel nel senso opposto a quello dei piloti, ora che le strade sono nuovamente aperte al pubblico. Ci vorrà un'ora abbondante per arrivare a Monte Carlo, solo che ci fermeremo a Beausoleil in uno slargo rispetto alla strada principale, per la meritata pausa.
Di Marco Tenuti (del 30/05/2010 @ 21:37:59 in MTB, linkato 1590 volte)
In attesa di un suo commento del lunedì, intanto mi limito a pubblicare il video che lo ritrae al passaggio di Crosa di Schioppo, sopra Fane di Negrar. Sotto una pioggia battente, il Miglio non demorde, opta per il percorso corto e lo va a vincere! Sei sempre el "Campeon do Mundo de noantri"!
Di Marco Tenuti (del 21/08/2011 @ 21:24:47 in MTB, linkato 1897 volte)
Sean Coffey della Ritchey Design ci dà una breve anticipazione del primo set di ruote in carbonio di Ritchey, le Vantage II. Già predisposte per pneumatici tubeless con uno straordinario peso di 1537 grammi, questa nuova coppia per la stagione 2012 presenta una costruzione con telaio in monoscocca di carbonio, mozzi WCS e raggi DT Swiss.
modello nuovo per il 2012
costruzione in carbonio monoscocca (solo due costruttori al mondo usano questo cerchio)
cerchio rinforzato, più leggero e più resistente
mozzi Ritchey WCS, con 6
6 passaggi con 12 punto di ingaggio a microfrizione
Compatibile col sistema dischi freno Shimano
raggi DT
compatibile col liquido Stan's per tubeless
peso di 1537 grammi, decisamente leggero per una ruota da 29er
Di Marco Tenuti (del 21/10/2010 @ 21:23:59 in MTB, linkato 6154 volte)
Era la mia terza gara del 2010, quella dove ho messo via la seconda e la terza stella del Prestigio 2010: mi riferisco al Trofeo Laigueglia MTB.
Dandivale riprende così il passaggio dopo 8 km di gara, prevalentemente pianeggianti, dove abbiamo cercato invano, sia io che Tomas Zandonà, di rientrare sul gruppo di testa della gara, cioè sugli Elite Oscar Lazzaroni e Mirko Celestino, quest'ultimo sia vicecampione europeo che vicecampione mondiale Marathon 2010.
Andate al minuto 1'52" e vedrete il Marcante passare leggiadro come una piuma. Non vi preoccupate: in crisi ci sono andato verso fine gara, quando cominciavo a pagare la stanchezza di un percorso davvero XC. Bella gara, bella dura... se ci andate, montate dei bei pneumatici pieni comunque... parola di Mister Lattice!
Di Marco Tenuti (del 03/08/2009 @ 21:22:28 in MTB, linkato 1184 volte)
Copio e incollo il post del compagno di merende messo su MTB-Forum.
Ciao a tutti,
eccomi qua a raccontare la mia "Vecia Ferovia"; faccio una premessa, sono venuto in quel di Ora solo perché ero stufo di sentire il compagno di merende (ndr, il Marcante) che continuava con sta gara, ma non ero convinto...
Partiamo e subito a tutta: entrati nello sterrato si faceva fatica a vedere quello davanti o quasi; si frenava quando si sentiva inchiodare quello davanti. La gara vera incomincia in quel di Egna, quando si abbandona il tratto sterrato, si parte subito di buona lena e ho sorpassato un bel pò di gente, controllo il cardio che "dice vai tranquillo che tra 10 secondi muori", allora calo un pelettino e sento il Ppower da dietro che mi chiede: "Oh Radu come sito messo?"
Io gli rispondo: "No son a tutta, de più!"
E lui: "Ah manco mal, che calemo un poco?"
E ancora io: "No, no, con quel filo di fiato che mi esce".
Lui allora: "A posto!"
Di questo passo con un buon gregario a scandire il ritmo (un mio compagno di squadra che mena come un cane) arriviamo abbastanza presto al primo ristoro, bicchiere d'acqua e via.
Dopo la seconda galleria si accendono le prime spie sul cruscotto celebrale, calo un pò e faccio scendere i battiti attorno ai 160, intanto il PPower si fa sotto ciucciando una ruota VIP, quella della Paola Pezzo che ha fatto un po' fatica ad ingranare, ma quando ci ha ripreso, ci ha sverniciato di brutto.
Ad un paio di chilometri dal passo San Lugano mi sembra di aver ripreso un pò di ritmo e dico al "gregario" di aumentare il passo, così scolliniamo e dico "fatta anche questa", invece c'è ancora salita cavoli anche qua fanno il GPM e poi ci mettono salita!
Vabbè, facciamo anche questa, ci lanciamo in discesa e sono lì che ad ogni curva mi aspetto i tanto sospirati scalini prima del torrente. Nei giorni antistanti la gara vari amici che avevano fatto la gara in qualche edizione precedente, mi avevano detto di fare attenzione a questi gradini di non ben definita altezza, si andava dai 20 cm al mezzo metro, in base a chi me lo diceva.
Arrivo in fondo alla discesa e dico tra me e me in buon dialetto: "Son talmente cotto che non me son gnanca accorto dei scalini!" Solo a fine gara mi diranno che li hanno tolti.
Arrivo al prato finale prima dell'ultimo strappo; dico "E' fatta, 500 metri ora arriva lo strappo, questo me lo aspettavo, metto il 27 e su, finita anche questa!"
Di Marco Tenuti (del 06/02/2011 @ 21:14:22 in MTB, linkato 1544 volte)
La settimana scorsa non ho pedalato moltissimo, ricordo solo un'uscita lunedì 24 gennaio, la visita medicosportiva con la sessione sul cicloergometro e la successiva uscitella nella Pissarota col Bosca e Nik Squaranti, solo che il soleo destro, l'ultimo che mi sono leggermente rovinato a fine maggio del 2010, è tornato di nuovo a rompere le scatole.
Così non ci ho pensato due volte a fermarmi immediatamente: nell'ultima decina di giorni stop totale dell'attività ciclistica, adozione della calza elastocompressiva, opportuna scelta di scarpe sportive con tacco abbastanza alto e movimenti lenti nei piccoli trasferimenti a piedi in casa, in bottega e al lavoro.
Nel corso della settimana però l'ormone del ciclista andava in qualche modo placato, forte dell'esito della visita medicosportiva, e così me ne sono andato alcune volte alle Piscine Montebianco, puntando a mantenere quanto più alto possibile il fiato che ho già maturato nel corso degli ultimi due mesi di bici, usando molto la parte superiore del corpo, e cercando di usare il meno possibile invece la parte inferiore.
Mercoledì scorso 50 vaschette da 20 metri, venerdì invece 100 vaschette da 20 metri, tanto per cominciare a riprendere confidenza con l'acqua, guardandomi bene di entrare nelle corsie dove ci sono i fenomeni.
C'è da dire che però che a livello di tecnica natatoria, io sono prossimo a zero, però guardando un po' quello che fanno gli altri, ho cercato nella sessione odierna di migliorare leggermente alcuni movimenti, al fine di cercare una minore resistenza in acqua ed una maggiore velocità di avanzamento, a parità di carico cardiaco e respiratorio.
Stamattina, di buon'ora, quando quasi tutti i ciclisti erano partiti per i loro giri in bici su strada e offroad, son arrivato alle Piscine Montebianco verso le 9.30, dove mi son sparato circa due ore, in cui ho fatto 80 vasche da 25 metri.
Sul tardi c'era un po' di ressa, con momenti in cui si era anche in quattro a spartire la stessa corsia e non c'era tanto da fare i ganassa col mio livello d tecnica... Comunque fermandomi molto poco a recuperare alla fine di ogni corsia, riuscivo a stare sui ritmi dei più veloci, che andavano a velocità doppia della mia, ma pagavano abbastanza a recuperare in fondo ad ogni corsia.
Comunque anche oggi il soleo destro ha dato ottime senzazioni: è migliorato moltissimo e la sensazione di infiammazione o contrattura, in parecchi momenti della giornata pare completamente sparita. Solo verso sera un minimo di fastdio si sente, ma è un po' dovuta all'affaticamento e alle poche centinaia di metri pedalati qua e là, per andare alla macchina, per fare le scale, per andare in garage. Spero con un altro paio di giorni di chiudere definitivamente la questione fino a data da destinarsi...
Probabilmente mercoledì torno a fare il giro dell'isolato in bici - leggete 2-3 giri del percorso notturno di Novaglie - e, forte dei miei 352W, vedrò di non fare troppo il Ganassa.
Di Marco Tenuti (del 10/04/2010 @ 21:09:52 in MTB, linkato 1111 volte)
Oggi il Papataso Fans Club si divide in due gruppi, col primo gruppo impegnato sul tracciato della GF del Durello, mentre il secondo opta per la bici da strada e punta a Passo Fittanze, prendendo un giro davvero largo e badando a fare chilometri, senza voler mai strafare. L'obiettivo conclamato dei partecipanti, in primis il Conte ed il Giando, rimane quello di fare fondo in vista delle future gare marathon ed endurance, per cui conta molto tenere un ritmo medio per parecchio tempo.
A dirla tutta l'idea originale era quella, anche per noi Valpantenesi, di andare in zona Valdalpone per pedalare la GF del Durello, ma venerdì sera il Conte lancia l'idea del tortino e scombussola i piani sia del Marcante che dell'Orlando, così ci ritroviamo a Ponte Catena alle ore 9.00 tutti in bici da strada.
Presenti all'appuntamento il Conte Savoia, il Marcante, il Giando e Damiano. L'Orlando, a venerdì sera fermamente intenzionato ad andare a provare il Durello, rinuncia alla trasferta in Valdalpone per il mal di schiena e ripiega sulla bici da strada, facendosi trovare in leggero ritardo a Ponte Catena e rincorrendoci per tutta la Valpolicella. Alle 9.00 a Ponte Catena c'è anche il tempo di salutare il Mario Claps in sella alla sua Felt 29", mentre l'Anonimo abdica definitivamente, comunicando via SMS che "la foreta stamatina l'ha vinto".
Se ne vanno pertanto Parona, Pedemonte, San Pietro Incariano e a Sant'Ambrogio, svoltiamo a destra prendendo la salita verso Monte. Dopo circa 3 km veniamo raggiunti dalla telefonata dell'Orlando, che sta rinvenendo su di noi ed accusa un ritardo proprio di 3 km, ma grazie ad una sua notevole media ci raggiungerà poco sopra l'abitato di Mazzurega. Per il sottoscritto la salita da Sant'Ambrogio fino a Mazzurega passando in fianco a Monte è una novità assoluta - fino ad ora ero sempre salito dai tornanti sotto Mazzurega - che merita davvero di essere pedalata e, a parte il dente iniziale probabilmente al 10%, poi l'ascesa è assolutamente gradevole e si potrebbe quasi quasi azzardare la padella col 50.
Sfiliamo il passo del Paroletto, poi Breonio ed arriviamo a Fosse sempre con un ritmo assolutamente alla "volemose bene", con un ritmo equivalente per tutti e cinque.
Il Giando riempie l'ennesima borraccia all'Ombra delle Fosse e poi giù a Barozze in direzione Erbezzo. Il Paolo suggerisce però subito un'altra novità assoluta, cioè la variante di Vallene fino a Stifa e noi lo assecondiamo subito, mentre lui - ci parte col racconto di alcune sue vicissitudini universitarie in quel di Padova. La scollinata, sostanzialmente un cappio, se si guarda in pianta la traccia GPS, ci regala 90 metri di dislivello "sora el conto".
Se ne va così Selvavecchia, superiamo continuamente altri ciclisti, ma noi quasi ad Erbezzo mettiamo la freccia a sinistra in direzione Passo Fittanze, dove ci aspetta l'obiettivo di giornata, cioé el "tortin".
Era da ottobre che io nutrivo profonda invidia per il Conte Savoia, l'Orlando e la mia sagoma cartonata, quando se ne erano andati in quota a mangiare l'eccellente tortino che si trova solo alle Fittanze. Così si salgono i 7 km, con un ritmo costante tra 150 e i 158 bpm, solo che ai mille metri, Radio Corsa grida a tutti "1000 metri al tortino" e si passa subito a salire ai 20 e poi a 28 km/h poco prima della baita del passo, col Conte Savoia avanti si e no di una bici rispetto al sottoscritto. Quasi in cima la neve ai lati della strada è ormai sciolta tutta, ma ci fa un po' sentire i Cassani della situazione, in ricognizione sui grandi passi del prossimo Giro d'Italia.
Entriamo immediatamente per controllare nella merendiera la presenza degli strameritati tortini, ma purtroppo scopriamo che se ne sono già andati e ci sono solo crostate artigianali, che blocchiamo immediatamente prima che entri qualche altro avventore.
La proprietaria ci fa sapere che prima è passato un motociclista, che li ha comprati tutti e se li è portati a casa, lasciandoci con la bocca asciutta. Poco male: le fette di crostata erano altrettanto buone, che abbiamo accompagnato chi con cappuccino, chi con la cochetta.
Dopo un'abbondante quarto d'ora di pausa, saliamo subito in sella e ci buttiamo in discesa col Paolo Orlandi a pennellare perfette traiettorie, mentre il Marcante, che sarei io, si scambia ogni tanto in testa al gruppetto e mena con grande soddisfazione il 50/11 fino quasi a Bellori. Arriviamo a Marzana in 40 minuti scarsi, sempre belli allegri e facendo pure i Ganassa da Bellori in poi, risucchiando qualche gruppetto di ciclisti, più o meno come alla Avesani a settembre.
Alla fine del giro portiamo a casa, noi Valpantenesi, 96 km ad una media di poco superiore ai 25 km/h, un dislivello di 1600 metri, ma quello che è sicuramente più importante è che dell'uscita di quasi 4 ore, ho fatto solo 4 minuti fuori soglia, che è davvero un record per un'uscita coi Ganassa del Papataso Fans Club.
Oggi ci siamo davvero VOLUTI BENE, quale miglior allenamento come il lungo di oggi?
Di Marco Tenuti (del 12/09/2009 @ 21:02:59 in MTB, linkato 2038 volte)
Oggi è andata in scena la quinta edizione della Peri-Fosse coi Ghelafemo. Nonostante tutte le nostre aspettative, anche quest'anno l'evento è stato disertato dallo zoccolo duro.
Vale la pena sentire un po' delle scuse messe avanti dal cosiddetto zoccolo duro. Il Righe comunica via SMS: "Se podessi, la pedalarei col T-Max, ma son propio messo mal". La Bissa ancora verso metà settimana cambiava discorso col Pich, mentre la telefonatina del Beppe Canteri from Corbiolo cominciava con una risatina e un discorso del tipo "La bici è da due anni che non la prendo in mano". Insomma i Ghelafemo fanno acqua su tutta la linea, in quanto a FARGHELA come una volta. Per fortuna che l'elenco partenti presentava qualche new entry che merita sicuramente il titolo di uno "CHE GHE LE FA" e quindi la coccarda la assegniamo di diritto per la prova caratteriale, nonché atletica.
Anzitutto io opto per la giornata ad "emissione zero": lascio quindi a casa la macchina e parto alle 14 scarse da Quinto puntando diritto verso Alcenago e poi eventualmente Fosse, sperando in un passaggio.
Infatti, arrivato in quel di Vigo di Alcenago, trovo il dr.Pich che sta caricando la sua Olimpia e quindi approfitto della sua vettura, risparmiando così un po' la gamba per la prestazione sulla Peri-Fosse.
Dopo un breve corsetto di traumatologia sportiva del Pich mentre ci spostiamo in macchina da Alcenago verso le Fosse, arriviamo in piazza della Chiesa che ci aspetta la Daniela, una nuova promessa del ciclismo veronese, che ha cominciato a pedalare a febbraio, si difende già bene e promette benissimo per il futuro.
Verso le 15.05 in tre scendiamo in Valdadige dove contiamo di trovare Ivano, il caposala del pronto soccorso di Negrar. Vuoi che lungo la discesa incrociamo anche Paolo Orlandi che si trova già sul pezzo duro dopo il nono tornante, al quale ricordo di presentarsi in fondo al via. Un saluto anche a Stefano Magalini già ben oltre la metà della salita e anche per lui un arrivederci a domenica prossima, mentre quasi in fondo scorgiamo alcuni del team Focus, uno dei due Tiso.
Purtroppo arrivati in fondo alla discesa troviamo Ivano alquanto sconsolato per la rottura di un raggio della sua ruota posteriore, una Campagnolo Scirocco G3, per fortuna uno di quelli centrali, anche se la ruota sbambola abbastanza e costringe l'infermiere a dover aprire i freni per poter far girare la ruota decentemente.
Daniela decide di prendersi subito un po' di vantaggio e attacca subito la salita con l'iPod nelle orecchie. Per noi invece il classico riscaldamento fino ad Ossenigo, dove approfittiamo per riempire le borracce e scoprire il numero di oggi fatto dall'Orlando Furioso.
Paolo lo abbiamo incrociato al nono tornante in compagnia di un suo amico che stava zizzagando, ma entrambi erano reduci dalla salita di Novezza. Paolo, come d'accordo, gira la bici e torna giù in fondo! Pertanto dopo la salita di Novezza, si fa per due volte la Peri-Fosse! Se prendete in mano la calcolatrice - anzi la prendo io per voi - vengono fuori 3210 metri di dislivello. Per arrivare a casa l'Orlandi arrotonderà quasi a 3500 metri di salita e circa 155 km!
Il mio dubbio è quello di come affrontare la salita: fare una simulazione per domenica prossima all'Avesani, visto comunque che avevo già 700 metri di dislivello pedalati nelle ultime ore, o sparare il tempone anche se la gamba non è freschissima?
Poco male: decido di partire con un mio ritmo e trovo subito un equilibrio di pedalata a frequenza cardiaca abbastanza alta, sui 171-172 bpm e una velocità di ascesa bella allegra, cioè tra i 14 e i 15 km/h. Mi pare di salire bene: gli altri non mi seguono, ma seguono già al primo tornante a 100 metri, alché mi prende subito il dubbio di esser partito un po' troppo forte, ma ben presto arrivo al secondo tornante, mentre al terzo mi giro e scorgo la sagoma del Paolo, che segue praticamente al mio ritmo e continua a guadagnare inesorabilmente metro su metro.
Un flash dopo il sesto tornante quando ci supera uno con due marce in più: scoprirò una volta arrivato in cima che trattasi di Tiziano Benedetti, già vincitore mi pare per ben tre volte del percorso corto dell'Avesani, e che oggi è salito a freddo in 32 minuti.
No problema: il Paolo mi dice che la nostra marcia è su tempi da 43' per cui testa bassa e si continua a pedalare. Arrivati al nono tornante, il 27 è già sù. La velocità di ascesa è ancora ottima e sul pezzo duro la velocità non va mai sotto gli 8 km/h, per cui c'è solo da resistere e sperare nel tabellone di legno posto sulla sinistra che introduce nel comune di Sant'Anna d'Alfaedo.
L'Orlandi, in virtù della sua Compact, mi passa davanti e psicologicamente soffro un po' la cosa, ma cerco di starci. Vuoi che il cartello riappare, giù un dente e sfilo il Paolo. Scoprirò all'arrivo che per lui il cartello è stato il tracollo, con principio di sudorazione fredda e crisi data da ipoglicemia, insomma il classico calo di zuccheri che qualsiasi ciclista non vorrebbe mai avere, cioè la crisi nera. Comunque tanto di cappello a Paolo per aver comunque tenuto un ritmo da 45' al secondo giro sulla Peri-Fosse, dopo nientepopò di meno che Novezza e la prima Peri-Fosse!
Io continuo la mia corsa e sforo coi battiti a quota 183, ma il decimo tornante è lì e appena dietro la curva mi aspetta la riga bianca, dove stacco 43'19", mio nuovo personale, che era fermo al 2007 quando avevo fatto 45'23" con la Scale 10 gonfiata a 3 atm.
Mentre io scambio qualche chiacchera con Benedetti, il Paolo arriva, si rifugia immediatamente dentro all'Ombra e va subito in endovena con Cocacola e Loacker. Di lì a poco arriva anche Ivano, con un buon ritmo, nonostante il fastidio del raggio rotto, mentre il dr.Pich arriva in 54' e gira subito la bici per vedere a che punto è la Daniela. Complimenti a lei perché arriva sù in circa 1h06', che per essere la prima volta per una donna è pur sempre un gran tempo. Se va avanti di questo passo, l'anno prossimo va di sotto all'ora senza grossi problemi.
All'Ombra delle Fosse cochetta praticamente per tutti, per me anche un cappuccino, mentre il Pich e la Daniela si permettono pure una birra media per la soddisfazione. Peccato solo per quelle due sigarette della dottoressa, su cui mi calca tutto il palco...
La prossima volta vogliamo Daniela senza sigarette e col casco, anche se siamo già sicuri che l'anno prossimo arriverà una bici nuova con tanto di Compact. Anche per il Pich nota di demerito per la mancanza del casco, dopo il trattato di traumatologia della spina dorsale fatto in macchina.
Anche la Peri-Fosse è andata: il tempo è stato ritoccato di un po' anche quest'anno. A questo punto per i Ghelafemo arrivederci all'anno prossimo, mentre con la Peri-Fosse ne riparliamo domenica prossima all'Avesani.
Oggi pomeriggio ho perso non poco tempo a realizzare che la ConnectionString ad una connessione OleDB era malformattata. Mi sono fidato del copia-incolla da questo o quel sito, ma non c'era verso di capire dov'era veramente l'errore. La mia stringa era la seguente:
ma all'apertura della connessione, l'errore era sempre quello:
Impossibile trovare ISAM Installabile
E cerca di qua e cerca di là... alla fine ho realizzato che la proprietà di una System.Data.OleDb.OleDbConnection DataSource viene letta dalla connectionstring dal campo "Data Source". Se nella stringa c'è il campo "DataSource", non ci sarà verso di istanziare correttamente la OleDbConnection:
Di Marco Tenuti (del 13/03/2015 @ 20:51:18 in Verona, linkato 962 volte)
Domenica, nell'ambito del Progetto Scuola organizzato nell'attività postscolastica della scuola di Alcenago, andrò allo stadio coi figli per vedere nientepopòdimeno che Hellas-Napoli, in ricordo di altri tempi, quando le squadrette di provincia riuscivano ancora a vincere i campionati...
Non so quanto sarà educativa l'uscita, visto che andrò con mia figlia di 7 anni ed anche l'altro mio figlio seminarista. La didattica è comunque assicurata, visto che la squadra avversaria è il Napoli e storicamente la tifoseria veronese, ma anche quella partenopea, si è sempre sbizzarrita in tutte queste occasioni.
Per saperne qualcosa di più, vi invito a guardare anche qui, sul sito ufficiale dell'Hellas Verona, dove l'ufficio stampa riporta degli incontri avvenuti presso la scuola di Alcenago.
Di Marco Tenuti (del 26/11/2010 @ 20:47:11 in MTB, linkato 8725 volte)
Quest'anno terza edizione della gran fondo del Pandoro, dove sono invitati i gruppi ciclistici più o meno agonistici ed amatoriale di Verona e provincia. La vocazione è sempre quella: mountain bike.
Pedalaremo alcuni single track e mulattiere caratteristiche delle colline alcenaghesi e di Monte Comun e alla fine ci scambieremo gli auguri di Natale con una buona fetta di pandoro.
Nonostante il nome fuorviante, non si tratta di una gran fondo, cioè di una gara: nessuna competizione, nessun tempo da sfidare. E' solo una pedalata cicloturistica, dove si è in tanti, e ci si aspetta, quindi non importa che tu sia un professionista o che tu sia poco allenato. L'importante è che tu ami la mountain bike. Valgono però tutte le regole a cui siamo sempre abituati, cioè l'osservanza scrupolosa del codice della strada, durante i trasferimenti su asfalti, le regole sulla sicurezza, cioè casco ben allacciato, bici in ordine. Anche un po' di pazienza è molto gradita, nell'aspettare i più lenti e nell'eventualità in cui qualcuno sia costretto a fermarsi per una foratura o una catena smagliata.
La 3° Gran Fondo del Pandoro si terrà domenica 19 dicembre 2010, con ritrovo alle 8.45 nel piazzale della Chiesa di Alcenago e la partenza per il giro programmato avverrà verso le 9.15. La partecipazione è gratuita: verrà messa una cassettina per cui vorrà lasciare un piccolo contributo, ma non sentitevi in dovere.
Di Marco Tenuti (del 31/07/2013 @ 20:11:22 in MTB, linkato 1211 volte)
Pubblicata sul sito ufficiale tra le news al 25 luglio 2013. La riporto volentieri.
Vuoi partecipa alla Lessinia Legend Classic di sabato 14 settembre a 25 euro anzichè 35? Scarica il modulo di iscrizione e aderisci alla formula “Flat” perfezionando l’iscrizione entro e non oltre le ore 20 di domenica 11 agosto. La promozione darà diritto a ricevere il pacco gara ma non il gadget tecnico firmato Lessinia Legend.
Passione ed innovazione: ecco riassunta in due parole l’esperienza che potranno vivere tutti i bikers pronti ad affrontare il Lessinia Legend Xcs Enduro. E l’aquila rossa della Lessinia tornerà a volare con tre giorni spettacolari di puro divertimento off road. Non sarà certo una gara centrata sull’agonismo puro: il comitato organizzatore sta predisponendo tutti gli elementi necessari per vivere un fine settimana a contatto con un ambiente di sconosciuta e rara bellezza.
Da venerdì 13 settembre a domenica 15 settembre la tre giorni off road tutta veronese porterà alla scoperta dei luoghi quasi selvaggi che caratterizzano i Monti Lessini, tra i piccoli paesini montani e collinari in un ambiente dove i miti non si spengono: sono infatti i nomi di Filippo Belloni e Filippo Attolini, Massimo Induni e Paolo Alberati, Leonardo Paez e Mirko Celestino, Dario Acquaroli ed Alexey Medvedev ad essere iscritti nella leggenda della mountain bike. Con ciò non vanno ovviamente scordati i circa 40mila appassionati che hanno scritto le epiche vicende della Lessinia Legend.
Tre giorni per mettersi alla prova con sè stessi: il Lessinia Legend Xcs Enduro mette a disposizione tre giornate ed altrettante prove: al primo giorno si cronometra il tempo in salita, poi la classica point to point del sabato, ed infine l’innovativo enduro con le sue prove cronometrate in discesa.
Il Lessinia Legend Xcs Enduro ha messo in palio alcune iscrizione gratuite attraverso la registrazione web www.lessinialegend.it. Ad aggiudicarsi le iscrizioni gratuite messe in palio dal contest “Vinci la Leggenda” sono stati Ivan Reversi (gara Enduro), Mauro Boschi (point to point) e Stefano De Marchi (Lessinia Legend Xcs Enduro), con cui abbiamo scambiato due parole in merito alla nuova proposta che lo vedrà protagonista sui tre giorni.
Ciao Stefano, cosa ne pensi della formula che caratterizza il Lessinia Legend Xcs Enduro, più votata all’avventura che all’aspetto agonistico? Cosa ti aspetti di vivere da questa esperienza?
“Certamente è un format di grande interesse che va a rompere i classici schemi a cui siamo abituati. A mio parere, l’agonismo estremo che ormai si respira nelle granfondo tradizionali sta allontanando molti potenziali partecipanti, in particolare mi riferisco a coloro che prediligono l’aspetto ludico ed escursionistico rispetto a quello prettamente competitivo. Ben vengano, quindi, eventi innovativi e “diversi” come il Lessinia Legend Xcs Enduro: per quanto mi è capitato di vivere in altre corse a tappe, sono sicuro che i tre giorni si trasformeranno in una bella e coinvolgente avventura per tutti i partecipanti”.
Con la partecipazione al contest “Vinci la leggenda”, la fortuna ha guardato verso di te: cosa risponderesti ad un amico che ti chiedesse le motivazioni per cui non perdere il Lessinia Legend Xcs Enduro 2013?
“Principalmente consiglio di partecipare al Lessinia Legend Xcs Enduro perché rappresenta una bella novità, con il valore aggiunto di essere proposta da un comitato organizzatore già esperto e rodato. È l’occasione giusto per provare l’esperienza di una corsa a tappe “soft”, trascorrendo tre giorni in funzione solamente della mountain bike. Sarà davvero unico poter condividere emozioni, divertimento e difficoltà insieme a tanti altri bikers accomunati dalla medesima passione. E, perché no, l’invito è quello di andare a scoprire un bellissimo territorio per molti ancora sconosciuto”.
Di Marco Tenuti (del 13/08/2012 @ 19:58:12 in MTB, linkato 2692 volte)
Lasciamo perdere tutti i commenti letti ed alcuni anche sprecati qua e là sulla carta stampata.
Valgono più che mai le parole del diretto interessato ed anche quelle di Hubi Pallhuber, direttore tecnico della nazionale MTB maschile.
Il bronzo di Marco Aurelio Fontana vale più che mai come un oro, in primis perché è una speranza che si è tradotta in realtà - chiedere di più era oggettivamente troppo da Marco, considerato l'ultimo anno di gare di Coppa del Mondo MTB e dello spessore di Jaroslav Kulhavy e Nino Schurter.
In secondo luogo la prova di carattere nonostante quanto successo all'ultimo giro, quando si è tranciato il reggisella della sua Cannondale Flash.
“Per vincere questa medaglia sono servite testa e gambe, l’ultimo km e mezzo è stato infinito" – Pallhuber: “Risultato importantissimo per tutta l’Italia delle due ruote”
"Vincere una medaglia alle Olimpiadi era il mio sogno e adesso ci sono riuscito” dice commosso Fontana, quest’anno già tre volte terzo in Coppa del Mondo e quinto ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 -. Sono felice è una grande emozione, questa gara era l’obiettivo di un intera stagione, mi sono preparato scrupolosamente; sapevo di stare bene, ci credevo, ma ogni gara ha la sua storia e basta poco per compromettere tutto, comunque penso di avere fatto la gara migliore da quando corro in mountain bike. Per vincere questa medaglia sono servite testa e gambe, penso di avere corso tatticamente molto bene. Dopo l’episodio della sella ho cercato di mantenere la calma e reagire ma l’ultimo km e mezzo è stato infinito, gli ultimi metri ho pedalato con il cuore, volevo troppo questa medaglia. Una medaglia che dedico prima di tutto alla mia famiglia e agli amici che hanno sempre creduto in me e sono venuti anche oggi qui a sostenermi e poi alla squadra e a tutto il movimento del fuoristrada italiano. Siamo una grande squadra, questa medaglia dimostra che ci siamo e spero che possa incentivare tanti giovani ad avvicinarsi a questo bellissimo sport.”
“Marco oggi è stato davvero straordinario, questo bronzo vale quasi come un oro - dice il C.T. Hubert Pallhuber -. Speravamo in un buon risultato, ma conquistare una medaglia alle Olimpiadi non è impresa semplice. Fontana è partito fortissimo e ha corso con grande intelligenza sempre a ruota di Kulhavy e Schurter mettendosi però in testa nell’ultimo giro e provando anche ad attaccare facendo capire agli avversari che non era li con loro per caso. Peccato per l’episodio della sella, nella mountain bike gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, però non penso che questo episodio abbia influito sul risultato finale della gara. Nell’ultima salita quando Schurter ha attaccato ho visto che Marco pedalava ancora seduto ed è in questo punto che ha avuto un cedimento e si è staccato leggermente dalla coppia di testa, quindi prima del problema alla sella. Il ceco e lo svizzero hanno dimostrato di avere qualcosa in più ma Marco ha comunque fatto una prestazione maiuscola andando a prendersi questa medaglia importantissima per lui, per la nostra squadra e per tutta l’Italia delle due ruote.”
Di Marco Tenuti (del 02/08/2012 @ 19:53:28 in MTB, linkato 1115 volte)
Domenica per me è stata la volta della Granfondo Alta Valtellina. L'edizione 2012, la quinta, organizzata molto bene dal Club Lombardia Team prevedeva il percorso Marathon di 69 chilometri e 2300 metri di dislivello: questo non ha nulla da invidiare ad altre tracce marathon o extreme di gare molto più blasonate.
Il paesaggio in cui si cala la gara di Bormio è assolutamente struggente e supera a mio parere perfino i panorami dolomitici, grazie alle vette ben oltre i 3000 metri che circondano l'Alta Valtellina, grazie al gruppo delle Alpi Retiche, col Cevedale e l'Ortles lì attorno. Dal punto di vista tecnico la gara è ben condita con salite a pendenza costante, strappi degni di un rabbioso cross country, discese veloci e guidabili, altre discese decisamente tecniche ed impegnative, ma anche piccoli tratti di bike park. Senza dubbio quello che merita più di tutti è il lunghissimo single track che porta dall'Alpe Solaz verso l'abitato di Bormio verso metà gara, dove il divertimento è massimo e garantito, anche con la forcella rigida della mia Scalona.
Le previsioni meteo non erano molto favorevoli a qualche giorno dalla gara, ma al via domenica mattina sono quasi 1200 i concorrenti in griglia pronti per partire sia per il percorso Classic che il Marathon. Davanti a tutti nella griglia di merito parecchi atleti Elite, come Celestino e Ronchi del team Axion, Bettelli, Ragnoli e Mensi della Scott e Tony Longo, che si aggiudicherà l'assoluta dopo 3 ore di gara. A giudicare però dal numero di concorrenti presenti nelle classifiche finali, penso che siano stati un bel po' quelli che hanno rinunciato, dopo aver tentato di resistere nei primi chilometri della gara.
Pochi minuti prima del via in tanti siamo stati ad indossare lo spolverino per evitare le prime gocce rilasciate dal nuvolone sovrastante il Pentagono di Bormio, anticipate anche da un fragoroso tuono, che non prometteva niente di buono.
A trenta secondi dal via, Giove Pluvio chiude il rubinetto ed io ne approfitto per sfilarmi rapidamente il spolverino bianco firmato Dolomiti Superbike: non mi va proprio di fare la prima salita con un codeghin cotto a vapore!
Intrepidi ed ottimisti gli organizzatori danno il via della gara a suon di musica, solo che sulla prima salita nessuno viene risparmiato dallo scroscio durato una buona ventina di minuti, sufficiente per insozzare bene tutta la prima parte del percorso. La fortuna è stata che l'acqua non era eccessivamente fredda, tanto che io non sono nemmeno fermato a rimettermi lo spolverino.
Se ne va così la prima salita senza strafare e recuperando circa 200 posizioni rispetto al mio posizionamento iniziale in griglia. Appena arriviamo quasi in cima comincia un tratto abbastanza lungo in cui mi attesto abbastanza bene nelle posizioni di rincalzo in attesa della prima discesa verso Sant'Antonio di Valfurva.
Quasi in fondo alla discesa un concorrente davanti a me vola sulle lastre scivolose, ma sono pronti a lato i soccorsi per rimetterlo in sesto, mentre ormai siamo arrivati sulla ciclabile di fondo valle che conduce al primo ristoro e all'attacco della salita verso l'Alpe Solaz.
Anche qui salgo parsimoniosamente recuperando di tanto in tanto una mezza dozzina di posizioni. Lo scollinamento all'Alpe Solaz lo faccio tutto in sella, mentre in tanti a lato spingono causa pendenza proibitiva. La Scalona non delude affatto sul pratone al 30%, ma è subito ora di scendere in picchiata su uno sterrato molto tecnico e davvero ostico per essere affrontato con la rigida. In tutta la giornata non ho visto altri concorrenti osare tanto, evidentemente chi conosceva la gara, sapeva che la rigida era un po' troppo per certe discese, ma considerando le parecchie rampe trovate nei 70 chilometri di gara, ringrazio ancora il mio supermezzo.
I primi 40 chilometri del percorso, coincidenti al percorso Classic, se ne vanno in scioltezza, soprattutto il single track verso Bormio, in cui sono costretto a stare in coda ad un concorrente poco incline a dare strada, per carità davvero bravo a scendere così veloce con la ruota posteriore completamente a terra.
Transitiamo in centro storico a Bormio sperando di vedere Elisa ed i miei bambini, ma la mia azione ganassa di sorpasso davanti al pubblico non viene purtroppo immortalata da Enrico...
Scendo pertanto verso il bivio tra Classic e Marathon, speranzoso di tenere sulla lunga distanza nei 30 chilometri finali, che sono appunto quelli che caratterizzano il Marathon. Sulla salita di Oga e di Palancana, grazie al 118° tempo di frazione, riesco a recuperare quasi una decina di posizioni totali, in virtù anche della leggerezza assoluta della Scalona, ma che fatica l'ultimo mezzo chilometro della Palancana tutto a piedi!
A tutti i ristori prendo sempre un ciucciotto Kyboom, oltre ad acqua o sali e questa sarà la mia fortuna fino a fine gara. Solo negli ultimi tre chilometri finali comincio a sentire la stanchezza di più di quattro ore di gara, tanto che il frusinate Ruggero Perna rientra su di me e tagliamo assieme il traguardo di questa bella marathon bormina.
Solo un po' di scoramento non vedere nemmeno sul traguardo la mia famiglia incitarmi, ma nei dieci minuti di rifocillamento al ristoro, riprendo a funzionare bene dopo la tirata degli ultimi chilometri ed arrivano tutti quanti a farmi compagnia! E che dire dei pizzoccheri e la breasola del pasta party? Eccellenti. Davvero squisiti i primi!
Tornando alle classifiche, si conclude così in 4h26'19" questa mia piccola impresa, grazie al 140° posto assoluto (26° di M2) su 428 concorrenti che sono riusciti a portare a termine questo ammirevole percorso. Il piazzamento vale ben quattro stelle del Prestigio MTB 2012, sufficienti per andare ad un totale di 25 stelle, cioè oltre quota 24, che è la soglia minima nel 2012 per conseguire il brevetto della rivista MTB Magazine.
Sarà che ci ho passato tanti anni della mia giovinezza qui a Bormio, sarà che mi sono innamorato, ma a parte queste legami sentimentali, rimane il fatto che la gara mi è piaciuta un sacco, vuoi per la varietà del percorso, vuoi per lo spettacolo delle montagne che lo circondano. L'anno prossimo penso che tornerò, anzi torneremo io, la mia Cicci ed i miei bambini.
Di Marco Tenuti (del 18/05/2010 @ 19:47:29 in MTB, linkato 19182 volte)
Il tratto rosso è un sentiero nel bosco del tipo "bici in spalla" e sembrerebbe essere l'unico sentiero degno di tal nome che risale a Ceredo dal vaio. Comunque sia lì non c'è traccia di segnaletica e nemmeno di passaggi umani negli ultimi mesi.
Il tratto fucsia è una bella strada sterrata (che un tempo, quando non c'era il "tornantone" di asfalto, costituiva la principale via di salita a Ceredo). Lungo di essa non ci sono tabelle o striscioline, ma in fondo, dove sbuca sulla provinciale asfaltata (620 mslm), si notano chiaramente le frecce a terra che indicano di girare verso nord.
Si segue il tratto di provinciale (nero) fino altornante a destra in fondovalle (710 mslm).
Da qui in poi le indicazioni si trovano ma sono molto poche (una ventina fra tabelle, striscioline e frecce a terra in 10 km di bosco e prati).
Si attraversa il vaio (della Marciora) guadando il progno e si risale il versante occidentale della valle su mulattiera un po' smossa ma fattibile (780 mslm). Quindi scende nel vaio (del Mortal) (680 mslm), si risale a Crestena (725 mslm) e si scende infine al Ponte di Veja(600 mslm).
Di Marco Tenuti (del 22/06/2010 @ 19:47:17 in MTB, linkato 1524 volte)
I miei complimenti al Maga per aver portato a termine in maniera assolutamente stakanovista la 100 km dei Forti in versione Classic, cioè il percorso da 50 km. La temperatura alla partenza era di 4°C e tale è rimasta, mano a mano che la pioggia cadeva copiosa lungo il percorso e nei punti ad altitudine maggiore rispetto a Lavarone, dove era dislocata la partenza e l'arrivo.
Per il Maga la coraggiosa scelta di affrontare un meteo così nefasto e le insidie di un percorso reso più che mai viscido dalla quantità d'acqua caduta nei giorni immediatamente precedenti e anche durante la gara stessa. La scelta di partire in abbigliamento più o meno invernale si rivelava abbastanza giusta, se non fosse che l'imbombegamento era ai massimi livelli, con le gocce pesanti a cadere anche dalla vegetazione boschiva.
Al Maga ci son volute quattro ore scarse per avere ragione della linea d'arrivo e questo piazzamento gli consentirà di scalare qualche posizione nella classifica di categoria del Trentino MTB Tour.
Per lui la soddisfazione di arrivare all'arrivo più o meno assiderato, come tutti gli altri, dopo aver guadato anche l'acqua alta! Nel percorso Marathon era invece il colombiano Andres Rendon ad andare a cogliere una meritatissima vittoria in mezzo al nubifragio.
Non posso che rinnovare il mio apprezzamento nei confronti di Massimo Magagnotti, risoluto a continuare nel cammino del Trentino MTB Tour. Qui a fianco lo ritrovate in una delle tante foto scattate alla partenza da alcuni accompagnatori del suo team Focus e del team parallelo Focus Factory. Me lo ritroverò anche domenica a Montebelluna, anche lui in corsa alla Gunn Rita Marathon 2010.
Di Marco Tenuti (del 24/12/2010 @ 19:47:11 in MTB, linkato 3899 volte)
Non si capisce davvero il motivo per cui SRAM non abbia ancora rilasciato dei comandi rotanti per i cambi a dieci velocità. Tutta la gamma 2010/2011 prevede infatti la possibilità di avere la guarnitura doppia o tripla davanti e i 10 pignoni sul posteriore.
Con l'aggiornamento del gruppo X0 e dell'X9 ci si aspettava che SRAM tamponasse alla deficenza del gruppo top di gamma, l'XX, dando la possibilità di usare i comodissimi comandi rotanti anche per l'XX.
Ed invece ancora nulla: attualmente gli unici comandi rotanti in circolazione sono ancora quelli a 9 velocità, disponibili sia col passo per deragliatore posteriore SRAM che per deragliatore posteriore Shimano.
Si sa però che sono in tanti che si sono dati da fare per modificare i comandi rotanti a 9 velocità dell'X0 e farli funzionare anche con le 10 velocità dell'XX e del nuovo X0. Qualcuno è però incappato anche in qualche rottura per queste modifiche artigianali.
Sul Ebay ho però beccato questi comandi rotanti Recon per 10 velocità, che vengono incontro ai tanti agonisti che vorrebbero passare alle 10 velocità dello SRAM, ma non lo hanno fatto per l'indisponibilità del meccanismo rotante da parte di SRAM.
E' il negozio online di Components Bike a renderli disponibili in Italia, raggiungibile anche su Ebay. Se guardate bene nel sito, potete trovare i comandi rotanti disponibili per ben 3 versioni:
Non ho capito ancora perché esista una coppia specifica per SRAM XX diversa da quella dei gruppi SRAM X0 e X9: provo ad azzardare l'ipotesi che il comando rotante per il deragliatore anteriore abbia solo due posizioni, a differenza del comando X0/X9, in grado invece di comandare il deragliatore anteriore per tre diverse corone.
Pertanto, che uno scelga Shimano o scelga SRAM come futuro gruppo per la MTB, i comandi rotanti sono di nuovo disponibili, per la felicità di chi, come il sottoscritto, si diverte non poco a fare SGROOOOOONNNN, in cima ad una salita!
Dimenticavo prezzi e peso: poco meno di 50 Euro per la coppia di 124 grammi, un pezzo per i tuner grammomaniaci.
Di Marco Tenuti (del 18/05/2010 @ 19:42:57 in MTB, linkato 2502 volte)
Ecco il commento di Paolo del primo doppio attraversamento, ossia il vaio dei Falconi e quello della Marciora.
Trovato il sentiero che sale dal vajo dei Falconi verso Ceredo; vale lo stesso discorso fatto per l'E5 per salire ad Erbezzo, pertanto impossibile tanto da fare quanto da proporre.
La discesa da Ceredo verso la provinciale, lungo la strada vecchia è bella, ma le uniche indicazioni sono in fondo, al suo sbucare sull'asfalto (frecce per terra), per cui non si può dire se sia proprio quella la vera traccia. Di sicuro non è quella azzurro.
Le suddette frecce indicano di andare verso nord (verso Fosse), quindi seguendole si arriva al tornante in fondo al vajo, e lì le indicazioni (frecce a terra e striscioline) fanno andare sulla mulattiera verso le Pozze di Sant'Anna d'Alfaedo.
La salita verso Pozze è (come affermato sul sito) piuttosto mossa, un po' sassosa ma fattibile. Già a Pozze si è dentro un continuo saliscendi.
Dopo Pozze si scende per sentieri lungo i quali devono ancora tagliare l'erba! Questo fa pensare ad un successivo lavoro di pulizia e di tabellazione del tracciato: considerate che a Pozze ci sono arrivato praticamente per intuito.
Scesi nel vajo del Mortal, lo si attraversa e si comincia a risalire di brutto, lasciando a sinistra la traccia azzurra - che invece aggira il monte restando più in piano) e raggiungendo Crestena. Da qui si scende attraverso la cava/deposito per una strada bianca e quindi su prato fino al Ponte di Veja.
Di Marco Tenuti (del 22/12/2008 @ 19:34:22 in MTB, linkato 6434 volte)
Dopo la positiva esperienza della Gran Fondo del Pandoro tenutasi sabato scorso, oggi mi sono sentito in dovere con me stesso di aprire una nuova via che portasse fino a Ponte di Veja e così ho scoperto tutto un pezzo inedito e sterrato che conduce dalla contrada Sengie di Alcenago fino a Giare di Sant'Anna d'Alfaedo. Proporrò questo giro prossimamente assieme al gruppo del Pappataso.
Passiamo subito alla cronaca di giornata, che mi ha visto prendere in mano la MTB ancora sporca dal giro di sabato. Il trasferimento da Quinto di Valpantena fino ad Alcenago alto è avvenuto su asfalto, onde evitare di perdere tempo ed energie su ulteriori sterrati. Una volta arrivato a Crusi, sono salito dalla via più rapida e cioè dalla strada per la Chiesa di Alcenago e dalla piazza su per la salita dei Gonzi, che non è lunghissima, ma ti proietta da quota 405 metri di altitudine a circa 480 in un men che non si dica.
Arrivato in località Coda, ho acceso il tracking GPS con l'iPhone per la gioia di chi volesse ripetere in solitario questo giro. Da Coda si arriva abbastanza rapidamente a Sengie alzandoci di pochi metri, sempre su asfalto.
Al lavatoio di Sengie si scende quasi in picchiata su una carrareccia sterrata e cementata, che presenta come sella inferiore la cava di granulati della SELC, dove ha lavorato fino a poco fa mio suocero. Da qui in poi si comincia a menare con la padella media, se non subito con la piccola per un buon paio di chilometri, ma il fondo non è affatto sconnesso e la pendenza non è proibitiva. Inoltra il bosco circostante presenta in questa stagione invernale ancora dei bei colori e si vede chiaramente che è stato oggetto di un buon lavoro da boscaioli. La pace e la tranquillità sono totali e si arriva abbastanza presto alla pineta, dove mi sono imbattuto prima in una mandria di vacche, che mi hanno attraversato la traiettoria e poi in una carrareccia decisamente fangosa, più che altro per le acque cadute durante la settimana scorsa. Dirvi i nomi della contradina dove sono arrivato faccio davvero fatica, perché su Google Earth e su Google Maps non c'è indicato praticamente niente. Mi riservo di guardare nelle prossime ore la cartografia militare.
Proseguendo in questa direzione si ricomincia a scendere nel vaio che separa il monte che sovrasta Corrubio da Giare e dove si percorre via Saletti, una sterrata completamente nel bosco, molto viscida e attraversata da alcuni ruscelli a dir poco suggestivi. L'aderenza dei pneumatici non è massima, ma la velocità di percorrenza è volutamente bassa, onde evitare di imbrattare di fango la tuta Turnover 2008/2009.
Appena guadato il vaietto si presenta subito la possibilità di raggiungere il Mulino di Giare o di risalire verso l'abitato ed opto per questa seconda ipotesi. La risalita verso l'abitato di Giare è decisamente ostico, ma la salita prima sterrata, poi cementata e successivamente asfaltato presenta pendenze tra il 10 e il 18%, ma la mia gamba è quelle delle migliori e mi fermo quasi arrivato in centro a chiedere ad un signore se esiste la possibilità di stare sempre bassi ed evitare così di arrivare fino a Giare. La risposta è negativa o meglio: esisterebbe la possibilità di percorrere una sterrata molto lunga, ma questa conduce sempre su a Giare, evitando solo un po' di pendenze ripide. Sarà motivo di una futura ricognizione...
Da Giare fino al ristorante Ponte di Veja si torna a menare su asfalto e si scende abbastanza rapidamente di quota, con la possibilità di ammirare l'altro versante dell'alta Valpantena con l'abitato del Corso e le frazioni più basse di Erbezzo, come Cappella Fasani.
Al Ponte di Veja, si arriva in un attimo: il tempo di fare qualche foto e dopo subito qualche dubbio su come fare a scendere. Riesco a fare la prima scalinata senza scendere dalla Scale, ma poi i denti cominciano ad essere proibitivi e penso tra me che la Scale è ottima per salire le scale, ma non altrettanto per scendere. La vista del ponte naturale con la maggiore luce d'Europa è dir poco suggestiva. Scendo abbastanza presto ai piedi della cascata d'acqua e mi tolgo i copriscarpe, onde evitare di rovinarli troppo.
Dal pianoro del Ponte fino giù al vaio ci saranno all'incirca 7-800 metri da percorrere, di cui metà a piedi, ma ne vale assolutamente la pena per lo scenario. Arrivati quasi in fondo il corso d'acqua è tutta una sequenza di salti e scrosci che l'acqua compie. Peccato non avere con me la reflex digitale: la prossima volta vedrò di venire con lo zainetto.
Trovo perfino il tempo di mettere le ruote nell'acqua e fare l'ultimo scatto. Riesco a guadare il corso d'acqua in un punto in cui è secco e da lì fino alla provinciale delle Barozze una staccionata molto sicura mi accompagna alzandosi lievemente verso il livello stradale.
Il ritorno a casa sarà da lì in poi tutto in asfalto ad una buona andatura, nonostante la pressione del tubeless posteriore l'abbia abbassata di molto prima di intraprendere gli ostacoli del Ponte di Veja.
Ora si tratta solo di mettere in calendario una data... sono proprio contento di avere raggiunto ancora la settimana scorsa il mio obiettivo annuale di 10.000 km percorsi in bici. Questa settimana natalizia, ma anche la successiva penso che la dedicherò come oggi a percorrere solo tracce divertenti, lasciando perdere sia frequenze cardiovascolari che velocità medie di percorrenza. Penserò solo a raggiungere i miei posti natii dove il contatto con la natura e l'avventura possa essere più che mai autentico e appagante.
Solo che il giorno di Santo Stefano lo danno già molto freddo, per cui temo che le rocce viscide e umide del Vaio della Marciora diventeranno ancora più impenetrabili e pericolose, quando tutto probabilmente diverrà gelato e la natura non potrà che avere ragione sui miei desideri.
Nei prossimi giorni state comunque sintonizzati perché non è finita. Siamo solo alla prima puntata di Valpantena Overland!
Di Marco Tenuti (del 31/12/2008 @ 19:33:16 in MTB, linkato 1780 volte)
Non spenderò molte parole per l'uscita in MTB che ho fatto ieri in compagnia del Pappataso ed il solito gruppo, visto che l'argomento è stato già ampiamente affrontato sia come cronaca che come immagini sul relativo blog, ma ieri posso davvero dire di aver concluso l'anno 2008 nel migliore dei modi, portando a spasso per l'alta Valpantena gli amici di bici con cui ho condiviso molto durante l'intera stagione.
Elencherò pertanto la sequenza di paesi e contrade che abbiamo attraversato per dovere d completezza, visto che il Pezzo ha già detto che lui ci ha rinunciato alla terza contrada nel vano tentativo di memorizzare i nomi dei vari posti...
Ecco pertanto la sequenza completa del giro, che prevedeva sostanzialmente un rapido trasferimento verso la seconda parte prevista originariamente per la Gran Fondo del Pandoro, ma tagliata per tempi stretti e successivamente il passaggio verso Ponte di Veja, ormai convenzionalmente accettato con la dicitura di "Valpantena Overland":
partenza da Marzana
Grezzana
salita di Cavolo
Case Vecchie
Montecchio di Negrar con pezzo della Benini verso i cassonetti
9 tornanti di Casa Bertolini
Dondolo
Antolini
Settefonghi
Monte Comun
Chieve
Saline
Vegron di Fiamene
Fiamene
Sengie
cave alte di Sengie
Salar
Calalba
vaio dei Saletti
Saletti
Giare
ristorante di Ponte di Veja
Ponte di Veja
cascate di Ponte di Veja a piedi
provinciale Bellori-Barozze
Bellori
Lugo
Stallavena
Grezzana
Marzana
Santa Maria in Stelle
Da lì in poi il rompete le righe coi colognolesi ancora a circa 20 km dal traguardo!
Di Marco Tenuti (del 26/08/2010 @ 19:30:37 in rally, linkato 6523 volte)
E' in arrivo in tutti i negozi per venerdì 8 ottobre il nuovo WRC della Milestone, il nuovo gamemaker della saga del gioco per la PS3, già arrivato alla quinta edizione, quando fino al 2006 era esclusivo per la Playstation 2. Potete seguire gli ultimi aggiornamenti proprio sul blog della Milestone a 40 giorni abbondanti dal rilascio.
Gustatevi pure il preview qui su YouTube, anche se questi fotogrammi non paiono proprio molto esaltanti. Non vorrei rimpiangere il migliore di tutti, che a mio avviso è il penultimo rilasciato, cioè WRC 4, di un pelo meglio come simulazione di guida di WRC Rally Evolved, cioè l'ultimo distribuito da Evolution Studios a fine 2005.
Di Marco Tenuti (del 09/05/2009 @ 19:30:13 in MTB, linkato 2327 volte)
Nell'escalation della grammomania, a cui non mi sottraggo affatto, ma in cui mi sento assolutamente coinvolto e in corsa, piccola novità arrivata solo in questa giornata di sabato per la mia ScottSpeedster S10 del 2007: si tratta delle Fulcrum Racing Zero, ruote al top di gamma della casa Fulcrum, se escludiamo le ruote per tubolari o quelle in carbonio come le Racing Speed o le Racing Light.
Le trattative erano in corso da più di una settimana, ma alla fine le ho sottratte alla concorrenza del Fix, che a dire il vero non sembrava molto interessato, così mi son aggiudicato le ruote del Piace, che per un po' ha deciso di smettere sia la MTB che la BDC.
Un piccolo problema però è saltato fuori nella giornata di mercoledì scorso, quando ho notato che il corpetto delle ruote del Piace erano montate su un gruppo Campagnolo, così ho dovuto aspettare che Remo mi cambiasse il corpetto, cosa che, tra un incentivo e l'altro, è stata sistemata solo oggi.
E' così che la mia Speedster ha perso al semplice schiocco delle dita qualcosa come 4 etti!
Attualmente il look è migliorabile soprattutto dal punto di vista cromatico, perché abbiamo tre colori sulla bici, cioè nero, rosso e giallo. Provvederò al più presto a cambiare l'etichettina venuta erroneamente di colore magenta, ma son errori di CMYK...
Adesso mandiamo in onda la pubblicità, non cambiate canale, ma state sintonizzati perché abbiamo appena cominciato con le novità e le prossime saranno groooosse novità!
Di Marco Tenuti (del 09/02/2010 @ 19:29:11 in MTB, linkato 3517 volte)
Novità assoluta per il 2010 sulla Maximum Venus, cioè la MTB che uso a Padova per i trasferimenti veloci dalla stazione all'ufficio del mio cliente Concrete.
La mia "nuova" MTB, di provenienza Eurospin e scartata da mio papà perché non se la sentiva davvero di andare via con una bici del genere, è stata opportunamente equipaggiata di parafanghi, per proteggere gli abiti non proprio agonistici con cui vado in ufficio, anche se vado sempre vestito "casual".
Altra chicca sono i catarifrangenti sui raggi, per fare in modo che mi vedano in qualche modo le altre vetture, soprattutto nelle ore notturne o crepuscolari.
La novità dell'anno 2010 è il cambio rotante automatico, a cui sono molto affezionato sulla Scale. Ineccepibile la qualità dei manettini rotanti, che, dotati di un chip elettronico altamente sofisticato, sono in grado di cambiare automaticamente marcia, ogni volta che si presenta la necessità di farlo.
Succede infatti che quando mi alzo in piedi per fare lo scattino, il cambio automatico pensa tutto lui a buttare giù un dente o anche due e ne beneficia subito il movimento atletico, con la bici che schizza davanti a tutte le altre, appena il semaforo è diventato verde.
O che il chip elettronico sia comandato dalle buche sulla strada, perché cambia anche ogni volta che prendo una buca? Booh... l'è proprio una "bici del supermercato", 'na baracca!
Dopo un chilometro, se non metto una marcia più corta, mi ritrovo sempre a pedalare col 46/11. L'importante è comunque che assolva alla funzione di portarmi in ufficio e, rispetto alla Graziella Grandis, ho fatto davvero un passo in avanti!
Di Marco Tenuti (del 22/06/2010 @ 19:21:27 in MTB, linkato 1342 volte)
Finalmente lunedì mi son degnato di pulire la Scale, dopo l'ultima volta che l'avevo usata alla Casentino Bike, cioè qualcosa come 15 giorni fa. Effettivamente, dopo avermi accompagnato per tutta la gara, e dopo aver attraversato qualcosa come 3-4 guadi, con l'ultimo guado di ben 25 cm con l'acqua quasi ai mozzi e al movimento centrale, forse si meritava di essere lavata e pulita un po' prima, ma penso che un giretto dal meccanico glielo farò fare prossimamente, magari prima di domenica, onde evitare il deposito di umidità indesiderata.
Per domenica al Montello tutto comincia a prendere via via definizione, anche se è prevista una bella levataccia, visto che la partenza del percorso Marathon è prevista per le ore 8.00. Considerato che bisognerebbe arrivare in zona circa un paio di ore prima, visto che c'è da ritirare il pacco-gara. Vediamo ancora se sfrutterò la corriera Focus del Maga o se invece organizzerò un trasporto dedicato per il mio team di supporto.
Le previsioni meteo attualmente non mettono acqua, nel corso di tutta la settimana, se non qualche millimetro di acqua giovedì sera e domenica pomeriggio, oltre ad una probabilità percentuale relativamente bassa. Non c'è che da incrociare le dita...
Di Marco Tenuti (del 26/07/2009 @ 19:18:57 in MTB, linkato 1686 volte)
Oggi seconda gara 2009, con la Lessinia Bike. Oltre ad una gara bella tosta come è sempre, il piacere di stare in compagnia degli amici di sempre - a parte la defezione Pezzo per "cunaggio" di Edoardo -
siamo rincasati abbastanza tardi, perchè siamo stati a vedere tutte le premiazioni, cioè sino a quando hanno premiato il Miglio, secondo di M1. Una premazione, quella degli M1, che vede il Dimi Modesti primo per i Todesco, poi il Miglio secondo, Eder Medeiros quinto, il Bosca ottavo.
Un tempo leggermente nuvoloso evita in tanti frangenti al sole di picchiare sui concorrenti disseminati per mezza Lessinia ed è così gara che la mia gara è andata tutto sommato andata bene, nonostante la Lessinia Bike 2009 fosse come percorso più dura sia dell'edizione 2007 che del 2008.
Siamo partiti in griglia assieme a Rinaldo Cason, che penso fosse l'unico del Team Rodella in gara.
Dopo esser stato col Fabio Ridolfi e il Radu fino a Passo Fittanze, mi "intrippetto" sui sassi smossi dei primi tornantini verso lo scollinamento del Monte Cornetto, complice il saluto di Michele Masenelli ed è così che perdo quella manciata di secondi sul duo Tagliaro, ma poco male: sono subito libero di fare il mio ritmo, visto che i Colognolesi hanno in mente di menare un po' troppo forte coi miei gusti.
Così il Radu se ne va abbastanza presto, rimanendo sempre tra 30 secondi ed un minuto, ma non riesco a controllarlo a vista, tra la boscaglia di buona parte della gara. Penso che verso fine gara abbia mollato un po' parchè non l'era una passeggiata gnanca par lu ed è così che ho chiuso la gara, a meno di un minuto da lui dopo aver meditato di andarlo a prendere nel pratone finale dove lo vedevo a vista, ma grattare un minuto in 2-3 chilometri col muscolo soleo che cominciava un po' a lamentarsi.
In ogni caso il piacere verso fine di gara di stare in compagnia nuovamente di Rinaldo: ho fatto tutta la gara con lui dietro o davanti di qualche manciata di secondi, tanto è vero che abbiamo fatto le discese finali assieme scambiandoci.
Dal punto di vista prestazionale ho migliorato di 18 posizioni dall'anno corso: nel 2007 338°, nel 2008 317°, quest'anno mi pare 299°, ma arriveranno aggiornamenti precisi nel corso di domani, per capire più che altro in quanti siamo arrivati rispetto all'anno scorso. L'importante è di continuare a migliorarsi ogni anno: chissà che per il 2020 io non arrivi alla vittoria assoluta della Lessinia Bike.
L'Anonimo Turnover, invece che partiva nella griglia davanti a noi, è andato molto bene e deve aver finito con 7-8 minuti di vantaggio. Il Maga che non correva, ha portato con sè la moglia Ottavia, ma non ci ha mollato un attimo con le sue "teghe" sulla Vecia Ferovia. La suspence per domenica prossima è insomma alle stelle, soprattutto perché gli Elite non correranno, quindi il Maga rischia di non poter correre...
Terzo tempo spettacolare: dopo il pasta party con la famiglia Magagnotti, l'Anonimo Turnover e altri componenti del team Focus, la Cicci tira fuori dal cilindro un tiramisù mondiale, che il Massimiliano Miglioranzi - il quale per la completezza di informazione è arrivato 17° assoluto - non potrebbe che definire "Formula 1", che fa la gioia di quasi tutto il team Tagliaro, il Robi Zimelli, la Silvia morosa del Miglio, Walter ed Eder del team Focus.
Di Marco Tenuti (del 14/01/2009 @ 19:15:52 in MTB, linkato 1461 volte)
Ammetto che stamattina avevo più di una riserva sul fatto che il percorso della Lessinia Legend 2009 fosse davvero qualcosa che ricordasse le vere Legend, ma c'è da tenere anzitutto conto che la data in cui la gara veronese è collocata nel calendario agonistico arriva troppo presto rispetto alla primavera e all'estate.
Questa limitazione di fatto impedisce agli organizzatori di andare molto in alto, come vorremmo noi tutti veronesi, cioè andare possibilmente in Alta Lessinia.
Ora non sappiamo se questa costrizione è dettata dalle troppe sovrapposizioni con altre gare del panorama MTB italiano o se la Legend ha sacrificato la propria data storica di giugno in favore della Gran Fondo Damiano Cunego, fatto sta che col rampichino si pedala a fine marzo, che ci può riservare una giornata estiva come l'edizione 2008, ma potrebbe anche tirarci ancora fuori una spruzzata di neve, come dire l'Emilio di Telearena.
Guardando bene il percorso su Google Earth, scopro però che non si tratta del percorso della Lessinia Legend 2007, dove ci siamo ingorgati tutti in tanti, troppi punti.
E' invece tutta una serie di variazioni al tema, qui sulle mie "collinette" e devo riconoscere che è stato recuperato quanto di buono c'è in circolazione, quindi già da subito il mio plauso agli organizzatori, nell'aver conservato il Piccolo Stelvio, ma anche per aver proposto tante novità, per chi non è esperto delle Prealpi Veronesi come il Pappataso!
Ora non dobbiamo fare altro che dare altri giusti suggerimenti agli organizzatori, in modo che non ci sbaglino un colpo da qui al 29 marzo. La prima cosa che mi viene in mente è che probabilmente quasi duemila atleti si riverseranno sul percorso marathon, cioè il Black Eagle.
Io farei proprio le partenze scaglionate a 3 minuti per griglie di 500 atleti, in modo da evitare già subito un intasamento nello scollinare a Montorio e nel ridiscendere verso Santa Maria in Stelle.
Appena lo proverò, sicuramente altre idee mi verranno in mente e non esiterò a scriverle qui!
Di Marco Tenuti (del 24/10/2010 @ 19:15:20 in MTB, linkato 7897 volte)
In tanti ormai sapete che ieri sera son andato con la mia famigliuola a mangiare el risotto co le nose a Nogara, città dell'estremo sud veronese, dopo aver sbagliato per poco di andarci in compagnia della frangia storica del GC Grezzana. Ieri mattina poi ho desistito in favore di un giretto veloce in zona "Colline Moreniche", dove la gamba girava bene e la velocità di crociera era sempre bella alta, grazie al trenino di Antonio, Giannantonio e Alberto.
L'embolo del profondo sud veronese - diciamocelo pure, quello pien de zdinsale, cioè quello che lavora, bada al sodo e produce la polenta da pociare nel Lago de Garda lalilalà - è presto servito.
Siccome una parte del mio cervello è abbastanza perversa sulle questioni geografiche e stuzzicata sull'argomento Menà Estrema - che non è nient'altro che un calcio club dell'Hellas Verona distinguibile per lo storico striscione "Semo qua" - son andato a vedere su Google Maps dove sia 'sta frazione del comune di Castagnaro, cosa che salta fuori subito con una semplice ricerca: basta cercare "Menà, Castagnaro".
Il sano principio suggerito dal Conte Savoia è sempre quello: "si parte e si torna da casa in bici", cioè emissioni zero, quando si deve fare un giro in bici. Pertanto qualsiasi cosa raggiungibile da Verona, andata e ritorno, è sempre molto gradita e da sottoporre all'attenzione del sottoscritto e al vaglio delle congreghe ciclistiche che egli frequenta.
Peccato che Google Maps riporti nè i confini comunali, nè quelli provinciali, ma solo quelli regionali. Il Chepe sostiene invece che con una versione a pagamento cosiddetta Plus sia possibile avere maggiori informazioni sui confini più accurati. Caro Chepe, aspetto ulteriori dettagli. Comunque poco male, esiste anche la versione free della cartografia mondiale, ossia OpenStreetMaps.
Pertanto ho sovrapposto le due cartine ed ho scoperto che, insistendo, esisterebbe qualche altra frazione del comune di Castagnaro, che è ancora più lontana da Piazza Bra della frazione di Menà, cioè le frazioncine o isolati di Sant'Anna, Valentini e Nogara Seconda e il Peagnon!
Peagnon dista da Piazza Bra 60,0 km
da Piazza Ederle, Grezzana, i km sono 69,0 km (il tragitto)
Dopo aver scoperto questo estremo baluardo della veronesità, a questo punto bisogna che ci andiamo in bici, dopo magari aver controllato che ci sia qualche buona trattoria o osteria in zona...
Accettansi comunque altre proposte del Veronese esotico.
Negli ultimi tempi, cioè da quando è stato introdotto l'Euro e incidentalmente è andato al governo il centrodestra, sento sempre più spesso persone riempirsi la bocca di tanti discorsi che girano attorno al carovita, all'insostenibilità delle spese che abbiamo ai nostri giorni, alla benzina sempre più cara, alle rinuncie sempre più spesso necessarie per poter sbarcare il lunario e chissà quante altre farneticazioni.
E' la conferma che siamo italiani fino in fondo: siamo sempre pronti a sparlare di tutto e di tutti, però non passiamo mai e poi mai ai fatti.
La gente si lamenta ad esempio del fatto che i rapporti clientelari sono all'ordine del giorno ed agevolano spesso parenti ed amici alla faccia delle meritocrazia.
Analogamente le tantissime famiglie che vivono di solo reddito dipendente odiano visceralmente la schiera delle "partite iva", che tra un condono e l'altro, si sono permesse di scaricare e di eludere il fisco più del solito.
Coincidentalmente le aziende, che dovrebbero godere di tutti gli incentivi e tutte le agevolazioni tanto decantate dal governo di Berlusconi, tuonano a gran voce, che siamo a livelli di competitività commerciale ed economica da spavento.
Ma nessuno fa niente.
Io, da qualche giorno, mi sono reso conto che, tutto sommato, non sono poi così vittima delle lobby della finanza e dei grossi gruppi commerciali ed economici che controllano il nostro paese e tutti i nostri consumi. Ho pensato che forse vale la pena di praticare sempre più spesso la professione del cittadino accorto, non furbo.
Mi sono messo a guardare in maniera ossessiva i prezzi, a valutare le offerte, a simulare situazioni in sempre più ambiti della vita di tutti i giorni. Mi sono messo ad esercitare il diritto che per fortuna non mi è ancora stato tolto, cioè la "libertà di scegliere". Ed ho scoperto che questo esercizio, quello della libera scelta, è la vera arma che ho tra le mani, se proprio voglio dare ragione a chi sostiene che l'inflazione percepita va al trotto, altro che quella programmata e quella dell'ISTAT.
Come ho fatto a scegliere? Ho cercato di rendere comparabile e confrontabile tutto quello che cerca di sfuggire a questo semplice esercizio. Purtroppo, chiunque, pur di sottarsi alle regole del mercato e della concorrenza, fa di tutto per non essere o sembrare comparabile.
Se l'azienda Rossi vende scarpe che costano 60 Euro, mentra l'azienda Favaretto vende pure scarpe che costano 95 Euro, è sempre vero che le scarpe della Rossi non sono uguali a quelle della Favaretto, ma probabilmente la differenza non è 35 Euro, è molto meno, perchè sono pur sempre due paia di scarpe. Ora non voglio sminuire la qualità delle scarpe della Favaretto, perchè a me possono sembrare uguali a quelle della Rossi, mentre qualcun'altro potrebbe essere disposto a spendere anche 120 Euro per le scarpe della Favaretto. Voglio solo dire che in qualche maniera le posso mettere a confronto, checche si dica.
Se guardate però al mercato dei servizi e dei prodotti, scoprirete che gran parte di essi sono molto più comparabili di quello che si crede: benzina, telefoni, cellulari, assicurazioni, banche, credito, bevande, caffé, brioche, automobili, carburanti, informatica e chissà quante altre cose.
Bisogna solo mettere da parte la pigrizia e raddrizzare le antenne.
Di Marco Tenuti (del 28/12/2009 @ 19:14:34 in MTB, linkato 2339 volte)
Ecco le date del Prestigio MTB 2010, completamente rivoluzionato, rispetto alle passate edizioni:
07/03 Xbionic Challenge 58km/- Lombardia Asola *
14/03 FosBike 50km/10mt Emilia Romagna S.Marino di Carpi *
21/03 Trofeo Laigueglia 42km/1200mt Liguria Laigueglia **
18/04 GF Lago di Bracciano 70km/1250mt Lazio Bracciano ****
25/04 GF Paola Pezzo 40km/1400mt Veneto Garda **
25/04 Marathon Bike Haiti 57km/1600mt Friuli V.G. Primulacco ***
09/05 Serra Bike 45km/700mt Piemonte Piverone *
23/05 Divinus Bike 43km/1200mt Veneto Monteforte d'Alpone **
06/06 Casentino Bike 52km/1870mt Toscana Bibbinea ***
27/06 Gunn Rita Marathon 115km/2800mt Veneto Montebelluna ****
27/06 La via del Sale 42km/1800mt Piemonte Limone Piemonte ***
11/07 Dolomiti Super Bike 115km/3658mt Trentino A.A. Villabassa ****
25/07 Lessinia Bike 40km/1400mt Trentino A.A. Sega di Ala **
25/07 Tour dell'Assietta 82km/1620mt Piemonte Pragelato ***
25/07 GF Alta Valtellina 60km/2100mt Lombardia Bormio ****
01/08 La Vecia Ferrovia 37km/900mt Trentino A.A. Egna-Ora *
05/09 Mx Bike della Brianza 63km/1720mt Lombardia Casatenovo ***
12/09 Val di Fassa Bike 64km/2760mt Trentino A.A. Moena ****
26/09 Gimondi Bike 38km/900mt Lombardia Iseo *
03/10 Sinalunga Bike 58km/1300mt Toscana Sinalunga **
Considerato che son già iscritto alla Dolomiti Superbike e che le gare locali come La Vecia Ferovia, la Paola Pezzo, la Lessinia Bike e la Divinus Bike le farei comunque, mi ritroverei già con 11 punti dei 21 necessari per conseguire il brevetto. Cosa ne dite?
Di Marco Tenuti (del 02/08/2012 @ 19:07:55 in MTB, linkato 1740 volte)
Il Maga vende il suo supermezzo con cui ha scorrazzato in lungo ed in largo per la nostra provincia e anche quella trentina, perché passa alla 29er.
Effettivamente uno spilungone come lui sta decisamente meglio sulla Focus Raven da 29 pollici.
La bici è un telaio Focus Raven del 2010 in taglia XL montata con gruppo misto SRAM X0-XX, corone Rotor Q-Rings, la coppia di ruote è Shimano XTR, la forcella DT Swiss XRC-100.
Per ulteriori dettagli contattate direttamente lui in e-mail all'indirizzo magagnotti.massimoATliberoPUNTOit o chiamate Focus Evolution a San Giovanni Lupatoto (045-9250623): il prezzo è di 1500 Euro.
A sinistra, nella fascia azzurra in alto la corona di stelle dell'Unione Europea e sotto la sigla che sta per il paese (qui D = Deutschland / Germania), due elementi che si trovano ormai in tutte le targhe dei paesi della comunità europea.
Poi seguono una, due o tre lettere (qui RA) che indicano la città o la provincia dove l'automobile è stata registrata. In questo caso, RA sta per la città di Rastatt (vedi anche l'elenco sotto).
Seguono a destra due targhette piccole rotonde, una sopra l'altra.
Sopra quella che indica la scadenza del controllo tecnico periodico dell'automobile. Il colore di quella targhetta cambia ogni anno e così è immediatamente visibile se l'automobile è in regola o no. Questa targhetta rotonda si trova nella targa posteriore, nella targa anteriore si trova invece una targhetta del tutto simile, dello stesso colore, ma esagonale che indica la scadenza dell'esame del gas di scarico.
Sotto, sia nella targa posteriore che su quella anteriore, una targhetta rotonda leggermente più grande dove si legge per esteso il nome della città o della provincia dove l'automobile è stata registrata, al centro lo stemma della regione e sopra il nome della regione.
Seguono, a destra, una serie di una o due lettere (qui KL) e una serie di cifre (fino a quattro cifre, qui 8136). Queste lettere e cifre non hanno nessun significato, servono solo a distinguere le automobili registrate in una città o provincia, possono quindi benissimo ripetersi in un'altra città.
Poi esistono tutta una serie di combinazioni, che non risultano nella lista dell'articolo, come Wetzlar, ad esempio.
Di Marco Tenuti (del 08/11/2011 @ 19:05:53 in MTB, linkato 2002 volte)
Ultimamente tra i vari banner tagliati su misura per il mio profilo, vedo sempre più spesso quelli che pubblicizzano le agenzie di Forex.
Promettono tutto quello che chiunque di noi vorrebbe: tanti soldi e poca fatica. Che bello. Come ad esempio quello che mi è appena comparso e che mi ha indotto a scrivere queste quattro righe: "Col Forex ho guadagnato 3500 Euro in mese".
Cos'è il Forex, vi chiederete. Il Forex è un mercato dove non ci si scambia azioni, ma si scambiano sempre valori economici. Ci si scambia fondamentalmente valuta economica di questo o quello stato. Voi comprate per esempio dei dollari canadesi da un altro che li vende e viceversa.
Continuate a comprare e vendere: fate il vostro guadagno semplicemente sulla speculazione che siete in grado di fare sulle valute nazionali. Se siete bravi, comprate valuta nazionale conveniente e la vendete quando questa cresce di prezzo, in modo da farci un guadagno. Più o meno stessa cosa della borsa.
Solo che per guadagnare veramente le operazioni mediamente positive devono per forza surclassare quelle negative, cioè quelle in cui avete sbagliato la vostra previsione.
Su questo mercato, come ci siete voi, ci sono anche gli altri che fanno anche loro speculazione, cioè stanno provando a guadagnare anche loro. Tutti provano a guadagnare: non c'è nessuno che è lì sul mercato del forex per rimetterci per il gusto di farlo. E poi oltre a voi e agli altri, ci sono anche le società di scambio per il Forex "asterisco".
State pertanto giocando tutti allo stesso gioco e tutti volete vincere al gioco: inevitabile che qualcuno perda, come in un qualsiasi gioco. Solo che qui, a differenza della borsa, non è che l'ammontare totale di una società, cioè la sua capitalizzazione in borsa, che può oscillare sulla fiducia totale riposta dagli investitori in quell'impresa.
Qui il totale del valore finanziario della valute presenti sul mercato è in teoria destinato a rimanere invariato, a meno di interventi più o meno importanti delle banche centrali, quindi qua siamo al gioco del "pesce grosso mangia pesce piccolo".
Per bravi che siate voi, sappiate che c'è sempre qualcuno più bravo di voi o più informato di voi, che sa fare le vostre speculazioni magari prima di voi, quindi le vostre speculazioni non sono così azzeccate.
In più le vostre speculazioni ed i vostri movimenti sono monitorati e gestiti dalle aziende di interscambio Forex. Loro operano su vostra indicazione, ma sfruttano sempre la possibilità di introdurre un piccolissimo ritardo tra le vostre disposioni e e le loro effettive esecuzioni sul mercato. Quel tanto che basta, per loro, per avere un vantaggio e suggerire a qualcun altro la vostra mossa, prima che essa venga eseguita. E' dura fargli le scarpe a questi qua.
E quand'anche questi qua della gestione del Forex non intraprendessero opportune manovre sulle vostre speculazioni, loro ci guadagnano già su ogni transazione di acquisto o di vendita, quindi loro si ingrassano semplicemente a maneggiare i vostri soldi. Direi che non c'è altro da dire, però magari io sto blaterando perché non ci sono mai entrato. Ho in mente di documentarmi meglio, ma non penso di sbagliarci molto. Anche il Forex è un gioco finanziario, non è economia reale, lavoro, sudore.
Se siete curiosi, nel dubbio leggetevi un po' qualcosa proprio da una delle società di Forex, come AvaFx:
PER VIA DELLA NATURA VARIABILE DEI MERCATI DI VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA, L'ACQUISTO E LA VENDITA DELLA VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA COMPORTA UN ALTO LIVELLO DI RISCHIO. IL COMMERCIO DI VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA NON È ADATTO A MOLTE PERSONE DEL PUBBLICO. TALE COMMERCIO VA INTRAPRESO SOLO DA PERSONE CHE ABBIANO PRESO ATTENTAMENTE IN CONSIDERAZIONE I RISCHI CONNESSI CON IL COMMERCIO DI VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA. UNA PERSONA NON DOVREBBE ACQUISTARE VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA A MENO CHE NON SIA PRONTA A SUBIRE UNA PERDITA TOTALE DEL PREZZO D'ACQUISTO. TUTTI GLI INVESTITORI DEBBONO LEGGERE E CAPIRE LA RIVELAZIONE DI RISCHI CONNESSI CON IL COMMERCIO DI VALUTA ESTERA AL DI FUORI DELLA BORSA CHE VIENE FORNITA A TUTTI GLI INVESTITORI IN CONNESSIONE CON UN APERTURA DI CONTO COMMERCIALE PRESSO LA AVAFX.
Se volete guadagnare 3500 Euro al mese, meglio lasciar perdere il Forex. Rimboccatevi le maniche e lamentatevi magari di chi approfitta di voi o vi sfrutta.
Di Marco Tenuti (del 20/09/2009 @ 19:05:06 in MTB, linkato 1604 volte)
La suspence era alle stelle per questo debutto su strada, sia mio che del Compagno di Merende. Il mio trasferimento verso Verona è ad "emissioni zero", perché decido di lasciare a casa la macchina e di andare giù col compagno di squadra "Bosca" e la sua morosa Silvia, rispettivamente iscritti nel percorso lungo e corto.
L'arrivo a Verona è emozionante: tutto è pronto, Trombini di San Bortolo al loro posto, moto e vetture di servizio pronte, speaker che anticipa alcuni scoop e novità dell'edizione 2009.
Una pausa caffé col Radu e Simone Pasetto nel baretto a pochi metri dall'orologio e poi si entra in griglia, dove il Miglio è già posizionato.
Nella nostra griglia ci sono praticamente tutti: il Paolo Orlandi, il Cica, Stefano Magalini. Pare di essere ad una notturna del Pappataso Fans Club. Nei giardinetti di Piazza Bra tutti vanno a gocciolare che è un piacere.
Al via subito ci si fionda ai 50 km/h per Corso Porta Nuova. I tombini si beccano senza tanti pensieri e si comincia già a menare di brutto tra un rilancio e l'altro. A Ponte Catena un saluto ai fans, che si sbracciano, cioè l'Anonimo, il Giando e il Bene, mi pare di ricordare.
Dopo pochi chilometri siamo in SS11 in direzione Trento, nella pancia del gruppo, che non si sta neanche male a velocità tra i 35 km/h e i 45 km/h.
Il patatrac succede però ormai ai Balconi quando il Radu grida: "Me va zò la rua". Comincia il panico: che fare? Il Radu sfila subito indietro. Dietro di noi c'è la nostra ammiraglia che è velocissima a fornire una ruota di scorta, ma purtroppo per il Radu il gruppone è perso! Un gran peccato perché ci si sta da Dio dentro.
Il Simone Pasetto è veramente bravo a sfilare il telefono e chiamare subito l'ammiraglia per sapere che fare. L'ordine è di rimanere nel gruppo e continuare a stare riposati. Nel frattempo il Radu va a conquistarsi il titolo di "Eroe del giorno", con un fuorisoglia per 20 km.
La Vecia Ferovia è stata, com'era da aspettarsi, una formalità chiusa in un'ora e 51 minuti, anche se ho impiegato quasi 6 minuti in più dell'edizione 2009, soprattutto per la mia forma fisica, ancora in crescita dopo lo stop di giugno a seguito del malanno muscolare accusato dopo la Lessinia Legend.
Grazie a nove gare son riuscito a portare a casa tutte le stelline necessarie per il conseguimento del brevetto, cioè 21, con una sapiente scelta di gare, che non mi ha portato troppo lontano di casa. Le uniche trasferte in cui ho dormito via da casa sono state il Trofeo Laigueglia in provincia di Savona, la Casentino Bike a Bibbiena (AR) e la Dolomiti Superbike a Villabassa (BZ).
Ringrazio doverosamente tutti coloro che mi hanno aiutato in questa impresa, a partire dalla mia famiglia, poi il Compagno di merende Radu, l'Anonimo Turnover per la trenata alla Divinus Bike, Tomas Zandonà per la bella trasferta in terra ligure, il Max Maga ancora in via di conseguimento del brevetto 2010 ed il suo compagno di squadra Luca Sivero, nonché il Conte Savoia per il supporto morale e psicologico, il Paolo Orlandi per la preparazione fisica dei mesi addietro.
A questo punto i pensieri vanno subito in proiezione 2011: l'anno prossimo senza dubbio nuove esperienze e nuove avventure, però con alcuni punti fermi.
Di Marco Tenuti (del 01/12/2010 @ 18:53:54 in Abarth, linkato 2804 volte)
Il TCT, twin clutch trasmission, è una delle ultime tecnologie messe a punto da FPT (Fiat Powertrain Technologies) per la gamma di autoveicoli del gruppo italiano.
Si tratta sostanzialmente di un cambio a doppia frizione e doppio albero, che consente di tagliare drasticamente i tempi di cambiata e quindi a tutto vantaggio sia dell'economia di marcia che delle prestazioni.
L'attuazione è completamente elettronica e quindi i comandi vengono ripartiti dal guidatore tramite comandi elettronici a bilanciere o tramite un software di gestione della marcia, nel caso di attivazione di una modalità automatica.
Attualmente questo cambio è montato sulla Alfa Romeo Mito e la Alfa Romeo Giulietta, ma io me la aspetto a breve anche sulla Abarth Punto Evo. Esso è denominato con la sigla C635, che sta ad indicare che è sviluppato con 6 marce, gli ingranaggi delle marce pari su un albero, quelli delle marce dispari sull'altro ed è in grado di sopportare fino a 350 Nm di coppia.
Quella di Fiat non è una novità sul mercato, ma segue di parecchi anni l'invenzione del gruppo Volkswagen/Audi, arrivato col cambio DSG ancora a fine 2004. Anche la Ford sta cominciando a consegnare in questi mesi una sua implementazione sulle macchine del suo marchio, chiamata PowerShift.
Di Marco Tenuti (del 11/01/2012 @ 18:51:12 in MTB, linkato 1131 volte)
Che il Maga sia spesso in giro in bici non è una novità. Solo che stavolta abbiamo pure le prove ambientali! Lo ha fotografato perfino il macchinone di Google, quello che scatta le foto per Street View, ossia l'infinita collezione di foto catalogate e inserite dentro Google Maps.
Il nostro atleta del team Focus Italia è stato avvistato praticamente nella via principale di Marano di Valpolicella. E' stato lui stesso ad accorgersi di essere stato fotografato in quel punto ed a cercare di lì a qualche mese sul sito del colosso informatico statiunitense.
Di Conte Savoia (del 13/02/2010 @ 18:48:41 in MTB, linkato 2677 volte)
Dopo il solito tamtam del venerdì tra sms e e-mail - in ufficio dovrò silenziare il mio Nokia - mi sono trovato solo, proprio come un lupo solitario.
Infatti non ho ceduto ai canti (lamentosi) dei sireni del PFC e ho mantenuto fede al mio programma definito ancora la settimana scorsa, ovvero: consegna della mia verdona per il tagliando pre Airon Bike e ritiro di una Niner One 9 rigida. Ebbene si, avete letto bene, ho avuto in comodato d'uso una single speed di cortesia fino al ritiro, previsto per sabato 20 feb., della mia verdona. 8,30 partenza dala Palazzo Conteale baciato dal sole, ma con temperatura inferiore allo "zero" e, visto che sarebbe stata un'uscita in solitario, ho pensato bene di andare a SMBA affrontando il più possibile sterrati e scollinando, anche per evitare il muro di nebbia che nascondeva la città di Giulietta e Romeo.
Pertanto ho percorso il primo trattato del circuito conteale serale che per tutto quest'inverno io e Paolo abbiamo percorso almeno una volta alla settimana: Sezano, S.Maria in Stelle, Vendri, Casa Rosa. Allo scollinamento si vedeva netto il confine tra la zona d'ombra della nebbia sottostante e il sole magnifico in quota e lì sinceramente, lo confesso, ho goduto al pensiero di aver evitato il trasferimento fino ai Monte Berici di chi so io, eheheh.
Dopo essere risbucato sull'asfalto mi sono sparato in discesa il Piloton fino al Castello e poi giù alla Rotonda di Montorio. Ho proseguito, tra le nebbia, nel percorso sterrato tra i canali delle Ferrazze e finalmente sono arrivato dal Dux per consegna verdona e ritiro della single-speed.
Dopo uno scambio veloce di pareri/consigli il Dux mi ha consegnato una bella Air One 9 con forcella carbon Campa Bros, manubrio rise da 71 cm. e un 30x18. La cosa strana che noti subito è l'assenza dei comandi sul manubrio e dei deragliatori anteriore e posteriore.
Parto bello baldanzoso e subito mi sembra di pedalare a vuoto, meno male che non ho il contapedalate, ma, a sensazione, mi sembrava di frullare ad oltre 130 rpm. passato lo sgomento iniziale comincio un pò ad abituarmi anche se alla salita verso il Monte dei Santi istintivamente cercavo di cambiare, ma non trovavo i comandi!!!
ho scollinato allegramente anche se nel punto più duro il mio cervello continuava mandare impulsi strani del tipo. "casso aspetito a scalar qualche dente?"; "non sentito el cor che el scoppietta?... meno male che non avevo il cardio.
Comunque, ho potuto apprezzare il manubrio più largo nella discesa del Monte dei Santi che solo nel tratto iniziale era un pò paciugata visto che il sole stava già sciogliendo il ghiaccio.
Sono ritornato alla Rotonda di Montorio, sempre via Ferrazze, e lì ho avuto la prima idea malsana della giornata e mi sono detto:"metemo alla proa il 30x18 sulla salita dritta per arrivar su al Castello". L'ho fatta, ma l'ultimo tratto ripido avevo quasi il timore di dover mettere il piede a terra. Sono risalito dal Piloton e proseguito verso San Fidenzio fino al cancello. Fin qui ho gustato veramente la pedalata omogenea con questo unico rapporto a mia disposizione. Discesa fino a S.Maria in Stelle e, ovviamente, mi sono cronometrato sul Piccolo Stelvio, cercando però di mantenere sempre lo stesso ritmo medio/alto e ho scollinato in un buon 9'34" con riferimento la prima griglia a fianco della chiesa. Banana (meritata). Mentre mangiavo con gusto il frutto colto del cesto della mia cucina, ho lanciato l'ipotetica monetina per scegliere quale strada prendere. E qui mi sono lasciato convicere dal lato oscuro del mio cervello e ho girato a destra con l'intento di farmi il boschetto che ti riporta alla contrada "Terra di Stelle", dove c'è lo strapiombo per intendersi.
Già prima del boschetto ho incontrato la prima neve, però spingere il 30x18 su quel tratto tecnico, lo ammetto è veramente duro. Le gambe urlavano dallo sforzo, gli addominali pure nel loro lavoro di mantenere un equilibrio assai precario e proprio prima dello strampiombo ho dovuto arrendermi e mettere i piedi per terra. Testardo ho cercato di rimettermi sui pedali, ma bastava un pò di neve o uno scalino in più per dover scendere nuovamente alla MTB. Comunque, sono riuscito a risalire in sella in un punto favorevole e sono arrivato alla contrada. Lì ha capito che quel tipo di percorso non è propriamente adatto ad una single-speed.
Comunque ho proseguito fino alla Pesa di Romagnano, dove, saggiamente, ho pensato bene di evitare la salita dei Venti, molto innevata, e sono sceso al cimitero di Romagnano e mi sono fatto le Saponette. qui il terreno era ancora ghiacciato e quindi il fondo aveva un bel grip e mi sono divertito moltissimo. Visto che ero già in zona ho imboccato la salita Cervellin con un buon passo e l'intenzione era quella di ritornare in valle scendendo dalla Lugo/Praole. Ma quando mi sono trovato sulla Provinciale e sentendo che "la gamba la tirava ben dal de drio", sono risalito fino al Monte S.Viola.
Qui lo spettacolo era mozzafiato. Neve, neve, neve!!!
Ho fatto un paio di foto alla single-speed piantata dentro la neve e poi sono ripartito verso Azzago.
Altro punto sfavorevole alla single-speed: le discese in asfalto. Lì si mulinano le gambe a vuoto... Visto che ero a Romagnano, mi sono guardato tra me e me e ho deciso di rifarmi le Saponette. Ancora sensazioni bellissime, anche se il terreno si era un pò allentato rispetto al primo passaggio, però la Air One9, che montava delle ottime Geax Saguaro 2,2, non ha avuto alcuna esitazione. Sono arrivato a casa, bello infangato, ma completamente soddisfatto della mia uscita alla lupo solitario. Concludo dicendo che sicuramente almeno una volta nella vita bisogna provare una single-speed, però la sconsiglio per i nostri abituali percorsi.
Di certo la si sfrutterebbe meglio in gare su sterrati vallonati. Se vedemo domani mattina sull'Eurostar della Lessinia delle h. 8.30. Un ultimo pensiero al Giando, vittima di un incidente fortunatamente lieve con il classico deficiente munito di quattroruote. A lui un grosso in Bocca al Lupo di pronta guarigione e, come da lui stesso ammesso e confermato, CASCO BEN ALLACCIATO!!!!!!!!!!!
Di Marco Tenuti (del 11/02/2011 @ 18:46:47 in MTB, linkato 1205 volte)
Dopo averli testati per un buon mese in gran segreto, ecco le prime foto esclusive del kit pedali installato sulla mia Venus Maximum, la terza bici che tengo a Padova e che uso per gli spostamenti dalla stazione ferroviaria all'ufficio della Concrete.
Siccome le pedane dei pedali alzano inutilmente il peso e soprattutto continuano a sfilarsi, causando grave pericolo per il sottoscritto, ho ben pensato che forse valeva la pena rimuoverle, così ora mi ritrovo a spingere su dei bellissimi perni in titanio, che mettono a serio rischio di furto la mia splendida Maximum. Sto infatti pensando che il lucchetto d'ordinanza del parcheggio custodito sia uno scarso deterrente per gli avvistatori in quel di Padova, da sempre città storica nella produzione di bici italiane.
Dopo i comandi rotanti automatici, anche i pedali speciali ultraleggeri! Insomma gli Eggbeater 4Ti della Crank Brothers possono andare a nascondersi, dopo quest'ultima novità mondiale!
Per ordinazioni o test del kit, vi invito a telefonare dal lunedì al venerdì ore pasti.
Di Marco Tenuti (del 05/09/2012 @ 18:45:37 in iPhone, linkato 1613 volte)
Sembra che il suggerimento dato all'inventore di Facebook sia servito a qualcosa, cioè quello di invitare Mark_Zuckerberg a lasciar perdere i festini ed a concentrarsi di più sull'Objective-C...
Davvero inspiegabile come il team di sviluppo in casa Zuckerberg non abbia rilasciato la nuova app Facebook anche per dispositivi con iOS antecedente alla versione 4.3.
Rimangono così al momento tagliati fuori tutti gli iPhone che non sono stati aggiornati ad iOS 4.3 o superiore e sicuramente tutti gli iPhone che non si possono aggiornare all'iOS 4.3, come l'iPhone 3G.
Rilasciato giovedì 23 agosto la nuova versione di Facebook è stata completamente riscritta abbandonando la tecnologia HTML5, ancora immatura ed instabile nelle implementazioni presenti su iOS ed Android, in favore dell'API nativa di Apple.
Stando alle dichiarazioni nel mese di luglio di un paio di sviluppatori dell'applicazione, pare che le prestazioni siano migliorate di circa 2,5 volte con la nuova versione, anche se il maggiore beneficio è proprio una stabilità ed un'affidabilità generale dell'applicazione.
Con la vecchia versione - a cui sono ancora costretti i possessori di iPhone 3G come il sottoscritto e anche tutti gli utenti Android - i crash erano all'ordine del giorno, i tempi di attesa decisamente lunghi e spesso venivano visualizzate delle foto diverse da quelle che ci si aspettava alla loro apertura da qualche pagina.
Sorprendente anche come il team di Facebook sia così lento nel rilasciare le nuove applicazioni, segno che il team è davvero povero sia di risorse umane che di capacità generali, nonostante il valore della capitalizzazione in borsa del titolo Facebook. Molto probabilmente non c'è alcun interesse da parte dell'amministrazione di migliorare le applicazioni per dispositivi mobili, visto che queste ultime hanno risoluzioni e aree più piccole delle controparti per computer e quindi spesso vengono sacrificati banner e spazi pubblicitari.
Effettivamente, per una società quotata in borsa che punta a capitalizzare ed ad attrarre nuovi investitori con i suoi spazi pubblicitari, che senso ha migliorare e lavorare sulle applicazioni mobili, che allo stato attuale non mostrano alcun spazio pubblicitario? Meglio lasciare le versioni così come sono, cioè scadenti, e costringere il popolo dei "fancazzisti Facebook" sulle versioni complete basate su Javascript per i browser tradizionali.
La Camera boccia la proposta idv di abolire il vitalizio per i deputati in carica e quelli cessati. Si potevano risparmiare 150 milioni di euro all'anno, ed eliminare un incomprensibile privilegio che allontana il Paese reale dalle istituzioni e la casta. L'intervento dell'onorevole Antonio Borghesi e il successivo voto della Camera.
Di Marco Tenuti (del 17/06/2011 @ 18:37:09 in MTB, linkato 1791 volte)
E' stato reso pubblico alla stampa specializzata l'ultimo upgrade del Maga, al secolo Massimo Magagnotti, l'atleta sanzenate, da un anno trasferitosi in Valfiorita.
Nulla era trapelato nel corso di questa settimana, ma alcuni indizi facevano convergere sulle corone ovali per la MTB del Maga.
Pare che l'embolo delle corone ellittiche, marchiate Rotor Rings, oltre a vederle di tanto in tanto sulle bici da crono dei professionisti su strada, si stia propagando anche tra gli amatori. Ricordiamo infatti di aver visto questa novità sulla Scapin stradale del mio compagno di squadra Rancan.
Adesso è la volta della Raven del Maga. Chi lo fermerà domenica alla 100 km dei Forti? A quanto pare nessuno, pertanto se avete qualche velleità di vittoria, ripiegate sul percorso marathon, fidatevi.
A casa mia la lavastoviglie è arrivata da poco, solo ad ottobre scorso. Nell'economia generale della gestione domestica è indubbio che questa novità sia un grosso passo in avanti, in primo luogo per il tempo risparmiato a favore di altre faccende domestiche, in secondo luogo per una questione prettamente estetica - si toglie alla vista il classico casino di stoviglie sporche nel secchiaio - ma si introducono senza dubbio nuovi costi nel bilancio familiare. Vediamoli:
costo dell'acqua, che sarebbe negativo tenendo conto che qualsiasi lavaggio a mano è considerato più dispendioso di quello di una moderna lavastoviglie
costo per l'energia elettrica, che andrebbe controbilanciato dal risparmio sul gas consumato per scaldare l'acqua calda (per completezza sarebbero da tenere in considerazione anche alcune lavastoviglie che danno la possibilità di pescare direttamente l'acqua calda)
costo per il detersivo specifico per lavastoviglie inclusivo di brillantante (contro il detersivo per il lavaggio a mano)
costo per i sali minerali appositi, da ricaricare con una certa periodicità
costo per il trattamento di "lavaggio" della lavastoviglie con periodicità mensile
costo di ammortamento dell'elettrodomestico
eventuali costi per riparazioni
Stando all'articolo che ho trovato sul sito di Kitchens, il consumo medio di una lavastoviglie moderna è di 15 litri e circa 1 kWh, il chè significa che in termini economici un giro di lavastoglie è di circa 13 centesimi per il detersivo, considerata l'equivalenza tra una pastiglia e la dose liquida da 20 millilitri/grammi.
Su questo, in cui ci si attiene a livelli più alti, cioè tra 1,4 e 1,8 kWh sempre per il ciclo lungo di una lavastoviglie moderna.
In questa letturaVivi Con Stile di Lega Ambiente stringe la forbice tra 1,4 kWh e 1,6 kWh.
Consideriamo pertanto i soli costi di esercizio ed escludiamo l'ammortamento e la manutenzione:
risorsa
quantità
importo
acqua
15 litri
-
detersivo
20 grammi
0,13 cent
corrente elettrica
1,5 kWh
0,30 cent
trattamento lavaggio
0,10 cent
totale
0,53 cent
Se cercate un calcolatore di costo dell'energia elettrica, vi rimando a questo calcolatore, che ho trovato sul sito Quale Tariffa. Io ho presupposto che un kilowattora si attesti sui 0,20 cent, ma ultimamente anche questo prezzo sta schizzando verso l'alto.
Per tagliare la testa al toro sono incappato sull'articolo "definitivo", cioè quello che prende in considerazione l'intenzione della lobby dei produttori di elettrodomestici e le loro argomentazioni contro le questioni utilitaristiche ed ambientali. Ora l'articolo non pretende di essere effettivamente la fonte della verità al riguardo, ma per certi versi tutta una serie di parametri, come la vita media di una lavastoviglie, il costo dell'energia elettrica e la quantità di detersivo usata ogni volta che si carica la lavastoviglie, sono tutti verificabili e calcolabili autonomamente da parte di noi consumatori.
Vi rimando pertanto alla lettura che ho trovato sul sito Vivi Con Stile di Lega Ambiente: trovate degli ottimi suggerimenti per ridurre ulteriormente il consumo in termini energetici della lavastoviglie andando a questo articolo.
Di Marco Tenuti (del 04/12/2010 @ 18:34:39 in MTB, linkato 8951 volte)
Il ristoro della GF del Pandoro 2010 comincia ad assumere per quantità di cibo e bevande i contorni di un vero e proprio ristoro da gara cross country o da piccola granfondo del panorama provinciale. La previsione è di circa 80 persone al ristoro finale.
Cosa ci sarà:
pandoro e panettone a tutta
Cocacola o Pepsicola
integratori di sali minerali
patatine e snack
panini con salame, prosciutto, pancetta
banane e mandarini
tè caldo
Stiamo lavorando anche per il vin brulè e la cioccolata calda.
Se qualcuno dei ciclisti partecipanti avesse la morosa, la moglie o qualche amico che vuole mettersi a disposizione per aiutare il team del ristoro, coordinato dalla Cicci, contattatemi pure e vedremo di esaudire anche questi ultimi desideri gastronomici.
Di Marco Tenuti (del 14/02/2012 @ 18:27:01 in MTB, linkato 1080 volte)
Sabato mattina, causa addormentamento, ho ignorato completamente la sveglia delle 8.00, quella che avrebbe dovuto farmi trovare alla rotonda di Montorio all'appuntamento "Pedala col Conte", ma me la son presa con comodo, facendo colazione con Elisa ed i miei figli più piccoli e astenendomi volentieri dal congelamento per il trasferimento verso la cittadina ad est di Verona.
La voglia però di andare in MTB era intatta e, visto che il cielo non prometteva niente di buono con i primi fiocchi che si apprestavano a cadere a Grezzana, con un paio di SMS facevo cadere la maggioranza del Trio Piocio e mi accordavo con l'Orlando per un giro alternativo a quello del savoiardo.
Dopo venti minuti, lo zio Paolo era a casa mia armato della sua Rockrider 8XC in configurazione "all mountain" e guanti a doppio strato, per allontanare per quanto possibile i ghiaccioli ed il freddo buriano.
Salutata la mia famigliuola, si parte per il nostro giro e Paolo fa subito sapere che sarà un "giro riscaldante", cioè basse, bassissime velocità, ma caldo, sudore e frequenze cardiache belle alte.
E' così che attacchiamo una salita per me inedita, aperta da non molto stando alle parole di Paolo, cioè quella che sale dalle grotte degli Americani verso Slaìn, il cui inizio è collocato si e no duecento metri più a sud della ben più nota discesa omonima.
Lo strato di neve è già di cinque centimetri, ma il grip è ottimo e si sale subito di buona lena e con un livello cardiaco alto. Il BB King posteriore da 26" del Paolo stenta un paio di volte sulle pendenze più accentuate, mentre il gommone da 29x2,25 della Scalona non batte ciglio, se non fosse che il mio tiro è quello che è e dove Paolo invece riesce a passare indenne, io son costretto a spingere a piedi per "fiato esaurito".
In un breve lasso di tempo ci ritroviamo già attorno alla casa di Slaìn e proseguiamo spediti verso Campo Piano, dove abbandoniamo il bosco in favore dell'asfalto della provinciale che congiunge Grezzana a Montecchio. Da lì in poi tutto secondo manuale, cioè saliamo al Capitello San Vincenzo, segue la cresta single track dei Casotti e poi giù in discesa verso Salvalaio in tutta sicurezza. Ad Alcenago saliamo fino a Vigo per scegliere il bellissimo single track della Ria, da qui al Capitello San Giuseppe e poi a casa dei miei genitori per una breve pausa a base di grappa alla ruta e ginepro, mentre fuori i fiocchi cadono insistentemente.
Dopo aver riscaldato gli animi con lo spirito, ritorniamo in piazza alla Chiesa per affrontare la parte finale di una discesa dell'edizione 2010 della Verona-Boscochiesanuova, ossia il tratto dal Capitello San Giuseppe a Bosemai. Peccato che la discesa sterrata finisca presto: ci congeliamo per percorrere quel paio di chilometri che ci servono per arrivare in Turnover dove fare il punto della situazione.
Pochissimi chilometri pertanto lo scorso weekend, nemmeno sedici, e poco più di un'ora in sella alla bici, però la tecnica sia in salita che in discesa non è mancata, così come anche il divertimento: quando c'è la neve, è sempre garantito. Speriamo che si riesca nel prossimo weekend a pedalare molto di più in sella alle nostre mountain bike.
Di Marco Tenuti (del 29/12/2008 @ 18:25:17 in MTB, linkato 1667 volte)
Dopo aver scambiato due parole col Diego Bertani di Bcicli, ieri all'incrocio sopra Albisano, sui sentieri della Valpantena, oggi non potevo astenermi da inserire l'ultimo tassello del puzzle 2008 e così son andato a fare il vaio di Reolto.
Mi mancava solo questa tra le ricognizioni che ho fatto ultimamente - ricordo gli articoli preliminari alla Gran Fondo del Pandoro, nonchè il passaggio a Ponte di Veja per Sengie, Salar, Calalba e Giare - e questa volta avevo il vantaggio che il dr.Pich fosse già passato a piedi, giusto la settimana scorsa, ad aprirmi la strada.
Così son salito su ad Alcenago sempre dall'impegnativa salita dei Gonzi, sbucando così rapidamente alle Fontanelle e ho cominciato a percorrere la scavezzagna alla destra del deposito della fungaia, convinto che fosse la strada giusta. Così non era, tanto avevo percorso si e no 200 metri, che son tornato sulla mia traccia.
La scavezzagna giusta è quella a sinistra del deposito e poco avanti trovo pure el Rico del Giosuè, con cui scambio due parole sul vaio di Reolto. Ricevute le giuste indicazioni, tra cui quella tenere la destra al bivio dei due sentieri, mi infilo giù lungo questa strada subito molto ripida e piena di fogliame del bosco.
Al bivio tengo intenzionalmente la sinistra, per vedere dove conduce il sentiero errato, ma non riesco ad andare molto avanti. Così decido di tornare sulla via giusta e subito mi imbatto negli alti scaloni del vaio di Reolto. Il dislivello che essi consentono di superare sarà all'incirca 30-40 metri, ma questi non c'è verso di farli in sella alla MTB e non rimane che scendere con la bici a fianco. Il corso d'acqua alla sinistra, che proviene dalla contrada di Coda, si trasforma in qualche cascatella, dove i candelotti di ghiaccio arrivano a superare i 20 cm e a me non rimane altro che ritornare in sella e cominciare a menare in direzione Stallavena. Il pezzo inferiore diventa sempre più agevole e percorribile e quasi in fondo ho anche la fortuna di imbattermi in un gregge di pecore, cosa che non pensavo assolutamente di incontrare sopra Stallavena!
Da lì in poi il ritorno verso casa è su asfalto, ma volendo, ci sarebbe giusto la Lugo-Praole, poco avanti in Valpantena.
Di Marco Tenuti (del 04/09/2009 @ 18:20:14 in MTB, linkato 1154 volte)
L'iscrizione mia e del compagno di merende è partita. Per quanto riguarda le formalità, c'è solo da attendere di vederci nell'elenco iscritti.
Domani mattina di buon'ora partiamo in direzione Ferrara di Monte Baldo e proviamo 'sta salita che non abbiamo mai fatto. Vuol dire che attacchiamo a Caprino e continuiamo in direzione Spiazzi, Ferrara di Montebaldo, cavallo di Novezza e via dicendo. Non chiedetemi, perché non ci son mai stato, nemmeno in macchina, ma le nostre bici sono abbastanza "pronte".
Per chi volesse aggregarsi, io parto da Quinto verso le 7.30 e mi trovo col Radu alle ore 8.00 in punto a San Martino Buon Albergo, all'incrocio che sbuca dietro l'Aia direttamente in Statale 11. Questo vuol dire che passeremo a Ponte Catena verso le 8.30, forse un pelo prima.
Nella foto qui sotto potete vedere lo scatto della Supersport usato per alcune pubblicità che stanno comparendo in giro.
Se non fosse che mi sto andando ad "incartare" con altre faccende, non avrei dubbi nella scelta. Anche se il nero non l'ho mai voluto per una macchina - in primis perché è sempre sporco, secondibus perché attira i raggi solari - potrei fare un'eccezione.
Entrambe le versioni speciali sono disponibili solo nella versione equivalente al kit Essesse per la Grande Punto e la Punto Evo, cioè la versione da 180 cavalli. Con questo livello di potenza la velocità massima in 6° marcia è 216 km/h, mentre lo scatto sullo 0-100 km/h ferma il cronometro in 7,5".
Probabilmente queste saranno le ultime due serie della Punto Evo secondo Abarth. Nel corso del 2013 arriverà il nuovo modello del segmento B secondo Fiat, cioè la nuova Punto e conseguentemente anche la Abarth rivedrà completamente la sua interpretazione sia dal punto di vista stilistico che meccanico, sperando che arrivi pertanto anche qualche novità tecnica, come il TCT già montato su Alfa Romeo Mito e Alfa Romeo Giulietta.
Di Marco Tenuti (del 31/12/2009 @ 18:09:09 in PS3, linkato 1695 volte)
Santa Lucia ha portato a casa nostra ad Enrico la Sony Playstation 3, per cui un problema che prima o poi affronteremo sarà quello di sostituire il disco rigido, mettendone uno di più capiente rispetto a quello incluso da 120 GB.
Le limitazioni per il disco rigido sono le seguenti:
disco S-ATA da 2.5", cioè per portatili
disco da 5400 rpm per la massima compatibilità con la PS3
Attualmente in commercio ci sono già disponibili dischi da 250, 320, 400, 500 e 750 GB. Intanto aspettiamo e quando sarà ora opteremo per la taglia probabilmente più grande, cioè 750 GB o addirittura da 1 TB, se sarà disponibile tra alcuni mesi.
Qui sotto il disco di come fare l'upgrade e il relativo backup dei dati.
Di Marco Tenuti (del 13/12/2009 @ 18:07:00 in viaggi, linkato 2258 volte)
Trovarsi ai bordi della lussureggiante natura tropicale del Brasile significa fare i conti anche con le tantissime specie animali con cui ci si incontra e ci si scontra.
Mi riferisco alle zanzare che invadono il nostro appartamento qui vicino al centro storico di Paraty.
Dopo aver chiuso tutte le finestre, aver posto le zanzariere per consentire lo scambio d'aria con l'esterno e aver utilizzato il più classico degli insetticidi in versione spray - quello che chiamiamo impropriamente "DDT" - giunge prima o poi il momento di entrare in camera per la nanna.
Il quieto vivere "notturno" in quel di Paraty non è molto dissimile a quello di Bibione o di qualche altra località balneare dell'Adriatico: bisogna eliminare le zanzare più resistenti rimaste dentro la stanza.
Si tratta di dieci minuti di guerriglia urbana, dove armi dello scontro sono le ciabatte, qualche maglietta sporca e soprattutto il rapido movimento di mani, vero stratagemma che fa la differenza.
Si presta la massima attenzione a movimenti sospetti, si ascolta il tipico ronzio d'ali. Le prime due tre sono facili da colpire. Sono le ultime le irriducibili, le veterane di guerra, che magari portano in dote anche gli onori e gli allori delle battaglie precedenti, come si vede dalla macchia rossa lasciata dalla loro resa.
Queste di Paraty non sono velenose come le zanzare tigre che ormai imperversano in Europa, ma hanno un movimento d'ali ed un cambio di velocità a dir poco fulmineo.
Solo alla resa dell'ultimo baluardo, si può pensare di dormire una notte tranquilla, cioè quella non costretta dietro o sotto al lenzuolo, con un'umidità del 100% e il ronzio appena fuori che non lascia dormire.
Non è certo questo inconveniente a rompere l'incanto della natura del Brasile, dove è senza dubbio l'acqua in tutte le sue forme e manifestazioni a farla da padrona.
Acqua dal cielo, quando piove. Acqua nelle leggere foschie o pioggerelline che si addensano alle quote più basse, acqua che scorre sulle strade, nei fiumi, nei rii di qualsiasi bosco o foresta.
Acqua che esce da ogni frutto succoso e prelibato: agua de coco dolce e dissetante, acqua da un caju, acqua e succo dal dolcissimo mango o papaya, acqua dalla goyaba; ma anche acqua marron piena di fango vitale ed argilla rossa nei canali, nei fiumi, acqua azzurra e verde nel basso fondale della laguna tra Angra dos Reis e Paraty. Acqua in abbondanza per raffreddare la centrale nucleare, acqua che si ribella e che straripa nello stato di San Paolo, acqua che fa cedere una scarpata.
Tutto è verde, tutto è pieno di vita per l'acqua: nei colori dei frutti, nelle tonalità di verde di foglie e di ogni arbusto, in tutti i colori delle incantevoli orchidee e rigogli floreali presenti in ogni angolo del Brasile. L'acqua scende dal cielo ed è calda quasi come sotto la doccia, ma la gente, come la natura, non se ne duole: la accoglie e la riceve come un dono della vita.
Di Marco Tenuti (del 11/08/2009 @ 17:58:38 in MTB, linkato 2102 volte)
Oggi l'intenzione era quella di andare col Miglio per un bel giretto lungo nella zona occidentale della provincia scaligera. Quando abbiamo saputo che il parterre a Bussolengo annoverava ben più di un PRO, tra cui anche l'ultimo vincitore del Giro di Danimarca, ci siamo sguinzagliati per la nostra strada.
E' così che i compagni di merende si son trovati alle 8.00 questa mattina a San Martino Buon Albergo, convinti di fare un bel giretto lungo in BDC.
Il percorso ha previsto l'attraversamento a Verona, la ciclabile fino a Bussolengo, poi passaggio a Pol, Sega di Cavaion, Montalto, Albarè, Costermano. Poi si cominciava a salire, ma ad un ritmo da volerse ben, verso Castion, San Zeno di Montagna e quota massima a Prada Alta.
Nelle gambe del Radu negli ultimi tre giorni, c'erano già circa 300 km, mentre nelle mie c'erano poco più di metà, ma quello che più contava di tutto, è che il dislivello accumulato nel weekend precedente cominciava a farsi sentire.
In salita pertanto non abbiamo mai forzato ritmo, stando sempre nel range medio (135-155 bpm).
A San Zeno di Montagna ci scappa una cochetta veloce, mentre la salita verso Prada non ci sembra niente di che. Arrivati in cima, il mio desiderio sarebbe stato quello di scendere a Castello di Brenzone, ma il Radu non era di questo avviso e la Flora anche, così non mi son voluto mettere contro la simpatica coppietta e siamo ritornati verso Lumini e poi giù a Caprino.
Il ritorno verso Verona non è stato dei più avvincenti, vista l'ora e la calura che si abbatteva sulla città, ma è bastato un ciclista probabilmente olandese o tedesco per stimolare il nostro trasferimento verso l'oriente, tenendo una media da 40 km/h da Pescantina fino a Parona.
Vi lascio alle foto, ma se volete, non mi dispiacerebbe rifare il giro e magari scendere giù a Castello di Brenzone!
Di Marco Tenuti (del 07/08/2012 @ 17:57:00 in MTB, linkato 2568 volte)
Quest'anno l'EICA, l'Esposizione Internazionale del Ciclo, si sposta da Milano a Verona, parterre d'eccellenza per presentare tutte le novità della bici per il 2013. Sarà allestito presso Veronafiere dal 15 al 19 settembre 2012.
Di Marco Tenuti (del 10/01/2010 @ 17:55:04 in MTB, linkato 1213 volte)
L'appuntamento stamattina per me è alle ore 8.30 davanti al cancello di casa mia, in compagnia del Conte. Purtroppo il debutto con la Addict è slittato ancora di qualche giorno, pertanto non avevo molta scelta e cioè uscire in MTB. Il Conte, che ultimamente è abbastanza schivo sia al popolo dei bitumari che alle pedalate in BDC, si presenta per solidarietà con la sua verdona, ma non disdegna di presentarsi in quel di Ponte Catena a mescolarsi nel gruppo.
Infatti a Ponte Catena il team Focus Italia è schierato con bici miste, chi la BDC, chi con la MTB, ma tutti son abbastanza concordi sul da farsi: pedalare su asfalto!
E' così che ci si incammina tutti sul Lungadige Attiraglio in direzione Diga. Solite sgambettate verso San Vito in Mantico, dove ci prendiamo parole dal gruppo Galassia Race, senza capirne in motivo, poi si prosegue verso Bussolengo e si devia verso Pol di Pastrengo.
Qui il Tommy Senior accusa una doppia foratura sulla sua BDC, sia davanti che dietro ed il gruppo è costretto a fermarsi. Oltre al vecchio Tommy ed uno dei figli in sella alla "Raven coi mocassini" - come direbbe il Pappataso - ci son Luca, il Max Maga, il Magalini, il Mario, il Sambugaro, oltre all'Orlandi, anche lui in MTB.
Arrivati a Piovezzano, ci dividiamo in due gruppetti e noi valpantenese deviamo verso Domegliara e Sant'Ambrogio. Superato Gargagnago, il Sambu ci saluta, mentre per i tre in MTB, rigorosa pausa caffé con brioches delle 10.30.
Dopo esserci ristorati dovutamente, riprendiamo la marcia di avvicinamento verso casa, cercando di entrare nella porta di casa per le ore 12. Salta così la possibilità di fare la Pendola, ma decidiamo di tagliare Verona e di salire in Valpantena via Santa Maria di Negrar e Montecchio, passando sulla salita della pizzeria da Gigi.
Qui io ed il Conte abbiamo il piacere di ascoltare l'Orlandi nello sviluppare il suo trattato sulla produzione delle sfere dei cuscinetti SKF e le relative guide, solo che il sottoscritto ha ormai la milza ridotta come un fico secco e sempre meno sangue arriva al cervello.
La discesa verso Grezzana dai Casotti è una continua tentazione dell'Orlandi che vuole assolutamente infangare la bici, mentre io ed il Conte rimaniamo molto fermi e cerchiamo di portare a casa il mezzo lindo più che mai.
Risulta che la discesa da Grezzana fino a Quinto è tutto un salutare di gruppi di ciclisti che stanno rientrando dalla zona lago, in primis il GC Grezzana con in testa il suo presidente, poi alla spicciolata troviamo Remo Rossi, Diego Anselmi ed il presidente Turnover. Altri pochi sparuti seguono ogni 2-300 metri.
Oggi 64 km a ritmo medio, sempre con buona agilità, una salita portata a casa di media difficoltà, mentre la bilancia continua a sorridere, anche se si cala si e no un etto al giorno.
Credevo di essermi liberato della tivù, in prima battuta quando era saltato lo "storico" televisore a tubo catodico, regalo di nozze, e che aveva ormai 10 anni di vita, all'ultimo ferragosto. Ero convinto che l'elettronica programmata dalla Sony avesse decretato che quello fosse l'ultimo giorno per il Trinitron lasciandomi a piedi, ma non ero assolutamente dispiaciuto della cosa. Col digitale terrestre alle porte, il "fullaccadì" e il "tredì" non c'era che da sfregarsi le mani.
Inoltre non c'era un granché da vedere in tivù, se non il rullo battente Mediaset o la strozzata sinfonia Rai, con qualche voce fuori dal coro grazie a pochi programmi su Raidue o Raitre.
Poi è arrivata di punto in bianco anche la fatidica data del 30 novembre, data del switch-off in tutto il Veneto, a mettere fine al funzionamento del Panasonic 14" catodico promosso temporaneamente a prima tivù di famiglia...
Così se ne sono andati quasi tre giorni a casa mia senza tivù: non si stava tutto sommato male, però un Carlo Conti con l'Eredità a sottofondo mentre si sta preparando la cena non guastava. Se non fosse che giovedì scorso è arrivato il LED TV megagalattico a dischiudere le porte ad un'alternativa un po' più composita del duopolio Mediaset-Rai.
In realtà l'offerta del DVB non è così infinita come si potrebbe pensare - se si vogliono i contenuti con la C maiuscola, bisogna sempre cacciare i soldi - però per un po' di settimane penserò di illudermi con una quantità di canali ed un'offerta variegata di contenuti televisivi, pari a quella di Sky, senza però sborsare un centesimo.
E' così che a casa mia in questi giorni stanno andando in voga tutta una serie di canali musicali, di reality show diversi dal solito, sui vari canali Sky riposizionati anche sul digitale terrestre. Pertanto si va di cartoni animati, bricolage, cucina, prove auto, roba modaiola. Un'ottima alternativa alla solita feccia proveniente da Mediaset, da cui potete fare una permutazione a vostra scelta tra Grande Fratello, C'è posta per te, Uomini e donne, Verissimo, Studio Aperto.
Forse Gasparri non aveva tutti i torti, quando si sbrodolava qualche anno fa...
Di Marco Tenuti (del 14/08/2012 @ 17:52:05 in MTB, linkato 1046 volte)
Ieri sera zio Paolo mi ha più o meno maledetto quando gli ho fatto sapere in SMS che la partenza prevista per stamattina era alle ore 7.00 da casa sua.
Stamattina è però scattato il quarto d'ora accademico ed io, lui e Franceschino siamo partiti alle 7.15 di buona lena in direzione nord dalla Carrara.
L'ascesa verso le alte altitudini è decisamente rapida, anche se le gambe dei partecipanti sono abbastanza stanche per quanto pedalato nei giorni scorsi: Franceschino è reduce da un'uscita di 110 km in BDC col Bosca ed il Dami di ieri dopo due settimane di stop, lo zio Paolo ha pedalato tutti i giorni delle ultime N settimane, cioè da quando non è stato fermato da Giove Pluvio, compresi i 130 km di ieri in BDC, mentre il sottoscritto ha "solo" i 55 km di ieri in BDC ed un weekend di riposo.
Di tutti e tre il più pimpante è proprio Franceschino, forte del suo peso forma inferiore a 60 chili - diconsi SESSANTA - ma il ritmo sulla Lugo-Praole non è lui a dettarlo, quanto la nuvola di tafani che sta minacciando seriamente la nostra spensierata uscita.
Per fortuna che nella salita per Praole c'è qualche allungo a velocità superiori ai 15 km/h, così riusciamo a far andare fuori soglia gli antipatici insetti e svoltiamo a sinistra in direzione Cerro.
L'attraversamento di Cerro è veloce e ci concediamo una piccola variazione sterrata verso i Zambelli e la contrada Grobbe. Si attraversa Corbiolo per l'ascesa più ripida possibile: lo spilungone di Mizzago sale in piedi come un motorino da cross country, mentre il Marcante confida nella Legeresse Scalonà, mentre l'Orlando sente male dalle gambe solo a sfiorarle.
A Bosco si arriva per l'Oasi della Sacra Famiglia, si rabbocca la borraccia e ci catapultiamo alla Pasticceria Valbusa per la prima pausa brioche. Caffè, cappuccio, macchiato e veneziane alla marmellata e alla crema che la strada è lunga.
Salutate le nostre amiche del Valbusa, si riparte in direzione Scandole e si attacca subito la salita verso il Baito dei Pastori. Su questa irta salita che diventa presto a gradini le mie gambe non girano un granché, però tengo sempre a qualche decina di metri i compagni di avventura e mi aspettano per scattare qualche foto proprio al Baito.
Tutti pancia a terra per la foto, più o meno come un anno fa, quando invece non c'era Paolo a completare il trio.
Continuiamo così fino a Bocca di Selva e poi giù denti per raggiungere al più presto la Translessinia, dove buttiamo su la padella in direzione Bivio Castelberto, a tutti gli effetti GPM di giornata.
La discesa per Malga Lessinia è scorrevole e non trafficata da camminatori e macchine, mettiamo la freccia che sono si e no le 10.30 ed è la volta della crostata di frutti di bosco e di un saccottino artigianale ai fichi e noci proprio alla malga.
Da qui in poi comincia il divertimento assoluto: una lunghissima caduta "libera" di 1400 metri di dislivello verso Grezzana, col Paolo che guida me e Francesco verso parecchi pezzi inediti per entrambi.
Prendiamo così l'asfalto verso Erbezzo poco sotto Malga Lessinia e svoltiamo a sinistra per Malga Vallina di Sopra e poi Vallina di Sotto.
Cogliamo di sorpresa ben tre marmotte che si nascondono nel sottobosco e ci lasciano ampio spazio nel grande protone, dove scendiamo più o meno a vista senza una traccia vera e propria.
Il toboga con cui arriviamo nel Vaio dei Folignani è molto suggestivo e talvolta anche abbastanza tecnico. Trattasi in sostanza del giro proposto da Paolo sabato agli uomini Bcicli, una cosa in cui sarebbe preferibile avere, non dico la forcella, ma quantomeno le ruotone che uso solitamente in gara, cioè le Crest coi gommoni Racing Ralph. E' un single track infinito, guidato, semplice, talvolta tecnico, quasi sopra in ombra.
Purtroppo i Geax Aka da 2 pollici netti andranno anche bene sugli sterrati scorrevoli, ma qui faccio una fatica boia ed i miei compagni di squadra continuano ad aspettarmi ad ogni bivio.
Nel Vaio dei Folignani si riprende finalmente una corsa leggiadra, grazie al fondo completamente risistemato dalla Guardia Forestale. Al ponte dei Folignani, giriamo a sinistra e si ritorna in direzione Bosco, ma arrivati a Scol, di nuovo giù a sinistra contromano rispetto alla Lessinia Legend 2010 verso Stander e discesa gagliarda verso il Vaio dell'Anguilla.
Anche qui la coppia Franceschino-Orlando fa più volte il vuoto ed io soccombo nelle retrovie: l'Aka da 2 pollici fa deviare la traiettoria anche dai maroccoli non tanto grandi e continuo ad accumulare decine e decine di metri di ritardo, ma me la metto via e cerco di scendere in sicurezza.
Finalmente alla svolta di Limar la carrareccia diventa più decente e torno quasi al ritmo dei miei due soci, con qualche folata ancora a 165 battiti, tanto per dire "Ci sono anch'io", dopo aver stentato non poco negli ultimi chilometri di discesa.
La caduta libera continua tra la coppia di tornanti poco sopra Lughezzano, poi deviazione all'Orsara per pedalare altri chilometri della "Ebensaghé Bike". Anche qui di single track ce n'è talmente tanto da stufarsi .
Ormai a Bellori Franceschino prova pure a fare il Ganassa con un improbabile sorpasso ai miei danni in un tornante a sinistra, ma cade senza conseguenze, mentre sul tornante successivo a destra si ripete con stile senza pervenire fino sull'asfalto della strada provinciale.
Chiudiamo con gli ultimi chilometri su asfalto da Lugo a Grezzana, che si è ormai fatto mezzogiorno e mezzo.
Giro spettacolare con un'ascesa in quota decisamente veloce, senza mai spremerci. La discesa è invece lunghissima, quasi infinita ed assolutamente divertente. Un totale di 73 chilometri e 1740 metri di ascesa, per un totale di 4 ore ed un quarto pedalate.
La prossima volta che la farò, vedrò di farla anch'io con una forcella o quantomeno con un paio di ruotone da 2,1/2,2/2,25 pollici: di più no, perché non girano nel telaio...
Qualche problema del modulo di iscrizione non mi vedeva assegnato ad alcuna provincia o regione, mentre dopo la mia segnalazione, sono stato associato correttamente nella provincia di residenza.
Questa la lista dei veronesi ad un mese di apertura delle iscrizioni:
Incredibile il numero di partecipanti già iscritti alla DSB del team Hellas Monteforte, cioè il team organizzatore della Divinus Bike. Allo stato attuale:
Hellas Monteforte: 15
MTB Villafranca: 6
Thunder Bike: 5
Team Strazzer: 5
Cicli Tagliaro: 3
MTB Golosine: 3
Tenax: 2
Ciclo Club San Bonifacio: 2
Bussola: 2
Ancora fermi al palo tutti gli altri team con un'iscrizione singola, cioè Turnover, Focus Italia, Bussola, Paola Pezzo e altri ancora.
Impressionante infine il numero totale di partecipanti già iscritti che sfiora le 1500 unità dopo il solo mese di dicembre.
Di Marco Tenuti (del 23/01/2011 @ 17:48:54 in rally, linkato 1368 volte)
Il ritorno al Monte è sempre qualcosa che ha il suo fascino. Quest'anno è stato particolarmente bello, perché non c'era la ressa che si porta dietro Sebastien Loeb, ma il fascino della gara monegasca c'era tutto ed intatto. La novità per me è che mi son portato dietro mio figlio Enrico, il quale ha goduto dell'evento nella dimensione che può godere un bambino e cioè una dimensione speciale: essere catapultati in una nazione diversa dalla tua con tutti che parlano francese, con le scritte e le segnaletiche nella lingua transalpina, macchinoni da rally che lui conosce bene e scendere nella città dell'opulenza discreta, ossia Monte Carlo, col suo circuito cittadino, deve essere qualcosa di eccezionale. Lo è stato per me la prima volta, lo è stato sicuramente anche per Enrico. Procediamo però con ordine con la cronaca.
Dopo aver trattato l'affare preparativi per il Monte assieme al Fit, abbiamo deciso di andare via in cinque con due macchine. Siccome non abbiamo trovato una bettola in cui dormire qualche ora nella notte tra venerdì e sabato - trovare un albergo o una pensione per entrarci a notte inoltrata ed alzarsi di nuovo per fare una veloce colazione ci pareva una cosa poco attuabile - ci siamo trovati alle 8.00 di venerdì 21 a casa mia ed ci siamo organizzati col Fit e il Giova sulla loro Volkswagen Polo, mentre sulla vettura più grande io, mio figlio Enrico e il Duda.
L'attraversamento della Pianura Padana avviene senza particolari problemi con la nebbia e ci ritroviamo presto nei dintorni di Genova, con raffiche di vento considerevoli che raccomandano una certa prudenza sui lunghi cavalcavia dell'Autostrada dei Fiori. Dopo aver rabboccato di gasolio la Peugeot 307 e aver consumato un pasto a base di prodotti dell'Autogrill, panino Bufalino e Apollo per Marcante Sr e Jr, si esce dall'Italia ed alla prima uscita dell'autoroute si esce in direzione Sospel. Da qui in poi comincia una lunghissima gimkana che ci porta a Peira Cava e sul Col du Turini, scollinando prima sul Col St Jean e sul Col du Braus, con le sospensioni e le gomme delle nostre macchine messe davvero a dura prova: l'asfalto e la qualità delle strade da questi parti, soprattutto le strade secondarie, è infame ed invito caldamente chiunque soffra di mal d'auto a starsene ben lontano. Lungo il trasferimento dal Col du Braus fino a Peira Cava, io ed il Fit scorgiamo di passare su una prova del Monte Carlo 2005 e ce ne rendiamo perfettamente conto quando ci ritroviamo su un tornante, dove eravamo stati a vedere i funamboli dell'epoca, in particolar modo Armin Schwarz sulla Skoda Fabia WRC di quell'anno.
L'arrivo sul Col du Turini è, a differenza del mio primo Turini, assolutamente confortevole, perché riusciamo a parcheggiare a soli 800 metri dall'incrocio, il che vuol dire che impiegheremo una decina di minuti ad arrivare al trivio, ma siamo in larghissimo anticipo sulla tabella di marcia, il sole non è ancora sceso, le temperature non sono ancora gelide, per cui ne approfittiamo per andare a vedere subito quanta gente c'è e se ci può essere qualche buon appostamento nella discesa dal passo in direzione La Bollene-Vesubié.
Tornando alle macchine si decide pertanto di vedere la prova speciale SS10, quella con inizio alle 19.15, in prossimità dell'ultimo tornante in salita, mentre la prova successiva, la SS12, la vedremo proprio sul Col du Turini, così saremo più vicini alla macchina, quando sarà ora di andarcene. E' così che abbiamo ancora una buona ora e mezza e ci infiliamo in macchina per stare un po' al caldo, e mangiandoci di gusto uno degli ultimi pandori della stagione natalizia.
Di Marco Tenuti (del 11/03/2011 @ 17:48:38 in MTB, linkato 5068 volte)
Il dopogara a margine dell'X-bionic Challenge ha previsto alcune sedute di fisioterapia, da Giacomo di Crosa di Schioppo. Oltre ad un massaggio rilassante della zona contratta ed un'opportuna manipolazione, cercando di intervenire nei punti più contratti del soleo e della zona lombare, Giacomo nel corso della settimana mi ha praticato sia una seduta di tecarterapia che di ultrasuoni.
Fino ad ora facevo un certo tipo di esercizi di stretching, che aiutavano molto i gastrocnemi, ma molto poco il soleo, pertanto mi ha dato nuovi esercizi diversi di stretching, che dovrebbero distendere meglio le fibre muscolari del soleo, più che le altre del polpaccio.
Prevista inoltre una serie di ripetute al corpo libero per potenziare i miei solei, che ora come ora son troppo deboli per resistere su distanze marathon, mentre le uscite in bici per questa settimana e parte della prossima le limiterò a non molto più di'ora.
Di Marco Tenuti (del 25/08/2005 @ 17:48:00 in musica, linkato 2724 volte)
E' una delle canzoni preferite da mio figlio, ma anch'io non la disdegno proprio!
Ma che modello è, ma che modello è! E' un turbo a quattro zampe ma il motore non c'è l'ha e quando fa un po' freddo non si muove dal garage, fa il trenta con un litro d'aranciata sai perché, è il meglio dei cammelli katalici che c'è. Ma che cammello è, ma che modello è? E' il katalicammello più ecologico che c'è! E' il katalicammello veloce alto e snello riesce a carburare con energia solare è il katalicammello colore caramello ed è naturalmente amico dell'ambiente. Facciamo un giretto sul tuo katalì, ok. venite qui; katalì, katalì katalì. E op, op, op, il cammello katalitico è mitico e immezzato in mezzo al traffico e op, op, op, e op, op, op, la coda non la fa lui c'è l'ha già. Sei forte katalì, sei grande katalì al mondo non esiste un katalitico così. Non fuma più lo smog ci fa uscire l'allergia se in giro c'è ne troppo gli si illumina una spia appena spunta il sole si fa un pieno d'allegria le gobbe doppio airbag sono sempre in garanzia Ma che cammello è? Ma che modello è? E' il katalicammello più ecologico che c'è! E' il katalicammello veloce alto e snello riesce a carburare coll'energia solare è il katalicammello colore caramello ed è naturalmente amico dell'ambiente. Facciamo un giretto sul tuo katalì, ok. venite qui; katalì, katalì, katalì. Ed op, op, op, ti sorpassa che è un piacere ed op, op, op, corre come un bersagliere ed op, op, op, ed op, op, op, anche se lui la piuma non c'è l'ha Sei forte katalì, sei grande katalì al mondo non esiste un katalitico così. Sul katalì, sul katalì, sul katalì cammello andarci è troppo bello ti lasci dondolare hai voglia di ballare, il katalì cammello non ha lo scappamento è pluriaccessoriato contro l'inquinamento, facciamo un giretto sul tuo katalì, ok. venite qui. Il katalicammello per ora è un ritornello ma appena sarò grande lo faccio brevettare intanto per adesso proviamolo a cantare e rispettiamo il mondo giocando a non sporcare, facciamo un giretto sul tuo katalì, evviva katalì! Katalì, katalì. katalì!
Di Marco Tenuti (del 05/01/2015 @ 17:42:08 in MTB, linkato 1082 volte)
Chiude anche la questione ticker per l'anno 2014. L'anno appena concluso segna praticamente il minimo della serie storica dei miei chilometraggi, da quando vado in bici "seriamente".
Ad onor del vero il primo anno, cioè il 2007, in cui mi ero messo a fare le cose sul serio, era stato caratterizzato dal fatto che avevo a disposizione solo due mountain bike e quindi ogni uscita era abbastanza impegnativa e avara di chilometri, vuoi perché sull'asfalto si fa un po' più fatica, vuoi perché si va spesso alla ricerca dell'offroad e della salita.
La serie storica comincia compiutamente nel 2008, quando ho finalmente a disposizione una bici da strada con cui macinare "lunghi" ed infatti è proprio in quell'anno che stabilisco il record assoluto, cioè ben 10389 km.
Poi, nel corso degli anni a venire, si è più che mai imposta la regola dei "dieci meno figli", che, per chi non la conoscesse, sentenzia che per i cicloamatori "sposati" che solcano sia il bitume che la terra, si riesce a pedalare in un anno solare:
chilometri_pedalati = 10000 - 1000 * numero_figli
cioè si riesce a pedalare diecimila chilometri meno mille chilometri ogni figlio. Ricordate che la regola è valida solo per quelli sposati. Non è applicabile a quelli fidanzati, a quelli scapoli e quelli "sisoni". Poi è chiaro che si potrebbero snocciolare formule un po' più sofisticate che tengono conto di altre variabili, cioè il tempo dedicato al cazzeggio, l'attività lavorativa o professionale, gli altri hobby, le faccende familiari, il patrimonio personale - si, perché se siete straricchi... - l'attività ricreativa e sportiva dei figli, gli infortuni più o meno gravi e via dicendo, ma non è il caso di scendere troppo nei dettagli, visto che si entra nella sfera privata di ognuno di noi e della propria famiglia.
Il 2014 si chiude pertanto leggermente sotto le aspettative indicate dalla sopraddetta formula, ma i motivi sono svariati,in primis c'è stata una bella bronchite a febbraio.
Rimane però che il 2014 è stato un anno superbo per quanto riguarda la qualità e come già sapete, si riassume in una gara, cioè il Salzkammergut Trophy in Austria a metà luglio, senza accusare alcuna crisi sia mentale che fisica.
Faccio insomma la firma per raggiungere lo stesso chilometraggio anche nel 2015. Prevedo sempre di pedalare circa i 2/3 del mio chilometraggio annuale in BDC, mentre il terzo riservato alla MTB si prospetta sempre scoppiettante, cioè andando a sfiorare paesaggi e gare nuove come la 3Epic, forse la Nationalpark Bike Marathon nel cantone svizzero dei Grigioni e sicuramente la Lessinia Legend, se ritorna nel 2015. Nemmeno nel 2015 c'è tempo per il Prestigio o altri circuiti provinciali o regionali, ma se tutto va liscio, nel 2016 torno a pedalare un po' più frequentemente sui campi di gara. Di stimoli c'è bisogno, di mountain ancora più bisogno; di pancia e maniglie dell'amore un po' meno.
Di Marco Tenuti (del 07/06/2010 @ 17:39:36 in MTB, linkato 4658 volte)
In attesa che compaiano le classifiche definitive del circuito veneto Fi'zi:k 2010 organizzato dalla testata giornalistica TecnoMTB, coordinata da Paolo Dossena, mi sento di scrivere qui il mio personale risultato stagionale, che è quello di essere un ALL FINISHER, cioè di aver portato a termine tutte e quattro le gare, nella versione lunga.
Effettivamente nel regolamento non è specificato come verranno conteggiati i punteggi dei partecipanti, a seconda che abbiamo fatto il percorso lungo o il percorso corto della Lessinia Legend: un piccolo particolare che non andava certo trascurato, visto che in pochi si sono confrontati sul percorso Point-to-Point ed in tanti, ma non tutti, si sono riversati sul percorso Marathon, ipotizzando un maggior peso del piazzamento nella graduatoria generale.
In origine il circuito prevedeva sei prove dislocate sul territorio veneto e poi le prove sono state decurtate a quattro, tutte in provincia di Verona, cioè la Gran Fondo Tre Valli, la Gran Fondo del Durello, la Gran Fondo Città di Garda Trofeo Paola Pezzo e la Lessinia Legend.
Ad un'ora del mio traguardo della Lessinia Legend '10, mi sono pertanto recato allo stand della Fi'zi:k, dopo che il Maga mi ha mostrato il gadget già ritirato poco prima al mio arrivo.
Per tutti gli ALL FINISHER, il conseguimento del Brevetto Fi'zi:k e la consegna immediata della sella Tundra K:ium, una delle più vendute dall'omonimo marchio ed un prodotto pensato per il cross country e il marathon MTB.
Di Marco Tenuti (del 05/01/2010 @ 17:39:08 in MTB, linkato 1309 volte)
L'Anonimo Turnover, al secolo il mio coetaneo Michele Pezzo, registra pure un video dell'uscita di oggi. Peccato che sia di bassa qualità, comunque a vedere queste immagini tutti sembrano girare molto agili, insomma dei veri prof ad inizio della stagione...
Mi capita sempre più spesso di dovermi mettere a fare pulizia di computer di amici, parenti ed annessi sempre più pieni di "immondizia". Tecnicamente rientrano tutti nella categoria dei software PUP, cioè Potentially Undesired Programs, che tradotto in italiano potrebbe venir fuori "programmi potenzialmente indesiderati" o meglio ancora, "programmi di cui potete fare benissimo a meno".
Il tutto, "immondizia", doverosamente virgolettato, perché se fosse lampante a tutti che trattasi di vera e propria spazzatura, sarebbe alquanto semplice evitare di installarsela nel proprio computer ed invece, immancabilmente, finisce dentro il computer, senza quasi accorgersene, perché si è concentrati nell'ottenere un software miracoloso e, con la scusa della funzionalità del software miracoloso, si è disposti ad abbassare la guardia a favore di questi altri incursori.
Peccato che chi presta poca attenzione alle domande richieste durante l'installazione di qualche softwarino, non si preoccupi minimamente per quello che potrà succedere. La fiducia riposta nelle azioni intraprese dagli installer è assolutamente troppa ed illegittimata.
Il risultato può essere abbastanza simile a quello di un PC disinfettato qualche mese fa. Qui sotto indicherò le "immondizie" che ho disistallato raggruppate per tipologia, tutte dal medesimo computer:
Antivirus o presunti tali
Questi i software antivirus, antimalware o protettori vari, compresi quelli scaduti o non più aggiornati:
Activeris AntiMalware
Advanced System Protector
AnyProtect
McAfee Security Scan Plus
Norton Security Scan
SupTab
Suggeritori di affari e svendite
Questi servirebbero a suggerirvi affari spesso per gli Stati Uniti, quindi quasi nulla di tarato per le vostre esigenze molto italiane e poco europee:
Dropingsavings
free ven
fst_it_4
gRReoatsaving
PassWidget
PowerOffer 2.0
QuickShare
RewardsArcade
Save Sense
Shopping Chip
Web-Cake 3.00
Utility di gestione del computer
Si sa che gli altri software fanno più o meno tanti danni, per cui è il caso di dotarsi di altrettanti software in grado di riparare i danni altrui o di scongiurarli tramite la prevenzione. L'idea di base sarebbe anche giusta:
MyPC Backup
RegClean Pro
VO Package
YAC
Velocizzatori del computer
Provate ad immaginare cosa possono fare se installati tutti contemporeamente in un PC...
Optimizer Elite Max
Optimizer Pro v3.2
PC Speed Maximizer v3.2
SpeedUpMyPC
TuneUp Utilities 2014
Ricerca sul web
Si sostituiscono ai tradizionali server di ricerca e vi fanno trovare i risultati che vogliono loro, favorendo così i loro sponsor, anziché quelli standard dei più "sani" motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo:
Avesomehp uninstaller
DMUninstaller
Client for Google Translate
Search Protect
Scaricatori di multimedia
Stanno sempre in agguato per catturare questo o quel video Youtube o proveniente da qualche altro content server. Come se non bastasse, tutti sono dotati di toolbar o relativa controparte in tutti i browser che avete sul PC. Non si sa mai che rimuovano il video indiscreto dal web col rischio di non vederlo più per sempre:
Movie Mode
Movies Toolbar for Firefox
Movies Toolbar for Internet Explorer
OMG Music Plus
Plus-HD 7.5
VideoScavenger Internet Explorer Toolbar
VideoScavenger Firefox Toolbar
media enhance
Scaricatori di software e update
Questi dovrebbero facilitarvi nel compito di installare altri software ed aggiornare i software che avete già:
Softonic for Windows
SoftwareUpdater
Movies Toolbar for Internet Explorer
OMG Music Plus
ValueApps
Vittalia Installer
Perché insomma togliere tutta questa "immondizia" dal proprio computer?
Tutti questi software, i PUP appunto, vi serviranno si e no nella vita, anzi non vi servono praticamente mai. Fidatevi:
Quasi tutti i servizi che questi software vi promettono, si riescono ad ottenere in egual misura sul web gratuitamente, senza bisogno di installare alcunché.
Tanti di questi modificano inavvertitamente le impostazioni del proprio browser senza chiedere alcun permesso.
Dopo aver preso il controllo del vostro computer installandosi, si mettono ad installare altri potenziali software dannosi.
Rallentano la vostra connessione ad internet, perché usano banda.
Vi bombardano continuamente con avvisi e finestre, rendendo la vostra esperienza utente deludente.
Vi possono rubare informazioni confidenziali come abitudini di navigazione, numeri di carte di credito, nomi di account e password
Siamo alle solite: i parcheggi delle scuole materne e delle scuole elementari presi d'assalto dai SUV e dai monovolume delle mamme dei bambini. Possibile che non siamo capaci di imparare le buone maniere, che non sono quelle di sentirsi la coscienza a posto semplicemente perché la nostra macchina è ecologica ed Euro 5, ma che le buone maniere sono quelle di accompagnare ed andare a prendere i figli a scuola a piedi o in bici, quando si ha la possibilità di farlo?
E' appena cominciato l'anno scolastico e qualche giorno fa mi è capitato di attendere fuori dal cancello di scuola, mentre era mia moglie Elisa che entrava nell'asilo a prendere mia figlia. Ho osservato due mamme arrivare con la loro station ed incazzarsi - almeno questo mi è sembrato guardando la loro espressione ed i movimenti facciali - perché non riuscivano ad arrivare a pochi metri dall'entrata della scuola ed hanno dovuto "desistere", parcheggiando a trenta metri dall'entrata, dopo aver atteso invano per un buon paio di minuti col motore acceso, sperando che si liberasse il "Posto" davanti al cancello.
Ora non voglio essere quello che vuole smenarla tanto, perché è più bravo degli altri nei comportamenti e nelle abitudini più o meno consumistiche o più o meno rispettose dell'ambiente, ma quando è possibile, cerco di fare sempre la mia parte, nei limiti del possibile. Infatti solo per il fatto che noi, io e mia moglie, portiamo i figli a scuola e all'asilo non presso le strutture più vicine a casa, ma a qualche chilometro da casa, non siamo proprio l'esempio perfetto da prendere in considerazione. La nostra scelta - di portare i figli ad Alcenago e Stallavena - è stata fatta qualche anno fa ed ormai non torniamo più sui nostri passi, perché la cosa ha la sua ragion d'essere. Ciononostante in queste belle giornate di inizio dell'anno scolastico, fintantoché il meteo lo consente, io cerco di fare un giro unico o cerco di lasciare a casa la macchina, come oggi, ad esempio, quando sono andato in bici fino a Stallavena per prendere Alice e tribolando un po' per raggiungere Enrico ad Alcenago, anche lui dotato di bici, che gli avevo lasciato giusto al mattino a scuola.
Vi ricordo molto banalmente alcune valide ragioni per lasciare la macchina a casa:
rilasciate sicuramente meno idrocarburi incombusti nell'aria
riducete le emissioni di anidride carbonica di almeno 100 volte, rispetto che andarci in macchina
risparmiate qualche decina di centesimi di Euro alla voce "carburanti"
fate dipendere un po' meno la nostra economia dai paesi dell'OPEC
vi incazzate meno a parcheggiare vicino all'entrata della scuola materna
fate un po' di sana attività fisica, sia che ci andiate a piedi, che in bici
potete risparmiare qualcosina sulle spese per la palestra o sulle cure dimagranti
oserei dire che ci mettete meno tempo che in macchina!
fate fare anche ai vostri figli un po' di sanissima attività fisica, invece che spendere soldi per portarli (col SUV) a calcio, a danza o pallavolo
non siete sempre di corsa, perché se andate a piedi o in bici, partite un po' prima ed i semafori non saranno un grosso problema, anzi saranno l'occasione per tirare un po' il fiato!
non costringete le pubbliche amministrazioni a decorare i dintorni delle scuole con segnaletiche che limitano la circolazione nei pressi degli edifici scolastici
non costringete le polizie locali a vigilare sulle vostre cattive abitudini, perché parcheggiate in doppia fila fuori dalla scuola
ultima, ma non meno importante, abituate i vostri figli alle sane abitudini, perché i vostri figli sono e saranno esattamente la copia di voi stessi, una volta che saranno adulti e responsabili
Ah, dimenticavo: siete esonerati dall'andare a piedi o in bici, quando piove. In quel caso la colpa è sempre e solo del GOVERNO. Non è vero che piove tutto l'anno, quindi se una volta su cinque piove o nevica, potete andarci pure in macchina, piuttosto che voi ed i vostri figli vi prendiate un accidente.
Ci lamentiamo che i politici e la nostra classe dirigente hanno perso ogni contatto con la vita reale ed il popolo, ma anche la plebe coi suoi SUV ha perso quello che una volta si chiamava buon senso. Sia chiaro che non ce l'ho nè con le mamme, nè con le mamme coi SUV ed i monovolume, nè coi possessori di SUV, nè coi SUV stessi: prima o poi probabilmente me ne comprerò uno anch'io, solo che punterò ad usarlo solo per quello che realmente serve, non per andarci in bagno!
Riappropriamoci anche attraverso questi piccoli gesti del buon senso e di ciò che è salubre per noi, la nostra salute e soprattutto per i nostri figli.
Di Conte Savoia (del 07/03/2010 @ 17:29:34 in MTB, linkato 1175 volte)
"Non tutte le Asole vengono con il buco", così si potrebbe titolare questo articolo sulla seconda prova del River Marathon Cup 2010 in quel di Asola dove questa mattina si è corsa la X-Bionic, granfondo di Mountain bike. Innazitutto c'è da far presente che il nostro corrispondente non è riuscito ad arrivare in tempo a Asola, causa un fortissimo vento siberiano che spirava da ovest, ed è riuscito a seguire l'evento grazie a un megaschermo installato in fretta e furia nella mensa della Marcegaglia S.p.A. (ndr: co-sponsor della manifestazione).
Da lì comunque, grazie ad una intranet provvisoria concessa da Fastweb (ndr: altro co-sponsor della manifestazione) è riuscito a scrivere questo articolo. Partiamo subito da un paio di notizie di servizio: 1) causa il timore di un'onda anomala del Po, il tracciato della gara è stato allungato di una decina di km. e questo giustifica la mezz'ora in più che ci hanno messo i concorrenti a chiudere la prova rispetto all'edizione dello scorso anno; 2) secondo gli organizzatori i partecipanti erano 1.300, invece le autorità competenti affermavano che non erano più di 130...ovviamente la verità sta nel mezzo, come sempre e di seguito capirete il perchè.
Dopo il riscaldamento di ruotine, i partecipanti sono stati invitati ad entrare nell'area di partenza così organizzata: griglia d'onore per i primi 130 classificati nella Airon Bike della scorsa domenica, i restanti escursionisti, circa 1.170, inseriti in batterie chiuse con cancelli metallici zavorrati con da 50 quintali di mangimi gentilmente offerti dal Gruppo Veronesi (ndr: altro co-sponsor della manifestazione). Prima dello sparo di partenza è trapelata un'indiscrezione clamorosa: un noto atleta foresto non risultava iscritto alla gara, sembra che il fatto sia da imputare ad un ritardo nella presentazione del listino. La Corte dell'AIA (ndr: ultimo co-sponsor) non è riuscita ancora ad interpretare nella maniera corretta la legge interpretativa approvata in fretta e furia dal Parlamento di Mantova. Ma torniamo alla cronaca: allo sparo di partenza i 130 della griglia d'onore sono partiti come levrieri tenuti a digiuno per 40 giorni e 40 notti, nel frattempo i concorrenti a ridosso dei cancelli sono stati obbligati a beccare il mangime fintantoché i cancelli stessi, liberi dalla zavorra, si sono alzati e un'orda assatanata si è lanciata all'inseguimento come lupi grigi nella steppa lapponica a caccia dei piccoli marsupiali polari dalle zampe palmate.
In questo frangente sono scoppiati altri 3 clamorosi episodi che hanno influito non poco sulla classifica finale della gara.
1) è all'esame dei giudici un reclamo avanzato dai Team Sculazzo e Rodella su un noto atleta della Pieve colognolese che, come affermato da una moltitudine di testimoni, ha sfruttato la scia di una moto d'alta cilindrata che gli ha permesso di recuperare moltissime posizioni...seguirà conferenza stampa.
2) un altro fortissimo atleta foresto nonché affermatissimo professionista della Valpantena è rimasto coinvolto in una caduta. E' in fase di accertamento se la caduta che, all'inizio sembrava fortuita, non sia stata provocata arbitrariamente e su commissione da un atleta locale di pari categoria. Dopo un iniziale stato confusionale, l'atleta alcenaghese è riuscito a svincolarsi dai soccoritori locali, che stranamente insistevano per legarlo alla barella con una specie di camicia, e si è lanciato all'inseguimento, ma ormai la sua prestazione era stata compromessa e ha dovuto accontentarsi di una posizione di rincalzo.
3) causa il fortissimo vento siberiano laterale che, come si diceva poc'anzi, soffiava da ovest, gli atleti di statura superiore ai 190 cm. si sono trovati a lottare come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma, purtroppo, ogni loro tentativo si è rivelato vano e si sono ritrovati a Desenzano. Tra questi anche un notissimo atleta ex sanzenate che ha dovuto rinviare alla prossima gara l'inizio del suo anno scoppiettante. Quest'ultimo, insieme ad altri atleti di pari stazza, è riuscito a rientrare da Desenzano dopo aver cazzato la randa, chiudendo anche lui però in posizioni non consone alla sua fama.
Concludiamo dicendo che le classifiche non sono state ancora esposte, perchè la stesura iniziale aveva dato un resposnso completamente all'opposto degli exit-poll, quindi è in atto il controllo voluto dagli esponenti politici locali in quanto hanno gridato subito che i risultati erano stati manipolati dai soliti giudici rossi.
Nonostante tutto, comunque è stata una giornata di vita vera e chiudiamo augurandovi una buona serata.
Con stima.
Littorio Belpiero in arte Fede
Redattore unico del Gazzettino Asolano
Di Marco Tenuti (del 20/01/2014 @ 17:29:29 in Abarth, linkato 1509 volte)
Decisamente esaustiva la maniera con cui Fiat spiega agli americani come funziona la doppia frizione montata sulla nuova Fiat 500L. Negli USA si chiama Euro Twin Clutch, cioè la proposta europea impacchettata per gli americani, che sono stati sempre avvezzi a smanettare poco sul cambio, se non con le vetture europee.
Questa è abbinata al 1.4 Turbo da 160 CV, quindi è dotata a tutti gli effetti dello stesso motore della Abarth 500 in versione Esseesse o quasi, o come una Abarth Punto Evo. Questa accoppiata non è attualmente disponibile per il mercato europeo, mentre per gli americani è disponibile anche la versione a 6 marce, se proprio non vi fidate dell'elettronica del TCT.
Se volete leggere l'articolo pubblicato da Quattroruote, lo trovate qui.
Di Marco Tenuti (del 17/01/2010 @ 17:25:49 in MTB, linkato 1571 volte)
Visto che la chiedete a gran voce, ecco la radiocronaca del giro dei Turnover...
Anzitutto devo dire che stamane sono comunque riuscito a vedere quasi tutto il PFC, nonostante gli obiettivi
diversi di giornata.
La partenza del trenino Turnover avviene in mia assenza, ma io mi allineo all'altezza di Cuzzano, dove comincia il
mio lungo saluto a tutti i presenti, visto il mio "ritorno" alla strada, dopo 4 mesi di assenza. Eh si, perché dopo
la Gran Fondo Avesani non ero più salito sulla bici da strada, a parte il test della Pinarello Dogma e l'uscita del
giro sociale Turnover al 18 ottobre.
Effettivamente i 1500 e più km menati in sella alla MTB anche su asfalto, son tutta un'altra cosa: i Racing Ralph
li potete anche gonfiare a 3 atm, ma son sempre duri da far rotolare rispetto alla bici da strada. Se poi
aggiungete anche il fatto che il ritorno su strada si scrive Scott Addict, allora a maggior ragione...
Beh, la discesa da Marzana fino a Porta Vescovo è tutto un chiaccherio con lo stato maggiore del GC Grezzana,
infilato dentro il treno della Valpantena. Saluto prima il Gianca Bombieri, poi il Chepe ed il Tela, sempre delle
buone ruote veloci. Poi è la volta dei primi Turnover, perché non si può certo nascondere la novità, ormai messa
sulla piazza. La mia bici, rossonera, ricorda molto qualcuna delle bici vendute in negozio, l'equipaggiamento è di
prim'ordine e quindi la curiosità e l'interesse per un prodotto 2010 di una squadra Pro Tour è comunque elevato.
All'altezza di Bicicli si saluta Diego GPS, che ha abbandonato ormai il cascopandoro, e, arrivati a Ponte Catena, qualche secondo di sosta, giusto il tempo di salutare il Pappataso, in libera uscita a bordo della sua Rigidona, e poi via
di nuovo lungo Lungadige Attiraglio. L'Anonimo Turnover è da subito prevenuto e, onde evitare di perdere il treno,
parte subito con la testa e lo raggiungo solo dopo un buon chilometro. E' dunque il momento di salutare i vari
Vesentini, il Mirko Lavagnoli, il Remo Bertani. Alla diga alzo la mano per salutare il Conte, che è ben appostato
con la sua Verdona.
La salita del Ceo e il passaggio a San Vito è fatto ad una buona velocità, ma nella pancia del gruppo la sensazione
è molto gradevole e non si fa proprio fatica a starci dentro. Sarà che si respira un clima da gran fondo su strada,
ma la strada scorre che è un piacere, mentre sono spesso i senatori del gruppo, tra l'altro nemmeno divise Turnover, il Lucio e l'Avvocato a tirare il treno.
Quando i motori sono ormai caldi, giunge il momento topico di giornata, ossia il temutissimo Flover. Il Paolo GPS toglie subito la padella e mette il 34 ed io lo seguo subito, cercando di tenere il motore bello su di giri. Davanti a fare l'andatura c'è anche il Diego Anselmi e si sale "tranquillamente" ai 27 km/h, solo che si attende da un momento all'altro il coup de teatre. E' il Remo Rossi lo sborone di giornata: l'accelerazione è notevole e la bagarre è garantita. Tutto il gruppone si allunga abbastanza e l'intera corsia di marcia della sede stradale è occupata
interamente dal treno Turnover.
Il mio cuoricino, nonostante non sia affatto allenato ancora a carichi di lavoro particolari, risponde molto bene,
salendo di frequenza alla grande e vedo il mio nuovo record di sempre, ossia 187 bpm. Il Flover non si smentisce
mai: è davvero un banco di prova perfetto per provare lo sforzo anaerobico.
In cima al Flover non si aspetta nessuno in pieno stile Turnover e all'incrocio di Pastrengo la velocità è già di
45 km/h, che giunge il momento di mettere il 50/11 e di buttarsi a capofitto giù verso Lazise con punta massima a
62 km/h ben oltre le 110 pedalate al minuto.
Anche il pezzo da Lazise a Bardolino è fatto a velocità astronomica e anche il Mirko Lavagnoli lo vedo per la prima
volta col fiatone, cosa che mi sorprende non poco. Freccia a destra per la salita del Pigno e quasi tutto il gruppo
gira, mentre qualcuno tira dritto verso la Torri-Bivio.
Qui il Paolo Orlandi e l'Anonimo spariscono subito, mentre io mi faccio una bella chiaccherata col Marco Scala,
equipaggiato per l'occasione con Carrera Phibra e Lightweight da paura. In cima al Pigno solito riallineamento del
gruppo e noi del distaccamento PFC Turnover, cioè io, l'Orlando e l'Anonimo, decidiamo di abbandonare il nostro team e la relativa tirata a morte verso Verona e giriamo verso Affi e Cavaion per rigorosa pausa caffé.
Ci prendiamo un buon quarto d'ora per cappuccino o caffé e dolcetto scherzetto ovviamente offerto dalla ditta Marcante Addict. Vedrò di fare altrettanto in un'altra occasione per tutto il PFC, magari quando arriverà il telaio "sostitutivo" della bici da strada del Pezzo, in arrivo nelle prossime settimane, sperando che non impieghi tutto il tempo che ho atteso io per le calotte della Addict.
Il ritorno è fatto ad andatura assolutamente cicloturistica, come Dio comanda. La media coi Turnover era di circa 31-32 km/h, Pigno compreso, mentre il resto lo facciamo ai 27-28 km/h, con varie stradine inedite grazie al Paolo GPS e la ciclabile lungo il canale che ci riporta a Bussolengo. Gli argomenti di conversazione si spostano dall'agonismo puro alla gnocca e l'indice di gradimento sale subito alle stelle...
Le ultime scorribande ci vedono tornare a Verona ed attraversare Borgo Venezia e San Michele Extra fino all'isolato dove abita l'Anonimo, ma la compagnia ristretta decide di scortare il Marcante fino a San Martino Buon Albergo, e ringrazio per il favore. Io devo arrivare a Caldiero, giusto in tempo per mettermi ai fornelli ed impiattare pizzoccheri anche oggi per tutto il parentado.
In conclusione, ottimo giro in compagnia del mio team, secondo i classici schemi e ritmi Turnover - in tutta onestà non ho nemmeno tribolato un granché, ci son state uscite coi Turnover dove ho tribolato molto di più - una buona sgambettata con la Addict, che è davvero un aereo ed un passo in avanti rispetto alla Speedster. Il ritorno in piacevole compagnia ancora meglio. La bici da strada, vissuta in questo modo, non è proprio malvagia... Domenica prossima pandoro e cioccolata calda a Castion, il tutto offerto, dopo una Torri-Bivio dove proverò la "legeresse" della Addict?
Di Marco Tenuti (del 05/08/2009 @ 17:23:36 in MTB, linkato 1135 volte)
E' ufficiale! Dopo l'eccezionale performance alla Vecia Ferovia, la casa madre Focus si accaparra Tenuti per il finale di stagione 2009!
La firma è stata ratificata in via telematica ancora lunedì scorso, stando alle poche indiscrezioni che sono trapelate in queste ore e già oggi lo spedizionere tedesco DHL consegnava il primo materiale tecnico all'atleta veronese, in forza così al team tedesco ufficiale Focus, che già annovera la Binder, Seibertz, Hordemann, Siefert, Erbse, Stolz e Herbst.
Stando agli ultimi aggiornamenti una Raven Extreme è già stata assemblata in quel di Cloppenburg, su precise specifiche del nuovo pupillo della Focus.
"Per il momento il dr.Seidler mi ha fatto arrivare tutto il materiale tecnico estivo già utilizzato dai miei nuovi compagni di squadra. Non vedo l'ora di saltare sulla nuova Raven 2010 e di utilizzare il nuovo gruppo SRAM XX" sono state le prime parole del Marcante. Alla domanda sul fatto della sua dipartita dal team Turnover, Tenuti ha confessato: "Nessun problema tecnico o contrattuale con Remo Rossi e l'azienda di via Carrara. E' arrivato semplicemente il momento di cambiare passo e l'azienda grezzanese non se l'è sentita di continuare a sostenermi per i mesi a venire. Sono stati e rimangono tuttora amici, che continuerò a frequentare, nonostante la nuova avventura teutonica".
Nella foto a lato Marco sta sballando tutto l'abbigliamento ancora incellofanato, tra cui anche l'elegante trolley Focus, estremamente comodo nelle uscite agonistiche e per le sedute di allenamento per i campi di gara nazionali ed europei.
Di Marco Tenuti (del 29/12/2010 @ 17:20:24 in MTB, linkato 1399 volte)
Come promesso a pochi intimi nella giornata di ieri, il Marcante stamattina è partito alle 10.05, dopo aver atteso invano che le temperature si alzassero lievemente sopra lo zero, ed ha mulinato come uno sbattiovi a 115-120 bpm fino alla diga del Ceo.
Quando in lontananza ho visto un "ibrido" vestito con maglia invernale Turnover e braghette Evolution Team con gambalotti, mi son alzato sui pedali e lo son andato a prendere, visto che "two is megl che one". Dopo i vari convenevoli e saluti il compagno di team mena per quasi tutto il giro a medie Turnover, alché la cosa un po' stona con le mie più buone intenzioni, di fare un allenamento, senza tribolare troppo.
Trattasi di Luca Soprano in sella alla sua Pinarello Dogma colore nero con scritte nere con tanto di ruote alto profilo Lightweight Standard III e gruppo SuperRecord 11. Su questa bici avevo già sbavato in negozio qualche mese fa, quando Remo me la fece alzare. Tra i vari componenti custom di questo mezzo, i freni e la sella della AxLightness, questa bici si attesta sui 6,2 kg, se non ricordo male. Davvero un gioiello uscito dalle officine Turnover (coi soldi di Luca, però).
Quasi sempre lui davanti, gli dò il cambio poche volte o lo affianco per ciacolare per una buona
quindicina di km.
Al ritorno verso le 12.30 lascio Luca a Ponte Catena e spunta fuori dal nulla l'Orlando in BDC, appena arrivato dal Sacro Cuore di Negrar.
Rientro in casa per le 13.05, dove mi aspetta un risottino al ragu, funghi e tartufo, una bomba. Neanche visto, bevuto.
Per il sottoscritto 83 km, media cardiaca 155 bpm , media velocità 29,0 km/h, temperatura tra i 2 e i 6ºC. Son desfà. Aspetto sempre l'Anonimo sulla soglia in attesa che ci treni sulla Torri-Bivio ai 31,7 km/h di media. Son copà, però coi chilometri di stamattina ho superato quota NOVEMILA e son CONTENTO. Stimatemi.
Di Marco Tenuti (del 05/09/2009 @ 17:17:18 in MTB, linkato 1722 volte)
Questo weekend vede un po' tutti gli amici di escursioni nell'elenco iscritti della Gran Fondo Tre Valli, in programma domani a Tregnagno, per cui di gente in giro con cui pedalare assieme non ce n'era molta disponibile.
E' così che mi son accordato col compagno di merende per andare a vedere com'è fatta 'sta salita di Novezza, visto che io non c'ero mai stato neanche in macchina.
Tra una roba e l'altra, stamattina all'appuntamento di San Martino Buon Albergo si presenta una parte del team Cicli Tagliaro, più che mai determinato a fare bene. C'è infatti il buon Fabio Ridolfi, che farà un lavoro da gregario eccezionale da Lungadige Attiraglio fino al Ponton.
All'innesto della strada proveniente da Piovezzano e il ponte sull'Adige al Ponton il livello del gruppo si alza di brutto, grazie all'aggregazione del Campeon do Mundo Miglio, il suo compagno di squadra Mattia Turrina - quest'ultimo con divisa Diquigiovanni e bici Guerciotti - Giorgio Galli del team Bussola e infine Enrico Tonoli, per l'occasione battezzato Mister Giordana.
E' così che evitiamo da subito la salita di Ragano in favore di un passaggio a Gaium e mettiamo davanti al gruppo i più forti in modo da proteggerci dalle forti raffiche di vento in direzione laterale, che spostano più di una volta le nostre bici.
A Caprino perdiamo il Fabio Ridolfi, che deve tornare alle faccende lavorative, impegnato com'è con la stagione di vendemmia. Lo ringraziamo e cominciamo a menare subito in direzione Pazzon. Qua i big del gruppo prendono lentamente il largo, mentre io, il Radu e Tonoli sfiliamo inesorabilmente.
Dopo un paio di chilometri io mi sento abbastanza bene ed allungo di qualcosina sul Radu. Arriviamo praticamente a Spiazzi, che manco ce ne accorgiamo, il tempo di mangiare una barretta, di fare qualche foto di rito e subito titoli di coda, per chi non può pedalare di più, visto che anche il Miglio e Turrina sono in lista per la Tre Valli.
Rimaniamo pertanto in due: voi direte "Pochi, ma boni". Mi dispiace smentirvi, ma quelli "boni" iera zà sulla via del ritorno... Comunque non c'è problema: ci siamo tirati su le maneghe, ci abbiamo messo 5 minuti cadauno a riempire la borraccia dallo zampillo della fontanella di Spiazzi, viste le folate di vento, ma di buona lena ci siamo abbassati a Ferrara di Monte Baldo, posto assolutamente inedito per il sottoscritto.
La pontara appena dopo il paese è introdotta con un bel cartello che dice laconicamente 15%. Ecco che il pignone del 27 torna subito utilissimo, anche se ho fatto una parte della pontara col 25, visto che il peggio deve ancora venire. Durante la salita superiamo qualche altro impavido ciclista e ci scambiamo pure con un altro ciclista che aveva tagliato fuori Ferrara di Monte Baldo, facendo la variante alta del Villaggio Alpino.
Dopo questi aperitivi e antipastini, arriviamo al piatto forte! La salita che porta a Rifugio Novezza è bella tosta, il vento spira forte ovviamente in direzione contraria, e la velocità di ascesa è 8-10 km/h. Il Radu mi va via di 50 metri, forte della sua Compact e pignone 27, lo lascio andare senza problemi di sorta, cercando di controllare la frequenza cardiaca tra 162 e 169 battiti.
Alla sella di Novezza, un'altra botta al morale col cartello del "19%". Qua non c'è molto da fare, da zizzagare: c'è da menare lentamente e ogni tanto c'è da alzarsi in piedi se si vuole arrivare in cima. Superate le bandiere che segnano il confine tra il Veneto e la provincia autonoma di Trento, a mio avviso una larga curva verso sinistra è il pezzo senza dubbio più duro. Sono però poche centinaia di metri: appena sopra la strada torna ad una pendenza del 7-8% e mi sembra di volare di nuovo ai 16-17 km/h. Il Radu intanto porta il suo vantaggio forse a 100 metri, solo che tradotto in secondi è un'infinità di secondi, parché qua NO SE VA AVANTI.
Facciamo tutto il pezzo pianeggiante scambiandoci qualche opinione del tipo "Credea pezo!" o "Ben dai, son proprio contento dela gamba" o anche "In gara go in mente che no narò mia tanto de pì". Dopo queste perle di saggezza si torna a velocità di crociera sui 35-45 km/h e ci fermiamo per la meritata pausa torta al rifugio poco dopo il bivio per Brentonico.
"Due cochette, per me crostata alla ricotta e nocciole, per il compagno torta soffice con marmellata di mirtilli" sentenzia il figlio di Aldo, ancora un po' stravolto alla vista del cartello 19%, come potete vedere dalla foto.
Da lì in poi non c'è storia: la discesa verso Avio non ci pare niente di che; c'è solo da sperare che il giorno della gara sia pulita e non viscida, mentre oggi era praticamente un biliardo, a parte qualche rametto secco qua e là nella parte sotto bosco.
Ad Avio il duo Marcante-Radu toglie l'antivento e punta dritto in direzione Verona. Il vento una volta tanto torna in poppa e ci alterniamo a dovere nel tirare verso la città del Gran Can de la Scala. Ad Avio troviamo "Verona 60", dopo pochissimi chilometri diventa "Verona 50", dopo "Verona 40", dopo un altro po' "Verona 22", alchè dico al Radu di dirmelo quando arriviamo a Verona, perché a Verona io devo mettere la freccia in direzione Valpantena. Tutto il trasferimento in Valdadige lo facciamo a velocità supersoniche. La velocità di crociera è stabilmente ai 38-39 km/h, ma qualche volta ci siamo trovati anche a 45 o 50 km/h.
Un breve svarione solo a Parona, ormai in preda alla disidratazione, alla ricerca della fontanella perduta. Il Radu ferma Indiana Jones, il quale ci dice che l'ha già trovata lui, ma l'ha fatta rimuovere per paura che qualche assetato ciclista gliela rubi. E' così che ci tocca arrivare fino alla Diga del Ceo per riempire nuovamente la borraccia.
Dopo tutto ad un tratto al Radu ghe vien voia de figa e così anziché passare per Teatro Romano e Ponte Catena, si passa a Castel Vecchio, via Roma e Piazza Bra, cioè qualche tanto che basta per accontentare l'occhio con un po' di gnocca turistica. Da lì in poi solo le ultime menate verso la Valpantena con una gamba del sottoscritto ancora ottima, con velocità di ascesa dall'Esselunga fino a Quinto stabilmente ai 32 km/h. Per il ritorno solitario del Radu da via Venezia fino a Colognola ai Colli nessuna notizia ci è ancora pervenuta. Di solito spira un vento contrario tanto affezionato al Pappataso - nel senso che è il vento che cerca il Pappataso, non il Pappataso che cerca il vento contro - per cui può anche essere che il Radu, nonostante anche oggi fosse in forma smagliante, stia a quest'ora salendo San Giacomo o giù in statale che continua a strambare di qua e di là con la sua Flora. Se per caso è arrivato alla Pieve, fatemelo sapere perché son in apprensione per il compagno di merende, che mi ha sopportato anche oggi per qualcosa come 136 km.
Ah per la cronaca il mio ciclocomputer dice 156 km, che è il mio giro in bici più lungo di sempre. Ma non è detta l'ultima: ad Ottobre il gruppone TAV Turnover fa il solito giro del lago di Garda...
Ultimo pensiero: scusate se non ci sono foto lungo il tragitto, ma io ed il Radu ci avevamo da imparare le traiettorie in tiscesa, mentre in salita ci avevamo da imparare a pedalare così duro, perché non siamo abituati a leggere cartelli con scritto sopra "diciannoveperciento".
Di Marco Tenuti (del 25/10/2013 @ 17:16:58 in MTB, linkato 1563 volte)
Vi siete mai domandati come mai questi fenomeni abbiano uno sprezzo tanto alto per il pericolo e per la paura di farsi male con la loro superbici?
Qualcuno potrebbe semplicemente dire che hanno un sopramanico esagerato, qualcun altro potrebbe pensare che siano sotto l'effetto di qualche droga, io dico che semplicemente non ci sono rotelle nel cervello e quindi certi movimenti ed ondeggi nell'aria vengono troppo bene!
Di Marco Tenuti (del 23/08/2012 @ 17:16:56 in MTB, linkato 1803 volte)
Finalmente dopo quasi un mese, trovo un momento per completare il racconto del mio dopogara della Granfondo Alta Valtellina, cioè all'indomani del marathon con cui ho "terminato" la mia stagione MTB 2012.
Appena conclusa la gara di Bormio, una preoccupazione ha prevalso su di me rispetto al pieno di adrenalina prodotta da quattro ore abbondanti di gara: quella di riuscire a tornare a casa, con l'automobile che non voleva sapere di ripartire. Mi sono ritrovato "costretto" a passare una notte in più con tutta la famiglia a Bormio, a causa della macchina guasta - tra l'altro stazionata in un parcheggio a pagamento nel centro storico, visto che non c'era un meccanico che avesse a disposizione il pezzo di ricambio alla domenica pomeriggio.
Lunedì mattina non è mai il massimo tra i giorni della settimana: spesso dopo una gara si ripensa ai momenti di difficoltà, alle chiacchere con gli altri concorrenti, agli avvincenti sorpassi effettuati e a quelli subiti deludentemetne, ma anche ai ritmi indiavolati che si sono tenuti per qualche ora, invece a questo giro il patema di dover rimanere al fresco di Bormio.
Di buona lena ho affrontato con ottimismo una cosa alla volta e nel giro di un paio di ore tutto si è sistemato per il meglio. Macchina di nuovo funzionante, colazione luculliana all'Hotel San Lorenzo e tutto un programma da definire per la giornata di lunedì.
Così io ed Elisa non ci abbiamo pensato due volte e siamo andati su ai Laghi di Cancano da Torripiano, nel comune di Valdidentro. Quel posto è così pieno di ricordi e di una natura struggente che ci pareva di essere in un altro mondo ieri mattina.
Poi è successo che continuavano a passare ciclisti italiani e stranieri con le loro belle MTB, mentre la mia era nel baule che riposava dopo la battaglia di ieri, solo che non ho resistito. Nemmeno Elisa ha opposto resistenza, vista l'occasione irripetibile.
Con la macchina parcheggiata sull'erbetta tagliata a fianco del Lago di San Giacomo, ho svuotato il baule della 307 ed ho tirato fuori la Scalona. Enrico mi ha aiutato nelle operazioni di rimontaggio ruote e lubrificazione catena. Il cielo era lievemente coperto, ma ho detto a tutti: "Oggi si sfoggia la divisa Turnover del quindicesimo"!
L'obiettivo di giornata è presto concordato: io vado a Trepalle in mountainbike per sterrati, voi "famiglia" ci arrivate in macchina.
Da subito cerco di capire se l'obiettivo è raggiungibile o se invece mi sto andando ad imbattere in qualcosa di impossibile: quando si è in montagna a quota oltre i duemila metri, non c'è molto da fare i furbi con la montagna e col meteo. Pertanto percorro un chilometro alla ricerca di qualche ciclista che percorresse in senso opposto il mio tragitto e praticamente subito mi imbatto in 5-6 stranieri di lingua tedesca che mi dicono che loro hanno impiegato un'ora e mezza ad arrivare da Trepalle. Torno indietro da Elisa e le dico: "Se loro ci hanno messo novanta minuti, io ce ne metto cinquanta. Ci vediamo da Sandro!
Così lascio alle mie spalle il bacino del San Giacomo e comincio la mia risalita e mi faccio subito amico Dirk, proveniente da Scuol, che sta arrivando da Santa Maria in Müstair e sta puntando direttamente a Livigno dopo aver fatto un giro megagalattico.
Tralascio i particolari della conversazione con Dirk, visto che si parla di gomme, di forcelle, di pesi delle bici e di fatica ad ascendere. Lui arranca veramente, mentre io sto letteralmente levitando quando arrivo nella Val Trela.
Sono contento come un bambino quando arrivo al Rifugio Trela, con le sinapsi moribonde da almeno quindici anni che si vanno riaccendendo. L'ultima volta c'ero passato con Don Giuliano ed il Grest di Alcenago. Le pendenze e le salite cominciano a tornarmi in mente, nonostante all'epoca non fossi così attento alla montagna e alla fatica.
Saluto Dirk che rimane al Rifugio per una pausa ristoratrice, il quale mi dice che vuole vedermi se ce la faccio a salire il pratone con pendenza al 30%. Non mi rimane che augurargli buona fortuna, perché non saprei come fare a rendere bene in inglese l'espressione "Tu hai a che fare con un Ganassa", ma il pratone me lo bevo come un sorso della borraccia grazie al 26/36 in canna e la legeresse della Scalona in configurazione gara.
L'ascesa al Passo Trela avviene scavalcando una recinzione dell'alpeggio, una piccola mandria di mucche e poi un bellissimo single track in leggera ascesa dove il giro di pedali è qualcosa di gioioso! Infine quasi in cima al passo il superamento di un gruppo di svizzeri con bici full suspended ed enduro, intenti a sistemare un problema ad una delle loro bici.
Al passo scatto qualche foto. Da lì in poi l'orgasmo del biker in offroad: un single track battuto e pedalabile che mi fa abbassare di circa 300 metri di altitudine, tra i 2300 metri e i 2000 di altitudine in direzione Trepalle. Nella parte finale inoltre lo scavalcamento di alcune dune, dove bisogna dare qualche colpo di pedale, tanto di non rimanere impiantati prima della sommità di ognuna di esse. Ed una temperatura gradevolissima, cioè un bel soletto che tiene l'aria stabilmente a 22-23°C.
L'arrivo a Tre Palle avviene per la stradina che porta al distributore dell'Eni. Arrivo dal negozio da Sandro, che sono in anticipo di un quarto d'ora rispetto ad Elisa ed i bimbi, che invece hanno fatto il giro da Pedenosso e lo scollinamento del Passo Foscagno.
Uno dei più bei giri in mountain bike che abbia mai fatto! Ripercorrere alcuni momenti della propria giovinezza pedalando in offroad su pezzi tecnici e divertentissimi, ma mai impegnativi, merita davvero di essere messo in taccuino anche per un altro anno! La Valtellina merita davvero.
Siccome sono direttamente coinvolto nella cosa da domenica pomeriggio, eccomi ad esporvi una breve trattazione del Raffreddore, che ho trovato su Medicina Live.
I raffreddori comuni, diversi dalle riniti e dai raffreddori allergici, sono delle infezioni che colpiscono gola e naso. Nella maggior parte degli adulti compaiono sintomi del raffreddore due o tre volte all’anno, mentre nei bambini avvengono sei-otto volte.
CAUSE: Ci sono più di 200 diversi virus che causano il raffreddore comune, i più diffusi dei quali sono i rinovirus, ma anche coronavirus, adenovirus e virus respiratorio sinciziale (RSV, più comune nei bambini). E’ molto facile raffreddarsi perchè se il sistema immunitario di un corpo sviluppa l’immunità adatta ad un tipo di virus, potrebbe essere contagiabile da un virus diverso. Il virus potrebbe essere diffuso da starnuti e tosse. Il modo più comune di diffusione è il contatto diretto con una persona infetta. Tipicamente, la persona con il raffreddore tocca il proprio naso o mette la mano davanti alla bocca quando tossisce, lasciando migliaia di microscopiche particelle virali sulla propria pelle. Quando poi tocca un oggetto come una maniglia, un carrello della spesa o stringe la mano di qualcun’altro, vi lascia attaccato il virus. La prossima persona che toccherà l’oggetto sarà infettata. Bastano una dozzina di particelle virali per attaccare il raffreddore. Se la persona che ha raccolto il virus si tocca il naso o gli occhi, lo deposita in questo modo in un ambiente caldo e umido, l’ideale per prosperare. Le particelle virali si addensano nelle adenoidi sul retro della gola, dove si riproducono. Infine, una volta mature, rilasciano migliaia di nuove particelle virali per la diffusione in altre cellule. Questo processo è molto rapido, dura solo da 8 a 12 ore dall’arrivo del virus.
SINTOMI: I sintomi si sviluppano rapidamente, entro circa dieci ore (periodo di incubazione). Essi sono causati per lo più dalla reazione del corpo al virus del raffreddore. Le ghiandole mucose aumentano il loro lavoro e di conseguenza, le vie nasali diventano gonfie e soffocate a causa delle secrezioni. I sintomi raggiungono il picco dopo 36-72 ore e comprendono:
Mal di gola secco (di solito il primo segno di un raffreddore);
Naso che cola e starnuti;
Voce rauca;
Naso bloccato;
Tosse;
Lieve mal di testa;
Febbre bassa;
Sensazione di malessere generale.
I sintomi dovrebbero iniziare a migliorare dopo tre giorni e possono sparire entro circa sette giorni (ma possono persistere fino a due settimane). Un caso su quattro non sviluppa alcun sintomo, forse perché il sistema immunitario non reagisce al virus nel modo solito. E’ facile confondere un raffreddore con l’influenza, ma in generale l’influenza è più grave e produce una febbre più alta (sopra i 38 gradi) e sintomi più generalizzati in tutto il corpo come muscoli indolenziti, letargia, brividi, nausea e vomito.
TERAPIA: Nonostante decenni di ricerca, non è semplice curare il raffreddore. Gli antibiotici usati contro le infezioni batteriche non hanno alcun effetto sui virus, e i farmaci antivirali utilizzati per altre infezioni virali non sono utili contro i virus che causano raffreddori. La maggior parte dei raffreddori guariscono con metodi non farmacologici come:
Essere ben idratati (bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno);
Utilizzare un umidificatore per evitare che il riscaldamento asciughi il rivestimento delle membrane mucose e le vie respiratorie superiori;
Curare la congestione nasale con inalazione di vapore;
Prendere un semplice analgesico come il paracetamolo o ibuprofene regolarmente;
Provare anestetici per la gola o fare gargarismi con l’acqua salata per migliorare il mal di gola;
Riposarsi e mangiare regolarmente per mantenere livelli di energia elevati.
I vantaggi dei supplementi di vitamina C sia per la prevenzione che per la cura del raffreddore rimangono controversi. Una recente revisione di più di 30 studi ha rivelato che durante i periodi di intenso stress le persone possono dimezzare la quantità assunta di vitamina C per curare il raffreddore. Alcuni sostengono che servono dosi molto più elevate di vitamina C. Molte altre terapie sono in fase di studio come quella a base di zinco e di erbe echinacee.
PROGNOSI: Se i sintomi persistono, consultare il medico. Gravi infezioni secondarie, come la polmonite, possono seguire al raffreddore, soprattutto se si è contratta l’influenza. Circa un raffreddore su 20 è complicato da un’infezione batterica che necessita la terapia con gli antibiotici. Tra i bambini, i raffreddori spesso portano ad infezioni batteriche all’orecchio, ma questo è molto meno comune negli adulti. Il raffreddore può anche aggravare l’asma e bronchite cronica.
PREVENZIONE: Il modo migliore per evitare un’epidemia è restare il più lontano possibile dagli altri nei primi 3 giorni in cui si è contratto il raffreddore, quando cioè c’è una presenza enorme di virus che potrebbe essere espulsa dal naso. Altri metodi sono:
Di Marco Tenuti (del 23/04/2012 @ 17:16:38 in rally, linkato 2523 volte)
Weekend tutto da incorniciare per il team Basso-Dotta supportato dalla scuderia Movisport in quel dell'Alta Valsabbia grazie alla vittoria della trentaseiesima edizione del Rally Millemiglia. Giandomenico e Mitia si sono già assicurati il successo nel corso della prima tappa, segnando tempi importanti su alcune delle prove speciali storiche del rally nel bresciano.
Questa è stata la prima volta non solo per Giandomenico alla guida della nuova Ford Fiesta RRC, ma anche della stessa vettura al debutto assoluto in Italia, grazie al mezzo messo a disposizione dal Team A-Style. La vettura non è che la versione WRC opportunamente depotenziata attraverso una flangia regolamentare da 30 millimetri ed alcuni accessori aerodinamici rivisitati in modo da allinearsi con le prestazioni delle altre vetture di categoria Super2000, che monopolizzano la scena sia del Campionato Italiano Rally che del Campionato Europeo Rally.
Dopo la prima tappa corsasi sul circuito di Castrezzato, dove Basso era attestato in undicesima posizione assoluta, è solo nella tappa di venerdì che l'equipaggio trevigiano passa a fare sul serio. Nel primo giro di quattro prove speciali, essi se ne aggiudicano ben tre, sufficienti per guadagnare subito la leadership provvisoria della gara, mentre nel secondo giro altri due primi tempi assoluti consentono di chiudere la prima tappa con un vantaggio di 37"7 sul campione italiano Paolo Andreucci e 1'09"2 su Juha Hanninen, attuale leader provvisorio dell'Europeo.
Nel corso della seconda tappa per Giandomenico e Mitia un approccio un po' più conservativo a proteggere la prima posizione. Solo sulla prima prova speciale della giornata, la Acquebone, Giandomenico ottiene nuovamente il tempo più veloce. "Abbiamo chiuso il giro con pochi secondi da Paolo, siamo soddisfatti, abbiamo cercato di tirare parecchio sulla prima prova per non farci sorprendere. Colle San Zeno molto difficile, secondo noi abbiamo fatto la scelta giusta. Tutto sommato da ieri ad oggi abbiamo sempre azzeccato le gomme: non so se per caso o per fortuna, ma è sempre andata bene", il commento di Gian a fine del primo giro di prove dell'ultima tappa.
Il primo tempo si prova si ripete così anche sulla Irma 1 e sul secondo passaggio della Acquebone, mentre nelle due ultime speciali largo spazio agli altri equipaggi ancora in lotta per l'ultimo gradino del podio.
"La coppia superiore a disposizione sulla Fiesta ci ha aiutato senza dubbio a fare bene qui a Brescia. Certo è che guidare una RRC (Regional Rally Car) come la Fiesta è una cosa completamente diversa rispetto alla Super2000. Bisogna cambiare completamente stile di guida e bisogna rivedere un po' tutto sulla frenata, perché bisogna andarci giù molto pesanti, che soffrono davvero molto su questa macchina" le parole a fine gara per il pilota di Cavaso.
Classifica ufficiosa del 36° Rally 1000 Miglia:
Basso-Dotta (Ford Fiesta RRC) in 3h00'28"2
Andreucci-Andreussi (Peugeot 207 S2000) a +1'18"3
Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) a +1'54"3
Hanninen-Markkula (Skoda Fabia S2000) a +2'14"6
Gamba-Inglesi (Peugeot 207 S2000) a +3'13"2
Albertini-Scattolin (Peugeot 207 S2000) a +3'38"2
Betti-Barone (Peugeot 207 S2000) a +6'28"3
Signor-Bernardi (Skoda Fabia S2000) a +7'12"9
Gyosher-Spasov (Peugeot 207 S2000) a +10'59"0
Cerny-Kohout (Citroen DS3 R3) a +12'28"6
Classifica Campionato Italiano Rally 2012 dopo il Rally 1000 Miglia:
Andreucci p.43
Scandola p.33
Basso p.25
Gamba p.24
Perico p.15
Campionato Europeo 2012 dopo il Rally 1000 Miglia:
Di Marco Tenuti (del 12/03/2010 @ 17:14:27 in MTB, linkato 1210 volte)
Oggi ho preso la bici da strada e mi son fatto una cavalcata di due ore, trasferendomi anzitutto da casa fino a Mezzane di Sotto e mi son sparato la salita diretta fino a San Vicenzo. Mi son fermato a scattare un paio di foto a quel poco che si può incrociare della GF Tre Valli.
Domani gli organizzatori nel pomeriggio condurranno chiunque lungo il percorso in modo da provarlo. Attualmente in cima c'è ancora un po' di neve che si sta sciogliendo qua e là, quindi ci sono ancora dei pezzi un po' infangati o bagnati della neve che si sta sciogliendo.
Vi lascio alle foto che ho scattato un paio di ore fa, cioè venerdì tra le 14.40 e le 15.10.
Penultima discesa verso Villa di Mezzane
Poco fango e sassi che stanno drenando bene
Carrareccia esposta al sole in cima a San Vincenzo (non si passa in gara)
Passaggio sotto il ponte della provinciale poco sopra Illasi
Di Marco Tenuti (del 28/05/2008 @ 17:12:51 in MTB, linkato 1605 volte)
Con un bel po' di ritardo arriva anche il mio commento pacato sulla Divinus Bike, la sesta edizione che si è tenuta domenica 18 maggio a Monteforte d'Alpone nell'est veronese. Dopo la Lessinia Legend, arriva così la seconda gara in cui mi cimento per la seconda volta, col chiaro intento di migliorare la posizione in classifica dello scorso anno.
Diciamo che le aspettative di domenica 18 maggio erano ben altre, dopo che le piogge hanno ben pensato di bagnare per bene tutto il percorso le sere prima, ma hanno anche ben pensato di tenere in ammollo i corridori per tutta la gara.
Ad onor del vero la domenica mattina si presenta con tutti i migliori auspici, col tempo che sembra tenere e il mio parcheggio della macchina a fianco di un Master che conta, come il mio caposquadra, il "Bosca". Peccato che la pinza dei freni anteriore equipaggiata con pastiglie nuovissime non voglia saperne di fermare decentemente la ruota, ma Simone mi rassicura sul fatto che sia una questione di qualche chilometro. Speriamo bene...
Dopo aver salutato tutti gli amici di sempre, subito i Trombini di San Bortolo col loro botto impressionante, mi mettono fuori uso il ciclocardiocomputer, che va completamente in tilt dalla vibrazione e da lì in poi sarà un beep continuo che mi accompagnerà per i primi chilometri di gara.
Dopo aver superato Orlandi, che mi chiede "se ho el fogo al cul", le prime rampe se ne vanno molto rapidamente e la mia condizione è molto soddisfacente. Dopo un po' sorpasso anche la Silvia Rossi, unica donna della mia squadra, ma appena dopo cominciano le prime difficoltà sul fango e coi cambi. Tutti si mettono a spingere a piedi la bici in salita e dopo qualche minuto cominciamo tutti a realizzare che la giornata presenta uno scenario epico: sembra di essere alla guerra.
Il fango blocca non solo i deragliatori, ma ce n'è talmente tanto impastato sulle ruote, che quest'ultime non girano nemmeno nelle forcelle! Tutti continuano con la speranza che l'episodio sia limitato solo a questo tratto iniziale di gara, ma più andiamo avanti e più ci rendiamo conto che così non è.
In più ci si mette anche una delle pastiglie del freno anteriore, che se ne esce dalla sede e mi mette completamente fuori uso il freno anteriore. Non perdo la pastiglia, ma la vedo penzolante fuori dal posto in cui dovrebbe stare. Il ritiro è praticamente certo e lo comunico agli amici che poco a poco mi superano, Radu in primis. Riesco però ad arrivare al primo controllo orario, dove rimedio una brugola di fortuna, con cui mi metto di impegno e ripristino completamente l'impianto frenante anteriore. Con questa grande soddisfazione il morale torna alto e proseguo assieme a tutti gli altri concorrenti. Sono però già parecchio attardato e infatti me ne rendo conto dalla facilità con cui recupero posizioni, salendo il castello di Illasi, ma le sorprese non sono finite.
La salita di Castelcerino mi consente di recuperare altre decine e decine di posizioni, ma in prossimità della cima la quantità di fango della mulattiera è indescrivibile e non c'è verso di andare avanti: gente che non ce la fa a spingere la bici, gente che se la mette in spalla, gente che impreca per aver storto il forcellino, gente che non riesce più a cambiare, altri con la catena rotta, altri ancora con deragliatore entrato tra i raggi della ruota. E' un'ecatombe che io non conoscevo proprio.
Anch'io soffro penosamente tutte queste difficoltà, ma non demordo e mi impongono di provare a finire lo stesso la gara: si va avanti ad oltranza! Inutile dire che anch'io non son più capace di cambiare le marce, complice più che mai il fatto che col cambio rotante SRAM non c'è verso di spostare il deragliatore anteriore, più che mai intriso di terra e chissà che altro. La cosa che mi fa penare più di tutte è il fatto che la catena mi si fa sù attorno alla corona media, senza possibilità di pedalare. Le salite sono insomma tutte un calvario, dove non mi rimane che salire a piedi. Qua e là qualche fotografo ci scatta foto, ma non so quante siano le foto in cui mi si vedrà in sella alla bici! In più il cielo verso fine gara decide che è il caso di regalare a tutti i concorrenti rimasti, tanto per rendere indelebile il ricordo di una giornata che memorabile lo era già fino a quel punto.
Negli ultimi chilometri avrei avuto anche una gamba mostruosa, al contrario dell'anno scorso, dove cominciavano a farsi sentire leggermente i principi di crampi e così non mi rimane che superare qualche concorrente della mia stessa griglia. Al ristoro di fine gara, mi rifocillo come un profugo in preda al terrore di una gara per me quantomeno epica e arrivo perfino a chiedere che ora sia, ma sembra che non sia l'unico ad aver penso la percezione della realtà.
Una bella scena è sicuramente la zona lavaggio bici, dove avrò tolto alla bici almeno un paio di chili di terra e qualche etto sicuramente anche da braccia e gambe, visto che, senza ritegno, ho pensato di usare la canna dell'acqua anche su me stesso. Lascio pertanto la zona di lavaggio coi brividi addosso, visto che ho fatto tutta la gara con la divisa estiva, ma i gradi verso fine gara saranno si e no 16-17°C e le forze se ne sono andate tutte.
A conclusione di questo ricordo, mi permetto di spiegare quale sia il motivo che mi ha spinto a portare a termine questa sorta di impresa: fare esperienza, fare esperienza e fare esperienza. Fino ad ora nelle gare di mountain bike, marathon o cross country chi siano, non avevo mai trovato siffatte condizioni, ma ammetto che bisogna trovarsi dentro per sperimentarle sulla propria pelle. La prossima volta che mi ricapiterà una cosa del genere cercherò di fare tesoro della sesta edizione della Divinus Bike e cercherò di evitare banali errori, come quello di insistere in sella alla bici, quando il fango non consente di andare avanti, e quello di spingere la bici, quando ha molto più senso mettersela in spalle.
Ah, la classifica: 609° su 830 arrivati nel percorso lungo col tempo di 3h26'12" all'ignobile media dei 12,22 km/h. Non che il vincitore se la sia passata molto meglio, comunque il traguardo lo hanno visto solo in metà, quindi il mio risultato è sicuramente quello di essere arrivato in fondo, senza aver rotto niente!
Di Marco Tenuti (del 05/01/2009 @ 17:09:29 in MTB, linkato 1572 volte)
Non era la prima uscita dell'anno, ma il "Miglio" oggi sfoggiava una splendida tuta invernale Liquigas, che risalta perfettamente le sue forme atletiche plasmate a colpi di gnocchi di San Zeno e tipica pearà veronese.
E' stato così che il duo composto dal sottoscritto e il nuovo acquisto Liquigas si sono mossi nelle ore centrali della giornata in direzione lago, con la vana speranza di trovare temperature leggermente meno polari che quelle che permeavano la Provincia Veronese.
L'avvicinamento verso Lazise è avvenuto dalla classica salita del Flover del Bussolengo, dove il Miglio ha ingranato una marcia superiore ed ha lasciato di stucco il Marcante alla ruota, che non ha potuto fare altro che lasciarlo andare e soccombere alla sua vista, tanto è vero che il Miglio si è preso addirittura il tempo in cima di schiacciarci una gocciolatina.
Effettivamente gli allenamenti dei professionisti cominciati a fine novembre cominciano già a dare i primi risultati in termini di performance e si è visto dalla media tenuta nella salita dal forte corridore della Croce Bianca.
Il Marcante, dal canto suo, ben si difendeva su tutti gli altri pezzi, affiancandosi spesso e accodandosi di tanto in tanto per non far lavorare troppo in alto il suo miocardio.
Le temperature, per loro fortuna, si alzavano dai -3°C di Bussolengo e Pastrengo, verso i +2°C della città gardesana. E' così che in rassegna venivano attraversati gli abitati di Bardolino, Garda e Torri del Benaco in direzione Castelletto di Brenzone. Favoriti anche dal vento in direzione nord, il Miglio si metteva a menare a velocità supersoniche sempre superiori a 40 km/h con picchi anche a 45 km/h, sempre col Marcante a stretto controllo, in soupless a 110 pedalate al minuto.
Vuoi che ti troviamo il Pietropolli già di ritorno e giriamo immediatamente la bici verso casa. Qui si forma presto un doppio trenino per vincere la resistenza del vento che si fa un po' sentire anche nel saliscendi che riporta indietro verso Lazise.
La botta da Lazise verso Pastrengo in leggera salita viene tenuta bene dal Tenuti, che scollina in più di un'occasione a 175 bpm/HR, ma l'importante è tenere fino quasi a Pastrengo, dove il Daniele della LPR Brakes ci saluta e svolta per Colà.
Si ricompone così il duo iniziale che punta verso Verona, tornando così a temperature a dir poco gelide e piedi già trasformati in due blocchi di ghiaccio. Attraversiamo così anche il centro di Verona sperando di trovare un pelo di calore nelle zone pedonali, ma arriviamo presto a Porta Vescovo, dove il Miglio fa sosta tecnica da Motoyama dai Barana, mentre il Marcante mena in direzione Quinto, dove completa la sua galoppata prebefanica con 102 km sul groppone alla considerevole media di 30 km/h tondi.
Riassumendo così la giornata, possiamo dire che lo stato di forma del duo è più che mai ben augurante per le prime gare che cominceranno nel prossimo mese di marzo, mentre nulla da eccepire sul Miglio e il suo nuovo look Liquigas, a dir poco eccezionale!
Di Marco Tenuti (del 22/08/2008 @ 16:57:53 in MTB, linkato 2650 volte)
Ci son passato vicino martedì e la mia curiosità è stata stimolata: salendo da Fosse verso il Corno d'Aquilio, appena passata la contrada Tommasi a quota 1143 m sul livello del mare, c'è una stradina bianca che scende a valle e dopo un paio di tornanti si arriva nel vaietto, dove si ricomincia a salire in direzione della contrada Grola, che è quella più alta di tutte al di sopra della zona inesplorata, a quota 1129 m slm.
In prossimità di questa contrada è anche possibile continuare a salire in direzione Corno d'Aquilio e precisamente verso la Spluga della Preta, fenomeno geologico di indubbio interesse.
La mia esplorazione era però abbastanza limitata ed ho pensato di tornare verso casa, così dopo la contrada Grola, sono sceso verso contrada Bertasi e poco sotto, girando a destra, si può andare verso Vallene, cosa che proverò abbastanza presto, per vedere cosa c'è di sterrato e cosa di asfaltato.
Tirando dritto un lunghissimo rettilineo in discesa porta al quadrivio, che corrisponde allo scollinamento della strada provinciale che tra Selvavecchia e Ronconi. Io sono sceso così fino a Barozze e menando possibilmente sempre il 44 davanti ho puntato diritto a Sant'Anna d'Alfaedo, dove le mie fatiche andavano più o meno concludendosi.
Solo il piacere di accorciare il percorso su sterrato giù per il Pontarol di Cona sotto Sant'Anna e l'immancabile scorciatoia da Crosa di Schioppo a Fiamene, da farsi sempre con forcella sbloccata.
Chiaro che Google Earth è una preziosissima fonte, ma metterci il naso di persona è sempre meglio. Ho già intravisto pertanto la possibilità di fare un nuovo percorso e cioè quello che porta dalla contrada Grola a Passo Fittanze senza fare il giro del Monte Cornetto. Stay tuned on Lessinia's tracks.
E' finalmente uscita una tariffa di Vodafone che rivede al ribasso la spesa per un utilizzo abbastanza attento del telefono, come quello del sottoscritto. Si parla di un utilizzo completo del proprio telefono, cioè l'invio di una quantità non esagerata di messaggi, l'accesso ad Internet e qualche chiamata sia verso fissi che mobili, ma senza strafare.
Molto probabilmente la compagnia Tre sta rubando significative quote di clientela, grazie ad una politica di prezzi molto aggressiva ed efficace anche per l'utenza che non spende 50 o più Euro al mese e Vodafone ha deciso così di diminuire il proprio margine di profitto.
Questa nuova tariffa, o gruppo di tariffe, è Smart200+ (e le altre Smart-numero+), che viene offerta da Vodafone a 15 Euro al mese per un anno in promozione, se passate da un altro operatore, se usate un po' di punti Vodafone You o se decidete di comprarvi un telefono nuovo con Vodafone.
Entrando nello specifico della promozione avete da rispettare tre soglie di consumo, cioè 200 minuti al mese di chiamate verso telefoni fissi e mobili, 200 SMS verso tutti in un mese e 500 MB di traffico internet sempre al mese.
Tra le righe dei dettagli che in tanti non leggono, c'è un aspetto di maggiore novità - che a me interessa abbastanza - in cui Vodafone si allinea decorosamente al resto della concorrenza: il traffico Internet può avvenire attraverso qualsiasi APN, quindi non ha importanza se stiate usando il vostro cellulare o tablet per navigare o se stiate usando il telefono in tethering per accedere ad internet da un PC via bluetooth, USB o via hotspot Wifi.
Fino a poco fa Vodafone vi costringeva a sottoscrivere una tariffa speciale proprio per il tethering, cioè una spese mensile di 10 Euro, che era davvero troppo per usare il telefonino come modem per il computer, soprattutto per chi usa saltuariamente il telefonino come modem per il proprio computer portatile.
Questo significa che potrò anch'io finalmente abbandonare l'ormai "vetusto" iOS 3.0 sul mio iPhone 3G ed aggiornarlo finalmente all'ultimo rilascio di casa Apple per il mio dispositivo, cioè iOS 4.2.1. Ho infatti sfruttato per quasi tre anni un bug di iOS 3.0 che consentiva di accedere ad un pannello dove configurare tutti gli APN, grazie ad uno script di configurazione che si riusciva a recuperare in rete già tre anni fa. Questa falla è stata tamponata immediatamente da Apple col rilascio dell'iOS 3.1, impedendo così di accedere al pannello di configurazione degli APN e costringendo l'utilizzatore del telefono a sottostare alle imposizioni sulla politica di utilizzo di un pacchetto di navigazione dati da parte dell'operatore telefonico.
Passando a iOS 4.2.1, anche se si rimane molto indietro rispetto all'ultima release, iOS 5.1, pronta ad essere sostituita ad ottobre da iOS 6, si dischiude comunque un mondo di possibilità, perché le grande maggioranza di applicazioni presenti su AppStore tornano ad essere installabili anche per il mio iPhone.
Diversamente da iOS 4 e anche parzialmente con iOS 3.1, iOS 3.0 è praticamente morto, nel senso che non c'è ormai più nulla di nuovo o aggiornato su AppStore: facendo delle prove, ho visto che ormai c'è un'applicazione su 10 scaricabile dallo store di Apple per chi ha ancora iPhone 3G con quella release del sistema operativo.
Di Marco Tenuti (del 21/01/2012 @ 16:42:43 in web, linkato 3996 volte)
Penso sia una novità delle ultime ore o alla peggio degli ultimi giorni, ma se cercate il nome di una città, di una frazione, vi mostra la località cercata ed l'eventuale confine associato.
Se provate a cercare Grezzana, vi mostra correttamente il confine comunale.
Se provate a cercare Alcenago, si inventa un confine, che pare essere più che altro il confine dell'abitato della frazione di Stallavena, più che Alcenago...
Se cercate invece Verona, naturale che compaia il confine comunale di Verona, mentre se cercate il testo provincia di Verona, anche qui fa il suo dovere.
Pare di capire che la funzionalità funziona bene in tanti casi; forse nei casi più particolari sbaglia, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto.
Di Marco Tenuti (del 07/08/2010 @ 16:34:24 in MTB, linkato 6277 volte)
In attesa che l'Orlando mandi la traccia GPS completa del giro di oggi, eccomi a commentare rapidamente il giro di stamattina.
Anzitutto trasferimento veloce dalla bassa Valpantena verso Boscochiesanuova in macchina, tanto per risparmiare almeno 75 minuti di pedalata e soprattutto 1000 metri di dislivello in salita.
A Bosco io e l'Orlando facciamo "colazione brioches" alla pasticceria Valbusa e ci sincronizziamo con Alessandro Zanini - anche lui in macchina direttamente a Bosco - e Federico Recla - lui invece da Verona - di Verona Bike.
Il giro prevede da subito il passaggio della Lessinia Legend 2010 da Bosco fino alla Scandole, passando per le contradine Colletta, Biancari, Tander e Lesi.
Da Scandole in poi rapida ascesa verso Bocca di Selva passando per il Baito dei Pastori. Si transita rapidamente in Translessinia lasciando la festa dell'elezione del Bacan della Lessinia in Podestaria e svolta a destra fino quasi alla cima di Monte Castelberto, dove per qualche centinaio di metri ci immettiamo sul percorso della Lessinia Bike.
Da lì in poi "eccezionale" discesa fino a Malga Foppiano. Spettacolare. Carrareccia da fuoristrada, che noi percorriamo in discesa al massimo divertimento.
Dalla malga ritorniamo fino a Malga Lessinia, cioè in provincia di Verona, con una lunga ascesa che supera raramente il 10-12% di pendenza massima, ma ci rifa guadagnare quota ed arrivare ai gnocchi di malga, che ci vengono serviti molto rapidamente.
Ritorno per la foresta dei Folignani passando per la Fontana degli alpini, mentre a Colletta scendiamo fino a contrada Valbusa, con un sacco di pezzi inediti per il sottoscritto.
Ritorno a casa per me ed il Fede fino a Quinto di Valpantena, mentre Paolo ed Alessandro recuperano le loro macchine a Bosco.
Di Marco Tenuti (del 17/06/2013 @ 16:33:51 in MTB, linkato 1001 volte)
Supponi di organizzare una gara ciclistica per le categorie minori, cioè esordienti o dilettanti, gare da 110-130 chilometri, tutte a manetta sempre sui 40 km/h di media oraria quando si va piano. Supponi anche di disporre di una strada aperta al pubblico da utilizzare come percorso su cui svolgere la gara.
Supponi inoltre che la strada in questione, sia come tante strade provinciali e comunali italiane (escluso Trentino, Alto Adige e Valdaosta), cioè PIENE DI BUCHE.
Ecco allora come ti risolvo il problema delle buche: basta farci un bel cerchio bianco e vedrai che i giovani ciclisti che aspirano al professionismo nazionale ed internazionale te le schiveranno tutte!
Vorrei inoltre sapere cosa ne pensa il comando della polizia urbana del comune locale, visto che si tratta anzitutto di segnaletica orizzontale abusiva, cioè disposta molto probabilmente senza alcun permesso o ordine ricevuto e molto probabilmente illegale, visto che il CdS, da quel poco che io ne so, non contempla una segnaletica orizzontale a mo' di cerchio attorno ai tombini e alle buche che l'amministrazione locale non ha tappato e sistemato!
Di Marco Tenuti (del 26/08/2011 @ 16:25:33 in MTB, linkato 2897 volte)
Oggi pomeriggio ho cercato su Google la seguente parola "Scott Scale 29 2012" e mi sono imbattuto in un sito di compravendita bici, dove ho trovato un negozio di Brisbane, Australia, che ha in pronta consegna le nuove Scott Scale da 29 anno 2012, come si può vedere da questa inserzione.
Non sono ancora i modelli in carbonio, ma questo vuole comunque dire che Scott ha già cominciato a consegnare al mercato retail i nuovi modelli.
Questa che vedete sotto è il modello Elite, ancora con tubazioni in alluminio 6061 con un equipaggiamento medio XT/SLX, molto simile alla bici di Anonimo Turnover.
Di Marco Tenuti (del 13/02/2011 @ 16:14:14 in MTB, linkato 2123 volte)
Se dai una 26 o una 29 al Miglio, poco cambia, anzi quasi nulla: va sempre forte come una moto!
Le sue impressioni a caldo, dopo averla usata per la prima volta in gara ed averla ricevuta dal suo team si e no ieri: "In discesa dà un senso di sicurezza che ti sogni con la 26. C'è solo l'impressione che la bici da rilanciare sia effettivamente pesante e che non sia assolutamente agile, spero di poterci lavorare un po' per contenere questa carenza rispetto alla 26".
A parte quello oggi a Locara non si sono mai viste così tante bici da 29 pollici. Il movimento agonistico amatoriale ormai ha abbracciato questa nuova filosofia di intendere la mountain bike...
Di Marco Tenuti (del 02/03/2012 @ 16:14:06 in MTB, linkato 2662 volte)
Non è una novità che la casa ufficiale consegni al proprio team di punta il miglior materiale, le migliori ruote, i migliori telai, gli accorgimenti specifici e setup personalizzati.
Solo che oltre alla sostanza la Scott ha consegnato al Team Scott Swisspower anche delle grafiche specifiche per le edizioni 2012 dei telai Scale RC e Spark RC. Si può vedere nel particolare che ho zoomato, come ci sia la scritta bianca Scott sul tubo orizzontale all'attacco col tubo sterzo, diversamente dal telaio ufficiale venduto che presenta la scritta gialla RC nella stessa posizione. Se andate a vedere l'altro lato della bici, tra le foto nel , nella stessa posizione simmetrica troverete la scritta gialla Scott, sempre al posto di RC.
Nelle pagine di Scott Sports su Facebook, si può vedere che la bici di Nino Schurter, campione dell'XC mondiale, è sì una Scale 26 RC - più volte Nino ha detto che nell'uso cross country non si trova a suo agio con la 29, considerata la sua statura minuscola - ha una grafica leggermente diversa rispetto al telaio Scale 26 RC disponibile sul sito ufficiale Scott.
Queste foto provengono da un set fotografico appositamente realizzato in Sudafrica dalla squadra svizzera, dove stanno svernando più o meno tutti gli ufficiali del cross country e del marathon mondiale MTB.
Di Marco Tenuti (del 16/05/2010 @ 16:13:18 in MTB, linkato 1996 volte)
L'idea di non pedalare nel corso di sabato, ma di darci dentro
stamattina è stata una buona idea.
L'appuntamento è col Papataso Fans Club e buona parte del team Focus
Italia alla rotonda di Montorio per le 8.15, cioè assolutamente in
anticipo rispetto al solito, ma tanto meglio visto il ricco programma.
Dopo il rapido trasferimento da casa del Conte Savoia verso Montorio,
col Conte che sfoggia una gamba da paura, mettendosi a menare subito
il 44/11 sulla sua Verdona da 29", mentre io dietro in scia col 44/14
con ruote da 26", ai 42 km/h, un bel modo per arrivare caldi
all'appuntamento!
Tre, due, uno via! Già da Olivé verso il Pian di Castagné la truppa
parte a tutta e rimango subito impressionato dal ritmo: se si parte a
ritmo XC, hanno davvero in mente di arrivare sul Tomba? Non mi perdo
d'animo e rimango nelle retrovie col Magalini, il Cica e Luciano
Recchia. Per fortuna che a Caiò gli animi si placano ed io stesso
comincio ad ingranare decentemente solo all'altezza di San Rocco di
Piegara. Da lì in poi l'arrivo alla Bettola di Velo propone una serie
di passaggi molto suggestivi, ma anche impegnativi in taluni casi.
Nonostante le piogge dei giorni scorsi il fango non è mai troppo e
nonostante qualche problema di aderenza, la trasmissione non si sporca
di fango.
Qualche foratura di troppo rallenta un po' la corsa del gruppo, ma
consente ai più di stare compatti. Alla Bettola il Papataso alza le
mani e decide di mettere fine alla sua sofferenza: davvero un
momentaccio per Andrea, nonostante una bici nuova a casa tutta da
scoprire e da affinare!
A Velo Veronese scatta la pausa brioches: non esito a condurre il
Conte alla Pasticceria in direzione San Francesco e poco dopo si
accodano tutti gli altri non sfegatati. Cappuccino e fettona di
strudel per me e il Walter, mentre per il Conte brioche alla crema.
La ripartenza verso Monte Purga è fatta ad un ritmo bello alto,
complice la presenza dei Maddiline del Cerro ed io la soffro non poco,
ma una deviazione verso contrada Al Pezzo ci fa perdere quota e anche
sbagliare strada. E' però un lungo cementone con pendenza tra il 15% e
il 30% a farci imprecare un po' tutti. Si fa fatica a salire ed è
obbligatorio il 22/32. Questo pezzo segherà le gambe a tanti, visto
che siamo si e no ad un terzo di gara...
Da lì in poi si comincia a gustare la vera Lessinia, con le mulattiere
delimitate dalle lastre verticali ed i pezzi su prati al limite
dell'equilibrio, dove non c'è tanto da scherzare...
Si guadagna però il Parparo Vecchio dove si mette finalmente la
padella per un buon chilometro continuando a guadagnare qualche metro.
Qui in tanti decidono di prendere la via di casa, mentre solo in tre
rimaniamo convinti verso il Tomba. La fortuna di incrociare il team
Tagliaro col capitano Radu, il Ridolfi, il Simone Pasetto ed il Bene
di ritorno da un megagiro in BDC, cioè una parte della Cunego.
Io, l'Anonimo e Benito caliamo l'asso e l'orologio non è tiranno.
L'ascesa al Malera è interrotta da una deviazione verso sinistra che
ci fa stare poco sopra la provinciale che collega il Parparo a San
Giorgio, solo che anche qui siamo ad un certo punto un po' carenti di
frecce ed arriviamo a San Giorgio, saltando Passo Malera, dove invece
un altro bel cementone al 20% ci ricorda di non esagerare. San Giorgio
lo saltiamo a pié pari ed io e l'Anonimo saliamo in cattedra,
intervallandoci un paio di volte con una bella mulinata che tira il
collo al Benito, il quale manifesta di essere ormai alla frutta.
Ciononostante lui tiene la ruota ed il tetto della Lessinia è sempre
più vicino: la conquista della punta a 1766 metri la si fa su un bel
pratone erboso al 25%, dove c'è da sputare sangue.
Per fortuna che il rifugio è aperto e scatta il panino con speck per
l'Anonimo, mentre per me e Benito panino con salame e formaggio e
cocacola a tutti!
L'animo è sereno, la soddisfazione è tanta e la fatica è già alle
spalle. Una ricarica delle batterie è giusto quello che ci vuole e non
esitiamo a mandare SMS e foto a tutti ancora prima di arrivare. In
cima la temperatura non è delle più gradevoli ed il vento spira
almeno ai 40 km/h, ma la freccia Lessinia Legend indica di scendere e
questa volta la seguiamo con piacere. Da Passo Branchetto fino a
Quinto, vento a favore, posizione aerodinamica e velocità di crociera
stabilmente sopra i 45 km/h, con punte di 68 km/h sui lunghi
rettilinei a Maregge, Tracchi, Boscochiesanuova e sul Briago.
Io e l'Anonimo continuiamo a fare i Ganassa, mentre Benito di conserva
fa scorrere le sue ruotone con piacere.
A Orè di Stallavena, ci fermiamo qualche minuto per toglierci gli spolverini,
ci supera Giorgio Garofoli che lo andiamo prontamente a riprendere in
centro a Grezzana.
Che dire del Marathon della Lessinia Legend prima parte: percorso ed
ambiente molto suggestivo e tipico della Lessinia, bello, bello,
bello. Ci sono però delle "iniezioni" gratuite di passaggi da cross
country che non ci aspetteremmo di trovare su un percorso marathon, ma
il Poltronieri non è nuovo a queste cose. Speriamo che venga a più
miti consigli dal Vaio dell'Anguilla in poi, con la pubblicazione del
percorso definitivo, perché così com'è, non ci siamo proprio stando
alle opinioni di chi ha "provato a provarlo".
Infine quattro parole sulla mia condizione fisica e psicologica: direi
che ci siamo su tutta la linea. Alle gambe non devo chiedere troppo:
loro sembrano rispondere bene una volta che son belle calde, quindi bisogna
tenerle alimentate ed abbeverate e non vanno mai sovraccaricate con
rapporti troppo duri. La determinazione non si mette in discussione. Bisogna solo usare
la testa al 100% e la Lessinia Legend da 124 km dovrebbe essere alla
mia portata. Yes we can.
Son passati ormai 14 anni da quando cominciavo a sviluppare le mie applicazioni col Metrowerks CodeWarrior, il fortunatissimo ambiente di sviluppo, con cui tutti gli sviluppatori di MacOS hanno creato la maggioranza delle applicazioni del sistema operativo della mela a cavallo del 2000. Metrowerks era spuntata magicamente nel novero delle software house di ambienti di sviluppo, per i rapidi tempi con cui riusciva ad accontentare esigenze di sviluppo sia per nuovi hardware che per nuovi processori.
E' stata infatti la transizione dai processori Motorola 68000 ai processori PowerPC l'occasione d'oro che Metrowerks non si è lasciata sfuggire. Il suo ambiente di sviluppo venne abbracciato praticamente da tutti coloro che volevano scrivere applicazioni per MacOS 7/8/9 e consentire di produrre dei FAT Binary, in grado di girare sia sui Mac con processore 68000 - a dire il vero solo quelli più potenti come i 68030 e 68040 - e anche quelli coi processori PowerPC 601 e poi via via anche i PowerPC 603, 604 ed i molto più potenti PowerPC G3 (PPC 750) e G4 (PPC 7400). Solo con l'avvento del PowerPC G5 la Apple cominciò piano piano a riprendere quota nel dominio degli ambienti di sviluppo, tanto che la mazzata finale arrivò nel 2005/2006, quando l'ennesima transizione da PowerPC a Intel decretò la morte preannunciata del CodeWarrior Professional quantomeno su Mac OS X.
Non saprei dire cosa è stato scritto e cosa non è stato scritto col CodeWarrior, ma qua e là ho visto che anche le versioni 4.0/5.0 di Adobe Acrobat sono state scritte con quell'ambiente di sviluppo e il relativo framework PowerPlant.
Si, proprio PowerPlant! Ci ho costruito sopra la mia tesi di laurea, Dynamic Land, ma anche la fortunata TotoTencas Suite e il più maturo PowerToto, re incontrastato per anni del software di sistemistica su Mac.
E' stato solo il più recente MacOS X 10.6 e le macchine Intel-based a mettermelo in crisi totale, solo che al momento non l'ho ancora ricompilato.
E' stato piuttosto un mio cliente a convincermi a tirare fuori nuovamente i sorgenti del 2004/2005 e cercare di ricompilarli con Xcode.
Così adesso son proprio nella fase di ricompilazione del suo progetto, scritto appunto con PowerPlant, e sto cercando di farlo girare con Xcode, in versione Universal Binary, cioè capace di girare sia sulle macchine con processore PowerPC, cioè G3, G4 e G5 e i più recenti processori Intel.
Mi pare di esser tornato bambino! A breve per prossimi aggiornamenti...
Non è una novità di qualche giorno, ma ha ormai più di un mese, solo che un paio di settimane fa ho avuto modo di mettere a fuoco l'obiettivo sull'organo restaurato della Chiesa Parrocchiale di San Clemente di Alcenago.
Ho sentito più di qualche opinione al riguardo dell'organo e delle sue eccellenti qualità acustiche. Davvero qualcosa di cui andare orgogliosi in paese.
Di Marco Tenuti (del 01/10/2008 @ 16:09:44 in MTB, linkato 1631 volte)
Qualche settimana fa mi aveva accennato qualcosa il mio compagno di team Paolo Orlandi, ma guardate un po' cosa ho trovato nel sito ufficiale del Parco Naturale Regionale della Lessinia, al riguardo delle normative riguardanti il transito di veicoli e mezzi meccanici sul territorio del parco. A leggere queste indicazioni sembrerebbe essere che si può scorrazzare ovunque a piedi, ma non in MTB... Quindi bisogna che mi dia da fare per capire quali siano i tratti e i sentieri autorizzati alle MTB, onde evitare di infrangere la legge...
Questo che trovate sotto è uno stralcio dei quattro articoli relativi alla circolazione nel Parco Regionale della Lessinia. Vi rimando qui per il documento integrale del Piano di Attuazione.
NORME GENERALI, COMUNI ALLE QUATTRO ZONE
ARTICOLO 3 (TRANSITO VEICOLARE)
1. E' vietato il transito di veicoli a motore nei seguenti tratti di strade:
a) S.Giorgio - Bocca Gaibana - Pozza Morta - Bivio per Podestaria; b) S.Giorgio - Malga Malera - innesto nella strada provinciale n.6; c) Bivio Castelberto - Castelberto; d) Col Pealda Bassa - Fittanze.
2. E' vietato altresì il transito di veicoli a motore sulle strade di accesso alle malghe e sulle piste forestali.
3. E' in ogni caso consentito il transito ai mezzi impiegati nei lavori agricoli e forstali, di vigilanza e anti incendio, di assistenza sanitaria e veterinaria, ai mezzi di servizio del Parco, ai mezzi dei proprietari dei fondi e dei loro ospiti temporanei, dei titolari di altri diritti reali, degli affittuari e dei locatari di immobili situati nel territorio servito dalla strada, e di chi debba transitare per comprovati scopi professionali, familiari o perché ospite di un avente diritto.
4. I divieti di circolazione previsti al primo comma non si applicano ai veicoli adibiti al trasporto delle persone con limitata capacità di deambulazione, purché muniti del contrassegno approvato con Decreto ministeriale 8 giugno 1979.
ARTICOLO 4 (SENTIERISTICA)
1. E' vietata l'apertura di nuovi sentieri, fatta eccezione per quelli indicati nel Piano ambientale e nei successivi strumenti attuativi.
2. I sentieri esistenti, ove necessario, potranno essere riattati mediante l'uso di materiali locali e tecniche che non alterino il loro aspetto naturale.
3. Tutti i sentieri saranno segnalati mediante la posa di manufatti in legno conformi alle prescrizioni del presente piano, mentre, per quanto riguarda la segnaletica sul terreno dei sentieri classificati alpini ai sensi di legge regionale 18 dicembre 1986, n. 52, si applicano le disposizioni della deliberazione della Giunta Regionale 18 gennaio 1991, n. 122.
ARTICOLO 5 (TRANSITO FUORI STRADA)
1. E' vietato il transito di mezzi meccanici fuori dalla strade, sui sentieri, sulle mulattiere, sulle piste da sci, sui tracciati degli impianti di risalita. Sono esclusi da tale divieto i mezzi necessari per i lavori agricoli e boschivi, i mezzi della protezione civile, del Soccorso Piste, del Soccorso Alpino, dell'assistenza sanitaria e veterinaria e della manutenzione delle piste da sci esistenti.
ARTICOLO 6 (TRANSITO MEZZI NON A MOTORE)
1. E' consentito il transito di mezzi meccanici non a motore e di equini sulle strade indicate nell'articolo 3 e gli ulteriori percorsi eventualmente individuati e segnalati in loco.
Ecco cosa ti server per eseguire Windows 8 nel tuo PC:
Processore: 1 gigahertz (GHz) o superiore con supporto per PAE, NX e SSE2 (altre info)
RAM: 1 GB (32 bit) o 2 GB (64 bit)
Spazio su disco rigido: 16 GB (32 bit) o 20 GB (64 bit)
Scheda grafica: Microsoft DirectX 9 con driver WDDM
Requisiti aggiuntivi per l'utilizzo di alcune funzionalità:
Per usare il tocco, devi avere un tablet o un monitor che supporta le funzionalità multitouch (altre info).
Per accedere a Windows Store per scaricare ed eseguire app, deve essere attiva una connessione Internet e la risoluzione dello schermo deve essere almeno 1024 x 768.
Per ancorare le app, la risoluzione dello schermo deve essere almeno 1366 x 768
Accesso a Internet (potrebbe essere richiesto il pagamento di una tariffa a parte a un provider di servizi Internet)
L'avvio protetto richiede un firmware che supporta UEFI v2.3.1 Errata B e include l'Autorità di certificazione Microsoft Windows nel database di firme UEFI.
Per garantire le prestazioni ottimali di alcuni giochi o programmi, può essere necessaria una scheda grafica compatibile con DirectX 10 o versioni successive
Account Microsoft per alcune funzionalità
La riproduzione di DVD richiede un software separato (altre info)
Licenza per Windows Media Center, venduta separatamente (altre info)
BitLocker To Go richiede un'unità flash USB (solo Windows 8 Pro)
BitLocker richiede Trusted Platform Module (TPM) 1.2 o un'unità flash USB (solo Windows 8 Pro)
Hyper-V client richiede un sistema a 64 bit con funzionalità SLAT (Second Level Address Translation) e altri 2 GB di RAM (solo Windows 8 Pro)
È necessario un sintonizzatore TV per riprodurre e registrare programmi TV in diretta in Windows Media Center (solo Windows 8 Pro Pack e Windows 8 Media Center Pack)
I contenuti TV Internet gratuiti variano in base all'area geografica e alcuni possono richiedere costi aggiuntivi (Windows 8 Pro Pack e Windows 8 Media Center Pack)
Per controllare se il tuo PC soddisfa questi requisiti, puoi eseguire Assistente aggiornamento.
Inutile dire che per scelta, ma soprattutto per costrizione, sono dovuto passare a Windows 8 per motivi lavorativi. Dopo una decina di giorni la mia impressione è sempre più positiva, anche se c'è ancora qualche problemuccio ancora da sistemare, ma poca cosa rispetto alla lentezza del precedente sistema operativo, Vista Premium SP2 a 32 bit.
Detto questo, inutile che mi sottragga al confronto con OS X, ossia dalle ultime versioni, cioè Lion (10.7) e Mountain Lion (10.8), arrivati rispettivamente agli aggiornamenti 10.7.5 e 10.8.2.
Riprendo volentieri l'articolo di Vincenzo Carcione e mi prendo pure la libertà di scrivere in calce ad ogni punto, se la medesima funzionalità surclassa o arranca rispetto alle ultime incarnazioni del sistema operativo di Cupertino, fermo restando che il mio non è un confronto per dire cosa è meglio e cosa è peggio, valutazione sempre troppo soggettiva, per asettica che la si voglia spacciare. Per poter fare un confronto si dovrebbe ravanare nel secchio di tante altre funzionalità, più o meno importanti che questo o quel sistema hanno o mancano.
Mi limiterò solo a constatare l'effettivo passo in avanti di Windows 8 rispetti ai suoi fratelli più vecchi e un giudizio sommario rispetto alla medesima funzionalità in OS X.
1. Filtro Smartscreen Anti-Malware
Chi usa il browser Explorer dovrebbe già avere familiarità con Windows Smart Screen, la funzione di sicurezza che filtra i download bloccando i virus.
Con Windows 8, Smart Screen è integrato nel sistema operativo stesso quindi non importa se si utilizzano altri browser, le applicazioni scaricate saranno comunque controllate da questo filtro quando si tenta di eseguirle sul computer.
Questa funzione è opzionale, ma è abilitata di default.
Windows 8 controlla meglio il file scaricato, OS X si limita solo a segnalare che c'è un rischio intrinseco (vince Windows).
2. Windows Update meno intrusivo
Windows Update costringe l’utente a riavviare il sistema per installare gli aggiornamenti oppure a rinviare il riavvio più volte.
Con Windows 8, Microsoft ha attenuato i disturbi di Windows Update con la richiesta di riavvio solo una volta al mese.
Inoltre l’avviso del riavvio darà la possibilità di rinviarlo anche fino a tre giorni.
Tutto questo rientra nella nuova ottica di Microsoft e il nuovo Windows per cui si potrà lasciare il pc sempre acceso, mettendolo solo in stand-by.
OS X rimane sempre più avanti in fatto di discrezione e contenimento degli update rilasciati nel tempo (vince OS X).
3. Antivirus integrato
Windows 8 comprende un antivirus integrato e non sarà più necessario installarne uno diverso da Windows Defender ed è praticamente il nuovo nome di Microsoft Security Essentials che si può usare anche su XP e Windows 7.
Windows Defender viene disattivato automaticamente se si installa un altro antivirus.
OS X non ha tuttora bisogno di avere un antivirus, ma attenzione! (vince OS X)
4. Assenza di un lettore per vedere DVD o Blu-ray in Windows 8
Windows 8 non include supporto per la riproduzione di DVD o Blu-Ray.
Molti nuovi computer, i netbook in particolare, non hanno il lettore DVD che oggi è un po’ meno usato rispetto al passato.
Microsoft inoltre punta tutto sui tablet che, ovviamente, non hanno lettore ottico.
Il motivo principale di questa mancanza è comunque legata ai diritti di uso della tecnologia che, evidentemente, Microsoft non ha voluto pagare.
Per fortuna si potrà scaricare ed installare un altro lettore multimediale gratuito come VLC, capace sempre di leggere ogni video da qualsiasi sorgente.
Inoltre se si compra un nuovo computer che ha Windows 8 preinstallato e lettore Cd, si acquisteranno anche le licenze e potranno essere visibili DVD e Blu-ray sul computer.
È possibile poi acquistare l’aggiornamento a Windows 8 Professional che consente di installare il Windows Media Center, non più integrato nell’installazione normale.
OS X è già dotato di codec per DVD, ma non supporta il Bluray, da sempre osteggiato da Jobs & Co. Necessità però anche lui di alcuni docet (parità).
5. Non esistono più i gadget e gli effetti 3D e Windows Aero
Aero Glass fu introdotto con Windows Vista per migliorare la grafica dei temi del desktop.
Gli effetti 3D sono quelli che in Vista e Windows 7 permettono di passare da una finestra all’altra premendo i tasti Alt-Tab (che vengono poco usati).
I Gadget invece sono i riquadri interattivi del desktop che sono stati soppressi anche in Windows 7 e Vista per motivi di sicurezza non si possono più scaricare.
Il motivo per cui sono stati eliminati gli effetti Aero è legato al consumo più elevato di batteria che questi provocano, su tablet e soprattutto su pc portatili.
Microsoft ha tolto parecchi fronzoli, quelli di Apple rimangono e sono sempre un passo avanti (vince OS X).
6. Nuova finestra di Trasferimento dei File
Questo miglioramento è stato finalmente introdotto in Windows 8 e adesso si possono mettere in pausa i trasferimenti di file da un disco all’altro.
Microsoft ha introdotto una bella novità col grafico di progressione (vince Windows).
7. Supporto nativo per le porte USB 3.0
In Windows 7 e altre versioni precedenti di Windows, per far funzionare le porte USB 3.0 sul computer bisogna installare un driver ad hoc.
Con Windows 8, le porte USB 3.0 vengono automaticamente riconosciute.
Anche Mountain Lion supporta nativamente USB 3.0 (parità).
8. Miglioramento del Task Manager
In Windows 7 il Task Manager (o Gestione Attività) è stato sicuramente potenziato ma è rimasto sostanzialmente uguale a quello di Windows XP.
Inoltre è sempre rimasto un po’ complicato da usare per i meno esperti.
Adesso, in Windows 8, si potranno vedere, in una finestra completamente ridisegnata, tutte le applicazioni in esecuzione che si potranno terminare con un solo click.
Non c'è sto bisogno in OS X di metterci dentro il naso (vince OS X).
9. Nuovo sistema per la convalida Windows per contrastare la pirateria
Con Windows 8, non si potrà applicare un normale crack per rendere utilizzabile Windows anche se non originale e non acquistato regolarmente.
Adesso il codice sarà integrato nel computer se viene comprato col sistema pre-installato (quindi la licenza sarà valida solo per quel pc) mentre nel caso di un acquisto di Windows 8 per installarlo sul proprio pc, bisognerà inserire il codice di convalida durante l’installazione, altrimenti non si potrà usare Windows nemmeno per un giorno.
Comprare Windows 8 originale poi è l’unico modo per installare ed acquistare le applicazioni (quelle dell’interfaccia Metro) dal Windows 8 Store, che sarà simile al Mac Store della Apple e richiederà il codice di autenticazione.
Per la prima volta nella storia di Windows, Microsoft avrà un flusso costante di entrate indipendenti dall’acquisto del sistema operativo.
Windows si allinea ai blocchi di casa Apple, introducendo alcuni vincoli (parità).
10. Reset e Refresh del PC
Due nuove funzioni di Windows 8 sono le opzioni di ripristino per riportare il computer in funzione nel caso di errori o problemi gravi.
Il Reset rimuove tutti i dati personali, le applicazioni e le impostazioni e serve, di fatto, a reinstallare Windows.
Il Refresh invece serve a reinstallare Windows mantenendo tutte le applicazioni, i dati e le impostazioni personalizzate.
E cosa succede se il PC non si avvia per niente?
Ora è possibile fare il reset o il refresh (ripristino) dalle schermate di avvio.
OS X sempre molto più avanti in termini di reset, ripristino, recupero del backup e altre operazioni amministrative (vince OS X).
Di Marco Tenuti (del 08/09/2012 @ 16:04:17 in MTB, linkato 965 volte)
Solo Marco Aurelio Fontana ha provato a fermare lo strapotere svizzero ai Campionati Mondiali di Cross Country 2012. Il nostro Fonzie ha provato a resistere ed ha convinto fino a due giri dal termine, poi Nino Schurter ha messo un'altra marcia ed il nostro Imperatore ha pagato il colpo. Tanto da venire risucchiato anche dai Fluckiger, Lucas e Matthias, ma anche da altri.
Alla fine Nino Schurter si è ripreso quello che negli ultimi 12 mesi gli è sfuggito, ossia sia il titolo mondiale 2011, ma soprattutto le Olimpiadi di Londra. Il ceco Jaroslav Kulhavy non è riuscito a tenere il ritmo ed ha concluso nelle retrovie nel Saalfelden.
Oggi Nino torna sul tetto del mondo col titolo di campione mondiale XC, dopo aver già vinto anche la Coppa del Mondo.
Di Marco Tenuti (del 08/09/2008 @ 16:03:34 in MTB, linkato 1691 volte)
Epica stagione quella del Radu con ieri giornata dell'apoteosi e del trionfo, passato agli onori delle cronache per essere riuscito in un qualcosa di veramente impegnativo dal punto di vista sia fisico che mentale ed aver così conseguito al secondo anno agonistico ben tre trofei di altrettanti circuiti. Se il primo circuito, quello del Garda Challenge, può sicuramente considerarsi il circuito dei "poveri", per noi veronesi, bresciani e mantovani, dove era necessario finire tutte le quattro gare per essere uno dei All Finishers dell'omonimo circuito, altrettanto non si può dire per gli altri due circuiti, cioè Nobili di Tecno MTB ed il Prestigio di MTB Magazine.
Il giovinotto di Colognola ai Colli, sotto l'ala protettiva del Pappataso, ha intrapreso un veloce programma riabilitativo a partire dall'autunno 2007, che lo ha portato ad un rapido dimagrimento, sia del proprio corpo che del tacuin, visto che arrivata la nuova bici Tagliaro full carbon.
In rapida successione e confortato da un ottimo team di appoggio, che lo ha sostenuto più che mai nell'audace impresa, sembrava che inizialmente l'obiettivo fosse il Prestigio, grazie alla partecipazione in primavera alla gara di Monteriggioni, la Lessinia Legend e la Gunn Rita Marathon del Montello. Poi più di qualcuno gli ha detto che sarebbe stato un peccato non andare a fare la Conca d'Oro, visto che le altre due gare successive del Garda Challenge erano a portata di mano e così è scattata l'iniziativa verso metà aprile. Poi è successo che il Radu riguardasse il calendario del circuito dei Nobili e scopriva che si ritrovava tutt'ad un tratto in corsa anche per quest'ultimo. Così uno sforzo di reni a fine agosto lo ha portato a fare ben tre gare marathon nell'arco delle due settimane e cioè la Gibo Simoni Marathon a Folgaria, la South Garda Bike a Medole, nonché la Marathon Bike a Casatenovo in Brianza.
Quello che è sicuramente più entusiasmante di tutta la stagione agonistica è stato il crescendo delle prestazioni agonistiche, col nostro uomo sempre più veloce e resistente anche ai lunghi chilometraggi. Senza ombra di dubbio il fatto di possedere solo la mountain bike lo ha aiutato a percorrere chilometri di qualità, anzichè chilometri in quantità e di questo ne hanno risentito positivamente le gambe, ma va da sè che adesso è ormai giunto il momento di un ulteriore colpo di reni e comprare una bella bici da strada, visto che i negozi della provincia pendono dalle labbra del Radu per questa decisione...
E il crescendo di prestazioni si è visto tutto prima alla Lessinia Bike che alla South Garda Bike, quando l'allievo Zumerle a momenti non supera il suo maestro Pezzo, complice quest'ultimo di essere partito nella griglia successiva - Pezzo? Ma quand'è che ci iscriviamo come tutti gli altri a tempo debito?
I miei plausi ancora al Radu, che non dimentica di aver cominciato ad presentarsi in bici nientepopodimeno che alla Lessinia Legend 2007, e per questo mantiene sempre un livello di umiltà esagerato, a dispetto dei piazzamenti in classifica: "Ma me lo sogno di prendere il Pezzo! Quando ci sono i piattoni, posso pensare di stargli un po' vicino, ma appena c'è la difficoltà tecnica, magari quella in discesa, il Saggio Maestro Andrea è sempre imbattibile e inavvicinabile e viene fuori tutta la sua esperienza più che decennale".
E che farà nel 2009 la stella nascente di Colognola ai Colli? Passerà alla cura di gelati Sanson e tornerà a livelli umani o bisserà le intenzioni e i risultati del 2008? Il suo compagno di merende aspetta già l'ok per iscriversi alla Salzkammergut...
Di Marco Tenuti (del 21/01/2012 @ 16:03:32 in MTB, linkato 2387 volte)
Stamattina non c'era tantissima voglia di andare via coi grupponi, così alla fine la partenza ritardata alle 8.55 da casa, dopo aver pulito abbastanza rapidamente la bici e soprattutto aver tolto un po' di porcheria da catena, guarnitura e pacco pignoni, mi ha visto arrivare all'appuntamento intimo con l'Orlando alle 9 in punto. Pareva che arrivasse anche il Walter Bertini, ma l'Orlando era senza cellulare, dimenticato in giro per la provincia, come spesso gli accade, e così non c'è modo di sapere delle intenzioni del magrolino campione UDACE Junior 2011, così applichiamo alla lettera la regola "chi c'è c'è, chi non c'è non c'è, saluti e baci".
Il percorso suggerito da zio Paolo non era però niente da affrontare a cuor leggero: salita, salita e salita, ma non salite qualsiasi, non salite anonime, ma solo salite dure, salite ripide, salite erte, salite al limite, salite fuori soglia, salite tachè via.
Così dopo aver attaccato in zona uliveto di Salvagno poco fuori da Grezzana, ci ritroviamo a scalare le colline in direzione Romagnano, affrontando parecchi tratti che mi sono completamente sconosciuti. L'Orlando mi porta anzitutto a visitare la "Speranza", la quercia plurisecolare, che sovrasta gli uliveti di Redoro. Questa enorme pianta è accreditata di un'età di trecento anni, così decidiamo di farci una foto dove il "vecchio" è alle nostre spalle, mentre il nuovo avanza, anzi è in primo piano.
Da lì in poi Paolo mi spiega che stiamo transitando su proprietà di questo o quel signorotto di Grezzana, che questo è un pezzo di Legend 2009, quello uno della Legend 2004, un altro ancora di una Legend prima del 2000, altri pezzi ancora sono tratti di una gara XC organizzata a Grezzana nel lontanissimo 1993, vinta all'epoca da Filippo Belloni, quando era campione nazionale junior XC.
Dopo questa ubriacatura di tracce, storie e gare ci ritroviamo presto sopra la Gualiva e di lì a poco alla Pesa di Romagnano, ma l'ascesa verso Cerro Veronese la facciamo per una via poco battuta, che ci porta a salire ad Erbin e poi a puntare verso contrada Menegalli e poi verso contrada Prè dell'Acqua, dopo una serie di cappi dove - non so Paolo - io sono stabilmente fuori soglia, ma comunque arriviamo al Casal di Sotto ancora in condizioni accettabili.
Il tempo di assaggiare anche la traccia dell'XC Santa Viola 2007, a me caro perché pedalato in gara facendo coppia con Franceschino e poi dai Dossi Lavello raggiungiamo contrada Foldruna dove prendiamo l'ascensore veloce di via Rubele, ovviamente il tutto a 170 bpm per la gioia della Scalona, che si ritrova a fare un po' di velocità in salita al 10% di padella.
Scatta la pausa brioche al Bucaneve, che per motivi di privacy tralasciamo, visto che la nostra alimentazione e la dieta alimentare sono strettamente connesse alla nostra salute e condizione fisica e quindi trattasi di dati sensibili. Quando torniamo fuori, riprendiamo a trafficare con la Rockrider 8XC, che c'ha il BB King posteriore che non vuol sapere di star sù. E' già da qualche chilometro che continuiamo invano a buttare dentro aria, senza aver la fortuna che qualche bel grumo di slime verde si insinui nel pertugio.
Sul più bello dell'azione pompante, arriva l'enorme gruppo di "Pedala col Conte" senza Conte. Saranno stati almeno una quindicina, alché dopo essersi incrociati le pipe in segno di stima e cordialità, riprendiamo insieme la via verso il Vaio delle Cavazze.
Qui però il Recla, condottiero del gruppone, avanza sul versante sinistro del vaio in direzione verso valle, mentre lo zio Paolo in solitario prende il versante destro. Io sono costretto a fare marcia indietro e ricorrerlo per un buon chilometro in puro stile cross country e la mia azione pedalatoria viene premiata ricongiungendomi poco dopo.
Sosta a contrada Montarina per l'ennesima pompata al BB King e poi giù per la DISESA del Vaio di Cavazze. Tutto bello, tutto molto spettacolare, ma il BB King non gradisce molto e lo zio Paolo decide per la sosta e l'intervento risolutivo. Giù il tubeless dal cerchio, bella ripulita delle pareti interne con scoperta di un bel paio di spini, che stavano giusto aspettando una bella cameretta d'aria per penetrarla, ma l'Orlando, che è uomo di mondo, non concede loro questa soddisfazione.
Riprendiamo la spettacolare discesa, che non si presenta mai impossibile, anche se richiede una certa perizia ed una buona agilità per superare qualche piccolo gradino, soprattutto se si è in sella ad una rigida.
Dopo aver guadato il vaio, il paesaggio è incantevole: non si sente un rumore che sia uno, le rocce dentro il vallo sono popolate da tanti candelotti di ghiaccio, ma mettiamo la corona piccola e risaliamo sull'altro versante andando a raggiungere l'infinito single track che ci porterà praticamente in fondo al vaio, sulla strada asfaltata che collega Lugo a Lonico. Per qualche secondo anche la Scalona comincia a sfiatare dal Racing Ralph posteriore, ma lo slime verde fa il suo sporco lavoro e non perdo un colpo di pedale, prima di riprendere la tanto aspettata discesa.
Non contento Paolo - ma lo aveva in mente già dalla sera prima, quando aveva esposto il suo percorso - svolta a destra e mi costringe a pedalare sulla Lugo-Praole in direzione Praole. Ad un chilometro scarso dalla frazione svoltiamo a destra e ci buttiamo a capofitto in direzione Reolto di Stallavena. Anche questa discesa è completamente inedita per il sottoscritto: salita sporca, piena di rami e qualche "prengolo" di troppo, ma affrontabile anche qui con una certa perizia da chi ha una 29 rigida. Peccato solo per gli occhiali con lenti scure, che sto usando da qualche mese, trovati nel sacchetto di patatine, che fanno a pugni coi raggi solari che scendono dall'alto: la mia azione è rallentata solo dall'impossibilità di vedere decentemente la traiettoria da fare e non c'è altra scelta che soccombere.
Dopo esser sbucati in via Copernico a Stallavena, sosta tecnica in Turnover per rifornimento di camere d'aria. Si conclude così un bel giro, inframezzato solo dalla pausa brioches e dalle tante fermate obbligate dalla perdita di pressione del BB King di Paolo. I chilometri totali del giro di questa mattina sono poca cosa, cioè 36 km per circa 1100 metri di dislivello, ma la quantità di tracce inedite è assoluta. Archiviamo così una bella giornata di vera mountain bike, fatta ad un ritmo bello sostenuto e portiamo a casa la piacevole scoperta di parecchi "angoli" selvaggi e naturali a pochissimi chilometri da casa, che io non conoscevo proprio.
Il treno ha fischiato. lo scriveva Pirandello e oggi lo scrivono anche gli uomini della
Polisportiva Molina di Fiemme che chiamano a raccolta il popolo dell'offroad per una nuova
edizione de La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme.
Appuntamento quindi il 4 Agosto ad Ora (BZ) per scattare sui pedali nel percorso
unico che tra viadotti, gallerie e tanto sterrato condurrà a Molina di Fiemme, ripercorrendo il vecchio tracciato della strada ferrata che un tempo collegava la Val d'Adige con la Val di Fiemme
I numeri del tracciato:
44 km complessivi
1.060 metri di dislivello in salita - 440 metri di dislivello in discesa
1.099 m slm GPM Passo San Lugano "Cima Coppi" di giornata
Lievita il percorso che passa dai 39 km delle passate edizioni ai 44 km dell'attuale. Il tratto inedito sarà in apertura di gara e seguirà la nuova pista ciclabile che attraversa il Parco Biotopo di Castelfeder.
La ciclabile, tutta su sterrato, è stata ricavata da quello che un tempo era il percorso della ferrovia Ora - Predazzo. Nei circa 4 km aggiunti le pendenze si aggirano attorno al 4-5%.
Il Biotopo di Castelfeder è collegato al Parco Naturale del Monte Corno ed è tutelato come
Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Qui, dopo la Val Venosta, si trovano i prati aridi più estesi della Provincia di Bolzano, boschi di natura submediterranea popolati in prevalenza da roverella (una tipologia di quercia) e anche alcune torbiere presenti nelle conche.
La collina di Castelfeder risultava di importanza strategica fin da epoca preistorica e ancora
oggi possiamo ritrovarvi resti di insediamenti e fortificazioni risalenti ad epoche diverse.
I più antichi sono collegabili alle popolazione retiche, ma tra i resti troviamo anche tracce di epoca romana e di costruzioni successive. Nel VI sec. fu eretta una cappella dedicata a Santa Barbara oggi in rovina, ma i visitatori potranno scoprire molto altro facendo due passi su questo cucuzzolo che domina la Val d'Adige e che per il suo clima mite era conosciuto anche con il soprannome di Arcadia.
Traguardi volanti:
Sono previsti premi in denaro ed in natura
Pinzano km 18,35
GPM Passo San Lugano km 34,35
Segheria Berti km 38,53
Cronoscalata Muro della Pala km 40,70
Ricco montepremi (a cui si aggiunge il montepremi in denaro previsto dalla tabella federale).
In palio Skipass Dolomiti Superski e Fiemme Obereggen, Mtb Torpado e Olympia, Orologi Locman, Cardio GPS Polar, Giacche a vento Scame, rullo bike professional, borse e zaini One-Way, set doccia Wellness e gustosi prodotti tipici.
E ancora. weekend per 2 persone in Umbria ed in Sicilia in occasione degli altri appuntamenti in
calendario per il Bike Tour delle Vecchie Ferrovie 2013. E per finire. estrazione tra tutti i partecipanti presenti alla premiazione finale di un soggiorno di 4 notti per 2 persone a Budapest, offerto da Viaggi Swissar di Salorno.
Ho appena letto la critica invereconda del Pier sulle ultime novità in fatto di Codice della Strada. Se commetto un'infrazione con la bici, mi tolgono i punti della patente, come se fossi a bordo della macchina.
Dal punto di vista teorico la cosa potrebbe avere anche una sua logica: se uno è in possesso di una licenza di guida che dimostra che uno conosce e padroneggia sia la segnaletica, che l'intero codice stradale, è giusto che tale persona lo rispetti fino in fondo, non solo quando è alla guida della moto, del camion o dell'automobile, ma anche quando va in bici.
Dall'altro lato, c'è da dire che se io commetto un'infrazione in bici ed ho la patente, viene punita e sanzionata la mia possibilità di andare in moto o in auto: che senso ha una cosa del genere?
Se la medesima infrazione la commette uno che non è in possesso di alcuna licenza o titolo, non viene punita e sanzionata tale possibilità. Per lui, forse, la multa economica e basta.
Io non sarò un esperto di diritto, ma una cosa del genere non mi sembra un trattamento alla pari, mi pare quasi un abuso.
Insomma se io guido in macchina in stato di ebbrezza, sono un vero pericolo sulla strada, nulla da eccepire; ma se io vado al bar del paese, e bevo "quattro goti", possibile che non possa nemmeno tornare a casa in bici? Devo per forza farmela tutta a piedi?
Se andiamo avanti di questo passo, al pub non ci posso nemmeno andare o tornare a piedi, perché tra un po' si inventeranno che il pedone deve stare alle stesse disposizioni di circolazione di tutti gli altri veicoli, visto che barcolla al ciglio della strada!
Tornando al post sul blog del Pezzo mi allineo sostanzialmente all'opinione espressa dall'esimio dottore. Anche i legislatori stanno davvero sclerando con queste cose insulse che non stanno nè in cielo nè in terra. Capisco legiferare e legiferare, ma quando non arreco danno a me stesso o sono di pericolo per gli altri, non entro nella sfera privata degli altri, non limito la libertà degli altri, lasciatemi vivere e respirare! Non posso neanche bere un amarone o un recioto e tornarmene in bici?
Cominciamo invece a fermare sulle strade le macchine più vecchie in stato fatiscente, cominciamo anche a sgamare tutti quei comunitari che circolano con la targa straniera, per non pagare tasse di circolazione italiane e relative assicurazioni, anche se circolano ormai solo in Italia, altrimenti uniformiamo le tasse di circolazione in tutta l'Europa.
Cominciamo a controllare la validità delle assicurazioni di chi circola sulle strade. Che non esista che un ubriaco magari senza assicurazione provoca un incidente, e qualcun altro debba pure subire danno e beffa.
Cominciamo a far pagare il bollo a tutta l'Italia, cominciamo a rompere le scatole a tutti quegli automobilisti sempre col cellulare in mano, nonostante i kit vivavoce siano in giro da anni e anni.
Cominciamo a tirare su con un ragno metallico tutte le automobili e gli automobilisti che viaggiano ai 110 km/h in corsia centrale, quando quella di destra è sempre libera.
Cominciamo a sgamare un po' di gente che viaggia con le gomme usurate. Cominciamo a multare la gente che viaggia senza cinture.
Cominciamo a rovinare quei genitori che tengono i figli piccoli in piedi sul divano posteriore o in piedi appena dietro i due sedili. Capisco che i figli diventano irrequieti dopo un po' che sono in macchina, ma basterebbe fermare l'autoveicolo e chiedere a bimbi: "Papà ti ha seduto sul seggiolino quando siete partiti?" Sapete che i bambini dicono sempre la verità, se non gli insegnate troppo presto a dire le bugie...
Cominciamo a far installare i semafori intelligenti, che non ti fanno stare fermo col rosso, quando nelle altre direzioni non sta passando nessuno. Cosa mai ci vuole a mettere a tutti gli incroci dei sensori di presenza per regolare il traffico delle strade secondarie rispetto alla via principale?
Cominciamo a rimuovere tutti quei casi di segnali incoerenti col contesto, come ad esempio il segnale di limite di velocità 10 km/h per lavori in corso, visto che nessuno li rispetta, perché il cantiere è già finito da un pezzo.
Possibile che in questo paese non abbia da prevalere il BUON SENSO su qualsiasi altra PUTTANATA che i politici si inventino, pur di tirar su soldi?
Di Marco Tenuti (del 05/07/2009 @ 15:52:42 in MTB, linkato 1135 volte)
Riprendo volentieri il video pubblicato dal Pappataso sul suo blog, cioè la pubblicità della Nike e dell'abbigliamento da bici, di fatto uno dei main sponsor di Lance Armstrong.
Di Marco Tenuti (del 01/08/2009 @ 15:51:50 in MTB, linkato 1210 volte)
Ritirata ieri pomeriggio dagli amici Rodella di Castiglione delle Stiviere, stamattina per Enrico giornata di comprensione e studio per la marea di novità presenti sul nuovo mezzo.
Sicuramente tutta ancora da esplorare la forcella, intanto ha cominciato a prendere un po' di dimestichezza con le misure superiori - Enrico passa infatti dai 14 pollici ai 20 - e soprattutto coi deragliatori e relativi comandi rotanti.
"Non bisogna cambiare a bici o pedali fermi!" avrò detto almeno una decina di volte, ma il Shimano Alivio sembra assecondare abbastanza le cambiate improvvisate.
Di Marco Tenuti (del 05/09/2014 @ 15:48:25 in MTB, linkato 1816 volte)
Ho sempre considerato il ciclismo uno sport faticoso, dove bisogna tirare fuori gli attributi. Di questa verità uno se ne rende conto la prima volta che prende la bici e affronta la sua prima salita: si chiede subito come fanno i corridori che fanno il Giro ed il Tour a non sentire tale fatica. Marco Pantani diceva che andava così forte in salita, per ridurre la durata della sua sofferenza.
Senza andare alla ricerca dei "facili trucchetti" - e qualcuno di voi penserà subito al doping - chiunque può scoprire abbastanza presto che una delle cose più importanti del ciclismo è l'allenamento: se ti alleni a dovere, puoi superare tante asperità. Se ti alleni alla fatica, alla sopportazione, allo sforzo, non dico che puoi affrontare qualsiasi montagna, perché a tutto c'è un limite, ma ci puoi arrivare molto vicino. Si realizza in questo sport proprio la metafora della vita: se ti impegni strenuamente, i risultati a cui puoi arrivare possono essere assolutamente sbalorditivi, quasi dei miracoli.
Quando tanti anni fa ho cominciato ad andare in bici con Lorenzo R., non riuscivo a capacitarmi di come lui potesse andare tanto sul piano quanto in salita. Poi piano piano, col passare degli anni, partendo dalla mia prima Lessinia Legend del 2007, arrivando fino ai vari brevetti nazionali degli ultimi anni, ho realizzato che la resistenza sulla lunga distanza e prolungata nel tempo era una caratteristica in cui avevo qualcosa da dire, vuoi perché non eccellevo nello sprint o nella salita pura, vuoi perché quando c'è da mettersi in discussione, non mi tiro mai indietro.
Due anni fa ho cominciato ad immaginare se avrei mai potuto affrontare e portare a termine la Salzkammergut Trophy, la gara di mountain bike più dura d'Europa, stando a quanto recita il manifesto ed il sito della gara.
Questa gara, nel cuore della Mitteleuropa a poco più di un'ora da Salisburgo in Austria, frequentata da migliaia di ciclisti dell'intero arco alpino, ma anche tantissimi tedeschi ed amatori di tutta l'Europa, catalizza l'interesse dei più arditi amatori, proprio per i numeri del percorso più lungo: 211 chilometri di sterrati e 7000 metri di dislivello in salita! In più si aggiunge un paesaggio tanto incantevole, quanto impervio in alcuni passaggi, che lo rendono assolutamente desiderabile a tantissimi altri percorsi nel resto d'Europa.
Tanto per intenderci le più dure tappe del Giro d'Italia possono arrivare a tale chilometraggio, molto spesso in pianura, mentre le salite difficilmente arrivano ad accumulare più di 5000 metri di dislivello. Solo che il Giro d'Italia si corre su strade asfaltate, non su carrarecce, mulattiere forestali, ciclabili a fianco dei laghi e sentierini sperduti nei boschi come alla "Salz"!
L'anno scorso mi ero deciso di prendere parte virtualmente a questa gara, semplicemente seguendo sul web i tempi intermedi di alcuni amici romagnoli. Vederli superare i vari cancelli accresceva la mia stima nei loro confronti, ma al contempo accendeva il desiderio di emularli, visto che anche loro erano passati prima di me per gli stessi tracciati che ho pedalato negli ultimi anni, come la Dolomiti Superbike in Val Pusteria, la Marathon dell'Alta Valtellina e la Black Forest in Germania.
All'inizio della primavera di quest'anno ho coinvolto così qualche altro amico nell'impresa e così, senza strafare nei mesi precedenti, mi sono preparato diligentemente a questa piccola impresa: vedere il traguardo della Salzkammergut Trophy!
L'obiettivo principale di ogni allenamento nel corso della primavera è stato anzitutto quello di stare seduto in sella tante ore, fino a avere il "culo quadrato.
Ricordo che nell'arco di 24 ore sono andato con la bici da strada da Grezzana a Bosco Chiesanuova ben quattro volte, con sosta obbligatoria nella pasticceria in paese. Ho scorrazzato in compagnia degli amici ciclisti per tutta l'Alta Lessinia almeno tre o quattro volte; ho corso anche una gara in Liguria nel cuore della notte ed infine, a solo una settimana dalla gara austriaca, mi sono sparato il tragitto dalla spiaggia romagnola fino a Grezzana, con un solo panino, un gelato e tanta cola!
Il giorno della gara la sveglia suona alle 3.30. Si parte talmente presto, alle 5 in punto, che il sole deve ancora sorgere, ma ci si vede abbastanza da non cadere a terra, anche se le facce dei più sono "imbogonate". Così si parte abbastanza increduli ed in un'atmosfera quantomeno surreale.
Lo speaker, dopo parecchie incitazioni in lingua teutonica, fa il conto alla rovescia e ci si ritrova senza volerlo già ai piedi della prima salita. Si sale già ad un ritmo abbastanza alto che viene subito il dubbio se le successive ennemila salite si riuscirà a farle o se si sarà costretti a girare la bici e ritirarsi per "forze esaurite". Sono tutti i "pensieri cattivi": cercano di remare contro la costanza e la determinazione che io, come altri seicento e più impavidi attorno a me, hanno deciso di mettere in campo. Più che l'allenamento è la convinzione di potercela fare che deve rimanere intaccata, nel ciclismo come in tanti altri sport di resistenza estrema, una questione di fede, insomma.
Guardi poi subito l'orologio e vedi che sono le 5.20: "Sei partito da venti minuti e già guardi l'orologio"? Quando il sole prova invano ad alzarsi e di farsi largo tra nubi minacciose, comincia a piovigginare. Qualcuno davanti a me decide drasticamente di porre fine alle prime avversità. Nel corso della gara è tutto un incrociare concorrenti, che optano per il ritiro e percorrono contromano la salita, che io e quelli a fianco a me stiamo cercando di scalare. Sembra quasi di vivere una scena dantesca, ma non distinguo bene se ci troviamo all'inferno o al purgatorio, in paradiso no di certo.
Comincio il gioco delle frazioni. Ogni tanto dico a me stesso e a Paolo, che pedalerà al mio fianco per l'intera gara, neanche fosse un angelo custode: "Abbiamo fatto un decimo", "abbiamo fatto un ottavo", "abbiamo fatto un sesto", "abbiamo fatto un quarto"!
E le ore passano. La pioggia smette e riprende. Fortunatamente i ristori si susseguono sul nostro percorso con una certa regolarità. Rimbombano più che mai i moniti di tutti quelli che sono passati prima di noi: "l'importante è bere e mangiare".
E ancora: Se continui ad attingere alla fonte e ad alimentarti del pane quotidiano - neanche fosse una rivelazione cristiana - puoi andare molto avanti. Per me e Paolo il menu giornaliero si compone di decine e decine di tranci di torta: torta paradiso e crostata alla cannella con marmellata di mirtilli, sorseggiando litri e litri di sali minerali intervallati da qualche bicchierata di Redbull, che, per chi non lo sapesse, in Austria scorre dai rubinetti come l'acqua calda.
Tra una salita e l'altra c'è però tempo di rifiatare: le discese sono spesso molto lunghe e veloci e si organizzano le forze rimaste, anche se di tanto in tanto qualche agguato si presenta dietro l'angolo, prima con un tratto di mezzo chilometro nel fango liquido di un sottobosco, poi su discese rocciose e sconnesse, dove Paolo ha la peggio volando letteralmente nel bosco e procurandosi qualche bella ammaccatura, senza però compromettere la sua continuazione. Quante volte avete visto i ciclisti rialzarsi e ripartire, altro che calciatori!
E' appena passato mezzogiorno, un acquazzone è lì dietro langolo, sono in sella già da sette buone ore ed il giochino delle frazioni è prossimo a sentenziare: "Siamo a metà"! In un tratto percorso in solitario mi lascio andare in un pianto liberatorio: comincio a realizzare che ce la posso fare. La quantità di adrenalina rilasciata da quel pianto farà tutto il resto.
Le varie difficoltà della catena che ogni tanto si aggroviglia su se stessa, del cambio che non vuole più saperne di cambiare, delle "sbroffe" di fango appiccicate sugli occhiali, delle tacchette delle scarpe che non vogliono starsene attaccate sui pedali, degli alluci contorti da una decina di ore, passano tutte una dopo l'altra, come sopra l'olio.
Nemmeno la salita cementata del Salzberg, affrontata dopo con 4500 metri di dislivello nelle gambe, mette in dubbio la riuscita dell'impresa, nonostante fosse quasi impossibile salirla anche a piedi, col 40% di pendenza.
Quando cominci a crederci, la salita prima si spiana e poi piega in discesa. Il gioco delle frazioni finisce e comincia un altro gioco, quello dell'attesa: prima delle ore, poi dei minuti che ti separano dal traguardo. Cominci già ad assaporarlo il traguardo. E' dolcissimo e lo gusti almeno un'ora prima, tanto da confondersi con l'ultimo trancio di crostata ai mirtilli - si, perché dopo tredici ore la torta paradiso se la sono mangiata tutta quelli davanti.
Io e Paolo siamo talmente ringalluzziti che recuperiamo ogni tanto su qualche altro concorrente sfatto e, ormai al traguardo dopo "solo" 14 ore e 41 minuti, sfiliamo ai 40 all'ora, neanche fossimo appena partiti ed ecco il traguardo pure in leggera discesa! Mi aspetta la mia famiglia a bocca aperta perché siamo arrivati un'ora prima del previsto, ci acclamano alcuni amici, applaude un intero paese con la stessa intensità con cui ha applaudito al vincitore, ai duecento arrivati prima di noi, così come agli altri duecento arrivati dietro.
Scendiamo dalle bici che non pare nemmeno essere vero. Non ero mai stato quindici ore consecutive in bici. Temevo dopo solo quattro o cinque ore di non sopportare più i piedi stretti nelle scarpe da mountain bike. Avevo paura per le braccia, che mi abbandonassero su una delle discese più spericolate. Pensavo che la schiena ricurva sul telaio in carbonio pretendesse una tregua dopo una decina di ore. Non pare nemmeno vero che non siano venuti né i crampi, né la tanto temuta crisi di fame.
Da subito ci credevo poco, poi ho creduto, infine sono stato abbagliato dalla verità. Nello sport, pari pari che nella vita, è solo una questione di fede.
Il racconto intitolato "Una piccola impresa nel Salzkammergut" è stato pubblicato questa settimana su "La Matassa", numero di settembre 2014, un giornalino che gira tra Alcenago e Stallavena.
Di Marco Tenuti (del 13/02/2011 @ 15:46:29 in MTB, linkato 2117 volte)
Stamattina sono stato precettato dal compagno di merende Radu ad andare a fare le foto in zona Locara, per la consueta prima gara dell'anno, la Granfondo di San Valentino, cioè la gara UDACE arrivata alla sua quarta edizione ed organizzata dai Ciclotazze.
Pertanto mi sono equipaggiato del GPS vivente, ossia Paolo Orlandi e mi sono spostato verso l'est veronese in BDC. Solo che la mia gamba, che ha ripreso a pedalare solo venerdì dopo un risentimento muscolare che mi ha costretto ad uno stop di una quindicina di giorni, non mi avrebbe mai tollerato un'uscitona da 120 km, come infatti ha fatto l'Orlando. Così in macchina son andato fino alle Quattro Strade e tagliando così quasi 40 chilometri.
Per il resto lo spettacolo offerto dai vari Conte Savoia, Papataso, l'Anonimo Turnover, il Radu, il suo gregario Pasetto, nonché i loro nuovi compagni di team, oltre a miei compagni di team Diego Anselmi e Scapin, senza dimenticare il Tomas Zandonà ed il secondo assoluto anche quest'anno, ossia el Campeon de noantri Massimiliano Miglioranzi, è stato senza dubbio all'altezza.
Vi lascio alla gallery, in attesa di leggere le cronache su tutti i blog principali.
Di Marco Tenuti (del 22/06/2009 @ 15:38:54 in MTB, linkato 1957 volte)
Dopo aver narrato delle vicissitudini del fior fiore del ciclismo amatoriale italiano e non, cioè del Pappataso e dell'intero suo Fans Club, oggi è anche giornata per ricordare chi si sbatte a livello professionistico sulle strade di tutta l'Europa nelle gare a tappe o singole più impegnative: mi riferisco agli amici professionisti del Miglio.
Dopo le innumerevoli pagine dei quotidiani locali, ma anche nazionali, sul nostro conterraneo Pietro Caucchioli di Villa Bartolomea, oggi ricordiamo il terzo posto assoluto al Giro di Svizzera del ceco Roman Kreuiger, in forza alla Liquigas e il primo posto assoluto al Giro di Slovenia per Jacob Fuglsang in forza alla Saxo Bank.
Onore insomma a tutti gli amici del Miglio, visto che anche loro sono a tutti gli effetti veronesi d'adozione, visto che, nonostante la nazionalità, abitano e si allenano sulle colline benacensi spesso in compagnia del Massimiliano. Tutti probabilmente convergeranno al Tour de France, ma se qualcuno di loro volesse gioire del nostro approccio non professionistico, abbiamo sempre il piacere di accettarli nel nostro gruppo a pedalare qua e là per la provincia in MTB o in bici da strada, ovviamente ai "nostri" ritmi. Aumenterà ancora di più il loro valore da extraterrestri, nel riconoscere che il ciclismo è anzitutto fatica e sudore per tutti, sia per loro che fanno decine e decine di migliaia di chilometri all'anno, che per noi che lo facciamo solo per divertimento e svago.
Di Marco Tenuti (del 04/12/2008 @ 15:37:13 in MTB, linkato 1371 volte)
E' comparso stamane sul blog del Pezzo, ma, in quanto fonte della notizia, mi pare giusto riportarlo anche sul mio di blog...
Sembra che il movimento degli attivisti stia rivedendo di un po' la propria strategia di azione alla luce delle indiscrezioni trapelate dal Palazzo Comunale al proposito delle novità della direttiva C.I.P.E.C.I.O.P. per il 2009. E così oggi i due massimi rappresentanti del Biday hanno deciso una volta tanto di lasciare a casa le bici, ma di indossare comunque i panni dei ciclisti e di andare in riunione plenaria prenatalizia in quel di Torbe.
Uno degli articoli dello statuto del Biday prevede infatti di indossare rigorosamente abbigliamento ciclistico tutti i mercoledì, anche se le condizioni meteo, del traffico o i divieti delle ordinanze non consentono di andare in bici.
La nuova linea politica è venuta delineandosi chiaramente già alle 14.30 a Ponte Catena, quando i lavori erano iniziati da qualche minuto. Arrivati alla diga del Chievo, è stato avvistato un nutrito gruppo di circa 20-25 ciclisti di svariate squadre, ma principalmente di Traguardo Volante, che contravveniva completamente le più elementari regole di convivenza civile e all'invocazione "Per voi Biday anche oggi?" ci hanno risposto con un ghigno beffardo, rilevato immediatamente dalle telecamere comunali.
Ormai giunto il direttivo del movimento a Pedemonte le scelte erano state compiute, cioè evitare di osteggiare ad oltranza l'insigne persona dell'Assessore e del suo entourage, ma vedere di accordare definitivamente tempi e modi per il movimento di poter allenarsi in conformità alle future disposizioni comunali.
Giunti ormai all'altezza di Negrar rimanevano ancora questioni di poco conto e così che in macchina il Giando e il Marco Marcante decidevano di proseguire speditamente in direzione Prun.
Arrivati al ristorante di Torbe, la fortuna per loro di incontrare nientepopò di meno che l'Assessore, il quale non ha potuto che esprimere apprezzamenti nei confronti degli attivisti, per la scelta coraggiosa, anche se lo abbiamo visto di tanto in tanto dubitare e cercare furtivamente con lo sguardo le loro biciclette. Il sospetto gli è venuto quando ha notato sul volto del Giando gocce di sudore e capelli molto lucidi, anche se quest'ultimo lo ha rassicurato ripetutamente che il tutto era dovuto esclusivamente all'elevata temperatura all'interno dell'abitacolo e all'intensa attività dialettica, com'è tradizione alle riunioni dei bidayisti.
Dopo queste rassicurazioni l'Assessore non ha badato ed ha offerto ai membri del comitato caffé, mentre lui si è preso il lusso di gustarsi anche la famosa "brioche di Torbe". L'occasione della riunione dei Bidayisti è stata quella di pianificare un nuovo programma di allenamenti per la stagione 2009, alla luce delle accresciute intenzioni agonistiche dei suoi rappresentanti, che hanno in mente di puntare ai circuiti più blasonati d'Italia per l'anno venturo.
Chiaramente le indiscrezioni sulle revisioni ai commi 1), 2), 4) e 5bis) della C.I.P.E.C.I.O.P.2009 in fase di approvazione da parte del Consiglio Comunale, sembra che si tradurranno in una maggiore libertà del movimento nel potersi esercitare in ripetute e lunghe sessioni di allenamento. Si può ormai dire che la burocrazia e lo Stato una volta tanto decidono di abbandonare il pesante fardello del passato e di snellirsi a favore dell'utenza e dei cittadini.
Uno dei commi più severi che continuerà a rimanere in vigore nella C.I.P.E.C.I.O.P.2009 è il 12ter) che prevede il divieto totale di circolazione dei velocipedi nella zona di San Zeno, vista la deleteria azione, nonché la comprovata inefficacia di ricorrere a tecniche di allenamento con ripetute a sforzo massimale attorno alla piazza del Santo Patrono veronese. I cittadini interessati della circoscrizione potranno comunque munirsi di apposita autocertificazione per poter uscire ed entrare dalla zona ed effettuare liberi allenamenti al di fuori della cinta sanzenate.
Ricordando le attività collaterali del movimento è stato dato ampio spazio anche alla visita dei presepi della Valpolicella, rivalutando così il fervore e l'attaccamento alle tradizioni cristiane da parte dei militanti, che oggi hanno sentito più che mai un forte bisogno di spiritualità, dopo aver resistito e vinto la tentazione di salire in bici, vera consuetudine degli ultimi mercoledì dell'autunno 2008.
I lavori si sono conclusi con un agile fraseggio nel centro di Fane e col passaggio veloce al capitello di Fiamene quando ormai la luce del giorno andava affievolendosi. Le ultime parole con cui il Giando ha terminato la sessione sono state di sano auspicio ed ottimismo e cioè che Santa Lucia sia particolarmente generosa con gli attivisti, che sperano a questo punto nell'entrata in vigore della C.I.P.E.C.I.O.P. con un paio di settimane di anticipo, visti i livelli di emoglobina sempre più alterati nel sangue dei nostri ciclisti.
Di Marco Tenuti (del 16/11/2012 @ 15:35:26 in MTB, linkato 1374 volte)
Sta diventando ormai appuntamento fisso quello del giovedì sera, il giro in mountain bike. In realtà è spesso un giro che si potrebbe fare benissimo anche con la bici da strada, perché scegliamo volutamente di non fare molto sterrato, ma è sostanzialmente una condizione imprescindibile in situazioni di scarsa luminosità. Diversamente tutta la nostra zona collinare e prealpina è ricca di asfalti un po' trasandati e così le nostre mountain bike gonfiate dure ed i nostri assetti abbastanza rigidi ci concedono dei momenti di assoluto divertimento soprattutto in discesa.
Affrontare sentieri nei boschi o single track impegnativi con presenza di rocce sotto un manto di foglie è una cosa che richiede un'ottima visibilità, pertanto nella notte è preferibile qualcosa di più easy e cioè asfalti non trafficati da macchine e qualche sterrato leggero che non guasta mai.
Ieri sera eravamo noi "ingenieri" - Marcante e l'Orlando - e per la seconda volta consecutiva il Rancan. Tutti equipaggiati di 29 pollici, la novità della serata è rappresentata dallo zio Paolo, che si presenta con una delle demo bike disponibili in questi giorni in Turnover, ossia uno dei fulmini a ciel sereno del panorama dell'offroad, ossia la Pinarello Dogma XC. Ricevuta di corsa alla chiusura del negozio, Paolo l'avrà in comodato per tutte le notturne che vorrà nel corso della settimana, per cui aspettatevi di incrociarla spesso nella settimana in corso...
Per Paolo la bici non è propriamente tarata giusta - la taglia L sarebbe probabilmente meglio per la sua gamba lunga, invece della taglia M configurata per il Bosca - ma alzando più o meno il reggisella si riesce a pedalare con qualsiasi cosa.
Il test della serata parte subito col Paolo che si mette davanti a tirare come un forsennato controvento, mentre a ruota facciamo fatica sia io che Stefano, tanto che sembriamo i compagni di fuga di Fabien Cancellara alla famosa Roubaix del 2010... La temperatura alla partenza è di 5°C, ma l'aria spira gelida e ci aspettiamo presto la brina ai lati della strada.
A Bellori Stefano chiede uno stop tecnico per sistemare un problemino, così io e Paolo approfittiamo per scambiarci i mezzi e così anch'io pedalo per quasi un paio di chilometri sulla Dogma XC, anche se praticamente in punta di piedi e punta di sella...
L'ascesa è scandita da un ritmo abbastanza allegro, col battito di Paolo tra 140 e 150 bpm, il mio tra 155 e 165, mentre Stefano gira alto stabile tra 170 e 180, alla faccia dell'età che porta. E' tutta una ciacola nella notte, col Stefano che la fa da padrone sulle sue avventure ciclistiche di tanti anni fa, quando era a spartirsi le volate con i big provinciali dell'epoca.
A Valbusa timeout di meno di cinque minuti per scattare una foto nella notte e testare le capacità fotografiche del mio nuovo gadget tecnologico. Via di nuovo verso il centro di Bosco Chiesanuova dove arriviamo a mezzanotte in punto, come Cenerentola, solo che la temperatura è di 0°C ed è il caso che noi ci catapultiamo dentro l'unico baretto aperto per concederci una pausa con un caffettino e prendere parte alla movida della capitale lessina.
Paolo insiste per farsi una foto davanti alla Pasticceria Valbusa, solo che non la dise gnente senza una brioche o una buona pastina, per cui rilancio la posta e lo invito ad andare una sera in quota, confidando sul fatto che la nostra pasticceria preferita sia aperta, magari al venerdì o al sabato.
La vestizione è standard per la discesa: dopo essere saliti col completo invernale standard, tutti indossiamo il giubbetto antivento che è un toccasana per evitare che si infili qualsiasi bava di aria, tanto che dopo le prime menate in direzione Casa Gesù di Nazareth sono sufficienti per tornare in temperatura e scendere per gli sterrati che portando a contrada Girlanda.
Tutta la discesa fino a Stallavena è un continuo menare folle del Paolo in prima posizione, intento a sfruttare per quanto possibile le doti telaistiche del Dogma XC su asfalto, solo che io comincio ad accusare la stanchezza e mi ritrovo praticamente ubriaco sugli ultimi tornanti che dividono Bellori da Lughezzano.
Anche per questo giovedì il giro si è rivelato adeguato per la nostra buona preparazione fondistica e assolutamente opportuno per gli impegni familiari e lavorativi, tanto che uscire alle 22.30 rappresenta sempre più che mai una scelta di buon gusto, perché concilia le esigenze di tutti e perché si riesce a godere di due, se non ormai tre ore di bicicletta in spensieratezza, visto che non c'è una macchina che salga nella nostra direzione o che ce la ritroviamo in senso opposto.
Invito pertanto chiunque a riconsiderare l'idea che uscire di notte in bici sia una pazzia: partendo dal presupposto che tutti hanno i propri impegni e la propria programmazione, preferisco di gran lunga rischiare il freddo della notte in Lessinia, che i rulli o la spining bike di una palestra.
Di Marco Tenuti (del 14/02/2010 @ 15:35:06 in natura, linkato 1940 volte)
Oggi leggero cambio di programma per il sottoscritto. Alla fine non porto con me la MTB in quel di San Giorgio di Boscochiesanuova, dove accompagnavo mio figlio Enrico per la sua prima lezione di sci alpino coordinata dalla Scuola di Sci di Bosco, ma approfitto della "Domenica Sportiva" del Paolo Orlandi e sfrutto il comodato gratuito della sua seconda coppia di ciaspole.
D'ora in poi è meglio che io metta per suo conto un annuncio stabile per tutta la stagione invernale rivolto a tutte le signore e signorine che vogliono farsi accompagnare in alta quota dal Paolo, vista questa sua proverbiale e rara disponibilità a pedalare, sciare, camminare, ciacolare, ciaspolare e rimorchiare con qualsiasi mezzo sportivo e non. A tutte le aspiranti, ricordatevi però di tenere sempre Paolo occupato nella ciaccola, altrimenti vi fa andare presto fuori soglia, come è capitato oggi al sottoscritto, nel cercare di rimanere "a rua" prima di arrivare in cima...
Partendo dal vero inizio della mattina, dopo una nutriente colazione a base di cereali e marmellata, io ed Enrico partiamo da casa verso le 8.25 e ci imbattiamo sia nel Conte Savoia che sta risalendo la Valpantena per andare a prendere il treno della Lessinia alla prima fermata, cioè quella della gelateria Ciao di Grezzana, e solo un paio di minuti dopo incrociamo il locomotore dell'Eurostar Turnover che sta partendo proprio dal capolinea, in via Carrara.
Purtroppo la lunga colonna di macchine che sale verso le nevi della Lessinia, rallenta parecchio la nostra corsa ed il trasferimento richiede quasi 15 minuti in più del tempo che si può fare con la Puntopower, e così succede che alle 9.05 io ed Enrico entriamo nella baita della scuola di sci di Boscochiesanuova per le formalità dell'iscrizione al corso, il ricevimento dalla casacca del gruppo dei "primaneve". Così ci ritroviamo sulla strada il buon Paolo e ci muoviamo sopra l'hotel Valon per vedere di aggregare Enrico al suo gruppetto. Anzitutto "standing ovation" per la maestra di sci, la Giorgia, di cui il Paolo - e non solo Paolo - ha apprezzato molto quello che si riesce ad intuire al di sotto della sua azzurrissima tuta da sci.
Sdoganato Enrico al corso, alle 10.20 siamo praticamente liberi di indossare le ciaspole e di puntare diritti verso Cima Trappola lungo il Valon. Attivati tutti i dispositivi elettronici, satellitari e non, Forerunner, Polar, iPhone e tutto quel che volì, il Paolo fa come sempre il passo e, dopo un avvio all'altezza di qualsiasi neofita della ciaspola, decide di puntare alla cima per una delle vie più ripide, tanto è vero che ci troviamo in cima - non proprio la cima più alta, ma quella appena prima - già alle 11.10, dove documentiamo il tutto con parecchie fotografie. Purtroppo niente videoclip perché la videocamera non ne vuol saperne di accendersi, probabilmente per la batteria scarica non caricata alla sera prima.
Quasi in cima mi accorgo però non avere più i miei superocchiali Kayak, per cui non c'è altra scelta che scendere per la stessa via da cui siamo saliti e la fortuna vuole che, non la prima, ma la seconda coppia di ciaspoladori che incrociamo, hanno trovato i miei occhiali e stanno puntando diritti anche loro verso Cima Trappola, per metterli come cimelio di guerra. Li intercettiamo, mi faccio dare i preziosi occhiali, ringrazio per la botta di vita che ho avuto nel ritrovarli e continuiamo a rotolare verso valle a forza di salti nella neve alta, improvvisando anche qualche "siolata" con le ciaspole, dove cerchiamo di arrivare in anticipo per la fine delle due ore di lezione di Enrico. Arriviamo infatti qualche minuto prima e ci scappa qualche altra foto.
Enrico è uno dei più grandi al corso, ma segue diligentemente le istruzioni, e non dovrebbe avere grossi problemi tra qualche lezione ad essere sufficientemente autonomo anche per gitarelle con gli amici e con gli zii Martina e Francesco.
A quel punto non rimane che il terzo tempo: ci buttiamo dentro al bar della Posta di San Giorgio per un cappuccino e poi di corsa verso casa perché nel pomeriggio c'è anche il Carnevale di Grezzana. Ancora una volta grazie a Paolo, per aver fatto apprezzare la ciaspolada di giorno con condizioni sia meteo che di luce eccezionali e che hanno fatto sì che l'esperienza della ciaspolada sia davvero esuberante. La prossima volta ci buttiamo giù dal Trappola con gli sci da discesa?
Finalmente, positivamente impresso, dalle novità di Microsoft. In un colpo solo ho provato queste funzionalità:
predisporre un'unità USB (una memoria "ciofeca" USB da 4 GB) da cui fare boot e su cui collocare l'ISO di Windows 8 Enterprise grazie a Rufus
il tempo necessario per inizializzare un disco nuovo (320 GB formattati di un disco Samsung, classico disco da 4200 rpm)
il tempo totale per installare Windows 8 Enterprise (neanche un quarto d'ora, occhio e croce)
il buon funzionamento generale di tutti i driver principali, anche se Hardware Manager non ha ancora deglutito un paio di componenti hardware
il buon funzionamento della scheda grafica del mio laptop, una ATI Radeon HD 3470 grazie ai driver base (ATI/AMD si rifiutano di supportarla nativamente)
la performance di Windows 8 ed Internet Explorer 10
Passiamo al benchmark più semplice, ossia quello che potete far partire da:
Di Marco Tenuti (del 06/05/2016 @ 15:29:59 in web, linkato 64889 volte)
Accedere ad un database MDB preparato con Access non è affar semplice da PHP. Se avete questa necessità, lo potete sempre fare usando il driver ODBC a 32 bit presente ancora nelle installazioni dei vari Windows Server 2008 R2, 2012 ed annessi, anche se a 64 bit.
Controllate anzitutto se la vostra versione di PHP può già avere accesso al driver ODBC, semplicemente verificandolo con phpinfo():
phpinfo();
Se lo trovate nella zona dei driver per i database (PDO), siete già a posto e dovreste avere una situazione del genere:
Se non fosse così, aprire il file php.ini per la versione del linguaggio PHP che state usando nel sito. Nel caso dell'esempio indicato qui, è necessario che apriate:
Editate il file e togliete il commento in prossimità delle estensioni seguenti:
extension=php_pdo.dll
extension=php_pdo_mysql.dll
Non è sufficiente salvare il file. Dovete forzare il vostro web server a ripartire, in modo che ricarichi il contenuto della configurazione del PHP. Se avete sul vostro server Plesk, basta riavviare il solo servizio web col comodo pannello di controllo.
Rieseguite nuovamente phpinfo() per vedere che adesso siete nella situazione come le immagini allegate.
Ora potete cominciare ad usare PDO per accedere ai database Access. Eccovi un esempio di codice:
Di Marco Tenuti (del 25/10/2010 @ 15:29:04 in rally, linkato 6243 volte)
Una decina di giorni fa andava in scena in Lessinia il Due Valli.
Vi lascio al cameracar di Pighi-Orian sulla PS6 Cattignano, la prova che dai Finetti portava giù quasi a San Giovanni Ilarione. L'equipaggio in questione porta a casa il TERZO POSTO assoluto, con una Renault Clio R3C, mettendo dietro parecchie Super2000 e tutte le Super1600. Notare gli avvertimenti del naviga, che continua a riprendere il proprio pilota, davvero esuberante su una prova in discesa completamente viscida.
Di Marco Tenuti (del 15/04/2013 @ 15:27:19 in MTB, linkato 3318 volte)
Grosse novità in casa SRAM con l'aggiornamento completo della linea dei gruppi su strada.
La novità più grossa è rappresentata da quanto di nuovo introdotto per il gruppo top di gamma, ossia il RED.
Esso acquisisce una nuova denominazione, SRAM RED 22, dove 22 sta per il numero di velocità disponibili, cioè le due corone della guarnitura per gli 11 rapporti del pacco pignoni.
Nel pacco pignoni la novità è rappresentata dal pignone da 16 denti, che dà la continuità dal più piccolo, l'11, fino al 17, pertanto si hanno ben sette pignoni che variano tra di loro di un solo dente. I pacchi pignoni disponibili sono l'11-25 e l'11-28. E' possibile avere anche la variante WiFli, 11-32.
Altra novità è rappresentata dall'impianto idraulico per i freni: tale impianto può comandare indifferentemente una configurazione a pistoncini idraulici, tanto quanto un impianto per mountain bike, quanto un sistema frenante tradizionale, basato appunto su pinze, com'è tradizione per la bici da corsa.
Prende pertanto una strada differente SRAM, rispetto agli altri competitori, ossia Shimano e Campagnolo, che hanno da tempo intrapreso la variante elettronica per i loro gruppi per bici da strdana.
Nella configurazione più leggera, che rimane ancora il gruppo tradizionale meccanico, si è arrivato al peso record di 1747 grammi. Il nuovo SRAM RED 22 si può avere pertanto in tre diverse configurazioni: meccanico, idraulico con pinze tradizionali, idraulico con freni a disco.
Infine la parte idraulica delle leve è disponibile anche a 10 velocità, per chi volesse aggiornare la sola parte frenante su un gruppo SRAM già a 10 velocità.
Anche il gruppo SRAM Force è stato aggiornato arrivando ad un interessante peso "finale" di 2150 grammi.
Di Marco Tenuti (del 30/09/2009 @ 15:26:55 in MTB, linkato 1530 volte)
Tutto il backstage del Miglio in queste foto. Per lui invito in una zona segretissima da amici che hanno chiesto il più totale anonimato per partecipare a questo demoday Giordana, dove lui e altri hanno avuto modo di provare nuovi tessuti e capi del prestigioso marchio di abbigliamento tecnico. Ovviamente il buon Massimiliano non ha saputo rifiutare simile evento e così per lui ieri giornata completamente dedicata alla bici e alla gnocca: cosa volere di più dalla vita? Un lucano? Assieme alla Jolie ve desmenteghì in pressia del Lucano!
Di Marco Tenuti (del 01/09/2013 @ 15:24:58 in MTB, linkato 1113 volte)
Con la testa tutta orientata all'iscrizione alla Lessinia Legend XCS era il momento di fare qualcosa per la forma fisica, un po' carente sia sotto il profilo della resistenza che della potenza, in primis per lo stress psicofisico accumulato in queste settimane per gli affari di famiglia, ma anche per il peso non proprio forma di questi periodi.
Pertanto mercoledì 21 agosto è stata la volta di una pedalata in compagnia con Anonimo Turnover, dopo esserci rincorsi via SMS più e più volte. L'appuntamento in località Bernardi in alta Valdillasi è avvenuto grazie alla sua discesa da Campofontana, mentre io mi sono avvicinato dall'alto della Lessinia, cioè sorbendomi l'ascesa da Grezzana a Boscochiesanuova e poi passando in rassegna i paesi di Valdiporro, San Francesco, Camposilvano e Velo Veronese, senza dimenticare di scattare qualche foto.
Dopo essere sceso da Velo Veronese fin quasi a Giazza, si sale con Anonimo in direzione Velo e svoltando a destra per le rampe dell'Azzarino, che consentono di sbucare praticamente dietro il Monte Purga, cioè negli ultimi chilometri finali della Lessinia Legend degli ultimi anni.
Il menù di giornata è stato riccamente condito di una variante proposta dal sottoscritto, che è consistita nel saltare l'ascesa diretta da Camposilvano al Parparo, ma deviando a sinistra e salendo dalle rampette dei Gaspari e proseguendo in direzione San Giorgio e Passo Branchetto, dove ho ancora un buon giro di gamba.
Si scende così a Boscochiesanuova per una cochetta e saluto qui Michelino e la sua superleggera, portando a casa 92 chilometri e circa 2300 metri di dislivello.
Nel pomeriggio partono però accordi col Compagno di Merende per il giorno a venire, cioè qualcosa senza dubbio più impegnativo, sia come tempo che come chilometri.
La proposta del Radu è quella di scalare tutte le cime più alte della Lessinia Centrale, ma proprio tutte. L'appuntamento è dei più mattinieri, cioè ore 7.30 a Porta Vescovo, dove ci salutiamo ed infiliamo la strada per la statale in direzione Trento.
Nonostante qualche folata di troppo e qualche autoarticolato di troppo fino a Domegliara e Rivoli, da lì in poi è un alternarsi fino ai piedi della Peri-Fosse.
Io pongo come condizione la scalata della famosa salita veronese il tempo di 50', mentre il Radu si allarga a 55'; fatto sta che la scaliamo in 47'19", senza particolari ansie e patemi, tanto all'Ombra delle Fosse ci aspetta una cochetta in due, perché la salita non finisce qui.
Infiliamo così per la nostra prima volta la scalata al Col di Pealda Bassa - per i più diciamo che saliamo il Corno - e poi giù a capofitto a Sega di Ala, dove l'unico ricordo di giornata è un capitombolo del sottoscritto.
Cado sostanzialmente da fermo, senza riuscire a sganciare il piede dallo sgancio sinistro, complice un risucchio maldestro di catena. Il risultato è che cado rovinosamente a terra, procurandomi una bella abrasione al gomito sinistro ed una bella pacca al fianco sinistro, tanto che a distanza di 10 giorni, ancora ne porto i postumi.
Rinfrescatici alla fontanella di Sega di Ala, si torna in territorio veronese su a Passo Fittanze, dove è la volta di un'altra cochetta ed un panino in due, visto che uno a testa è forse un po' troppo per la panza che mi ritrovo.
Si continua così per il Bivio del Pidocchio e giù in fretta ad Erbezzo, perché di strada da fare ce n'è ancora. Dopo i dossetti della contrada Masselli, Aglio e la Croce, nemmeno il tempo di scendere in centro a Boscochiesanuova, che si gira a sinistra in direzione Tracchi.
Su questo pezzo il Radu vorrebbe dettare un ritmo decisamente più importante di quello che impongo io, cioè 40 minuti per arrivare al Passo del Branchetto, ma quando nelle gambe hai già circa 4000 metri di dislivello tra le salite giornaliere e quelle del giorno prima con Anonimo, non c'è molto da fare.
Il Radu si posiziona là davanti, dandomi sempre qualche chance di recupero ed io dietro a inseguire, come l'asino con la carota. Bene, ai Tracchi pure una bella foto mi immortala sul moribondo, ma non proprio cadaverico, però si chiude l'ascesa in 36', il che vuol dire che proprio strasso non sono ancora.
Si scatta una nuova foto sul Passo e poi giù veloci a San Giorgio, le gobbe del Parparo e Camposilvano poi giù a Velo Veronese, dove ci aspetta per la grigliata la famiglia Zumerle al completo, con bisteccona al sangue e contorni vari, che le forze riappaiono tutte in un colpo.
Questo ristoro di un'ora abbondante vede i nostri serbatoi tornare sul MAX, solo che ci aspetta solo la discesa in Valdillasi, passando prima per la Bettola di Velo e poi scendendo da Centro fin giù a Tregnago.
Per completare l'opera dello scavalcamento di tutte le cime asfaltate della Lessinia, si potrebbe aver preso in considerazione anche l'ascesa a Campofontana, ma la mia famiglia aspetta coi piedi nell'acqua a Villabella e direi che anche per oggi può bastare, 146 chilometri.
Considerata anche un'escursione con la famiglia mercoledì sera, la due giorni di montagne veronesi si conclude pertanto con 246 chilometri fatti e 4800 metri di dislivello, un buon livello, anzi penso di non averne mai accumulati così tanti in due giorni.
Anche i tre passaggi della Lessinia sono un bell'impegno, cioè due volte al mercoledì ed uno più impegnativo al giovedì, cioè col Corno, il Pidocchio e Branchetto. Insomma ditemelo: "Te si sta brao, te si sta brao, però va in mo.."!
Si sa però che le imprese ed i record sono fatti per essere ripetuti e superati, per cui chi vivrà, vedrà.
Ringrazio comunque i due compagni di pedalata dei due giorni, che mi sono sempre rimasti al fianco, prima uno e dopo l'altro in una ciacola infinita durata per ben due giorni!
Di Marco Tenuti (del 26/01/2009 @ 15:22:53 in MTB, linkato 8196 volte)
In questi giorni in cui non riesco a pedalare per ovvi motivi di condizione, va da sé che ho speso un po' del mio tempo a navigare sul web e a cercare qualcosa sul mio acciacco e, tra le tante, mi sono imbattuto in questo piacevole articolo.
Per dovere di citazione, rimando correttamente alla fonte, cioè la rivista "La Bicicletta".
articolo pubblicato su "La Bicicletta", giugno 1998
di Valerio Lo Monaco
Una delle maggiori differenze tra un ciclista esperto
e un “neofita” risiede nell’“economicità” della loro pedalata. Non sempre, tuttavia, il teorema quadra. Anche
in chi pedala da anni si può scoprire infatti qualche errore
da carenza tecnica.
Uno dei motivi dell’enorme fascino che il ciclismo desta negli appassionati deriva probabilmente dalla presenza in contemporanea dell’aspetto meccanico, di quello atletico, di quello tattico, di quello tecnologico e allo stesso tempo di quello psicologico. Il riuscire a mettere “a punto” la bicicletta, la posizione in sella, il fisico, l’alimentazione, l’allenamento e la tattica da attuare in corsa, oltre alla giusta preparazione mentale, è proprio ciò che ci impegna e piace di più quando pensiamo al nostro sport.
L’economicità della pedalata, uno dei veri traguardi da perseguire, si raggiunge attraverso alcune tappe obbligate scandite dalla quantità dei chilometri (e degli anni) percorsi in bicicletta e dall’attenzione che si pone ad alcuni aspetti (spesso molto diversi tra loro) insiti nelle caratteristiche del ciclismo. La pedalata “economica”, dunque, riassume le capacità, le condizioni e i condizionamenti di un ciclista esperto e attento al gesto. Se è vero che più si pedala più si impara a pedalare, bisogna porre attenzione a come si compie il gesto atletico e a tutto ciò che avviene durante ogni uscita, almeno fino a quando l’esperienza non ci suggerirà in ogni momento come comportarci per ottenere il massimo da quello che stiamo facendo. Al giusto colpo di pedale si arriverà, infine, grazie alla capacità di adattamento di alcuni distretti direttamente impegnati nell’esercizio.
Il condizionamento neurologico
La contrazione muscolare, indispensabile per il movimento,
è permessa innanzitutto dal funzionamento dell’apparato neurologico.
La volontà di chi pedala stimola l’organo centrale nervoso a trasmettere, attraverso il nervo motore, l’ordine di movimento al muscolo. Questo processo, che è volontario, determina un dispendio energetico dal punto di vista nervoso che, se non allenato, ostacola la facilità di pedalata.
All’atto pratico, questo ostacolo è la sensazione di mancanza di automatismo del gesto atletico che si avverte quando si sale in bicicletta per la prima volta o dopo un lungo periodo di sosta. La avvertono tutti, anche i professionisti dopo la pausa invernale, e scompare via via che ci si allena, più rapidamente in chi pedala da molti anni (o in chi vi presta particolare attenzione) e più lentamente (o niente affatto) in chi va in bicicletta da poco tempo o si allena poco e malamente.
Quando si inizia l’allenamento si deve dunque “pensare” alla pedalata. Bisogna cioè fare attenzione a come ci si muove in bicicletta, a come i muscoli lavorano, a come far girare le gambe. L’obiettivo è quello di far diventare automatico l’impulso che deve arrivare ai muscoli per il movimento.
Inoltre, un buon “allenamento” del sistema nervoso migliora anche la precisione di guida e la bontà delle scelte tecnico-tattiche durante lo sforzo, nonché la percezione di ogni cosa che accade. Non bisogna stancarsi mai di controllare e correggere la pedalata finché lo sforzo mentale necessario alla corretta esecuzione del gesto, diminuendo gradatamente, avrà lasciato spazio a un automatismo assoluto di movimenti perfetti. C’è però da ricordare una cosa: il sistema nervoso è quello che si affatica per primo durante lo sforzo. Ciò è facilmente avvertibile in quanto l’intensità degli impulsi che arrivano ai muscoli diminuisce e la contrazione si fa meno ampia e regolare. A questo corrisponde una pedalata più pesante, disunita e meno energica.
Il condizionamento muscolare
Anche dal punto di vista prettamente muscolare le cose sono un po’ diverse tra chi pedala da anni e con coscienza e chi invece solo da poco ha scoperto il piacere di pedalare o non vi presta particolare attenzione. Uno degli obiettivi da raggiungere, a questo riguardo, è il miglioramento della capacità contrattile dei muscoli unitamente alla scioltezza dei movimenti.
Ogni articolazione (nel nostro caso gli arti inferiori) si muove grazie all’azionamento di alcuni muscoli flessori e di altri estensori. Nel gesto del ciclista, i flessori (il quadricipite femorale, cioè l’anteriore della coscia, e il gastrocnemio, cioè il polpaccio) hanno la funzione maggiore e sono chiamati perciò “protagonisti”, mentre gli estensori
(il bicipite femorale, cioè il posteriore della coscia, e il tibiale, cioè l’anteriore della gamba) sono detti “antagonisti” in quanto non sono strettamente indispensabili al gesto della pedalata. Va da sé che per migliorare la capacità di esprimere forza e agilità nel nostro gesto specifico si abbia bisogno di curare particolarmente il tono e le capacità dei muscoli direttamente coinvolti e, allo stesso tempo, il rilassamento e l’elasticità dei muscoli antagonisti.
D’altra parte la fisiologia della pedalata è marcatamente specialistica, e ciò è maggiormente comprensibile se si fa mente locale alla rivoluzione del piede sulla pedaliera e ai punti in cui la spinta è maggiore o, al contrario, minore. E se una delle capacità e qualità fondamentali del buon ciclista è infatti la famosa “pedalata rotonda”, al contrario la “pedalata a stantuffo”, è tipica di una non buona assuefazione al gesto e all’abitudine a vincere le resistenze della pedaliera. Il giusto ed economico utilizzo delle tre “leve” che compongono l’articolazione inferiore (coscia, gamba e piede) sono indispensabili per dirigere e distribuire sui pedali la forza sviluppata dalla contrazione dei muscoli. Quando si pedala sulla giusta bicicletta, con il corretto svettamento, avanzamento o arretramento della sella e con le tacchette regolate nella giusta posizione, si hanno le armi migliori per ottenere la giusta pedalata. I due arti devono muoversi su due piani parelleli equidistanti dal centro della bicicletta. Le ginocchia devono lavorare esattamente a piombo sui piedi e questa condizione deve essere controllata e, nel caso, corretta in qualsiasi momento. Dopo un po’ il giusto stile entrerà nella mente e non si avrà mai più bisogno di verifiche e controlli.
I benefici dell’allenamento
Con la quantità e la qualità dell’allenamento si ottengono anche altri miglioramenti avvertibili a livello muscolare. La capacità contrattile dei muscoli aumenta grazie anche alla diminuita inerzia che è propria della fibra muscolare, e allo stesso modo i movimenti diventano semplici e automatici. Anche la portata circolatoria aumenta e i muscoli ottimizzano il rendimento con il minimo afflusso di sangue. Dal punto di vista chimico ci sono una serie di reazioni che portano a un miglior funzionamento dell’organismo. Inoltre durante l’esercizio il nostro corpo si abitua, a parità di sforzo ed entro certi limiti, a consumare come carburante principale per la propulsione una miscela sempre più ricca di grassi e meno di zuccheri e consumando meno zuccheri si può pedalare molto più a lungo senza stancarsi.
Attenzione alla psicologia
Non meno del fattore prettamente fisico, la componente psicologica si rivela come un vero e proprio punto di forza irrinunciabile in chi fa sport, soprattutto in una disciplina impegnativa come il ciclismo. Quest’attenzione è indispensabile soprattutto agli inizi dell’attività per imparare a pedalare e può essere messa in secondo piano nel momento in cui il meccanismo della pedalata è ormai entrato a far parte dell’atleta. Per ciò che concerne il nostro obiettivo, cioè la pedalata economica, l’attenzione psicologica deve essere costante mentre si pedala e mirata, in allenamento, a far sì che gli esercizi che si compiono risultino davvero allenanti e utili ai fini del miglioramento della condizione, e negli appuntamenti importanti, all’ottenimento della maggiore velocità possibile con la minore spesa energetica o al raggiungimento del traguardo nelle migliori condizioni.
L’esperienza
Ogni scelta tecnica e di conduzione del mezzo, influisce significativamente sulla gestione delle energie a disposizione. Stiamo parlando dell’esperienza. Ma non solo. Oltre che dalla pedalata, l’esperienza di un buon ciclista si riconosce da tanti altri piccoli particolari “pratici”.
Da come si usa il cambio a come si dà il cambio,
da come si affrontano le salite a come si percorrono i tratti in pianura, da come ci si ripara dal vento a come si pedala nel gruppo. In ogni istante, le scelte tecnico-tattiche e lo stile di esecuzione del gesto
atletico si riflettono nella capacità di risparmiare
quante più energie è possibile ottenendo al contempo
la prestazione migliore.
La “presenza psicologica”
in tutti questi casi è fondamentale. Ancora di più, però, la capacità psicologica deve venir fuori per superare dei momenti delicati in cui la forza fisica sembra non bastare più. Stiamo parlando delle crisi cui un ciclista può andare incontro e della relativa capacità di superarle e dei momenti in cui per qualche infortunio non ci si può allenare e si vedono
i sogni allontanarsi.
Un ciclista veramente cosciente di tutte le cose che fa, forte psicologicamente ed esperto, sarà certamente in grado di pedalare nel migliore dei modi nella stragrande maggioranza delle situazioni, e per di più, con il tempo, anche senza accorgersene.
Potrà, con l’esperienza, sopperire (nei limiti del possibile) a un eventuale momento di scarsa forma fisica o a una situazione di inferiorità atletica nei confronti degli avversari. In quesi casi si potrà dire di lui «ha vinto (o si è salvato) con l’esperienza».
E la “pedalata economica”,
che anche all’esperienza è dovuta, in queste situazioni, gioca sempre la sua parte.
Di Marco Tenuti (del 08/10/2008 @ 15:21:51 in iPhone, linkato 1405 volte)
Effettivamente iPhone mi ha spalancato gli occhi ad un sacco di cose, che avevo visto e sfiorato qua e là su notizie, blog, carta stampata e siti web in genere. In ordine sparso questi sono i limiti alle meraviglie, che mi hanno ostacolato un po' in questi primi due giorni:
fintantoché non recupero un router Wifi, tiro a campare con la rete ad-hoc tra il mio laptop Windows e l'iPhone: peccato che ogni ora l'Internet Connection Sharing di Windows XP vada a farsi benedire, perché il bridging tra la connessione locale Ethernet e il Wifi fallisce, col risultato che il mio iPhone rimane isolato. In rete in tanti lamentano la questione su Windows Vista, ma secondo me c'è anche su Windows XP SP3. Per il momento l'unico rimedio che ho trovato io è accorgermi che la connessione non sta più funzionando, andare nelle proprietà della connessione di rete condivisa e disattivare e riattivare l'ICS
per il momento non ho in mente di andare di jailbreak sul mio nuovo telefono, per cui sto prendendo misura con tutti i limiti che comporta il fatto di non poter smanettare direttamente sui file contenuti internamente al telefono
la sincronizzazione tra iTunes e l'iPhone funziona bene, peccato che si possa usare un solo computer e non una coppia di computer, per sistemarsi rubrica, contatti e appuntamenti in agenda
si aspetta ancora qualche settimana per l'uscita di Skype per iPhone: per il momento devo dire che Fring assolve pienamente al compito
il GPS va che è una meraviglia, anche se non c'è accesso dati sia tramite GPRS/UMTS o Wifi: ieri sera mi sono fatto una passeggiatina di cinque minuti ed ho apprezzato il tracking
il browser Safari è perfetto, veloce e pulito come quello su Mac e Windows: son perfino riuscito ad entrare su un sito che è ostico per tanti browser su PC
l'ambiente di sviluppo son riuscito a piegarlo come volevo io: mi manca però ancora l'ultimo tassello, che consiste nel fare l'upload sul telefono del mio programmino di prova
l'accelerometro integrato è una gran risorsa: qua bisogna inventarsi qualcosa per usarlo anche nel mio programmino in preparazione...
AppStore, a mio avviso, è strapieno di programmetti e doppioni: però c'è l'imbarazzo della scelta e ci son pure un sacco di cose molto utili e gratuite, per cui lo spazio libero sul mio iPhone si sta riducendo a vista.
Di Marco Tenuti (del 16/09/2013 @ 15:21:29 in MTB, linkato 1522 volte)
Ringrazio lo zio Paolo per avermi mandato il video, che pubblico volentieri.
Mi pare sia il concorrente col pettorale 501, che dovrebbe corrispondere nientepopòdimeno che al Dimi, Dimitri Modesti, uno dei più "capaci" in Verona e provincia...
Di Marco Tenuti (del 01/06/2009 @ 15:18:21 in MTB, linkato 1176 volte)
Le aspettative per oggi erano sicuramente molto alte, così come anche il timore di essere indietro con la preparazione per la Dolomiti Superbike, nonché la paura che si squagliasse il mio muscolo soleo, ma io ed il Radu - penso di interpretare anche il suo pensiero - è che oggi possiamo dire di essere stati reintegrati nella società, dopo un lungo periodo di isolamento ed abbandono per motivi di salute. Oggi abbiamo affrontato la nostra escursione col giusto ritmo ed abbiamo volentieri lasciato andare i fuggitivi capitanati dal Max Maga Padella ed è così che ci siamo "bevuti" senza grossi patemi 90 chilometri e circa 1200 metri di salita, per la gioia dei nostri spiriti.
L'escursione di oggi non era assolutamente impossibile, ma si trattava comunque di andare a Boscochiesanuova e non certo con la BDC per strade asfaltate, ma per stradine e carrareccie dopo di tanto in tanto c'era da tirare fuori gli attributi per pedalare sullo smosso e per scavalcare qualche muro che arrivava a sfiorare il 20%.
I presenti all'appello sono tantissimi, oltre ogni ipotesi con un'elevata partecipazione del team Focus, ma anche qualche entry del team Turnover.
Arrivati in quel di Bosco, abbiamo letteralmente preso d'assedio la pasticceria Valbusa a colpi di mortaio e baionetta ed a me l'onore di battere tutti sul tempo con un gran colpo di pedale e aggiudicarmi il vessillo di giornata, cioè l'ultima enorme brioche alla nutella, che sarà equivalsa almeno 500 kcal, ottime per il ritorno verso valle.
Una menzione per Paolo Orlandi che abbiamo beccato in piazza a Bosco, vedendo qua e là le maglie Turnover del sottoscritto e di Francesco Signorini, nonché il volto dell'Anonimo, il quale, mentre scendevamo, ci ha illustrato qualche interessante taglio da fare lungo il nostro percorso programmato ancora venerdì scorso. Nonostante egli sia incappato in una foratura al tubeless che non gli ha dato tregua fino ad Arzarè, egli ci ha proposto il taglio verso contrada Merzi, taglio che sicuramente riproporremo in un'edizione futura della medesima escursione. Ci sarebbero da andare a visionare anche contrada Colletta, ma tempo al tempo, che "maura anca le nespole".
Ricordo inoltre anche una new entry da Taggi di Sotto, in provincia di Padova, il mio collega ingegnere geotecnico, Daniele Brusarosco, che sembra apprezzare sempre più le colline e le montagne veronesi. Dopo aver fatto la Lessinia Legend e la Divinus Bike in edizione 2009, oggi non si è fatto attendere all'appuntamento della rotonda a Montorio, più che mai consapevole delle sue forze e della sua curiosità per la Lessinia. Daniele si è ben difeso e devo proprio dire che ha fatto passi da gigante rispetto ad un paio di anni fa, quando mi aveva accompagnato in Svizzera per lo scavalcamento del Passo Moro e dell'Albrun Pass. Mi ha sorpreso nel pezzo "menato" ad alta velocità, lungo il Progno di Valpantena fino alla strada della Giara. Lui ha confessato che il nostro ritmo è più o meno paragonabile ai migliori della sua squadra, l'Adventure Bike di Padova, tra l'altro organizzatori dell'Atestina Superbike, valida per la Serenissima Coppa Veneto MTB, andata in onda giusto ieri. Chissà che dopo l'estate non andiamo a fare un giretto sui Colli Euganei?
Di Marco Tenuti (del 25/09/2010 @ 15:16:20 in MTB, linkato 1445 volte)
Viste le condizioni meteo della giornata e soprattutto la prescrizione di riposo in vista della Gimondi Bike di domani, stamattina c'è scappato un giretto tecnico dai Rodella e ad Iseo per il ritiro pacco gara.
Dai Rodella abbiamo dato una "rassettata" a tutto il parco bici della famiglia Marcante, o meglio, alla parte "top di gamma" della famiglia. Stiamo parlando della vecchia gloria, la Scale 10 in uso da parte del sottoscritto dal lontano marzo 2007, poi la Scaletta di Enrico con ruote da 20 pollici ed infine la new entry di inizio 2010, cioè la Addict R2, cioè la superleggera da strada. Per le bici una controllata generale a catene, cambi, ruote, serie sterzo, forcella e quant'altro.
Grande ressa in zona pacchi gara ad Iseo, ma solo perché in zona c'erano i genitori in attesa dell'uscita dei figli da una scuola superiore, ma nel giro di venti minuti tutto è tornato alla normalità. Per me ed Enrico il tempo di sbavare allo stand del team Scott, capeggiato da Noris, dove c'erano praticamente tutti i modelli Scott 2011.
Enrico non ci ha pensato due volte ad appropriarsi del catalogo Scott 2011, dove ci sono in bella mostra tutte le novità per l'anno venturo. A partire dalla costosissima Scale 899, dal peso inferiore agli 8 kg pronto gara, grazie al telaio da 899 grammi ed a ruotine in carbonio ultraleggere, si passa alla Scale 29RC fino all'interessante Scale 29 PRO, su cui il Bazzo ha già puntato l'occhio, ma non solo lui.
Per il sottoscritto una foto di rito, dove mi si vede impugnare il manubrio della Scale 29RC. Chi vivrà, vedrà.
Di Marco Tenuti (del 04/09/2013 @ 15:15:02 in MTB, linkato 1079 volte)
Fasi concitate dell'inizio gara della prova unica del Campionato del Mondo Cross Country Elite MTB 2013 a Pietermaritzburg, in Sudafrica.
Marco Aurelio è secondo alla ruota di Nino Schurter, ma quasi alla fine del Rock Garden gli parte la ruota posteriore, cadendo a terra non troppo rovinosamente.
Di Marco Tenuti (del 10/10/2007 @ 15:09:33 in MTB, linkato 3018 volte)
Navigando sul web e in particolar modo imbattendomi nei post del Greco e di tutti coloro che frequentano il newsgroup dei ciclisti italiani, it.sport.ciclismo, sono arrivato a vedere quella che è considerata una delle salite più dure al mondo, la via Scanuppia.
Di Marco Tenuti (del 08/01/2009 @ 15:07:06 in MTB, linkato 1455 volte)
Per ieri sera, serata del primo mercoledì dell'anno, cioè Biday, l'intenzione originale era quella di uscire col Conte Savoia e dare così inizio alle danze notturne del 2009. Il buon Fabio, però, già ieri mattina dava forfait a causa del mal di gola che si acutizzava in un'infezione virale tale da costringerlo a letto con la febbre.
La giornata inoltre era cominciata sotto i più cattivi auspici per le condizioni meteo, che il Biday sembrava essersene andato su per il camino.
Durante la giornata mi arrivano però dei segnali di fumo, che qualche "professionista" il Biday l'ha comunque onorato e tra me e me, che professionista comunque sono, mi son detto che il Biday s'ha da fare. Nel tardo pomeriggio mi son ripromesso che se il tempo continua a tenere, avrei preso la bici in seconda serata e me ne sarei andato a pedalare.
Dopo aver messo a letto tutta la famiglia, ho deciso di smettere i panni dell'ingegnere e di mettere quelli del ciclista e ho proceduto con la vestizione, ovviamente consona alle condizioni meteo.
Nell'ordine maglietta intima di cotone, maglietta manica lunga mezza stagione, maglia invernale Goretex, quella del GC Grezzana per intenderci, Per quanto riguarda gli arti inferiori, si va di calze invernali color militare di provenienza militare, scarpe Nalini e copriscarpe pesanti Northwave.
Poi mi vien da pensare che l'asfalto può essere bagnato, per il continuo piovigginare, e così penso che non è il caso di imbrattare la tuta pulita, così mi metto pure l'antivento del pacco gara Lessinia Legend 2007, ormai ridotto a tanti brandelli.
Inoltre debutta in anteprima assoluta il nuovo tubo Nordsen, su suggerimento del Miglio, che si rivelerà ottimo, perché è modulabile e consente di coprire più o meno il viso, dal mento fino al naso, con un minimo movimento delle mani e sicuramente molto più comodo di un passamontagna.
Così passo in garage e tiro fuori il mezzo verso le 22.30: l'intenzione è quella di andare rigorosamente mountain bike su asfalto per lo più bagnato. Monto le luci davanti e dietro, che son lì dall'ultima memorabile uscita fatta col Pappataso and Company.
Alle 22.35 si parte! Salgo lo scivolo e mi immetto subito in via Valpantena, dove il termometro della farmacia segna +4°C. Arrivo già a Sezano, ma la gamba è ancora un po' duretta, così decido di fare il primo giro ad un ritmo non troppo forte, ma penso assolutamente a scaldare la gamba.
Il primo giro - si tratta del giro standard inaugurato nel febbraio 2008 e cioè il Quinto-Marzana-Sezano-Vendri-Nesente-Novaglie-Campagnola di Novaglie-Nesente-Vendri, tutto completamente illuminato e della lunghezza di 12 km esatti - se ne va alla media dei 26,8 km/h. Ci scappa così il secondo giro imperioso, dove la media è di ben 27,6 km/h e i chilometri diventano già 24.
Quando l'agonismo prende la mano e il cronometro pure è il caso di darsi una regolata e mi metto a menare con frequenze superiori, ma spingendo molto meno e magari curando un po' di più alla pedalata rotonda. Così se ne va anche il terzo giro alla media dei 26 km/h netti. Fino ad ora non mi ero mai spinto oltre i 3 giri, ma ieri sera le condizioni meteo lo consentono ancora e così vai col quarto giro!
L'ultimo giro comincia però a sentire un po' la stanchezza della gambe e la media si abbassa a 25,6 km/h, mentre il chilometraggio supera di poco i 48 km. Vien da sè che bisogna far conto tondo e così vado fino sul sagrato della Chiesa di Quinto per vedere se è tutto a posto e così ti faccio 50 km; l'orologio della farmacia comunale segna la "mezzanotte e mezza" e si va a letto col cuore in pace. Non escludo in futuro di puntare ai 5 giri...
Se l'asfalto è asciutto e le condizioni meteo non sono troppo fredde, si può perfino pensare di girare con la BDC. Ieri sera il freddo non era molto forte, il tronco è rimasto sempre bello caldo per tutti e quattro i giri, mentre i piedi non sono mai andati in ipotermia, ma se c'è meno umidità nell'aria, bisogna assolutamente puntare ai 5 giri in BDC...
A quanto sembra dal mio profilo di Facebook, sembra che stia facendo qualche adepto, per cui la prossima notturna sarà molto probabilmente non in solitario, ma in compagnia di altri malati come me...
Son pertanto avvisati il Conte Savoia, il Fix e i fratelli Pezzo. Buonanotte!
Di Marco Tenuti (del 01/07/2009 @ 15:06:49 in MTB, linkato 1202 volte)
La preparazione marina continua per tutta la settimana, nonostante sia cominciata non proprio sotto i migliori auspici, cioè domenica col mal di gola e bel raffreddore, che stenta ad andarsene.
Oggi, mercoledì, dopo lo stop ciclistico di ieri, prevedeva lo scollinamento a San Leo, in provincia di Pesaro-Urbino, dove non ero mai stato prima d'ora. Dopo aver cercato qualche ragguaglio sul web, scopro che San Leo è stato per tanto tempo la capitale di Montefeltro e addirittura la capitale del Regno d'Italia ancora nel dodicesimo secolo.
Il giro bici invece prevede il solito allontanamento dalla costa lungo la poco trafficata connessione da Igea Marina-Borgo Nuovo-San Vito e Santarcangelo. Dal paesotto dell'entroterra riminese, decido di non saltare sulla Valmarecchiana, ma di proseguire lungo la provinciale che passa a fianco di Poggio Berni e Torriana arrivando così a Ponte Verucchio, senza patemi col traffico.
Peccato che l'ora mattutina faccia spirare una brezza di terra che rema decisamente contro alla mia direzione.
Il tempo di risuperare il solito ciclista anzianotto già superato lunedì scorso è son ormai a Villanova, dove comincia la salita di giornata, per la quale vi rimando a Salite.ch.
All'inizio la salita è senza dubbio pedalabilissima e salgo quasi meglio del mio omonimo Pantani, ma quando si presenta qualche rampa oltre l'8%, comincio ad arrancare anch'io e l'arrivo al GPM sotto la rocca di San Leo non è proprio banale, ma tant'è.
Da San Leo mi butto giù dall'altra costa della montagnola e mi ritrovo in Val Marecchia di nuovo, dove stavolta invece la brezza di terra spira in poppa e si procede speditamente a velocità tra i 38 e i 45 km/h, beccando anche un forte ciclista locale a cui non ci penso due volte a ciucciargli la ruota per una buona decina di chilometri, cioè fino a Ponte Verucchio.
Di Marco Tenuti (del 29/09/2010 @ 15:02:11 in MTB, linkato 1904 volte)
Ho trovato proprio qualche minuto fa sul blog del Pezzo una foto che lo ritrae all'arrivo dell'Arco Bike 2004, quando io ancora non sapevo cosa fosse la mountain bike, o meglio, quando ancora ignoravo più o meno completamente il movimento agonistico della MTB sia a livello provinciale che nazionale.
In questa foto il bravo Andrea festeggia a modo suo sulla linea del traguardo staccando entrambe le ruote dall'asfalto e volando letteralmente sopra il tappeto di WinningTime. Questa foto mi ha talmente esaltato, che non mi son proprio astenuto dal pubblicarla anch'io!
La divisa indossata è quella di Bike Evolution, quando ancora il brand tecnico principale era Viner ed una sponsorizzazione era proprio la cartolibreria "La Tecnica", roba ormai d'altri tempi.
Sicuramente Andrea, che io conosco e frequento dall'autunno 2007, è un personaggio della MTB veronese. Conosce praticamente tutti ed è conosciuto e ben voluto da tutti (credo!). Concilia qualsiasi cosa ed accadimento della sua vita con la bici e la sua interpretazione ciclistica c'è in ogni secondo della sua giornata, compreso il tormento delle ultime ore, che lo vede "contro" il Conte Savoia sul risultato agonistico di domenica scorsa all'XC di Montorio, una delle gare di casa per Andrea, vista la sua paternità montoriese.
Se il cronometro dà ragione al Conte Savoia, il Papataso reclama la vittoria morale, essendo riuscito a sdoppiarsi a seguito del sorpasso subito nelle concitate fasi iniziali di gara, quando la batteria degli M3/M4 era riuscita a sopravanzare la più nutrita e caotica batteria degli M1/M2 partita un minuto prima.
A mio avviso non si può negare l'evidenza ad Andrea: partiti praticamente alla pari, le doti tecniche del Papataso nel districarsi nei parecchi pezzi tecnici del cross country montoriese sono di un pelo superiori a quelle del Conte Savoia, il quale invece sotto il profilo squisitamente aerobico non ha nulla da invidiare quando c'è da menare sul piano ed in salita. Per me la battaglia è da dichiararsi "vinta" a favore di Andrea, ma se ne guardi bene l'Andrea stesso dal pensare di aver vinto la guerra: domenica lo aspettano alla soglia (della Benini) e saranno corbezzoli amarotici per tutti, se il Conte avrà la gamba che tira ben de drio...
Di Marco Tenuti (del 07/09/2010 @ 15:00:44 in MTB, linkato 1209 volte)
Stamattina situazione abbastanza ventosa, cielo leggermente coperto e mare increspato qui a Villasimius. La truppa familiare decide per una passeggiata automobilistica nell'entroterra alla caccia di qualche fattoria dove trovare qualche pezzo di pecorino DOC, mentre il gruppo dei biker - Marcante junior e senior - optano per un giretto prevalentemente offroad verso Capo Carbonara.
In tutti questi giorni ci siamo andati sempre molto vicini, senza mai raggiungerlo, così oggi ci siamo decisi di tentare di arrivare nel promontorio più a sudest dell'isola sarda. Il duo equipaggiato di Scott anzitutto va a fare una capatina al porto turistico di Villasimius, dove non ci sono yacht oltre i 25 metri, ma il patrimonio mobiliare con la chiglia in acqua è da tanti zeri anticipati dalla cifra che volete voi. Gommoni da ben oltre 100.000 euro, catamarani battenti bandiera inglese, barche a vela, piccoli yacht da 2-3 piani, insomma, tutte proprietà di gente che non ha problemi ad arrivare a fine mese.
Nel porto incontrati anche un bel Porsche 2009 coi dischi baffati e forati, ottimo per spostamenti veloci dal porto verso Villasimius e l'entroterra del Sarrabus ed un bell'X5 con tanto di rimorchio in fase di caricamento della barchetta di proprietà. Io ed Enrico ci guardiamo in sella alle nostre Scale, giriamo i manubri e procediamo con la nostra pedalatina mattutina, dopo aver fatto rotolare le nostre ruote grasse sul molo di legno.
Appena percorso l'ampio curvone che ci indirizza dal porto turistico verso Capo Carbonara, abbandoniamo subito la retta via e ci imbattiamo in un bel sterratino sabbioso, dove scorgiamo una coppia di ciclisti tedeschi con ruote relativamente strette e borsoni da viaggio. Poco dopo scopriamo che le gomme da un pollice non sono proprio l'ideale per questo tipo di fondo, dove basta una pioggia neanche tanto abbondante per creare canaloni e rivoli che solo le ruote grasse riescono a superare agilmente. E' infatti caratteristica dell'intera zona quella di essere costituita da montagne e pendii quasi esclusivamente di granito, dove di fatto l'acqua delle precipitazioni non riesce a penetrare e non può fare altro che scorrere rovinosamente in superficie verso valle e verso il mare. Ovunque sabbia più o meno grossa sulle sterrate più battute, dove bisogna prestare un po' di attenzione per non perdere il controllo in discesa, mentre bisogna mantenere molta calma e compostezza in fase di risalita.
Enrico però non si scompone e sta acquisendo una tecnica assolutamente da manuale, roba da cominciare a fare invidia a più di qualche escursionista. Ormai riesce a seguirmi anche nei singoli track non particolarmente insidiosi e dove la pendenza non arriva in doppia cifra come pendenza.
Dopo la striscia di asfalto che termina il transito per gli autoveicoli e si trasforma in strada asfaltata che porta all'area militare dove è vietato l'accesso, a noi non rimane che scendere dolcemente verso la punta più a sud di Capo Carbonara, dove incontriamo un po' di gente a piedi che scende ed anche una coppia di motociclisti tedeschi a bordo delle loro Africa Twin. In meno di un chilometro arriviamo in fondo e, nonostante il vento che spira a 40 km/h, riusciamo ad appoggiare le nostre Scalette ad un blocco di granito e ci scattiamo quattro foto, come fanno i biker più orgogliosi.
Il ritorno lungo un sentiero diverso dalla carrareccia ci porta ad uno sperone di roccia a picco sul mare, molto bello, ma cieco e non possiamo fare altro che tornare sulle nostre peste per riprendere la strada vecchia, come dice il proverbio.
Il ritorno veloce verso la nostra frazione di Is Traias è questione di alcuni minuti, dove ci aspettano dei gnocchetti sardi al pesto genovese: l'accostamento è leggermente forzato, ma noi gradiamo molto e ricarichiamo le pile per la prossima escursione.
Dopo queste escursioni in posti ameni, per non dire altro, mi sta sempre più balenando l'idea di comprarmi la sacca per la bici e cominciare a pensare a qualche viaggetto esotico all'estero, magari in inverno, quando Valpantena, Vaio di Squaranto e Val di Mezzane riservano tanta bruma e freddo. Chi mi ama, mi segua. Alla prossima.
Apprendo ieri mattina dal free magazine Verona In Città che a Verona la spesa sembra essere meno cara che nelle altre città, risultato probabile della posizione strategica della nostra provincia rispetto alle principali direttrici commerciali italiane ed europee, in primis verso la Germania. Pare insomma che a Verona la distribuzione sia sufficientemente concorrenziale e l'offerta per gli alimentare abbastanza variegata.
Verona è la terza città italiana più conveniente per spesa alimentare, per la casa e per l'igiene personale, con 6.088 euro annui a famiglia: è quello che risulta da un'indagine di Altroconsumo.
La spesa media di una famiglia italiana, infatti, si "prende" il 20% del bilancio totale annuale familiare: per l'Istat sono in media 6.372 euro all'anno.
Approfittare dei margini di risparmio offerti da sconti o scegliendo prodotti non di marca può incidere sino a far risparmiare ben 3.500 euro in un anno. E Verona, nella classifica generale, è risultata al terzo posto come città più conveniente.
Di Marco Tenuti (del 05/08/2009 @ 14:56:13 in MTB, linkato 1146 volte)
Visto che in questi giorni il ferro è caldo, tanto vale batterlo come si deve. Il secondo itinerario tocca i paesi di Bosco e Cerro tra ambienti di grande bellezza. Da piazzale Alferia in centro a Cerro si prende la provinciale a destra verso Verona ma dopo un paio di chilometri, si svolta bruscamente a sinistra per via Santa Viola.
Superare il capitello e al bivio con cabina elettrica salire a sinistra per Santa Viola (la pineta e la fortezza militare), scendere su sterrato verso sud, voltare a destra e poi a sinistra per giungere alla strada asfaltata e mantenersi a sinistra. Sempre sulla strada principale si giunge al meraviglioso poggio di Casale di Sotto (baito del latte, chiesetta e dimora nobiliare).
Tornare al bivio e salire a destra su sterrato, superare le case e al bivio prendere a sinistra. Al successivo a destra attraversando la pineta fino al capitello; prendere a destra e subito a destra su sterrato, superare alcune villette e proseguire tra i prati in discesa fino a contrada Foldruna. A questo punto, salendo a sinistra si torna al parcheggi: proseguendo dritto si continua, affrontando subito una dura ma breve salita. Alla fine tenere la sinistra e dopo circa 1 km la destra per via degli Alpini, vie delle Fate e prendere in fondo a sinistra il viotolo che porta a Gonzoni e Gonzi.
Aggirare la vecchia casa con volti e proseguire sul viottolo in salita a sinistra continuando a sinistra su sterrato fino a raggiungere l'asfalto, prendere a destra fino al capitello di contrada Regno e tenersi a sinistra verso l'alto per scendere poi a destra su mulattiera. Dopo un chilometro circa prendere il sentierino a sinistra e proseguire fino a contrada Grobbe, continuare su asfalto superando il sottopasso, prendere a sinistra, entrare sulla provinciale e imboccare subito il viottolo a destra in discesa.
Proseguire affiancando la casa e superando un boschetto fino al gruppo di case; prendere lo sterrato a sinistra fino a contrada Prati dove ammirare stupendi esempi di architettura rurale. Proseguire a sinistra per Montarina e continuare fino a Cerro per scendere sulla statale fino al parcheggio.
Di Marco Tenuti (del 11/11/2009 @ 14:51:19 in MTB, linkato 2039 volte)
Arrivato stamattina in quel dell'officina Rodella il mio telaietto tanto sospirato, cioè quello della mia Addict R2 2010. Tenendo conto che si tratta di un modello 2010, diciamo che non ci ha messo neanche tantissimo.
La prima disponibilità di foto risale a metà di agosto, mentre l'effettiva presentazione è arrivata a Friedrischaffen in Germania ai primi di settembre. Il mio ordine è partito più o meno a metà settembre, per cui son passati all'incirca 50 giorni.
Ve lo avevo già anticipato per caratteristiche e foto, comunque si tratta di un telaio da 890 grammi, con reggisella integrato e movimento integrato BB-PF92.
Nei prossimi due giorni in arrivo anche il gruppo, quindi se tutto va liscio, lo si dovrebbe montare venerdì o sabato o alla peggio all'inizio della settimana prossima.
Purtroppo non sarò io a pedalarlo per primo, ma sembra che il Radu voglia esercitare lo IUS PRIMAE EXCURSIONIS, in qualità di Compagno di Merende.
Anche il Conte Savoia ha fatto le sue avance, per cui la contesa è tuttora aperta. Il Nobile di Marzana si è appellato al quinto emendamento dell'integerrima C.I.P.E.C.I.O.P.
Staremo insomma a vedere chi ci salirà sopra per primo. Intanto vediamo di montarla e di pagarla, anche se per il pagamento si è già offerto uno sponsor munifico...
Di Marco Tenuti (del 19/12/2004 @ 14:50:00 in Verona, linkato 1748 volte)
Per convincere gli operatori del settore a sottoscrivere il contratto è necessario, ma non sufficiente, realizzare un concept del portale.
Esso, nella prima versione, dovrebbe essere già in grado di fornire i servizi base per il consumatore ed avere un'organizzazione già mirata, anche se con grafica sufficientemente snella.
L'utente deve avere a disposizione a sinistra un meccanismo per effettuare ricerche di prodotti o selezioni di prodotti per categoria, come un normalissimo sito e-commerce, mentre la parte centrale dovrebbe visualizzare i risultati della ricerca o indifferentemente i prodotti appartenenti ad una determinata categoria.
La destra della pagina dovrebbe contenere invece il carrello dell'utente secondo il solito schema o, a scelta, uno dei panieri tipici preconfigurati dall'utente stesso.
Tra i servizi aggiuntivi da offrire, il concept dovrebbe consentire inoltre di:
effettuare le comparazioni dei panieri piuttosto che dei singoli prodotti
consentire le limitazioni delle risorse disponibili all'utente, cioè la sua posizione geografica, la sua disponibilità a spostarsi, il suo budget di spesa, il tempo a disposizione
mostrare il percorso necessario per raggiungere il punto di vendita, sia che il consumatore si trovi in un posto fisso, sia che egli stia usando uno strumento mobile per la consultazione del portale
mostrare la collocazione dei prodotti una volta entrato nel negozio. Per poter fare questo è necessario avere una rappresentazione aggiornata della disposizione dei prodotti nel negozio, così come egli deve essere dotato di un dispositivo in grado di localizzarlo perfettamente nel piano, conoscendone pertanto le sue coordinate e il suo orientamento
Di Marco Tenuti (del 11/09/2009 @ 14:45:13 in web, linkato 15340 volte)
Mi capita di tanto in tanto di trovarmi di fronte al problema di gente che non riesce a configurare la posta elettronica sul proprio computer: si tratta spesso di gente che ha il proprio indirizzo e-mail di Libero o Tele2, ma è connessa alla rete tramite un altro provider, come ad esempio Tiscali o Alice.
Se si vuole controllare la posta elettronica di Libero o Wind o IOL con l'iPhone, quindi con un client via POP3, si può fare solo se lo si fa con una connessione ad Internet di Libero/Infostrada. Pertanto, se uno è collegato ad esempio dalla rete mobile di Vodafone (Mobile Internet o Mobile Internet per iPhone), non lo si può fare, visto che la connessione ad Internet è con Vodafone, per l'esattezza iphone.vodafone.it. Insomma non è colpa di Vodafone, ma del condizioni mutate del contratto Libero/Infostrada quando nel 2004/2005 hanno introdotto tale irritante limitazione o per tutti coloro che hanno ottenuto un indirizzo e-mail gratis da Libero dopo tale data. Purtroppo il servizio è gratis e Libero/Infostrada fa quello che vuole di ciò che regala come servizio.
E' un trucchetto molto bastardo di Libero/Infostrada per fare in modo che la posta elettronica funzioni con un client di posta elettronica solo se sei connesso ad Internet tramite il loro numero di accesso o una loro ADSL.
L'eccezione alla cosa di cui sopra è che tu abbia comprato da loro almeno qualche servizio, come appunto una ADSL. In tal caso gli indirizzi di posta elettronica associati al contratto ADSL o Tutto Incluso sono abilitati a funzionare anche via POP3 da qualsiasi punto della rete IP. Tengo a precisare che non è solo Libero/Infostrada a fare questo trucchetto. Anche altri provider impediscono l'accesso POP3 diversi dai loro.
Un alternativa è quella di comprare il servizio Libero Mail Plus.
Infatti io ho il mio indirizzo e-mail storico su Libero che riesco a scaricare via POP3 anche dall'iPhone, cioè da un punto della rete fuori dalle dorsali Libero/Infostrada.
Non vi rimane che controllare la tua posta via web, cioè con Safari, che è assolutamente scomodo. Sul PC invece puoi ricorrere al comodissimo FreePOPs.
Di Marco Tenuti (del 27/08/2010 @ 14:45:04 in MTB, linkato 10010 volte)
Ho appena fatto un piccolo sforzetto, cioè quello di iscrivermi alla Gimondi Bike 2010, dove andrò a raccogliere l'ultima stellina Prestigio 2010, nonostante abbia già in saccoccia il brevetto.
A dirla tutta mi son iscritto assieme al Max Maga ed a lui, se tutto va per il verso giusto, quella della Gimondi Bike dovrebbe essere l'ultima stella mancante al suo Prestigio 2010, dopo aver già messo in saccoccia il Prestigio ed il Nobili nel 2009.
Per me la gara della Gimondi Bike non è una novità essendo già andato a correrla nel "lontano" 2007, quando son stato scortato dal team Rodella.
La Gimondi Bike è una gara corta, però relativamente nervosetta ed irta nell'ultima parte di gara, cioè quando si sale alla Madonna del Corno, dove in poco più di un chilometro si guadagnano almeno 200 metri di dislivello.
In tutta sincerità devo però verificare che il percorso 2010 assomigli o ricalchi quello che io ho provato e fatto nel 2007, ma per quello c'è tempo.
Di Marco Tenuti (del 23/06/2009 @ 14:44:23 in MTB, linkato 1684 volte)
In più di qualcuno ci siamo accorti ultimamente che Google Maps, nella sua versione web, offre la possibilità di trovare e mettere a punto un percorso punto-a-punto o multipunto non solo per le auto, ma col trasporto pubblico e anche a piedi.
Google e i suoi fornitori di servizi e di mappe, come TeleAtlas, hanno modificato leggermente gli algoritmi, in modo che questi ultimi tengano conto anche del fatto che lo spostamento lungo le strade possa andare anche contromano o a velocità particolarmente basse, com'è nel caso di un pedone.
Spesso in tantissime città per andare dal punto A al punto B, che magari distano in linea d'aria a poche centinaia di metri, può essere oggettivamente impossibile per le zone limitate al traffico automobilistico o può essere necessario percorrere molta più strada di quella della "linea d'aria". Diversamente i pedoni possono sempre muoversi lungo l'immaginaria linea d'aria, senza allungarla troppo.
Ed i ciclisti? Perché Google Maps non ha pensato anche ai ciclisti, alle loro necessità e peculiarità di percorrenza e le loro velocità? E perché non tenere conto anche del fatto che i ciclisti vorrebbero preferibilmente evitare le strade troppo trafficate?
E' così che su Petition Online c'è proprio una petizione al caso "nostro":
L'iniziativa proviene dal sito Google Maps Bike There, ma è comunque lodevole, visto che è semplicemente orientata a migliorare la sostenibilità dell'ambiente.
La petizione è in lingua inglese, ma votate, votate, votate anche voi!
Di Marco Tenuti (del 28/11/2012 @ 14:42:04 in MTB, linkato 1290 volte)
Lodevole iniziativa quella del Comitato dei Cittadini di Sezano e dell'Associazione Italia Nostra che vuole tutelare e promuovere la ricchezza del Piccolo Stelvio, affinché venga preservato così com'è.
Stamattina c'era una conferenza stampa che mi sono perso, ma che merita tutto l'appoggio anche del comitato dei biker, che pedalano quotidianamente una delle più belle salite sterrate della provincia di Verona, ma non solo, affinché rimanga inalterata e rimanga ad appannaggio solo di camminatori, delle biciclette ed ovviamente degli agricoltori che lavorano gli olivi disseminati lungo la salita. Tutti gli altri mezzi motorizzati a distanza!
Di Marco Tenuti (del 08/12/2010 @ 14:41:10 in MTB, linkato 6281 volte)
In questo articolo si può vedere come si parte dai fili di carbonio, come viene intrecciato in modo da formare strisce monodirezionali e bidirezionali. Potete vedere l'assemblamento di una forcella, l'applicazione della resina epossidica e poi le ultime fasi di lavorazione come gli incollaggi, la sabbiatura, la verniciatura e l'applicazione degli adesivi.
Più di un mese fa avevo sollevato la questione su come trovare un metodo per stabilire un punto interno ad un poligono qualsiasi. La questione era stata posta in questo articolo, anche se più di qualcuno aveva confuso questo tipo di problema col problema di stabilire se un punto si trovi o meno dentro un poligono.
Ripeto ancora una volta la questione: il problema algoritmico è proprio quello di trovare un punto completamente contenuto in un poligono ed il poligono può essere indifferentemente convesso o concavo. Il punto deve trovarsi internamente e non sul bordo, altrimenti basterebbe prendere uno qualsiasi dei vertici del perimetro o il punto medio di un qualsiasi lato.
La soluzione più elegante ed al tempo stesso molto pratica da implementare algoritmicamente si basa sul fatto che qualsiasi poligono è sempre suddivisibile in triangoli e, grazie a questa cosa, si può dimostrare per induzione che una soluzione valida al problema è il punto medio di una diagonale del poligono. E' chiaro che a questo punto la parte "difficile" è trovare una diagonale "interna" al poligono, cioè un segmento che congiunge una coppia qualsiasi di lati. Probabilmente in un poligono possono essere tante le diagonali completamente contenute nel poligono, ma ci limiteremo a trovare la prima.
Supponiamo per un attimo di pensare ad un algoritmo molto semplice per pervenire a soluzione:
ciclare da 1 ad n per costruire preventivamente l'insieme dei lati del poligono
prendere ad uno ad uno ogni vertice (i) da 1 fino a n, se n è il numero di vertici del poligono
prendere ad uno ad uno un altro vertice (j) da i+1 fino ad n, con cui andare a formare una diagonale di prova, che non deve appartenere all'insieme dei lati del poligono
prendere ad uno ad uno uno lato k nell'insieme dei lati costituenti il poligono
controllare se la diagonale di prova che congiunge il vertice i al vertice j interseca il lato k
se la diagonale di prova non interseca alcun altro lato, essa potrebbe essere completamente contenuta nel poligono, come potrebbe anche essere completamente esterna al poligono
controllare se il punto medio della diagonale di prova è dentro o fuori il poligono e se è dentro, abbiamo la soluzione al problema
Come potete vedere questa implementazione è relativamente semplice, ma tutto fuorché efficiente, visto che la sua complessità polinomiale è O(n3).
Arriviamo pertanto al dunque, cioè illustro rapidamente il metodo che è basato sulla dimostrazione che esiste sempre una diagonale interna in un poligono [O'Rourke 13-14]. L'idea è appunto che il punto medio di una diagonale interna è sicuramente interno al poligono.
La dimostrazione per induzione la possiamo fare considerando il numero di vertici/lati di un poligono. Se c'è la soluzione per un poligono di N lati, si può trovare anche la soluzione per un poligono di N+1 lati.
Nel caso del triangolo, base dell'induzione perché è il poligono con numero minimo di lati (3), la soluzione al problema la troviamo banalmente utilizzando il centroide tra i tre vertici.
Per un quadrilatero, se esso è convesso, abbiamo due diagonali interne, quindi sicuramente entrambe vanno bene, se invece il quadrilatero è concavo, abbiamo una sola diagonale interna, ma abbiamo comunque la soluzione. C'è da notare che una diagonale interna è proprio il lato che è condiviso tra due triangoli contigui di una possibile triangolarizzazione di un poligono, cioè basta considerare in una triangolarizzazione proprio uno dei lati contigui dei triangoli come diagonale interna.
Passiamo ora all'algoritmo:
individuare un vertice convesso v del poligono e consideriamo a e b i vertici adiacenti a v
per ogni altro vertice q del poligono:
se il vertice q è dentro il triangolo avb, calcolare la distanza di v ortogonale al segmento ab
tenere per buono il vertice q se la sua distanza è minima rispetto alle altre calcolate
se non esiste alcun punto q dentro il triangolo avb, allora considerare come soluzione il punto medio del segmento ab o il centroide di avb
se invece qualche punto q è dentro il triangolo avb, allora la diagonale qv è sicuramente interna ed in tal caso la soluzione è il suo punto medio
Nell'immagine qui a lato potete notare che il punto più vicino alla retta ab, non cade dentro al triangolo avb, quindi la soluzione al problema è proprio data dal centroide del triangolo avb o il punto medio del segmento ab, in quanto diagonale interna.
Potete notare che la complessità dell'algoritmo è O(n), quindi non si può desiderare niente di meglio dal metodo: esso è ottimale anche come performance.
Di Marco Tenuti (del 02/04/2010 @ 14:38:03 in MTB, linkato 1414 volte)
Manca meno di un mese alla Gran Fondo Paola Pezzo. L'anno scorso ero in compagnia del compagno di merende a scattare foto a tutta la truppa.
Quest'anno sarò anch'io della partita, visto che è la terza tappa del Fi'zi:k Veneto 2010 e la mia terza tappa del lungo percorso del Prestigio MTB 2010.
Di Marco Tenuti (del 30/01/2012 @ 14:37:26 in MTB, linkato 1433 volte)
Finalmente Musseu è arrivato al suo sogno più grande, che guarda oltreoceano: attraversare l'America in bici da un capo all'altro, senza mai fermarsi, senza riposare, tutta di un fiato.
Dopo essere diventato campione italiano di Ultracycling nella categoria "over 50", è giunto di pensare all'obiettivo più desiderato da qualsiasi ciclista amante della fatica oltre ogni limite, cioè the RAAM, the Race Across AMerica, roba da sbalinè (ndr, impallinati), tanto per non voler esagerare con le iperboli.
Per fare questo è però necessario essere supportati da uno sponsor, perché la RAAM, oltre ad essere faticosissima ed impossibile, richiede di avere uno staff al seguito, il cui costo si può stimare in circa 1 Euro al km, secondo i calcoli di Musseu, al secolo Giorgio Murari.
Invito chiunque è amante della fatica, delle tribulade, della determinazione che non conosce limiti o ostacoli, invito chi si sente belga, chi vuole continuamente mettersi alla prova, ad andare a leggere qualcosa di Giorgio Murari, sul suo blog. Potremmo dire che è l'uomo veronese delle randonneè, un infaticabile, un uomo che non si fa intimorire dal freddo o dalle basse temperature.
Ha già più o meno conosciuto tutto in Italia ed in Europa di quello che può definirsi "ultramarathon" o "randoneè". Certo è che la RAAM è un altro tipo di sfida, ad un livello decisamente superiore.
Visitate il suo blog e magari sostenenetelo anche economicamente. Avrà modo di ricompensarvi dedicandovi un chilometro per ogni Euro che gli donerete.
Di Marco Tenuti (del 04/07/2011 @ 14:36:21 in MTB, linkato 1573 volte)
La presentazione è già stata fatta ormai un mese fa. Il nuovo corso Scott ha previsto un anno sabbatico dalle squadre Protour, ma il ritorno è previsto in grande stile col team Greenedge per il 2012, squadra australiana che cercherà di importi nella massima serie delle squadre professionistiche.
Il nuovo corso prevede anche l'abbandono dei colori tradizionali in favore del verde, ma anche al Tour si è visto che il verde sta spopolando sia sulle maglie del team Europcar - che usa bici Colnago - che sulle bici del Team Sky, che usa una Pinarello Dogma 2.
Di Marco Tenuti (del 18/04/2009 @ 14:35:18 in MTB, linkato 2642 volte)
Su segnalazione di Simone Scandola, riporto qui la visibilità che si sta dando ad una gara destinata a crescere nel panorama della MTB veronese e veneta.
Martedi 14 aprile 2009, il quotidiano l'Arena, la piu' importante testata giornalistica
della Provincia di Verona, ha dedicato un bel servizio sulla visita di Marzio Deho e Jhonny
Cattaneo in Val d'Illasi appositamente arrivati a Tregnago per testare il percorso della
Granfondo Tre Valli.
Ricordando che per visionare le foto della giornata è possibile visitare direttamente il sito
internet al link http://www.granfondotrevalli.it/galleria.html si riporta, di seguito, il testo
integrale dell'articolo firmato dal corrispondente Vittorio Zambaldo.
ATLETI DELLA NAZIONALE TESTANO IL PERCORSO DELLA TRE VALLI
In sella Marzio Deho, Johnny Cattaneo e Dimitri Modesti.
Mille i ciclisti attesi alla gran fondo di settembre.
Campioni di mountainbike hanno provato il tracciato più lungo, definendolo bello, tecnico e impegnativo.
I posti sono stupendi, i tracciati sono di quelli che a fatica si trovano, almeno così vicini alla città e
l'organizzazione si sta rivelando super per la dodicesima edizione della Granfondo Tre Valli, gara regionale di
mountainbike organizzata dalla società tregnaghese Bibike Team Andreis su due tracciati: uno di 40
chilometri e l'altro di 24.
Proprio Agostino Andreis e Simone Scandola, bikers e organizzatori stanno allestendo un'edizione coi fiocchi
per il 5 e 6 settembre, date fissate per l'evento. In questi giorni hanno invitato a provare il percorso più
lungo gli atleti bergamaschi Marzio Deho e Johnny Cattaneo, con il campione di casa Dimitri Modesti.
"Attendiamo un migliaio di atleti al via", anticipa Scandola, " e ci proponiamo di creare un evento in grado di valorizzare le valli di Mezzane, Illasi e Tramigna sotto tutti i punti di vista". Ha messo nel sacco il patrocinio di Comune di Tregnago, Provincia, Regione, Federazione ciclistica italiana e persino il coinvolgimento
del'Università di Verona: " Perché la gara non si limita a essere una semplice manifestazione sportiva, ma
propone iniziative che spaziano dalla medicina, al folclore, alla cultura".
Dal punto di vista sportivo il percorso di 40 chilometri, che ha un dislivello di 1.070 metri con cinque salite
principali è impegnativo, tecnicamente completo e quasi tutto sterrato. Paesaggisticamente molto suggestivo
è adatto al vero amante della mountain bike. Quello più breve, di 24 chilometri e un dislivello di 675 metri
con due salite importanti, è adatto anche ad un biker non troppo esperto.
" Bello, pedalabile, discretamente tecnico e duro perché le salite non mancano e faranno selezione", questo il
giudizio di Marzio Deho. Il biker del team Olympia, di cui fa parte anche Agostino Andreis, che lo ha invitato,
è stato colpito dal paesaggio in fiore e dai molti sterrati: " L'organizzazione e il percorso sono all'altezza per
proporre nei prossimi anni una gara nazionale", ammette l'atleta, che ha disputato 8 campionati del mondo e
4 europei con la maglia azzurra, è campione italiano Marathon 2003 e numero uno nel ranking nazionale dal
2005 al 2007.
Johnny Cattaneo è stato in coda per metà percorso: " Volevo proprio godermi il paesaggio", dice, "ed è
davvero un itinerario alla portata di tutti, pur con salite impegnative. Mi candido per essere presente alla
gara e credo che allungando un po' l'itinerario si posa chiedere l'omologazione nazionale", aggiunge il
campione, ottavo al mondiale Marathon Dolomiti Superbike lo scorso anno e medaglia d'argento al
campionato italiano di cross country.
" Valido e tecnicamente completo con salite impegnative e discese veloci", definisce il percorso lungo Dimitri
Modesti, il campione di Cerro Veronese che ha trasmesso a Damiano Cunego la passione per la bicicletta.
" Ho fatto la categoria Elite per 12 anni, ora sono leader del circuito Master 1 e ho vinto le quattro gare
finora disputate. Conto di concludere con buon margine che mi permetta di partecipare alla Gran fondo Tre
valli", promette.
Collegati alla gara di settembre anche altri eventi importanti: il "Tre Valli Training", iniziativa, unica in Italia,
proposta in collaborazione con la facoltà di Scienze motorie di Verona, che ha come principale finalità quella
di mettere a disposizione di tutti gli appassionati di mountain bike alcune indicazioni utili per partecipare alla
gara al massimo delle proprie possibilità; la "Vetrina del biker" ha invece lo scopo di dare visibilità a tutti i
biker che che desiderano essere inseriti nel sito (p)Link Commenti (0) Storico Stampa
Di Marco Tenuti (del 02/01/2010 @ 14:34:21 in MTB, linkato 1531 volte)
Stamattina è andato in onda "Valpantena Overland 2" col pensiero rivolto al Pappataso ed al suo piccolo Edo, in stato febbricitante a causa dell'otite maldiagnosticata nei giorni scorsi. Era un'uscita a cui il Pappataso teneva molto, vuoi per la bellezza dell'uscita, vuoi per la pausa con soppressa, però abbiamo ritenuto opportuno non rimandare ulteriormente, ma dedicargli semplicemente l'uscita.
L'appuntamento dato al Bar Piocio di Marzana per le ore 9.30 ha consentito a tanti di allinearsi ai nastri di partenza. Vediamo subito di chi si tratta. Il Conte Savoia era ovviamente presente a fare gli onori di casa, poi il gruppo dei colognolesi con Matteo, il Radu e Michele Zenatti dal Pian di Castagnè. Tra i cittadini presente il Giando, l'Anonimo, Benito, Thomas Schleck Tommasi, il Pianista, Walter. Dall'ovest veronese anche oggi presente all'appello il Marangon della MTB veronese, Diego Bertani, ed un amico del team Golosine, con mezzo MTB Bertolo. Dal nord della vallata invece scendeva il buon Paolo Orlandi, che pochi minuti prima della partenza temeva la pioggia. Appena vedrò la foto di gruppo, verificherò di non aver dimenticato nessuno.
Dopo aver atteso qualche minuto per i ritardatari, ci siamo diretti in direzione nord, cercando di non disperdere le energie ed il tempo a disposizione, visto che più di qualcuno pretendeva un rientro a casa in tempo utile. Così il trasferimento avveniva fino a Stallavena lungo la provinciale interna, mentre l'ascesa verso Alcenago avveniva lungo l'asfalto per la Chiesa, cioè in direzione contraria alla Gran Fondo del Pandoro di una settimana fa.
Il gruppo però non disprezzava l'idea di percorrere quanto più sterrato possibile, così l'ascesa fino alla Chiesa avveniva lungo la carrareccia comunale, mentre da Capitello San Giuseppe a Coda si risaliva per la durissima Costeole, dove più di metà del gruppo è dovuto procedere a piedi, vista la pendenza proibitiva e soprattutto uno stato di forma non proprio smagliante per i più.
Da Coda fino a Sengie tratto di asfalto ad andatura molto contenuta e poi via con le danze verso il vaio del Boarol. Da qui ascesa verso i Fratoni con una mandria di vacche suonare per noi i campanacci e poi nuova discesa infangatissima verso le cave sotto località Saletti. Da qui nuova ascesa prima su terra battuta e poi su asfalto verso l'abitato di Giare col sottoscritto, il Pianista, il Radu e il Giando a chiudere il gruppo.
Foto di rito nel piazzale antistante la trattoria di Ponte di Veja e poi subito le prime defezioni, col Radu, Matteo e Michele Revolution che non possono permettersi la pausa panino. Il resto del gruppo, cioè eravamo ancora in 11, andavamo ad ordinare 6 panini con la soppressa, 3 col crudo, Walter optava per la bondola, mentre l'Anonimo controcorrente rinunciava al panino. Cocacola a tutti, qualcuno si permette anche un bicchiere di rosso, mentre alcuni chiudono in bellezza con la cedrata ed un caffé.
Dopo aver salutato Brumotti de Verona, di nuovo in sella, il Paolo Orlandi segue le indicazioni di Zenatti, così attraversiamo il Ponte di Veja, scattiamo qualche foto, ammiriamo le sculture di legno poco dopo il Ponte e scendiamo verso valle lungo il sentiero 257, nella direzione opposta a quella prevista per la futura Lessinia Legend 2010 in versione Extreme. Alcuni passaggi sono un po' tecnici e il fondo è a dir poco viscido, così molto prudentemente scendiamo dalla sella e di tanto in tanto perdiamo un po' di quota a piedi.
Guadiamo la valle senza trovare acqua e l'ascesa verso l'asfaltata Barozze-Bellori richiede una camminata di circa 300 metri, ma senza particolari patemi. Probabilmente anche a giugno questo tratto richiederà di dover scendere dalla bici per riuscire a passare dalla strada provinciale fino al Ponte di Veja, ma le temperature ed il fondo saranno sicuramente migliori rispetto a questi primi giorni di gennaio.
Il Paolo Orlandi devia a sinistra sul punto al 13% dell'asfalto per portarci a vedere la Falesia di Ceredo, con suggestiva foto al cartello dei divieti. Poi segue infine il rientro verso casa col gruppo abbastanza lanciato, che si sfalda ben presto in zona Reolto di Stallavena. Il sottoscritto all'altezza di Orè rinviene sul Michele Zenatti, in ritardo di almeno una mezz'ora sulla tabella di marcia, il quale stava procedendo molto lentamente con la sua bellissima Cannondale Scalpel, però col forcellino rotto. Per lui non c'era che da rimanere in attesa della moglie a bordo del pulmino per il traino fino a casa. Il sentiero 257 è stato fatale alla sua full.
In conclusione un'ottima escursione nell'alta Valpantena, però sicuramente non da tutti. Quasi tutte le salite affrontate hanno richiesto una grinta non da poco ed uno stato di forma che è ancora un po' prematuro ai primi di gennaio. Non escludiamo di riproporre il giro più avanti durante la stagione, magari quando saranno state superate le ostilità delle prime garette del 2010.
Di Marco Tenuti (del 25/04/2012 @ 14:34:16 in MTB, linkato 3426 volte)
Stamattina sveglia alle 6.20 per riuscire a combinare capra e cavoli, cioè cercare di andare a provare quanto più possibile del percorso della Lessinia Legend, versione Extreme 2012.
L'appuntamento al Ciao per le ore 7.00 - si, diconsi ore SETTE - è disatteso dall'Orlando e mi tocca andare a rimorchiarlo a casa sua. Appena entrato nel suo cortile scorgo la Maria de Notte pronta per partire, mentre Paolo sta ancora girando in mutande in giro per lo scantinato.
Finalmente alle 7.15 si parte e si fa un trasferimento veloce verso Montorio, passando per la Contea di Sezano, per vedere se il Conte era pronto a partire per Pozzomoretto, ma non lo abbiamo visto: forse stava ancora completando gli ultimi minuti dei canonici venticinque.
Da Montorio si sale a Pian di Castagnè praticamente in soupless, cioè con un tempo stimato in 22' compresa la contemplazione degli aculei di un'Istrice probabilmente travolta da un'automobile, mentre il nostro cammino verso San Rocco di Piegara procede sempre tra una ciacola e l'altra. Dopo aver avvisato tramite SMS il Papataso, che non ci saremmo fatti trovare alle Quattro Strade per le 8.30 entriamo sul percorso della Legend Extreme poco dopo San Rocco di Piegara e con leggero disappunto notiamo che la carrareccia è parecchio infangata, "no buono" per il resto della nostra ricognizione, ma dopo aver superato l'empasse iniziale riusciamo a pedalare speditamente in direzione San Mauro di Saline.
La scalata alla Chiesa di San Moro se ne va in scioltezza grazie alla leggerezza della Scalona e alla gamba molto fresca: solo che al bivio con la strada asfaltata, quando dovrebbe cominciare la discesa notiamo che non ci sono cartelli ad indicare il percorso. Sostanzialmente siamo ad un mese dalla gara e non ci sono ancora indicazioni del percorso.
Solo che lo zio Paolo, conosciuto anche come Paolo GPS, non si è preparato adeguatamente, non ha studiato per filo e per segno il percorso, i bivi, i single track e pertanto andiamo a sentimento, solo che dobbiamo aver sbagliato da subito la discesa verso Badia Calavena e siamo costretti a scendere più o meno per la strada asfaltata, dopo aver però pedalato una carrareccia piena di tornanti che documenteremo presto con la ricca traccia GPS.
Da Badia Calavena a Sant'Andrea non ci sono molti dubbi sul percorso: rimaniamo sulla costa occidentale della vallata e bypassiamo l'ascesa sterrata iniziale che dovrebbe portare alla strada che conduce a Campofontana. Superata di poco quota mille metri di altitudine scegliamo di scendere lungo un sentiero segnato, ma in realtà è una sterrata appena risistemata e molto ampia, che è senza dubbio il percorso di gara. Anche al bivio più avanti, scegliamo la rompifuoco verso monte, impastiamo con un po' di fango le ruote delle nostre bike, solo che ci inventiamo la discesa verso Giazza, imbucandoci in un sentiero dove la bici la si guida per niente e la si porta molto. Per fortuna che si sbuca all'attacco della Val Fraselle tra uno scalino ed un altro, dopo aver portato la bici a spalle per almeno 3-400 metri. Evidentemente la discesa da prendere era un po' prima, probabilmente in corrispondenza dell'indicazione "Passeggiate di Giazza".
A Giazza c'è solo il tempo per il refueling di acqua alla fontana del Pfaffen Marcante e poi dai 750 metri di quota attacchiamo il sentiero europeo E5 senza tanti se e senza tanti ma e tra una difficoltà e l'altra arriviamo su a quota 1200 metri, senza particolari patemi. L'Orlando se ne va su col suo passo, mentre il mio passo è tutta un'altra cosa rispetto al suo, insomma arranco, per non dire che "panteso". La Scalona con le ruasse Geax Aka gonfiati belli duri rimbalza sui maroccoli più grossi, ma non è che cambia molto se avessi avuto le altre ruote. Quando non c'è fiato, non c'è fiato e lo spunto per saltare gli ostacoli più impegnativi. Non rimane altro che mettere il piede a terra, tentare di ripartire o scendere dalla sella e spingere la bici.
Peccato che anche qui il team Bi@bike deve ancora passare per sistemare il percorso, ma il lavoro da fare è tanto e lungo. In più le precipitazioni degli ultimi giorni hanno complicato parecchio le cose smuovendo un sacco di materiale e fogliame, tale da rendere impraticabili circa 2-300 metri del sentiero. In cima però ci aspetta uno scenario incantevole caratterizzato da una sottile coltre nevosa caduta da poco, ma l'orologio è tiranno e non ci fermiamo a scattare foto.
In quota sopra al Parparo il cielo non è dei migliori e l'aria non è delle più tiepide, così Paolo mi fa dono di alcuni fogli di giornale per proteggermi l'addome e poi si decide di rientrare verso casa lungo la via più breve, cioè la Valle delle Sfingi, San Francesco, Valdiporro e Boscochiesanuova.
A Bosco Paolo mi saluta ed il rientro a Grezzana lo faccio in solitario, lanciandomi in picchiata lungo lo stradone che da Cerro Veronese passa per Rosaro e arriva direttamente a Stallavena, arrivando ai 75 km/h nei rettilinei più lunghi!
Che dire: il percorso della Lessinia Legend Extreme non c'è modo di provarlo tutto quanto in un solo colpo, come non era stato possibile provare l'Extreme dell'edizione 2010, ma ho tanto l'impressione che questo, nonostante i chilometri ridotti, sarà sicuramente più duro, ma non per questo meno suggestivo. Speriamo solo che gli organizzatori riescano quantomeno a mettere quante più indicazioni possibili del tracciato, soprattutto dell'inedito Extreme, mentre per i lavori di pulizia del Sentiero delle Gosse possono arrivare anche a qualche giorno prima, se il meteo insisterà per rovinarlo.
Il mio stato di forma non è ai livelli massimi, ma posso considerarmi contento di aver portato a casa una "barca di chilometri" (102,2 km) e un dislivello consistente (2220 metri), senza avere avuto particolari crisi sul finale, se non la stanchezza che cominciava a farsi sentire in cima al Parparo. Posso considerarlo un ottimo allenamento per i tre marathon che mi aspettano nel mese di maggio, cioè la Hubi Hard Marathon a Viverone, la Divinus Bike a Monteforte d'Alpone e la Lessinia Legend, se scioglierò a breve la mia riserva inviando l'iscrizione alla gara.
Ringrazio pubblicamente Paolo per aver scelto di accompagnarmi per l'intera giornata, nonostante la levataccia, lo ringrazio un po' meno per non aver assolto pienamente al suo ruolo istituzionale di condottiero, vista l'esperienza e la conoscenza di ogni traccia possibile ed immaginabile in Lessinia.
Di Marco Tenuti (del 30/05/2011 @ 14:33:11 in MTB, linkato 1420 volte)
Nonostante in questi giorni, ciclisticamente parlando, sia concentratissimo sulla Lessinia Legend, sia per il fatto che mi occupo in prima persona del sito internet della gara, che del fatto che la correrò con le mie gambe, dopo l'epica edizione dell'anno scorso con 3300 metri di dislivello e 124 km, non disdegno di dare un'occhiatina anche al prossimo evento che mi aspetta nel mio cammino "prestigioso" 2011.
Domenica 12 giugno all'Atestina Superbike sarà la mia prima volta da agonista nella provincia di Padova, visto che a Padova ho già macinato migliaia e migliaia di chilometri con la citybike dalla stazione fino all'ufficio in centro presso un mio cliente storico e prima ancora quando ero studente universitario.
Per la preparazione alla gara ho però un Cicerone d'eccezione, cioè il geologo della Concrete, il mio "collega" Daniele Brusadissese Brusarosco, in forza all'Adventure & Bike, che in queste settimane mi sta preparando psicologicamente al Muro del Pianto, ma non solo...
Ho notato sul forum di MTB-forum, precisamente in questo thread, che crazy75, al secolo Graziano Bettiol, deus ex machina di Presa 22, ha posto in evidenza che gli organizzatori premieranno l'atleta più pesante, predisponendo una bilancia poco dopo il traguardo, dove verranno pesati tutti coloro in odore di prosciutto. Insomma sarà proprio la volta che l'apparenza sarà sostanza e verrà pure premiata...
Complimenti pertanto agli organizzatori dell'Atestina Superbike, che si sono inventati una maniera per valorizzare anche chi fa molta più fatica dei motorini superleggeri che dominano la parte alta della classifica!
Di Marco Tenuti (del 27/12/2011 @ 14:30:13 in MTB, linkato 3733 volte)
Galleria dai contrasti cromatici molto indovinati quella del Conte Savoia. Soggetto è il gruppo misto di biker veronesi che ieri hanno risalita la dorsale tra la Valpantena e la Valpolicella da Marzana fino a Ponte di Veja.
Di Marco Tenuti (del 08/09/2010 @ 14:29:59 in MTB, linkato 1254 volte)
Qui in Sardegna stamattina son stato svegliato da un acquazzone poco
prima delle 6.00, che da subito è sembrato mettere in discussione l'uscita programmata con Rossano. Così mi son girato e riaddormentato un altro po', poi al suono della sveglia delle 7, ho fatto un po' di fatica ad alzarmi e mi son accordato via SMS con Rossano per un'uscita di un paio di ore. Nessuna colazione particolare, se non una brioscina confezionata e borraccia dimenticata sulla tavola in soggiorno...
Il mio rapido trasferimento verso il centro del paese è però accolto da una lieve pioggerella e all'incontro dei Rubinetti, Rossano si fa vivo via telefono per sapere sul da farsi. Senza indugi siamo partiti da Villasimius che piovigginava ancora, ma non abbiamo desistito verso la meta in programma.
Dopo un trasferimento "contro i mulini a vento" sull'asfalto della provinciale verso Castiadas, scalata al Monte Minnimini a quota 720 metri sul livello del mare lungo una sterrata abbastanza ripida nel bosco, ma protetta da una fitta vegetazione, che tiene lontano il vento e ci consente di salire rapidamente. In quota c'erano nuvoloni neri, raffiche di vento ai 60 km/h, tant'è che nel fare il cementone al 30% finale un colpo di vento mi ha pure impennato la bici per un momento.
Scorsa la guardia forestale che fa da vedetta antincendio nella sua torretta di avvistamento, ci siamo lasciare andare molto cautamente in discesa su una pietraia di almeno 4-5 km, che verso la fine si è trasformata in una larga carrareccia molto guidabile e divertente.
Oggi il mio cuore non ne voleva sapere di salire ed ho pure pagato
parecchie penalità, mettendo il piede a terra ripetutamente, più o
meno come il Papataso in compagnia del professor Giorgio nella discesa del Boarol. Al contrario Rossano saliva sulla pietraia al 25% come se fosse stato asfalto ed io dietro ad arrancare, poco per colpa del Racing Ralph a 2,5 atm e molto per colpa dello scarso manico del conducente. La temperatura, anche a quota 700 metri, era sempre molto gradevole, al contrario di Alcenago e dintorni, dove mi dicono esserci un "fredo beco".
Alla fine della fiera circa 850 metri di dislivello e 33 km a ritmo medio, senza particolari escursioni fuorisoglia.
Appena tornato a casa, doccetta e ricca colazione. Adesso aspettiamo che si apra il cielo per andare in spiaggia.
Di Marco Tenuti (del 19/08/2010 @ 14:22:06 in MTB, linkato 6832 volte)
Ieri, in compagnia dello "zio" Paolo Orlandi, io ed Enrico ci siamo posizionati abbastanza presto in mattinata al ponte di Bocca di Selva, pronti per una pedalata in Translessinia.
Onnipresente lo "zio" Orlando, che è arrivato in leggero ritardo all'appuntamento, ma poco male per lui, vista la sua gamba sempre vispa, tant'è che ci ha ripreso praticamente all'incrocio che porta al Rifugio Primaneve in cima al Monte Tomba.
Da lì in poi Enrico pedala di gusto in direzione Malga Lessinia, che rappresenta per noi la boa del nostro giro, non prima essersi fermati a Malga Costeggioli di Sotto, per consentire ad Enrico di mangiarsi una brioscina interlocutoria.
Per noi "adulti" invece solo un caffé e qualche macchiatone a Malga Lessinia, dove ci imbattiamo in Federico Birtele, in grande spolvero, dopo aver risalito l'intero vaio dell'Anguilla, camminando a piedi l'intero tratto molto accidentato al di sotto del Ponte sul Vaio dell'Anguilla e l'altrettanto angusto pezzo superiore, dove gli ultimi temporali estivi hanno rovinato di molto la mulattiera, generalmente percorribile anche in MTB.
Il Federico è tuttora in preparazione per i Campionati Italiani di Marathon MTB, in programma a Moena in Valdifassa per il 12 settembre.
Il ritorno verso il Monte Tomba lo facciamo sempre a velocità bella spedita, grazie di tanto in tanto al Family Assist garantito da Enrico sia dal papà Marco che dallo zio Paolo. In questo modo i circa 200 metri di dislivello che separano Malga Lessinia dalla cima del Monte Tomba, per Enrico non rappresentano affatto un ostacolo e così guadagniamo il nostro panetto col salame e formaio con buon appetito.
Perfino un incontro ravvicinato con le marmotte in Lessinia ci consente di scattare alcuni scatti fotografici, già postati su Facebook.
Di Marco Tenuti (del 25/11/2009 @ 14:19:56 in viaggi, linkato 15899 volte)
In questi giorni a casa mia fervono i preparativi per la partenza verso il Sudamerica.
E' chiaro che la parola giusta è evidentemente "valigie", ma vi ricordo e ricordo soprattutto a me stesso la semplice regola grammaticale che stabilisce com'è il plurale delle parole che al singolare finisco per cia o gia.
"Se la c e la g sono precedute da una vocale (ad esempio ciliegia, camicia, fiducia), il plurale si forma con la i, mentre se sono precedute da una consonante (come invece pioggia, pancia, pronuncia), il plurale si forma senza la i".
Aggiungo inoltre un utilissimo link verso un articolo sul sito dell'Accademia della Crusca:
Per la gioia dell'Anonimo Turnover l'articolo conclude sostenendo che ormai sono di uso comune anche le "versioni errate" delle parole:
"La cosa migliore da fare è controllare i plurali difficili sul vocabolario. Oltre a indicarvi la forma giusta, esso avverte che, accanto ai plurali considerati corretti, anche forme come ciliege, valige, e provincie sono ormai usate e largamente accettate."
It's the quiet ones you need to watch. Bisogna fare attenzione a quelli tranquilli. Chi si nota poco è forse più 'pericoloso' degli estroversi.
Ignorance is bliss. L'ignoranza è benedetta. Non essere a conoscenza di fatti migliora la qualitá della vita.
Don't put off until tomorrow what you can do today. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.
Time is money. Il tempo è denaro.
Being busy as a bee. Essere indaffarati come un'ape. Si dice quando si è impegnatissimi.
Having butterflies in the stomach. Avere farfalle nello stomaco. Per descrivere nervosismo.
Jump out of the skin. Saltare al di fuori dalla pelle. Per descrivere un grosso spavento.
It's only a storm in a teacup. E' solo una tempesta in una tazza di thé. Non è niente di cui preoccuparsi.
Blowing your own trumpet. Suonare la propria tromba.
Lodarsi, dicendo a tutti di come si è bravi a fare qualcosa.
To drink like a fish. Bere come un pesce. Usato per descrivere chi beve alcoolici in grande quantitá.
Sitting on the fence. Stare seduti sul recinto.
Non prendere le parti di nessuno.
To be a chip off the old block.
Essere una scheggia del vecchio blocco di legno.
Tale padre tale figlio.
The grass is always greener on the other side.
L'erba è sempre piú verde dall'altro lato dello steccato.
L'erba del vicino è sempre piú verde.
It's raining cats and dogs. Sta piovendo gatti e cani. Sta piovendo molto forte.
Four seasons in one day. Quattro stagioni in un giorno.
Usato per descrivere un tempo molto variabile.
Caught between a rock and a hard place. Intrappolato tra una roccia ed una superficie dura. Trovarsi tra l'incudine ed il martello.
A piece of cake. Una fetta di torta. Usato per descrivere qualcosa veramente facile da fare.
Too many cooks spoil the broth. Troppi cuochi rovinano il brodo. Usato per descrivere l'effetto negativo di troppe persone che cercano di aiutare.
A dog is a man's best friend. Il cane è il migliore amico dell'uomo.
Chalk and cheese. Gesso e formaggio. Si dice di due persone di caratteristiche diametralmente opposte.
So close yet so far. Cosí vicino eppure ancora lontano. Quando si è vicini a raggiungere un qualcosa che poi sfugge all'ultimo minuto.
Red sky at night, sheperd's delight. Rosso di sera, fa il pastore contento. Rosso di sera, bel tempo si spera.
Early bird catches the worm. L'uccello mattiniero acchiappa il verme. Chi dorme non piglia pesci.
A rolling stone gathers no moss. Sulla pietra che rotola non si accumula muschio. Usato per descrivere i benefici di essere sempre in movimento, attivi.
Three times a bridesmaid never a bride. Tre volte damigella d'onore mai sposa. Fare la damigella d'onore per la terza volta porta sfortuna alle ragazze che vogliono sposarsi.
A stitch in time, saves nine. Un punto adesso ne risparmia nove dopo.
A change is as good as a rest. Un cambiamento fa bene quanto il riposo.
What goes up must come down. Ció che va sú deve tornare giú. Specialmente riguardo il mercato azionario.
Two is company, three is a crowd. Due è compagnia, tre è sovraffollato. In due si sta bene, in tre uno è di troppo.
Great minds think alike. Grandi menti pensano allo stesso modo. Usato per complimentarsi a vicenda quando due persone dicono la stessa cosa.
Variety is the spice of life. La varietà è la spezia della vita. Per descrivere i benefici di una vita piena di interessi.
Fools rarely differ. Stupidi raramente sono in disaccordo.
Blood is thicker than water. Il sangue è più denso dell'acqua. I rapporti familiari sono i piú importanti.
Beauty is in the eye of the beholder. La bellezza è nell'occhio di chi guarda.
E' bello ciò che piace.
Better the devil you know. E' meglio il diavolo che conosci. Si prendono meno rischi con un 'pericolo' che si conosce piuttosto che con qualcosa di sconosciuto.
The world is your oyster. Il mondo è la tua ostrica. Il mondo ti offre possibilitá e dipende da te approfittarne.
It takes two to tango. Bisogna essere in due per ballare il tango. Usato per dire che per far funzionare qualcosa entrambe le parti devono darsi da fare.
Being all ears. Essere tutto orecchi.
Home Sweet Home. Casa dolce casa.
Leaving no stone unturned. Guardare sotto tutte le pietre. Controllare dappertutto.
Silence is golden. Il silenzio è dorato. Descrive quanto si apprezza il silenzio.
Every cloud has a silver lining. Ogni nuvola ha un bordo argentato. Ogni avversitá ha un aspetto positivo.
Red sky in the morning, sailor's warning. Rosso di mattina, desta l'allarme per il marinaio.
Rosso di mattina, brutto tempo s'avvicina.
Horses for courses. Cavalli per ippodromi. Ogni 'cavallo' è adatto a particolari 'ippodromi'.
Have your cake and eat it. Avere la torta e mangiarla. Avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Keep up with the Joneses. Stare al passo con i Jones. Quando si cerca di rivaleggiare con i vicini in tema di traguardi materialistici.
Age before beauty. Etá prima della bellezza. Usato quando ironicamente si vuole far passare qualcuno piú anziano.
To rob Peter to pay Paul. Rubare a Peter per pagare Paul.
A picture says a thousand words. Un'immagine vale mille parole.
Don't shoot the messenger. Non sparate al messaggiero. Ambasciator non porta pena.
Once bitten, twice shy. Punto una volta, timido la seconda. Sbagliando si impara.
To put the cart before the horses. Mettere il carro davanti ai cavalli. Mettere il carro davanti ai buoi.
First come, first served. Primo arrivato, primo servito.
There's no smoke without a fire. Non c'è fumo senza il fuoco.
It's grim up north. E' deprimente al nord.
An Englishman's home is his castle. La casa dell'Inglese è il suo castello.
There's no place like home. Non c'è alcun luogo caro come casa.
Love is blind. L'amore è cieco.
A diamond is a girl's best friend. Un diamante è il miglior amico di una ragazza.
Pubblicitá usata dai gioiellieri.
Being sent to Coventry. Essere mandato a Coventry. Essere ostracizzato da tutti.
Burn the midnight oil. Bruciare l'olio della mezzanotte. Lavorare fino a notte tarda.
Burn the candle at both ends.
Bruciare la candela da entrambe le estremitá.
Quando si lavora troppo.
As mad as a hatter. Matto come un cappellaio. Nel passato i cappellai usavano sostanze chimiche che causavano problemi mentali dopo anni di lavoro.
Dogs are not just for Christmas. I cani non sono solo per Natale.
Campagna pubblicitaria per evitare che cuccioli siano regalati a Natale e abbandonati quando cresciuti.
Di Marco Tenuti (del 12/03/2012 @ 14:16:32 in MTB, linkato 1896 volte)
Ho trovato questo articolo sul sito 29 29pollici.com, senza dubbio il sito più aggiornato di novità e rumours al riguardo delle ruotone grasse.
Fino ad ora non aveva mai convinto alcuno il "no comment" proveniente da Bad Urach circa la disponibilità di una forcella da 29 pollici, nonostante alcuni buoni prodotti già presenti sul mercato.
La scoperta avviene tramite una nuova bici messa a disposizione di Gerhard Kerschbaumer, l'astro nascente altoatesino del cross country. La bici di Gerhard è una Bianchi Methanol 29SL e mostra un eloquente prodotto Magura nel reparto anteriore: trattasi di un prototipo praticamente prossimo ad essere messo sul mercato - a giudicare dalla grafica pressoché definitiva.
La forcella da 29 pollici parrebbe avere un'escursione da 100 millimetri e dotata di perno passante. Come si intuisce nella foto la bici è dotata di ruote Fulcrum Red Metal 29 XL e freni Magura, probabilmente una versione personalizzata coi colori Bianchi degli SL8. Anche i dischi dei freni sono gli ultimi Storm SL di familiare conoscenza per il sottoscritto.
A questo punto la scelta diventa a tre per il top di gamma della sospensione anteriore per le bici da 29, Rock Shox SID, DT Swiss XMM100 e Magura Durin 29.
Di Marco Tenuti (del 02/07/2010 @ 14:11:59 in MTB, linkato 1206 volte)
Vista stamattina la foto della Scott Addict versione 2011. Sembra che cambi anche la denominazione del modello. Basta le sigle inizianti per R, ma ora il modello di punta sembra avere la sigla F01.
A giudicare dalla foto sembra anche che il tubo verticale posteriore non sia più dritto, ma forse è il caso di rimediare una foto a risoluzione maggiore o qualche altra foto scattata con un'altra angolazione. Maggiori dettagli prossimamente.
Di Marco Tenuti (del 14/05/2011 @ 14:10:43 in MTB, linkato 1361 volte)
Stamattina doveva essere una sveglia molto mattiniera per andare a provare il marathon completo della Lessinia Legend 2011, invece, dopo una rapida consultazione via SMS, io, il Radu e Simone abbandonavamo l'idea di salire su a Velo Veronese, in favore di un test in zona collinare sui percorsi della Divinus Bike.
Pertanto mi sono aggregato al Conte Savoia, il cui appuntamento era per le ore 8.00 alla rotonda di Montorio, dove si facevano trovare anche Federico Recla e l'Anonimo Turnover. Partiti lievemente in ritardo, puntiamo a tutta in direzione Soave, dove ci scappa la pausa caffé. Poi rapido trasferimento nella piazza a Monteforte d'Alpone, dove troviamo gli amici villafranchesi dei Fortiataola.
Il test della Divinus Bike viene interrotto dopo una decina di chilometri per "impraticabilità", in direzione Mirabello e Bastia. Fango ovunque: sono bastati 300 metri di una carrareccia per mettere completamente KO le nostre bici, ruote da 26 o da 29 che fossero...
Dopo aver rimosso quanto più fango possibile, siamo tornati sui nostri passi e deviando solo in prossimità delle ultime discese, siamo scesi sui cementoni tipici della Divinus Bike, battendo in ritirata nella via centrale di Monteforte d'Alpone, per un prosecchino, qualche patatina e qualche fetta di mortadella.
Infine sosta tecnica in via Pontesello per ulteriore refueling di Moretti e Cocacola.
Nella foto qui sotto mi vedete in sella al mezzo del Giangian, un attrezzo abbastanza simile a quello che ho nella mia mente...
Ieri brillante idea per la famiglia Marcante che va a farsi un giro in bici, puntando a piazza Bra come boa per il ritorno.
Si parte da Quinto e si decide subito di evitare il traffico intenso di via Valpantena, preferendo così il variegato percorso che da Quinto, passa per Vendri, Nesente, Novaglie e poi San Felice Extra.
Da lì in poi ci vuole un po' di accortezza nelle vie da Porta Vescovo fino alla Bra, ma Enrico trova vigore e confidenza nei segnali stradali e nei genitori che lo accompagnano, mentre Alice è bravissima nel stare tranquilla nel seggiolino e godersi tutto quello che la circonda.
L'obiettivo è quello di raggiungere il Povia per consumare un panzerotto, ma scopriamo una volta di fronte che il bar/pasticcieria è chiuso al martedì e non ci rimane che ripiegare su un kebab in via Leoncino.
Poco male perché il kebab è abbondante e gustoso e riesce a mangiare l'intera famiglia!
Il ritorno dalle vie del centro è fatto sempre ad un'andatura turistica e giungiamo presto in via XX Settembre. Da Porta Vescovo in poi decidiamo di seguire in toto la pista ciclabile, che arriva quasi a San Felice Extra: una bella novità per chi non si sente molto sicuro in mezzo alle macchine e agli scooter!
I chilometri cominciano a farsi sentire per i poco allenati in famiglia e la direzione decide che sia papà Marco ad allungare il passo da San Felice verso Quinto in solitario con la sua Scott in carbonio e vada a prendere la macchina, su cui caricare l'intera famiglia, che non se la sente di affrontare la salitella di Vendri.
Il risultato finale è che papà Marco quella salitella di 5 km se la fa due volte, perché, una volta portata la 307 a San Felice Extra, pensa che forse non è il caso di stare a caricare la bici di mamma Elisa in macchina, ma tanto vale farsi nuovamente quei 5 km a bordo del "cancello" della Chesini!
Di Marco Tenuti (del 09/01/2010 @ 14:07:55 in MTB, linkato 1257 volte)
Che il tempo previsto per la giornata di oggi non fosse dei migliori, non era assolutamente una novità. E ce ne siamo presi tutte le nostre responsabilità fino in fondo... se c'è da bagnarsi, andiamoci incontro!
Ieri sera in chat al Pappataso avevo scritto che secondo le mie stime cabalistiche verso le 10.30 si sarebbe messo a piovere e guarda caso proprio a quell'ora, quando ormai eravamo a Roverè Veronese e a San Vitale, cominciavano le prime gocce.
Per me stamattina non c'è molto da dire, visto che la mia risalita per la Pissarotta è stata abbastanza sofferta, da vera e propria "ultima rua del carro", ma quando la condizione fisica è ancora lontana ed il porco è ancora bello grasso, non c'è tanto da pretendere da se stessi. C'è solo da starsene tranquilli in coda al gruppo e resistere, sperando nella pietà di quelli davanti, che capiscono che sei in difficoltà e vengono ogni tanto a vedere se sei ancora vivo.
Tutto sommato son arrivato in cima alla Pissarotta relativamente sano, previlegiando sempre una pedalata rotonda, ma mai forzata o troppo dura, come dovrebbe essere in questo periodo della stagione.
Tra Roverè Veronese e San Vitale infine l'invitante profumo del burro e delle paste fuoriesce dal forno Bonomi e ti verrebbe voglia di fare sosta...
Si sa però che le tentazioni esistono apposta per cercare di evitarle, così non badiamo molto, perché il GPM di giornata è avanti a 200 metri.
Da lì in poi la giornata, che si era difesa abbastanza bene, si trasforma in un qualcosa di prorompente, dove la natura prende completamente il sopravvento e noi veleggiamo sulle nostre tavole da surf, liberi più che mai nella natura più indomita.
Anche oggi comunque il risultato lo abbiamo portato a casa. Ho fatto una bella pedalata di tre ore, quasi sempre a livello medio, dove conto di aver bruciato parecchi grassi.
Di Marco Tenuti (del 13/08/2011 @ 14:05:45 in MTB, linkato 1047 volte)
In questa settimana di ferie dal lavoro, ho potuto conciliare molto bene i miei impegni extralavorativi, cioè la bici e la famiglia. I ritmi ed i tempi sono dettati da Tommaso, il quale inanella sempre una pausa di almeno 3 ore tra la poppata di primo mattino e quella successiva. In questi frangenti tutta la ciurma a casa dorme ed io posso scorrazzare liberamene per la provincia veronese in BDC o in MTB, in solitario o in compagnia di qualche pazzo che accetta il mio invito ad uscire prestissimo al mattino.
Ho cominciato lunedì e martedì mattina con un paio di giri in bici da strada sul lago in solitario, con partenza assolutamente anticipata rispetto ai soliti orari. Partire poco prima delle 7.00 significa non trovare molte macchine in giro e zero ciclisti sulle ciclabili, pertanto si può fare una buona media, come quella che è effettivamente venuta fuori.
Lunedì mattina è stato un "mordi e fuggi" fino a Lazise in due ore secche, mentre martedì mattina mi sono concesso una Torri-Bivio, che ho avuto la fortuna di scalare con un paio di amatori della Highroadbike di Peschiera del Garda, i primi ciclisti "agonisti" incontrati a Torri del Benaco verso le 8.15. Il loro ritmo era buono ed assolutamente alla mia altezza, tanto che ne è uscito un 24'28", senza assolutamente forzare, segno che la mia condizione fisica, nonostante un extrapeso indesiderato per il periodo della stagione, è interessante. Alla fine son venuti 100 km in poco più di 3 ore, con una media dei 31,3 km/h, che è record per le statistiche dell'Anonimo Turnover.
Mercoledì è stata la volta della notturna col PFC, di cui ha già scritto tutto il Papataso sul suo blog. Anche qua circa 47 km con alcuni pezzi di cross country, grazie all'andata e ritorno in bici da Quinto col zio Paolo. Unica nota stonata della serata la mia prima ed unica rottura della catena, dovuta ad una cambiata davvero gagliarda, in cui la KMC SL 10v non ha retto alla richiesta del comando rotante. In compenso il giro pizza è sempre stato sublime.
Giovedì invece riposo totale con l'XC della Greola a Monte Comun, mentre venerdì ho optato per un giro mattutino fino a Passo Fittanze, passando per il Bivio del Pidocchio in compagnia di Paolo. Essendo partiti molto presto da Grezzana - erano le 7.20 - siamo i primi ciclisti a scollinare in quota ed ad accaparrarci il famoso tortino di mele. Questo giro al confine della provincia di Trento è seguito sempre all'XC della Greola a Monte Comun, in cui ho cercato di contenere un po' la mia fame di carne di maiale...
Ed infine il Gran Tour della Lessinia stamattina con parte del PFC, il Revolution Team, alcuni Todesco ed altri aggregati tra cui alcuni del team Bcicli di Belloni, compreso Massimiliano, che è venuto praticamente con una bici che assomiglia molto alla "mia" Scalona: la sua bici è la prima Scale da 29 col telaio da 949 grammi che vedo personalmente in circolazione. Il resto della bici è montato tutto SRAM XX, a parte i freni, cioè un set di Magura Marta SL colore rosso e nero: è praticamente la mia bici!
Domani non escludo un altro giro del tortino sempre a Passo Fittanze, con partenza molto anticipata ed arrivo in valle sempre "bonorìo". Forse si chiude a quota 419 km totali nella settimana, un bel chilometraggio per il Marcante in ferie.
Di Marco Tenuti (del 07/09/2011 @ 14:05:39 in hitech, linkato 3011 volte)
Sono solo pochi mesi che siamo passati al digitale terrestre (DVB-T) in parecchie regioni italiane, mentre i contenuti FullHD, cioè in 1080p ancora scarseggiano tra l'offerta dei pochi propositori della scena italiana, ma i giapponesi non stanno certo con le mani in mano, visto che ci mangiano con queste cose ipertecnologiche, e continuano a sfornare versioni prototipali di display a risoluzioni molto più spinte di quelle del FullHD (1920x1080 pixel), cioè all'incirca 2 Mpixel.
La cosa più sensata sarebbe quella di raddoppiare il numero di pixel sia in orizzontale che in verticale, la Quad Full High Definition (QFHD), passando così a 3840x2160 pixel (tra gli addetti è conosciuto anche come 4K2K), ma evidentemente questa è già acqua passata. Gli ultimi product demo mostrano un fattore 4x sia nella direzione orizzontale che verticale e cioè 7680x4320 pixel (8K4K), cioè qualcosa come 32 Mpixel, standard col nome commerciale di Super Hi-Vision, mentre l'equivalente segnale broadcast televisivo è contrassegnato dalla sigla UHDTV (Ultra High Definition Television).
Il problema non è pertanto mai la tecnologia dei dispositivi di acquisizione o di proiezione, che arrivano così ad eguagliare la percezione visiva dell'occhio umano, se non addirittura la superano, ma piuttosto quello dei contenuti già archiviati, oltre che la larga banda, visto che ce ne vuole davvero tanta per veicolare tanti pixel in movimento, quindi la cosa la vedo da subito particolarmente critica in Italia, visto che lo pseudomonopolista delle telecomunicazioni - Telecom Italia - i governi e le amministrazioni locali fanno molto poco in questa direzione.
Sharp nelle ultime fiere mondiali ha mostrato il suo DirectView LCD, dove l'unico modo per rendersi vagamente conto di cosa stiamo parlano è quello di zoomare su qualche particolare di un videoclip e vedere che non si distingue il pixel e la nitidezza è sublime.
Anche Apple ha capito da tempo che una parte del futuro tecnologico si gioca nel dominio della risoluzione visiva o spaziale, più che in quella temporale, ed infatti i vari Retina Display, prima su iPhone e tra un po' su iPad 3 e più avanti nei display dei computer Mac spingeranno avanti sensibilmente questo aspetto tecnologico, dove l'utente apprezza immediamente il salto in avanti rispetto al passato.
Su Tom's Hardware trovate in lingua inglese un articolo di quanto è stato presentato all'IFA 2011 di Berlino, ma un po' tutti i siti di news tecnologiche ne parlano in questi giorni, compreso Macity.
Arriva in .NET Framework 4.5 la possibilità di scrivere codice molto più compatto nella gestione di codice asincrono grazie alle keyword async e await.
Questa novità sarà disponibile per C# 5.0 e per VB 11, dentro Visual Studio .NET 2012.
async void OpenWebPage()
{
WebClient client = new WebClient();
string html = await client.DownloadStringTaskAsync(new Uri("http://www.tencas.com/blog"));
this.content.Text = html;
}
Prima invece eravate più o meno costretti a scrivere due funzioni e a ricorrere ad un handler per la gestione dell'evento asincrono. In realtà è la TPL (Task Parallel Library) a farsi carico dello sdoppiamento del corpo dell'unica funzione in due funzioni separate, ma meno codice si scrive e più tempo si ha per altre cose.
Di Marco Tenuti (del 10/08/2011 @ 14:04:17 in MTB, linkato 1361 volte)
Riprendo dal blog del Pezzo il video girato da Tommasi Senior in quel di Egna-Ora e Molina di Fiemme in veste di accompagnatore dei figli in gara alla Vecia Ferovia 2011.
Questa gara rimane per il sottoscritto sempre una delle gare meglio organizzate, nonostante la difficoltà oggettiva data da una gara point-to-point, però l'ascesa da Egna fino a Passo San Lugano è a tutti gli effetti la quint'essenza del ciclismo, cioè la spinta massima sui pedali ed il cuore a tutta, mentre si abbandona la valle in favore della montagna alpina.
Qualche giorno fa sono rimasto sbalordito quando ho scoperto che l'estremità finale di una frusta, ovviamente agitata con vigore, è in grado di oltrepassare la velocità del suono e quindi il rumore secco di schiocco che si sente non è altro che il bang sonico della punta.
Solo che la cosa mi sorprende ancora non poco e cioè che con un movimento "umano" si riesca a generare una velocità di 1236 km/h, cioè circa 340 metri al secondo, Mach 1!
Per carità: anche certe bordate di certi calciatori riescono a superare i 100 km/h, mentre le legnate dei tennisti professionisti vanno oltre i 200 km/h, alché mi viene da pensare che essi abbiano braccia bioniche per arrivare a tanto, ma il trucco è tutto sommato molto semplice ed è LA CONSERVAZIONE DELL'ENERGIA CINETICA, anche se basterebbe la conservazione della quantità di moto, ammettendo un urto completamente elastico, cosa che non è assolutamente vera.
Una buona parte dell'energia cinetica che eroghiamo con la muscolatura della gamba "calciante" o col braccio che impugna la racchetta si trasmette al pallone o alla pallina da tennis.
Stessa cosa succede con la frusta. Su Wikipedia è indicata, appunto, la formula che indica l'energia a partire da massa e velocità, solo che qualcuno ha preferito fare qualche conticino, cioè l'utente dal nickname beorn sul questo thread.
Riporto per completezza l'intero post di beorn, dove arriva alla conclusione che 0,3 grammi per il peso della punta che supererebbe la velocità del suono sarebbero davvero poco.
Allora cerchiamo di ragionare un attimo su cosa sia il fenomeno del bang ultrasonico. Il suono si propaga nei liquidi, nei solidi e nei gas. La propagazione avviene perchè le molecole dei componenti vibrano, e nel caso dei fluidi si muovono proprio formando delle onde di pressione. La velocità di propagazione del suono è direttamente relazionata alla velocità con cui si muovono queste molecole. Infatti più il fluido è rarefatto e freddo minore è la velocità del suono, più è compresso e caldo maggiore è la velocità.
Infatti in acqua la velocità del suono è molto elevata, nelle zone alte dell'atmosfera è molto bassa fino a diventare nulla quando si esce dall'atmosfera terrestre.
Ora pensiamo ad un oggetto che si muove in un fluido, se le molecole del fluido hanno una velocità maggiore dell'oggetto questo ultimo passa indisturbato perchè è come se le particelle lo evitassero dato che sono molto più veloci. Se invece la velocità dell'oggetto è paragonabile a quella delle molecole del fluido queste invece cozzano contro l'oggetto e si accumulano sulla parte anteriore. Il fatto che si accumulano significa che si comprimono, ovvero cambia la pressione, e si genera quindi un rumore. In pratica è come se il bang fosse causato da una grossa quantità di molecole che sbattono sull'oggetto.
E' ovvio quindi che più è rarefatto il fluido più facilmente sarà facile avere il bang, anche se sarà di intensità minore.
Perchè la velocità delle molecole è bassa (nel caso di liquidi e solidi dovete vederla come vibrazione, poi vabbe nei solidi non esiste nemmeno il concetto di attraversamento di un oggetto solido in un solido ) e quindi a velocità minori si possono far cozzare contro l'oggetto creando il rumore.
Per cui data questa spiegazione,almeno di quanto ho capito io di come avviene il bang sonico, un battito di mani non produce un bang sonico perchè le mani non si muovono più velocemente delle particelle d'aria, il rumore è prodotto solo dalla pressione che esercitiamo cosi come la possiamo esercitare su di un qualsiasi oggetto solido, tipo battendo un tamburo o dando un pugno nel muro.
Sono vibrazioni che trasmettiamo con il movimento.
Per quanto riguarda la frusta bisognerebbe fare dei calcoli, se è vero che effettivamente la punta si muove a velocità prossime a quelle del suono nell'aria (300 m/s), ma cosi senza dati alla mano mi pare una cosa strana che un movimento di 30 cm/s (movimento della frusta ) diventi per diminuzione di massa e conservazione dell'energia cinetica di 300/m.
Facciamoci 2 conti un attimo.
Supponiamo che la massa sia 1kg ed il movimento iniziale sia di 30 cm/s.
Quindi l'energia cinetica è :
E=0.5 mv2=0.5*1kg*(0.30m)2=0.045 ;
Se invece deve raggiungere la velocità di 300m/s, deve avvenire che : m=2E/v2=3 E-04 kg, quindi la punta dovrebbe pesare circa 3 decimi di grammo.
La punta di una frusta pesa davvero cosi poco? 3 decimi di grammo sono davvero molto pochi.
Tutto ormai pronto a Cupertino per il lancio definitivo sul mercato di Lion, la nuova versione di OS X. Numerata anche come la 10.7, segue appunto Snow Leopard, arrivata alla 10.6.8, come suo ultimo update rilasciato.
La Apple, per l'evenienza, lancerà anche una quantità di aggiornamenti hardware non indifferente, cioè aggiornerà un po' tutta la linea attuale, dai MacBook ai MacPro passando anche per il Mac mini - badate bene che si mini si scrive in minuscolo.
E' su quest'ultimo che io sto concentrando le mie attenzioni. Dopo anni e anni di attesa e di pazienza, ho deciso che è il momento di aggiornare il mio hardware Apple, sostituendo il mio Mac mini basato su PowerPC G4 a 1,25 GHz, in favore di una nuova macchina con processore Intel, probabilmente un core Sandybridge, stando alle indiscrezioni che girano sulla rete ormai da mesi.
Per maggiori dettagli leggete pure questo articolo su Macity.
Non è una novità che Skype sia stata acquisita a suo tempo da Microsoft. Solo che da allora non mi pare che questa acquisizione commerciale abbia giovato dal punto di vista tecnico all'applicazione estone.
Tutti si sarebbero aspettati un'evoluzione dell'applicazione sia come funzionalità che come performance ed invece pare che siamo andati indietro invece che avanti.
Infatti rimango allibito quando apro il Task Manager di Windows Vista e scopro che il processo di Skype si sta allocando per i fatti suoi ben 49 MB, semplicemente per essere pronto a rispondere a dei testi in chat ed eventualmente a qualche chiamata audio!
Di Marco Tenuti (del 01/01/2010 @ 13:55:36 in MTB, linkato 1525 volte)
A grande richiesta ecco la traccia GPX della seconda edizione della Gran Fondo del Pandoro.
Tracciato dal buon Paolo Orlandi, di cui ieri mi son sentito in dovere di scrivere un tributo per l'apporto dato per tutto il 2009, il percorso è stato registrato col suo Garmin Forerunner, praticamente sempre in funzione sulla leva della sua RockRider.
Il percorso parte da Stallavena e sale subito in direzione Basalovo, deviando poco prima verso Balzare e Corte Scìopeti e scendendo rapidamente su uno sterrato abbastanza infangato verso contrada Torre, con tanto di attraverso del guado del vaio del Strozzinar.
Da contrada Torre si raggiunge contrada Mulini su asfalto e da Mulini ci si muove dentro il vaio Bosemai, affrontando anzitutto un pezzo erboso molto suggestivo e poi alcune rampe molto ripide poco sotto contrada Chiesa in corrispondenza della palestra rocciosa di mototrial. Da questa si risale per un altro pezzo abbastanza tecnico nel campo Costa, dove si riprende l'asfalto procedendo verso curva delle Oliare e contrada Vigo.
All'incrocio su asfalto con la strada provinciale, si svolta a sinistra fino alla curva del Gioacca, perdendo circa 30 metri di dislivello e risalendo verso Salvalaio su un pezzo cementato per pochi metri. Appena finito il tratto di cemento, si svolta a destra sulla carrareccia più ripida, dove segue all'incirca un chilometro di percorso abbastanza ripido ed altrettanto tecnico, che termina a circa 600 metri dalla sella di Sette Fonghi.
A soli 100 metri da Sette Fonghi si prende la strada senza uscita verso Monte Comun. Una piccola variante a destra una volta arrivati sull'altopiano, passando a fianco delle prime abitazioni e poi si punta verso il monumento ai caduti proprio in prossimità del punto più alto in assoluto di Monte Comun.
Da qui si prende la discesa sul sentiero E5 e si tiene la sinistra al primo bivio e si lascia sulla destra Casa Noa. Si scende ulteriormente in picchiata una carrareccia intervallata da grosse canalette. Appena si incrocia l'asfalto si svolta a destra e si scende fino a Chieve, dove si imbocca la strada comunale verso contrada Saline e si valica a Passo Fiamene.
Dal capitello si scende direttamente a Sengie, passando dentro il maneggio Brunelli e poco sopra la contrada si svolta a destra su asfalto fino a Coda perdendo leggermente quota. Lasciata la contrada, si svolta a sinistra verso Lago e dopo 200 metri si imbocca la carrareccia di Costeole, dove si scende molto rapidamente al capitello di San Giuseppe e arrivando quasi a sfiorare la prima parte del percorso.
Da qui si raggiungerà la contrada Chiesa di Alcenago su asfalto e si scende verso Stallavena lungo la carrareccia comunale che inizia proprio sul sagrato. Il ritorno a Stallavena è fatto sull'asfalto.
Qui potete trovare il file KML compresso in un file ZIP (19 KB), che potete aprire comodamente con Google Earth o altri software di navigazione o consultazione di tracce GPS.
Di Marco Tenuti (del 27/04/2009 @ 13:54:56 in MTB, linkato 1462 volte)
Non mi sono sottratto sabato e domenica dall'aver diffuso ai quattro venti la notizia dell'incidente occorso all'amico che io considero "cintura nera" della MTB, l'Andrea Pezzo, conosciuto a più anche come il Pappataso. Pertanto eccomi a ricordarlo qui sul mio blog, in modo da estendere ulteriormente l'informazione a tutti i visitatori del mio blog. Ieri lungo il percorso della Gran Fondo Paola Pezzo non si faceva altro che parlare di questo e chi non sapeva ancora, chiedeva quale fosse il pettorale del Pappataso.
Sabato scorso Andrea è caduto nel tentativo di uscire da una canaletta ed è caduto rovinosamente a terra battendo con la spalla e rompendosi la clavicola. Questa la diagnosi completa: "Frattura estremità distale clavicola destra, viene applicato un bendaggio rigido a Y per 30 giorni. escoriezioni multiple coscia e gamba destra.".
L'enorme network di contatti e conoscenze attorno al "begnamino" di Colognola ai Colli - è innegabile che il suo blog è uno dei cardini attorno a cui gravita ormai il ciclismo amatoriale veronese - ha fatto sì che nel giro di poco tutti sapessero del misfatto e che cioè la sua coccolatissima Rigidona lo avesse tradito, proprio durante il suo svezzamento; solo che il dubbio insinuato da più di qualcuno - come si legge su L'Arena di oggi nell'editoriale del suo redattore - sembra distogliere l'attenzione dal mezzo e puntare invece il dito sul suo cavaliere.
Certo è che le leggi della meccanica - nell'idea di migliorare quanto più possibile l'asservimento del contatto a terra - remano contro qualsiasi tipo di bici priva di sistemi di ammortizzazione e assorbimento. Insomma una bicicletta front o una full dovrebbe in teoria consentire anche ai meno capaci di riuscire a superare abbastanza agevolmente i più comuni ostacoli dei percorsi MTB, cosa che invece non si può dire sempre di una bicicletta rigida quale è appunto la Rigidona o il Ducatone, sua interessante evoluzione.
Non mi rimane quindi che augurare ad Andrea la pronta guarigione e un completo recupero delle sue indubbie doti prestazionali a bordo dei velocipedi, ferme restando le sue capacità di promozione e valorizzazione del territorio veronese e in particolar modo di tutta la Lessinia collinare.
Chissà che un mese di stop lo faccia un po' disintossicare da questa "infezione virale" quale è la bici in tutte le sue manifestazioni, di cui anch'io sto pagando più che mai le conseguenze. E quando ritornerà completamente recuperato, la vita gli riserverà una sorpresa che lo segnerà piacevolmente per sempre. Vola Pappataso!
Di Marco Tenuti (del 06/05/2011 @ 13:54:34 in MTB, linkato 1691 volte)
A leggere le opinioni negative qualche giorno fa sul forum di MTB-forum, pareva che fosse un'ecatombe, in realtà pare che dalle ultime ricognizioni, il percorso si sia già miracolosamente asciugato, quindi promette non bene, ma benissimo per domenica!
Oggi pomeriggio provato il percorso x intero io e Iron-Pist.Il primo tratto un pò fangoso, si trova nella strada tagliafuoco che collega la strada asfaltata Cantoniera -M.te Carpegna alla strada Cippo- M.te Carpegna, ma è facilmente percorribile.Fino in fondo alla discesa dei pratoni tutto a posto, poi grossa pozzangherona, che non si riesce ad evitare,(quindi bisogna passarci dentro, magari non a manetta x non farsi un bel bagno) poco prima della salita per la Celletta.
Poco più avanti serie di grosse pozzanghere che si possono però dribblare, poi tutto buono fino alle Macchiette (dove ci sono i due ponticelli di legno) dove troviamo qualche tratto umido- bagnato ma facilmente percorribile. Poi da Pietrarubbia su verso i Torrioni tutto miracolosamente secco e perfettamente percorribile fino all'inizio della salita x il Cippo in asfalto. Anche la successiva discesa fino Carpegna tutta asciutta. Non ci sono problemi di ruote che non girano a causa del fango. (A meno che non ve lo andiate proprio a cercare) Domenica sarà ancora più asciutto.
Di Marco Tenuti (del 06/02/2010 @ 13:45:30 in MTB, linkato 8616 volte)
Per oggi il programma iniziale prevedeva di attendere le ore centrali della giornata per andare a pedalare ed invece il tempo già reggeva verso le 8.00, così ho ceduto alle sirene del Conte, il quale mi invitava ad andare in MTB prima a Porta Vescovo, dove l'appuntamento era col Radu e poi a Ponte Catena, per raccogliere eventuali altri personaggi del team Focus.
E così troviamo solo il Walter, che sfoggia però una bici da corsa marchiata Focus nuova di zecca!
Così il percorso previsto non subisce particolari modificazioni, ma esclude definitivamente eventuali varianti sterrate, a causa delle ruote strette di Walter.
Facciamo così la salita della Cola, col Conte Savoia e Walter a far da battistrada, mentre io e il Radu cerchiamo di difenderci da dietro, abbastanza alti coi battiti.
Una volta scollinato alle Volpare e alle Case Vecchie, ci buttiamo a capofitto verso Grezzana, col Radu costretto a scendere lentamente per la pressione bassa del tubeless anteriore, cosa che verrà corretta con una pompatina una volta arrivati nella capitale della Valpantena.
Svolta a sinistra in direzione Busoni e Rosaro, dove attacchiamo la salita del Pilon. Qui il ritmo costante è interrotto prima dalla mia fischiatina e poi dalla telefonata dell'Anonimo, ancora alle prese coi problemi esistenziali tra tubeless e camere, tra freni V-brake e disco.
Tornati sulla provinciale in direzione Cerro Veronese, il Radu, sornione più che mai, dall'ultima posizione e con parecchi metri di ritardo sul duo Savoia-Walter parte da dietro a mo' di locomotiva e sbuffa prima a 160, poi a 170 che al cartello di Cerro Veronese abbiamo ormai tutti la padella in canna.
Scatto del Marcante che cerca di affiancare il Conte per chiedere cosa stia succedendo e con brevi cenni fa intuire che è partita la volata per la brioche. Il Conte Savoia è già ormai col 44/11 e il contachilometri passa da 35 a 43 km/h, io in scia non perdo l'attimo, mentre sul curvone del Belvedere a 100 metri dalla gelateria Primaneve la volata se la contendono Walter e il Radu, tutti allegramente fuori soglia e chi ha il cardiofrequenzimetro registra quota 180 battiti.
Doverosa pausa brioches con krapfen o cannolo al ciccolato e cappuccino di un buon 10 minuti. Si decide così di accompagnare il Radu giù per la Pissarotta, giusto per farlo andare in direzione Colognola ai Colli, così il canalone stretto lo affrontiamo a velocità belle alte, con la parte finale a velocità altissime per il Conte e il Radu, che fanno test e provano le scie in vista della Airon Bike.
Sciogliete le righe in quel di Montorio, dove ognuno va presso la propria abitazione.
Oggi le mie sensazioni sulla salita iniziale non sono state affatto buone, ma siamo ancora un po' lontani dal top della forma, che ci si aspetta non prima di fine di marzo.
Solo dopo un'ora e mezza il motore cominciava ad essere caldo e le sensazioni buone non si sono fatte attendere oltre.
Il Conte Savoia è invece sempre su un altro pianeta: sembra non fare proprio fatica sulla Verdona, ma se gli dai la Cayo bianca, non cambia praticamente nulla.
Anche per il 2010 siamo alle solite: i "vecchietti" son sempre più incazzati e cattivi che mai e noi "ciovani" arranchiamo, tenendo si e no la ruota...
Di Marco Tenuti (del 17/01/2011 @ 13:44:01 in rally, linkato 1088 volte)
Spunta questo video a distanza di un paio di giorni dall'inizio del Monte Carlo del Centenario. Trattasi di Toni Gardemeister sulla 207 Super2000 del team Astra, però pare che il materiale sia provenienza Racing Lions, cioè nè più nè meno che la vettura con cui Andreucci ha vinto il campionato italiano 2010.
Gli organizzatori della gara più famosa della Germania sono ormai pronti per questo grande evento, che fa il pienone anche quest'anno, con più di 5000 iscritti.
Da quando su OS X c'è la sincronizzazione ed il backup automatico con Time Machine, i problemi per questo sistema operativo sono di fatto terminati. Con Time Machine ho trovato solo problemi da parte di QNAP, che non ha gestito correttamente l'aggiornamento del proprio sistema, da quando è uscito Mavericks (OS X 10.9). Se ne parla abbastanza sul Community Forum del NAS QNAP.
Idem con patate anche per i dispositivi iOS che girano per casa. Grazie al backup in iCloud, ci si può pure dimenticare di fare un backup del proprio telefono: ci ha già pensato la Apple a mettere tutto al sicuro, fotografie, contatti e messaggi compresi.
Il problema rimane con Windows: da tempo esistono le utilità di sistema già predisposte da Microsoft, ma di fatto il sistema operativo non invita a configurarlo all'atto dell'installazione o dell'aggiornamento del sistema operativo. Il problema è un po' mitigato da quando esistono i cloud storage generalisti, come Skydrive, Google Drive o Dropbox, ma in realtà non si è invitati a fare una copia di sicurezza di tutti i propri dati da qualche parte su un disco o su un server nella propria rete locale, aziendale o domestica.
Io uso da un paio di anni un'utility, che dovrebbe fare al caso mio, cioè la sincronizzazione mono e bidirezionale tra uno o più gruppi di cartelle locali, verso altrettante cartelle residenti fisicamente in un disco remoto, cioè un NAS (Network Attached Storage).
Trattasi di PureSync, ma nonostante sia gratuita nella modalità in cui la uso io, non sono affatto soddisfatto, per tre semplici motivi:
ogni tanto si inchioda di brutto
la CPU va al 100% e non sta facendo praticamente niente
è terribilmente lenta nel copiare e movimentare i file, quasi ci fosse qualche problema tra il mio client Windows 8 e il NAS QNAP
E' talmente lento che riesco a leggere ad uno ad uno i nomi dei file, mano a mano che vengono copiati verso il server o che vengono cancellati sul disco remoto, quando non esiste più la copia locale. Non è possibile che vengano cancellati solo due file al secondo. Insomma, per fare una sincronizzazione monodirezionale, cioè da disco locale a disco remoto, impiego 4-5 ore, quando dovrebbe essere una cosa di 2-3 minuti, a mio modo di vedere.
Sto pertanto valutando altre soluzioni ed attualmente la lista che voglio spulciare e studiare è la seguente, dove il fatto che sia disponibile anche un servizio per un ulteriore servizio di backup online è un plus, senza per questo essere una condizione indispensabile:
La creazione di un qualsiasi nuovo dominio - sia esso associato direttamente all'amministratore del server, sia invece ad un customer, secondo l'object model di Plesk - è stata attribuita erroneamente al numero IP 192.168.1.2, anziché al numero dedicato visibile verso la rete.
Il problema è che l'unico numero IP disponibile da associare al dominio è proprio quel numero IP, numero evidentemente non utilizzabile verso l'esterno.
Per poter sistemare la questione, è necessario entrare come amministratori nel pannello di controllo Plesked andare su:
entrare in Tools & Settings > IP Addresses
cliccare il bottone Reread IP per recuperare eventali nuovi numeri IP che Plesk recupera dall'install key
a questo punto è necessario far diventare il nuovo numero IP di tipo Shared cliccandolo ed andando nella sua specifica pagina
nella pagina di configurazione dell'indirizzo IP sull'interfaccia "venet0" commutare in Shared l'opzione IP address is distributed as
attribuirgli possibilmente anche un Default site mettendo qualcosa di diverso da None
dopo aver confermato la nuova configurazione per questo indirizzo IP cliccando sul bottone OK...
eliminare l'indirizzo IP 192.168.1.2 che dovrebbe essere ancora impostato a shared ed evitare così eventuali malfunzionamenti del firewall sulle interfacce di rete
Solo così sono riuscito a far funzionare completamente l'FTP server sia in modalità attiva che in modalità attiva, soprattutto senza cambiare alcuna configurazione particolare sia del server FTP che del firewall installato sulla macchina
Di Marco Tenuti (del 21/09/2009 @ 13:18:18 in MTB, linkato 1660 volte)
Su segnalazione del blog del Pezzo, pubblico anch'io video fatto dall'Enrico Tiso sul ponte del Saval, al passaggio del plotone del percorso medio della GF Avesani 2009, cioè il verde.
Di Marco Tenuti (del 22/08/2009 @ 13:10:13 in MTB, linkato 1569 volte)
Non contenti dell'escursioncina sul percorso della Bike Xtreme, il Ganassa della settimana e il compagno di merende oggi mi hanno chiesto la mia compagnia da Colognola ai Colli fino a Lago Seco in Valle di Rivolto.
Dopo aver organizzato pertanto il trasferimento del resto della famiglia verso Giazza, son partito di buona lena da Quinto di Valpantena verso le 7.45 in modo da farmi trovare all'appuntamento di Pieve pronto per risalire l'intera Val d'Illasi.
Dopo un breve riscaldamento i due soci di giornata cominciavano ad alzare il ritmo e la frequenza delle pedalate, tanto è vero che ci siamo mangiati qualsiasi cosa che non fosse motorizzata: sembravamo insomma gli ultimi rimasti per l'ultimo chilometro di uno squadrone Protour in configurazione cronosquadre. Io, da bravo vecchietto, me ne stavo a ruota fino a Giazza, senza permettermi mai di dare il cambio, tanto a tirare i due Ganassa si davano già sufficientemente da fare.
Dopo un breve abbeveraggio sia a Selva di Progno che a Giazza alla fontana del mio antenato Pfaffen Mercante, la risalita della Valle di Rivolto avviene che io non ci penso due volte a lasciarli sfogare, mentre io procedo col mio ritmo a 135-145 bpm, che tanto non cambia nulla ai fini della classifica.
Vengo a sapere che il Radu inscena il solito schema, in cui manifesta prima di essere moribondo e poi dà due pacche sui pedali, alle quali anche Matteo Ganassa prima recupera, ma poi non può nulla e molla a 150 metri dai cassonetti del Lago Seco. E' così che il figlio di Aldo conquista anche nella tappa di venerdì 21 agosto i punti del GPM - di seconda categoria - e la maglia a pois diventa definitivamente sua, grazie anche ai punti del GPM al Rifugio Garda sul Tremalzo, dove aveva perfino osato il padellone per la gioia del Max Maga.
Io arrivo staccato ai cassonetti, ma fresco come una rosa, tanto è vero che tutti e tre salutiamo la mamma Radu e la nipotina Gaia, e continuiamo fino alla sbarra che termina la striscia asfaltata oltre Rifugio Revolto.
Dopo una cochetta e qualche waferino offerto dalla Marcante Enterprises Unlimited, si torna giù a Lago Seco, dove il padre Aldo, gli zii, sorella, cognati e parenti tutti hanno ormai imbandito i tavolini e siamo pronti per un lauto ristoro a base di salsiccie, pasta e riso freddo.
Non può mancare la deliziosa torta - questa volta ai perseghi - della Cicci, mentre le piccole Gaia, Alice e il grandicello Enrico continuano a ronzare tra gli alberi e le frasche. Ovviamente il momento clou è quello in cui si arriva al cavatappi di Lago Seco, dove ci scappano sia un ripasso che un ottimo recioto di casa Zumerle.
Ci scappa perfino un bel riposino di una buona mezz'oretta, mentre solo verso le 17.30 ci rimettiamo i panni dei professionisti, pronti a buttarci di nuovo a capofitto nella Val d'Illasi.
La velocità di discesa è sempre elevatissima, da bravi ganassa quali siamo, ma quello che è sicuramente straziante è sentire che la temperatura e i livelli di umidità tornano abbastanza presto a livelli inaccettabili.
Verso Badia Calavena riprendiamo pure un gruppetto di bambini in erba, i quali inscenano dietro di noi volate ad ogni cartello del paese, pertanto adottiamo un livello di prudenza necessario a non causare ulteriore scompiglio tra i giovinetti, visto che avanziamo comunque a velocità tra i 45 e i 55 km/h, col battito cardiaco praticamente a 110 bpm.
Il Radu medita di staccarli tutti ai 75 km/h stile Cavendish, ma forse non è il caso vista la sua guarnitura compact. Quando ad Illasi torniamo da soli, un breve tirone invece del sottoscritto ai 59 km/h, forte del suo padellone da 53 denti.
Salutati gli amichetti di merende in quel della Pieve, il ritorno verso Quinto avviene lungo la solita direttrice San Giacomo-San Martino Buon Alberto e industrie Aia. Alla sera saranno 112 km fatti in scioltezza, tutto un altro andare rispetto ai più di 200 km fatti nei giorni precedenti con la Scaletta.
Di Marco Tenuti (del 01/04/2010 @ 13:04:47 in web, linkato 1967 volte)
Ho il piacere di riportare dal sito di Macitynet, precisamente da Macitynet, la novità introdotta stamattina da Google, il colosso di Mountain View.
A partire da oggi Google porta la visione in 3D anche su Street View. Strade, incroci e il traffico cittadino di alcune vie delle città principali possono già essere ammirate con occhialini in 3D, anche per l'Italia. Per la prova diretta occorre però affrettarsi, domani tutto potrebbe essere sparito.
Street View è già disponibile nella versione in 3D. La novità introdotta oggi da Google può essere già provata direttamente per strade, incroci e alcune vide delle città più importanti anche nel nostro Paese. Si veda per esempio qui. Una nuova icona a sinistra dello schermo mostra un omino con e senza i tradizionali occhialini colorati per la visione in 3D.
Dopo il cinema in 3D e l'arrivo dei primi televisori e lettori in grado di riprodurre video 3D anche nei salotti di casa, ora la diffusione della tecnologia non sembra conoscere soste. Ancora una volta Google ha anticipato i tempi rendendo in 3D una delle funzioni più spettacolari oggi disponibili, speriamo che presto seguirano anche la Terra in Google Earth in 3D e perché no le ricerce Web in 3D.
Per la prova diretta di Street View 3D occorre però affrettarsi: è molto probabile che domani questa rivoluzionaria funzione venga rimossa...
Di Marco Tenuti (del 13/12/2011 @ 13:03:04 in MTB, linkato 7061 volte)
Già diramata nel corso di ieri ai blogger e ad alcune squadre della provincia scaligera, è disponibile in versione scaricabile dal
mio blog la locandina della 4° Granfondo del Pandoro, l'edizione 2011.
Sulla locandina quest'anno sono finite alcune storiche presenze della pedalata, come zio Paolo, il Radu, il Papataso, Fabione e anche una new entry con tanto di ruota tubeless in mano!
Ricordo a tutti, diversamente dagli anni scorsi e anche da quanto inizialmente programmato, non ci sarà alcuna iscrizione o registrazione per partecipare alla pedalata cicloturistica. Velo Club Garda ha già le idee abbastanza chiare su quanti saremo domenica ed ha promesso che farà di tutto per accontentare tutti quanti, sia durante la pedalata che nel ristoro di fine giro.
Quest'anno, come già sapete, la granfondo si terrà a Garda (VR) ed è gestita dal Velo Club Garda, che farà provare il percorso
inedito della granfondo Città di Garda Trofeo Paola Pezzo in versione 2012.
Raccomando da subito a tutti la massima puntualità, più che all'orario di ritrovo a quello della partenza effettiva
dell'escursione, più che altro perché non vorremmo rimanere tutti fuori al freddo e, secondibus, perché vogliamo completare
la prova entro mezzogiorno, così da consentire a tutti di gustare il ristoro di fine gara e, per chi rimane,
di prepararsi sia per il pranzo, mentre per chi rientra subito a casa, di tornare dalle proprie famiglie entro un orario decente.
Di Marco Tenuti (del 17/08/2010 @ 13:00:30 in MTB, linkato 7050 volte)
Bellissimo montaggio video del Cristian Aldegheri, che pubblica su Youtube il suo video dell'uscita di ieri, fatta in parte col gruppo del Papataso Fans Club e poi in compagnia dell'Orlando.
Come da oggetto, metto in vendita un paio di banchi RAM da 1 GB cadauno. Trattasi di SO-DIMM RAM DDR3 PC10600S a 1333 MHz.
Questa RAM proviene da un hardware nuovo di casa Apple ed è stata usata si e no per tre settimane. Può essere installata in tantissimi portatili di nuova generazione o in parecchie serie di Mac Book, Mac Book Pro e Mac mini.
Il prezzo è 25 Euro, trattabilissimi. Se siete interessati, contattatemi pure via e-mail, Facebook o come volete.
Di Marco Tenuti (del 12/04/2011 @ 12:57:07 in MTB, linkato 1414 volte)
MARATHON DEL LAGO DI BRACCIANO: VOLANO LE ISCRIZIONI, SUPERATA QUOTA 1000
A grandi passi il dinamico sodalizio della Cicli Montanini Alice Ceramica Frw in collaborazione con l’Associazione Tanto Riso Tanto Pianto, si avvicina all’appuntamento di domenica 17 aprile con l’undicesima decima edizione della Marathon del Lago di Bracciano a Trevignano Romano (Roma), competizione nella quale si vedranno i primi attacchi dei big delle ruote dentate.
Le adesioni sono giunte a quota 1000 (chiusura fino al raggiungimento della quota 1200) e i partecipanti avranno a disposizione un ricco pacco gara composto da una confezione di dolci tipici locali, una lattina di Esta Fruit, un Kinder Brioss, il libro “RomaΠù” offerto dalla Provincia di Roma, una borraccia della Ceramica Flaminia e i prodotti della Inkospor (barretta, gel e sali) main sponsor della Marathon Lazio 2011.
Questa gara, organizzata dalla Cicli Montanini Alice Ceramica Frw e Tanto Riso Tanto Pianto in collaborazione con l’Associazione Biker Bassano Romano, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Trevignano Romano, del Parco Regionale Laghi Bracciano e Martignano, del Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano, della Provincia di Roma, della Regione Lazio, delle Università Agrarie di Bassano Romano e Oriolo Romano e della BCC di Formello e Trevignano Romano.
La Marathon del Lago di Bracciano è inserita all’interno dei seguenti circuiti: Inkospor Marathon Lazio, Etruria Bike Challenge e Prestigio Mtb Magazine.
CAMPIONATO ITALIANO SILENZIOSI 50 KM GRANFONDO
Nel corso della Point to Point 52 chilometri, saranno impegnati circa 50 atleti silenziosi al tricolore Granfondo che, per farsi riconoscere, indosseranno delle bretelle riflettenti. Tutti gli atleti in gara dovranno prestare la massima attenzione in fase di sorpasso, in quanto, chi indosserà questo dispositivo non sentirà arrivare chi lo precederà.
LA SISTEMAZIONE ALBERGHIERA
Per partecipare alla Marathon del Lago di Bracciano è importante prenotare subito la propria sistemazione alberghiera. La ricettività è distribuita su tutto il bacino del lago di Bracciano e dintorni (Trevignano Romano, Bracciano, Anguillara, Sutri, Bassano Romano) e quindi i primi a prenotare saranno chiaramente quelli più vicini al campo di gara. Oltre alle indicazioni fornite sulla pagina web dove dormire della Marathon, sarà possibile contattare l’agenzia ufficiale della manifestazione Fresia Viaggi srl (Tel. 06/9968224 - Fax. 06/9968406 - www.fresiaviaggi.altervista.org/)
Per i team che giungeranno in furgone o camper, sarà riservato il parcheggio all’interno del campo sportivo. Nei gazebi delle squadre è assolutamente vietato vendere, pubblicizzare o commercializzare alcun tipo di prodotto o servizio, senza richiedere l’autorizzazione.
PER CHI ARRIVA IN AUTO
L’area parcheggio per le auto si trova a circa 800 metri dal campo sportivo. Parcheggiate le auto sarà possibile raggiungere l’impianto sportivo attraverso un sentiero natura. Il parcheggio sarà vigilato dalla Protezione Civile.
VERIFICA LICENZE, OPERAZIONI PRELIMINARI, RITROVO E PARTENZA
Alle ore 7,30 presso il campo sportivo di Trevignano Romano; partenza alle 9,30; arrivo presso il campo sportivo di Trevignano Romano. È consigliato ritirare il pacco gara sabato 16 aprile dalle 15,00 alle 18,00 presso il campo sportivo. Non saranno accettate le iscrizioni la mattina della gara.
Di Marco Tenuti (del 08/03/2012 @ 12:51:25 in MTB, linkato 1213 volte)
Il Comitato Organizzatore della Granfondo Tre Valli ricorda che le adesioni alla gara sono prossime alla scadenza ed è in corso la tracciatura del percorso.
Solo 10 giorni ancora per partecipare alla granfondo Tre Valli Trofeo Lex Italia in programma il 25 marzo prossimo a Tregnago, in provincia di Verona. E' fissato, infatti, per le ore 20.00 del 18 marzo il termine ultimo per regolarizzare la propria adesione al secondo evento d'Italia per numero di partecipanti.
Di Marco Tenuti (del 02/05/2014 @ 12:41:19 in MTB, linkato 1600 volte)
Era da un bel po' che non andavo a Madonna della Corona, per cui ieri, giornata di primo maggio, ho cercato di unire l'utile al dilettevole, senza star qua a distinguere cos'è utile e cos'è dilettevole. Quando si vuol andare in bici il più possibile e c'è da conciliare le esigenze di famiglie, bisogna pensarle tutte quante e devo dire che quello che ne è venuto fuori ieri è davvero ammirevole, sia per lo spirito che per il fisico.
Una grossa mano nella realizzazione di questa giornata me l'ha data lo zio Paolo, che non si tira mai indietro quando c'è da prodigarsi in simili maratonine: ieri siamo andati in bici a Madonna della Corona assieme alla Comunità del Seminario Vescovile di Verona, come hanno fatto anche tanti altri gruppi parrocchiali della provincia veronese, come la nostra parrocchia di Grezzana, ma anche le parrocchie di Alcenago e Stallavena.
La partenza da Grezzana è prevista per le ore 6.00 da Grezzana, ma quella effettiva è alle 6.10, perché il sonno è sempre molto forte. Io e Paolo siamo partiti da Grezzana con le nostre mountain bike configurate in versione "all tarmac" con destinazione anzitutto Seminario Minore di San Massimo. Facciamo rotolare velocemente le nostre ruotone nel centro cittadino passando per via XX Settembre, Stradone Maffei, via Roma, San Zeno, Corso Milano e via San Marco, tanto alle 6.30 del mattino in giro non c'è un cane e, senza alcune ansia o fuori soglia, arriviamo in via Bacilieri con una media dei 28,4 km/h.
Fuori dal Seminario la comitiva dei ciclisti, tutti gli adolescenti che frequentano il liceo classico Giberti ad esclusione di mio figlio Enrico, unico delle medie ad imbattersi in questa piccola grande impresa, sono pronti a partire: stavano aspettando proprio noi.
Tutti contenti ci muoviamo dalla campagna tra San Massimo e Lugagnano di Sona verso la pista ciclabile dalle parti del Chievo: il programma prevede di pedalarla tutta fino alla fine, compresa l'ascesa che porta a Rivoli Veronese. Gli adolescenti sono molto entusiasti, nonostante l'ora mattutina, e subito ci scappano un paio di svarioni - cercando di attraversare un incrocio stradale regolato dal semaforo - e un incontro ravvicinato del quarto tipo in ciclabile, ma evidentemente qualcuno molto vicino a Dio, se non direttamente qualche santo deve aver sistemato tutto con uno schiocco di dita. Succedono anche degli imprevisti minimi, cioè qualche catena che va giù, qualche cambio che fa le bizze, ma niente di che. Una sola foratura, ma per un papà stradista, per cui molto avvezzo con le camere d'aria.
Io e Paolo siamo perfettamente coscienti che andare al Santuario della Madonna della Corona non è affar semplice per gli adolescenti e soprattutto per Enrico, che ha undici anni e mezzo, visto che i chilometri sono 42 ed il dislivello è 850 metri buoni, ma noi siamo forti di un bel po' di Granfondo Avesani in versione rossa e verde, per cui proseguiamo diritti con le nostre convinzioni, cioè spingere su chi non ce la fa, il tutto, ovviamente, in preparazione alla Salz A-strecken.
Il gruppo comunque arriva a Platano, ai piedi della salita per Spiazzi, senza grossi patemi, supportati a partire dal bivio delle Zuanne dal pulmino del Seminario guidato da Davide. Ci chiedono se è tutto a posto vedendoci in fondo al gruppo con Enrico e noi siamo più che mai sereni, forti che la Madonna della Corona commuterà il segno della forza gravitazionale.
A Platano i ragazzotti non ci pensano due volte a tracannare l'improbabile liquido azzurro del Powerade, mentre noi ripieghiamo sul croissaint confezionato "imbugante" coadiuvato da qualche bicchiere di tè. La pausa è di buoni venti minuti, ma il nostro pensiero va invece ai pellegrini che sono partiti dal Seminario ancora a mezzanotte e che si sono fatti sostanzialmente una maratona a piedi per arrivare al santuario: la Madonna aiuti loro adesso nel momento del bisogno. Noi sapremo cavarcela per raggiungere Spiazzi.
Si riparte così dal piazzale della frazione di Platano, col grosso del gruppo che decide di salire per la strada principale, oggi trafficatissima per via del pellegrinaggio nel primo giorno del mese mariano, mentre in pochissimi, tra i quali anche noi, decidiamo di salire per l'impegnativa salita del Porcino.
L'asfalto è quello che è, ma noi tre, Paolo, Enrico ed io, abbiamo le ruote grasse, le pendenze sono proibitive, ma di rapporti ne abbiamo quasi da vendere, per cui non c'è che da tenere sott'occhio l'altimetro e vedere che minuto dopo minuto continuiamo a guadagnare metri di dislivello.
In lontananza riusciamo anche a scorgere dall'altra parte della valle gli adolescenti salire con le loro ventisei pollici e intuiamo che la maggioranza avanza più o meno col nostro stesso passo, per cui questa cosa conforta più che mai Enrico.
Una sola sosta per lui lungo l'intera salita: davvero notevole per un ragazzino di poco più di undici anni: il senso di fiducia che gli diamo noi ed il suo coraggio e la sua determinazione fanno sì che la rampa più dura sia superata quasi senza l'ausilio della nostra spinta. Davvero i miei complimenti ad Enrico! In pochissimi sarebbero riusciti a fare altrettanto!
"Mi fanno male le gambe" è la sua affermazione a metà salita, a cui segue immediatamente la nostra battuta: "E tu non stare ad ascoltarle! Prega la Madonna e che ti faccia salire su al Santuario!". Non fanno a tempo a passare cinque minuti che le richieste sono esaudite ed Enrico esclama: "Non sento più le gambe!". E noi più o meno col sorriso in faccia: "La Madonna ti assiste e ti protegge: ti ha fatto sparire subito il dolore, sei fortunato: a noi spesso prima ci fa provare una lunga ed intensa esperienza dei crampi"!
Così sbuchiamo di nuovo sul stradone principale e ci manca solo un lunghissimo rettilineo per arrivare a Spiazzi, dove arriviamo praticamente coi primi del gruppo, saliti invece dall'altra parte!
Dopo un breve ristoro a base di panino col prosciutto parcheggiamo le bici, ci cambiamo un po' ed attendiamo il congiungimento del resto della nostra comitiva, giunta chi a piedi da Brentino Belluno, chi in corriera direttamente a Spiazzi, chi in macchina, come la nostra famiglia.
Peccato che poi la giornata, dal punto di vista meteorologico, volga al peggio, con una pioggerellina che diventa quasi battente nel primo pomeriggio, ma tutte le altre attività in programma si svolgono regolarmente.
La santa messa nel santuario diocesano è celebrato dal nostro vescovo Giuseppe Zenti, assistito da tutti i sacerdoti del Seminario: davvero una bella cerimonia, soprattutto nell'omelia col rinnovo di un auspicio a favore della bellissima esperienza di fede che è, appunto, il Seminario minore di Verona. Devo dire che abbiamo davvero un bravo vescovo, molto capace di trovare le parole giuste nei momenti giusti.
Successivamente ci trasferiamo all'ottagono del Gresner, sopra Ferrara di Monte Baldo, dove facciamo un insolito pic-nic dentro le mura, quasi al freddo, ma in un immaginario cerchio costituito da tutte le famiglie convenute in questa giornata, compresi anche i nonni materni di Enrico.
Peccato che il ritorno in bici ci sia negato, perché a Spiazzi continua a piovere e la temperatura non è di quelle più favorevoli: 7 gradi centigradi, così a nostro malincuore, carichiamo le nostre tre mountain bike in macchina, mentre gli adolescenti le caricano nella stiva delle corriere.
Tornando giù in pianura scopriamo praticamente subito che non ha piovuto in basso. Così io e Paolo, arrivati a San Massimo, tiriamo giù le bici e completiamo l'opera pedalando gli ultimi 25 chilometri di nuovo verso Grezzana e dando un'ulteriore pacca al tickerkm.
Davvero una bella giornata per lo spirito, per il fisico e per il cuore! Un grazie alla Madonna della Corona!
Di Marco Tenuti (del 31/08/2011 @ 12:37:26 in MTB, linkato 1787 volte)
Stamattina la sveglia è scattata addirittura prima di quando vado a Padova. La forza di volontà c'era tutta, certo è che non ho anticipato troppo i tempi, una volta che mi sono svegliato, perché fuori era ancora buio e non era proprio il caso di uscire troppo presto e di farsi riconoscere come il solito battibistecche Turnover.
Sono salito dallo scivolo di casa alle 6.40, circa 10 minuti prima di quando parto con la Puntopower per Padova. Sulla provinciale le macchine girano ancora con le luci accese, ma l'alba è alle porte. Certo che gli occhiali neri sono troppo per vederci bene, ma scendo la Valpantena con una felice brezza alla spalle che mi soffia fino in via Carlo Cipolla.
Da lì in poi quel minimo di traffico che c'è prima delle 7.00 mi fa compagnia tra un semaforo e l'altro in direzione Lungadige Attiraglio. La gamba pare girare molto bene, così il percorso e l'andatura sono i soliti: si fa il tragitto di avvicinamento al lago per la diga del Chievo, la ciclabile per Bussolengo e l'immancabile salita del Flover, dove salgo molto agile ed alzo la frequenza cardiaca solo quasi arrivato in cima, arrivando si e no a 172 battiti, record di questi ultimi tempi, rispetto alle frequenze che tengo quando non sono allenato.
Se ne vanno speditamente tutte le frazioni fino a Lazise, dove ancora non c'è ancora un cane a farmi compagnia. Solo una breve sosta poco prima di Cisano per scattare la foto del giorno e leggere qualche SMS. Poi via di nuovo verso Bardolino, Garda e Torri del Benaco. Ogni tanto capita di imbattersi in una nuvola burrosa rilasciata da qualche bar o pasticceria, il tipico sapore delle brioches appena sfornate ed ancora calde. Ti verrebbe voglia di fermarti, ma verrebbero meno le buone intenzioni del giro, cioè tonificare la gamba e tenere a bada le calorie ingurgitate in questo periodo della stagione.
La temperatura è gradevole anche alle 8 del mattino, sono ormai a Torri del Benaco ed il semaforo sta per diventare giallo alla svolta verso Albisano. Penso dentro di me la solita cosa che fanno i ciclisti, quando si trovano in solitario ai piedi di una salita di una certa importanza: "vedo come sto dopo un paio di tornanti: se ho buone sensazioni, tiro fino in cima, altrimenti respirerò un po' di profumo di ciclismo".
Dopo aver sverniciato un altro paio di ciclisti di buon'ora ad una velocità almeno doppia - non facevano però parte della "mia" categoria - arrivo al primo tornante col cuore già a 170 bpm ed una buona velocità. Continuo con la medesima frequenza di pedalata e vedo che il cuore se ne sta alla soglia, mentre la velocità che riesco a tenere è sempre molto buona. Nonostante il mio peso non proprio esile, ho l'impressione di essere leggero e di riuscire a spingere un buon rapporto senza fare particolare fatica, cioè mi sento nella condizione ideale per quello che mi aspetta tra una decina di giorni, cioè la Val di Fassa Bike.
Arrivo ad Albisano dopo aver accusato un paio di cedimenti mentali, cioè quelli che ti fanno mollare un po' il gas, ma sul pezzo piano riprendo coraggio e torno ad insistere, lasciando però scendere il cuore fino a 165 bpm. Un grosso spavento nella strettoia di Albisano, dove sfilo di pochi centimetri un signore che è sbucato fuori all'improvviso dal negozietto di alimentari che c'è in piazza. La cosa però non mi disturba molto: ho già in canna il 34/15 e la velocità è di poco inferiore ai 30 km/h, che è già ora di sfilare i campi da tennis alla mia destra.
Confido molto nel pezzo da Albisano fino al bivio, non essendo particolarmente ripido: mi consente di erogare un buon wattaggio e di tenere sempre una velocità decente. Inoltre non mi metto a cercare sul Polar la maniera per sapere il tempo trascorso dall'incrocio di Torri del Benaco, visto che non lo so fare: un buon deterrente per non incappare anticipatamente nella delusione di sapere che il tempo che sto facendo è alto. Si può insistere fino al bivio. Anche qui per un paio di volte la voglia di mollare mi prende un paio di volte, ma la forza di volontà mi sta dicendo che il tempo dovrebbe essere comunque buono. Nel tratto finale il battito torna a 171 bpm ed infilo l'ultimo tornante a destra in cui posso osare qualcosina di più e tagliare l'ipotetico traguardo con un bel 177!
Il responso del cronometro: 22'36", non male Marcante! Passati quei 30 secondi per riprendere fiato, chiudo definitivamente le ostilità col mio corpo e scelgo un percorso alternativo per tornare a casa. Si scende fino a Costermano, poi si gira a sinistra verso Pesina, poi una svolta verso Ceredello di Sotto, poi ulteriore svolta per via Cristane e brezza alle spalle dal Porton fino al ponte di legno sopra Ragano, dove imbocco la ciclabile ed intraprendo una conversazione col Conte Savoia via SMS.
Arrivato ormai al Chievo, mi imbatto anche nel nullafacente di Davide Giardino in sella alla sua De Rosa 2011. Beato lui che vive di rendita... gli racconto che io devo fare così se voglio salvare dal lupo capra e cavoli, cioè uscire presto al mattino quando posso. Ormai in zona Chievo l'invito del Conte Savoia è formalizzato: mi aspetta in via Marconi per la brioche ed il cappuccino, che gradisco molto volentieri. Il ritorno verso casa avviene per Piazza Bra, il cui attraversamento non è propriamente indolore, per la quantità di gnocca che già gira su tacchi a spillo, nonostante siano poco più delle 10 del mattino...
Si torna a casa con 104 km fatti, un buon tempo sulla Torri-Bivio e 2446 kcal, stando al mio ciclocomputer: posso lavorare di gusto per tutta la giornata, vista la quantità di endorfine secrete dal mio corpo.
La Scott ha presentato in anteprima ad un manipolo di giornalisti un po' di novità 2011 e pare che sia la declinazione del verbo "29pollici" secondo Scott...
Vi lascio ad un'immagina della Scale 29er in carbonio, un telaio probabilmente HMX da soli 949 grammi!
Di Marco Tenuti (del 26/12/2009 @ 12:29:15 in MTB, linkato 6185 volte)
Ieri sera avevo risposto positivamente all'invito del Pezzo di presentarsi alla rotonda di Montorio per una pedalata postnatalizia con unico scopo quello di smaltire la quantità di grassi accumulati ieri con le gambe sotto la tola.
Stamattina le buone intenzioni c'erano tutte, solo che quando son sceso in garage per prendere in mano la mia Scale, ho scoperto che la gomma anteriore era completamente a terra, nonostante l'avessi lasciata gonfiata ad almeno 3 atm da giovedì sera, quando avevo montato il Racing Ralph nuovo di trinca.
Poco male: ho gonfiato il pneumatico e mi son avviato di buona lena all'appuntamento. Qui c'erano più o meno tutti gli affezionati del Pappataso Fans Club e il giro in programma era anche abbastanza interessante, solo che un po' di paura di tirare un po' troppo alla mia "prima" uscita dopo due mesi di stop ce l'avevo.
Poi assaggio l'anteriore e scopro che se ne è andata almeno una buona atmosfera e mezza di pressione, così non mi rimaneva altro che abdicare e rimandare a domani.
Ho pertanto girato la bici e me ne son tornato verso Quinto e all'altezza delle Campagnole di Novaglie decidevo di fermarmi per dare una gonfiatina. Come ho tirato via il tappino ed ho fatto per svitare la valvolina, essa fuoriusciva completamente, rivelando così l'arcano della perdita progressiva di pressione. Era la valvola del tubeless appena appoggiata che perdeva aria ovunque e non una cattiva tallonatura del tubeless.
Così ho dato almeno un centinaio di pompate con la pompetta del Decathlon e son ripartito con la speranza che il problema fosse tutto lì. All'altezza di Vendri beccato Federico Bioti, anche lui ormai con l'embolo dell'uscita domenicale e per il momento ancora in BDC...
Così continuavo la mia pedalatina in direzione Santa Maria in Stelle ed ho cominciato a pensare tra me che forse la giornata non era del tutto persa. La temperatura alle 8.40 non era della più miti, ma già verso le 9.30 cominciava ad essere accettabile e così mi son avviato anch'io verso il Piccolo Stelvio.
Supera Tizio, supera Caio, supera Sempronio, prendo piano piano confidenza sia delle gambe che del fiato e così mi son ritrovato in cima al Piccolo Stelvio, senza aver tribolato più di tanto.
E' così che mi son ritrovato a pedalare sul 16% della Gualiva senza manco accorgermene, poi Pesa di Romagnano, Romagnano e discesa a Grezzana.
A questo punto mi son detto: andiamo a provare i pezzi più ostici della Gran Fondo del Pandoro in vista dell'uscita di domani.
Rotta diritta verso Stallavena e poi su per la Chiesa di Alcenago sempre con marcette molto corte e belle agili. Subito a provare la deviazione di Bosemai, fino alla palestra di trial. Il pezzo più ostico ho deciso di farlo a piedi, vuoi per i pietroni smossi dai trialisti, vuoi perché l'anno scorso ho fatto un volo con caduta rovinosa sul polso, che ho sofferto per alcuni giorni.
Il fangosissimo pezzo dalle rocce di Bosemai fino alle Oliare non mette in difficoltà i miei nuovi Racing Ralph e le mie gambe, tant'è che son addirittura sorpreso della mia ascesa e la confidenza continua a crescere.
Così mi son detto che forse è il caso di andare a vedere anche il pezzo da Salvalaio fino a Settefonghi, pezzo che non avevo mai provato. Anche qui sorpresa delle sorprese: il pezzo è una carrareccia bella larga e tutta ricoperta da un verdissimo manto erboso. Ci sono alcune proprietà private da attraversare, ma speriamo che anche domani siano tutte aperte e che si possa salire senza problemi.
Solo un piccolo varco tra le spine mi ha fatto scendere dalla bici, ma ho speso qualche minuto per togliere i rovi e qualche ramo di troppo, così domani passeremo tutti di padella senza preoccupazioni.
Il giro si conclude con la discesa delle Costeole e tappa dai miei genitori per rifinire gli ultimi dettagli. Ulteriore pausa a Stallavena dalla Fornarina per ordinare i 5 kg di pane e si può dire che tutto è pronto per la GF del Pandoro.
Di Marco Tenuti (del 29/11/2012 @ 12:27:15 in MTB, linkato 1849 volte)
Disponibile il Prestigio MTB 2013 sul numero di dicembre 2012, da ieri in edicola. Ecco le date, corrette con le osservazioni di Luca Bussola, da quanto postato sul thread specifico di MTB-Forum:
Di Marco Tenuti (del 25/05/2012 @ 12:25:13 in MTB, linkato 2197 volte)
Questa novità è di per sé eclatante, anche se non lo è più di tanto, considerate le gambe che girano in circolazione.
Nelle foto dell'articolo di Bikeradar, la novità che sta provando SRAM sul gruppo test XX1 è non solo il fatto che si passa dalle 10 alle 11 velocità, ma soprattutto il fatto che si sta aumentando a dismisura il range offerto dai pacchi pignoni.
In passato abbiamo avuto 12-28, poi 12-32, poi 11-32. Negli ultimi anni siamo arrivati all'11-34 e ultimamente anche l'11-36.
SRAM vuole allargare ulteriormente il range offerto andando al 10-42 e così facendo venire meno la necessità della corona più piccola, diminuendo ovviamente di qualche dente la corona più grande della guarnitura e col risparmio del deragliatore anteriore.
Non mi rimane altro che lasciarvi alla lettura dell'articolo (in inglese).
Di Marco Tenuti (del 02/09/2011 @ 12:21:34 in rally, linkato 932 volte)
L'ho trovato sul sito di Quattroruote, anche se il tema non è quello serioso della più famosa rivista automobilistica italiana, quando quello umoristico delle tante boiate che si trovano sul web. In realtà questo bizzarro esercizio richiede anzitutto parecchia cavalleria e soprattutto un'eccellente sensibilità di guida e di conoscenza del mezzo che si ha a disposizione. Insomma non provate a farlo a casa vostra, ammesso che abbiate un soggiorno così grande, che riusciate a far entrare la vostra macchina in soggiorno e anche, magari, abbiate una vettura a trazione posteriore senza diabolici controlli di trazione non disinseribili!
Evidentemente questo facoltoso tedesco può permettersi anche questo con la sua AC Cobra: fare cerchi sul parquet in una delle stanze di casa. E tanto di cappello perché non ha toccato niente, nè tanto meno la colonna al centro.
Di Marco Tenuti (del 26/11/2010 @ 12:21:22 in MTB, linkato 6499 volte)
Novità fresche fresche di oggi proveniente dal comitato organizzatore del Lessinia Tour 2011.
A quanti si iscriveranno cumulativamente al circuito e porteranno a termine le
cinque prove, indipendentemente da tempo impiegato e posizione di classifica
ottenuta, verrà consegnata, in occasione della cerimonia conclusiva del
Lessinia Tour 2011 (in sede e data da definirsi) un diploma personale indicante
nome e cognome dell'atleta, percorso portato a termine, tempo impiegato nelle
singole gare e tempo finale totale.
L'elenco finale verrà pubblicato sul sito internet www.lessiniatour.com dopo
lo svolgimento della tappa di Soave. Con la consegna dell'attestato l'alteta
otterrà la qualifica di "BIKER DELLA LESSINIA 2011".
Questo finesettimana ho lasciato un po' de perdere la bici ed ho dato preferenza alle impellenze familiari, trasferendomi sia sabato che domenica in quel di Alcenago per la stagionale raccolta delle ciliege nei campi di mio padre.
Sicuramente la novità più piacevole del 2009 è che i trattamenti anticrittogamici e chimici che vengono effettuati sulle produzioni agricole, sono sempre meno aggressivi, e questo lo noto in prima persona sulla mia pelle.
Questo vuol dire che anche le produzioni convenzionali e "cosiddette" biologiche stanno tendendo sempre più verso modalità sempre più ecocompatibili e meno invasive, per la gioia del territorio, la natura, del produttore e del consumatore finale.
Domenica mattina non ho fatto altro che ammirare i "colleghi" ciclisti in gara alla Gran Fondo Damiano Cunego, dall'alto del cavalletto su ad Alcenago. L'orda dei ciclisti partiti alle 9 dalla caserma di Montorio ha affrontato la prima rampa di Stallavena verso le 9.30 e lo sciame di ciclisti ha continuato ad invadere la corsia superiore della superstrada per una buona mezz'ora.
Di Marco Tenuti (del 12/04/2011 @ 12:20:38 in viaggi, linkato 1853 volte)
Il Lago di Bracciano, originariamente chiamato anche Lago Sabatino (latino: Lacus Sabatinus), è un lago di origine vulcanica situato nel nord della provincia di Roma. La sua superficie di 57,5 km² ne fa l'ottavo lago italiano per estensione (il terzo del Centro Italia dopo il lago Trasimeno e quello di Bolsena). La sua profondità massima di 164 metri, a sua volta, lo rende il sesto lago italiano per profondità (il primo del Centro Italia).
Il lago non presenta isole ed ha un piccolo emissario, il fiume Arrone, che origina sulla costa sudorientale e si getta nel Mar Tirreno in località Maccarese. Pochi chilometri ad est del lago si trova il più piccolo Lago di Martignano, anch'esso di origine vulcanica.
Sulle sponde del lago sorgono le tre città di Bracciano, sul lato occidentale, Anguillara Sabazia, su quello sudorientale, e Trevignano Romano, su quello settentrionale. Un tratto della sponda orientale del lago è infine amministrativamente parte del Comune di Roma.
Il lago di Bracciano, assieme al lago di Martignano, è una popolare località turistica e balneare. Nel 1999 l'area è stata dichiarata Parco Regionale, con il nome di Parco regionale di Bracciano - Martignano.
Nonostante una certa aggressione urbanistica la zona conserva ancora tratti di vegetazione riparia e di aree più estese di foresta. Ciò favorisce la presenza di numerose specie dell'avifauna acquatica e non.
Le acque del lago sono particolarmente ricche di pesci, grazie anche al fatto che una legge regionale impedisce la navigazione a motore, con esclusione del battello che effettua servizio stagionale fra i tre centri del bacino. Un sistema di raccolta delle acque nere e un severo controllo nell'uso dei pesticidi nelle coltivazioni circostanti, ne rendono l'acqua molto pulita, tanto da costituire il bacino di riserva per le emergenze idriche della città di Roma. Per questo motivo sono vietate tutte le imbarcazioni a motore, rendendo il lago ideale per la vela, la canoa, il windsurf.
Sul fondo del lago numerosi rinvenimenti attestano insediamenti protostorici, come quello vicino Vicarello (Bronzo Medio), quello di Sposetta (Bronzo Medio e Bronzo Recente), o quello di Vigna Grande che raggiunge l’età del ferro.
Di Marco Tenuti (del 13/12/2012 @ 12:14:03 in iPhone, linkato 2356 volte)
Dopo il mea culpa recitato da Tim Cook al riguardo della qualità delle mappe di Apple Maps e che è costato la testa di Scott Forstall, di fatto il padre della nuova app di casa Apple, all'incirca un mese fa Google aveva fatto girare alcuni rumours riguardo alla sua app, Google Maps appunto, facendo vedere qualche screenshot e di fatto aprendo le porte alla sua imminente disponibilità sull'App Store.
Solo che più di qualcuno aveva nutrito qualche dubbio sul fatto che Google Maps non sarebbe mai approdato su App Store, cioè sarebbe stato bloccato da Apple in fase di approvazione, perché viola una delle clausole contrattuali, ossia che l'app replica funzionalità già presenti nel sistema operativo e le sue app preinstallate.
In realtà Tim Cook e lo staff Apple hanno ritenuto più saggio per la vasta utenza Apple non opporre resistenza ed acconsentire di potersi installare ancora l'applicazione basata sulle mappe della casa di Mountain View.
L'app, rispetto a quella disponibile fino ad iOS 5.1, è completamente diversa: contiene una nuova modalità di visualizzazione tridimensionale che ha un punto di vista abbastanza simile ad Apple Maps ed inoltre consente di recuperare i propri POI (Point of Interest) dalla propria account Google.
A mio modo di vedere non è intuitivo però, come era sul vecchio Maps di Apple basato sulla cartografia di Google e com'è l'attuale, cioè il disporre altri punti di interesse, così come andare nella modalità StreetView. Da questo punto di vista Apple Maps per iOS 6 rimane senza dubbio molto più intuitivo ed immediato. Peccato per la sua cartografia che dà letteralmente i numeri.
Pare si sia scomodato anche David Pogue con un articolo sul New York Times al riguardo del nuovo Google Maps per iOS.
Nonostante questo Google pare sostenere che l'implementazione per iOS è addirittura meglio di quella per Android, per cui ne ha ancora di strada da fare Google.
Nata nei primi del '900, la Tecar Terapia sta occupando un ruolo sempre più importante nella fisioterapia strumentale soprattutto nel trattamento degli sportivi perchè porta risultati molto rapidi, i miglioramenti si vedono già dalla prima seduta.
Il nome di questa macchina è l'abbreviazione di Trasferimento Energetico CApacitivo Resistivo.
Rispetto agli altri apparecchi elettromedicali si differenzia soprattutto per l'effetto di tipo endogeno (cioè l'energia utilizzata è prodotta dall'interno), per l'alta penetrazione nel corpo, per la possibilità di trattare anche le patologie in fase acuta e per il fatto di avere due tipi di elettrodi: il Capacitivo e il Resistivo.
Come funziona?
A livello microscopico la cellula è come una pila elettrica, all'interno della membrana ha carica negativa e all'esterno positiva, la differenza di potenziale energetico deve avere un valore fisso in base al tipo di tessuto, ad esempio nel muscolo è di -90 mV.
A causa di un evento infiammatorio o traumatico questa differenza può diminuire fino a - 20/30 mV, provocando un cattivo funzionamento della cellula che ostacola la guarigione.
La Tecar Terapia accelera i processi riparativi delle cellule grazie all’attività stimolante esercitata sul potenziale di membrana cellulare, contribuendo così a una notevole riduzione dei tempi di recupero.
Il funzionamento della macchina si basa sulla generazione di un campo magnetico ad elevata frequenza; in commercio si trovano macchinari con frequenza compresa tra 0,45 mhz e 1,2 mhz.
La Tecar sfrutta l'effetto del condensatore sul corpo umano, induce nel tessuto delle correnti di "spostamento" prodotte da un movimento alternato di cariche elettriche tramite ioni (molecole con una carica positiva o negativa).
Un altro effetto che la macchina può produrre è l'iperemia, cioè l'aumento del flusso sanguineo nei tessuti che si stanno trattando, utile soprattutto per sbloccare articolazioni rigide dopo una lunga immobilizzazione, una contrattura, uno strappo muscolare e su alcune giunture del corpo; ho notato che la spalla risponde meglio al trattamento fatto in atermia (a freddo) mentre sul ginocchio ho ottenuto i migliori risultati in ipertermia (molto caldo).
La temperatura più alta all'interno della cellula comporta un aumento del metabolismo, cioè: un maggior afflusso di sostanze nutritizie e ossigeno all'interno e di cataboliti (sostanze di scarto) all'esterno.
Il calore generato è di provenienza endogena, infatti è la conseguenza della resistenza del tessuto allo spostamento di ioni (atomi con carica positiva o negativa) nella cellula, causato dall'effetto condensatore della Tecar.
L'alta frequenza della corrente alternata erogata permette al tessuto corporeo di scaldarsi in profondità senza contrarre i muscoli, come avviene invece con l'elettroterapia (Tens, Correnti di Kotz).
A livello vascolare agisce riequilibrando la permeabilità di capillari e membrane cellulari, inoltre stimola la liberazione delle stazioni linfonodali sovraccaricate da scorie.
Quando si utilizza l'elettrodo resistivo si produce un incremento termico maggiore nei tessuti con una concentrazione minore di acqua, quindi ossa, tendini, tessuto adiposo e guaina del muscolo; viceversa l'elettrodo capacitivo lavora nei tessuti molli ad alto contenuto di acqua: muscoli.
Quali sono le indicazioni?
La Tecar può essere applicata con successo su molte patologie, non solo in ambito sportivo e ortopedico, ma anche vascolare, reumatologico ed estetico. Io lo utilizzo particolarmente per queste patologie:
Spalla dolorosa (tendinite del sovraspinoso o del capo lungo del bicipite, borsite, sindrome da conflitto)
Lesioni Muscolari, stiramenti o contratture.
Distorsione della caviglia con tumefazione (gonfiore)
Gonalgia da artrosi, sindrome femoro-rotulea, distorsione ecc.
Linfodrenaggio degli arti.
Patologie reumatologiche come la spondilite anchilosante.
Artrosi dell'anca.
Come viene utilizzata?
Ci sono tanti modelli di Tecar che variano in base alla frequenza, alla potenza, al tipo di materiali utilizzati ecc.
Nella pratica si appoggia un'elettrodo passivo, "piastra", a contatto con il corpo del paziente, poi si lavora con un secondo elettrodo sulla zona da trattare, questo può essere guidato manualmente dal fisioterapista oppure fissato al tessuto patologico del paziente.
La piastra serve perchè per il passaggio di corrente è necessario creare una differenza di potenziale tra due punti.
Se il secondo elettrodo viene spostato manualmente bisogna spalmare un po' di crema veicolante sulla zona da trattare per facilitarne lo scorrimento.
In base alla patologia, il terapista deciderà se utilizzare il circuito Resistivo o quello capacitivo oppure entrambi.
La durata del trattamento varia in base alla patologia, mediamente si aggira intorno ai 20 minuti, ma può raggiungere anche un ora se si lavora su un evento acuto.
Generalmente il paziente non sente niente durante la seduta, ma in certi casi è necessario alzare il livello di potenza per creare un effetto termico.
Se il fisioterapista lo ritiene opportuno, si può accoppiare il movimento durante il trattamento con la Tecar, oppure si può massaggiare l'area interessata impugnando l'elettrodo con il palmo della mano.
Quali sono le controindicazioni?
Gravidanza
Arteriopatie scompensate
neoplasie maligne
pace-maker
Parestesia nella zona trattata (ad. es. l'ernia del disco o il diabete possono causare una perdita di sensibilità sul piede)
Di Marco Tenuti (del 30/10/2011 @ 12:09:37 in MTB, linkato 4160 volte)
Stamattina, complice il cambio dell'ora, mi sono concesso un piccolo giretto con la demo bike Sants, la SM29, proveniente dal negozio Turnover.
Ne è uscito un "vai e vieni" iniziale da Rossini a Quinto per scorta brioches e krapfen con la crema per Elisa e family e poi altro giro nel trenino Turnover fino a Ponte Catena in cui ho assaggiato solo asfalto.
Troppo poco per poter dire alcunché su queste ruotone di casa Sants... Per carità bici nuovissima, solo che prendo troppa aria: io vorrei avere una pipa con inclinazione decisamente negativa, cioè un 20 gradi tipo Schurter o stile Papataso con postura by Alfiero!
Pertanto non posso che rimettermi per ogni opinione a domani, se esco con gli amici di sempre, anche se gradirei fare qualche discesa degna di nota dove poter capire bene i vantaggi di un 29er con Reba...
Per il resto passare da una bici di 9 kg ad una che sfiora i 12 kg, non è un bell'effetto: insomma non son piu' abituato coi cancelli!
Eccomi a descrivervi le possibili soluzioni per riuscire a convertire file di Freehand 10 e Freehand MX (11) in Adobe Illustrator CS6.
comprare un'altra licenza di Adobe Illustrator CS5, sempreche si riesca ancora a trovare in giro - generalmente il sito di e-commerce di qualsiasi software house o distributore non vende quasi mai le versioni precedenti
installare Adobe Illustrator CS5 di un collega, utilizzando proprio il suo numero di serie, ed effettuare le conversioni quando il collega non ha aperto Illustrator CS5 (soluzione prospettatami dal Servizio di Assistenza Adobe)
installare Adobe Illustrator CS5 e CRACCARLO senza tanti problemi di sorta
utilizzare un Applescript per effettuare la conversione automatica di cartelle contenenti file Freehand, magari anche in profondità dentro le sottocartelle
Purtroppo la cosa più ovvia di questo mondo pare non essere tecnicamente possibile, cioè Adobe non rilascia una sorta di downgrade alle versioni precedenti a chi ha titolo di utilizzare l'ultima versione del software. Questo è quanto mi hanno detto sempre al Servizio di Assistenza telefonica Adobe.
Nel frattempo, se volete conoscere un po' di novità di Illustrator CS6 ed imparare ad usarle, guardate qui.
Di Marco Tenuti (del 31/03/2011 @ 12:04:30 in MTB, linkato 1640 volte)
Venerdì primo aprile alle ore 15.55 sarà possibile rivivere le emozioni della quattordicesima Granfondo Tre Valli Trofeo Lex Italia grazie ad un’ampia sintesi che andrà in onda su Rai Sport 1.
Si ricorda che la manifestazione si è svolta domenica scorsa a Tregnago, in provincia di Verona, e tra i numerosi campioni presenti a tagliare per primo il traguardo è stato il russo della Corratec Alexey Medvedev.
Valida quale prima prova della Coppa Veneto Zerowind e del Lessinia Tour 2011, con i suoi oltre 2.000 iscritti la Granfondo Tre Valli Trofeo Lex Italia, rappresenta ormai una delle granfondo piu’ importanti del panorama nazionale.
Appuntamento dunque venerdì primo aprile alle ore 15.55 sul canale tematico di Rai Sport 1.
Di Marco Tenuti (del 20/03/2013 @ 12:03:37 in cucina, linkato 2311 volte)
Di tanto in tanto sento o leggo in giro qualche novità circa la ricetta della pearà, piatto tipico di Verona e provincia per antonomasia.
Se state cercando la ricetta autentica della pearà, vi consiglio questo altro articolo sul mio blog, dove, oltre alla ricetta, ossia sia gli ingredienti che la preparazione, troverete anche un sacco di commenti che avete lasciato circa questo piatto prelibato.
Domenica sera mi è capitato di assaggiare la pearà fatta da mia sorella, la sua prima volta da quando è "sposata" e sono stato ispirato proprio dalla sua pearà a scrivere un articoletto circa gli errori più comuni che si commettono quando si prepara.
L'errore più comune che si commette è proprio relativo all'ingrediente principale, cioè il pane. Esso va scelto accuratamente e va preparato secondo "disciplinare", visto che compromette la riuscita della gustosissima crema veronese.
L'errore tipico è quello di usare TUTTO il pane raffermo che si ha in casa, mescolando spesso tipi di pane diversi. Purtroppo questo si ripercuote sull'omogeneità della crema pearà, che viene ad assumere i gusti dei diversi tipi di grano eventualmente presenti.
Sono pertanto banditi il pane integrale, il pane fatto con farine a grano duro o pani che contengono semi o mais. Nonostante questi pani, presi per conto loro, siano molto buoni, spesso diventano pane raffermo, appunto per la particolarità dei semi o delle spezie che essi contengono, ma non vanno nemmeno bene per la pearà.
Il pane della pearà deve essere pane raffermo di farina a doppio zero, come il pane comune, la mantovana, la baguette, il filoncino o la rosetta.
Altro aspetto molto importante è che sia pane secco e non pane del giorno prima o anche pane di due giorni. Il pane secco o raffermo deve essere perfettamente secco, cioè privo di umidità. L'acqua al suo interno deve essere completamente evaporata grazie all'essicazione naturale che si ha lasciandolo dentro un sacchetto di carta dentro il ripostiglio per una buona settimana. Controllate anche l'odore di questo pane raffermo: non deve essere ammuffito o aver preso l'odore di qualche altro ingrediente con cui è questo in contatto dentro la credenza.
Inoltre l'operazione di "grattuggiamento" va fatta in modo tale che esso assuma una grana decisamente fine ed omogenea. Eventuali pezzi di pane relativamente grossi o disomogenei o anche parti più abbrustolite del pane che si fa fatica a grattuggiare andrebbero rigrattuggiati in modo da eliminari.
Si badi bene che non ho detto che tali pezzi di pane vanno rimossi dalla polvere del pane, ma semplicemente vanno finemente tritati in modo che la poltiglia sia omogenea ed uniforme come colore e consistenza.
Deve essere fatto salvo il principio povero della pearà: tale crema viene storicamente realizzata per recuperare tutti i pezzi di pane raffermo che nessuno mangia più e quindi il risultato dell'operazione di grattuggiamento del pane non deve a sua volta produrre ulteriori scarti, visto il senso del riutilizzo.
Altri errori, come il fuoco troppo veloce, una cottura troppo veloce, uno scadente amalgama, compreso il ricorso al grana padano, li vedremo un'altra volta.
Stamattina è comparso su Macity un articolo che segnala come Google abbia definitivamente approvato e promosso nella sua home page, quella da cui si possono effettuare le ricerche, anche la ricerca per immagini.
Non solo potete usare delle parole o delle parole chiave per cercare immagini sulla rete tramite il potentissimo motore di ricerca di Google, ma ora lo potete fare anche a partire da un'immagine: potete usare un'immagine per cercare immagini simili.
Di per sè la cosa sembrerebbe potentissima: la prima cosa che mi può venire in mente è quella di usare come criterio di ricerca proprio un JPEG della mia faccia o della mia bici per vedere cosa salta fuori.
In realtà i risultati sono abbastanza deludenti, perché l'indicizzazione che effettua Google Images Search sembra essere fortemente condizionato da due aspetti:
l'algoritmo pare sfruttare l'URL da cui proviene l'immagine, visto che gli si può dare in pasto l'immagine anche attraverso l'URL dove si trova quest'ultima
l'algoritmo controlla bene i colori dell'immagine e restituisce immagini che hanno colori simili piazzati in posizioni simili nell'immagine
Purtroppo il desiderio di chi effettua la ricerca è ben altro: se ad esempio io carico una foto in cui c'è una bicicletta Scott, mi aspetterei che l'algoritmo mi trovi altre immagini in cui c'è una bicicletta Scott, ordinando secondo priorità prima le biciclette Scott che hanno uno sfondo simile o con gli stessi colori e poi via via altre biciclette, magari anche di altre marche, fino a finire nel seminato delle moto e così via.
In realtà, come recita lo stesso video esemplificativo di Google nei suoi primi fotogrammi - che trovate linkato qui sotto al mio articolo - un'immagine vale non solo mille parole, ma ben più di mille e quindi ce n'è da strada da fare per migliorare il processo di analisi che fa sì che si possa passare dai pixel di una bitmap a tutte le parole che possano riguardare il contenuto dell'immagine stessa.
Ma come il popolo dei navigatori, nonché le software house che si occupano dello sviluppo dei motori di ricerca, hanno impiegato una decina di anni abbondante per mettere a punto lo strumento e far si che i risultati della maggioranza delle ricerche fossero appropriati per la persona e per le sue intenzioni, sono sicuro che non ci vorrà moltissimo perché Google, ma non solo, migliori drasticamente le capacità di questo strumento assolutamente strategico per il secondo decennio degli anni 2000. Mettere a punto uno strumento del genere significa aggiungere una nuova dimensione alla realtà aumentata: vorrà dire che mentre guardiamo passare per la strada delle macchine, potremmo avere già pronte le informazioni riguardanti ai prezzi e alle caratteristiche di quest'ultime, stessa cosa per vestiti e abbigliamento, per il cibo e per qualsiasi cosa sia vendibile o proponibile da un offerente... penso che il mio esempio renda molto l'idea, non serve che io mi dilunghi...
Di Marco Tenuti (del 24/08/2009 @ 11:58:27 in MTB, linkato 1645 volte)
Tra poco più di una settimana, precisamente dall'1 al 6 settembre, a Canberra, capitale dell'Australia, si terranno i mondiali delle specialità XC, DH, 4X e Trial di mountain bike.
La pista del 4X è già praticamente definita e messa a punto nei minimi particolari è stata disegnata da Glen Jacobs a Strmlo Park, per cui la lascio alla vostra visione in questo breve clip:
Di Conte Savoia (del 30/01/2010 @ 11:57:12 in MTB, linkato 1554 volte)
Approfondisco il commento del caro Marcante sulla mia uscita odierna sulla neve. All'alba delle 7 c'è stato un intenso scambio di sms con il Marcante, ma non sono riuscito a schiodarlo dalla sua alcova...non voio saver altro ...
Nonostante la consapevolezza che avrei ballato come un bravo lupo solitario, alle 8,45 ho inforcato la mia verdona e sono partito con l'obbiettivo di provare a salire sino al Monte Santa Viola, via Piccolo Stelvio. Appena uscito dalla mia corte, mi becco subito una traccia lasciata sulla neve fresca da qualcun altro in MTB.
Le tracce non lasciavano dubbi anche questo biker aveva avuto la mia stessa idea. Speravo di beccarlo per fare il giro insieme, ma nonostante un Piccolo Stelvio innevato preso allegramente e chiuso in 10' scarsi, non ci sono riuscito. Da bravo lupo solitario ho seguito le sue tracce fin sopra alla Gualiva, allo scollinamento lui, però, ha scelto di girare a sinistra, mentre io ho svoltato a destra per farmi il tratto nel boschetto. Alla Pesa di Romagnano ho affrontato la salita dritta e ripida e finito il tratto in asfalto, ho potuto godere nell'essere il primo a violare lo spesso manto di neve.
SPETTACOLO!!! la neve ricopriva tutto e solamente i fili spinati che delimitano i prati mi facevano tenere la retta via, se retta si può dire visto che non si vedeva cosa c'era sotto il manto nevoso. Infatti quasi allo scollinamento mi sono imbarcato e ho dovuto mettere il piede a terra, paz...è stata l'occasione per scattare un paio di foto con il cell. Il paesaggio era veramente strepitoso: alle mie spalle, la bassa Valpantena e Verona erano avvolte dalla nebbia, davanti a me invece la neve ed il cielo bianco mi abbagliavano. Riprendo a pedalare quasi convinto di girare verso Azzago non appena arrivato all'incrocio, ma lì ribecco le tracce di quello di prima in MTB che salivano sul cementone verso Santa Viola, allora, punto nell'orgoglio, sono ripartito all'inseguimento e finalmente lo becco, davanti ad una casa che stava cercando di smessaggiare vanamente con qualcuno. Lo conosco, ma non mi ricordo il suo nome, fa parte del gruppo di Federico VRBike.
Dopo 4 ciacole in scioltezza, ci siamo salutati ed io ho proseguito con l'intento di fermarmi al solito bar a Cerro per la meritata "pausa Brioche". Purtroppo ho dovuto desistere perchè la paciarina sulla strada provinciale era di un inquietante color marrone e le auto, che mi superavano, alzavano delle vere e proprie onde anomale e rischiavo di soccombere ad esse.
Ho girato la verdona e mi sono lanciato in discesa, poi ho girato a Praole e mi sono fatto, con la dovuta prudenza, la discesa verso Lugo. Fin qui sono riuscito a non bagnarmi esageratemente e a non soffrire troppo il freddo. La botta finale, invece, è stato il tratto Lugo-Marzana che mi ha letteralmente bagnato e fatto desistere dal fare un altro Piccolo Stelvio per chiudere alla grande una bella uscita sulla neve.
Domani, sperando che le strade principali siano meno bagnate, salirò sull'Eurostar Turnover per fare una bella sgroppata fino ai miei possedimenti lacustri, magari in compagnia del Marcante. Spero di onorare la "pausa brioche" domani, visto che oggi, cn mio profondo rammarico, è saltata causa avverse condizioni meteo.
Di Marco Tenuti (del 23/10/2007 @ 11:54:32 in MTB, linkato 1624 volte)
Ecco finalmente il mio resoconto personale della gara di domenica, cioè la Gran Fondo delle Colline Moreniche, in programma domenica scorsa 21 ottobre 2007 con partenza e arrivo a Cavriana, in provincia di Mantova.
Quando sono partito da casa, il termometro della macchina indicava 1°C e quindi le temperature non erano certo ideali per la mountain bike. Ciononostante ho deciso alla fine di vestirmi con pantalone invernale lungo, maglia intima estiva, maglia termica Mizuno e sopra magliettina estiva Turnover, tanto per mostrare i colori del team a cui appartengo. Ho deliberato in sostanza l'abbigliamento usato alla prima dell'anno, poco più di sei mesi fa, cioè la Lessinia Legend.
La temperatura non è comunque poi così fredda: in ogni caso l'acquisto dei copriscarpe specifici invernali per la MTB del giorno prima si rivela una scelta azzeccata, per uno come me che ha sempre i piedi freddi.
Purtroppo la mia disposizione in griglia di partenza non è sicuramente ideale: mi trovo infatti in seconda griglia, solo che partiremo tutti assieme e siamo già fermi quasi tutti sotto lo striscione della partenza, semplicemente perché si forma già un imbuto per la salitella iniziale, dove siamo costretti a salire a piedi e così a perdere già parecchi secondi sui primi, che invece si defilano rapidamente.
Stessa cosa nell'ascesa della Rocca di Solferino: ci intruppiamo un po' tutti e procediamo un po' a piedi. Io faccio perfino una corsetta di 50-100 metri spingendo la bici a piedi fino in cima al manto erboso della rocca.
Già alla prima discesa si manifesta il mio primo problema tecnico: la cricchetta di mette a vibrare rumorosamente e questo mi condizionerà un po' per tutta la gara. Di tanto in tanto sulle discese mi ritrovo a puntare i freni per cercare di ridurre il più possibile il rumore di dentini che vibrano dentro il corpetto del mozzo posteriore.
Tutte queste cose fanno sì che mi ritrovo a recuperare El Puma solo alla salita del Radar, rendendomi conto quanto mai quanto incida la posizione previlegiata in partenza. Ho impiegato circa 11 km per recuperare un amico che invece defilo poco dopo la griglia di partenza.
Successivamente mi capita di tirare spesso da solo o di aggregarmi a questo o quel trenino, però che non va alla velocità che vorrei io, perdendo così secondi preziosi sul mio riferimento là davanti che è il Bazzo. Arrivo perfino a mettermi assieme ad uno spilungone, dal quale mi faccio spesso tirare, ma al quale dò anche di tanto in tanto il cambio.
Si va avanti così, tra un trenino e l'altro, ma anche facendomi spesso lunghi pezzi in solitario come un dannato. E a partire da 2/3 di gara, invece mi ritrovo a superare persone decisamente più lente, che approfittano e basta della mia scia, ma dai quali riesco spesso a liberarmi abbastanza agevolemente.
Verso fine gara arrivano inoltre altre piccole noie: ad un certo punto non riesco più a pedalare. Mi va giù la catena e si formano un paio di anelli, che mi costringono allo stop per essere sbrogliati, mentre un paio di chilometri più avanti sbaglio clamorosamente la marcia con cui affrontare una banalissima rampetta e mi ritrovo a dover scendere dalla bici, semplicemente per mettere una marcia più appropriata per salire in cima alla villa che sovrasta Cavriana.
Il mio tempo finale è di 2h11'43"80 alla media dei 25,05 km/h su un percorso teorico di 55 km, ma in realtà di almeno un paio di chilometri inferiore. La posizione finale assoluta è 197esimo su 438 arrivati e 30esimo di categoria su 49 arrivati in M1. Vengo a scoprire anche che parecchi concorrenti hanno tagliato lungo il percorso, ma c'è comunque la consapevolezza che l'ultima gara dell'anno l'ho corsa si un po' al di sotto delle mie aspettative, ma coi migliori preamboli per la futura stagione.
Piccole note di colore sono sicuramente la festa fatta sotto il gazebo del team Rodella Scott, dove El Puma e tutti gli altri meritano sicuramente tutta la mia stima e cordialità, per l'ospitalità e la simpatia dimostrata sempre nei miei confronti. Pippo mi ha perfino donato la cacioletta invernale del loro team, che mi terrà sicuramente molto caldo nei mesi a venire.
L'intenzione ad inizio gara di prendere e superare il Bazzo è stata disattesa, con sua immensa gioia, ma sarà sicuramente un forte stimolo, sia per me che per lui l'anno prossimo... vero Davide???
Di Marco Tenuti (del 10/05/2011 @ 11:49:37 in MTB, linkato 1157 volte)
Due le presenze Turnover sul Monte Carpegna, che hanno un unico fine, ossia portare a casa il ghiotto bottino della partecipazione a questa gara, ossia tre stelle in ottica Prestigio MTB 2011.
Sulle intenzioni di Tenuti non c'è molto da dire. L'obiettivo già raggiunto nella stagione precedente, ossia il Prestigio MTB 2010, è stato messo a fuoco con grande anticipo rispetto all'inizio della stagione ed il suo ruolino di marcia fino ad ora è stato di fare tutte le gare del circuito organizzato dalla rivista MTB Magazine di Compagnia Editoriale, senza battere ciglio e spingendosi sia in Sicilia che in Lazio. Attualmente le 12 stelle accumulate fino ad ora lo mettono nella condizione di poter ancora competere al brevetto finale di SuperPrestigioso, ma si sa già che impegni familiari lo allontaneranno dai campi gara per qualche settimana nella stagione estiva.
Paiono a questo punto evidenti anche le intenzioni di Paolo Formaggi, che arriva a Carpegna, in provincia di Pesaro-Urbino, per raggiungere quota 7 stelle, dopo le sue partecipazioni all'Xbionic Challenge, Tre Valli e Pezzo.
La gara pesarese ha la caratteristica di non essere particolarmente lunga, ma l'abbondante dislivello, 1750 metri dichiarati, concentrati in 42 chilometri di gara, fanno sì che non ci siano pezzi piani su cui fare velocità. Altro aspetto molto commemorativo della gara è proprio il suo nome, ossia una frase di Marco Pantani. Quando al campione di Cesenatico veniva chiesto come avrebbe svolto la preparazione del suo prossimo giro a tappe, Giro d'Italia e Tour de France, egli rispondeva "Il Carpegna mi basta". Non serviva infatti andare in giro per il mondo, sulle Dolomiti o d'inverno sulle montagne in pieno Oceano Atlantico come il Teide per preparare il suo fisico da scalatore.
E se ne è reso conto subito il nostro duo Turnover, impegnato in questa gara di mountain bike. La gara era caratterizzata da bellissimi pezzi in single track e carrarecce nei boschi in discesa, mentre le salite presentavano gli asfalti ripidi su cui Pantani veniva ad allenarsi sistematicamente, ossia pendenze più o meno simili alla salita della Peri-Fosse per intenderci, anche se più corte.
Degne di nota anche le discese sui prati erbosi del Monte Carpegna da quota 1400, con la presenza di avvallamenti e dune, che facevano staccare entrambe le ruote da terra.
Per quanto riguarda la classifica, la posizione finale del Marcante è abbastanza indietro, ossia la 345° posizione, cioè a metà classifica, complice una partenza nella penultima griglia fatta in contemporanea con tutti i 1100 concorrenti iscritti alla gara. La salita iniziale presentava alcuni gradoni su sterrato, dove era abbastanza difficile riuscire a superare, mentre se ne andavano tutti i primi ed i trofeisti del circuito Tre Regioni FRW. Per Tenuti il tempo finale è di 2h42'06", mentre per Formaggi le tre ore (3h04'10") sulla bici gli valgono la 518° posizione assoluta.
La prossima gara per la coppia in odore di Prestigio è sicuramente la Divinus Bike, a Monteforte d'Alpone, domenica 22 maggio.
Di Marco Tenuti (del 13/06/2012 @ 11:49:37 in iPhone, linkato 1783 volte)
Apprendo dalla più completa delle fonti di news del mondo Apple, Macitynet appunto, le novità presentate da Apple alla WWDC 2012. Oltre all'introduzione di parecchio nuovo hardware, tra cui spiccano i nuovi MacBook Pro con schermo Retina Display dall'impressionante risoluzione di 2880x1800 pixel, cioè un numero di pixel raddoppiato su entrambe le direzioni rispetto al classico 1400x900 pixel, Apple ha presentato anche nuovo hardware per i professionisti, ossia un importante aggiornamento dei Mac Pro in versione tower.
Si sa però che il piatto forte di Apple è il software, nella dualità sempre più integrata tra il sistema operativo, più che mai robusto, e le applicazioni, sempre più efficaci e pratiche. E' appunto l'iOS, che arriva così alla sua sesta incarnazione.
Vi lascio però all'articolo di Macitynet, che potete trovare anche nella sua versione integrale a questo link.
Nel corso della WWDC, Apple ha svelato l’anteprima del nuovo iOS 6, aggiungendo 200 funzioni al sistema operativo mobile e rilasciando subito una versione beta per gli iscritti all’iOS Developer Program. Il nuovo sistema operativo sarà disponibile in autunno come aggiornamento software gratuito per utenti iPhone, iPad e iPod touch. Le nuove funzioni di includono la nuova app Maps con cartografia interamente disegnata da Apple, un navigatore e nuova vista Flyover; nuove funzioni Siri, fra cui il supporto per più lingue, facile accesso ai risultati sportivi, consigli sui ristoranti ed elenchi dei film; integrazione con Facebook per Contacts e Calendar, con la possibilità di pubblicare direttamente da Notification Center, Siri e altre app che supportano Facebook, come Photos, Safari e Maps; streaming foto condivisi via iCloud; e Passbook.
Nella nuova app Maps è possibile visualizzare panoramiche, inclinare e zoomare con fluidità . Il navigatore guida l’utente svolta per svolta a destinazione con indicazioni vocali, mentre la funzione Flyover offre viste 3D interattive realistiche. Le informazioni sul traffico in tempo reale aggiornano costantemente la durata prevista del viaggio e offrono percorsi alternativi se il traffico cambia in maniera significativa. La ricerca locale include informazioni su oltre 100 milioni di aziende ed esercizi commerciali, con schede complete di valutazioni Yelp, commenti, offerte disponibili e foto.
Siri, ora disponibile anche per il nuovo iPad oltre che per iPhone 4S, include il supporto per inglese, francese, tedesco e giapponese, e con la nuova versione finalmente anche italiano, oltre che spagnolo, , coreano, mandarino e cantonese. Si può chiedere a Siri anche di aggiornare il proprio stato su Facebook, pubblicare un post su Twitter o aprire un’app. Siri espande le possibilità dei comandi vocali grazie a una modalità denominata “Eyes Free”, che permette di interagire con l’iPhone usando unicamente la voce.
Per quanto concerne l’integrazione Facebook, basta accedere una volta per pubblicare post da Notification Center, Siri e altre app che supportano il social network, come Photos, Safari e Maps. Le informazioni degli amici su Facebook, come gli indirizzi in Contacts o gli appuntamenti e i compleanni in Calendar, sono sempre aggiornate su tutti i dispositivi iOS. Si puàò anche cliccare su “Mi piace” direttamente da App Store e iTunes e scoprire le app e i contenuti consigliati dagli amici.
Per quanto concerne iCloud, iOS 6 offre nuovi modi per condividere le foto con amici e famigliari grazie agli streaming foto condivisi. Basta selezionare le foto da condividere e scegliere gli amici a cui inviare l’album: le immagini dello streaming foto condiviso saranno disponibili sui loro dispositivi iOS, in iPhoto e Aperture sul loro Mac, via web e Apple TV. Tutti possono lasciare un commento o cliccare “Mi piace” in qualsiasi foto dell’album condiviso.
La nuova app “Passbook” consente di tenere tutti i pass in un unico posto, che si tratti della carta da imbarco o del biglietto per la partita. Passbook consente di usare l’ìiPhone o l’Ipod touch come uno scanner per usare un coupon, andare a un concerto o fare il check-in in albergo. L’app mostra in automatico tutti i pass direttamente dalla schermata di blocco in base all’ora o al luogo, così quando l’utente entra nel suo pub preferito, per esempio, appare la carta fedeltà , e la può² usare per comprare un cafféo controllare il saldo. Passbook avvisa l’utente in caso di cambi dell’ultimo minuto del gate di imbarco o ritardi del volo quando si trova all’aeroporto.
Per quanto concerne l’accessibilità, Apple introduce “Guided Access”. La nuova funzione consente a un genitore, insegnante o amministratore di disabilitare i tasti hardware per bloccare un dispositivo iOS su un’unica apple: è¨ una opzione particolarmente utile per le verifiche o per aiutare chi ha problemi di concentrazione. Guided Access include anche la possiiblità di limitare l’immissione touch a determinate aree dello schermo. Altre nuove funzioni di iOS 6 includono:
potenziamenti di Safari con le schede iCloud, gli elenchi lettura offline, gli upload di foto e la vista a schermo intero;
Supporto per le chiamate FaceTime sulle reti cellulari;
possibilità di configurare una VIP Mailbox e di visualizzare rapidamente i messaggi dei contatti più importanti, indicati appunto come VIP;
possibilità di rifiutare le chiamate in entrata con un messaggio rapido, di impostare un promemoria di richiamata e di abilitare una nuova opzione “non disturbare”
Un nuovo set di potenziamenti e servizi per gli utenti di iOS in Cina, con immissione del testo migliorata e supporto integrato per i servizi più diffusi nel Paese come Baidu, Sina Weibo, Youku e Tudou.
Il Software beta iOS 6 e l’SDK sono già disponibili per i membri dell’iOS Developer Program su developer.apple.com. iOS 6 sarà disponibile come aggiornamento software gratuito per iPhone 4S, iPhone 4, iPhone 3GS, il nuovo iPad, iPad 2 e iPod touch (quarta generazione) questo autunno.
Di Marco Tenuti (del 12/12/2007 @ 11:48:30 in rally, linkato 1713 volte)
Il primo vero giorno di rally è però solo venerdì. Nella notte si sono ricongiunti a noi i tre "stagionati" e così ancora nella notte riusciamo tutti a partire in direzione delle prove. Il primo appostamento sembra sulla carta agevole, ma ci costringe ad una scarpinata di una ventina di minuti, in cui facciamo quasi a gara a chi arriva prima in cima, ma guadagniamo presto una degna altitudine che ci consente di ammirare il tipico panorama irlandese, cioè mughe - moorlands le chiamano loro - nebbia, laghi e vegetazione molto verde.
L'approccio col terreno è però molto violento: c'è fango ovunque, ma riusciamo ad appostarci su un rettilineo, che ci permette di vedere più di un chilometro di prova in lontananza. E proprio nel punto più distante a noi, notiamo parecchi concorrenti indotti all'errore per una curva decisamente resa impegnativa dal manto stradale. Non solo: poco avanti alcune dune sull'asfalto fanno perdere completamente il controllo ad un equipaggio, il quale parcheggia la macchina su alcuni alberi a valle della strada.
Lasciato questo appostamento, decidiamo di spostarci nel senso contrario alla medesima prova, dove troviamo un pezzo affrontato dai concorrenti in salita, con una chicane veloce, dove è necessario mollare leggermente il gas per non finire fuori. Vediamo poco più di una ventina di macchine e partiamo nuovamente in direzione del terzo e ultimo passaggio della giornata.
La nostra intenzione di raggiungere il fine prova della SS9 è negata completamente da un insieme di stradine molto tortuose, dove non arriviamo a perderci, ma ci viene negato l'attraversamento da un paio di contadini tutti presi a raddrizzare un camion con rimorchio impantanato nel fango - tanto per cambiare. Qua deve essere lo sport nazionale, anzi è la natura a vincere e ad imporlo...
Su questo appostamento abbiamo un paio di simpatici episodi, prima con le forze dell'ordine, che non ci lasciano parcheggiare sufficientemente vicino alla prova. Anche i commissari si danno moltissimo da fare per non farci camminare lungo la prova a due ore dalla partenza e ci costringono all'ennesimo impantanamento nel fango per i campi e i boschetti limitrofi.
Il passaggio delle macchine nell'ombra crepuscolare ripaga però alla grande e riusciamo a vedere le macchine sfrecciare velocemente in salita nella notte irlandese.
La sera si conclude con l'ennesimo contatto via Skype e SkypeOut con le nostre famiglie a casa e con la cena sul tardi in centro a Boyle presso The Moving Stairs, dove apprezziamo nuovamente la Sirloin Steak da 12 once con patate e cipolla fritta in gran quantità...
La giornata seguente, il sabato, comincia con un'altra levataccia non da poco, perché le prove della seconda giornata di rally si svolgono esclusivamente in Irlanda del Nord ed è necessario percorrere almeno 60 km prima di arrivare nelle terre irlandesi del Regno Unito. Appena transitato quello che una volta era più di un confine fisico, ma soprattutto simbolico, scorgiamo le sottigliezze della segnaletica stradale, coi limiti in miglia.
Il primo appostamento è però probabilmente quello più bello di tutto il weekend, anche se dobbiamo percorrere circa un paio di chilometri a piedi per arrivarci. Lungo il percorso troviamo anche un chioschetto familiare, dove preferiamo un caffettone molto lungo alla brodaglia assimilabile ad un minestrone che invece tutti i locali consumano. Dicevo dell'appostamento: le macchine scendono la collina affrontando prima una coppia di dune in cui le ruote arrivano quasi a staccarsi da terra, poi seguono un paio di accenni di curva sempre in discesa ed in fondo li aspetta un tornantone verso sinistra gremito di almeno duemila persone appostate con fotocamera, ombrello o pastrano antipioggia. Noi ci adeguiamo ed apprezziamo più che mai la cosa.
Il secondo appostamento è invece lungo un altro acquitrino d'Irlanda, dove le pendenze sono meno accentuate, ma riusciamo a scovare un cambio strada di 90 gradi verso sinistra seguito da una curva verso destra che introduce ad una pozzanghera, che assomiglia più ad un vascone d'acqua. Trovate qualche foto scattata da Gianni che vi rende l'idea dell'acqua sollevata dai veicoli. Le vetture WRC, ma anche quelle del Produzione riescono a spazzolare molto bene il cambio strada e assegniamo una votazione positiva, a quello che è l'ultimo appostamento del nostro weekend rallistico.
Il ritorno verso Boyle è però un po' difficoltoso, per le condizioni del traffico, con un sacco di irlandesi riversatisi nella cittadina di Enniskillen per i tre tratti cronometrati del sabato. Non riusciamo ad arrivare in tempo dagli ormai affezionati amici del Moving Stairs e ripieghiamo per una cena a basate di hamburger e patatine fritte anonime, ma molto speziate...
Di Marco Tenuti (del 22/08/2011 @ 11:47:19 in MTB, linkato 3743 volte)
Quella di fare la salita Sdruzzinà-Passo Fittanze è un'idea malsana che per fortuna non è così insistente nelle nostre menti di ciclisti improvvisati quali siamo, però ogni tanto questo desiderio masochistico riemerge ed echeggia a noi veronesi salite difficili come la Peri-Fosse, la Sdruzzinà e Punta Veleno. E' così che io e Simone Pasetto già giovedì ci siamo accordati per andare a farla con le nostre superleggere, io con la mia performante Addict, lui con la sua nuovissima Specialized da sbavo, sia come estetica che come allestimento.
All'appuntamento di sabato mattina alle 7.45 al ritrovo della Pasticceria Rossini a Quinto con mia sorpresa ci sono non solo il Pasetto, ma anche il Bontempo ed uno dei fratelli Andreis, Marco per la precisione. Lungo la risalita aspettiamo per qualche minuto l'Orlando a Grezzana, mentre il Pisani all'altezza di Bellori si aggiunge con la sua Superfly da 29. Davanti a noi, a mia insaputa, anche il Giorgio Bellamoli con la Felt 29 che era partito su per il Vaio della Marciora con qualche minuto di vantaggio su di noi, temendo di perdere le nostre ruote da bici da strada, invece Giorgio si troverà assolutamente a suo agio fino alla fine con le sue ruotone ed una sua preparazione atletica assolutamente invidiabile.
La nostra velocità di risalita fino a Barozze è assolutamente tranquilla e alla portata di tutti, tanto che procediamo compatti tra una ciacola e l'altra, ben consapevoli di quello che ci aspetterà più avanti nel corso della giornata.
Arrivati a Fosse non siamo gli unici a scendere in Valdadige per l'impresa stagionale: tantissimi sono i ciclisti che risalgono la famosa Peri-Fosse, ma noi ci imbattiamo proprio in alcuni del GS Raldon e di Lamacart che, come noi, si stanno dirigendo verso la frazione di Sdruzzinà. Ed è proprio uno di loro a fare il ritmo in Valdadige: in situazione di fastidioso controvento, ma dotato di padellona Rotor un loro "piccolino" si mette a martellare come un ossesso, tanto che all'arrivo a Sdruzzinà la svolta a destra è talmente brusca, che ci mettiamo una manciata di secondi a convincere i nostri a scendere dal treno e a fare la pausa brioche.
Così, mandati a quel paese gli amici battibistecche Lamacart, proseguiamo per altri due chilometri fino al paesotto di Ala, dove facciamo fatica a trovare un baretto aperto, ma in pieno centro finalmente troviamo caffé, cappuccino e brioches per tutti, oltre alla fontana pubblica dove rabboccare le borracce.
Il tempo di godere della pausa e della brezza in direzione sud verso Sdruzzinà è sempre troppo poco. Prendiamo la salita con un ritmo sobrio, ma il primo strappetto al 15% prima del primo tornante è subito cattivo, tanto che ci sfilacciamo subito e assaggiamo subito i battiti cardiaci di una vera salita.
Arrivati però al primo tornante panoramico, ci accorgiamo che il dislivello guadagnato è già importante, però è il caso che tutti si fermino per la foto di rito. Da lì in poi ognuno salirà col proprio ritmo, con l'Andreis davanti assieme al Pianista Bontempo che suona per tutta la salita la sinfonia del 39-25, mentre il resto della truppa procede più agevolmente con le guarniture compatte. Ancora più a loro agile agio sono nelle retrovie Alessandro e Giorgio, che grazie alle rapportature delle loro MTB, non conoscono difficoltà particolari anche sulle pendenze più accentuate.
Vi risparmio la cronaca della salita: sapete più o meno di cosa sto parlando, per cui la quota di mille metri sul livello del mare arriva abbastanza presto, ma che fatica col 34/26 che pare proprio un rapportone!
Ormai arrivati al pezzo finale, cioè ad un chilometro dall'abitato di Sega di Ala, siamo più che mai sgranati: davanti sempre Andreis ed il Bontempo, a seguire l'Orlando e Pasetto, con quest'ultimo che si ferma a riempire la borraccia alla fontana di Sega, seguo io ultimo tra gli stradisti e a seguire un ruspante Giorgio sempre a vista, mentre Pisani tribola un po' più di tutti con la sua 29er.
Io sto bene e, superato l'abitato di Sega di Ala, mi ritrovo ancora col miocardio che spinge molto bene e torna a conoscere ancora frequenze oltre i 170 bpm, tanto che rientro praticamente sui primi, anche se fino alla sella di Passo Fittanze vengo scortato dal mio fido gregario Paolo e a ruota anche il Signore delle Antenne, in zona a provare con l'altro Andreis la Lessinia Bike.
Passo Fittanze è conquistato in un'ora e 20 minuti, così ci scappa Cocacola per tutti, mentre per i tortini di mele esercito un'azione imperiosa: rinuncio a mangiarlo, ma ne faccio mettere da parte tre per il pomeriggio, quando verrò su nuovamente in macchina con Elisa ed i bambini.
Aspettiamo un po' preoccupati i due biker con le 29, che si erano fermati a fare il "pieno" a Sega di Ala, ma quando li vediamo arrivare al monumento sul passo, siamo più tranquilli. Da lì in poi è un sciogliete le righe, col Cesco Pedron che carica sul furgone oltre alla sua MTB, anche la bici dell'Andreis, l'Orlando sente invece il richiamo dell'alpeggio e ci saluta, mentre il Pisani opta per scendere a casa passando per Bosco.
Siamo invece io, Simone e Giorgio Ganassa a scendere nella calura della Bassa Valpantena per la via più breve, cioè via Erbezzo e Bellori, portando a casa 94 km totali.
Non è che morissi dalla voglia di farla la Sdruzzinà, certo prima di sabato l'unica volta che l'avevo fatta, era nel 2007 ed in MTB, così valeva la pena "provarla" anche con la bici da strada, anzi con una superleggera come la mia. Per carità, la Sdruzzinà, fatta con una bici da meno di 7 kg ed un ultimo rapporto da 34-26, è qualcosa di fattibile ed abbordabile a tanti: "va ben, son contento, te sì sta brao"; penso che rimarrà ancora lì per un po' nel suo angolino in Valdadige all'ombra del Corno d'Aquilio.
Di Marco Tenuti (del 31/08/2013 @ 11:37:23 in cucina, linkato 1688 volte)
Esperimento culinario in casa Marcante, come se non se ne facessero abbastanza. In realtà trattasi di vero e proprio esperimento culinario, perché non è Elisa a spignattare, ma in via eccezionale il Marcante che si cimenta in un qualcosa di inedito per la nostra famiglia.
Si, una pastasciutta, una bistecca, un piatto di tortellini, una pizza o una torta salata son più o meno capaci tutti di farla, ma ogni tanto bisogna provare ad uscire dai soli schemi e cercare di estendere le proprie abilità.
Visto che è stagione e che l'orto di casa mia pullula di pomodori e melanzane, perché non preparare qualcosa di stagione?
Bene: presto fatto e servito. Melanzane alla parmigiana. Andiamo pertanto con gli ingredienti per farne una bella vaschetta per 8 persone:
1500 g di melanzane
100 g di sale grosso
100 ml di olio d'oliva extravergine
500 ml di olio di semi di girasole per la frittura
2 spicchi d'aglio
1 cipolla
1750 g di passata di pomodoro
250 g di formaggio caciocavallo o provolone
50 g di Grana Padano o Parmigiano Reggiano grattuggiato
qualche foglia di basilico
Andiamo con la preparazione:
La prima fase consiste nel tagliare tutte le melanzane a strati alti un centimetro abbondante. Disponete le melanzane in una ciotola e per ogni strato cospargete un po' di sale grosso. Lasciate riposare per almeno un'ora ed in questa fase le melanzane, grazie all'azione del sale, rilasceranno un po' di liquido che andrà rimosso, compreso il caratteristico amarognolo di questa verdura. Non lasciate troppo le melanzane a riposare oltre un'ora, altrimenti assorbiranno troppo sale. Dopo questa fase lavatele bene dal sale e asciugatele.
La seconda fase, che potete intraprendere durante il riposo delle melanzane col sale, consiste nel preparare il sugo. Versate in un tegame un po' dell'olio d'oliva e soffiggete gli spicchi d'aglio e la cipolla, dopo averli tritati finemente. Aggiungete sale fino quanto basta. Dopo qualche minuto aggiungete tutta la passata di pomodoro e lasciate a bollire molto lentamente per una buona mezz'ora, cioè fino a quando il sugo avrà assunto una consistenza un po' meno acquosa. Allo spegnimento della fiamma aggiungete le foglie di basilico strappate a mano.
La terza fase consiste nel friggere le melanzane a fette. Scaldato l'olio di semi, friggete tutte le melanzane ben asciutte ed assicuratevi di asciugarle bene aiutandovi con della carta assorbente. Entrambe le superfici di ogni fetta di melanzana deve indorarsi, ma non troppo: la cottura delle melanzana verrà comunque completata nell'ultima fase.
La quarta fase è quella di preparazione della casseruola per la cottura. Cospargete il fondo con la parte rimanente di olio d'oliva, tanto da avere il fondo oleato. Aggiungete subito un po' di pomodoro. Poi andate col primo strato di melanzane fritte e colorate con un pelo di sugo di pomodoro. Andate con un'ombra di formaggio grattuggiato. Poi strato di fettine di formaggio a fette. Poi un po' di pomodoro. Così avete completato il pacchetto.
Ripetete con un altro pacchetto di melanzane e formaggio e sempre sugo di pomodoro a riempire i buchi. Se ne avete avanzate tante di melanzane e formaggio, andate pure col terzo pacchetto e coprite bene di pomodoro l'ultimo strato superiore. Cospargete ovunque col formaggio grattuggiato ovunque.
Siete pronti per andare in forno. Mettete in forno per 40' a 200C. Controllate bene durante la cottura in forno che il pomodoro finale si brucicchi quel tanto che basta, come vi aspettereste da una lasagna bolognese. Tirate fuori ed impiattate.
Adesso manca solo di inviare il fax, ma è già tutto pronto e compilato. Per me la gara di Laigueglia in provincia di Savona, ma quasi più vicino ad Imperia che a Savona sarà una gara per me tutta nuova e la seconda di quelle che ho in mente di fare per questo circuito.
Sarà una trasferta all'insegna dello sport e famiglia, visto che andremo tutta la famiglia al completo.
Leggendo qua e là - principalmente su MTB-forum, la gara sembra essere una gara non molto in stile marathon, ma più un XC bello impegnativo da fare tutto in un fiato. Nei prossimi giorni vedrò di documentarmi e di studiare bene il tracciato, in modo da non farmi cogliere impreparato o di sottovalutare questa gara, visto che è comunque classificata con tre stelline secondo il nuovo sistema di punteggio della rivista MTB Magazine.
Di Marco Tenuti (del 22/09/2010 @ 11:37:14 in MTB, linkato 1222 volte)
Vista la particolare congiunzione astrale di queste sera, cioé cielo terso, luna piena e temperatura relativamente mite anche in quota, il buon Paolo Orlandi propone a tutti gli amici ciclisti la NOTTURNA a San Giorgio.
Saranno presenti alcuni Turnover, rappresentanti del Papataso Fans Club e alcuni Aspetime. Per quanto riguarda l'orario Paolo insisterebbe per anticipare un po' rispetto agli orari, cioè di trovarsi a San Giorgio per le 21.
Non è previsto alcun terzo tempo, però se troviamo qualcosa di aperto a San Giorgio/Bosco, magari una sosta verso la fine possiamo anche farla.
Di Marco Tenuti (del 28/04/2010 @ 11:34:22 in MTB, linkato 1769 volte)
Stamattina ho dato un'occhiata alle foto scattate da Fernanda di KM Sport alla Gran Fondo Città di Garda - Trofeo Paola Pezzo. La loro presidente è sempre al seguito dei loro concorrenti, cioè in sostanza a tutte le gare in provincia di Verona, ma non solo, e il suo obiettivo è sempre in agguato ad immortalare i volti e le divise della MTB veronese, quindi un'occhio di attenzione c'è non solo per gli atleti del suo team, ma anche di quelli più rappresentativi della Verona sulle ruote grasse.
Tra i colori Turnover Studio Rehab ho trovato il Bosca, autore di una magistrale prestazione, mettendo praticamente dietro tutti i veronesi della MTB, e anche il Paolo Orlandi, che anche lui è andato forte, come sa fare quasi sempre.
Per il Bosca quest'anno bici nuova, una Sants montata con SRAM XX e SID XX Edition, oltre alle rodate e affidabili Fulcrum Red Metal Zero, disponibili solo nella versione tubeless.
Cliccate la foto per arrivare al sito di KM Sport. Per vedere l'intera gallery è necessario registrarsi.
contiene un link verso un dominio che non è, a mio avviso, autentico, cioè www.appelonline.org; badate bene che APPEL e non APPLE...
La quantità di parametri e percorso relativo del link è un po' strano, ma non sindachiamo su come Apple organizzerebbe le sue HTTP GET
contiene un errore di italiano, cioè nescessario, cosa che Apple probabilmente non fa mai
contiene un'indicazione errata, cioè dice che il questionario lo trovate in allegato, ma in realtà c'è solo un link verso una risorsa esterna
vi è una sorta di minaccia, cioè se non compilate il questionario, non ci garantiranno più la sicurezza del nostro account
quando andate al link, la prima cosa che vi viene chiesta è la login/password del vostro Apple ID: ma non era un questionario?
per garantire la sicurezza del nostro Apple ID c'è vuole allora un questionario anonimo o bisogna telefonare alla NSA?
A questo punto si impone un'interrogazione WHOIS per vedere chi è che ha registrato questo dominio appelonline.org e scoprite che c'è un certo Hamid, altro che Steve Jobs o uno dei suoi parenti o affiliati:
Domain ID:D170127411-LROR
Domain Name:APPELONLINE.ORG
Created On:08-Nov-2013 03:22:19 UTC
Expiration Date:08-Nov-2014 03:22:19 UTC
Sponsoring Registrar:Nominalia Internet S.L. (R89-LROR)
Status:TRANSFER PROHIBITED
Registrant ID:a5e621d3471c
Registrant Name:Hamid Fredi
Registrant Organization:Hamid Fredi
Registrant Street1:via carlo 78
Registrant Street2:
Registrant Street3:
Registrant City:sesto san giovanni
Registrant State/Province:mi
Registrant Postal Code:20123
Registrant Country:IT
Registrant Phone:+39.3467333879
Registrant Phone Ext.:
Registrant FAX:
Registrant FAX Ext.:
Registrant Email:milanoestrade15@libero.it
Admin ID:a5db2338b221
Admin Name:Fredi Hamid
Admin Organization:Hamid Fredi
Admin Street1:via carlo 78
Admin Street2:
Admin Street3:
Admin City:sesto san giovanni
Admin State/Province:mi
Admin Postal Code:20123
Admin Country:IT
Admin Phone:+39.3467333879
Admin Phone Ext.:
Admin FAX:
Admin FAX Ext.:
Admin Email:milanoestrade15@libero.it
Tech ID:NIC_PIR_TECH
Tech Name:Technical Department
Tech Organization:Nominalia Internet, S.L
Tech Street1:Josep Pla 2, Torres Diagonal Litoral, Edificio B3, planta 3-D
Tech Street2:
Tech Street3:
Tech City:Barcelona
Tech State/Province:Barcelona
Tech Postal Code:08019
Tech Country:ES
Tech Phone:+34.935074360
Tech Phone Ext.:
Tech FAX:+34.933102360
Tech FAX Ext.:
Tech Email:tecnico@nominalia.com
Name Server:DNS1.NOMINALIA.COM
Name Server:DNS2.NOMINALIA.COM
DNSSEC:Unsigned
La cosa peggiore è nessuno dei motori di ricerca e di verifica di link individua il caso di malware/phishing/scam!!!
Di Marco Tenuti (del 30/04/2010 @ 11:32:56 in MTB, linkato 1423 volte)
Arriva anche il video di Flavio Brunelli, del team Strazzer. Nelle battute iniziali si può notare anche la Silvia Rossi e il Paolo Orlandi, che dribbla un bel po' di ciclisti.
Capita ogni tanto indifferentemente su Windows XP, Vista, ma anche recentemente su Windows 7, che un utente fa per loggarsi sul suo computer e non si ritrova più nulla: sfondo dello schermo predefinito, icone predefinite, documenti e musica predefiniti, cioè cartelle vuote.
Ad uno non può che prendergli il panico e si chiede subito dove sono finiti tutti i suoi file.
In realtà l'impressione è quella non solo di aver perso i propri file, ma anche tutte le configurazioni di programmi come il client di posta elettronica (e tutta la posta elettronica!) ed i preferiti del proprio browser (per chi non usa un account sul cloud, come succede con chi ha un account Google o un account iCloud).
Poi uno si raccapezza un attimo e scopre che in realtà i file ci sono più o meno tutti nel posto dove sono sempre stati e cioè in:
C:\Users\MioNome\
mentre il nuovo desktop, i nuovi documenti, le nuove immagini, i nuovi video ed i nuovi file musicali si trovano probabilmente in un altro posto e cioè:
C:\Users\TEMP\
È sostanzialmente un problema che si può sistemare andando su registro.
D'ORA IN POI LE ISTRUZIONI SUGGERITE POTREBBERO PORTARE AL BLOCCO COMPLETO DEL VOSTRO SISTEMA OPERATIVO WINDOWS. PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE PRIMA DI PROCEDERE E, NEL DUBBIO, EFFETTUARE UN BACKUP COMPLETO DEL REGISTRO DEL VOSTRO SISTEMA.
Ora che vi si sono drizzati i capelli, andiamo avanti. Ecco in brevi passi cosa c'è da fare:
lanciare regedit
andare alla posizione HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\ProfileList
ci saranno probabilmente due profili del tipo S-1-5-21-XXXXXXXXXXXXX, uno con parte finale .bak e l'altro senza
col giochino delle tre carte bisogna sostanzialmente scambiarli
aggiungere .ba al profilo senza
togliere .bak a quello che ha .bak finale
modificare quello con .ba temporaneo e farlo diventare .bak
ora entrate dentro in quello che ora è senza .bak e modificare il valore RefCount portandolo a 0
sempre dentro lo stesso profilo portare il valore State e portatelo a 0
chiudete regedit
non fate nient'altro e riavviate il computer
Al successivo riavvio dovrebbe essere tornato tutto a posto.
Meglio comunque che andiate a vedermi questa guida completa in lingua inglese su Seven Forums, dove sono trattati molti più casi che possono succedere quando si incasinano i profili account di Windows.
Di Marco Tenuti (del 04/01/2010 @ 11:31:14 in MTB, linkato 1308 volte)
Appena postato dal Pezzo, ho il piacere di postare anch'io sul mio blog l'ottimo lavoro di Alessandro Zanini, iscritto nella fila di uno dei team maggiormente rappresentati alla GF del Pandoro, ossia Verona Bike.
Di Marco Tenuti (del 22/02/2010 @ 11:30:03 in MTB, linkato 1475 volte)
Ieri ho pedalato per la mia prima volta sulla costa bresciana del Lago di Garda. Era l'unica parte che mi mancava del lago benacense e l'ho fatto in compagnia degli amici Rodelliani di Castiglione delle Stiviere.
Ci eravamo più o meno accordati durante la settimana, per fare un giro che includesse le classiche strade e stradine pedalate dai ciclisti dell'alto mantovano e del bresciano ed è così che ho scoperto il territorio bresciano dal punto di vista ciclistico.
Tutta la zona da Desenzano del Garda fino a Salò e Villanova sul Clisi la conosco più o meno vagamente, visto che ci passo all'incirca una volta all'anno in compagnia degli amici rallisti, Fit, Duda e Gianni, quando si va sulle prove del Rally Millemiglia, ma questa volta non mi son fatto pregare due volte per andare a pedalarci anche in bici.
Purtroppo gli amici del Pappataso Fans Club hanno declinato l'invito ed hanno preferito rimandare questo suggerimento più in là nel corso della primavera, temendo in una giornata fredda: solo Paolo Orlandi è stato invece di avviso diverso e, quando si tratta di abbracciare nuove avventure sportive, nemmeno lui si fa supplicare, visto che non ha vincoli familiari o affettivi. Effettivamente ieri mattina l'appuntamento alle 7.45 sotto casa mia era decisamente freddo per essere già in sella. Ne sa qualcosa Paolo, che veniva giù da Grezzana fino a Quinto, semplicemente in sella alla sua Wilier.
Buttata anche la sua bici in macchina, ci siamo trasferiti rapidamente verso Desenzano del Garda in A4, dove ci siamo vestiti e abbiamo messo le nostre bici in ordine di marcia in zona Piscine di Desenzano, dove c'erano il Bazzo e qualche suo compagno di team, oltre a Fabione del Team Sculazzo e Alessandro, anche lui di Guastalla.
Dopo qualche chilometro ci ricongiungiamo anche col resto del team Rodella e ci ritroviamo a pedalare lungo la sponda bresciana in un gruppetto di una dozzina di ciclisti. E' tutto un mangiaebevi la parte iniziale, anche se le pendenze ed i dislivelli non sono mai significativi, ma è giusto quello che ci vuole per scaldare le gambe e rompere il fiato.
C'è da dire che il gruppo non bada mai alla prestazione velocistica e quando viene superato da qualche altro team di "scalmanati", come ad esempio il Team Zanola, il ritmo aumenta magari per un paio di chilometri, ma la cosa non sfiora minimamente il lato agonistico dei rodelliani e il gruppo che sorpassa se ne va senza lasciare il segno. Insomma io e Paolo intuiamo una volta tanto che non siamo finiti in una combriccola di "invasati" - ogni riferimento è puramente casuale - ma in quella di un gruppo di "amatori" che amano sì di tanto in tanto lo scattino, ma che fanno tutto il possibile per mantenere sempre il gruppo compatto e sereno. La media è comunque sempre tra i 34 ed il 38 km/h - quindi fermi proprio non siamo - col Fabione che fa lo sborone per tutta la giornata, visto che la sua Scott CR1 monta per l'occasione i cerchi Phazek ad alto profilo del Bazzo, quindi è suo diritto e dovere provarli per bene e quindi stare davanti spesso e volentieri a tirare il gruppo.
A San Michele perdiamo tutti i rodelliani tranne i fratelli Bazzani e rimaniamo in sei: continuiamo in direzione Limone e svoltiamo a sinistra poco prima delle gallerie. Ci aspetta la salita del Navazzo. Mi scambio la bici col Fabione, tanto per mortificarlo un altro po' - la sua lista della spesa prevede nell'ordine cerchi ad alto profilo, supertelaio Addict R2 2009 e aggiornamento di qualche componente del gruppo - e capisce che le geometrie ed il peso della Addict son un altro importante step in avanti. Alché si ferma subito e mi restituisce subito la mia Addict, quasi a voler evitare ulteriori problemi in famiglia nei prossimi mesi, tanto non cambia nulla: il suo percorso è già segnato...
Tornando alla salita del Navazzo, mano a mano che saliamo, la vista sul lago di Garda è sempre più struggente e incantevole. Ci son perfino dei tornanti quasi a sbalzo che invitano a togliere il gas e a fermarsi per scattare una foto. La grande distesa d'acqua anticipa il grande monumento del Monte Baldo, tutto imbiancato e appena sotto il livello della neve le tracce ben visibili sia delle località di Prada che la salita di Punta Veleno. Se ravanate su Facebook, di foto di ieri ne trovate in quantità, comprese queste panoramiche.
La salita di Navazzo non presenta mai pendenze importanti: è però molto tortuosa ed è un divertimento sia nei rilanci in salita, che nella guida in discesa. Nessun fuorisoglia per nessuno: solo il Fabione stenta qualcosina in cima e, dopo esser arrivato in cima ultimo nel gruppo, si offre spontaneamente di pagare il giro di caffé e cappuccini. "Grazie Fabio e a buon rendere: la prossima volta ci diamo dentro il doppio tanto di farti arrivare ultimo"!
Al baretto su a Navazzo la quantità di bici parcheggiate è impressionante. Il tempo di guardare anche qualche bici da freeride ed i loro ciclisti bardati come dei motocrossisti, con un livello di protezioni adeguato all'uso.
Si torna giù per la stessa strada che abbiamo pedalato in salita, perché la discesa dall'altra parte ci porta in Valvestino e quindi troppo fuori mano, mentre l'orologio invita a puntare celermente verso Salò e poi verso Desenzano.
Così il ritorno è un po' veloce e bisogna stare un po' più attenti alle automobili, più o meno diligenti, perché scegliamo per la parte finale del nostro tragitto la strada statale e solo un accenno di fuorisoglia ci scappa su per i tornanti di via Zette.
Si arriva così a Desenzano in scioltezza con un buon 90 km nelle gambe e acido lattico praticamente nullo, coi fratelli Bazzani e i guastallesi che si concedono una bella birra media seduti ai tavolini sul lungolago, magari ammirando anche qualche coscia slanciata in mostra in questo anticipo di primavera, mentre per me e per Paolo le lancette dell'orologio segnano il tempo e dobbiamo scappare verso la via di casa rispettivamente per altri impegni familiari e sportivi.
In conclusione: un ottimo giro tra amici con paesaggi collinari, che non hanno nulla da invidiare a quelli tra Lazise e Torri del Benaco, da ripetersi assolutamente più avanti nella primavera o nel corso dell'estate. L'idea di andarci in bici direttamente da Verona può essere ragionevole o irragionevole a seconda delle condizioni meteo e della disponibilità di tempo per i partecipanti, altrimenti non vedo grossi problemi ad andare e tornare fino a Desenzano con la macchina, come abbiamo fatto ieri io e Paolo.
Di Marco Tenuti (del 24/04/2011 @ 11:27:48 in MTB, linkato 2699 volte)
L'appuntamento della veglia pasquale per i belgi del GC Grezzana è il solito, ore 8.00 di fronte al Ciao e nel piazza della P2. Solo una defezione eccellente, quella del Presidente, che si è messo a disposizione della sua famiglia per alcune domestiche. Due presenze di spessore però, quella degli amanti dei marathon, ossia il Marcante e l'Orlando direttamente dal team di via Carrara. Al via da Grezzana anche mister Zanetti.
Strada facendo, alla iena di Alcenago, il Personal ed Alba, si aggiungono il Pollinari, nonché il Grego. L'obiettivo di giornata è però molto ambizioso: arrivare a La Piatta, località dove si trova il Rifubio Bepi Bertagnoli in alta Val di Chiampo. Solo che per arrivarci si sceglie anzitutto un trasferimento relativamente veloce, cioè dopo esser passati per Ponte Florio, San Martino Buon Albergo, le Quattro Strade, il Donzellino e Tregnago, si arriva a Badia Calavena, dove si comincia con l'antipasto del succulento menu, ossia la Badia-La Collina. Lungo questo lungo tragitto, l'onore anche di tirare su uno dei nostri sponsor, ossia il Mario del Ciao, che affronta con noi la prima asperità.
Questo antipastino conduce però alla tortuosa discesa che porta poco sopra l'abitato di San Giovanni Ilarione, solo che troviamo solo meno di un minuto per inglutire una barretta, salutiamo Mario che volge verso casa e per noi si sale verso Castello e Nanon in direzione Chiampo. In paese una splendida vigilessa ferma pure la colonna di macchine, per far passare il manipolo di ciclisti.
Solo che Chiampo è solo un intermezzo che dura qualche minuto: si sale di nuovo sulla costa orientale della Val del Chiampo, verso Nogarole Vicentino, dove un lunghissimo mangiaebevi ci fa attraversare piccole contrade e le frazioni di Mastrotti e Campanella. All'attacco di questa salita è il Zanetti a sferrare la zampata. Il resto del gruppo lascia fare, tanto la salita è lunga e ce n'è da menare prima di arrivare al paese di Altissimo. Arrivati ormai ad Altissimo, che lasciamo alla nostra sinistra, sono Zanetti, il Pollinari e Grego ad alzare bandiera bianca: ritornare a Verona non è comunque affar semplice nemmeno per loro.
Cinque sono gli irriducibili che proseguono verso Castelvecchio e Marana, dove scatta la pausa brioches: in realtà trattasi di una baguette con salame casalino, che il duo Turnover addenta quasi con cattiveria. I fratelli Grobberio ed il Personal optano per i panettini nelle scarsele, ma sulla lattina di Cocacola non c'è dubbio: tutti all'unisono.
L'orologio è tiranno e Rifugio Bertagnoli è ancora lontano: in più arrivare a contrada Lovezzi vuol dire tutto un suo e giù con rampe dal 15%. Tutti i nostri uomini arrancano con gli ultimi rapporti a disposizione, ma non demordono. Ormai a Campodalbero la scalata del Marcante viene interrotta da una telefonata, ma gli uomini al comando procedono al passo della Elena e quindi il rientro è facilitato dopo un centinaio di metri di dislivello.
Si supera quota 900, poi 1000, poi perfino la neve a mo' di noce di cocco e qualche foto di rito: Rifugio Bertagnoli è sempre più vicino, dall'alto della sua quota a 1240 metri. Peccato che il Garmin dell'Orlando abbia ceduto di schianto ancora parecchi chilometri fa. L'uomo GPS non è più in grado di snocciolare numeri e pendenze, ma cerca di arrabattarsi col ciclocomputer della pesca, di cui è comunque equipaggiata la sua superleggera Wilier. Ancora una volta i sistemi ridondanti funzionano e servono a qualcosa.
La pendenza per arrivare a La Piatta non supera mai l'8%, per cui gli uomini fanno un ritmo consono per tutti, mentre la Iena non vuole interferenze e chiaccheratori e si concentra sul suo passo dietro a pochi metri. Al rifugio il tempo di una foto, ci si veste per benino ed i manicotti dell'Alba diventano del Marcante, uscito praticamente da casa in bermuda e canottierina senza maniche.
La discesa verso Crespadoro è lunghissima. Il Personal incappa subito in una foratura alla zona "noce di cocco". Il suo Vittoria Roubaix presenta una bella falla causa "maroccolo morenico". A valle proseguono speditamente l'Orlando e la Elena, col Marcante che rientra su di loro ed avvisa della foratura nelle retrovie.
Il ricongiungimento avviene ormai a Ferrazza, contrada poco sopra Crespadoro. Qui parte il cronometro dell'ultima asperità di giornata, nientepopò di meno che la salita del Durlo, alla prima assoluta per il Marcante. In realtà non si passa dalla frazione Durlo, ma si decide di svoltare a sinistra al ponticciolo. Quelli informati parlano di 600 metri di dislivello, in realtà sono quasi 800 ed il piccolo serbatoio dell'ingegnere si svuota a due terzi della salita. Il Personal non si spiega dell'ammutinamento del compagno di avventura, ma quando la spia della riserva si accende, bisogna passare in modalità economy, quindi anche la lingua è meglio che se ne stia ferma.
Dalle retrovie il turbodiesel common rail della Elena avanza imperterrito e non accenna al minimo cedimento. Per tutti l'obiettivo è il negozietto ai Tebaldi, descritto dall'Orlando come il Bengodi della Parco Forestale di Giazza a quasi 60 chilometri dalla città scaligera. Arrivare a questo negozietto è un gesto eroico ed il miraggio si trasforma al più presto in realtà. Al Marcante si illuminano gli occhi alla vista del banco salumi e la colomba Bauli da 1 kg.
Fettone da 160 grammi di pan casalingo con l'uvetta per quasi tutti, fiumi di cocacola. La Iena di Alcenago opta per il panozzo al salame. Per l'Orlando addirittura un tortino al limone della pasticceria Valdiporro da 400 grammi tutto per lui e snack finale, il Duplo, offerto dal Personal, un tocco di prelibatezza per tutti quanti!
Ricaricate le pile, la discesa verso la Val d'Illasi è una soddisfazione più unica che rara. A Sant'Andrea, l'Orlando arriva primo e fiuta la direzione del vento, perfettamente allineato verso nord. Il Paolo insiste per scalare verso la Bettola di Velo, ma il Marcante non ne vuole sapere. Fino a quel punto il dislivello accumulato è ben oltre i 3000 metri ed il resto del gruppo conferma l'orientamento dell'ingegner Marcante. Solo la gran gamba dell'Alba se la sentirebbe di scalare anche Santissima Trinità, ma l'ora è tarda e la Valpantena è ancora a 40 km.
Pertanto dopo un paio di cambi del Marcante e l'Alba, l'Orlando prende il comando delle operazioni e, forte dei 1400 kcal del tortino al limone, si mette a menare a velocità di crociera tra i 45 e i 50 km/h, mentre le carrozze al seguito godono appieno della corsa gratuita. E' solo il semaforo di Illasi e fermare la corsa in direzione scaligera.
Dalle Quattro Strade in poi, la velocità cala un po', mentre il ritorno è esattamente quello fatto all'andata, con l'unica variazione in zona Novaglie, dove si opta per il rientro da via Segorte, invece che risalire verso il vallonato che conduce a Sezano.
Che dire: c'è gente che è abituata a menare per duecento chilometri ed oltre, ci sono ciclisti abituati a parlare tanto e muovere solo la bocca, c'è gente che dopo i primi ennemila metri di dislivello comincia un po' a sentire la stanchezza sulle gambe, ma su una cosa tutti i nostri uomini sono stati completamente d'accordo: la determinazione. Sia i reduci del Fiandre che della Marathon di Bracciano portano a casa un'uscita a dir poco allenante sulla resistenza e la tenuta sulla distanza.
Di Marco Tenuti (del 21/08/2008 @ 11:27:31 in MTB, linkato 2766 volte)
Inutile nascondere che è stato di grande stimolo il giro in bici fatto domenica dal Pezzo e il Radu ed oggi mi sono ripromesso di farlo anch'io ricalcando sostanzialmente i loro passi.
La sveglia, martedì mattina, ha suonato alle 6.35, con la ferma intenzione di partire da casa alle 7.00 e rientrare abbastanza presto, ma poi il sonno ha preso il sopravvento e son riuscito a partire da casa solo alle 8.50. Le prime pedalate fino a Marzana e Grezzana sono un po' faticose, ma è più che altro l'impostazione mentale che non ne vuole sapere di arrivare fino al Monte Cornetto.
Continuo a pedalare molto tranquillamente in MTB sull'asfalto che da Grezzana conduce a Stallavena e al semaforo rosso di Stallavena, mi si affianca un trattorone con tanto di ciclista con bici Carrera al seguito che si defila e attacca subito a salire in direzione Lugo. "Questa è la mia esca per qualche chilometro", penso tra me. La molla mentale scatta immediatamente e la voglia di pedalare manda subito a mille le energie. Seguo pertanto a distanza il ciclista ed entro nell'abitato di Lugo che gli riprendo la ruota. Solo a Bellori penso che è il caso di scambiare qualche parola e affrontiamo assieme la salita del vaio della Marciora.
Paolo di Quinto ha un'ottima pedalata e sale molto efficacemente ed io sto bene alla sua ruota, che tra una parola e l'altra arriviamo alla contrada Barozze con un buon tempo. Lì ci salutiamo perché le nostre strade si dividono: io salirò a Fosse verso il Corno d'Aquilio, mentre lui salirà su asfalto da Selvavecchia verso Passo Fittanze.
Lungo il percorso in solitario da Fosse verso il Cornetto, ho l'occasione di scambiare qualche SMS col Radu, che segue a distanza la mia libera iniziativa, ma sono molto sorpreso quando scopro che la strada è stata asfaltata fino al tornante per un buon paio di chilometri, agevolando sensibilmente la risalita. Anche il pezzo dal tornante in poi presenta un fondo molto compatto e veloce e sono ancor più rinfrancato da una giovinotta in carne che scende a piedi con due capezzoli che caratterizzano indistinguibilmente le pieghe della maglietta attillata. La mia pedalata fino al Col di Pealda Bassa è efficacissima ed arrivo su in tempi assolutamente eccezionali rispetto a quelli con cui risalivo sul Corno d'Aquilio a tempi della Bissa, quando ero almeno quindici chiletti in più.
Il tempo di scattare qualche altra foto e poi via di nuovo attorno alla cima del Monte Cornetto, dove mi imbatto da subito in qualche mucca al pascolo, poi in un paio di signore in cerca della retta via per il Corno e poi in un altro sciapo di vacche intente a ruminare l'erbetta.
La discesa verso Passo Fittanze se ne va in un attimo e, arrivato alla baita del passo, rivedo il buon Paolo, già arrivato da qualche minuto assieme ad un gruppo di ciclisti di Lugagnano. La doverosa pausa è caratterizzata da una cocacola e un saccottino di mele e dà il tono alla risalita da Passo Fittanze verso il Passo del Pidocchio, sempre assieme a Paolo e superando i lugagnanesi. Mettiamo lo smanicato e poi torniamo giù verso Castelberto, solo che io prendo di nuovo la strada sterrata per Malga Vallina di Sotto e saluto definitivamente Paolo.
La discesa per Malga Vallina di Sotto la faccio seguendo scrupolosamente le indicazioni della Lessinia che danno il Ponte dell'Anguilla a circa un'ora e mezza per chi la voglia fare a piedi. Anche alla Malga si presenta il bivio tra il sentiero che porta a Malga Derocon e il Vaio dell'Anguilla, ma, una volta arrivato a Malga Arnezzo, le indicazioni spariscono completamente e una coppia di signori di mezza età fermi a fare il picnic mi suggeriscono di tornare indietro fino all'asfalto e prendere un'altra strada. Mio malgrado mi rifaccio quasi 2 km di salita e almeno 150 metri di dislivello, ma la gamba è ottima e torno su all'asfalto in un men che non si dica.
A questo punto decido di prendere la strada sterrata assolutamente non indicata che parte poco sotto Malga Vallina di Sopra e con più di qualche dubbio nella mente. Dopo circa mezzo chilometro ti ritrovo una macchina che risale lentamente, il cui guidatore mi rinfranca sulla scelta fatta. Arriverò nel vaio dell'Anguilla appena dopo la sbarra e da lì in poi sono definitivamente rassicurato sulla scelta fatta.
Scattata qualche foto di rito, mi fiondo giù per il Vaio dell'Anguilla e lascio andare di gusto la bici, passando molto velocemente alla Fontana degli Alpini e arrivano di nuovo in fondo al vaio a gran velocità. Il pezzo finale della discesa, cioè quello che conduce al Ponte dell'Anguilla, presenta un fondo un po' erboso e poi sassi smossi, che invitano a scendere a velocità pazzesca, tanto è vero che strabuzzo gli occhi quando vedo per un attimo i 45 km/h. Prendo pure male qualche sasso che a momenti fasso un volo infinito, ma con una buona dose di Q, non perdo il controllo della bici e la porta fora anca sta olta.
L'attraversamento della foresta dei Folignani è qualcosa di spettacolare, per quello che può offrire la natura della Lessinia. La consiglio assolutamente a tutti coloro che non abbiano la gamba di andare fino a Passo Fittanze, ma che hanno la possibilità di farsi accompagnare in macchina.
Tornando alla cronaca del mio giro, prendo la strada in direzione Erbezzo, salto rapidamente, passo a Contrada Zagari per salutare amici di famiglia, e poi giù rapidamente dall'asfalto verso Corso, Bellori e Grezzana.
Il computer segna 73.7 km ai 20.1 km/h di media e circa 1850 metri di dislivello. Per chi volesse la traccia GPS completa, la trova qua: attenti che contiene anche lo "sbaglio" verso Malga Arnezzo, ma l'ho lasciato apposta, così lo potete apprezzare nel caso in cui cadeste anche voi in tentazione.
Di Marco Tenuti (del 16/05/2012 @ 11:26:15 in MTB, linkato 1712 volte)
A distanza di qualche giorno eccomi anch'io a commentare le novità della Lessinia Legend, edizione 2012, dopo che lo ha fatto compiutamente il Papataso sul suo blog.
Le mie impressioni generali sono sostanzialmente sulla linea di Andrea, cioè che la Legend 2012 sarà probabilmente ricordata come la più dura di sempre, perché il dislivello totale sarà da record e soprattutto per come il tracciato Extreme si avvicina all'arrivo.
Se già questo vi basta per terminare la lettura, non disperate: il comitato organizzatore ha mantenuto sostanzialmente inalterato il percorso Classic rispetto all'edizione 2011. Per chi non ha una preparazione estrema o quantomeno da marathon, consiglio molto caldamente di non farsi tentare dalle sirene ammaliatrici delle imprese impossibili: il percorso Extreme non è da tutti, inutile che stiamo qua a girarci intorno.
Il percorso Classic assicura un po' tutto quello che si può desiderare da un eccellente percorso di mountain bike collocato in montagna - condizione necessaria, ma non sufficiente per una bella gara di mountain bike - e mi pare doveroso ricordare bene questa cosa. Si parte anzitutto già in quota, a Velo Veronese e per tanto caldo che possa essere la giornata, non potrà che essere una temperatura gradevole, trovandoci a 1100 metri sul livello del mare.
Al tre, due, uno, via ci si sgrana su una salita asfaltata, dove le gerarchie vengono presto stabilite, nel caso in cui riteniate che il vostro posizionamento in griglia non adeguato, senza la preoccupazione, per chi va forte, di rimanere imbottigliato dietro a gente più lenta e l'analoga preoccupazione, per chi non è un fulmine in salita, di ostacolare i più veloci ed incazzati. Anche chi va piano, ma che ritiene di essere bravino in discesa, una volta raggiunto il GPM del Monte Tomba, c'è assolutamente modo di lasciar scorrere le proprie ruote, meglio ancora se grandi, nella lunga discesa che riporta all'arrivo del percorso Classic, cioè i tratti dal Monte Tomba a San Giorgio e dal Passo Malera a Velo Veronese.
Tutto lo scenario in cui si ambienta il percorso "corto" è assolutamente fantastico: avete tutta la Lessinia sotto le vostre ruote ed in lontananza potete ammirare l'intera pianura padana, arrivando a vedere perfino gli Appennini ed il Mare Adriatico, se il cielo e l'umidità padana lo consentono. Se siete orientati a percorrere il Classic in un tempo superiore alle 2h30', godetevi questo spettacolo.
Per chi invece ha già deciso di percorrere l'intero percorso Extreme, non c'è da farsi prendere la mano nei primi 40 chilometri. La voglia di tenere le ruote più veloci che probabilmente taglieranno corto a Velo è tanta, ma sappiate gestirvi più che mai, perché la benzina necessaria per risalire la Val d'Illasi è tanta e potreste finirla prima del previsto.
Appena lascerete l'abitato di Velo Veronese, comincerete un tratto abbastanza tecnico in discesa, dove c'è da affrontare qualche piccolo gradino lungo parecchi single track assolutamente degni di un cross country. Non ci sarà nemmeno l'ansia di sgomitare con gli altri concorrenti, perché si arriverà abbastanza sgranati con già due ore abbondanti nelle gambe. Anche i tratti successivi di Malga Vazzo rimangono molto panoramici e divertenti. La prima parte della "seconda parte" io la considerei qualcosa di interlocutorio, dove cercare di approfittare per alimentarsi e divertisi. Scorreranno così le contrade di Sartori, Erbisti, Gardun, il Monte Capriolo e contrada Corlaiti senza particolari ansie o difficoltà.
Arrivati però nel punto più basso della gara, nel vaio tra San Rocco di Piegara e San Mauro, cominciano delle parti ben delineate, chiamiamole d'ora in poi "settori", in cui si può dividere il percorso fino all'arrivo. Questo è senza dubbio un vantaggio non da poco, perché consente di gestire bene le energie e di trattenersi fino all'arrivo.
Il primo settore è l'ascesa al Monte Moro: dal vaio si risale fino su a San Mauro di Saline, dove ci si aspetta la scalata a Monte Moro. E' un tratto non molto lungo, meno di mezzo chilometro, ma in cui ci alza di circa un centinaio di metri di altitudine. Già presente nell'edizione Marathon del 2011, qui non c'è molto da fare: c'è solo da mettere l'ultimo rapporto utile, ma non c'è alcun problema di grip, basta solo fiato e gambe.
La conquista di Monte Moro introduce ad un lungo pezzo di divertimento, un "settore" completamente di riposo per le gambe, cioè la discesa che porta giù a Badia Calavena, cioè la caduta in Valdillasi da quota 900 metri fino a poco sotto 500 metri. Sbloccate la forcella, fate la traiettoria ideale e di tanto in tanto toccate i freni!
Il successivo "settore", da Badia Calavena fino a Sant'Andrea segue un tratto pedalabile, però che presenta qualche piccolo dentino e anche un piccolo single track su erba, che abbassa la velocità media e non fa guadagnare quota.
Ecco poi un "settore" inedito ai più: si guada il torrente Illasi - è obbligatorio scendere dalla bici perché non si riesce a passare standosene in sella - e si risale sulla costa orientale della vallata in direzione contrada Anselmi e contrada Gauli. Lungo questo settore sono presenti un dente iniziale, corto, ed uno finale, decisamente più lungo ed impegnativo, che possono far male, ma tutto il tratto centrale è caratterizzato dall'ascesa sull'asfalto della strada vecchia che porta a Campofontana e da un interessante strada forestale, dove si può fare velocità, prestando un po' attenzione nei punti in discesa con sassi e fondo leggermente smosso. La condotta di gara in questo "settore" è fondamentale per il completamento della gara. Amministratevi ancora, perché ne avrete tutto il bisogno per gli ultimi due.
Segue infatti il "settore" della discesa a Giazza: è un single track in discesa con curve molto strette a gomito, in cui più di qualcuno scenderà dalla bici per girarsi e dai pezzi sotto bosco dove le foglie coprono le asperità sottostanti, compreso qualche piccolo gradino e qualche roccetta, che può riservare qualche spiacevole sorpresa, compreso qualche capottamento. Per quel che mi riguarda, procederò abbastanza cautamente, poiché la lucidità potrebbe essere ormai compromessa essendo probabilmente alla fine della quinta ora in bici.
Infine l'ultimo "settore", il più dibattuto e temuto di tutti, l'Inferno di Pietra, che da quando il gruppo di Velo Veronese, capeggiato dal sindaco e biker Emiliano, lo ha ripulito perfettamente - e di questo bisogna assolutamente ringraziarli per l'impegno profuso a favore della Lessinia ed in particolar modo della "sua" gara - non è più inferno, ma un po' più "purgatorio". Prima non avevo altra scelta che spingere la bici per qualche centinaio di metri per l'impraticabilità del fondo, adesso invece riesco a salire in qualche modo: questa salita è al limite delle mie possibilità aerobiche, nel senso che mi verrebbe voglia di tanto in tanto di alzarmi in piede, ma non ce n'è più, non c'è motore.
Non ho altra scelta che salire con l'ultimo rapporto, il 26/36 su 29er, e tenere sempre sott'occhio il cardiofrequenzimetro, cercando di tenere una riserva di 5-10 battiti e poter superare i numerosi scalini ed ostacoli che si trovano da quota 750 metri fino a 1250.
Qualche volta vi capiterà di dover mettere il piede a terra, ma io sono riuscito a ripartire sempre dal punto in cui mi sono fermato, per cui ci vuole solo una grossa forza di volontà per completare questo lungo "settore" di fatica pura. E' insomma affare per stambecchi e per caprioli, più che per passisti come il sottoscritto, ma se il paradiso dell'Alta Lessinia lo si guadagna passando atttraverso questo purgatorio di pietra, ho già deciso che voglio meritarmelo anch'io.
Ah, il tratto in salita si conclude definitivamente a quota 1270 metri, dopo un altro paio di chilometri di carrareccia forestale molto larga e molto pedalabile, intervallata anche da qualche pezzo piano o in leggera discesa, così come gli ultimi 5-6 chilometri in cui la gara può dirsi definitivamente conclusa: potete sistemarvi per le foto finali.
Durante la mia ultima ricognizione, di sabato 12 maggio, ho apprezzato molto il fatto che sia stata tolta la circumnavigazione del Monte Purga. Era un pezzo tecnicamente molto bello e godibile, ma si sarebbe concluso con un tratto in leggera salita su asfalto o addirittura col cementone dell'edizione finale 2011, ascesa che avrei voluto assolutamente evitare dopo la tribolazione del sentiero E5, le Gosse. L'organizzazione ci ha fatto questo enorme piacere e pertanto dopo le Gosse si può urlare - come si faceva a naja una volta - che è "finitta".
Ricordate pertanto, se fate l'Extreme, dopo il bivio di Velo Veronese, cioè dopo 2 ore abbondanti da gara con già 1300 metri di dislivello nelle gambe:
la leggera discesa da Velo Veronese-Sartori-Erbisti-Gardun-Corlaiti (tecnica)
la risalita dal vaio verso San Mauro di Saline e Monte Moro (fiato e gambe)
la veloce discesa in Valdillasi (divertimento)
il tratto interlocutorio da Badia Calavena a Sant'Andrea (alimentazione)
la costa orientale della Valdillasi (gambe e concentrazione)
il single track sottobosco verso Giazza (lucidità)
l'ascesa sull'Inferno di Pietra, il sentiero delle Gosse (sofferenza)
i chilometri finali di discesa verso il traguardo di Velo Veronese (rilassamento)
In generale il percorso Extreme è davvero una gara ultramarathon completa in tutto e per tutto. Non manca proprio di nulla: scenari e paesaggi veramente suggestivi e naturali, tratti in salita abbordabili e denti più o meno velenosi dove stringere i denti, discese veloci e discese tecniche, single track nella natura e pure qualche single track nel sottobosco dove sfoderare le proprie doti enduristiche ed infine la ciliegina sulla torta. Ci voglio essere anch'io.
Di Marco Tenuti (del 12/12/2009 @ 11:25:03 in viaggi, linkato 1561 volte)
Dopo parecchi giorni di acqua in quel di Rio di Janeiro, giovedì mattina abbiamo abbandonato la metropoli carioca in direzione Paraty. La scelta della strada non è stata delle più felici, ma ci siamo fidati ciecamente delle indicazioni di Google Maps, il quale ci ha fatto prendere l'autostrada Dutra in direzione San Paolo, anziché prendere l'autostrada litoranea che collega Rio a Angra Dos Reis.
Dopo quasi 100 km di autostrada, per uscire da Rio de Janeiro lungo l'Avenida Brasil e il toboga autostradale che porta da quota 200 metri sul livello del mare fino a quota 900, roba che salire da Stallavena a Boscochiesanuova è una passeggiatina al confronto, ci siamo ritrovati a fare un tormentone lungo 75 km da Barra Mansa fino alla BR-101, cioè la statale che porta da Angra Dos Reis fino a Santos. Una sequenza di curve a medio raggio dove ho avuto modo di mettere alla prova gli stomaci di tutto il mio equipaggio.
Poco male: siamo arrivati a Paraty e ci siamo ricongiunti coi nostri amici Nelson, Mercia ed Henrique, più che mai ospitali e accoglienti, solo che il tempo è rimasto incerto e piovigginoso per tutta la sera e la notte: la passeggiatina nel dopocena è stata caratterizzata da una pioggerellina talmente fitta, capace di entrare in qualsiasi tessuto ed indumento.
Entrare a Paraty sembra di entrare in una città d'altri tempi: le strade asfaltate sono pochissime, mentre quelle centrali della cittadina sono tutte lastricate o di pietra, che costringono una camminata a piedi o un attraversamento in macchina a qualcosa molto avventuroso, roba da sbloccare la forcella...
L'attività di monitoraggio bici è continuata per tutta la serata. Anche a Paraty imperversa una marca su tutti, cioè bici Caloi ovunque, che sembra essere il distributore e il produttore principale nello stato di Rio de Janeiro. Nel negozio principale di bici, ho addirittura ammirato una bici Caloi con carro completamente in carbonio e gruppo Deore LX, mentre la forcella era una SID Tora, cioè un nuovo record per la categoria Brasiliane.
Tutti a letto non tardissimo a condividere la notte con le zanzare del posto, non particolarmente velenose in fatto di punture ed iniezioni, ma sicuramente più che mai agguerrite nel non demordere in camera da letto. Tutta la notte l'abbiamo fatta sotto il lenzuolo con una temperatura ambientale ben oltre i 30°C.
Per fortuna che lassù il buon Dio ha chiuso il rubinetto dell'acqua e stamattina abbiamo goduto appieno del cielo nuvoloso e poco nuvoloso, concedendoci un'uscita col barcone di un paio di ore e mezza. Piccolo attraversamento della baia di fronte a Paraty e poi abbiamo fatto gettare l'ancora presso un isolotto a circa 7 km, dove abbiamo anzitutto guardato delle enormi "lagarto" appollaiate sulla roccia e poi ci siamo tuffati nell'acqua per fare un po' di snorkeling.
Pranzo eccezionale una volta tornati a casa a base di pesce, pesce cavallo lesso e pesce cavallo alla piastra, dal gusto molto saporito, il tutto preparato dalla cuoca Sida, la donna che ci ospita e ci segue in questi giorni di vacanza a Paraty.
Di Marco Tenuti (del 22/02/2009 @ 11:24:20 in natura, linkato 1771 volte)
Dopo un'intensa settimana norvegese piena di sport, ma anche di neve e di freddo, l'intenzione del sottoscritto era quella di ritornare alla bici e a pedalare in vista della stagione agonistica che si fa sempre più vicina con in teoria tre date abbastanza distanziate, come Airon Bike, GF di Monteriggioni e Lessinia Legend.
E' così che mercoledì ho deciso di onorare più che mai il Biday insieme all'altro cofondatore, il buon Giando, ma nonostante l'abbastanza lungo riposo di circa 12 giorni per il mio gastrocnemio sinistro, non ho avuto buone sensazioni dal mio polpaccio ed ho deciso di stare ancora fermo per un po'.
In questi giorni sto pertanto usando la bici esclusivamente come mezzo di locomozione a sfavore dell'automobile, per andare ad esempio in centro a Verona o per andare all'Eurospin a fare la spesa o poco più. Ovviamente sempre il tutto senza spingere quantomeno con la gamba sinistra e con frequenze cardiache praticamente a riposo.
Ne sto approfittando anche per aiutare un po' mio padre nel bosco ai Casotti e tagliare legna e a portarla a casa, evitando tutti quei movimenti che richiedano la contrazione del gastrocnemio mediale - cioè quella contrazione muscolare che fa si che la punta del piede schiacci verso il basso rispetto alla caviglia.
La gamba destra però si lamenta non poco, perché lei è veramente sacrificata nella cosa e deve accettare di starsene ferma per colpa dell'altra. Appena però si presenta l'occasione di appoggiarla sul pedale, lei manifesta tutte le sue non velate intenzioni di guerra: spinge alla grande davanti e tira altrettanto bene dietro e cerca così di tenersi allenata in qui pochi chilometri che la separano dall'Eurospin o dal centrocittà.
Di Marco Tenuti (del 23/07/2012 @ 11:23:14 in MTB, linkato 2066 volte)
Marco Aurelio Fontana si laurea campione italiano Cross Country per la quarta volta consecutiva - il decimo titolo italiano se si considerano anche i vari campionati italiani vinti nel ciclocross e nelle categorie giovanili.
Di Marco Tenuti (del 18/01/2010 @ 11:22:41 in MTB, linkato 1394 volte)
Ampio spazio su L'Arena di oggi, quotidiano per antonomasia di Verona e provincia, lunedì 18 gennaio. Nelle pagine sportive, l'articolo è dedicato alla nostra punta di diamante, Simone Boscaini, a cui quest'anno si aggiunge anche Federico Birtele, ma la foto ritrae una parte del team, scattata in occasione dell'ultima uscita sociale del 18 ottobre.
Segui sul blog del Papataso il dramma del primo giorno di un'uggiosa settimana di un mese di m...a, ossia l'odissea per raggiungere il bagnasciuga di Povegliano a Mare.
Pare che stamattina un autoarticolato abbia fatto il numero dell'anno, cioè sia saltato da un cavalcavia della tangenziale direttamente in autostrada A4, altro che sassi dal cavalcavia! O forse non voleva pagare il pedaggio, una vessazione sempre più insopportabile dell'opulenta famiglia Benetton contro l'Italia che lavora?
Purtroppo e anche per fortuna, per il Papataso il dovere di cronaca fotografica, come solo lui sa fare. La cosa pare si sia protratta per un paio di orette. Tra un po' a freddo arriveranno probabilmente anche le meditazioni sulla congestione del traffico e su quanto poco ci voglia per mandare in crisi il sistema di mobilità provinciale e regionale...
Di Marco Tenuti (del 30/12/2011 @ 11:19:04 in MTB, linkato 3564 volte)
Ogni anno che passa il fermento di iscriversi è sempre lì vivo, solo che ultimamente gli organizzatori ci campano sempre più ad assecondarlo.
E' così che mi sono già iscritto alla Hubi Hard Marathon 2012, una nuova gara inserita per il 2012 nel circuito del Prestigio MTB 2012.
La gara dedicata ed incentrata attorno alla figura di Hubert Pallhuber, attuale direttore tecnico della nazionale maschile MTB italiana, è una parziale novità e si corre nella provincia di Biella su un crinale rispetto alle valli e al pianoro circostante. A differenza dell'edizione dello scorso anno, quando la gara proposta era principalmente una gara "facile" tra quelle del Prestigio MTB, ossia la Serra Bike, cioè all'incirca 35 km e meno di 1000 metri di ascesa totale, quest'anno gli organizzatori propongono una versione Marathon, cioè supera i 60 km e si aggira sui 2000 metri di dislivello, cioè soddisfa i due requisiti base per essere una gara marathon.
Se non ho letto male, fino al 31 dicembre è possibile iscriversi al prezzo ridotto di 20 Euro, anziché 25, cosa che ho fatto ormai già da una settimana, così mi ritrovo già nell'elenco iscritti.
Per il 2012 pare che siano sempre più le gare in cui vengono proposti percorsi più impegnativi del solito e tanto per dirne un paio sia la Divinus Bike che il Durello vengono predisposti anche in versione Marathon. Cos'è sta smania di fatica? Ci sono sempre più concorrenti disposti al massacro e a superare ostacoli e limiti sempre più impegnativi o sono gli organizzatori che sono colpiti da delirio di onnipotenza? O la MTB sta diventando uno sport sempre più serio e specialistico che attrae un bacino sempre più importante di cicloamatori?
Dal punto di vista degli atleti preparare una gara marathon è senza dubbio qualcosa di impegnativo e che non va lasciato assolutamente al caso, perché quando ti ritrovi già da 3 o 4 ore sui pedali con la mountain bike non è affar semplice insistere ancora per un'altra ora o due, visto che bisogna fare i conti sia con la fatica assoluta ed i crampi, con la concentrazione mentale per affrontare ancora in sicurezza le ultime discese, ma anche col proprio corpo che va esaurendo le proprie risorse alimentari e idriche.
Dal punto di vista degli staff, la predisposizione di un percorso marathon o extreme significa avere a disposizione del personale molto più numeroso lungo il percorso, un numero maggiore di ambulanze e di mezzi di soccorso, ma anche la disponibilità di tenere occupate sul campo tutte queste forze per un tempo di gran lunga più lungo, visto che gli ultimi concorrenti sul percorso marathon impiegano tempi molto più dilatati dei concorrenti Elite che concludono i medesimi in tempi sempre incredibili. E non dimentichiamo che spesso le strade ed i single track dei marathon si spingono molto più alti nelle valli e sui crinali, a differenza dei percorsi da mediofondo e granfondo, che invece si limitano nelle zone più basse delle vallate.
Comunque per un ganassa come il sottoscritto, la resistenza fisica e mentale è sempre più consolidata dopo il Prestigio 2010 e il 2011, mentre la caparbietà e la determinazione sono indiscusse da sempre, quindi GHE LA FARO' ANCHE NEL 2012.
Di Marco Tenuti (del 02/12/2011 @ 11:17:02 in MTB, linkato 6655 volte)
Per giro di conoscenze, mi è stato chiesto di pubblicare un annuncio di vendita di MTB usata di Marco Michelotti, che potete contattare al 393-9679171.
SPECIALIZED S-WORKS STUMPJUMPER HT CARBON 2011
Telaio S-Works FACT 11m NUOVO (me l'hanno sostituito in garanzia e non è MAI stato usato)
taglia 19
FORCELLA Specialized Future Shock S90 (appena revisionata da casa madre e non più usata)
il resto montata come da catalogo 2011:
FRENI Custom Avid XX R World Cup
GRUPPO SRAM XX
MoviMENTO CENTRALE S-Works OS
CERCHI Roval Control SL
Nella foto la mtb è ancora da finire di montare: a parte il telaio nuovo è stata tutta revisionata (guaine nuove, dischi freni nuovi...)
Anche il Natale 2008 è andato assieme ai parenti e familiari più stretti. La famiglia "allargata" a nonni, bisnonni e zii, si è molto concentrata sugli aspetti culinari e gastronomici.
Grazie alla presenza contemporanea del suocero Danilo e di suo suocero Giuseppe, proveniente da Chieve di Negrar, ho appurato i nomi degli isolati che ho attraversato in MTB nella giornata di lunedì.
Sembrerebbe essere che queste contradine - o forse sarebbe meglio chiamarle abitazioni o zone campestri - si chiamano Salar, Calalba e Fratoni. Sono zone di stampo tipicamente lessino, dove le due uniche attività sono il pascolo di bovini e il taglio dei boschi per legna da costruzione o da ardere. Queste indicazioni non compaiono - a quanto pare - su nessuna indicazione cartografica di una certa rilevanza, come Google Earth e Google Maps, ma non ci sono nemmeno sulle cartine militari in scala 1:20.000.
Di Marco Tenuti (del 06/08/2009 @ 11:13:30 in MTB, linkato 1275 volte)
Ieri sera piccole novità logistiche per il primo tempo con la partenza in quel di Quinto, anziché alla pizzeria Ranch Rocce Rosse, per parte del gruppo, che si trasferisce attraverso un paio di chilometrini di sterrato misto ad asfalto in direzione della Contea Savoia. Raggiunta così la dorsale delle Torricelle per l'ascesa dei Cavalli, dove i gemelli Pezzo fanno subito una tiratina per scaldare i motori, la discesa per il camping miete subito vittime col Tommy Senior che mette le ruote chissà dove ed uno spino si infila tra il cerchio e il tubeless.
E' così che l'esperto padre di famiglia decide di buttare un Fast provando a farlo stare su, ma no ghe gnente da far! Solo la buona e vecchia camera del Pappataso riuscirà a porre rimedio al problema. Perdiamo così il Tommy, il quale si ferma in Valdonega per la riparazione, mentre il resto del gruppetto si presenta all'appuntamento in via Rigaste, dove Eder in solitaria ripara bici e viste le temperature e il solleone piazza qualche perizomino XTR alle turiste passanti con la scusa della Saudage.
Rispondono presente all'appello i vari Cristian, Walter, l'Anonimo e il Pappataso, il Giando, tutta la famiglia Tommasi, il sottoscritto Marcante, il Conte Savoia, Matteo, il Pier, il Paolo Orlandi, mentre Eder chiude baracca e burattini e inforca anche lui la bici. Il gruppo si sposta goliardicamente verso la Lasagna che viene affrontata al ritmo del Volemoseben, una volta tanto.
Purtroppo allo scollinamento dei Mondiali, perdiamo subito la ruota più veloce della sera, cioè quella di Eder, che alzandosi in piedi spacca il pedale sinistro Ritchey. Eder si ferma un attimo e dice: "Che serve questo? Non serve!" E con un bel calcio il pedale sparisce nel sottobosco. Mesta ritirata per lui, che lo facevo già primo al PastaParty XC.
Il gruppo prosegue così compatto verso la dorsale sopra Poiano e Quinto e affronta la discesa del Porcello, sempre più smossa e accidentata, dov'è il Giando a farne le spese con un mezzo capottone, stando alle voci di corridoio. Poco sotto nella variante ripida è di nuovo il Tommy ad accusare un altro guaio, con la catena a farsi su attorno alla guarnitura ed un nuovo stop per l'intero gruppo.
La voglia di pedalare dei ciclisti non è ai massimi livelli e l'odore del PastaParty è chiaramente nell'aria, visto che si continua a gironzolare attorno alla frazione di Quinto. L'obiettivo di Santa Viola salta molto presto e la mèta viene portata alla Pesa di Romagnano, ma lungo la salita dello Stelvio veloce le luci della sera vanno via via scemando. L'ultimo strappetto di giornata è rappresentato dal capitello San Vincenzo, dov'è il Conte ad imporre un ritmo non indiavolatissimo, col Marcante ed il Papà-Taso a contendersi il secondo posto, che viene lasciato per precedenza di griglia di merito e d'onore al paparino di via Pontesello.
Ricompattata la squadra il Papà-Taso decide di condurre le danze e fa lui strada: aggira la cima di Montecucco lungo più sentierini pieni di rovi e spini. Le spinade su gambe e avanbracci son bene presto foriere di paroline scurrili e blasfemo da parte dei più e imprecazioni assortite al condottiero della serata: "Te l'avea dito mi de far quell'altra!", "No te capissi gnente", "Te ghe fameia a casaaaa", tanto per riportare quelle poche sentenze su cui la mannaia della censura non può colpire.
Non bastassero gli spini: il fondo è molto sconnesso e roccioso e gli schisoni di maroni non tardano ad arrivare, chi uno, chi due, ognuno ha la sua razione quotidiana, com'è giusto che sia.
Nel giro di breve la ricompattazione finale porta il trenino che si butta giù per il Piccolo Stelvio, dove il Marcante e il Cristian vestono i panni di Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala e si buttano giù a tutta, disprezzando il pericolo e le svariate cunette che non si vedono proprio coi fievoli lumicini a led. Arrivati poco dopo la chiesa di Santa Maria in Stelle il Cristian spiega ai microfoni di Rallysprint in collaborazione con ACISport: "Ah, mi son stà sempre a rua e metevo le rue dove te le metevi ti, fidandome della tua esperienza di driver locale e delle note prese dal tuo naviga".
Verso le 21.35 arriva il tanto desiderato terzo tempo! La partenza in sordina è data dalla Cicci, che poggia sulla tavola quantità di patatine, panettini imbottiti con cotto, crudo, speck, pancetta, e chi più ne ha, più ne metta.
In diretta televisiva viene buttato un chilo e mezzo di pennette Barilla, mentre il sugo dell'amatriciana è già bello caldo. Il Papà-Taso invece prende possesso di una zona del giardinetto installandosi con tanto di frighetto personale, pieno zeppo di birra Moretti, mentre per il resto del rebongia è una sequenza interminabile di Bavaria Classic, Stella Artois, Pepsicola, aranciata, acqua, patatine e via dicendo.
All'arrivo delle pennette per il Marcante ultima escursione fuorisoglia con la grattuggia e il pecorino romano in mano a dare una grattata sostanziosa praticamente a tutti. I commensali sembrano apprezzare parecchio l'iniziativa, mentre Enrico di tanto in tanto piazza un giretto con la sua Scale Junior.
La serata si conclude con un'ottima crostata della Cicci, crostata coperta di pasta frolla con ripieno alla crema e pesche. Ancora una volta mille grazie alla Cicci per avermi sostenuto in questa iniziativa del terzo tempo PastaParty XC, nonostante le rumorose rimostranze dell'associazione commercianti della Valpantena e dintorni, visto che questo evento di grande seguito mediatico ha fatto fuori la possibilità di affari per i ristoratori locali, quali il Bar Piocio e la pizzeria Ranche Rocce Rosse. Qualcuno ha parlato di concorrenza sleale e di mancate concessioni e autorizzazioni al pubblico esercizio e alla somministrazione di cibi e bevande, ma se ci saranno ulteriori sviluppi, penso che la stampa locale non tarderà a farcelo sapere.
Di Marco Tenuti (del 27/12/2011 @ 11:09:37 in MTB, linkato 5651 volte)
Forse in tanti ieri non si sono accorti della notizia passata sul blog del Conte Savoia e anche in parte su Facebook, ma dopo lo sciogliete le righe al carroarmato di Ponte di Veja - di fatto il momento in cui è finita l'escursione di gruppo denominata "Valpantena Overland 3", il gruppo Bcicli ha preso la via della Valpolicella ed, ormai a Negrar, il Massi è caduto rovinosamente a causa di un improvviso cedimento della ruota anteriore, pare un grosso taglio al pneumatico. In prima battuta si parlava di alcune piccole fratture e così siamo rimasti in standby nella notte.
Stamattina in forma di SMS arriva dal Diego Bertani un piccolo aggiornamento sullo stato del Massi, funambolo del team Bcicli quando si tratta di affrontare la discesa in sella alla sua Scottona rigida, non molto dissimile dalla mia Scalona.
Allarme rientrato. Il Massi non ha nessuna frattura dopo le visite specialistiche di stamattina. I medici gli prescrivono solo di stare a riposo. Ciao".
Di Marco Tenuti (del 11/04/2012 @ 11:07:17 in auto, linkato 2544 volte)
Dopo aver postato da qualche minuto su un thread specifico nel forum di Passione Peugeot, autentica risorsa dove trovare elencati tutti i problemi e quasi tutte le relative soluzioni relative alle vetture della casa francese - il forum è in lingua italiana - ho deciso di postare anche qui nel mio blog la questione che vorrei risolvere "faidate" sulla 307 SW di famiglia, che ci scorrazza ormai da una decina di anni per la Valpantena, per i centri commerciali della provincia veronese ed in giro per l'Italia alle gare MTB. Si discute di un problema analogo o probabilmente identico anche nell'area della Peugeot 308, a questo thread.
Anch'io da qualche settimana ho la portiera destra (della mia 307 SW dell'ottobre 2002) il cui meccanismo di scatto è "andato". Quando si apre la portiera, ad un certo punto dell'apertura angolare, si sente lo "stac", che penso sia l'oggetto proprio dell'altro thread.
La prima cosa, al sentire il rumore sempre più metallico, che ho fatto è stata quella che spruzzare dello sbloccante Svitol sia sulle cerniere che nella leva del meccanismo, ma non è servito.
Poi mi sono accorto che la leva metallica che dal montante verticale entra nel fianco della portiera, comincia a consumarsi, per lo sfregarsi del metallo contro altro metallo. Direi che ha andata una molla o qualcosa del genere, che fa si che tale leva stia sempre in posizione centrale rispetto all'asola in cui entra.
Sapete dirmi se è un intervento che posso fare da solo, previo recupero del pezzo di ricambio o se si tratta semplicemente di qualcosa di allentato?
Ho aperto fortuitamente le mappe di Bing in versione Metro sul mio Windows 8.1 Update 1 e scopro che qua nel mio quartiere è pieno di errori, tanto per cambiare...
Tutti i cerchi che vedete si riferiscono a ragioni sociali o filiali che non ci sono proprio. Qua ci sono quasi esclusivamente abitazioni residenziali. Così, a spanne, la confusione è generata dal fatto che se togliete Grezzana e mettete il capoluogo di provincia, Verona, probabilmente trovate la giusta collocazione della ragione sociale, però io non ho controllato personalmente.
Per fortuna che Apple si è messa a farsi le mappe per conto suo, ma è sicura che Bing sia altrettanto buono per le ricerche, visto che il default delle ricerche in Safari è ora Bing?
Di Marco Tenuti (del 22/02/2012 @ 11:04:01 in rally, linkato 1516 volte)
Il buon Caste di Povil Race Sport, il sito di rally su cui ho lavorato in queste ultime ore, è andato a vedersi nello scorso weekend il 3° Ronde della Val d'Orcia.
Già è un rally molto impegnativo in quanto è tutto su terra: correrlo poi con le montagne di neve ai lati non ha praticamente prezzo... quasi fossimo su una speciale con la neve sciolta dello Svezia.
Trattasi del primo passaggio sulla SS1, dove a condurre è Gavino Carta navigato da "Lady Tuning". L'equipaggio, a bordo di una Impreza N14 in categoria N4, ha dato del filo da torcere alle ben più potenti WRC come la Citroen Xsara di Taddei e di Hoelbling.
Di Marco Tenuti (del 18/10/2007 @ 11:03:50 in web, linkato 2060 volte)
Nel caso in cui non si volesse o non si potesse usare il SqlMembershipProvider offerto dal framework .NET 2.0, si può pensare di farne uno proprio con dati gestiti in maniera diversa da un database in SQL Server Express 2005 o analogo.
Di Marco Tenuti (del 12/12/2007 @ 11:03:26 in MTB, linkato 2436 volte)
In questi giorni sono preso dal dilemma di acquistare una coppia di ruote nuove per la mia MTB da competizione, perché la Mavic Crossmax SL è arrivata in fin di vita e perde aria da tutte le parti e non so più come fare, per poterla usare proficuamente. Penso che la userò con la camera d'aria al suo interno, fintantoché il Ginetto non la riparerà come si deve.
Citando piuttosto le opzioni che ho di fronte, sono dell'idea di abbandonare la strada percorsa da molti e cioè scegliere una di queste marche e modelli:
Mavic Crossmax SLR disc 6 fori
Shimano SLR disc con adattatore per 6 fori
Fulcrum Red Metal Zero disc 6 fori (la novità del mercato)
Sono orientato a prendere una ruota di tipo standard e a renderla tubeless attraverso il kit DT Swiss o qualcosa del genere. Probabilmente la mia scelta ricadrà su una ruota performantissima, come quella venduta da Nubuk-Bikes, dove potrò abbassare di molto il peso totale dell'accoppiata. Attualmente la mia configurazione prevede questo:
Mavic Crossmax SL disc 6 fori (1536 grammi + 60 ml di lattice + tubeless)
mentre starei orientandomi verso questo:
cerchi Sun LimeLight con raggi e mozzi DT Swiss (1405 grammi + 70 grammi di kit tubeless + 60 ml di lattice + tubeless)
Andrei insomma a risparmiare circa 60 grammi ed avrei la possibilità di "tubelessizzare" anche coperture standard con maggiore guadagno in fatto di peso, sacrificando però un pelo l'affidabilità.
Di Marco Tenuti (del 29/10/2007 @ 11:01:48 in MTB, linkato 2836 volte)
Sollecitato da un amico che ho visto sabato a Turnover, ho ben pensato di predisporre un articoletto in cui mettere un po' di link verso tutte le organizzazioni e le gare che si organizzano nella provincia di Verona.
Di Marco Tenuti (del 09/07/2008 @ 11:01:37 in MTB, linkato 1847 volte)
Su YouTube ho trovato un bel riassunto della volata tra Sauser e Paulissen per aggiudicarsi il titolo mondiale Marathon 2008 alla Dolomiti Superbike a Villabassa (BZ).
Di Marco Tenuti (del 01/11/2011 @ 11:00:57 in MTB, linkato 1738 volte)
Sabato sera il mio negozio di riferimento, Turnover, mi chiama attraverso la voce del Bosca e mi mettono a disposizione la test bike Sants SM29 in taglia M. Era appena stata "chiusa" su dal Bosca ed io ho avuto l'onore di farle assaggiare per primo l'asfalto e lo sterrato.
Attraverso un rocambolesco recupero della bici dopo l'orario di chiusura, eccomi domenica mattina farci un giretto su asfalto tanto per capire di che morte morire...
Mi faccio un paio di volte l'intera Valpantena interna, prima per un vai e vieni da Rossini, poi dentro il treno Turnover della domenica mattina, con cui colgo l'occasione di decantare le "proprietà organolettiche" del mezzo, manco prendessi la provvigione per ogni pezzo venduto e nemmeno con cognizione di causa, visto che mi riempio la bocca di parole e discorsi che non ho avuto ancora modo di verificare e di provare sulla mia pelle.
Quello che capisco subito è che la bici pesa un po' troppo per i miei gusti e la sensazione del baricentro più alto la si avverte immediatamente e si fa fatica ad accettare alla prima uscita. Sul rotolamento e sull'inerzia delle ruotone poco si può dire, visto che l'asfalto non è la "terra" di una mountain bike.
E' così che lunedì mattina decido di tuffarmi in mare aperto: mi presento all'appuntamento indicato dal Papataso, ossia quello delle 8.45 al Felix di San Martino Buon Albergo, per un giretto tutto su asfalto con ruote grasse, ben consapevole che avrei intuito molto poco di quello che c'è da capire da una 29er. Il menu proposto dal Papataso è tante salite su asfalto anche belle ripide, che sarebbe il caso di affrontare con una 29er con ruote strette, pressioni alte e forcella rigida, mentre io arrivo all'appuntamento con una 29er con ruote grasse e abbastanza morbide, pressioni basse e forcella bella tosta. Se poi aggiungiamo che il programma prevede almeno una buona ottantina di chilometri e che il trasferimento da Grezzana a San Martino me lo sono fatto tutto da solo all'inseguimento del Conte Savoia, davanti a me di qualche minuto, fatevi subito il segno della croce e implorate per me pietà.
Succede però che all'appuntamento il clima è disteso e non si è ai ferri corti, come in altre fasi della stagione, se non fosse che il Papataso impone subito una velocità bella impegnativa da San Giacomo fino ad Illasi: finché c'è da ciucciar ruota, io ciuccio, penso tra me.
Capisco però che il Gianluca Tommasi ed anche il Walter Bertini, campione provinciale del Safari Bike UDACE 2011, non sono dello stesso avviso del Conte Savoia e del Papataso, così per tutta la giornata saliamo con un ritmo consono anche ai più lenti, così le prime due salite, soprattutto quella di Campiano, se ne vanno senza alcun patema per me.
Solo che dentro di me rode il fatto di essere andato con una 29er e non poterla provare nei tratti che gli sono più favorevoli, ossia la discesa scorrevole ed un po' impegnativa, così come sulle salite ripide con l'aderenza al limite. Per fortuna riesco a convincere il Tommy e così ci facciamo subito un pezzo della Tre Valli 2010 al contrario, cioè tutto il vaio prima di Monte Cimo e risaliamo subito verso Capitello Sant'Anna. Nello scendere verso il vaio il comportamento assomiglia un po' ad una full suspended: sulle cunette si salta e si plana con una sensazione di morbidezza che non appartiene alla Scaletta.
Tutto confermato quello che avevo letto e avevo sentito dalla bocca degli altri: in discesa mi pare di essere in sella ad una moto, mentre in salita la ruota posteriore non accenna minimamente a slittare, dove avrei slittato ovunque con la mia Scaletta. Peccato solo per il peso che è sempre abbondante, ma vedo che il Tommy è sempre dietro di me, quindi vuol dire che proprio malaccio non sto andando, nonostante io pedali una sola volta alla settimana.
Dopo esserci ricongiunti in prossimità dell'abitato di Marcemigo, risaliamo verso San Valentino e mi scambio la bici col Tommy e provo per un po' l'ebbrezza dei 10 kg di una "ventisei"... che leggerezza, mi pare di volare!
E' però sulla discesa dei cancelli che dò gas e faccio il vuoto su tutto e su tutti: con le ruote che si ritrova questa Sants il rotolamento è da superenduro. 2400 grammi più gomma e camera mi permettono di far scorrere la bici su qualsiasi cosa e si scende verso Mezzane di Sotto a tutta. Il mezzo è tutto fuorché nervoso, il limite è ancora molto lontano, non stacco mai i piedi dai pedali. Si scende, insomma, in totale sicurezza e dietro non c'è più nessuno.
Insisto per la parte finale del giro per fare altre salite, si perché io voglio buttarmi in discesa, nella discesa veloce. Così saliamo a San Briccio e riaccendiamo verso Marcellise, facendo un pezzo di Lessinia Legend 2008 al contrario, mentre poi saliamo dall'Arcavola verso il Monte dei Santi per fare il tratto molto accidentato verso le Ferrazze.
Lungo questo tratto sperimento un'altra cosa, cioè quella di non rischiare l'impuntamento, cosa che invece è sempre in agguato con una 26. Se ne accorge eccome il Conte che se ne va via alla grande lungo la salita dandomi almeno una trentina di secondi, che recupero tutti lungo il pezzo roccioso che la SM29 e la Reba RLT assecondano in maniera quasi perfetta.
Il rientro su asfalto è fatto di nuovo a ritmi umani, ma da Marzana a Grezzana le forze si affievoliscono, anzi finiscono del tutto e dalla Piazza Ederle fino a via Pozzo conosco a momenti la crisi di zuccheri.
Che dire: provare in maniera intensa una 29er da quasi 12 kg non è il massimo per giudicare l'efficacia di una bici del genere, soprattutto se si proviene da una 26 competitiva da poco più di 9 kg, però quello che mi aspettavo da una 29er, l'ho trovato tutto nella bici imprestatami dal negozio.
Bisognerebbe solo spenderci qualche soldo in più rispetto a quelli chiesti per questa Sants SM29. Bisognerebbe, a mio parere, togliere almeno mezzo chilo di ruote ed altro mezzo chilo tra gruppo e componenti vari e poi si può cominciare a ragionarci su... per il resto il telaio è onesto, mentre la forcella è sinonimo di sicurezza.
Per il resto il dado è tratto: avevo già deciso di allestirmi una 29er nuova e competitiva ancora tanti mesi fa. Continuo diritto sulla mia strada e non avrò nulla di cui pentirmi, anzi, dopo le conferme di ieri...
Di Marco Tenuti (del 19/09/2013 @ 10:56:44 in iPhone, linkato 4311 volte)
Ieri sera sono incappato in un errore decisamente fastidioso, che non mi consentiva di installare iOS 7 sull'iPhone 5.
Tengo a specificare che l'approccio seguito dal sottoscritto è stato quello di non aggiornare il sistema operativo direttamente dal telefono via Wifi, ma di utilizzare iTunes su OS X 10.7.5.
La prima cosa che mi è stata proposta da Apple è stata proprio quella di aggiornare iTunes alla versione messa a disposizione proprio ieri, mercoledì 18 settembre 2013, cioè la 11.1. Ho pensato: esce il nuovo iOS 7; sicuramente l'ultimo iTunes è in grado di gestire anche le ultime novità o gli ultimi problemi.
Dopo aver scaricato il pacchetto di 1,24 GB, cosa per cui si è arrangiato in toto iTunes, ho cliccato per procedere con l'effettivo aggiornamento del telefono. Se trovate qualche difficoltà nello scaricare questo enorme pacchetto, vi consiglio anche questo articolo su Macitynet, dove potete bypassare il download attraverso server iTunes.
Durante la fase preliminare dell'aggiornamento, iTunes 11.1 fa svariate cose, tra cui analizzare il pacchetto, assicurarsi di avere un backup del telefono. E fin qua tutto bene.
Nel momento di procedere all'effettivo aggiornamento, si vede iTunes che dice di collegarsi all'iTunes Store, ma poi dopo un po' un laconico messaggio che recita:
Impossibile aggiornare iPhone iPhone di Marco. This device isn't eligible for the requested build.
Per fortuna esiste Google e la soluzione a cui sono arrivato è abbastanza semplice. Dalla quantità di articoli e post su forum, pare che il problema non sia una novità con l'installazione di iOS 7, ma che sia un problema presente da tempo anche con iOS 5, iOS 6 e anche con cui ha provato ad installarsi più o meno abusivamente qualche beta di iOS 7. La soluzione consiste nel modificare un file di sistema in OS X e precisamente questo:
/etc/hosts
Questo file va aperto con un editor di testo e scoprirete che verso la fine avrà probabilmente un contenuto più o meno del tipo:
74.208.10.249 gs.apple.com
127.0.0.1 gs.apple.com
Modificate queste ultime due righe anteponendo il simbolo cancelletto davanti ad ognuna di esse:
Ora salvate il file, ovviamente coi previlegi di amministratore. Se non riuscite a salvare il file, salvatelo sulla vostra scrivania e poi, via Finder, andare a sovrascrivere il file nella posizione originale.
Il sistema vi chiederà sicuramente una password di amministratore per poter modificare il file di sistema. In alternativa potreste anche rinominare il file hosts in hosts_saved e poi salvate quello modificato proprio col nome originale, hosts.
Assicuratevi di chiudere e riaprire iTunes 11.1. Ora ripetete la procedura di aggiornamento e dovrebbe andare liscio come l'olio.
Una volta che il vostro iPhone sarà stato correttamente aggiornato, eliminate il file hosts modificato e ripristinate il vecchio hosts_saved in hosts, in modo da lasciare il sistema esattamente com'era prima di imbattersi in questo stallo.
Di Marco Tenuti (del 26/07/2010 @ 10:56:20 in MTB, linkato 5680 volte)
Sicuramente alla Lessinia Bike 2010 quello che è andato più "forte" di tutto il Pappataso Fans Club è il "compagno di merende". In crisi nelle battute iniziali di gara, dove faceva fatica a reggere il passo, tanto è vero che l'ho tenuto a vista per un buon chilometro, poi si è slegato e, grazie anche all'apporto morale del suo ennesimo gregario - era infatti il Simone Pasetto con la divisa Tagliaro a "trainarlo" fino in cima al Monte Cornetto e a condurlo per quasi tutti i chilometri della Lessinia Bike - poi il pezzo d'uomo della Pieve di Colognola ha fatto il vuoto andato a superare un po' tutti, andando pure a smarcarsi dal Walter Bertini, che lo aveva passato a velocità doppia alla partenza.
Col tempo di 2h27'55" il figlio di Aldo si piazza 200esimo assoluto, migliorando così ulteriormente il piazzamento dell'anno scorso, quando invece non aveva brillato.
Prima che il Paolo Orlandi non se ne abbia a male, tengo subito a precisare che è senza dubbio lui ad aggiudicarsi il primo posto della classifica PFC, quindi l'Orlando può dormire sonni tranquilli ed entrare dalla porta di casa sentenziando "Primo!" Non c'era alcun dubbio: per lui il traguardo è raggiunto in 2h18'32", che gli vale la 107esima piazza assoluta.
L'Anonimo invece, al debutto con la sua Focus Raven di terza mano, fa una prova in linea col suo nome e forse è giunto il momento per lui di ritirarsi per il mese di agosto in quel di Campofontana. Il ritiro tecnico in quota non potrà che giovargli in vista del botto di fine estate, quando inanellerà tutte d'un fiato le classiche settembrine della MTB veronese!
Se volete vedere altri piazzamenti, basta che consultiate le classifiche.
Ora quattro parole sul sottoscritto, che rientrava in gara sul territorio della Lessinia, dopo le trasferte di Bibbiena, Montebelluna e Villabassa. Tempo finale di 2h55'05", cioè 528esima posizione assoluta.
Oggi le gambe giravano abbastanza bene con la nuova posizione sulla bici. Quello che mancava assolutamente, ma non era affatto una novità, era il fiato e quindi la potenza cardiaca. Sempre col battito tra 172 e 180 bpm, anche riuscivo a sostenere tranquillamente una conversazione su ogni salita, perdevo posizioni su ogni rampa sia molto ripida che abbordabile, ma recuperavo alla grande su tutte le discese, tanto che mi ero ormai assestato in un gruppetto con cui mi alternavo di tanto in tanto.
Essendo posizionato in un gruppo di atleti da velocità di 2 km/h inferiore a quella "possibile" del sottoscritto, l'impressione è che il bagaglio tecnico in discesa sia decisamente inferiore e che si possa benissimo bilanciare all'evidente gap cardiorespiratorio con quello tecnico, cioè col "soramanego".
L'obiettivo dichiarato di giornata era quello di riuscire a recuperare i 3 minuti di vantaggio del Maga, partito dalla prima griglia, in virtù del tuo Prestigio 2009 e della sua partecipazione al Trentino MTB Tour 2010, e a vedere di fare la seconda parte di gara assieme a lui.
Solo che per raggiungerlo ci ho impiegato circa due ore e mezza e da lì in poi non ho fatto altro che tirare i remi in barca e portare sia le mie gambe che l'anima del buon Magagnotti al traguardo.
Ah, anche oggi ho portato a casa altre 2 stelle Prestigio 2010, per cui adesso sono a quota 20 e l'obiettivo a quota 21 è praticamente lì a portata di mano con La Vecia Ferovia.
Questo articolo prende spunto da un episodio capitato negli ultimi giorni col software di un mio cliente e quindi mi sono avvicinato alla problematica dei "false positive" in ambiente informatico. Mi premeva però rendere pubblica la questione anche a chi non è propriamente del settore, a differenza del sottoscritto, e cioè alla vastissima platea degli utilizzatori di computer. Il tutto nasce dal fatto che l'antivirus, quand'anche sia accreditato e suggerito dagli esperti informatici di cui si ha fiducia, non è l'oracolo ed è ben lontano dall'essere infallibile o di distinguere le mele marce tra quelle buone.
In rete ho trovato un ottimo spunto riguardante i "false positive" scovati dagli antivirus da parte di Nir Sofer, sviluppatore della NirSoft, piccolissima software house che si occupa della messa a punto di utilissimi strumenti per il recupero di password e quant'altro.
La conclusione a cui è arrivato Nir è che le compagnie degli antivirus pensano solo ai soldi e fanno venire il mal di testa ai piccoli sviluppatori come lui. E non si può certo dargli contro leggendo il suo articolo in lingua inglese.
Penso che chiunque convenga sul fatto che dopo più di una decina d'anni l'antivirus sia un tool basilare che la maggior parte della gente usa per proteggere il loro sistema operativo - ad onor del vero è solo Windows ad averne estremo bisogno, un po' meno gli altri - da virus, cavalli di troia (d'ora in poi trojan) e altri fastidii informatici con intenzioni maligne. Non entriamo nel merito della "presunta mafiosità" delle software house degli antivirus: da sempre circola la leggenda metropolitana che siano anche le stesse case a produrre i virus informatici, al fine di giustificare il loro mercato, ma da quando sulla rete si aggirano sempre più persone disoneste, disposte a tutto pur di entrare in possesso di informazioni personali e del denaro altrui attraverso i più svariati meccanismi di raggiro, effettivamente non si può disconoscere l'effettiva utilità dei software antivirus, quali buoni espedienti da integrarsi con altri per la difesa dei propri strumenti informatici e dei propri dati.
Sfortunatamente la maggior parte delle case antivirus si spinge troppo in là con la protezione dagli antivirus e i trojan e in parecchie situazioni classificano software assolutamente legittimo come un'infezione da virus/trojan: viene messa in pratica la massima di Giulio Andreotti, cioè che "a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina". In questo articolo si ragiona sulle difficoltà generate dai pochi casi, per fortuna, per i quali gli antivirus sbagliano a "pensar male".
Un classico esempio di queste errate detezioni sono i tool di recupero password: la gente ha bisogno di questi tool per recuperare le loro password perse, pena la perdita o l'impossibilità di accedere ai propri dati. Questi tool per le password, come tante altre utility in circolazione, possono però essere usate anche dagli hacker, che invece hanno intenzioni tutt'altro che benevole.
L'attitudine di molte software house di antivirus è quella di essere molto severe in materia. Se si tratta di uno strumento che può essere usato dagli hacker, esso viene classificato come trojan o virus, anche se la quasi totalità dei suoi utilizzatori che li vuole usare, lo fa con buone intenzioni. Le compagnie degli antivirus non si preoccupano del fatto che inducono i loro clienti a pensare che gli autori di tali indispensabili utility - come Nirsoft - siano distributori di virus attraverso i loro siti.
C'è da dire anche che qualche società di sviluppo antivirus è un po' più delicata e sensibile nell'approcciare l'utente al problema e classifica questi strumenti come "minaccia di sicurezza" o "Riskware" - software a rischio, volendolo tradurre in italiano - che è molto meglio che classificarli categoricamente come virus o trojan, ma comunque impedisce all'utente di utilizzarli - semplicemente cancellandoli o mettendoli in quarantena, senza possibilità di scelta. Altri strumenti ancora invece chiedono all'utente come comportarsi nel caso in cui si verifichi qualcuna di queste situazioni.
Inoltre tantissimi utenti non conoscono la differenza tra virus e riskware e quando ricevono tali messaggi di detezione di un "riskware", essi continuano a pensare che tali strumenti siano comunque infettati da un virus chiamato "Riskware".
Questa situazione viene genericamente categorizzata come problema dei "false positive", cioè dei falsi positivi: uno strumento legittimo viene riconosciuto "positivo" ai test di un qualche antivirus, anche se in realtà si tratta di software legittimo e quindi tale test dà esito falso, cosa che capita non raramente anche nelle moderna analisi batteriologica, virale o biologica, per un errore di metodo, piuttosto che di misura o statistico.
Tanti sono gli sviluppatori che hanno problemi di "False Positive", tanto più quanto sono piccoli per distribuzione e per diffusione dei loro software.
Cosa ne è invece delle grandi software house come Microsoft? Queste, solitamente, non hanno di questi problemi e, quand'anche avessero un singolo caso di falso allarme per qualcuno dei loro software distribuiti, le aziende degli antivirus arriverebbero a correggere il problema entro un tempo molto breve. Molto semplicemente le software house degli antivirus sanno benissimo che le grandi compagnie godono del supporto di ottimi studi legali e se non fissassero il problema del loro antivirus, si ritroverebbero a fare i conti con una bella querela per diffamazione.
Un esempio di grande azienda è SysInternals. In passsato il loro tool "psexec.exe", che si poteva usare per eseguire codice su una macchina remota, è stato individuato come virus da alcuni software antivirus, ma da quando SysInternals è stata acquisita da Microsoft, tutti gli antivirus attestano che esso è immune, come si può vedere anche nel report di VirusTotal.
Purtroppo i piccoli sviluppatori sono discriminati rispetto ai grandi quando si tratta di far presente il problema alle aziende degli antivirus. Parecchie sono le persone che suggeriscono alla Nirsoft del perché non contattino direttamente le software house degli antivirus per risolvere le noie dei falsi allarmi. Ecco semplicemente spiegati in quattro punti del perché qualsiasi azioni sia abbastanza vana.
1. Ci sono decine e decine di compagnie di antivirus sul mercato con combinazioni di parecchi versioni di software, che possono far apparire o meno una quantità impressionante di falsi allarmi sulle macchine dei clienti finali. Gestire tutti questi falsi allarmi richiederebbe un dipendente a tempo pieno solo per gestire amministrativamente queste segnalazioni con gli sviluppatori di antivirus.
2. Se si guarda meglio ai siti di alcune compagnie, si troverà molto semplicemente il bottone "Compra subito!", ma non si troverà quasi mai il link per segnalare un "false positive" per il loro antivirus. Queste aziende badano solo a realizzare più vendite, ma non si prendono assolutamente a cuore il problema dei "false positive" nei loro prodotti. Loro nascondono molto spesso dentro il loro sito l'opzione di segnalare un "false positive", mentre altri danno tale possibilità solo agli utenti che hanno effettivamente comprato il loro software o il loro servizio.
3. Se anche si trovasse un metodo abbastanza semplice per segnalare un falso allarme nel loro sito, la maggior parte di tali compagnie non risponderebbe alle richieste o semplicemente manderebbe un messaggio automatico, dicendo che il file inviato è infetto. In alcuni casi, invece, gli sviluppatori dell'antivirus sistemano il problema del falso allarme nel loro successivo aggiornamento, senza ammettere che avevano tale problema e senza mandare alcuna scusa al cliente o allo sviluppatore dell'utility legittima.
4. I "false positive" spesso ritornano! Anche se la software house corregge il problema di detezione di un falso allarme, è solo una questione di tempo: prima o poi la loro ultima versione dell'antivirus riprenderà a segnalare nuovamente che l'utility legittima è ancora un virus o un trojan, magari sotto altro nome.
Se pertanto vi capiterà di essere frustrati al riguardo, come lo è appunto la Nirsoft, si può sempre vedere di aiutare i piccoli sviluppatori cercando di impedire alle aziende che vendono antivirus di riconoscere tali utility come virus o trojan, ma cosa fare effettivamente?
1. Aggiungere i propri commenti commenti in calce all'articolo della Nirsoft, sia in qualità di utente finale o di sviluppatore software.
2. Mandare il link di questo articolo a tutti gli amici, in modo che maturino consapevolezza del problema dei "false positive".
3. Se si paga regolarmente la licenza e gli aggiornamenti del software antivirus, non esitare a chiamare la società che lo sviluppa e pretendere che blocchino questi falsi allarmi nel loro software. Se si paga per un prodotto antivirus, si meriterebbe di avere avere un prodotto affidabile che individua solo i virus reali.
4. Se si ha un qualche contatto con qualche redattore o giornalista di qualche grande rivista o pubblicazione, si potrebbe provare ad offrigli la possibilità di effettuare una ricerca o di scrivere un articolo sui problemi dei falsi allarmi scatenati dagli antivirus. Purtroppo tanti periodici e riviste del settore non andranno mai a pubblicare un'indagine contro le compagnie antivirus, visto che quest'ultime li pagano profumatamente per la pubblicità.
In conclusione, se il problema dei "false positive" sollevasse un polverone sufficientemente grande tra i media, le software house degli antivirus arriverebbero a capire che essi potrebbero minacciare la loro credibilità, nonché diminuire le loro vendite e conseguentemente darebbero una maggiore priorità nel correggere questi falsi allarmi nei loro prodotti commerciali.
Di Marco Tenuti (del 27/08/2010 @ 10:54:36 in rally, linkato 10045 volte)
Trovato quasi per caso questo video in cui l'equipaggio finlandese Marcus Gronholm e Timo Alanne guidano la Ford Fiesta Rally Cross, messa a punto specificamente per la più famosa cronoscalata rallistica al mondo, cioè Pikes Peak International Hill Climb, famosa anche per essere battezzata "Race to the clouds" o anche "Race to the sky", cioè la "gara verso le nuvole" o "verso il cielo".
La Fiesta di Gronholm monta il Duratec 2 litri sovralimentato, di chiara derivazione WRC, però opportunamente sflangiato e rivisitato sia nella mappatura dell'erogazione, viste gli ampi curvoni della cronoscalata e l'elevata altitudine della gara. Il motore è accreditato di circa 800 cavalli.
Il campione del mondo WRC (2000 e 2002) segna 11'28"963 per percorrere le 12,42 miglia (19.958 metri) della gara e gli vale il secondo tempo nella categoria Unlimited dell'edizione 2009, dietro a Nobuhiro 'Monster' Tajima, sempre alla guida con la sua impressionante Suzuki SX4. Una media di 104,28 km/h per partire dai 2860 metri di quota della linea di partenza ed arrivare ai 4296 metri di altitudine, cioè praticamente come in cima alle Alpi.
Vi lascio al video preso da YouTube, promettendovi di cercare qualche dettaglio ulteriore sulle specifiche tecniche della Fiesta utilizzata per l'evenienza.
Di Marco Tenuti (del 18/04/2011 @ 10:51:06 in MTB, linkato 1407 volte)
Bellissimo weekend quello trascorso con la mia famiglia! Era una cosa in programma ancora da dicembre, quando avevo messo il programma delle mie gare 2011, che includevano sostanzialmente parecchie gare del Prestigio MTB 2011 e, oltre alla trasferta di Monreale, era senza dubbio quella più carica di aspettative, visto che sarei andato con Elisa ed i miei figli.
Solo che il weekend cominciava già venerdì mattina: la cosa più bella è stata probabilmente quella di vedere il musetto di Tommaso ricostruito dalle scansione 3D dell'ecografia che Elisa ha fatto venerdì mattina ad una delle consuete visite di controllo. Vedere che assomiglia già ai suoi fratelli davvero non ha prezzo!
Dopo questa bellissima sorpresa, nel primo pomeriggio io ed Elisa abbiamo preparato armi e bagagli per la lunga trasferta romana. Col giro delle 16 andavo a prendere Alice all'asilo, Enrico a scuola e la Scaletta in Turnover, dopo che il Bosca aveva sistemato le ultime cosucce, cioè ingrassaggio pedali e riallineamento del forcellino posteriore. Tra una roba e l'altra partivamo da casa verso le 17 e ci stavamo dirigendo verso uno dei punti più nevralgici del traffico italiano, cioè la zona di Firenze.
Dopo una sosta tecnica a Roncobilaccio per far pipì e parecchio incolonnamento tra Calenzano-Sesto Fiorentino e Firenze Certosa, finalmente strada dritta fino in Lazio. Qualche piccolo svarione ormai arrivati a Corchiano e Nepi, l'era era tarda, ma arriviamo finalmente al nostro B&B, dove troviamo subito la pace dei sensi.
La giornata di sabato è tutta dedicata alla gita a Roma. Dopo la colazione in piazza a Trevignano Romano presso il Bar Pasticceria Ermete, dove ci siamo concessi tutti un bel cappuccino con brioche al cioccolato o crema, ci dirigiamo in macchina fino a Cesano di Roma, dove prendiamo la ferrovia regionale FR3 con cui in poco tempo arriviamo alla stazione di Roma San Pietro. L'idea di non andare a complicarci la vita tentando di andare il più possibile vicino al cuore di Roma è stata assolutamente vincente. Il costo del biglietto sulla FR3 è di un Euro a persona per corsa, per cui, a fronte di una spesa totale di 6 Euro, ci ritroviamo in centro a Roma senza l'assillo, di dover parcheggiare e di pagare chissà quanto per starci alcune ore.
Dopo quattro passi dalla stazione omonima della Basilica di San Pietro, siamo presto nella maestosa Piazza San Pietro, con grande stupore per Enrico, alla sua prima volta a Roma. La piazza è già allestita per la domenica delle Palme, mentre Viale della Conciliazione è già ingombrato dalle statue della Via Crucis.
Col passeggino ci spostiamo sempre con una certa calma verso Castel Sant'Angelo, dopo aver attraversato un paio di volte il Tevere, poi è la volta del Palazzo di Giustizia, poi ci dirigiamo verso Piazza Navona, poi è la volta della Fontana di Trevi. Dopo una pausa ristoratrice a base di maccheroni alla carbonara, gnocchetti al ragù e lasagna al forno, in un posto "da turisti stranieri" e poco da "buongustai italiani", si va a Piazza di Spagna con la bellissima scalinata di Trinità dei Monti.
Elisa comincia ad essere stanchina col suo pancione, così non ci perdiamo d'animo e dalla scalinata floreale di Trinità dei Monti, passando per via dei Condotti, puntiamo diritti verso la zona dei Fori Romani, passando però prima sia da Montecitorio dove vediamo le sedi delle principali istituzionali italiane. Nella zona della politica lo spiegamento di forze dell'Ordine è sempre nutrito. L'ennesima manifestazione di protesta è in corso e questa è la volta dello slogan "Parlamento Pulito".
Dopo aver nuovamente fotografato l'Altare della Patria, ci avviciniamo verso la chiesa di Santa Maria Antiqua, dove arriviamo a toccare quasi con mano l'Arco di Settimio Severo. Presso i Fori Romani vediamo tutta la zona delle rovine dei Fori e poi un giro al Colosseo con tutte le foto di rito. Fino ad ora i centurioni romani erano una cosa dei libri, invece stavolta sia Enrico che Alice hanno intuito un po' la romanità in Roma, tanto che Alice ha detto quando ha visto il primo ancora al Pantheon: "Ci sono quelli di Carnevale"!
Con la Linea B salutiamo il centro storico di Roma e passiamo a Roma Ostiense, dove la FR3 ci riporterà a Cesano, dove abbiamo parcheggiato al mattino. Il trasferimento da Cesano fino a Settevene lo facciamo sulla veloce Via Cassia e le dolci colline del Lago di Bracciano ci anticipano il tepore di un bel bagno caldo.
Arrivati a Trevignano Romano la cortese Federica, proprietaria del B&B, ci prenota un tavolo presso la pizzeria ristorante Charleston, sulla via centrale del paese e così la serata se ne va con un'ottima pizza di fronte al camino dello stesso Marcello, dopo aver assaggiato una bella serie di irrinunciabili bruschette.
Si va a letto esausti della lunga visita di Roma, le gambe sono stanche, ma le aspettative di questa prima parte del weekend sono state tutte raggiunte. Ora è giunto il momento di coricarsi perché l'indomani è caratterizzato da un'altra marathon, la Marathon Lago di Bracciano, dove non ci sarà tanto da spingere il passeggino, ma il rapportone nella polvere.
Di Marco Tenuti (del 05/02/2012 @ 10:47:00 in natura, linkato 1154 volte)
Che il Burian - i russi lo chiamano Buran - non fosse una semplice brezza proveniente dall'est, non era una novità per nessuno, visto che è temuto appunto per provenire dalla lontana Siberia - ed effettivamente le previsioni catastrofiche di qualche sito di meteo non stanno andando molto lontano da quello che sta succedendo nella realtà. Non tanto per il freddo intenso e per l'eccezionalità dei fenomeni nevosi in centro Italia, quanto alla sistematica incapacità dell'italico popolo a prepararsi adeguatamente per situazioni cosiddette di emergenza.
Tra i biker delle province venete non c'è molto da sperare di buono per domenica prossima, quando si terrà la Granfondo di San Valentino, riconosciuta tra tanti come la prima dell'anno.
I bollenti spiriti nell'edizione 2011 si sono riversati in più di 800 nelle liste di partenza della gara organizzata dai Ciclotazze di Locara e quest'anno sarebbero stati molti di più, se non fosse per questo meteo siberiano che sta decimando la probabile lista di partenza. Poi che ci sia pieno di orsetti siberiani, questo si sa.
Per quel che mi riguarda, auguro a tutti buoni giri e buone pedalate sulla neve. Io, per il momento, mi astengo visti i postumi dell'influenza e mi limito a fare cerchi e sgommoni in macchina (sulla neve).
Di Conte Savoia (del 15/03/2010 @ 10:46:55 in MTB, linkato 1419 volte)
Dopo una notte convulsa e una ridda di informazioni su un clamoroso caso di doping/concussione che sta sconquassando il compassato ambiente della FCI, un’indiscrezione sta trapelando negli ambienti giornalistici della Padania.
La Procura di Torino sta indagando sulla prestazione alla “Fos Bike 2010” di un noto atleta di fama internazionale: il Pappataso di Colognola ai Colli.
Il Procuratore Guariniello, infatti, sta seguendo le seguenti vie:
la serata precedente la competizione, grazie all’ausilio di cimici installate in un rinomato ristorante/pizzeria del Veronese, sembrerebbe che ci sia stato una riunione di “famiglia”, durante la quale il diretto interessato avrebbe minacciato l’Anonimo Turnover di pesanti ritorsioni su beni di sua proprietà se non avesse corso con tono dimesso la gara, lasciando campo libero alla sua rivincita nei confronti dello stesso. Sembrerebbe che avrebbe fatto sciogliere il Chesinone nell’acido.
Dopo l’onta subita alla gara d’esordio stagionale, l’Airon Bike 2010, si è rivolto ad un fantomatico personaggio che gravita intorno al mondo ciclistico professionista e non, grazie ai suggerimenti di Vanna Marchi ed il Mago do Nascimento, e non ha badato a spese per ottenere strumenti che gli avrebbero consentito una pronta rivincita soprattutto nei confronti dell’Anonimo Turnover. L’utilizzo di mezzi illeciti potrebbe giustificare la performance straordinaria e sospetta nella gara di ieri. L’atleta aveva lo stesso sguardo di Schillaci ai mondiali Italia’90!!!
Non solo l’Anonimo è stato oggetto delle “attenzioni” del Pappataso, ma anche il forte atleta Valpantenese, il Conte di Sezano, sta valutando di farsi tutelare da un emerito principe del Foro, il Dottor Alimenti, in quanto ritiene di essere stato avvelenato. Il tutto è partito dalla cena che il Conte ha offerto alla sua Consorte nella serata di sabato 6 marzo presso un rinomatissimo ristorante della Provincia Veronese – stranamente lo stesso dove il Pappataso ha celebrato il suo matrimonio ed è “busta e boton” con il gestore,… - e, stranamente, dal giorno dopo ha lamentato fortissimi dolori addominali che gli hanno impedito una corretta preparazione alla gara e addirittura ha dovuto sottoporsi ad una lavanda gastrica venerdì scorso. Infatti, il Conte era così debilitato che è andato in crisi di fame, mentre era nettamente davanti all’atleta colognolese.
infine, c’è anche il sospetto che lo stesso atleta abbia fatto uso di droghe leggere. Infatti lui continua ad insistere, anzi lo ha anche scritto sul suo blog (n.b.: pagina opportunamente salvata in .pdf per evitare modifiche da parte del moderatore), che il mezzo utilizzato per la trasferta era un Doblò, ma sia i suoi compagni di viaggio negano quest’affermazione e confermano che si trattava di un Kangoo. Tale circostanza è confermata dai componenti del Team Strazzer e del Team Sculazzo. Si sta cercando di capire se tale visione sia dovuta all’assidua frequentazione della Nazionale Giamaicana di hockey sul ghiaccio.
Il nostro Premier ha già dato il suo pieno sostegno al Pappataso in quanto ritiene che, come al solito, si tratta di un’azione malata delle solite Toghe rosse.
Si attende la conferenza stampa indettata dai legali del Papataso.
Di Marco Tenuti (del 03/12/2010 @ 10:39:27 in PS3, linkato 1330 volte)
L'uscita mondiale in contemporanea di GranTurismo 5 è senza dubbio la novità più eclatante del gaming di questa stagione natalizia.
Certo è che l'attesa per la "madre" di tutti i giochi di simulazione è stata a dir poco estenuante. Mi pare che siano almeno 5 anni che il titolo è atteso e annunciato, anche se l'attesa è stata calmierata da modesto GT 5 Prologue.
La quantità di macchine presenti nel prologo era assolutamente scarsa, rispetto a quella a cui ci siamo abituati coi titoli precendenti della saga, dove si era già arrivati a livelli di assoluta eccellenza con GT3 e GT4.
La cosa non indifferente è che il titolo è già 3D compatibile e che non vedo l'ora di provare. Maggiori dettagli li trovate sul portale Sony della PS3.
Di Marco Tenuti (del 21/12/2012 @ 10:39:15 in MTB, linkato 2394 volte)
Questa notte mi sono sottratto tre ore di sonno per questo video. Ormai comincio ad usare decentemente il 30% delle funzioni di iMovie. Prometto di impararlo tutto al prossimo giro, però c'è sempre Final Cut Pro che mi aspetta...
Sul mio Mac mini con processore Intel Core i5, 8 GB di RAM e OS X 10.7.5 gira benone e si riesce sostanzialmente a fare un montaggio video quasi realtime, che è un grosso vantaggio per vedere i risultati che ne vengono fuori, senza aspettare un granché.
Se ci fosse però un bel Mac Pro con processoroni Intel Xeon per un totale di 12 core come le macchine di qualche mio cliente, sarebbe un altro paio di maniche. Che voi sappiate iMovie li usa tutti i processori?
Di Marco Tenuti (del 05/12/2011 @ 10:37:23 in social, linkato 7244 volte)
Siamo alle solite: nel territorio comunale di Grezzana - ma non solo questo comune, ma tutti i comuni della Lessinia - è obbligatorio dal 15 novembre fino al 31 marzo circolare con gomme invernali o catene a bordo, pena la sanzione amministrativa. Nulla importa cosa succederà e se gli automobilisti sono capaci o meno di montarsi le catene: l'importante è che tutti abbiamo le catene a bordo!
Eh, si, perché se abbiamo tutti le catene a bordo, l'amministrazione pubblica pensa di mettersi il cuore in pace, perché sa che in caso di neve o tormenta, tutti gli automobilisti sono dotati di catene a bordo e così si sentirà esclusa dalla responsabilità di garantire un livello minimo di servizio della circolazione pubblica e privata: se tutti hanno le catene, sono autosufficienti e possono andare fino in cima al Monte Tomba!
Purtroppo la verità è completamente diversa e purtroppo questa è un po' difficile inquadrarla nell'italica fertilità burocratica: chi ha bisogno di circolare sulle strade per la propria professione o lavoro, non ha bisogno di simili precetti da parte dell'amministrazione: si è già dotato da tempo dell'equipaggiamento tecnico necessario per circolare d'inverno, grazie ad una gommatura alternativa a quella estiva. Lo fa perché sa che circola sulle strade e anzitutto non può permettersi di rimanere con un camion in panne sul ghiaccio di una strada provinciale e poi pensa anche alla propria sicurezza e a quella degli altri.
Chi invece non è dotato di simile dotazione, per esempio gli anziani che fanno il giretto in paese per andare al circolo sociale o le mamme che accompagnano con l'utilitaria i figli a scuola in periferia, ha molto spesso il buon senso si capire, che se fuori c'è la bufera di neve, forse è il caso di starsene a casa e di evitare di mettere a rischio se stessi ed i propri figli. E poi diciamoci la verità: quante sono le mamme terrorizzate all'idea di mettersi le catene? Ora io non vorrei far un discorso dal sapore discriminatorio nei confronti del gentilsesso, ma nemmeno una buona parte di maschietti è capace di montarsi le catene.
Qualcuno potrà argomentare che esistono però le catene da neve che "più facile non si può". Verissimo, esistono in circolazione catene e dotazioni antineve dalle più svariate modalità di applicazione alle ruote. Quasi sempre però i sistemi più pratici e semplici sono quelli più costosi, mentre le classiche catene da neve a buon mercato sono quelle un po' più difficilotte da montare e queste sono proprio le catene di cui si sono attrezzati la maggioranza delle famiglie che non ha nè i soldi per permettersi un treno di gomme invernali, nè di spendere più di 50 Euro per questa necessità.
"Ah, ma io le ho comprate le catene e me le porto sempre dietro!", è quello che si sente dire al bar o in paese. Insomma lo spauracchio dato dalla paura di prendere questa sanzione amministrativa - in paese a Grezzana gira la leggenda metropolitana che una signora abbia preso 318 Euro di multa - porta tutti quanti a dotarsi delle classiche catene da neve economiche col risultato che le varie aziende produttrici di catene - che hanno fatto costruire centinaia di migliaia di kit nell'estremo oriente - fanno grossi affari, senza dare occupazione alle nostre aziende in difficoltà, quando mai dovessimo pensare all'ennesima invenzione statale per muovere la leva economica dell'occupazione in crisi e di un'economia stagnante - e la realtà è che questo ennesimo precetto dal sapore esclusivamente burocratico non aumenta in alcun modo il nostro livello di benessere, ma non fa altro che scaricare l'eventuale responsabilità delle amministrazioni a tenere le strade aperte al traffico in condizioni decenti anche in caso di neve.
Ogni qualvolta l'amministrazione pubblica si inventa un nuovo divieto o una nuova prescrizione circa le nostre abitudini, io rimango sempre deluso. Deluso anzitutto perché mi viene da pensare a quei passi della Bibbia dove Gesù Cristo lamenta più che mai il popolo israelita di essersi dotato di una legge che prescrive centinaia e centinaia di regole (i precetti) e gli importa poco o nulla della volontà di Dio.
Anche l'amministrazione, sia essa quella italiana o quella europea, ultimamente continua ad accrescere questo substrato di obblighi ed adempimenti formali e perde sempre più di vista il senso civico, che una società sempre più moderna ed avanzata dovrebbe aver maturato. E succede che i tanti extracomunitari che vengono a vivere nel nostro paese, rimangono spiazzati da queste eccessive obbligatorietà, tanto che le ignorano e non le sentono così importanti e irrinunciabili, più che mai se il controllo e la verifica di queste normative è, come sempre, saltuario ed inconsistente. E senza andare fuori dal dominio della circolazione stradale, succede che in tanti girano con senza assicurazione o con la revisione scaduta, tengono i figli in piedi sul divanetto posteriore. Per carità ora non sto dicendo che queste deprecabili condotte siano esclusive degli extracomunitari, anzi, tutto il mondo è paese, però senza dubbio ce ne vuole a passare dal carretto di legno trainato da un cavallo nello Srilanka alla cintura Isofix di un Audi A4 e li capisco.
Per farla breve io una norma del genere la trovo assolutamente non di buon senso, ma solo eccessiva e soffocante. Io lascerei fare al sempre più alto senso di educazione civica dei cittadini, perché è solo l'educazione di un popolo per il bene comune che può fare e non certo "comma due e tre della leggiuccola" dell'amministrazione locale o di Bruxelles.
Di Marco Tenuti (del 01/09/2012 @ 10:35:58 in MTB, linkato 1932 volte)
Ecco il nuovo top di gamma di casa Scott, marca a cui sono da sempre affezionato, oserei dire ADDICTED.
Le novità introdotte da Scott sono sia di natura commerciale che di natura tecnica. In primis anche Scott, come tutte le principali case che presentano la loro gamma a Friedrichshafen adotta per la soluzione più estrema un gruppo "obbligatorio" imposto dagli elite mondiali che hanno corso la gara olimpica quasi un mese fa, ossia il gruppo SRAM XX1.
Oltre a questa novità della monocorona, il cambio posteriore con pretensionatore e la cassetta pignoni ad undici velocità, che spazia da 11 a 42 denti, tutta la Scale viene aggiornata con componenti Synchros, anziché Ritchey, risultato dell'acquisizione del gruppo Synchros dopo quasi un anno.
Il top di gamma, che non è però la bici "consigliata" per l'uso RaCing, cioè le Scale 900 RC, grazie al gruppo monocorona e alle ruote in carbonio, porta l'asticella del peso a solo 8,2 chili, davvero un record di leggerezza per una hardtail da 29 pollici.
Il telaio usato per la Scale 900 SL 2013 è comunque lo stesso telaio della Scale 29 di quest'anno, coi fili del cambio passati internamente al telaio, mentre il filo del freno posteriore viene passato esternamente al telaio, nella parte inferiore del tubo diagonale.
Nella Scale 900 SL compare pertanto il foro per l'entrata del cavo del deragliatore anteriore, che però non è presente per via della monocorona.
Di Marco Tenuti (del 21/09/2011 @ 10:32:03 in MTB, linkato 1775 volte)
Ecco a voi la traccia GPX della Mediofondo Benini Auto in programma per domenica 9 ottobre. Potete scaricare il file ZIP ed una volta decompresso, lo potete aprire dentro Google Earth o dentro il software che preferite per la consultazione dei percorsi. La mia impressione è che il software di acquisizione abbia smussato molto il profilo altimetrico della gara, però se ci sono novità, cercherò di farvele sapere: quando l'avevo provata a fine luglio, l'impressione è che fossero ben più di 800 metri di dislivello.
Quest'anno la gara è stata presa in mano da Bcicli, nella fattispecie nella persona di Diego Bertani, che già da un paio di mesi si sta prodigando per tenere pulito e ben sistemato il percorso di gara.
Siamo comunque sicuri che alla seconda domenica di ottobre tutta la Verona del fuoristrada sarà presente per questa festa della MTB.
Ieri mattina son partito in solitario in bici da strada verso l'ovest veronese e senza strafare ho prima attraversato la zona nord della città e poi mi sono avviato dalla Diga del Chievo verso Bussolengo.
Solo che la mia condizione di influenzato non mi consentiva di tenere una media molto elevata e talvolta mi si appannavano pure gli occhiali, insomma non ero al top della forma, però ho pensato più di una volta che se abbasso un pelo il ritmo, magari ritrovo quel po' di divertimento e riesco a continuare godendomi questo giro in solitudine.
Ad un certo punto, sulla strada della Bassona, scorgo il segnale stradale che vedete riportato qui sotto e non credo per un attimo ai miei occhi.
Dopo una cinquantina di metri ci penso bene, decido di girarmi e pulirmi gli occhiali appannati e magari fotografo l'improbabile cartello.
Guardo un po' meglio e, secondo la mia interpretazione, sembra essere un divieto di fermata su tutto il territorio comunale, secondo l'ordinanza sindacale n.19/2007.
Cosa? Io, che son qua fermo in bici a scattare questa foto, corro già il rischio di essere multato?
Un divieto di fermata su tutto il territorio comunale? Che cosa vuol dire? Che non ci si può fermare per alcun motivo in tutto il comune di Bussolengo? C'è qualche pestilenza in corso?
E l'ordinanza cosa mai reciterà? Che non solo non ci si deve fermare, ma che bisogna girare coi finestrini chiusi perché si rischia il contagio?
E gli abitanti di Bussolengo come fanno? Non stanno mai fermi? Continuano a camminare o ad andare in macchina? Ma se vanno sempre in macchina, prima o poi gli si fermerà, perché finisce la benzina? O devono fare bene i propri conti e uscire dal territorio comunale quando devono fermarsi per sostare e fare benzina?
E i distributori di carburante a Bussolengo come funzionano? Hanno un dispositivo per il rifornimento "in volo" come per i cacciabombardieri militari?
E per parcheggiare vicino casa, entrano ed escono con le macchine in una sorta di maxiruote per criceti, così il mezzo è sempre in movimento e non si corre il rischio di essere multati?
A parte queste ilarità da Colorado, appena ho avuto un po' di tempo, sono andato a vedere sul sito del Comune di Bussolengo se c'è il testo integrale di questa ordinanza sindacale. Purtroppo non c'è niente da fare: il sito arriva fino all'ottobre 2008 e non si riesce ad andare all'anno precedente. A questo punto non mi rimane che invocare da subito qualche buon'anima che abita o che bazzica a Bussolengo e mi prenderò la briga di contattare qualche ufficio della cittadina veronese.
E son pronto a scommettere che questo non è l'unico cartello, ma ce ne saranno probabilmente degli altri sulle strade che entrano in questo "sfortunato territorio comunale".
Per fortuna la foto di Street View è di un annetto dopo, quindi potete ammirare il cartello in tutta la sua bellezza su via Verona - non è una mia invenzione o una magia al Photoshop.
A me è venuto in mente che forse il sindaco ce l'ha con coloro che si fermano a lato della strada per contattare e contrattare con le prostitute, ma, come al solito, l'Italia degli Affari Ingarbugliati supera ancora una volta se stessa con questo incomprensibile segnale. A mio modo di vedere bastava scrivere: "solo per veicoli in prossimità di puttane e trans" o anche in versione più corte "in prossimità di puttane e trans", che tutti capivano, solo che la cosa suonava un po' bigotta e soprattutto prestava al fianco ad una tiritera infinita.
Se uno pensasse di limitarsi all'interpretazione del segnale, senza andarsi a vedere l'ordinanza - cosa che peraltro io devo ancora fare - capisce proprio quello che si intende dal codice della strada, cioè il divieto per tutti i veicoli in circolazione di fermarsi, solo che questo vale per tutto il territorio comunale, cioè strade, parcheggi, aree di sosta, compresi tutti gli incroci e anche ai semafori!
Insomma sentitevi autorizzati a passare col rosso a Bussolengo, non possono farvi la multa, perché ve lo hanno obbligato loro a non fermarsi!
Questo sindaco lo voglio conoscere (ma anche il suo comandante dei vigili): voglio capire come se l'è immaginata lui 'sta cosa... e non mi si venga a dire che io vivo sulle nuvole... io da questo segnale capisco solo una cosa, "DIVIETO DI FERMATA SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE".
Meglio che mi rimetta in sella e me ne esca subito dal territorio comunale di Bussolengo...
Di Marco Tenuti (del 08/05/2013 @ 10:30:36 in MTB, linkato 1692 volte)
Dopo quasi un anno debutta finalmente il Marcante in una gara MTB con la divisa del 15° Turnover, ossia quella coi colori nero e verde, in occasione della 15° edizione della Conca d'Oro Bike, ben organizzata da uno staff rodato come il Gruppo Sportivo Odolese.
Ad onor del vero non era la prima volta agonistica per il Marcante coi nuovi colori del team: infatti avevo già fatto la versione lunga della Granfondo Avesani 2012, in compagnia di Franceschino e Alessandro Lenti.
Suggestivi - come già ricordavo dall'edizione 2008, quella che corsi in compagnia del Radu e valida per il Garda Challenge di quell'anno - i passaggi tecnici che si trovano qua e là nei 45 chilometri di gara sulle prealpi bresciane, tra il Lago d'Idro ed il Lago di Garda. Nella foto mi sono fiondando in un lungo canalone molto irto ad ormai tre quarti di gara.
Correre con la 29 pollici mi dà sempre più una sensazione di sicurezza e tranquillità, che si faticava a trovare con una 26 pollici. Figuriamoci da quest'anno, cioè da quando uso la forcella ammortizzata sull'anteriore.
La voglia di correre è tanta, tantissima, per cui devo fare pressione per correre anche alla Divinus Bike, altrimenti mi vedrete in gara solo alla Black Forest Ultra Marathon al 23 giugno, a Kirchzarten, vicino a Friburgo in Germania.
Notate comunque lo stile alla Marco Aurelio Fontana... (su Facebook vi siete già scatenati coi commenti, avanti anche qui)!
In passato ho provato invano ad usare la conversione automatica di jUpgrade, ma niente da fare. Ci ho lavorato un po' dietro per far si che la miscellanea di codici Javascript, php e quant'altro riescano, ma ci ho rinunciato per un paio di server che ho in gestione da tempo. C'è sempre qualcosa che si mette di traverso, anche se sarebbe una gran cosa. L'unica è quella di farla fare a qualcuno che è capace, però sicuramente avrete bisogno di:
cedergli temporaneamente le credenziali di accesso al sito e/o al server, con la necessità di cambiare successivamente, una volta che il CMS sarà stato aggiornato alla versione più nuova
cedergli dei danari
...insomma, un lavoro da veri smanettoni, sicuramente più smanettoni di me!
jUpgradenon è comunque l'unico tool. Se cercate bene tra le Joomla! Extensions, tra quelle di migrazione e considerando solo quelle gratuite, ci sarebbe da dare una chance anche a J2XML; lo proverò sicuramente in futuro, anche se, stando alle specifiche indicate sul sito di E-Shiol, non fa molto di più della conversione che suggerisco io sotto.
Partiamo pertanto dal presupposto che abbiate tra le mani un sito sviluppato qualche anno fa con Joomla! 1.5 e che vogliate convertirlo ad una versione più moderna (2.5.x o 3.x) per uno qualsiasi dei seguenti motivi:
Joomla! 1.5.x è dichiarato "obsoleto" e non più supportato dalla comunità che lo sviluppa e lo manutenziona
il vostro sito ha subito un attacco sfruttando proprio qualche vulnerabilità di Joomla!
volete caricare un template molto più piacevole
volete ristrutturare il sito reorganizzando gli stessi contenuti attraverso nuovi menù o nuovi moduli
Ecco la mia modalità quick-and-dirty, molto dirty e poco quick. Diciamo che riesco a travasare i "soli" contenuti, cioè tutti gli articoli, che può essere già di suo una manna dal cielo.
Supponiamo che le tabelle utilizzate dentro Joomla! 1.5.x avessero come prefisso jos_, visto che era il prefisso predefinito fino alla versione 1.5. A partire dalle versioni successive il prefisso è parametrico ed è generato casualmente all'atto dell'installazione di Joomla!, questo per cercare di arginare qualche eventuale attacco.
Io ho provato un po' a vedere quante e quali sono le tabelle che si riescono a migrare da un database all'altro, ma esistono parecchie differenze, sia sui nomi delle tabelle, sull'esistenza di tabelle, sul nome di alcuni campi all'interno delle tabelle, nonché sulla presenza dei campi stessi. Si sono salvate solamente 3 tabelle in questa conversione:
travasare jos_content to yyyyy_content;
travasare xxx_contact_details to yyyyy_contact_details;
travasare xxx_menu_types to yyy_menu_types, ricordandosi di togliere il primo record visto che esiste già un record con ID=1 nella tabella yyyyy_menu_types;
loggarsi dentro l'area amministrativa di Joomla! ed attribuire a tutti gli articoli lo stesso livello di accesso, la lingua ed una categoria, tanto per avere i record correttamente impostati
Da questo punto in poi, rimboccatevi le mani e cominciate a fare tutto quello che fareste con un sito nuovo, cioè:
ricostruire i menu
ricaricare il template grafico
ricaricare plugin e moduli di cui non potete fare a meno
Ma non era proprio questa l'intezione iniziale? Ristrutturare il sito salvando i contenuti?
Di Marco Tenuti (del 01/11/2011 @ 10:28:42 in MTB, linkato 2130 volte)
Qualcuno oltreoceano si è preso la briga, di smontare completamente o quantomeno di farlo virtualmente la Scott Scale 29RC, consegnata da pochi giorni. Chiaro che la fisima del peso della bici è per me sempre ai primi posti, vuoi perché io sono "pesante" e la questione peso la sento tutta appena comincia la salita, vuoi perché, dopo aver provato intensamente una 29er "pesante" giusto ieri, ho provato sulla mia pelle la fatica con una mountain bike dalle ruotone.
Non faccio altro che riportare il post che ho trovato nel forum di MTBR, che è sempre molto ricco di informazioni, curiosità e novità e senza dubbio più avanti dei forum e dei siti italiani, visto che negli USA le novità compaiono un po' prima per evidenti motivi storici e di innovazione.
Passo pertanto a tradurvi l'articolo di rgkicksbutt, che non è che una lista col nome di ogni componente ed il relativo peso in grammi:
freno anteriore: Avid XX World Cup con viti e adattatore da 185 mm: 198
freno posteriore: Avid XX World Cup con viti: 192
disco freno anteriore: Avid XX Centerlock 180 mm con anello Centerlock: 151
disco freno posteriore: Avid XX Centerlock 160 mm con anello Centerlock: 127
cavi cambio: ricoperti col teflon: 22
alloggiamento cavi: Jagwire L3: 40
pacco pignoni: SRAM XG-1099, 12-36t: 210
catena: SRAM PC-1071: 244
guarnitura: SRAM XX: 746
pedivelle da 175 mm: 544
corona grande: 39t: 68
corona piccola: 26t: 24
movimento centrale: SRAM PF BB92: 94
viti: alluminio: 16
deragliatore anteriore: SRAM XX, supporto da 34.9mm: 118
cambio posteriore: SRAM XX, gabbia lunga: 188
forcella: DT Swiss XMM 29er 100 mm: 1638
telaio: Scott Scale 29 Carbon, taglia XL: 1026
manopole: Scott Lock-On: 120
manubrio: Ritchey WCS Carbon, 680mm: 180
serie sterzo:
tappo: Scott Top Cap: 10
distanziatori: 10
cuscinetti: 88
pedali: Time ATAC: 324
sganci rapidi: DT Swiss RWS: 120
sella: Ritchey WCS Streem: 206
attacco reggisella: Scott Bolt: 16
reggisella: Ritchey WCS Carbon: 218
comandi cambio: SRAM XX: 164
pipa: Ritchey WCS 4-Axis: 108
pneumatico anteriore: Schwalbe Rocket Ron EVO 2.25”: 562
pneumatico posteriore: Schwalbe Rocket Ron EVO 2.25”: 514
camere d'aria: standard: 306
nastri cerchio: standard: 66
set ruote: DT Swiss: 1850
ruota anteriore: DT Swiss: 864
cerchio: DT Swiss
mozzo: DT Swiss
raggi: DT Swiss Supercomp, neri, tiraggio dritto
nippli: alluminio
ruota posteriore: DT Swiss: 986
cerchio: DT Swiss
mozzo: DT Swiss
raggi: DT Swiss Supercomp, neri, tiraggio dritto
nippli: alluminio
supporti comandi+freni e viteria: 48
protezione carro da catena: 28
TOTALE: 9818 grammi
Ci si può lavorare dietro alla grande e 9818 grammi per una bici in taglia XL è semplicemente ragguardevole.
Di Marco Tenuti (del 20/07/2012 @ 10:27:53 in MTB, linkato 1242 volte)
E' da qualche anno che non torno a fare una "girada" in Alta Valtellina, posti, valli e montagne dove ho passato parecchie estati della mia adolescenza e della mia giovinezza.
Quest'anno ci ritornerò assieme alla mia famiglia nel pieno della maturità - maturità? magari - per correrci finalmente una gara in mountain bike, la mia sesta marathon dell'anno.
Stanotte ho studiato un po' anche il percorso e, come tante marathon di alta montagna, anche la Granfondo Alta Valtellina nel percorso marathon può essere divisa bene a settori, visto che è caratterizzata sostanzialmente da tre salite abbastanza lunghe.
E' insomma confrontabile e gestibile come una Dolomiti Superbike, dove bisogna prendere le salite con una certa calma e tenersi molto lucidi per affrontare le lunghe discese che le seguono.
La prima parte del marathon, in comune col percorso classic di 39 km, consiste nel salire la Valfurva prima sul versante meridionale, poi si attraversa in valle all'altezza dell'abitato di Valfurva e si risale il costone a nord sopra l'abitato di Plazzanecco. Prima si fanno 500 metri di dislivello a sud e poi altri 700 circa a nord.
Ritornati di nuovo a Bormio chi fa il Marathon come il sottoscritto se ne va dentro la Valdidentro, salendo anzitutto a fianco di Premadio di circa 200 metri. Poi si scende dolcemente verso Piandelvino e Valdidentro, ammirando sulla destra della valle Pedenosso e le Torri di Fraele.
Dall'abitato di Valdidentro si ricomincia a salire per altri buoni 600 metri di dislivello in quota e qui si fa sul serio quando le gambe cominceranno già ad indurirsi. La cosa bella è che verso il 50° chilometro di gara può considerarsi "conclusa" perché da quota 1800 circa si torna giù a Bormio per Oga continuando a perdere quota in circa 15-16 km di discesa e di tratti pianeggianti.
Di Marco Tenuti (del 29/08/2012 @ 10:26:15 in MTB, linkato 1142 volte)
Frequentatissima già dalla prima edizione e confermatasi successo già alla seconda edizione, il Conte Savoia ha cominciato a diramare i suoi comunicati ed ad operare col volantinaggio virtuale per la 3° Notturna Generale nella Contea di Sezano, cioè la notturna delle notturne di Verona e provincia.
Il programma prevede, come sempre nelle notturne frequentate da tantissimi ciclisti, di fare un giro offroad in mountain bike con un ritmo adeguato a tutti i partecipanti e alla fine una tavolata in compagnia.
Per ulteriori dettagli leggete pure la locandina qui sotto o andate direttamente al blog del Conte Savoia.
Di Marco Tenuti (del 11/06/2011 @ 10:26:10 in MTB, linkato 1655 volte)
Ha finalmente visto la luce EL PORTON DEI BIKER VERONESI, cioè il portale e blog di tutti i veronesi amanti della MTB. Un'iniziativa di Cactus, al secolo Andrea Giglio, in forza al team Bibike Andreis, assolutamente il più prolifico ed attivo della comunità dei blogger di MTB, non solo a livello veronese, ma probabilmente a livello nazionale e mondiale, che ha voluto abbracciare tutte le singole iniziative dei singoli blogger, in modo che il canale di informazione sia ancora più ricco e tematico.
Qual è la caratteristica che accomuna tutti questi blog ed i rispettivi blogger? In primis la passione per la mountain bike, senza dubbio. Poi l'amore per il nostro territorio, quello veronese, che è dominato dalla Lessinia, il terreno ideale per la mountain bike e poi anche dalle valli prealpine veronesi e cioè la Valpolicella, la Valpantena, la Valdillasi e la Valdalpone, senza dimenticare la zona del Garda e del Monte Baldo, oltre alle colline minori come quelle di Custoza ed i corsi naturalistici della Bassa Veronese a fianco dell'Adige. Ma anche l'amore per la convivialità e la buona tavola, che a Verona e nella provincia è motivo di grande orgoglio e di distinzione.
Nei blog comunque non si parla solo di mountain bike, di bici, ma siccome i blogger che scrivono sono prima di tutto persone che lavorano, che hanno dei sentimenti e delle famiglie, ci potete trovare un po' tutto quello che riguarda anche la loro vita privata. C'è da dire però che la gran parte dei blogger, oltre che essere biker, partecipano spesso a gare in MTB in provincia, ma anche fuori provincia, per cui la copertura informativa su questo o quell'evento agonistico è pressoché totale. Pertanto leggete molto spesso della leggenda, cioè di Lessinia Legend, ma anche di Divinus Bike, di Lessinia Bike, del Durello, della Soave Bike, della Baldo Bike Event, della Benini, di tutte le gare del cross-country dell'XC Verona, della San Valentino di Locara, della suggestiva GF Paola Pezzo - Città di Garda, della Tre Valli, ma anche di altre manifestazioni minori e meno importanti, come tutte le uscite in compagnia, gli allenamenti e le frequentatissime notturne in compagnia.
D'ora in poi anche qui, sul mio blog, campeggerà a fianco il logo del ring, ma se ve lo volete segnare tra i bookmark, ecco qui l'indirizzo di cui prendersi nota:
Di Marco Tenuti (del 19/12/2004 @ 10:26:00 in Verona, linkato 1680 volte)
Scrivo qui di getto l'idea di Veronacompara, così mi è venuta in mente tempo fa e che di tanto in tanto ho rimuginato nella mia testa, col chiaro scopo di essere una cosa proponibile e commercializzabile.
Veronacompara dovrebbe essere un sito o un portale comparativo, cioè dovrebbe consentire alla gente di vedere dove un prodotto costa meno nella propria zona.
L'idea non è affatto nuova, solo che i tantissimi siti comparativi che ci sono in giro sulla rete, partono da questi presupposti:
sono abbastanza settoriali, perchè consentono di confrontare solo prodotti dell'elettronica di consumo, dell'informatica, delle comunicazioni mobili o dello sport
danno per scontato che la gente usi con elevata assiduità Internet
mostrano prodotti offerti da aziende che effettuano esclusivamente la vendita online dei loro prodotti
presuppongono che la gente, una volta individuata la migliore offerta disponibile, concluda l'acquisto via web
eliminano quasi completamente la componente geografica, cioè non ha importanza se i competitori si trovino vicini o lontani dal nostro potenziale acquirente
Diversamente l'idea di Veronacompara vuole rimuovere in un sol colpo tutte queste ipotesi o ne vuole introdurre delle altre:
si vuole raggiungere una clientela molto più vasta
non è settoriale, ma è massimalista, nel senso che vengono individuati dei settori commerciali che non sono propriamente di nicchia, ma sono in generale la grande distribuzione
si vuole raggiungere una clientela che non è detto che abbia già l'accesso alla rete, ma ha semplicemente un'accesso semplificato, come WAP, GPRS, UMTS o WiMAX
il fine del sito non è quello di concludere l'acquisto direttamente dal portale, ma è quello di condurre l'utente ad entrare nel negozio reale per effettuare l'operazione assieme a molte altre
si vuole dare massima importanza alla componente geografica, visto che il cliente è disposto a muoversi per accedere al prodotto o ai prodotti a miglior prezzo
Di Marco Tenuti (del 17/07/2012 @ 10:24:52 in video, linkato 8019 volte)
Se non volete installarvi software proprietari o "caldamente" consigliati dal produttore di questo o quell'hardware - sia esso una videocamera o una moderna fotocamera con supporto AVHDC - sappiate che i file di estensione MTS - per esempio i filmati in HD o Full HD salvati nella memoria da una compatta digitale Panasonic della serie Lumix - non son altro che normali file MPEG ed in taluni casi basta semplicemente cambiare l'estensione del file in .mpeg o .mpg.
I filmati di cui sono in possesso sono dei file in formato MPEG acquisiti a , cioè quasi il FullHD pieno.
Per aprirli sul Mac potete affidarvi al gratuito VLC Media Player - player disponibile per tantissime piattaforme PC e mobili, come Windows, OS X, iOS, Debian, Ubuntu, Mint, Gentoo, Fedora, Red Hat Enterprise Android, OS/2 - ed in grado di aprire quasi tutti i formati video, insomma quasi una Torre di Babele del video. È in grado di aprire virtualmente qualsiasi cosa, cioè da video DVD, SVCD, Audio CD, Video CD, VCD, DVB-T o DVB-S, MPEG, MP3, AVI, WMV, WMA, MP4, MOV, 3GP, OGG, OGM, MKV (Matroska), Real, WAV, DTS, AAC, AC3, FLV, MXF, ma anche altri.
In alternativa anche iMovie '11 - io ho installato sul mio OS X Lion la versione 9.0.6 - è in grado di importare automaticamente dalla memoria SD qualsiasi clip con estensione MTS attraverso una routine di importazione.
Stamattina il cielo è coperto e pioviggina pure. Dalla porta vetrata del soggiorno si sentono gli spruzzi sollevati dalle macchine che passano nella via principale. Il giro bici salta, ma la cosa non mi disturba affatto.
Dopo le faccende di igiene personale, come un bel bagno caldo e taglio barba, si comincia a preparare la colazione per l'ideale famiglia Mulino Bianco, quella con tutti i personaggi che vissero felici e contenti.
A casa Marcante la preparazione della colazione consiste nello scaldare tre tazze di latte nel microonde. Come tre tazze, se siete in quattro, penseranno coloro che ci conoscono? Molto semplicemente se ne preparano tre, poi il "quarto uomo" avrà modo di fare anche lui colazione, con quello che avanza...
La scelta sulla guarnizione del latte è più o meno libera, tra Nesquik, caffé o Cappuccino dell'Eurospin. La varietà dei biscotti è abbastanza assortita dalla scatola di plastica e così Enrico ed Alice scelgono quest'ultimi, mentre Elisa preferisce i cereali.
Papà Marco si dedica a qualche altra piccola faccenda, come un po' di differenziazione di immondizie, nell'attesa che si liberi un posto ed una tazza. Perché è quasi scontato che tra Enrico o Alice qualcosa avanzerà nelle rispettive tazze. Se invece dovesse raramente succedere che Alice si beve tutto il latte, basta tirarne fuori dell'altro dal frigorifero ed il rabbocco è presto fatto.
Una delle mie attività preferite è quella di scucchiaiare dentro la scatola, cercando di tirare su quanti più "detriti" possibili, cioè quella poltiglia secca che giace nel fondo e che è costituita da pezzi di biscotti più diversi di ere glaciali precedenti. Perché la scatola viene raramente svuotata, ma viene frequentemente riportata a livello con biscotti di nuovi acquisti. Il risultato è che tale poltiglia, una volta che finisce dentro la tazza, si deposita in fondo e il gusto è indefinito ed impercettibile: solo un bel pastone delle galline dove di tanto in tanto si ha la fortuna di beccare qualche gocciola di cioccolato o qualche briciola particolarmente burrosa. Da leccarsi i baffi.
E' così che nel giro di un quarto d'ora la famiglia Marcante vive felice e contenta anche con la roba dell'Eurospin. Certo è che le macine o i galletti del Mulino Bianco ci finiscono anche loro nell'assortimento della scatola dei biscotti, ma non di rado compaiono anche tranci di crostata di marmellata o fettine di plumake preconfezionato.
Viva la colazione dell'Eurospin e la famigliuola del Mulino Bianco.
Di Marco Tenuti (del 31/12/2009 @ 10:21:50 in MTB, linkato 1838 volte)
Non scrivo niente di nuovo se segnalo a tutti voi della scelta di SRAM di proporre il gruppo SRAM XX a 2x10 velocità come massima espressione della trasmissione secondo la casa americana.
10 son le velocità disponibili sul pacco pignoni, mentre 2 lo sono sulla guarnitura. Esattamente le stesse possibilità che si hanno con un gruppo stradale, come SRAM Force o SRAM Red.
La scelta del pacco pignoni attualmente ricade tra il pacco 11-32 e il pacco 11-36, quest'ultima abbastanza impressionante a vederla dal vivo, perché un disco del genere non lo avevamo mai visto prima d'ora.
D'altra parte se qualcuno vorrà abbracciare questa moda e non avrà "abbastanza gamba", non avrà molta scelta che mettere l'11-36.
La cosa che però mi ha fatto sobbalzare dalla sedia più di tutte è stata quella di vedere il prezzo del singolo pacco pignoni:
Sarà anche una grossa novità 'sto SRAM XX, ma bisogna fare un mutuo per poterselo permettere!
Per tutti coloro come il sottoscritto che invece si sono dotati del gruppo Shimano XTR, metto in evidenza un tuner giapponese che lavora proprio sull'XTR, trattasi cioè di Yumeja. Su Chainreactioncycles.com ho "beccato" la coppia di pignoni 17-20 sempre in titanio, grattando via 15 grammi e aumentando anche la resistenza al consumo, il tutto alla modica cifra di 107.01 Euro...
Di Marco Tenuti (del 17/05/2013 @ 10:21:47 in MTB, linkato 1650 volte)
Copio ed incollo con piacere le anticipazioni postate da Cactus sul suo blog al riguardo dell'evento offroad dell'anno per tutti i veronesi e non solo, ossia la Lessinia Legend XCS Enduro 2013, una novità assoluta nello scenario italiano degli ultimi tempi.
Venerdi 13 settembre 2013: Lessinia Legend Up Hill (3 prove cronometrate in salita)
(partecipazione riservata solo per gli iscritti alla Lessinia Legend Xcs Enduro)
Sabato 14 settembre 2013: Lessinia Legend Classic (percorso unico di 48 km x 1500+)
(partecipazione consentita anche ai non iscritti alla Lessinia Legend Xcs Enduro)
Domenica 15 settembre 2013: Lessinia Legend Enduro Race (2/3 prove cronometrate in discesa)
(partecipazione consentita anche ai non iscritti alla Lessinia Legend Xcs Enduro)
La quota di iscrizione per la partecipazione a tutti e 3 i giorni ammonta ad euro 120 e comprende le seguenti prestazioni:
Kit race, contenente: pass personale, numero di partenza, road book completo di mappe, omaggi e articoli tecnici personali Lessinia Legend.
Segnaletica del percorso
Parcheggio gratuito a San Martino Buon Albergo
Personale di supporto su incroci stradali nei tratti cronometrati
Assistenza santaria e soccorso medico
Copertura Assicurativa per tutta la durata della gara
Cronometraggio professionale
Servizio risultati dopo ogni tappa
Due/Tre punti ristoro per ogni tappa
Ristoro al traguardo di ogni tappa
Punto di assistenza meccanica "fai da te" nei punti di ristoro e assistito in partenza / arrivo di ogni tappa (parti di ricambio devono essere pagati)
Servizio di trasporto bagagli da partenza a struttura di alloggio il primo giorno e da struttura di alloggio ad arrivo l'ultimo.
Possibilità di prenotare alloggi a tariffe convenzionate
Ufficio stampa e comunicati giornalieri alle maggiori testate giornalistiche europee e mondiali di settore Report fotografico della manifestazione scaricabile gratuitamente
Cena completa il primo giorno (primo, secondo, dolce, bevanda) con evento spettacolo serale
Cena completa il secondo giorno (primo, secondo, dolce, bevanda) con spettacolo serale
Pasta Party l'ultimo giorno
Cerimonia di premiazione e vestizione delle maglie di leader dopo ogni tappa
Maglia, medaglia e certificato per i finisher
Categorie: la Lessinia Legend Xcs Enduro prevede quattro graduatorie distinte: maschile under 40, maschile over 40, femminile under 40, femminile over 40.
Sostituzione bicicletta
durante le 3 tappe sarà possibile sostituire anche integralmente la bicicletta senza alcun consenso da parte del comitato organizzatore. La sostituzione dovrà comunque avvenire a tappa conclusa.
Disposizioni di sicurezza:
E' obbligatorio l'uso del casco durante tutto il tragitto di ogni tappa; e' altresì obbligatorio portare con sé l'eventuale materiale d'emergenza. Sono obbligatori pertanto: un fischietto, il telo di sopravvivenza in alluminio, un indumento anti-pioggia. E' anche obbligatorio un telefono cellulare adeguatamente protetto dagli urti, che i concorrenti sono tenuti a portare con sé per tutta la durata della manifestazione. Nelle prove enduro del 3° giorno sono obbligatori gomitiere e ginocchiere.
I tratti di trasferimento non sono cronometrati. Vengono però fissati tempi massimi di percorrenza entro i quali ogni concorrente deve effettuare il transito sino alla zona di partenza del successivo tratto cronometrato. Al fine di evitare “tagli” del percorso di gara, lungo i tratti di trasferimento saranno previsti controlli a sorpresa, a vista o con intimazione e vidimazione sul personale numero di gara, effettuatati dall’addetto al controllo. Il mancato passaggio ad uno di questi punti, o la provenienza da direzione sbagliata, comporterà l'attribuzione di una penalità pari a 60 minuti.
I tratti di trasferimento saranno aperti al traffico e non sorvegliati dal personale in quanto “fuori gara”. I concorrenti sono quindi tenuti ad osservare obbligatoriamente il codice della strada.
Bicicletta: possono essere utilizzate Mountain Bike di qualsiasi tipo (si consiglia l’utilizzo di Mountain Bike bi-ammortizzate).
Le iscrizioni alla Lessinia Legend XCS Enduro aprono il 20/05/2013 e chiuderanno al raggiungimento delle 300 unità e comunque non oltre le ore 24.00 di martedi 10 settembre 2013
Questo articolo segue quello sull'installazione forzosa di Visual Basic 6 su Windows 8 a 64 bit.
Ricordate che se avete installato Visual Basic 6 includendo anche Data Access, probabilmente l'installazione del Service Pack 6 si interromperà dicendovi, in lingua inglese, che l'operazione si è conclusa senza successo. In tale caso è necessario ripetere l'installazione di Visual Basic 6, senza rimuoverlo completamente, ma ricordandosi di escludere Data Access dai pacchetti installazione nella configurazione personalizzata:
recuperare l'installazione del Service Pack 6 e copiarsela in locale, ad esempio sulla scrivania
all'interno della cartella del SP6 duplicare il file sp698vbo.stf e rinominare la copia in acost.exe
all'interno della cartella del SP6 duplicare il file sp698vbo.stf e rinominare la copia in acmsetup.exe
eseguire acmsetup.exe senza problemi
Ora dovreste avere un Visual Basic 6 con Service Pack 6 regolarmente funzionante su Windows 8 a 64 bit.
Ora vi manca di caricare le licenze, le librerie ed i componenti che siete soliti usare nei vostri progetti e anche tattarare un po' su registro per sistemare un problema con l'accesso ai percorsi di rete mappati contro alcune lettere.
Per scaricare il Service Pack 6 di Visual Basic 6, questo è il link per raggiungere la pagina in lingua italiana del sito Microsoft:
Di Marco Tenuti (del 08/03/2011 @ 10:15:59 in MTB, linkato 1413 volte)
Erano venuti a più di qualcuno i dubbi sul fatto che il Conte Savoia Hulk, fotografato di sfuggita quasi tre mesi fa a bordo della sua Verdona a fianco di uno Scudo verdone col volto completamente verde, fosse una finzione fotografica ed il risultato di una sapiente fotoritocco fatto con Photoshop, ma ora abbiamo le prove!
Sarà la vicinanza della sua attuale dimora al più verde dei sindaci d'Italia, sarà l'incazzatura per com'è andata domenica al Memorial Padre Marchesini, prima prova dell'XC Verona 2011, visto che è caduto rovinosamente a terra e mandando all'aria un'eccellente prestazione, sarà che il Conte manifesta sempre più un'avversione verso il progresso e la tecnologia irriguardosi dell'ambiente arrivando ad osteggiare dichiaramente il nucleare, oggi è stato beccato con metà del volto in evidente metamorfosi, a sfondo chiaramente naturalistico. La cosa sta preoccupando un po' tutti nell'ambiente veronese, tanto che i servizi segreti sono già imboscati praticamente ovunque, in primis sul Piccolo Stelvio, per vedere di carpire quali oscuri legami stiano tramando il camaleontico conte ed alcune specie della natura.
State pertanto attenti, perché se il Conte si incazza ancora, farà vedere i sorci verdi a tutti quanti e non solo nel cross country!
Di Marco Tenuti (del 15/02/2012 @ 10:15:49 in web, linkato 2476 volte)
Ogni tanto cerco di mettere in allerta chichessia sul fenomeno del phishing, perché di tanto in tanto esso produce vittime, a differenza invece del panico generato dal falso allarmismo che si legge sempre più spesso sui social network, cose del tipo "se riceverete un messaggio di questo tenore dalla mia account, sappiate che non sono io, ma un potente virus che si è insinuato in Facebook".
Questa volta gli autori della trappola di phishing hanno usato la "fotocopiatrice", cioè hanno realizzato sostanzialmente una pagina identica a tutti gli effetti a quella necessaria per loggarsi alla posta elettronica di Libero.
A dire il vero, la pagina di destinazione dove siete invitati a loggarvi è identica a quella di Libero.it, mentre il messaggio e-mail di invito - io l'ho ricevuto stanotte ed il filtro preliminare di antispam sia del server di Libero che quello del mio client di posta elettronica non lo hanno intercettato, ma non è detto che lo riceviate anche voi - non è proprio formattato con la stessa grafica con cui Libero/Infostrada vi possono mandare qualche comunicazione.
Infatti il messaggio e-mail è costituito da testo:
Gentile cliente,
A causa di una lunga inattivita' il suo account verra chiuso in due giorni,
si prega di seguire la procedura di rinnovo tramite il seguente link.
Riattivazione account
Il messaggo e-mail non presenta alcuna immagine allegata che ricordi il logo di Libero.it e poi contiene alcuni errori grammaticali:
inattività è scritto con l'apostrofo anziché l'accento sulla a
verrà è scritto senza accento, nè apostrofo
il link punta al sito malevolo
il sito malevolo ha il suo form per carpire i vostri dati personali, mentre tutti gli altri link che esso contiene nella pagina sono link autentici del sito di Libero
Se vi capita una cosa del genere, ignorate SEMPRE il link ed EVITATE di cliccarlo, poiché non punta al sito di Libero.it, ma al sito malevolo, nel nostro caso "Web Casino Games". Per entrare nella webmail di Libero, andateci sempre autonomamente dal vostro browser.
Qualcuno a questo giro probabilmente ci cascherà più del solito, colpa anche del disservizio di Libero/Infostrada, i cui server di posta elettronica sono andati in tilt per almeno 12 ore lo scorso lunedì. Qualcuno penserà che Libero abbia perso qualche credenziale e qualche informazione relative alle account di posta elettronica e quindi qualcuno si sentirà sollecitato a ricomunicarle al provider del servizio. Sappiate che il provider del servizio non viene mai a chiedervi le vostre vecchie credenziali di accesso: fa molto prima ad assegnarvene di nuove!
Di Marco Tenuti (del 04/10/2011 @ 10:13:10 in MTB, linkato 3743 volte)
E' sostanzialmente invariato rispetto all'edizione precedente il Rally Due Valli 2011, il più classico e storico dei rally nella provincia veronese.
Le prove previste sono esattamente quelle dell'anno scorso: la Collina, ossia un pezzo della storica Ca' del Diaolo, la San Francesco e la Cattignano.
Venerdì sera è prevista la sola passerella in centro città, mentre la gara comincia solo sabato mattina neanche tanto presto. Gli equipaggi affronteranno tre giri delle tre prove, ma nell'ultimo giro non correranno la Cattignano. Il rally pertanto si compone di 8 prove totali per 84 km di tratti cronometrati ed un totale di 302 km percorsi comprensivi dei trasferimenti.
Uno scoop sui partecipanti in un prossimo articolo...
Di Marco Tenuti (del 13/09/2014 @ 10:09:58 in iPhone, linkato 5139 volte)
Puntuali come ormai da tempo, a distanza di qualche ora dalla presentazione ufficiale del prossimo iPhone, quest'anno trattasi dell'iPhone 6 dell'iPhone 6 Plus, eccovi a disposizione tutti i nuovi sfondi predefiniti che troverete nella distribuzione di iOS 8.
Chi ha accesso alla golden master di iOS 8 ha ben pensato di metterla a disposizione di tutti mettendo sia un JPEG unico con tutti i nuovi sfondi qui, ma più sotto anche a tutte le singole 15 immagini, alle risoluzioni sia per iPhone (5, 5C, 5S, 640x1136 pixel) che per iPad Retina Display (iPad 3, iPad 4, iPad Air, 2048x1536 pixel).
Io ho trovato in rete l'articolo di Jim Gresham, ma la rete già pullula di altri articoli, come il mio d'altro canto, con i nuovi wallpaper.
Di Marco Tenuti (del 18/03/2009 @ 10:05:59 in MTB, linkato 1641 volte)
Di tanto in tanto qualche amico mi chiede di come sto dal punto di vista fisico. Inutile dire che il morale è quello che è, vedendo sempre più orde di ciclisti riversarsi sulla strada il sabato e la domenica, ma non solo, come in occasione del Biday. Figuriamoci inoltre quando mi metto a guardare qua e là classifiche in cui compaiono amici che hanno già partecipato alle prime gare del 2009.
E' da un bel po' di giorni che la ferita interna, cioé lo stiramento, non pizzica più, come invece pizzicava tempo fa. Nel mese scorso la ferita continuava a pizzicare leggermente, nonostante avessi cominciato a prendere anche qualche antinfiammatorio, perché secondo me non era mai cominciato il processo di cicatrizzazione dei tessuti muscolari.
Invece da un po' di giorni non sento più quella sensazione. Ovviamente da quando so che cosa ho - cioé da quando ho fatto l'ecografia dal dr.Cantamessa - zoppico vistosamente a protezione del muscolo leso, evitando di farlo contrarre ed evitando di estenderlo col tipico passo di camminata regolare, anche se va da sé che trattandosi di un muscolo della gamba, non c'è verso di tenerlo a riposo completamente, a meno di non stare a letto giorno e notte.
Sto facendo anche le sedute di laserterapia, anche se sulla loro efficacia nutro qualche dubbio, più che altro perché la localizzazione della mia lesione muscolare è abbastanza profonda rispetto alla superficie di irradiazione del raggio laser. Inoltre indosso dalla mattina alla sera la calza elastocompressiva, cioé quella che indossano le signore anziane, sempre su indicazione del medico specialista. Nella scarpa sinistra ho pure uno spessore per evitare l'eccessivo allungamento del polpaccio in fase di camminata. Il medico mi avrebbe suggerito di andare in piscina, ma ho paura di fare qualche movimento non desiderato, tanto io non ho 'sti grossi problemi di perdere massa muscolare o di perdere il fiato. Quando mi ristabilirò, farò tutto con calma.
La sensazione che ho adesso è quella però di contrazioni un po' dolorose del muscolo - "go el muscolo che tira" - a seguito dei minimi spostamenti che comunque devo fare per muovermi in casa, per andare alla clinica o per andare un paio di volte in ufficio a Padova. Il Radu, che è già solcato la strada in merito, mi ha detto che tutto procede regolarmente anche nel mio corpo e che devo solo aspettare pazientemente.
La prossima ecografia ce l'avrei a fine della prossima settimana, per cui l'auspicio sarebbe quello di "guardare" nuovamente la bicicletta durante la Settimana Santa o poco dopo. Di gare al momento non se ne parla, ma vorrei partecipare a qualche gara nel mese di maggio solo con l'unico obiettivo di finirle, nel caso in cui mantenessi la mia intenzione iniziale di fare il circuito di Tecno MTB, cioé il Nobili.
Di Marco Tenuti (del 20/08/2012 @ 10:05:47 in web, linkato 6820 volte)
Spesso, a seguito del cambio di DNS di un dominio di un proprio cliente, succede che i DNS usati dai provider più diffusi in Italia - Alice, Telecom Italia, Tiscali, Libero Infostrada, Teletu - siano lentissimi ad aggiornare i loro server. In alcuni casi ho visto anche passare più di 12 ore per ritrovarmi l'aggiornamento.
Molto semplicemente il server DNS - che non è altro che il server a cui il nostro computer chiede la conversione dal nome di un dominio in un numero IP - cerca di tenersi il più possibile aggiornato su tutti i cambiamenti che hanno luogo qua e là sulla rete. È come una rubrica telefonica che deve essere rinfrescata se cambia qualche mappatura tra il nome di un dominio ed il numero IP del server che lo ospita.
Eccomi pertanto a pubblicare anch'io una lista di server DNS pubblici, veloci e gratuiti - da contrapporsi, appunto, ai server DNS dei fornitori di servizi ISP, DSL, ADSL, WAN o connettività in larga banda. Questi server DNS sono gratuiti per tutti. Sono in taluni casi anche molto utili per accelerare la performance del vostro browser, pertanto scegliete pure quelli che preferite tra la lista a seguire:
Server DNS liberi e pubblici
Indirizzi IP del server DNS pubblico di OpenDNS:
208.67.222.222
208.67.220.220
Indirizzi IP del server DNS pubblico di Norton:
198.153.192.1
198.153.194.1
Indirizzi IP del server DNS pubblico di Google:
8.8.8.8
8.8.4.4
Indirizzi IP del server DNS pubblico di GTEI DNS (ora Verizon):
4.2.2.1
4.2.2.2
4.2.2.3
4.2.2.4
4.2.2.5
4.2.2.6
Indirizzi IP del server DNS pubblico di ScrubIt:
67.138.54.100
207.225.209.66
Indirizzi IP del server DNS pubblico di Dnsadvantage:
Di Marco Tenuti (del 11/10/2011 @ 10:05:10 in MTB, linkato 30632 volte)
Che la Benini dovesse essere una festa, era praticamente una cosa data per certa, ancora quando il Diego Bertani aveva detto al "vecio" Benini che non si può perdere una tradizione della mountain bike veronese. E l'aria della festa l'avevamo respirata già al test di più di due mesi fa, il 31 luglio per l'esattezza, quando gli amici di Bcicli avevano radunato tutti quanti fuori dal parcheggio delle piscine Santini per far provare ai più l'ebbrezza della novità, quella delle spinare ancora non accuratamente eliminate, nonché della freschissima anguria di mezza estate.
Poi sono trascorsi altri due mesi in cui il furgone Dalpa ha scorrazzato in lungo ed in largo le zone di Montecchio, Villa Novare e Quinzano alla ricerca di qualsiasi cosa che paresse assomigliare ad un single track degno di farci sobbalzare sopra una MTB e così che a colpi di dece il Diego aiutato dal Fabri e compagnia bella hanno messo a punto un percorso davvero meritevole di essere conservato nel tempo, come un'ottima palestra di allenamento sia per la disciplina della granfondo che per il crosscountry.
Certo è che domenica mattina mi aspettavo magari qualcuno in più dei duecento che si sono presentati al parcheggio delle piscine Santini. Però c'erano tutti gli ingredienti di una vera gran fondo: l'arco gonfiabile Zerowind - che fa sempre figo - il cronometraggio TDS con tanto di cronovisore gigante, le transenne mobili per fare posto ai tanti, il Giando con la bandierina a fermare il traffico proprio per la procedura di partenza e poi l'aria frizzantina, sia per la fresca temperatura che per il clima di festa. Non saprei dire chi e che altro mancasse ad Avesa domenica mattina.
Forse manca solo lo speaker ufficiale, tanto che la partenza avviene in sordina, senza nemmeno il preavviso "tre, due, uno": per fortuna che mezzo minuto prima avevo messo in canna il 42 per affrontare la dolce salita iniziale!
Da lì in poi poche parole, anzi pochissime. Un fremito quando vengo superato dai primi della griglia successiva, alcune parole scambiate col Mattia Turrina, che, nonostante i trascorsi agonistici, decide di salire al passo dei comuni amatori, poi di tanto in tanto ci si scambia tra compagni di squadra e tutto ad un tratto mi ritrovo già al ristoro di metà gara, dove rallento per bere un sorso di sali e poi via per la discesa, ah 73,2 km/h verso le Ragose. In zona Villa Novare è l'aggiornamento tempi del Maga a scandire la mia discesa, mentre poco dopo è l'obiettivo della compatta del Radu ad immortalarmi col sorriso Durbans a fianco a Turrina. Solo un piccolo momento di impiccio con l'Alessio Scapin a cui la catena gira un attimo a vuoto, proprio davanti alla mia ruota, mentre sul finale rientra in grande spolvero Franceschino, che pare a pimpante a tratti, come le code in autostrada.
Non senza qualche difficoltà per la lucidità ormai andata, si arriva a Quinzano ciacolando sempre col Turrina e poi si sale verso via Cozza di nuovo in compagnia del Franceschino, col quale ci si accorda per arrivare più o meno assieme, se non fosse che lo spilungone di Mizzago si pianta letteralmente sull'ultimo dentino di giornata, così decido di mettere il 42/11 e di andarmene al traguardo a ruota di Cristian Prati, compagno di squadra del Miglio nel team Bussola.
Succede anche che mi ritrovo all'arrivo, sto ancora tirando il fiato ed appena dietro arrivano le Bestemmie Anonime, che vincono la volata a tre col Pezzo ed il Franceschino, mentre l'ANSA aveva già battuto la notizia da almeno dieci minuti, ossia che un gruppetto di Anonimi aveva temporaneamente abbandonato il percorso alla ricerca di una rapida scorciatoia verso l'arrivo.
Dopo le fatiche durate si e no un'ora e tre quarti - c'è anche chi ha tribolato meno, andando pure più forte - tutti al ristoro finale, dove c'era di tutto e di più: tè caldo, birrette, croissant, crepes alla Nutella, carine aiutanti, docce calde ed accoglienti, tortellini burro e salvia, pizza ai vari gusti, tanti sorrisi stampati e arrivederci Roma.
Infine la sorpresa finale, che poi non è neanche tanto sorpresa alla Benini: il mio biglietto, lasciato in custodia prima al Conte e poi passato di mano allo zio Paolo, viene estratto nella lotteria finale e porto pure a casa un premietto utile per la casa: il caraffone per l'acqua Hoover. Ho preso parte tre volte alle Mediofondo Benini Auto ed ho portato a casa per tre volte un premio dalla lotteria, però si potrebbe fare qualcosina meglio: vincere la gara. Comunque ancora una volta i miei complimenti allo staff. Si sono superati.
Se poi aggiungiamo che sono tornato a casa prima delle 14, dove mi aspettava la mia famigliuola, che la bici è praticamente ancora pulita a differenza di qualsiasi altra gara, che c'era (di nuovo) il Giando in diretta su Telenuovo, e che verso sera saremmo andati a degustare qualche risottino alla fiera del riso ad Isola della Scala, direi che ho passato una domenica praticamente perfetta.
Aspetto solo di essere chiamato per salire sul podio Turnover per la medaglia d'argento, ma per questo simpatico siparietto attendiamo venerdì alla pizzetta sociale.
Di Marco Tenuti (del 11/03/2011 @ 10:03:13 in MTB, linkato 5632 volte)
L'X-bionic Challenge 2011, la scorsa domenica, è passata per il sottoscritto decisamente in sordina. E' chiaro che presentarsi ad una gara, con l'unica motivazione di portarla a termine, senza poter andare a fare come fa chiunque altro, non è proprio il massimo delle aspettative per una gara. Ma ultimamente la ruota gira così per il sottoscritto, c'è da farsene una ragione, per cui se ogni tanto si presenta qualche guaio muscolare, non c'è che da gestirlo e cercare di fare il possibile, cioè anche arrivare in fondo se serve. Qualcuno tra i lettori penserà se c'è tutto 'sto bisogno di scannarsi e di prendere parte ad una gara. Effettivamente il dubbio è lecito, solo che da qualche anno a questa parte, io mi sento parte di questo mondo, quelle delle gare amatoriali in MTB, che ci volete fare...
L'anno scorso, al 3-2-1-via, ho avuto la possibilità di viaggiare a ruota del trenino tirato dal Miglio. Usciti dallo sparo della partenza della seconda griglia, dopo qualche chilometro eravamo là, io ed anche il Radu, tra i primi a sentire il vento tra i capelli a quasi cinquanta all'ora e a cercare di stare il più possibile coperti, per cercare di recuperare quante più posizioni possibili rispetto a quelli partiti in prima griglia. Poi successe la rovinosa caduta ed addio chance di vittoria, ma ricordo che tornai a casa da Asola all'edizione passata dell'X-Bionic Challenge tutto pieno di adrenalina, per quanto successo.
Quest'anno avevo perfino la possibilità di partire in prima griglia, grazie alla priorità del Prestigio 2010. Potevo partire con gli scalmanati del River Marathon Cup, cioè potevo entrare in griglia a ridosso dei primi cento, ma me ne son ben guardato dall'entrare in griglia così presto, cosa che invece ha fatto saggiamente il Maga, conoscendo bene i rallentamenti che possono formarsi già al primo imbuto della gara.
E' così che al via mi son fatto sfilare praticamente da tutti e mi son ritrovato con più di mille persone sfrecciare alla mia sinistra. Non nascondo anche una certa paura nel lasciar sfilare gli altri: procedere sul ciglio della strada ai 25 km/h è comunque pericoloso, perché gli altri superano a ben oltre i 35 km/h, se non anche i 40 km/h, e non prestano la minima attenzione, tanto che uno mi ha perfino toccato la ruota davanti nel suo ziggagare qua e là.
Dopo il lancio di quattro chilometri temevo che sarei rimasto praticamente ultimo. In realtà non mi sono mai girato indietro a guardare quanta gente c'era ancora dietro, ma guardavo sempre davanti verso l'interminabile colonna che già si stagliava sull'orizzonte padano ed in cui sentivo che il mio posto era là. Vedevo che avanti c'era il fango ad aspettare tutti, per cui non mi sono rassegnato e dove si poteva far scorrere la bici, lasciavo scorrere la bici e dove c'era da pedalare, cercavo di pedalare come potevo.
Solo che le avversità di giornata in una gara del genere, dovevano ancora venire: i pezzi fangosi in cui non si fa strada ed i pezzi erbosi che si alternano ai pezzi veloci nell'erba, erano là ad aspettare tutti, per cui non mi son perso d'animo ed ho impostato il ciclocomputer a mostrare fisso il chilometraggio. L'unico obiettivo era proprio quello: vedere quanto ho già fatto e quanto manca alla fine.
Dopo la prima abbondante mezz'ora se n'erano andati più di 10 chilometri, la media oscillava tra i 17 e i 19 km/h e mi capitava di assistere al volo plastico di una concorrente, che lasciava la sua nuova Scale Contessa impiantata nel fango e lei cadere nel fosso. Non mi dimenticavo pure di intrattenere qualche discorsetto coi compagni di sventura, cercando sempre di non commiserarmi troppo, vista la situazione. Dietro c'è davvero di tutto: gente che fa fatica, gente non allenata, gente vestita nelle maniere più improbabili, gente preoccupata, gente con la pancia, gente che si dispera in mezzo al poco di fango e che già medita di ritirarsi o che ipotizza di tagliare sul percorso corto. In tutti però una grande passione per la mountain bike, che oggi non era proprio mountain, ma molto mantuen, e soprattutto nessuna foga.
Così il contachilometri indica 15 km, 20 km, 25 km, 30 km e poco dopo nuovo passaggio ad Asola. E poi si continua verso il trentacinquesimo chilometro, poi il ristoro dove mi fermo a ricaricare di cocacola e non disdegno un pangocciolo del Mulino Bianco. E poi via di nuovo sullo sterrato battuto ai 30 km/h. Come ai 30 km/h? Si, perché quando non stavo attento, mi ritrovavo ad una velocità ben oltre quella consentita dal buon senso. Io l'avrei voluta fare tutta come l'anno scorso!
Verso la fine pure qualcuno che fa il furbo cercando di rimanere sull'argine, anziché scendere lungo il percorso obbligato in basso sull'erba collosa. Ed intanto recupero posizioni su posizioni, perché la stanchezza si fa sentire nelle retrovie: ogni tanto capita di vederne uno fermo a lato preso dai crampi. Anche per il sottoscritto un principio di crampetto proprio al soleo destro, quello sotto osservazione nelle ultime settimane, mi limito però a stendere la gamba tra un giro di pedali ed il successivo e la cosa pare contenersi.
Gli ultimi rettilinei però paiono interminabili: il contachilometri dice ormai 55 km, mentre il campanile di Asola è sempre lì che ti guarda. Ad un certo punto intuisco l'ultimo single track nel Pongo marron ed il successivo lembo di asfalto: mancano 200 metri all'arrivo! Perfino l'orgoglio di spingere il 42/11 e di arrivare al traguardo ai 33 km/h, velocità massima della giornata!
Il tempo dice 3 ore e 10 minuti: chissà quanto ci avranno messo i compagni di giornata, cioè il Radu e Pasetto, oltre al Maga. Penso che ci avranno messo quasi un'ora in meno! Così salto direttamente il ristoro finale e cerco di recuperare sulla tabella di marcia, cercando di fare in fretta il carico bici, stretching, doccia e pasta party.
Il Radu vede la mia faccia sconsolata e mi chiede: "Come mai sta faccia triste"? Rispondo più o meno: "Uno non sa mai accontentarsi, vorrebbe sempre dare il massimo ed oggi non he ho avuto la possibilità". In verità bisogna accontentarsi anche in queste situazioni: oggi ho solo corso per portare a casa la prima stellina del Prestigio 2011 e la stellina l'ho portata a casa. La strada del brevetto è lunghissima e la prossima tappa è nientemeno che a Monreale, ma il Prestigio 2011, se mai lo porterò a termine, cominciava proprio ad Asola!
Di Marco Tenuti (del 31/12/2009 @ 10:01:48 in MTB, linkato 1447 volte)
Ho il piacere di scrivere questa nota per il Paolo Orlandi, battezzato talvolta come "GPS Orlandi" o "Gran Bacan della Lessinia", per la smisurata conoscenza del territorio e una profonda passione per la Lessinia. Nel corso del 2009 è stato un compagno assolutamente indispensabile nel percorrere sentieri e carrarecce nuove in Lessinia e nonostante tenga sempre una gran gamba - vuoi perché pesa poco, vuoi perché è sempre in sella alla bici - è sempre molto incline a lasciar perdere andature forsennate e a preferire invece una "ciacola senza sosta".
L'altra sera ho avuto il piacere di condividere con lui un po' di freddo ed un po' di sterrati in orario crepuscolare, prima con un Piccolo Stelvio fatto in 14', poi col Torresin ed infine col vallonato di Vendri, ad un'andatura assolutamente cicloturistica e non quella "stuzzicata dal Conte Savoia per far dispetto al Pappataso".
Anche stamattina il buon Paolo ha rischiato l'uscita, nonostante un "nebbion da fogo" imperversi su tutta la Valpantena ed abbia compromesso almeno per oggi l'uscita in programma "Valpantena Overland 2".
L'idea era quella di andare a Ponte di Veja, magari provando un accesso nuovo dal fianco occidentale del Vaio della Marciora, ma non desistiamo e semplicemente rimandiamo a sabato 2 gennaio, quando saranno probabilmente in molti ad aggregarsi nell'uscita.
Ovviamente anche per sabato confidiamo sulla guida del Paolo "GPS", sempre più irrinunciabile nella scoperta di nuovi sentieri e passaggi che la nostra Lessinia ancora ci riserva.
Ci sarebbero ancora tante zone da scoprire e ci rimettiamo sempre come obiettivo quello di continuare a cercare angoli incantevoli dove passare con le nostre ruote grasse.
Di Marco Tenuti (del 07/11/2007 @ 09:58:47 in video, linkato 1724 volte)
Mia moglie ha detto, che con l'arrivo della piccola Alice, è il caso che mi dia una smossa a comprare una videocamera digitale e ad imparare ad usarla al più presto. Questo vuol dire che mi entrerò in un nuovo mondo, che è quello dell'editing video.
Aspettatevi insomma che io impari più o meno rapidamente tutti i segreti del mestiere, solo che la strada è estremamente lunga e molto irta. Dovrò pertanto litigare con i vari software di acquisizione, di montaggio; sperimenterò iMovie HD, poi Final Cut Pro, comincerò a capire bene di videocamere, di DV e miniDV, di codec e non codec e via dicendo.
Anche il mio blog potrebbe tutto ad un tratto arricchirsi di risorse e perle che riguardano il mondo del videoediting, con grande gioia e beneficio per me e, spero, anche per tutti voi, che di tanto in tanto passate di qua a leggere.
Disponibili a casa Marcante, ma possiamo anche consegnarle nei dintorni di Verona e provincia mettendoci d'accordo, le migliori ciliegie della provincia: i duroni, conosciute anche come more!
Coltivate in collina ad un'altitudine di 370 metri, le ciliegie del Marcante sono generalmente pronte a metà giugno e la quasi totalità è della specialità "duroni", cioè una consistenza croccante e dal gusto estremamente dolce e poco acquoso rispetto ad altre qualità di ciliegie.
In più il raccolto dellla stagione 2012 ha una qualità più elevata della media e dimensioni del frutto significative rispetto al solito.
Disponibili anche piccoli quantitativi di altre specialità di ciliegie, ossia "morbiane", "guardiane", "ferrovia" e "dalla punta".
Per piccoli quantitativi 2,50 Euro al chilo, per grossi quantitativi 2,20 Euro al chilo. Non esitate a contattarmi ai miei soliti recapiti o al telefono fisso (045-551149).
Di Marco Tenuti (del 17/06/2011 @ 09:56:01 in MTB, linkato 1675 volte)
L'ha battezzata "operazione lampo" quella messa a punto da Anonimo Turnover. Su forte pressione del fratello, Michele si è convinto di passare a miglior fortuna grazie ad una bici nuova, ossia una 29er.
Pertanto in casa si è resa necessaria l'eliminazione di una delle due MTB, che attualmente erano la Bemmex rigida e la Raven in carbonio, primo per fare posto ed in secondo luogo, perché non ha senso tenere in casa troppo materiale, che non si userebbe.
Siccome il nuovo arrivo è rappresentato dalla Gary Fisher Paragon con forcella rigida, va da sè che la sacrificata è la rigida da 26", ossia la Bemmex Fusion, che saluta così dopo anni di onorato servizio il garagetto di Borgo Frugose.
Adesso per Anonimo si spianano nuovi orizzonti, grazie alle ruotone, quindi l'alibi delle ruote piccole non reggerà più nelle prossime uscite. In attesa di sapere quando avverrà il debutto sugli sterrati - probabilmente già stasera da qualche parte sulle colline montoriesi - non rimane che augurare ad Anonimo Turnover grande divertimento col nuovo mezzo.
Ah, piccolo particolare, che rappresenta una svolta ancor più epocale, rispetto al passagggio dalla 26 alla 29: le ruote scelte sono tubeless, pertanto Anonimo Turnover abbandona le camere d'aria!
Di Marco Tenuti (del 15/11/2010 @ 09:53:11 in MTB, linkato 7223 volte)
Ulteriore affinamento di Magura sui suoi freni a disco top di gamma per la mountain bike. Trattasi dei Marta SL in versione 2011, dove l'ultimo aggiornamento ha portato dei nuovi dischi dal nome Storm SL ed un ulteriore alleggerimento, portando a 280 grammi il peso totale del kit, dove il kit è da intendersi come la pinza, il disco Storm, le pastiglie, il cavo idraulico, il pompante e relativa leva.
Il metallo utilizzato per le parti idrauliche è il magnesio, mentre le leve sono da sempre in carbonio, che hanno sempre contraddistinto la versione SL (Superlight) dalla versione standard del modello Marta.
Li vedremo su una mia futura bici, dopo averli usati proficuamente dal 2007, senza particolari problemi? A mio avviso rimangono sempre quelli esteticamente più belli, oltre che essere tra gli impianti frenanti per bici più leggeri ed ovviamente più costosi.
Certo che per i freni non bisogna mai dimenticare l'aspetto sicurezza, ma pare che i campioni del mondo Sabine Spitz e l'austriaco Alban Lakata, campione europeo 2010 e mondiale 2010 nel Marathon, non abbiano dubbi in merito.
Di Marco Tenuti (del 02/10/2008 @ 09:49:39 in MTB, linkato 1213 volte)
Comunicato ufficiale dallo studio legale che rappresenta Ppower:
"Sono tutte infondate le voci di coinvolgimento a doping che riguardano il nostro cliente. E' vero che l'atleta si è rivolto ad un medico veronese, come scritto sul vostro forum dal membro Ritchey, ma il professionista in questione è il medico di base, regolarmente iscritto all'Albo dei Medici di Verona e provincia, a cui il paziente Tenuti Marco si rivolge dal lontano 1983, cioè sin da quando era fanciullo. Teniamo a informare inoltre tutti voi, che durante la seduta di allenamento di sabato 27 settembre, il nostro atleta è uscito con un lieve stato di mal di gola, che si è trasformato nel giro di qualche ora in un lieve stato febbrile e in un raffreddore alle alte vie respiratorie, che lo hanno costretto ad uno stop per i primi giorni di questa settimana. Le condizioni sanitarie e profilattiche stanno lentamente migliorando e il nostro cliente dovrebbe essere in condizioni decenti per la Gran Fondo d'Autunno MTB Benini Auto, in programma domenica 5 ottobre, mentre per la Gran Fondo Colline Moreniche il recupero dovrebbe essere completo, salvo complicazioni ulteriori. Per quel che ci riguarda il cliente che qui rappresentiamo, può continuare a frequentare i forum e i blog su internet ed esprimere liberamente le proprie opinioni, sempre in accordo col contratto che lo lega anche nel 2008 a Turnover Sport, senza alcun pericolo o timore, visto che fino ad ora non si è mai sottratto ai controlli antidoping previsti dai regolamenti UDACE, UCI, WADA e FCI".
Di Marco Tenuti (del 20/10/2008 @ 09:49:07 in MTB, linkato 10240 volte)
Era in programma già da almeno due mesi, così anche quest'anno ho concluso la mia stagione agonistica di MTB con la Gran Fondo delle Colline Moreniche. L'anno scorso la partenza in griglia molto arretrata mi aveva penalizzato non poco, mentre quest'anno a momenti rischio di rimanere indietro, per il fatto che il mio pettorale, il numero 155 cade nella griglia da 151 a 300... grrr!!!
Va da sè che le concitate fasi iniziali servono esclusivamente a recuperare posizioni rispetto all'amico Bazzo, ma già dopo mezzo chilometro sono là con loro a menare, accodato ai professionisti che bazzicano in testa alla gara. Da quel momento in poi io e il Bazzo faremo coppia fissa, dove il Bazzo è chiaramente in uno stato di forma migliore rispetto al mio e io non posso fare altro che invitarlo di tanto in tanto a trattenere le forze per la fine. Riconosciamo entrambi però che stiamo andando ben oltre i nostri soliti limiti e così decidiamo di continuare con questo ritmo di gara, come bombe ad orologeria che sicuramente scoppieranno di lì a poco. Ben presto rinviene su di noi anche Fabione, ma che ne ha un po' più di noi, ma lo lasciamo andare, accodandoci invece a questo o quel gruppetto che fa la nostra andatura e noi riusciamo a tenere le pulsazioni cardiache qualche volta sotto i 170 battiti, anche se la controparte è che ci tocca mangiare tanta di quella polvere, che ci farà tossire per tutta la giornata.
Io seguo il Bazzo e qualche volta mi metto davanti pure io, praticamente all'oscuro del percorso, anche se ammetto che alcuni tratti di gara mi vengono in mente, avendo fatto anche l'edizione 2007 della gara. Sul più bello, dopo circa 2/3 di gara, di ritroviamo in un gruppo decisamente numeroso, e si comincia a raccogliere le forze per il finale di gara, cercando di non perdere mai la ruota di chi nel gruppo sembra andare più forte.
Ad un certo punto siamo però fermati in massa in mezzo la strada da Johnny Cattaneo della Diquigiovanni e ci dice che la gara è stata neutralizzata a seguito dell'incidente tra un suo compagno di squadra, un altro professionista e Renault Kangoo che procedeva in direzione opposta. E qui ci sta tutta la lamentela nei confronti dell'organizzazione, che non ha predisposto un adeguato livello di sicurezza per i concorrenti. Io stesso sono a segnalare che in un tratto di scavezzagna ci siamo visti venire incontro ben due autovetture, mentre in un altro punto un trattore agricolo cerca di entrare nel percorso. Poi siamo perfino venuti a sapere che qualcosa come 200 concorrenti hanno sbagliato completamente il percorso ritrovandosi ad un certo punto più avanti della testa della corsa, cosa inammissibile per una gran fondo che era sicuramente etichettata come la GF che conclude la stagione della mountain bike italiana.
Succede che non sappiamo come sia andata a finire con le classifiche. Alcuni dicono che l'organizzazione ha deciso di neutralizzare la gara, anche a seguito della confusione ingenerata e così la classifica finale risulta essere quella congelata al primo intertempo di WinningTime, che vede il sottoscritto 124esimo assoluto su circa 550 partenti, ovviamente in compagnia col mio temporaneo compagno di merende Davide, visto che il Radu ha già appeso la bici alla parete per il 2008, mentre nei comunicati stampa ufficiali risultano i tempi definitivi.
Per il resto va ancora una volta il mio doveroso ringraziamento al Team Rodella per l'assistenza morale, tecnica ed enogastronomica prestata: è stato per me durante la giornata il punto di riferimento assoluto, dove lasciare le mie cose, mi hanno passato le borracce, mi hanno gentilmente ospitato ai loro banchetti ed ho mangiato la loro squisita e immancabile "salamina" dentro il panetto.
Ricordo infine tutti gli altri amici incontrati prima e dopo la gara, a partire dal Miglio e Turrina del team Bussola, poi Fabione del team Sculazzo, la mia compagna di squadra Silvia Rossi e l'amica Rosanna.
Dal punto di vista puramente tecnico l'anno prossimo ci penserò due volte prima di iscrivermi alla gara di Cavriana. La concomitanza della crono XC di Montorio organizzata da XC Verona mi avrebbe fatto propendere a favore di quest'ultima, ma si sa, col senno di poi son piene le fosse. Alla fine coi rodelliani mi son divertito lo stesso, quindi ancora una volta grazie a loro!
Di Marco Tenuti (del 10/09/2012 @ 09:48:10 in MTB, linkato 1136 volte)
Sabato mattina, dopo aver più o meno appurato di non avere compagni di viaggio, mi sono avviato per le otto in punto in direzione Grezzana, con l'idea di beccare e di pedalare fianco a fianco dei granfondisti del GC Grezzana.
Quando arrivo però in Piazza Carlo Ederle, trovo solo il gruppo del RAAB in partenza verso sud. Così sto con loro fino a Marzana e poi svolto a sinistra in direzione Sezano per scendere la Valpantena "tirando" verso est e magari sperando di imbattermi in qualche prova speciale del Rally del Veneto dalle parti di Roverè e di Velo Veronese. L'idea che avevo in mente era quella di percorrere più o meno al contrario parte della GF Luca Avesani ed infatti così è stato dal ponte della Pissarota fino alle Barozze, cioè 48 chilometri del percorso rosso, quello da 183 chilometri.
Oggi ho pedalato in totale libertà, con la scelta del percorso in base a quello che mi veniva di fare, mano a mano che procedevo... appena sopra Roveré Veronese, trovo pure l'ordinanza di strada chiusa dalle 9.30 alle 11.45 e dico tra me: "Molto bene, finisco direttamente in prova e mi vedo un po' di passaggi"!
Peccato che l'ordinanza fosse valida per domenica 9 settembre e non per sabato...
Al Parparo, sul tratto più duro che lo precede, mentre stavo chiaccherando con un certo Stefano del team Bibike - lui in MTB - mi ha sfilato uno stradista con una bici Basso e mi è andato via di un 200 metri, solo che per rientrare su di lui, ho completato l'azione al Passo Branchetto, grazie al pezzo pianeggiante poco dopo San Giorgio.
Comunque il giro completo è stato: Grezzana-Montorio-Pissarota-Campari-Roverè-Velo Veronese-Camposilvano-San Giorgio-Boscochiesanuova (cappuccino + brioche integrale 2,30 Euro e rabbocco borraccia)-Erbezzo-Ronconi-Sant'Anna d'Alfaedo (rabbocco borraccia)-Crosa di Schioppo-Giare (a salutare Enrico in ritiro col team)-Crosa di Schioppo-Fiamene-Alcenago-casa.
Solo a Stallavena, incrociando la "iena" Elena Grobberio, con divisa "Traguardo Volante Verona-Passo Resia", che risaliva in direzione Vigo di Alcenago, ho realizzato che il gruppo dei granfondisti si era probabilmente dato appuntamento da qualche parte. E vabbè, pazienza, un'occasione sprecata.
Alla fine ne è uscito un totale di 102,7 km in 4h14' alla media dei 24,2 km/h e 1935 metri di dislivello.
Se il meteo è bello, penso che proverò anch'io a portare a casa l'Avesani Rossa, magari confidando sul mio fido gregario, l'Orlando, che potrebbe venire a trainarmi da Avio fino a Fosse, ma conoscendolo si butterà dentro nel mucchio già in Piazza Bra...
Pare che si aggiungerà a questa mia iniziativa anche il Franceschino, per cui domenica ci aiuteremo l'un l'altro, sempreché lo spilungone di Mizzago non decida di sparire alla vista sulle rampe di Ferrara di Monte Baldo e di Novezza.
L'anno scorso la mia famiglia - Elisa compresa, solo che lei era dietro l'obiettivo - faceva gli auguri in questo modo, visto che avevamo due novità rispetto al Natale precedente, ossia Tommaso e la Scalona. Quest'anno faremo qualcosa di simile, ma per questo state sintonizzati...
Di Marco Tenuti (del 01/09/2009 @ 09:46:12 in MTB, linkato 1352 volte)
Inserto speciale dedicato al "compagno di merende", che probabilmente - senza probabilmente - domenica alla South Garda Bike 2009 a Medole è andato come un treno. Non c'è stato verso per il sottoscritto di tenere la sua velocità già nelle prime battute di gara. Quando è arrivato dalle retrovie il Conte Savoia, più o meno dopo circa 5 km di gara, c'è stato un cambio di velocità che non ho retto a livello sia di testa che di fiato.
Il duo Savoia-Zumerle prendeva già un buon 100 metri lungo la prima salita del Radar e se ne andava verso le zone alte della classifica. Peccato per la famigerata catena del Radu che saltava per ben due volte dalla sua guarnitura doppia e gli faceva perdere il treno del Conte e così ulteriori posizioni in classifica finale. Questa insomma sembra essere la prima volta che la Gessika non riesce ad accontentare il suo uomo, più che mai esigente e pretenzioso. Sembra che ci sia stata già una discussione tra i due amanti già nel corso della giornata di ieri, solo che al momento nessuna indiscrezione è trapelata.
Ricordiamo a tutti i lettori che il Conte Savoia è arrivato 99esimo assoluto, mentre il TAV Radu questa volta è arrivato 107esimo assoluto, piazzamento che gli è valsa la 13esima posizione di categoria M1 e la premiazione assieme ai big sul podio della gara di Medole.
Sotto lo potete vedere immortalato dall'obiettivo del cognato, in fase di pieno tiro, farfalla tutta aperta e motore praticamente in zona rossa: el fa paura!
Ancora una volta complimenti al Radu per il livello prestazionale espresso per tutta la gara e per il promettente risultato!
Di Marco Tenuti (del 02/09/2009 @ 09:45:03 in MTB, linkato 1595 volte)
Sito completamente aggiornato per Scott, che pubblica così le sue principali novità per l'anno 2010 in concomitanza con la fiera tedesca dell'Eurobike a Friedrichshafen.
Nella lista delle novità niente di particolarmente eclatante. Sul fronte strada la Addict riceve solo il classico update estetico. Sparisce la R4 ed entra in catalogo la R15. Completamente aggiornata la CR1, che adotta un telaio un po' più confortevole, senza ad andare ad insidiare la clientela interessata alla Addict.
Per quanto riguarda il settore MTB, compare sulla Scale RC il nuovo gruppo SRAM XX, come d'altro canto è un'opzione per tutti i modelli 2010 delle principali case. Non compare ancora la Scale in versione 29", con telaio in alluminio.
Di Marco Tenuti (del 09/10/2013 @ 09:44:25 in auto, linkato 1637 volte)
Nonostante la specializzazione e l'aumento delle competenze necessarie per riparare o manumtenere un autoveicolo siano in continuo aumento, il faidate è sempre più facilitato dalla condivisione delle informazioni in rete, non solo pertanto tra gli automobilisti provetti che vogliono cimentarsi nel sistemarsi la propria auto, ma soprattutto per tutte quelle officine meccaniche "non autorizzate" che non hanno accesso al sapere di questa o quella casa automobilistica, perché non sono affiliati o perché non sono disposti a pagare un contratto di fornitura di aggiornamento e documentazione specifica per tutti i modelli immessi sul mercato.
Oggi mi sono imbattuto in questo articolo, cioè relativo ad un difetto di tenuta di pressione dell'olio sull'attuatore delle marce dispari nel cambio doppia frizione del gruppo Alfa-Fiat, il TCT versione 635, cioè quello che supporta le sei marce e dimensionato a resistere fino a 350 Nm di coppia massima. Il difetto è ovviamente riconosciuto dalla casa automobilistca ed tutte le vetture interessate sono state o sono soggette a richiamo per la sostituzione dell'O-ring e del relativo attuatore.
Questi i modelli interessati:
Giulietta 2.0 JTDm e 1.4 Turbo MultiAir con telai da 7174287 a 7195333
MiTo 1.4 Turbo MultiAir telai da 1201099 a 1207832
Per altri interessanti articoli, vi rimando a Riparando.
Di Marco Tenuti (del 27/04/2009 @ 09:44:07 in MTB, linkato 2669 volte)
Ieri bella giornata di sport a Garda per la Gran Fondo Paola Pezzo. Io, in qualità di fotografo non ufficiale, in compagnia del "compagno di merende" Radu, sono andato sul percorso di gara per scattare un po' di foto, tanto per cambiare... E' sicuramente una modalità, quella di fare foto, per sentirmi partecipe alla gara. Non dico che le sensazioni sono le medesime - ci mancherebbe - però posso immaginare vagamente l'asprezza del percorso, dalle fronti sudate e dalle "sbroffe" di terra su per il corpo e le gambe. Ieri è andata in scena una gara dal punto di vista paesaggistico e tecnico sublime. Io non l'ho pedalato, ma da quello che ho letto e sentito in giro, il percorso è sempre stato all'altezza della praticabilità per tutti.
Dietro l'obiettivo va da sè che si possono percepire e carpire elementi diversi da chi invece la gara la fa sulla sella. Prima tra tutti lo stupore di vedere arrivare un concorrente prima della moto in testa al gruppo, chiaramente per aver tagliato il percorso, come una buona parte di concorrenti che risultavano così mescolati con gli Elite, già a metà di gara.
Altra nota di merito quella del Max Maga, l'unico del lotto a passare di padellone nel nostro appostamento sopra Albisano. Se il ragazzo continua così, tra un po' la padellina direi che la può definitivamente eliminare, perché peso inutile.
Sempre all'altezza della situazione il buon Miglio, che non dimentica l'humour, ricorda anche un bel "WLF" davanti all'obiettivo e conclude in 32ima posizione, dopo "essere arrivato uno" a Pozzomoretto il giorno prima.
Non vi dico invece le imprecazioni che ho tirato quando stava passando davanti a me l'Anonimo Turnover e la fotocamera laconicamente mi segnalava un messaggio "FULL CF". Avevo riempito 4 GB di foto! Per fortuna che il buon Radu è stato celere nel trasferimento in macchina dal bivio sopra Albisano fino giù a Garda per fotografare gli amici che ci siamo persi.
Decisamente suggestivo il passaggio nel greto del torrente Garda, con tanto di passerelle in legno e rete elettrosaldata, in modo da non causare ostacolo alla circolazione lungo la provinciale che collega Garda a Costermano.
Concludendo spero solo l'anno prossimo di essere anch'io in griglia con tutti gli altri, perché questa gara, a parte un pasta party ed un pacco gara povero, merita davvero di stare nei circuiti importanti come il Prestigio di MTB Magazine.
Di Marco Tenuti (del 26/01/2012 @ 09:43:30 in web, linkato 1800 volte)
Molto sommariamente il consiglio che si trova in giro nell'assegnazione dei previlegi in scrittura per Joomla sono gli stessi che si danno per qualsiasi sistema server-based. Siccome Joomla viene spesso installato su distribuzioni di Linux, basta fare il classico "chmod 777" alle cartelle, o via console o via FTP, perché il server FTP consente di modificare i previlegi usando i pseudocomandi della shell.
Purtroppo se la vostra installazione si trova su un server Windows, non potete usare il chmod di Unix o quantomeno non riuscite a farlo via FTP. O meglio, sarebbe forse il caso di dire che io non ci sono mai riuscito coi server che ho avuto da sempre a disposizione per i miei siti e per i siti dei miei clienti.
Per garantire il regolare funzionamento di un sito internet in hosting su un server Windows Server 2008 R2, che usa Joomla! come piattaforma CMS, le fasi preliminari prevederebbero di:
installare l'ultima versione di Joomla! che dipende fortemente dalle prestazioni offerte dal server, cioè dalla versione di PHP installata sulla macchina
creare un database MySQL ad uso e consumo dell'installazione di Joomla!
In fase di configurazione del CMS è necessario, alla fine dello script di configurazione, consentire al PHP di scrivere il file configuration.ini e pertanto devono essere impostati i previlegi di scrittura.
Successivamente nella fase di deployment è necessario consentire di salvare immagini, installare nuovi plugin, componenti o moduli in svariate cartelle dell'installazione di Joomla!, quindi tanto vale stabilire i previlegi di scrittura in tutta l'installazione di Joomla:
individuare la cartella httpdocs del sito su cui si vuole intervenire
entrare nel dialogo che consente di modificare i previlegi di accesso per la cartella
attribuire all'utente "Plesk IIS User" i previlegi generali, cioè consentire Modify, Read & Execute, List Folder Contents, Read e Write.
attribuire all'utente "Plesk IIS WP User" i previlegi generali, cioè consentire Modify, Read & Execute, List Folder Contents, Read e Write.
Nel caso in cui invece si voglia assegnare i prelivegi per un'installazione di pagine ASP.NET che necessitino di scrivere qua e là nelle cartelle dell'hosting del dominio, è necessario assegnare i previlegi a qualche altro utente.
Di Marco Tenuti (del 20/12/2010 @ 09:41:15 in MTB, linkato 9090 volte)
Nonostante la botta patita ieri verso la fine del giro, l'Anonimo Turnover riesce comunque a montare il video della pedalata di ieri e lo pubblica su YouTube. Avremo comunque modo di dare giusto spazio alla vicenda successa a Michele Pezzo più avanti, visto che ora sta indagando la magistratura e sulla cui indagine vige il più stretto riserbo.
Di Marco Tenuti (del 02/01/2013 @ 09:40:06 in iPhone, linkato 1505 volte)
Riprendo volentieri questo post di Matteo Temporini, trovato poco fa sul suo blog.
Da alcuni giorni molti utenti apple possessori di Iphone 3g sono rimasti tagliati fuori da Whatsapp, una comodissima applicazione di messaggistica ormai difussa a livello mondiale.
Il problema che si è presentato è il seguente: da un giorno all’altro gli sviluppatori di Whatsapp hanno cambiato il metodo di autenticazione sui loro server, questo ha portato al problema che ogni volta che un utente apriva Whatsapp gli veniva chiesta nuovamente la registrazione, ma all’atto dell’invio del codice il programma diceva che bisogna aggiornare all’ultima versione la 2.8.7 per l’appunto.
A questo punto il povero utente andava sull’App Store per aggiornare la propria applicazione, ma GUARDA CASO all’atto dell’update si verifica un errore che ti dice che l’applicazione funziona solamente con iOS 4.3.
A questo punto sopraggiunge un altro problema: l’iphone 3G supporta al massimo iOS 4.2.1.
Morale della favola da alcuni giorni milioni di possessori iphone 3g sono rimasti tagliati fuori da questa splendida applicazione senza possibilità di andare ne avanti ne indietro con le versioni.
Un utente del forum Apple ha quindi contattato il supporto di Whatsapp per chiedere lumi riguardo questa situazione abbastanza fastidiosa e qua la risposta
Hi,
Thanks for your message.
In order to connect to WhatsApp, or activate your number, you will need the latest version of WhatsApp – v2.8.7 – available from the App Store on your iPhone. Please note that iPod and iPad are not supported devices.
The latest version of WhatsApp for iPhone requires iOS 4.3 or later. Regretfully, Apple does not allow new app updates to be compatible with both iOS 6 and older versions of iOS, effectively ending support for iPhone 3G and the original iPhone. Because of Apple’s policy change to new App Store submissions, there is nothing we can do at this time for users with older versions of iOS.
If you have an iPhone 3GS or newer device, please update to iOS 4.3 or later.
If you have any other questions or concerns, please feel free to contact us. We would be happy to help!
Banalmente tradotta in
Salve,
grazie per averci contatto.
Per poter procedere alla connessione con WhatsApp, o per attivare il tuo numero, devi avere l’uòtima versione di WhatsApp – v2.8.7 – disponibile dall’App Store del tuo iphone. Ricorda che l’iPod e l’iPad non sono dispositivi supportati.
L’ultima versione di WhatsApp per iPhone richiede iOS 4.3 o successivo. Purtroppo, Apple non permette più i nuovi ai nuovi aggiornamenti di essere compatibili sia con iOS 6 che con le vecchie versioni di iOS, ponendo definitivamente fine al supporto per iPhone 3G e l’iPhone originale. A causa della nuova politica dell’App Store, non c’è niente che possiamo fare per le vecchie versioni di iOS.
Se possiedi un iPhone 3GS o un device più nuovo, aggiornato a iOS 4.3 o successivo.
Se hai altre domande o dubbi, sentiti libero di contattarci. Saremo felici di aiutarti!
In parole povere gli han detto di attaccarsi al tram e comprarsi il telefono nuovo.
La cosa triste è che questa prassi la stanno seguendo tantissime altre App fra cui Skype e Viber e a ruota toccherà a tutte le altre…
Io al solito non mi arrendo e sto cercando dei modi alternativi per poter installare le applicazioni nuove sui disponitivi vecchi con opportuni tweak, ovviamente tutto questo sarà possibile solo su dispositivi Jailbrekati.
Di Marco Tenuti (del 11/01/2010 @ 09:40:01 in MTB, linkato 1356 volte)
Appena trovato sul profilo di Roel Paulissen, il due volte campione del mondo di Marathon, 2008-2009, alle prese con neve e ghiaccio, che sembrano non recargli alcun problema da quello che scrive: "Just let it be snowy and icy !!! I'm ready for it "
Sembra a tutti gli effetti una versione "studded" (chiodata) di un pneumatico Schwalbe. Avete idea dove si trovino dei pneumatici tubeless del genere? Se volete fare qualche ricerca e volete farmi partecipe dei risultati della vostra ricerca, vi ringrazio fin da subito.
Nel frattempo qualcuno ha già replicato al mio post sul profilo di Roel e sembra che si tratti dei Schwalbe Ice Spiker, disponibile anche in versione Pro.
Di Marco Tenuti (del 09/06/2013 @ 09:38:19 in MTB, linkato 970 volte)
Tra le tante manifestazioni agonistiche che si corrono sull'arco alpino, è senza dubbio notevole l'impegno che ci mettono i vari concorrenti al Zillertal Bike Challenge, gara a tappe, tre tappe, che vede i concorrenti dividersi tra Re e Regine della Montagna, Principi e Principesse della Montagna e Conquistatori/Conquistatrici del Ghiaccio.
I dislivelli affrontati sono impressionanti: nel caso dei re e delle regine sono circa 6000 metri di salita, ma non i principi e le principesse non disperano, visto che si ricorre ben 5 volte alla cabinovia!
La prossima edizione si correrà tra il 5 ed il 7 luglio 2013. Tutte le info sul sito Zillertal-Bikechallenge.com.
Di Marco Tenuti (del 27/04/2012 @ 09:36:44 in web, linkato 1794 volte)
Da quando mi sono trasferito da Quinto di Valpantena a Grezzana, c'è una cosa che non è più funzionata correttamente del mio punto di accesso Wifi, che possiedo ormai da anni. Ogni volta che chiedo a qualche dispositivo collegato alla mia rete wireless, esso viene erroneamente localizzato all'indirizzo dove abitavo prima e non al nuovo indirizzo.
Evidentemente tale informazione è memorizzata nei database centralizzati dei servizi di localizzazione, i quali sono dotati di un enorme mappatura tra le coordinate geografiche e i relativi hotspot Wifi, solo che che per un qualsiasi motivo un hotspot non rimane fermo in un punto, ma viene traslocato o esso stesso è in continuo movimento - è il caso per esempio degli ultimi hotspot Wifi di cui sono dotate alcune macchine di alta gamma o che accessorio davvero "avanti" anche delle vetture di medio allestimento - non c'è verso che il vostro dispositivo azzecchi correttamente la localizzazione GPS.
In realtà un dispositivo, come un moderno tablet o un telefono touch degli ultimi anni è in grado di stabilire la propria locazione in tre maniere:
utilizzo dell'A-GPS, cioè si basa sulla localizzazione delle celle delle rete cellulare che lo circondano (localizzazione immediata, scarsa precisione, impossibilità di localizzare in caso di mancata copertura GSM, GPRS, UMTS)
utilizzo degli hotspot Wifi, cioè si basa sulla localizzazione degli hotspot circostanti (ottima qualità, buona velocità, scarsa reperibilità, necessità di accesso alla rete per risolvere la mappatura)
utilizzo del GPS, il più classico dei sistemi di localizzazione (lentezza intrinseca, buona qualità, mancato funzionamento in ambienti chiusi o impervi, nessuna dipendenza dalla rete cellulare o Internet)
Il mio caso è il secondo, ossia quando i miei dispositivi provano ad "indovinare" la localizzazione, vedono che sono in prossimità del mio hotspot casalingo, solo che la mappatura tra l'hotspot e le coordinate geografiche rimandano ancora a Quinto.
Poco male: sono riuscito a trovare sul web un link verso il sito di Skyhook, che dovrebbe proprio fare al caso mio, cioè comunicare la nuova localizzazione dell'hotspot Wifi, in modo tale che la mappatura di Skyhook venga propagata a livello planetario verso tutti gli altri provider di tale servizio. Sul sito di Skyhook si parla della necessità che trascorrano 7 giorni, perché l'update abbia luogo.
L'update consiste nella comunicazione esatta della nuova coordinata geografica, il più precisa possibile, il MAC address dell'hotspot ed un vostro indirizzo e-mail per comunicarvi l'esito dell'operazione di aggiornamento, che mi è arrivata nel giro di qualche minuto:
Your AP has been added to the system and should be immediately available to most devices, however there may be up to a week delay on some devices.
Stiamo a vedere quanto ci metterà il mio iPhone a dirmi che sono a casa mia!
A distanza di 5 mesi scarsi, riprendo in mano l'analisi fatta circa la remuneratività dei conto correnti, conti di deposito o pronti contro termine emesse da alcuni principali istituti di credito italiani, particolarmente attenti a mettersi in luce sul web.
In queste settimane in cui i titoli di stato italiani sono particolarmente esposti sia alla speculazione che alle critiche degli analisti e delle aziende di rating, anche i conti di deposito delle banche risentono dell'influsso negativo che del simultaneo aumento del tasso di inflazione.
Valgono le premesse che faccio sempre: non si considerano eventuali promozioni sull'apertura di conti di deposito per i nuovi clienti. Si vuole fare il punto della situazione sugli investimenti a capitale "garantito" e rendimento certo. Una novità rispetto alle analisi precedenti è che ormai tutti i conti di deposito premiamo con una remuneratività addizionali solo sui flussi positivi di cassa rispetto ad una certa data, pertanto gli extraguadagni ve li danno solo se cacciate ulteriore denaro dentro il conto di deposito.
Se cercate la situazione a marzo 2011, andate pure a questo articolo.
Di Marco Tenuti (del 07/02/2012 @ 09:36:26 in MTB, linkato 1668 volte)
Ieri sera il movimento del cricetismo ha abbracciato un nuovo adepto, il Marcante, che si è infilato dentro la sua ruota della fortuna, per l'occasione la stanzetta della centrale termica di casa. In compagnia della caldaia di un numero di BTU ancora imprecisato - anch'essa alla soglia del ritmo medio - dopo aver rimboccato le coperte per benino a tutta la prole, il bravo papà si è vestito con un improbabile abbigliamento mezza stagione da far invidia a momenti ad Anonimo Turnover. Sotto il vestito la fascia del Polar al torace, tanto per vedere il regime cardiaco da tenersi durante questo primo allenamento da criceto.
Qui la temperatura iniziale di 14 gradi è stata assolutamente ideale, per poter sudare come ad una granfondo nel mese di maggio. L'equipaggiamento tecnico ha visto in azione il Marcante in sella alla gialla MTB Cannondale M400 in alluminio dei primi anni novanta, su rullo Elite Travel di terza mano, gentilmente offerto dalla premiata ditta Aganetto-Righe ed un pneumatico nuovo per l'occorrenza, un Areo liscio da 1,5", recuperato ieri sera in Turnover, dopo una piccola ciacola col Bosca circa l'utilità di uscire con troppo freddo o rifugiarsi in sessioni di spinning o ai rulli.
La sessione è stata un alternarsi di ripetute da 10 minuti al medio e al medioalto, dopo alcuni minuti iniziali di warmup al mediobasso e quelli finali defaticanti. Pochissimi secondi in fascia alta hanno caratterizzato la fase centrale del giro sulla ruota panoramica di Vienna.
Se n'è andata così la prima ora, che non è stata così monotona, come poteva sembrare prima di salire a bordo, visto che mi son portato dietro l'iPhone e mi son fatto una controllatina sia alla posta che a Facebook, nelle fasi al medio alla frequenza di 140 bpm.
Finire l'esercizio, rimettersi le savatte ed entrare direttamente nell'acqua calda in vasca non ha prezzo: chiaro che pestare con le gomme sulla neve è tutta un'altra cosa, però bisogna accontentarsi anche di queste piccole cose, tanto per contrastare il fenomeno del suino ciclista in inverno.
Pertanto, tanto per accontentare tutti i miei fans, considerata sia la condizione influenzale dell'ultima settimana, le esigenze familiari con due bambini su tre malaticci, e soprattutto il persistere del freddo intenso, direi che andrò a godermi il panorama di Vienna by night anche per le prossime sere, a meno che non ci scappi una ciaspolada in notturna, cioè con partenza non prima delle 22.00 da casa.
Bene, adesso siete autorizzati a martirizzarmi, ma solo i nudi e puri. Non possono farlo coloro che pedalano saltuariamente sui propri rulli o a spinning, ma da questi ultimi mi aspetto solo parole di conforto e commiato, pacche sulle spalle ed affermazioni del tipo "te ghe sempre na bela gamba".
Di Marco Tenuti (del 17/09/2010 @ 09:35:12 in Abarth, linkato 1328 volte)
Siccome ci penso sempre più, tanto vale mettere nero su bianco e scriverlo pubblicamente qui sul mio blog. La Puntopower ha i mesi contati, quindi se qualcuno è interessato al mio bolide, gliela vendo volentieri.
Perché dovrei vendere la Puntopower, a cui sono molto affezionato? Semplice, perché c'è la Punto in versione Abarth, che mi tenta già da qualche anno. Chiaro che non è l'unica macchina a tentarmi, ce ne sarebbero di macchine leziose, però non ho voglia di buttare via soldi, troppi soldi per una macchina. Qualcuno di voi penserà subito: se spende i soldi in una Abarth o in una sportiva, son davvero soldi buttati. Perché non spenderli meglio?
Se la pensate così, sappiate che sono assolutamente in disaccordo con voi. Ditemi un po' cosa cambia da una piccola o media sportiva ad una berlina o uno station wagon di categoria media: nulla, non cambia nulla. La sostanza è sempre quella: velocità massima e accelerazione comparabili, capacità di carico non molto diverse, consumi relativamente allineati. Neanche qui siete d'accordo? Andatevi a spulciare un po' di dettagli tecnici e prestazionali e scoprirete che le variazioni sono sempre dell'ordine del 10 o 20% a favore dell'una o dell'altra.
E siccome personalmente e professionalmente non percorro moltissimi chilometri, tanto vale rimanere sulla strada che ho percorso dieci anni fa, quando ho preso la Puntopower, cioè acquistare una sportivetta, che ha buone prestazioni come un Cayenne, non ha consumi esorbitanti da Cayenne e soprattutto costa una frazione di un Cayenne. Se percorro non più di diecimila chilometri all'anno, non mi rovinerò certo per aver speso 3-400 Euro in più di carburante dopo un anno intero.
Il fatto che sia fedele alla bandiera, passando da Fiat ad Abarth, è una scelta dettata sostanzialmente dal cuore. Abarth mi è sempre piaciuto da quando son bambino e mi piace tuttora. Quello che leggete in giro sul marchio dello scorpione è assolutamente veritiero: piccola, pepata e cattiva, ma non solo, è uguale alla produzione di serie, ma ha un po' di modifichette che la rendono una piccola belva. E prima la Grande Punto ed ora la Punto Evo, ma anche le sorelle 500 e 500C in versione Abarth, nonostante l'industrializzazione dell'idea, hanno tutto questo.
Non so ancora quando, ma avanti con la Punto Evo Abarth...
Di Marco Tenuti (del 01/02/2010 @ 09:34:59 in MTB, linkato 1235 volte)
Stamattina rapidissima occhiata a Cyclingnews.com per vedere cos'è successo nel fine settimana. A parte tutte le squadre ProTour in giro per il pianeta e soprattutto nell'emisfero australe per fare le varie gare al caldo australiano o tropicale, in questi giorni le più modeste squadre professionistiche italiane si stanno cimentando col giro della Provincia di Reggio Calabria.
Ieri Ale-jet, al secolo Alessandro Petacchi, ha calato la sua prima vittoria stagionale, tra l'altro la prima in assoluto con la maglia della Lampre.
Ieri durante il mio giro sul Freccia Rossa Turnover la temperatura è oscillata sempre tra 1-2°C, mentre questi qua a Reggio Calabria se ne vanno a fare la volata in pantoloncini e maniche corte!
Cercando sul web, son riuscito a trovare la temperatura massima di Reggio Calabria, cioè +15.8°C. Alla faccia!
Stamattina quando son salito in macchina per fare il giro scuolabus, segnava -5°C. Su ad Alcenago il sole era eccezionale e cominciava a scaldare qualcosina, ma ci vorrà tutto il giorno per andare sopra lo zero. Alché scatterà quasi sicuramente un giretto sciogligambe...
Di Marco Tenuti (del 17/03/2008 @ 09:33:18 in MTB, linkato 1775 volte)
Continua pian pianino la preparazione del sottoscritto alla Lessinia Legend 2008. A dire il vero la MTB è rimasta molto ferma in questi ultimi giorni ed è toccato alla BDC a subire un carico di lavoro non da poco. Oltre ad alcuni giri abbastanza classici come la salita di Cola (il giro 1 secondo la mia categorizzazione) o i mille metri di dislivello puro per raggiungere Bosco Chiesanuova, domenica 9 marzo sono stato "iniziato" nel Gruppo Ciclisti di Grezzana, che è un gruppo di amatori puristi della strada, con ottimi riscontri nel giro Grezzana-Verona-Lasize-Bardolino-Grezzana. Ci si era posto come destinazione quella di andare a vedere quantomeno il rettilineo d'arrivo della Gran Fondo di Bardolino: l'andatura non è stata sostenutissima, ma è stata comunque l'occasione per una bella sgambata di allenamento, col sottoscritto davanti a tirare il gruppo per almeno 25-30 km.
Domenica 16 marzo, cioè ieri, nonostante i buoni propositi di alzarmi presto e di andare sempre coi ciclisti di Grezzana, la sveglia ha suonato, ma è stata ignorata ed ho letteralmente "girato galon". Ci scappava così un giretto in MTB su parte del circuito notturno con mio figlio, mentre poco prima di mezzogiorno partivo per il giro 3, cioè quello di Quinto-Fumane-Breonio-Fosse-Alcenago-Quinto. L'ultima volta lo avevo fatto quasi due anni fa in compagnia del Righe in sella alla mountain bike, mentre ieri l'ho fatto alla mia andatura in solitario. Arrivato sotto alla salita della Pendola come una media abbastanza sostenuta per essere da solo, ho affrontato la salita che da Fumane conduce a Mazzurega non con zelo eccessivo, badando più che altro a non rimanere troppo tempo fuori soglia. Anche l'abitato di Cavalo veniva raggiunto abbastanza presto, mentre il meteo poco favorevole e la foschia di alta collina penalizzava un po' la prestazione nel raggiungere prima Breonio e poi Fosse.
La discesa da Fosse mi consentiva di recuperare un po', ma lo strappetto di pochi metri dalla provinciale verso Fane che porta al passo di Fiamene era a dir poco distruttivo: avevo finito i carboidrati! Per fortuna che pochi chilometri più sotto mi aspettava il ristoro della mamma con torta della nonna farcita con ricotta e uvetta. Dopo la lauta pausa presso i miei il ritorno da Alcenago verso Quinto lo facevo sotto lo scroscio pomeridiano, quasi a dire "Adesso ti tocca lavare tuta e bici!".
Ricapitolando i numeri del giretto, il giro 3 l'ho terminato in 2h41' ai 25,9 km/h di media, di cui 59' fuori soglia. Tenete conto che il mio Polar è impostato con una soglia cardiaca 120-157. Questo testimonia insomma che la mia stima di 2h40' era perfetta per le mie gambe.
Oggi si punta a superare quota 2000 km dal primo gennaio col probabile giro 4.
Di Marco Tenuti (del 15/08/2010 @ 09:32:43 in iPhone, linkato 6922 volte)
Se cercate su YouTube, di video analoghi ne trovate a decine e decine. Io ne ho guardato uno solo e l'unico che ho guardato, l'ho incorporato qui sul mio blog, ma guardatevene pure qualche altro, che probabilmente ne trovate di meglio.
Il video che trovate sotto ha le immagini girate in senso orizzontale, come si può notare in tutte le operazioni in cui il tipo svita le varie viti presenti all'interno dell'iPhone e come si può vedere verso la fine, quando vengono mostrate le immagini a schermo, a sostituzione avvenuta.
Di Marco Tenuti (del 08/01/2010 @ 09:32:24 in iPhone, linkato 2623 volte)
Ora non so quanta gente se lo comprerà dopo aver visto questo video, ma se non sapete come fare a passare i pomeriggi, prendete in considerazione l'idea che con l'iPhone potete guidare anche un elicottero, oltre che fare caffé e toast.
L'edizione 2011 prevede sommariamente l'inversione del senso di percorrenza rispetto all'edizione 2010, quindi è da considerarsi leggermente più impegnativa, rispetto a quella che io ricordo scorrevolissima ed "andata" in poco più di due ore.
La Divinus Bike 2011, è anche il mio prossimo appuntamento in ottica Prestigio 2011 ed in virtù del brevetto conseguito l'anno scorso, il Prestigio MTB 2010, sono stato collocato in una delle prime griglie. Secondo il regolamento e le attribuzioni di Compagnia Editoriale la Divinus Bike 2011 vale 2 stelle, il che vorrebbe dire passare dalle 12 già accumulate a 14, cioè a 2/3 del mio "cammino prestigioso".
L'anno scorso la mia partecipazione alla gara montefortiana mi vide nelle zone alte delle classifiche, cosa abbastanza inconsueta per il sottoscritto, anche se a fine maggio dello scorso anno la mia preparazione era decisamente più avanti in termini di chilometri nelle gambe, cioè era prossima a sfiorare quota 5000 km. Quest'anno siamo a poco più di metà, però lo spirito giusto c'è e non c'è alcuna ansia di classifica. Probabilmente ho realizzato che la partecipazione al Prestigio è una cosa che mi appaga più di tante altre, tra i tanti, tantissimi circuiti provinciali, regionali e interregionali di gare MTB.
Di Marco Tenuti (del 19/11/2009 @ 09:29:03 in MTB, linkato 1505 volte)
Il buon Fabio Casali, conosciuto nell'ambiente MTB come Fabione ha postato sul suo profilo di Facebook questa interessante interpretazione urbana napoletana dello stile freeride.
Nonostante conosciamo tutti la città partenopea per la sua bellezza, ma anche per la caoticità del traffico, nonché del degrado di alcuni quartieri, ho avuto modo di apprezzarla da un lato senza dubbio avvincente e sportivo, cioè quello di "scenderla tutta a gradini" in MTB. Dal video gli amanti del freeride partenopeo non usano delle biciclette da downhill, ma riescono a fare parecchi numeri con MTB front o full, non dotate di profonde escursioni.
Per spostarsi in città o per scendere sequenze di rampe di scale non serve certo avere un'escursione da 180 mm: serve solo un po' di manico e questa edizione della Befana Carbonara è davvero la dimostrazione che ci sanno fare e si divertono, tanto quando Brumotti.
Di Marco Tenuti (del 10/12/2009 @ 09:28:06 in viaggi, linkato 1472 volte)
A tutti quelli che mi chiedono del mio programma riabilitativo per la stagione 2010.
Tutto procede secondo programma a parte qualche leggero inconveniente in via di risoluzione (dovuto a sovraeccitazione dell'apparato gastroenterico)
La prima settimana è stata dedicata ad una ricostituzione del tessuto muscolare grazie ad un'assunzione di proteine anche al sangue in dosi massiccie: molto apprezzata la porzione standard di controfiletto di bovino argentino da 400 grammi a cottura media.
La seconda settimana, già iniziata da sabato sera, prevederà una stimolazione basica delle funzioni metaboliche basali grazie all'aumento della temperatura ambientale massima a quota 30ºC e all'assunzione delle seguenti sostanze:
Guaranà dose 1 lt per die (come se fusse Cocacola dopo una notturna, praticamente adesso bevo guaranà e piscio Redbull)
Mango e bananite in quantità
Papaya e laranja in succo
Caffeina pura do Minas Gerais 150 mg per die
Turbaìna 1 lt per die (spero di mandarvi foto)
Yogurt vaniglia 250 ml
Fermenti lattici
Cahipirinha dose 250 ml (come coprente)
Le gambe ancora ferme per qualche giorno ulteriore. Consentite solo passeggiate a piedi senza corsa, forse qualche passettino di samba verso mercoledì.
La terapia autorizza al momento l'ascolto di radiocronache di partite della Copa Libertadores ovviamente in 'portoghese brasileiro' come stimolazione mentale di secondo livello.
Son proprio contento di questo programma. Soddisfatti o rimborsati.
Comincio subito col dirvi: QUESTI VI SPENNANO CINQUE EURO A SETTIMANA.
Supponiamo che stiate navigando sul web e vi siate ammaliati dell'ennesimo desiderio di avere, possedere o sapere. Forse meglio esplicitare alcuni casi reali che vi possono capitare:
guarda il video di Belen che fa l'amore senza freni
vinci un iPad con Retina Display
vinci la possibilità di un viaggio senza limiti negli USA
scarica questo software per il fotoritocco gratis
Peccato che per arrivare all'obiettivo per il quale vi siete imbattuti si debbano fare alcune operazioni non proprio indolori.
Quando addirittura il video di Belen o qualche altro video od oggetto del desiderio morboso non sia realmente disponibile e l'unico scopo dei furfanti sia quello di imbattervi in un labirinto magico in cui sottrarvi preziose informazioni, che riporto in ordine crescente di interesse per chi sta tramando:
il numero della vostra carta di credito (improbabile, perché è facile intuire che vogliano addebitarvi degli importi per dei fantomatici servizi
il vostro indirizzo e-mail (su cui cominciare a spammare)
il vostro numero di cellulare (molto probabile, perché su questo è possibile far partire facilmente degli addebiti per servizi di abbonamento)
Guardatevi tutte le schermate che ho messo qui sotto...
Qua e là nel sito ci sono delle ulteriori specifiche del concorso, il bello è che non c'è traccia dell'iPad e dei suoi accessori tra quello che si può vincere.
Come se non bastasse l'autorizzazione del concorso è già scaduta, stando alle date indicate nel regolamento, ma il sito continua a funzionare e a fregare gente, probabilmente...
REGOLAMENTO CONCORSO A PREMIO DENOMINATO “Gioca & Naviga”
La sottoscritta Società Zeng s.r.l. (di seguito società organizzatrice) con sede legale in Milano– Via Farini, n.40, al fine di raggiungere in modo ottimale il proprio scopo sociale nonché promuovere la conoscenza e la vendita dei servizi da essa commercializzati (servizi per cellulari: contenuti di personalizzazione e info-news) , intende indire il sotto specificato concorso,:
SOGGETTO DELEGATO:
Promotion Plus Uno Srl
Via Pacinotti n. 9 - 20155 Milano
PERIODO: dal 15/04/2012 al 13/10/2012
DATE ESTRAZIONI: Vedi calendario estrazioni
TERMINE CONSEGNA PREMI:
180 giorni dalla data di ultima estrazione
AREA:
territorio nazionale e Repubblica di San Marino
PRODOTTI PROMOZIONATI:
contenuti di personalizzazione per telefoni cellulari (sfondi, suonerie, giochi, infonews, Acquisto di contenuti di natura info-culturale legati a test/quiz)
DESTINATARI:
consumatori maggiorenni titolari di un contratto/SIM che siano già clienti Zeng (attraverso il precedente concorso a premi) o nuovi clienti
PREMI
n. 26 buoni benzina ENI (utilizzabile in tutte le stazioni ENI per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) o buono spesa coop (utilizzabile in tutti i punti vendita coop per un periodo di 3 anni a partire dall’attivazione) del valore di € 50 cad. (a scelta del vincitore)
n. 1 buono acquisto Mediaworld Easygift (utilizzabile in tutti i punti vendita Mediaworld per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) del valore di € 1.500 cad. n. 1 buono acquisto Mediaworld Easygift (utilizzabile in tutti i punti vendita Mediaworld per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) del valore di € 500 cad.
n. 1 buoni benzina ENI (utilizzabile in tutte le stazioni ENI per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) o buono spesa coop (utilizzabile in tutti i punti vendita coop per un periodo di 3 anni a partire dall’attivazione) del valore di € 300 cad.
n. 1 buono benzina ENI (utilizzabile in tutte le stazioni ENI per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) o buono spesa coop (utilizzabile in tutti i punti vendita coop per un periodo di 3 anni a partire dall’attivazione) del valore di € 200 cad. (a scelta del vincitore)
n. 1 buono benzina ENI (utilizzabile in tutte le stazioni ENI per un periodo di 2 anni a partire dall’attivazione) o buono spesa coop (utilizzabile in tutti i punti vendita
CINQUE EURO A SETTIMANA.
Con quei soldi stavate meglio ad andare a puttane, piuttosto che il video di Belen...
Di Marco Tenuti (del 11/09/2013 @ 09:26:24 in iPhone, linkato 1672 volte)
Anch'io non posso esimermi dal decantare le novità del telefono di casa Apple, utilizzatore, quale sono, di apparecchiature con la mela dal 1993. Soddisfattissimo del mio iPhone 5, dopo esserlo stato dell'iPhone (3), eccomi a fare copia incolla di quello che sta girando in rete nelle ultime ore. Tutti ne parlano, devo farlo pure io!
Sottile e leggero, con il case in alluminio anodizzato, iPhone 5S, l'ultima release dello smartphone marchiato Apple, annunciato martedì 10 settembre assieme al nuovo modello "economico" iPhone 5C - nel quartier generale di Cupertino, è un continuo ed incessante aggiornamento di prestazioni e di caratteristiche. Apple continua così con la politica dei piccoli passi, visto che squadra che vince non si cambia. Ed il mercato e gli utenti sembrano dare più mai ragione ad Apple, anche alla luce della performance di Samsung e Nokia, rispettivamente con la lista infinita di feature di Galaxy S4 e dei Lumia con Windows Phone.
Descritto da Apple come "il più avanzato iPhone mai lanciato" - e non potrebbe essere altrimenti per la furia degli investitori - iPhone 5S è in grado di gestire applicazioni a 64-bit, contro i 32 bit dei modelli precedenti, grazie al nuovo processore Apple A7 (oltre 1 miliardo di transistor in un chip da 10,2 mm). Le app incluse, conseguentemente - mail, calendario - sono state ricompilate per l'architettura a 64-bit.
Secondo Apple A7 è fino a 5 volte più veloce rispetto a quello di iPhone 5 e addirittura 56 volte rispetto a quello montato sul primo iPhone. Il sottosistema grafico supporta OpenGL 3.0/ES Version 3.0, grafiche a 64-bit livello console. Il gioco Infinity Blade 3, in arrivo, sarà tra i primi a beneficiare della maggiore potenza di elaborazione.
Tra le novità, la presenza di un sensore di impronte nel bottone Home: abilita la funzione TouchID che scansiona e riconosce l'impronta di una persona eliminando la necessità del codice di sicurezza a protezione dell'accesso. Niente più richiesta di ID anche quando si scarica una app, quando si acquista su iTunes Store o iBooks Store, una banalità, ma un grande passo in avanti. Il riconoscimento dell'impronta avviene a 360 gradi, cioè non conta l'orientamento del dito rispetto al telefono. Inoltre si possono memorizzare anche altre impronte, oltre a quella del principiale utilizzatore in modo da riconoscere anche le persone di cui ci si fida.
Il sensore può registrare più impronte e riconoscerle. Le informazioni sono crittografate e archiviate nel Secure Enclave allinterno del chip A7 per la massima sicurezza, non sono memorizzate nella memoria del telefono, non transitano sulla rete, nè vengono memorizzate su iCloud.
iPhone 5s dispone del nuovo coprocessore di movimento M7 che combina i dati forniti da accelerometro, giroscopio e bussola. M7 misura costantemente i dati di movimento dell'utente anche quando lo smartphone è standby preservando la batteria per il contapassi e altre app di fitness. Riesce anche a distinguere quando si è in macchina o quando si è fermi in ufficio, disabilitando o meno la continua ricerca di Wifi, cosa che non ha molto senso se si sta viaggiando nelle vie di un paese o di una città.
Il modulo include un obiettivo a 5 elementi con apertura f/2.2 e un nuovo sensore sempre da 8 megapixel, ma con un'area attiva del 15 per cento maggiore rispetto a quello del modello precedente, iPhone 5. Un upgrade che contribuisce - grazie al fatto chei pixel sono più grandi (1,5μ pixel) - certamente a una riduzione dei livelli di "rumore" nelle foto e a una maggiore definizione dei dettagli fini.
Il processore ISP (image signal processor ) integrato nel chip A7 promette un autofocus fino a due volte più veloce, scatto più rapido e una gamma dinamica più ampia.
Per inquadrare e rivedere le foto è sempre presente l'ormai irrinunciabile il display Retina da 4", che ha la stessa risoluzione e numero di pixel di iPhone 5, cioè 1136x640 pixel.
Inoltre, caratteristica da non sottovalutare, iPhone 5S può registrare video HD 720p ad alta velocità, fino a 120fps, che consente di realizzare slow motion assolutamente interessante, in alternativa ad una action camera come la Gopro.
Non c'è, invece, lo stabilizzatore ottico - contro il rischio di mosso negli scatti con luce scarsa - di cui si era parlato inerte prima della presentazione ufficiale. E' presente solo lo stabilizzatore digitale automatico ottenuta grazie alla raffica di 10 scatti e alla scelta automatica dei 6 migliori da parte del software.
La fotocamera principale iSight di iPhone 5S può scattare raffiche alla velocità massima di 10 foto al secondo.
La lista delle novità comprende un nuovo sistema autofocus, il controllo dell'esposizione nella modalità panoramica (foto fino a 28 megapixel) e il nuovo flash dual-LED "True Tone": i singoli LED hanno temperature colore differenti e illuminano la scena con una luce più naturale (1000 combinazioni possibili).
L'autonomia, dichiarata, della batteria è di 10 ore in conversazione 3G, 8 ore in navigazione Web, 10 ore LTE o Web tramite Wi-Fi, 10 ore nella riproduzione video, 40 ore nella riproduzione di musica e 250 ore in standby.
Disponibile nei colori argento siderale, grigio siderale e anche oro champagne - è stato eliminato il nero, perchè tendeva a smarrire - iPhone 5S sarà in vendita dal 20 settembre 2013 in 20 paesi (non c'è l'Italia, come anche per i precedessori), nelle versioni 16, 32 o 64GB. Il suo sistema operativo invece, iOS 7, sarà disponibile come aggiornamento software gratuito da mercoledì 18 settembre anche per iPhone 4 e successivi, iPad 2 e successivi, iPad mini e iPod touch (quinta generazione).
A listino iPhone 5S sostituisce iPhone 5. Apple continuerà a proporre iPhone 4S, solo nella versione 8GB. iPhoto, iMovie, Pages, Numbers e Keynote sono ora gratis per chi acquistano iPhone 5s o per chi attiva un iDevice dopo il 1 settembre 2013.
Tra gli accessori di iPhone 5S le custodie in pelle di qualità in sei colori - beige, nero, blu, marrone, giallo e rosso - con rivestimento interno in soffice microfibra in tinta.
Di Marco Tenuti (del 09/09/2011 @ 09:26:19 in MTB, linkato 1564 volte)
Ho trovato questo articolo sul blog di Checcaglini, che non fa altro che riportare foto provenienti da foto circolanti da qualche giorno su internet.
Kulhavy, il ceco che nel 2011 ha vinto tutto, l'ultimo è il titolo mondiale di XC a Champery in Svizzera, ha usato sulla sua Specialized Epic da 29 una versione prototipale dei comandi rotanti a 10 velocità. Questo vuol dire che SRAM ha qualcosa in casa in serbo, solo che non si è ancora sbottonata...
Di Marco Tenuti (del 19/04/2013 @ 09:24:13 in rally, linkato 1130 volte)
La Peugeot, dopo le due vittorie consecutive nel 1988 e nel 1989 con Ari Vatanen, torna alla "corsa nelle nuvole" con la 208 T16 Pikes Peak e si affida al pluricampione del mondo Sébastien Loeb.
E lo fa in grande stile, com'è d'obbligo per la gara americana, la Pikes Peak, prendendo parte nella categoria "Unlimited", dove gli ingegneri ed i progettisti hanno grande libertà regolamentare.
Per questa partecipazione, decisa solo a novembre e con un prototipo più o meno pronto solo a febbraio, il team corse della Peugeot ha usato carbonio ovunque per la scocca e per tanti componenti, mentre per il motore la potenza massima dovrebbe aggirarsi sui 600 cavalli.
Una novità, deludente, dell'edizione 2013, è che il percorso di 19,9 chilometri è stato completamente asfaltato, per cui la gara perderà di quel suo fascino che l'ha caratterizzata, ossia le nuvole di polvere alzate in cima alla montagna con le macchine uscire sempre di traverso dagli innumerevoli tornanti.
Di Marco Tenuti (del 25/04/2009 @ 09:23:44 in MTB, linkato 1410 volte)
La primavera avanza e quella 2009 ha per me un sapore tutto strano, con la scusa che entro nella stagione ancora azzoppato. Lo stiramento che mi son procurato a metà gennaio, nonostante se ne siano andati più di 3 mesi, sta facendo slittare tutti i più bei programmi che avevo in mente.
E pazienza: ormai me ne sono fatto una ragione. L'agonismo ormai me lo son proprio dimenticato e rimane una sorta di ricordo che cerco di rivivere dal mio obiettivo di fotografo. Nelle ultime settimane sono stato più che mai presente nelle varie gran fondo che si sono corse nel veronese, cioè Lessinia Legend, Zen Air, Città di Lazise e probabilmente domani alla Paola Pezzo.
Si, alla Gran Fondo Paola Pezzo, ritornata nel calendario delle gare nel 2009, dopo una pausa di un anno, dovevo esserci anch'io. Sarebbe stata la terza gara valida per il circuito Prestigio 2009, organizzato da MTB Magazine. E invece niente neanche quella. A questo punto l'unico obiettivo stagionale è quello di onorare l'unico impegno già preso, cioè fare la Dolomiti SuperBike in compagnia del mio "compagno di merende" Radu e del Bazzo. Già scartata l'idea di fare la 120 km, ci butteremo sulla 60 km, con tutta la speranza di essere pienamente in forma. Ovviamente parlo per me, ma anche il Radu non è un granché ottimista per il 12 luglio.
Un ambito in cui invece mi sto muovendo molto attivamente è quello del ciclomercato. Sono in arrivo grosse novità, ma non voglio svelare nulla. Se tutto andrà nel verso giusto, la settimana prossima arriverà l'annuncio!
Di Marco Tenuti (del 08/02/2012 @ 09:23:36 in MTB, linkato 1311 volte)
[In quest'articolo anch'io mi cimento in una delle cose che riescono meglio ai gemelli montoriesi, cioè le ricorrenze dei numeri, ma d'altro canto un compleanno non è nient'altro che questo, cioè la ricorrenza di un numero, un traguardo].
Non sono altri cinquanta i sudditi assoggettati ai suoi ordini conteali. Non sono altri cinquanta chilometri messi sotto le ruote delle sue bici da ventinove pollici nelle tenebre del circuito notturno di Novaglie.
Non è cinquanta il numero di "Piccoli Stelvi" a cui è arrivato il nostro ciclista, ovviamente si intendono solo "Piccoli Stelvi" fatti in meno di 8 minuti. Non è cinquanta il numero di denti della corona maggiore che sarebbe capace di spingere anche con la ventinove. Non è nemmeno cinquanta il numero di denti della corona più grande (la Compact) della bici da strada di cui si è disfatto.
Non è cinquanta il numero di brioches al mese ingurgitate da Fabio tra pause brioches e pause lavorative e che non si fa mai mancare in ogni occasione. Non sono nemmeno cinquanta i chili del peso del nostro atleta - sarebbero troppo pochi - ma l'impressione visiva è che non ne pesa uno in più al vederlo salire sulle rampe più ripide. Non è neanche cinquanta chili la zavorra che dovremmo caricargli sulle spalle per vedere di contenere le sue sfuriate e metterlo dietro.
[Mi fermo qua con le occorrenze "mancate", perché sto superando il livello medio di logorroismo ingegneristico].
E' CINQUANTA il numero di candeline che oggi soffierà sulla torta Fabio, amico e compagno di tantissime pedalate in giro per la Lessinia e la provincia scaligera!
A U G U R I
F A B I O !
Eccolo qui sotto, ritratto quando era "giovane" - di anni ne aveva solo quarantanove - nella situazione per lui più ideale, ossia in sella alla sua Verdona, abbigliamento estivo in una bella giornata di primavera, in mezzo al verde della natura - verde sì, ma non troppo "padano" - gamba che tira benissimo de drio ed ovviamente numero davanti in piena trance agonistica causata da embolone!
Di Marco Tenuti (del 27/11/2011 @ 09:23:24 in MTB, linkato 8294 volte)
Premetto che non ho deliberato ancora nulla circa la mia partecipazione, ma non nascondo di essere fortemente tentato anche per il 2012. Quali i motivi? Semplice. Adesso bisogna portare a casa un numero minimo di 24 stelle, anziché le 21 necessarie per le edizioni 2010 e 2011, quindi la sfida è più impegnativa. Secondibus il fatto che ci sia a pochi chilometri da casa mia sia la Divinus Bike in versione Marathon che la Valleogra significa che 8 stelle, cioè 1/3 del minimo necessario ce le ho a neanche un'ora da casa, a riprova che la provincia di Verona, oltre ad avere 4 gare nel circuito, è di fatto l'ombelico del Prestigio MTB.
Pertanto non mi dilungo e vado subito con le gare in programma, cosa che trovate anche nell'edizione di dicembre 2011 di MTB Magazine.
(alcune date sono provvisorie o indicate in base alla programmazione nel 2011)
La mia intenzione circa il Prestigio MTB 2012 è sempre quella: correre tante gare, famiglia permettendo, magari anche impegnative come alcune marathon e possibilmente provare gare nuove, rispetto a quelle che già conosco e che ho già pedalato.
Chi vuole farmi compagnia nel 2012 in questa nuova avventura?
Di Marco Tenuti (del 01/12/2008 @ 09:22:48 in MTB, linkato 3513 volte)
E' uscito nei giorni scorsi anche il calendario 2009 del Prestigio MTB, organizzato dalla rivista MTB Magazine di Compagnia Editoriale.
Queste le date previste per i dieci appuntamenti della prossima stagione:
15 Marzo - GF Monteriggioni (Monteriggioni - SI) 29 Marzo - Lessinia Legend (Verona - VR) 26 Aprile - GF Paola Pezzo (Garda - VR) 17 Maggio - Costa degli Etruschi (Marina di Bibbona - LI) 21 Giugno - Bardonecchia Mountain Classic (Bardonecchia - TO) 28 Giugno - Gunn Rita Marathon (Montebelluna - TV) 12 Luglio - Dolomiti Superbike (Villabassa - BZ) 13 Settembre - Val di Fassa Bike (Moena - TN) 20 Settembre - Adamello Bike (Ponte di Legno - BS) 11 Ottobre - Adrenalina Bike Extreme (Limone sul Garda - BS)
Per conseguire il brevetto è necessario completare almeno 7 gare delle 10 in programma. Nel caso di noi veronesi c'è da dire che l'aspetto delle trasferte è un po' più facilitato, grazie al fatto che abbiamo ben due gare nella nostra provincia, anche se ci sono sicuramente un paio di punti interrogativi sulle capacità organizzative sia della Lessinia Legend che della GF Paola Pezzo, che ritorna in calendario dopo lo stop nel 2008.
A questo punto si impone la scelta di quali gare fare anche in vista del circuito o dei circuiti che si intende conquistare, ma il mio "compagno di merende" Radu sta già propendendo verso il Prestigio 2009. Questo vuol dire che si comincia nella provincia senese già a a metà marzo. Che sia tutta colpa di una bistecca fiorentina?
Di Marco Tenuti (del 11/01/2012 @ 09:20:40 in MTB, linkato 1342 volte)
Mi sono appena visto la discesa da Santissima Trinità a Badia Calavena, dove la conduzione è del buon Davide Finetto, che perde quota a vista d'occhio in alta Valdillasi. Questa ripresa di buona qualità, fatta con la nuova GoPro Hero 2, l'ho scovata nella KTeca, una fresca collezione di videoclip che Davide e fratelli stanno assemblando in giro per i percorsi sterrati ed i single track più suggestivi di questa parte della provincia di Verona.
E' assolutamente consigliato l'uso di una bici da freeride o da all mountain per percorrere in discreta sicurezza il tratto in questione. Inoltre se avete un manico come quello di Davide, dovreste riuscire a percorrere tutto il tratto con zero penalità; se invece avete a disposizione una front o, peggio ancora, una 29" rigida dimenticate l'idea di scendere forte e di non mettere mai il piede a terra.
Di Marco Tenuti (del 05/02/2009 @ 09:18:46 in iPhone, linkato 7507 volte)
E' capitato che qualche amico mi abbia chiesto come funzioni il GPS integrato dell'iPhone, quindi sulla scorta della mia esperienza, ecco dove sono arrivate le mie conoscenze...
Per tracciare i percorsi col GPS non è necessario essere stabilmente collegati ad internet attraverso qualche servizio di connettività e nella fattispecie il Vodafone Pack per chi è cliente Vodafone. Basta installarsi un qualche software di tracking da iTunes e poi usarlo. Io sto usando sull'iPhone da ormai tre mesi Trails e devo dire che funziona alla grande in accoppiata con TrailRunner per Mac OS X. Le prime versioni avevano qualche bachetto di troppo, ma a partire dalla versione 1.5 o giù di lì, sono comparse tutta una serie di novità, che a mio avviso lo hanno distinto dalla concorrenza.
Non è certo l'unico: l'offerta di software di tracking per iPhone, a differenza di 4-5 mesi fa, adesso è smisurata, quindi si tratta di scegliere il migliore per le vostre esigenze.
Alcune dritte da sapere per l'iPhone e il GPS:
ha una logica tutta sua per il tracking: esso si basa sulla qualità del segnale e se la qualità del segnale è inferiore ad una soglia impostata dall'applicazione, il posizionamento fallisce. Ci sono a volte, soprattutto appena dopo aver fatto partire l'applicazione di tracking e conseguentemente del GPS integrato, che arriva solo il segnale della cella GSM/GPRS, ma non aggancia ancora il segnale radio dei satelliti del sistema GPS. Se arriva solo il segnale GSM, l'iPhone comunque cerca di arrangiarsi e di stabilire un posizionamento di scarsa qualità. Spesso viene stabilito interpolando la distanza dalle celle GSM contigue e la tolleranza intrinseca di tale posizionamento è molto elevata. Va da sè che se un'applicazione, come Trails, è impostata con una tolleranza abbastanza bassa, la localizzazione effettuata non è accettabile e il posizionamento fallisce. Appena invece l'iPhone comincia ad agganciare il segnale radio del network di satelliti GSM, allora la tolleranza si abbassa parecchio e il tracciamento comincia a partire correttamente. A parte questo, una volta che la tolleranza è molto bassa, perché il segnale GPS si attesta su un livello di massima qualità, la circuiteria del GPS dell'iPhone non è un granché come precisione. Sono ancora dell'idea che un ricevitore GPS Bluetooth esterno sia molto più preciso e molto più parco come assorbimento di corrente, per cui speriamo che Apple si decida una volta per tutte di consentire agli sviluppatori di utilizzare la radio Bluetooth anche per terzi scopi;
un'altro aspetto poco gradevole del GPS integrato nell'iPhone è che non può bloccare il telefono durante il tracciamento per due motivi. Il blocco del telefono o anche quello automatico spengono la circuiteria del GPS e quindi si terminerebbe anzitempo il tracking. Il secondo motivo è che l'applicazione di tracking, in quanto applicazione di terze parti, deve girare in primo piano, altrimenti se fai partire qualcos'altro appena dopo, l'applicazione viene chiusa e salta anche lì il tracciamento. Questo fa sì che tutti gli sviluppatori di software di tracking per GPS abbiano implementato la schermata di tracciamento attraverso uno slider o qualcosa di simile per emulare il blocco standard di iPhone, senza però bloccarlo davvero, e tale schermata è sufficientemente buia, in modo da non consumare troppa batteria attraverso la luminosità del display. Se uscite a fare jogging o in bici, lo dovrete insomma tenere in tasca acceso, senza preoccuparvi più di tanto che il tracciamento venga interrotto, più che altro perché un tocco causale dello schermo è assai improbabile che coincida col movimento di far scorrrere lo slider logico che c'è nella schermata del software di tracking;
terzo aspetto, ma non secondario per importanza durante le uscite in bici: quando l'iPhone sta tracciando col GPS, la batteria si prosciuga in maniera impressionante e l'autonomia del telefono cala drasticamente a poco più di 4 ore. Questo vuol dire che è necessario adottare qualche altra precauzione nell'uso del GPS integrato: spegnete sempre il Wifi e l'eventuale Bluetooth per il microfono e spegnete anche la connettività UMTS/3G alla rete telefonica, tanto non avete bisogno di accedere ad internet. Se invece siete in macchina ed avete un alimentatore a bordo a cui tenere collegato l'iPhone, allora andate pure con tutte le feature attivate a volontà!
Probabilmente la Apple col prossimo iPhone previsto per giugno/luglio 2009 risolverà tutti e tre i problemi, cioè quello della possibilità di bloccare lo schermo ad applicazioni di terze parte senza che queste debbano chiudersi, la possibilità che un'applicazione possa girare in background mentre si fa dell'altro, un chipset del GPS un po' meno esoso e infine una batteria un po' più duratura.
Di Marco Tenuti (del 08/07/2013 @ 09:18:12 in MTB, linkato 980 volte)
Debutta sul mio canale di Youtube il trailer di Enrico, montato proprio da lui qualche giorno fa, in attesa della pubblicazione di un videoclip molto più ricco, ossia "Il Giro del Garage". Io non ho mosso un dito: si è organizzato da solo prima a fare le acquisizioni, aiutato dal cugino Francesco, e poi con iMovie. Bravi ragazzi.
Che sia il caso che gli passi tutto il materiale per montare il video della Granfondo del Pandoro '13?
Di Marco Tenuti (del 20/07/2009 @ 09:17:38 in MTB, linkato 2602 volte)
Questo weekend è stato tutto un indossare maglie per i nostri amici.
Cominciamo anzitutto con la più inaspettata, più che altro per il soggetto in questione, che dichiarava ancora sabato pomeriggio: "Eh, eh invece Bèzeni si sta preparando per la xc! Non ne ho voglia per un BEEP!"
Alla faccia! Pensate se per caso aveva un filo di voglia...
Per il Miglio invece solo certezze: a forza di andar via con professionisti del calibro di Rasmussen, mi pare abbastanza evidente che i risultati fiocchino su tanti campi di gara, blasonati o meno che siano. Per lui il titolo di Campione Mondiale UDACE 2009 della categoria Senior. Il titolo, conquistato alla Granbike in Folgaria, consegue dall'ottavo posto assoluto e dal secondo di categoria, ma in virtù del tesseramento FCI per il primo arrivato di categoria, scatta la maglia iridata per Massimiliano Miglioranzi.
A questo punto per me e per tutti gli amici in comune, scatta la cena d'ufficio!
Di Marco Tenuti (del 14/06/2011 @ 09:15:54 in MTB, linkato 3035 volte)
Domenica scorsa, 12 giugno, a differenza di tutti gli amici veronesi che correvano nel soavese per la granfondo denominata Soave Bike - che tra l'altro io non ho mai corso in questi miei cinque anni di gare - per me era in programma da tempo la settima trasferta del cammino Prestigioso 2011, la Atestina Superbike. La cosa, a dire il vero, era stata studiata ancora a novembre, quando decidevo di non iscrivermi al Lessinia Tour, in favore del Prestigio 2011 e, vista la concomitanza, ho preferito in tutte le situazioni dare precedenza al circuito nazionale organizzato dalla rivista Compagnia Editoriale.
L'avvicinamento ad Este, città di partenza ed arrivo di questa granfondo, avviene molto più rapidamente di quello che pensavo, lungo alcune delle direttrici tra le province di Verona, Vicenza e Padova, e cioè in un'ora dalla Valpantena arrivo ad Este, transitando prima sulla Porcilana e poi muovendomi da San Bonifacio verso Lonigo e poi per Noventa Vicentina.
Ormai arrivati ad Este il colpo d'occhio è di avere di fronte delle enormi piramidi che spiccano dalla pianura veneta. Fanno quasi impressione alla sola vista e non fanno pensare a nulla di buono a quello che si troverà in gara. I Colli Euganei, visti da Padova, sembrano qualcosa di molto più mansueto e placido, ma quando li si vedono da sotto, il primo istinto sarebbe quello di prendere la bici o la macchina e di girarsi verso casa. Un altro pensiero che passa per la mente è più o meno del tipo: "Gli organizzatori non saranno così crudeli da farci andare sotto tutte le antenne che sovrastano ogni cocuzzolo, vero?".
Effettivamente la gara, come tante altre del Prestigio, non l'ho mai provata, mi sono solo limitato a "provarla" al computer con Google Earth, ma si sa che le pendenze virtuali non ti rendono assolutamente consapevole di cosa ritroverai nella realtà.
Dopo qualche minima difficoltà nel riuscire a parcheggiare a zero metri dalle docce e dal pasta party, finalmente mi reco al Palaeste per ritirare dal mio collega di lavoro, coinvolto anche lui nelle operazioni organizzative, il pacco gara. Poi mi capita di incontrare un po' tutti i compagni di avventura del Prestigio 2011, cioè tanti Sbubbikers, gli amici di Presa XXII, oltre a Basa ed altri del forum di MTB-forum.
Incontro anche l'altro mio compagno di squadra alle prese col Prestigio 2011, Paolo Formaggi, e con lui salgo per buona parte della prima salita verso Calaone, come riscaldamento, così ci scambiamo un bel po' di opinioni sulle nostre rispettive esperienze e relative aspettative.
In griglia entro a mezz'ora dal via, dove chiacchero con Rino del Presa 22 e il Busni degli Sbubbi. Al nostro fianco il product manager delle ruote Fulcrum, che porta in gara il solito telaio Fulcrum, usato per le foto dei cataloghi, oltre ad una coppia di indistruttibili Fulcrum Red Carbon XRP, delle "gran rue", su cui sbaverò per un buon quarto d'ora.
Il clima ed il contesto della partenza è assolutamente eccellente: la via centrale della partenza è artisticamente molto bella, la musica è quasi a palla, lo speaker è di quelli giusti e tutto attorno è un pullulare di gnocche accompagnatrici, che è sempre un bel vedere, prima delle fatiche di una gara. Tre, due, uno, via: si parte e subito su a tutta per la salita verso Calaone. Qua non c'è molto da scherzare: tutti salgono a tutta ed io rientro sul mio riferimento di giornata partito nella griglia davanti a me, cioè Achille, Paride Antolini, il mio vate dell'esperienza prestigiosa. Starò con lui per tutta la gara. Molto spesso sarà lui avanti, altre volte sarò io, ma un flebile elastico ci terrà attaccati fino agli ultimi metri di gara.
La gara non ha nulla da spartire con altre gare finora viste nel Prestigio 2011: niente di pedalabile o di scorrevole, dove un passistone come me può allungare ed andarsene via. Le salite sono tutte belle irte: spesso si tratta di muri su cemento o su sterrato con pendenze che vanno ben oltre il 20%. In tante situazioni non ho molte alternative, se non scendere dalla bici e spingere, perché non si riescono a scalare col 27/32, ultimo rapporto di cui dispone la mia Scaletta, ma tant'è: anche altri col padellino sono nelle stesse condizioni.
Parecchie sono invece le difficoltà incontrate in discesa, perché sono quasi tutte in single track o su carrareccia, dove la traiettoria ideale è unica, mentre fuori dalla linea solo pietre smosse ed eventualmente appuntite, alché nessuno vede il caso di prendersi inutili rischi.
Alquanto insolito l'incontro "ravvicinato" con un bel serpente da 120 cm lungo il sentiero dei Sette Guadi: un "angio" biancoverde mi attraversa davanti all'ultimo e non posso fare altro che passarci sopra con le ruote.
Per il resto il Muro del Pianto, la più blasonata difficoltà di giornata, se ne va senza particolari patemi, mentre è il Monte Cero a mandare in riserva la mia carica di energia. Per fortuna, dopo aver scollinato, riesco a mandar giù le ultime albicocche essiccate che avevo al seguito e riesco a non perdere il trenino che si era formato dietro Paride. O meglio: il trenino lo avevo praticamente perso davanti a me di quasi duecento metri, ma sulla discesa di Calaone, riesco a menare come un folle, portandomi a quasi i 70 km/h e riuscendo così a riagguantarlo poco prima di entrare nel ciotolato sopra le mura del Castello di Este, splendida cornice per il finale di gara.
La classifica TDS dice che il mio piazzamento è il 231° assoluto, 39° di M2, su circa 750 arrivati. La vittoria assoluta va invece all'Elite Ramon Bianchi, da quest'anno in forza al team Full Dynamix di Marostica.
Il ristoro finale è assolutamente desiderato e sospirato: è praticamente una grande macedonia nella piazza centrale della città, con nettarine e banane a volontà e col melone già affettato a spicchi a farla da padrone. Faccio abbastanza presto per le operazioni conclusive e così mi dirigo alle fresche docce ed al pasta party sul parquet del Palaeste: un ottimo pasta party con la classica pastasciutta, il dolcetto alla marmellata e fette di prosciutto crudo a volontà, in compagnia del collega Daniele, sua moglie Raffaella e altri suoi compagni del team Adventure & Bike.
Non mi rimane che salutare Agostino Andreis, il tregnaghese del Team Olympia, anche lui obbligato a correre qui ad Este per dovere di federazione, in quanto Elite, e salire in macchina per il ritorno verso casa.
Con queste due ulteriori stelle, mi attesto a quota 16 nel percorso del Prestigio MTB 2011. Tra due settimane scarse è la volta nientemeno che del Montello, ossia della Gunn Rita Marathon a Montebelluna, dove cercherò di portare a casa 4 stelle pesanti a "fianco" dei big mondiali, Tommasino permettendo. L'ultima stella mancante, al momento, andrò a raccoglierla alla Lessinia Bike, anche se la gara vale due stelle. Poi vedremo cosa riuscirò a fare a settembre, perché quest'anno non voglio fermarmi al minimo sindacale. La voglia di pedalare in MTB e di girare l'Italia delle Marathon MTB è sempre molto forte e si fa davvero fatica a placare.
Di Marco Tenuti (del 10/09/2008 @ 09:14:48 in MTB, linkato 1183 volte)
Anche ieri la Gazzetta nel parlava: sembra che il fuoriclasse Lance Armstrong stia per meditare un ritorno alle gare e puntare al Tour de France 2009. Intanto domenica ha deciso di mettersi in sella ad una MTB...
Di Marco Tenuti (del 21/12/2012 @ 09:14:08 in MTB, linkato 2430 volte)
Grazie alla neve caduta nella notte anche sull'arco prealpino della Lessinia e soprattutto dopo aver visto l'ultima mia produzione video, anche gli autoarticolati per la movimentazione terra non hanno resistito e si sono buttati a capofitto nella fanghiglia di Alcenago e fare traversi (con qualche risultato inaspettato).
Di Marco Tenuti (del 31/12/2012 @ 09:13:30 in MTB, linkato 1223 volte)
Conto alla rovescia per martedì 1 gennaio, giorno l’apertura delle iscrizioni alla Granfondo Città di Garda, appuntamento che richiamerà i bikers sulla sponda veronese del benaco, al grido di “Follow the passion”. Già online il nuovo sito web www.mtbgarda.it.
Garda (VR) –Arriva la conferma tanto attesa: la mountain bike anche nel 2013 tornerà a calcare i sentieri della sponda veronese del lago di Garda, con una delle gare che hanno segnato la storia delle ruote grasse, la “Granfondo Città di Garda”. In cabina di regia ci sarà sempre il Velo Club del Garda, società da sempre segue la manifestazione, e che anche nel 2013 punta a mantenere alti gli standard qualitativi delle dodici edizioni precedenti, l’ultima delle quali ha parlato finlandese grazie alla vittoria di Jukka Vastaranta, che sotto il diluvio universale ha spiazzato un quartetto composto, tra l’altro, dal futuro campione italiano marathon Juri Ragnoli.
Nuovo motto e soprattutto nuovo logo che, come già detto nel corso della presentazione ufficiale alla stampa, tenutasi lo scorso mese di novembre nella sede della Provincia di Verona, sarà destinato a cambiare di anno in anno, come ad indicare l’incessante moto di rinnovamento che sta dietro al lavoro della macchina organizzativa.
E sotto l’albero della Granfondo Città di Garda c’è già un ricco pacco dono che i bikers possono scartare già prima dell’arrivo del Natale: si tratta del rinnovato sito internet,www.mtbgarda.it, già attivo da qualche tempo, e che nella marcia di avvicinamento al weekend del 21 aprile farà da contenitore di news, informazioni sul programma, sul percorso e su tutto ciò che ruota attorno alla tre giorni di eventi.
L’alba del 1° giorno dell’anno porterà invece in dote il momento tanto atteso dell’apertura delle iscrizioni, e fate bene attenzione a quando scegliete di registrarvi, perché per poter garantire a tutti i presenti il miglior servizio possibile è stato fissato un tetto massimo di 2000 iscritti, quota già ampiamente superata nelle edizioni precedenti.
Ci altri 120 giorni di tempo per capire cosa bolle in pentola a Garda, e nel frattempo il Velo Club fa a tutti gli appassionati i più sinceri auguri di Buone Feste per un 2013 all’insegna del… follow the passion!
Sgombrando il campo da subito da eventuali promozioni sull'apertura di conti di deposito per i nuovi clienti - promozioni che sono ultimamente sempre a costo/beneficio fisso massimo sia per le banca che per il cliente, cioè spesso un +0.50% per 6 mesi su al più 50.000 Euro, cioè indicativamente una cifra tra gli 80 e i 100 Euro - voglio fare il punto della situazione sugli investimenti a capitale "garantito" e rendimento certo.
Supponiamo pertanto di avere a disposizione una cifra di 50.000 Euro da vincolare per un periodo di circa 12 mesi, concedendo qualche eccezione. Queste sono le opzioni che ho trovato personalmente sulla rete:
conto deposito IWSuperPower Turbo 365 (2,00% netto): 1000 Euro dopo 12 mesi
conto deposito CheBanca (1,825% netto, 2,50% lordo) e reinvestimento degli interessi al giorno dopo: 929,45 Euro
obbligazione PCT CheBanca a 8 mesi (2,36% netto, 2,70% lordo) pensando al reinvestimento PCT 4 mesi: 1051,55 Euro
obbligazione PCT CheBanca a 8 mesi (2,36% netto, 2,70% lordo) proiettato a 12 mesi: 1180 Euro
Santander Time Deposit a 12 mesi (2,19% netto, 3,00% lordo, imposta di bollo): 1060,80 Euro
Arancio+ a 12 mesi (2,20% lordo, 1,606% netto): 803 Euro
Effettivamente il PCT di CheBanca, che dura 8 mesi, è un po' tirato per i capelli, visto che per renderlo confrontabile col resto, lo abbiamo reinvestito a 4 mesi ad un tasso decisamente più basso che quello a 8 mesi, per cui ho messo anche l'ipotesi a 16 mesi.
Per caso voi conoscete dell'altro che superi queste proposte?
Senza dubbio Windows Vista, come tanti sistemi operativi "pari" di Microsoft - 95, Me, Vista, 8 (?) - non ha avuto grande fortuna: la performance non è eccellente, il tempo di startup è a dir poco penoso, ma soprattutto il consumo di memoria è da record, cioè praticamente sempre a fare swap anche con 4 GB di RAM fisica.
Chi ha un PC o un notebook dotato di Vista non ha però a disposizione la versione a 64 bit, ma probabilmente quella a 32 bit. Basterebbe passare a Windows 7 a 64 bit per migliorare in generale la velocità e l'uso di memoria a parità di hardware.
Peccato che l'aggiornamento a Windows 7 non sia proprio tra i più economici: 129 Euro per passare a Windows 7 Home Premium! Io ero rimasto ai 16 euro di Apple per passare a Mountain Lion. Chi mi spiega questa cosa? Li considererei sullo stesso piano, ma tutti quei soldi per una versione home mi paiono decisamente troppi. Non ha alcun interesse Microsoft a guadagnare dalla vendita del proprio sistema operativo o dell'aggiornamento per chi vuole fare il passo?
Non vedo davvero un valore aggiunto del sistema operativo Microsoft rispetto a quello della "software house" di Cupertino. Forse l'unica cosa che sbaglio è semplicemente mettere a confronto i due prezzi, quando Apple guadagna - molto - anche dalla vendita del proprio hardware, mentre Microsoft non guadagna affatto dalla vendita dell'hardware su cui girerà il proprio sistema, a meno della quote della versione OEM. O magari la considerazione più generale che si può fare è che la somma della spesa di hardware e software per allestire un computer Apple con OS X è spessissimo superiore alla somma totale di un PC e Windows anche una volta aggiornato a versione più recente.
O forse vale la pena spremere come limoni quei pochi che lo comprano l'aggiornamento o che sono costretti a farlo, tanto il "resto del mondo" che vorrà aggiornarsi si installerà la versione craccata o deciderà di passare al nuovo sistema solo nel momento in cui cambierà l'hardware e quindi accederà al nuovo sistema in versione OEM?
O l'aggiornamento ad un sistema operativo comporta il reperimento dei nuovi driver e la cosa è generalmente problematica per un PC, soprattutto se si installa una versione del sistema che è decisamente più recente rispetto al lavoro di aggiornamento e distribuzione dei driver che potrebbe aver fatto il produttore o il distributore dell'hardware?
Di Marco Tenuti (del 24/04/2008 @ 09:07:22 in web, linkato 10820 volte)
Dopo aver contribuito ad aver favorito la diffusione di Libero come provider di servizi di posta elettronica oltreché di connettività al web, mi ritrovo a rimangiarmi tutto da quando Libero ha posto delle limitazioni sullo scaricamento della posta elettronica, via POP3.
Se hai una casella di Libero e non hai una connessione direttamente con Libero o hai pagato loro il servizio aggiuntivo di posta elettronica, non c'è verso di prendersi la posta. Il problema non c'è però solo con Libero, ma sembra che la limitazione sull'accesso POP3 sia un prassi abbastanza comune sulla penisola e non solo: prima di accalappiano promettendo monti e mari gratis, poi sono lì ad elemosinare attraverso fastidiose barriere tecnologiche. E in Italia questa maniera di fare sta prendendo sempre più piede in qualsiasi ambito o settore. Ma "liberi" di cosa?
Ora "mal comune, mezzo gaudio" e qualcuno ha ben pensato di risolvere il problema con un approccio drastico, visto che l'accesso gratuito al servizio di posta elettronica è comunque possibile via web, cioé dal browser. La soluzione è FreePOPs e queste sono le indicazioni precise per configurare il proprio client, come Outlook Express con Libero:
Di Marco Tenuti (del 19/04/2010 @ 09:04:06 in MTB, linkato 2119 volte)
Ieri non ne ho trovato uno a fine gara convinto che il Durello di ieri sia stato una bella gara. Per me lo è stato: mi son divertito, perché ho avuto subito l'impressione che in tanti avrebbero rinunciato alla partenza, viste le condizioni meteo del cielo e la vigilia assolutamente piovosa, e perché mi veniva in mente sempre di più la famigerata Divinus Bike del 2008.
Il fatto di non potermi tirare indietro, visto che dopo la Tre Valli compaio anch'io nella classifica Fi'zi:k Veneto, è stato senza dubbio un motivo di stimolo per prendere il via. Poi un altro motivo è che bisogna assolutamente fare tesoro di situazioni del genere, per dimostrare più che altro a se stessi che si è forti anche quando il gioco si fa duro. E ieri non si può nascondere il fatto che le difficoltà oggettive non ci fossero lungo il percorso.
Già a partire dal via la prima salita è di quelle che fanno selezione e capisco subito che non è giornata per il sottoscritto. Già al primo tornante vedo il Compagno di Merende che mi ha già dato "20 metri di dislivello". Sulle prime rampe della prima salita, riesco a stare col Diego Anselmi e con l'Anonimo, ma già sui tornanti pianeggianti mollo il gas e decido definitivamente per una condotta di gara volta tutta ad arrivare in fondo, senza correre particolari rischi e patemi.
Così nella prima parte di gara mi ritrovo a scambiarmi spesso coi fratellini Schleck Tommasi, che oggi hanno avuto ordine dal loro DS Gianluca di andare "piano". Si vede davvero che vanno piano perché a volte allungano di brutto e poi si aspettano l'un l'altro quando uno dei due si ritrova in difficoltà ed io li posso riagguantare.
Simpatico anche il siparietto di Simone Pasetto, che mi scatta una foto e pure mi rincorre con la bottiglietta dell'olio spray, perché ieri ce n'era davvero bisogno. Forse più nella seconda parte di gara, dove la catena era ingrassata di tanto bel fango argilloso, tipico delle zone della Valdalpone.
Poi succede che in una discesina in direzione mi ritrovo dietro ad un concorrente di Punto Bici, il quale perde completamente il controllo della sua bici e cade rovinosamente su una spalla, gridando subito un dolore atroce per la contusione. Io son dietro a 20 metri e faccio molta fatica a fermarmi prima di lui, tanto che mi appoggio con la mia ruota anteriore su una sua gamba, ma non ci penso due volte ad appoggiare la bici e a soccorrerlo: si trova in traiettoria in discesa e gli "assatanati" vengono giù veloci. Appoggio la mia bici, vedo che lui grida abbastanza, ma gli prendo la bici e la tolgo subito di mezzo. Lui riesce a dirmi che va tutto abbastanza bene, ma a mio avviso la clavicola ha subito una bella pacca... mi informerò attraverso il forum e la posta elettronica, per capire sulle sorti di questo concorrente col pettorale 184, Ivano Masiero, che però vedo pure classificato ad un paio di minuti dal sottoscritto!
In questa breve sosta vengo superato da un bel po' di concorrenti, compresi i gemellini Tommasi, ma molto prima di Bolca li risupero e li vedrò solo al traguardo. Divertente anche le battute scambiate in zona La Collina col Max dei Maistraki il quale mi urla un incoraggiante "Vai Pipower" a cui replico prontamente con la formula "Ando vuto che vaga? Vao in f..a quando posso!". Lo ringrazio comunque delle foto di cui ho corredato questo lungo articolo.
Quasi a metà gara per me comincia la parte divertente della gara: c'è fango ovunuque, ce n'è di compattato, ce n'è di liquido, ce n'è di ben tracciato dalle ruote dei concorrenti che mi hanno preceduto, ce n'è tanto e in abbondanza, ce n'è tanto alzato dalla ruota di chi sta appena davanti, ma lungo le discese mi capita abbastanza di imbattermi in concorrenti che non hanno proprio el "soramanego", nemmeno io a dire il vero, ma faccio i miei sorpassetti in totale sicurezza e porto a casa un bel po' di posizioni scavalcate principalmente in discesa.
Ai ristori non mi fermo mai, ma praticamente a tutti riesco a bere mezzo bicchiere o di acqua o di sali e così termino la gara, senza conoscere cosa siano i crampi, per la gioia delle mie gambe, che ringraziano in vista dell'imminente impegno di domenica prossima, cioè la Paola Pezzo a Garda.
Anche ad un innesto con svolta a destra più o meno in zona di Bolca, mi ritrovo in un temporaneo gruppetto di 5-6 concorrenti con gli alpini ed i volontari del posto, che vigilano l'incrocio. Nessuno parla nè tra gli spettatori, che tra i ciclisti, e allora esco io con un "Tuto ben qua all'incrocio?". Alché gli alpini, che non si fanno certo supplicare in fatto di giovialità, rispondono prontamente con "Si, si, tuto ben, buona pedalata!" e una risata generale. Son quelle piccole cose, che ti fanno rimanere impressa la gara per i mesi a venire. Non mi ricorderò certo tutti i sentierini, i single track e le mulattiere pedalate, ma queste macchiette mi faranno amare questa gara.
Ieri le ruote non volevano saperne di star ferme: non c'era tubolare, copertone o tubeless Racing Ralph che fosse magico, c'era solo da stare molto all'occhio a riprendere la bici appena si metteva ad andare per conto suo. Probabilmente chi è passato per primo non ha trovato tutto questo pantano, ma chi era primo aveva ben altri problemi. Comunque, nonostante la bici, mano a mano che passavano i chilometri, fosse sempre più pesante - penso che la mia Scale sia arrivata tranquillamente a ben oltre 12 kg al traguardo - verso la fine, lungo lo slalom tra i filari in zona Castello e nelle ultime discesine dove si erano appostati i fotografi - assisto da dietro all'ultima caduta di giornata, del concorrente che mi precedeva, che mi regala la 208esima posizione. Tutto l'abitato di San Giovanni Ilarione me lo faccio con orgoglio col 44/11 ai 55-60 km/h con una gamba ancora bella vispa, che avrebbe probabilmente spinto per altri 15-20 km con quel ritmo.
Non posso certo dire ieri di essere andato forte. Le discese viscide e l'assistere dal vivo ad un paio di cadute a terra mi hanno ricordato di essere padre di famiglia e che forse non valeva la pena chiedere troppo alla fortuna. Io non son mai caduto dalla bici, solo un grosso sasso di rimbalzo mi son beccato sullo stinco, la bici è intatta: il bilancio è insomma positivo.
Il percorso sarebbe bellissimo se fosse asciutto: ieri era altrettanto bello anche in versione "mud". Ieri c'era da essere dei bravi biker allenati, allenati anche a stare seduti in sella, soprattutto quando la gomma non ne voleva sapere di attaccare a terra ed anch'io mi son ritrovato ad essere un "bravo biker". Poco importa se i miei amici di uscite son arrivati chi a 20', come l'Orlando, chi a 14' come il Radu, chi a 9' come il Papataso, chi a 2' come l'Anonimo. E' vero che rimangono alle classifiche, è vero che magari potevo correre assieme all'Anonimo, è vero che potevo andare al 100% anziché al 90%, ma a me rimarrà il bel ricordo di aver vissuto una giornata di mountain bike dal primo all'ultimo chilometro, col fango appiccicato ovunque.
A giugno mi aspetta il Marathon della Lessinia Legend, probabilmente le tre stelle della Casentino MTB, il Montello della Gunn Rita Marathon e a luglio "nientepopòdimeno" che la Dolomiti Superbike, per cui anche ieri non fu mai scritto meglio che il proverbio "Chi va piano, va sano e lontano".
Di Marco Tenuti (del 11/08/2008 @ 09:02:55 in MTB, linkato 1113 volte)
Ieri era una giornata di "relax" per il mio corpo e la mia mente, dopo le ultime due domeniche fatte a gareggiare in MTB sia alla Lessinia Bike che alla Vecia Ferovia, così tra le varie offerte ciclistiche del menu della domenica mattina (giro coi GC Grezzana, discesa dell'E5 col Pezzo, giro coi i Rodellesi per la salita della Maddalena a Brescia) ho optato per "fare fatica" con la mia squadra.
Mi son presentato alle 8.30 al classico appuntamento Turnover di fronte al negozio, dove un manipolo di ciclisti andava costituendosi, all'incirca una dozzina di persone, capeggiando dallo storico caposquadra Remo Rossi. Ci si avvia subito in salita per la Valpantena e raggiungiamo Bellori, dove deviamo per Lughezzano: non tardano le prime avvisaglie di bagarre, dove io resto ben presto quasi in coda al gruppo. Però un paio cedono al bivio per Orsara, precisamente il "Bepo Matto", al secolo Giuseppe Dinic. Da Lughezzano raggiungiamo Bosco per la vecchia strada, ma la fuga è ormai andata ed ognuno fa il suo ritmo, con l'unica speranza di ricongiungersi in piazza a Bosco al rubinetto dell'acqua. Anch'io faccio il mio ritmo e tengo sempre di vista Remo e il Darietto, solo che questa vista è prima 100 metri, poi 200 metri, fino a quando non li vedo più sotto l'abitato di Bosco.
Poco male: arrivo in piazza che cinque compagni son riuscito a tenerli dietro, il che vuol dire che non son proprio così malvagio, visto che la salita non l'ho fatta proprio a tutta - ma poco ci manca...
In piazza in quei dieci minuti successivi è tutto un arrivare di ciclisti, atleti, conoscenze, in primis lo stato maggiore del GC Grezzana, col Presidente, Ceriani, Icio e Aspirina. Da lì in poi ci si muove tutti assieme ad un ritmo blandissimo da Boscochiesanuova ad Erbezzo, dove ognuno sceglierà la propria strada. Io e il Darietto, dopo aver salutato Remo, decidiamo di seguire le orme di qualcun altro e ci avviamo entrambi per una salita che non avevamo mai fatto, cioè la salita che da Erbezzo porta a Casteberto e scollina al Passo del Pidocchio - cima Coppi della giornata a quota 1580 metri sul livello del mare. Lungo questa lingua di asfalto appena gettato ho modo di apprezzare il supermezzo di cui dispone il mio compagno di salita, cioè una spettacolare Carrera Phibra montata Record e una coppia di Lightweight da capogiro: se passate alla cassa, non siamo molto lontani da 8.000 Euro...
Segue la discesa fino a Passo Fittanze, dove ci ristoriamo con un saccottino alla marmellata e una "sana" Coca Cola. Un'occhiatina al telefono mi informa di raggiungere la famiglia su Monte Comun, così i miei programmi cambiano leggermente e mi portano a scendere in compagnia fino a Selvavecchia e Barozze, dove saluto gli aggregati dell'ultima mezz'ora, cioè un mix di ciclisti provenienti da svariate squadre, Lamacart, Traguardo Volante, GC Grezzana.
Dalle Barozze fino a Sant'Anna d'Alfaedo e poi giù fino al bivio da Fane a Fiamene, pedalo invece in compagnia di uno della "squadra sponsorizzata McDonald" di Verona. Io salgo su al passo di Fiamene e nel mezzo chilometro che mi separa dal capitello decido di raggiungere Monte Comun dal versante occidentale, cioè quello che guarda la Valpolicella. Si alternano così le contrade di Saline, Chieve e Colombare che la gamba ancora c'è nonostante più di 70 chilometri di pura montagna.
L'ascesa a Monte Comun è infine premiata verso le 12.30 con una tavola imbandita, dove ci sono già fette di pane, sacchetti di patatine già mezzi aperti, una vasta gamma di bevande in bottiglia e soprattutto un profumo proveniente dalla greola, che promette davvero bene. Il recupero proteico a base di bistecche, brasole, pollo ai ferri e pancetta è senza dubbio quello più adeguato dopo questo giro in Lessinia. Il giro si concluderà per il sottoscritto solo verso le 18.30, quando riprenderò la bici per godermi gli ultimi 15 km di discesa, cioè da Monte Comun a Quinto, con un totale di 92 km e quasi 2000 metri di dislivello.
Di Marco Tenuti (del 04/10/2010 @ 09:02:15 in MTB, linkato 1438 volte)
Riprendo la news dal sito UDACE Verona, anche se l'avevo già sentita qualche giorno fa.
A partire dal 27 settembre 2010, parte l'obbligo per i ciclisti di indossare giubbino o bretelle catarifrangenti quando circolano nelle ore serali fuori dai centri abitati, quindi solo in ambito extra-urbano, e in tutte le gallerie dove sia loro consentito il transito, anche quando queste si trovino in città.
Tale norma diventa vigente 60 gg dopo l'entrata in vigore della legge 120/2010 del 29 luglio scorso che ha modificato il codice della strada (D.L. n. 285 del 1992).
Di Marco Tenuti (del 10/09/2008 @ 09:01:08 in MTB, linkato 1405 volte)
Questa la esauriente e soddisfacente risposta che ho ricevuto ancora una decina di giorni fa dagli organizzatori della gara MTB in Folgaria. Direi che la gara merita ancora una volta il nostro plauso.
Innanzitutto ringrazio per i complimenti.
Rispondo per ordine alle osservazioni (per lo più condivisibili):
1. I parcheggi erani segnati sull'apposita cartina stampata sul depliant ed erano segnalati da grandi cartelli (in effetti ne mancava uno proprio nella zona verifiche per chi proveniva dall'A22 (Rovereto o Trento).
2. In griglia ci sono stati problemi, Il disguido (giusta l'osservazione) è stato causato dalla ristrettezza della carreggiata e dalla sottovalutazione da parte nostra della gran massa di turisti che in quel momento ha occupato la corsia di accesso alle varie griglie (lo spazio a sinistra delle transenne). Peraltro riteniamo che la strada larga ed in salita che seguiva la linea di partenza permetteva anche a chi fosse stato un pò svantaggiato di risalire facilmente le posizioni. D'altronde non è neppure facile far partire una gara in centro all'abitato in piena stagione turistica (ma speriamo che lo spettacolo abbia ripagato i numerosi spettatori ed anche i concorrenti). In questo senso la novità di partire e arrivare in centro ci ha messo un po in difficoltà, ma l'esperienza è sempre utile ed eviterà, spero, analoghi errori nel 2009.
3. Per un errore di distribuzione i sali minerali (che c'erano a disposizione) non sono stati consegnati ai posti di ristoro...
4. Abbiamo già pensato di rivedere la posizione di un paio di ristori (tra gli altri quelli da Lei segnalati).
5. Essendo piena stagione turistica con tutti gli alberghi pieni e molta gente occupata al lavoro abbiamo avuto qualche problema a reperire il personale di servizio. La nuova data (gara spostata avanti di una settimana nel 2009) riteniamo risolverà questo problema. Gli alcuni bivi (secondari) non presidiati erano comunque fettucciati. Qualche tabella è stata spostata, in particolare nella zona di Passo Vezzena (scherzo idiota o dispetto?). Quando le moto hanno fatto la ricognizione al mattino prima della partenza erano tutte a posto.
Grazie per i voti (forse in qualche caso anche un po' generosi).
Nostro impegno è quello di migliorare anno per anno e riteniamo utilissime le osservazioni degli atleti, specie quelle negative che ci permettono di correggere errori dei quali magari altrimenti non ce ne accorgeremmo neppure. Peccato che solo in pochi ce le inviate.
Vi aspettiamo numerosi nel 2009 (gara iscritta nel calendario internazionale UCI per il 30 agosto).
Ieri piccola discussione in casa Giarola per decidere se la pearà DOCsia fatta colformaggio o meno. Oranon è ancora dato sapersi quale sia la ricetta autentica della pearà, anche se si possono portare varie argomentazioni.
La prima è che, essendoun piatto "povero" della tradizione veronese, cioè un piatto fatto con gli avanzi dialtre pietanze, qualiappunto i pezzi dipane raffermo e il midollo di ossa di bue, dovrebbe essere un piattosostanzialmente povero e quindi non ci dovrebbe essere posto per il formaggio, visto che il formaggio è pur sempre considerato "companatico", e cioè qualcosa che dà importante apporto calorico.
Sul web, se cercate su Google "ricetta pearà", troverete parecchie ricette della tipica salsa veronese che la danno senza il formaggio grana, ma son dell'idea che parecchi dicono e scrivono che vada senza formaggio grana, semplicemente per il fatto che spesso in famiglia c'è sempre un componente o due che non ama il profumo e il sapore del formaggio, a maggior ragione se intenso come quello del grana.
La mia personale opinione è che il formaggio grana dia alla pearà un gusto sicuramente amabile, per cui cuccatevi qua la "ricetta autentica di nonna Armida":
Pearà. Lautentica ricetta della Pearà di nonna Armida Ricetta di Carlo Colla
Il bollito di manzo, di gallina, di lingua di bovino e di testina di vitello con il cotechino lessato accompagnati dalla Pearà sono gli ingredienti indispensabili per il piatto principale del pranzo della domenica nella tradizione delle famiglie veronesi.
La pearà è una leccornia nata dallinventiva delle nostre nonne che utilizzando alimenti come il pane raffermo ed il midollo di bue, altrimenti destinati allo scarto, accompagna i bolliti esaltandone il sapore ed il gusto
Ingredienti della Pearà (per 4 persone)
Pane vecchio di grano duro: 500 g Midollo di bovino: 100 g Brodo di carne di manzo e gallina: un litro Pepe nero: due cucchiaini da caffè Parmigiano Reggiano o Grana Padano: g.100 Olio extra vergine doliva della Valtramigna: g. 100 Sale: q.b.
Preparazione degli ingredienti
-portare ad ebollizione il brodo; -estrarre il midollo dallosso; -grattugiare il pane vecchio e passarlo al setaccio; -grattugiare il parmigiano.
Preparazione
Porre un tegame in terracotta (diametro 25 centimetri) su un fornello piccolo interponendo un disco rompifiamma (Lideale sarebbe poter utilizzare la piastra in ghisa). Sciogliere il midollo con 40 grammi dolio mescolando con una spatola di legno, far scendere a pioggia il pane grattugiato e il pepe, aggiungere il brodo bollente, mescolare fino ad ottenere una crema, portare ad ebollizione ed abbassare il fuoco al minimo.Versate a filo ed in tondo lolio rimasto senza mescolare. Lasciare sobbollire per almeno due ore senza coperchio (sarà lolio a fare questa funzione). A cottura ultimata aggiungere il parmigiano mescolando leggermente, regolare il sale e il pepe. La Pearà dovrà risultare una salsa ben pepata, densa ed omogenea. Mettere la terracotta in tavola su di un fornellino ad alcool in modo che la Pearà risulti bollente fino allultimo cucchiaio.
Assieme alla Pearà, con i bolliti, si possono servire anche:
- il cren grattugiato, macerato in aceto e condito con olio extra vergine doliva - la salsa verde - la mostarda vicentina
Nella tradizione non si tostava il pane, non si usava mai il burro, non si faceva il brodo con il pollo, non si mescolavano mai altre salse alla pearà.
Dal dialetto veronese: Par na bona pearà ghe vole pan vecio, la miola de bò, brodo bon e che la pipa almanco do ore.(Per una buona Pearà servono pane raffermo, midollo di bovino, ottimo brodo di carne, ed una cottura a fuoco moderato per almeno due ore.
Di Marco Tenuti (del 23/06/2011 @ 08:59:44 in MTB, linkato 1679 volte)
Anche il Conte, aka Fabio Savoia, ha deciso di intraprendere ufficialmente un nuovo corso editoriale, attraverso il suo nuovo blog.
Dopo il primo post di presentazione e quello con un po' di polpa, in coincidenza della sua partecipazione alla 9 Ore di Custoza, ecco subito un articolo di cronaca locale, un episodio accaduto ieri sera, durante un giretto su asfalto a cui ha preso parte il Trio Piocio al completo, ossia io e l'Orlando in BDC ed il Conte con la Verdona, in attesa della Valeria.
Se non volete perdervelo, memorizzate pertanto questo link:
Di Marco Tenuti (del 28/03/2013 @ 08:54:35 in MTB, linkato 1142 volte)
Ecco un paio di scatti dei provini foto fatti domenica 23 marzo alla Granfondo Tre Valli 2013. Queste due foto mi ritraggono lungo la discesa che porta dalle Cave di Maternigo verso Centro e Tregnago.
La prossima volta che andrò in beauty farm vedrò di fare gli scatti definitivi per le riviste patinate e le principali testate sportive online.
E ricordate di boicottare Fotostudio3 non comprandogli le foto a 23 Euro. Se insistete un po' ricordandogli che Sportograf fa un bel po' in meno per il doppio delle foto, la facoltà di farvi un prezzo inferiore per il pacchetto di foto digitali ce l'hanno...
Di Marco Tenuti (del 31/03/2008 @ 08:53:19 in MTB, linkato 1791 volte)
Ieri era la mia prima volta in cui rifacevo una gara MTB. Si, con la Lessinia Legend 2008, ieri festeggiavo il mio primo anno di gare in MTB, visto che avevo debuttato nel mondo agonistico al "lontano" 1 aprile 2007. L'esito è stato a dir poco positivo, visti i miglioramenti fatti in un anno, ma mi trovo ancora a commentare questa gara, senza sapere ancora il tempo che ho totalizzato e la mia posizione nella classifica assoluta.
E qui non ci sono molti colpevoli o cause da cercare di capire. E' sicuramente l'organizzatore della gara a peccare clamorosamente per la seconda volta. Io non sono stato presente tre settimane fa alla Gran Fondo Bardolino, ma anche là ho sentito che lo stesso organizzatore non aveva sicuramente eccelso per la puntualità e l'ordine nel coordinare le operazioni di partenza e arrivo.
Alla Legend, ci siamo ritrovati invece, con l'accesso alle griglie assolutamente non regolamentato dagli assistenti, griglie su cui erano ancora presenti i cartelli dei numeri di gara del corto, mentre per il lungo non si è assolutamente saputo come comportarci. E' nato un ammassamento di ciclisti e biciclette abbastanza autogestito, visto che lo speaker aveva smesso di parlare ai microfoni molti minuti prima. Succede che pressapoco alle 10.30 anche noi del percorso lungo partiamo senza spari o inviti, ma semplicemente vediamo che i primissimi del gruppo cominciano a muoversi in avanti. La salita all'abitato di Colognola ai Colli è lievemente caotico, perché tutti vogliono passare, ma nonostante questo riesco ad arrivare in fretta in cima in compagnia del Radu e dei suoi compagni di squadra Tagliaro. Sia io che Matteo Milani, seguiamo le sue indicazioni e abbastanza rapidamente arriviamo al Capitello di Sant'Anna sopra Tregnago. E' pero' nel pezzo della strada bianca lungo il greto dell'Illasi che perdo contatto coi Tagliaro e d'ora in poi farò gara per conto mio. Il tempo di salutare mio cognato e mio figlio appostati all'attraversamento del torrente e poi si comincia di nuovo a salire verso il poligono. A dire il vero non ho moltissimo mordente, e sulla salita verso Sul Vago non ho una grinta eccezionale, cionostante mi difendo e vado su agilissimo.
Sono infatti due le paure che mi pervadono: aver sottovalutato la Legend 2008, per il fatto che di dislivello ce n'è comunque un bel po' da affrontare col rischio di incappare in crampi nell'ultimo pezzo, ma soprattutto la paura di forare nel pezzo in discesa che dalla Pineta conduce a Villa di Mezzane. Infatti è proprio sul pezzo nel bosco - tratto di gara in cui avevo forato in allenamento all'incirca un mese fa - che non lascio assolutamente correre la bici, ma vado di conserva con l'unico obiettivo di arrivare in fondo con le ruote a posto. Appena mi ritrovo nella contrada di Villa il pericolo è scongiurato: ritrovo la serenità e di nuovo Enrico e Matteo a scattarmi la foto, con mio figlio, accortosi all'ultimo secondo del mio sopraggiungere, che scatta in piedi come una molla pronto ad esibirmi il cambio di borraccia. Quel momento è stato uno di quelli più belli per quel che mi riguarda. Poco avanti sull'attacco su asfalto verso Pian di Castagnè c'è il ristoro, dove rimango fermo si e no un minuto a bere un paio di bicchieri di tè, mi riempio una tasca di albicocche e la bocca di uvetta secca e via di nuovo. Mi prendo anche le critiche di Simone di San Briccio, il quale mi rimprovera scherzosamente: "Smettila di mangiare e pedala!" E così è: riprendo l'asfalto e subito al tornante ti ritrovo il dr.Pich a scattarmi una foto. I tornanti poco sotto la Croce Nera se ne vanno in rapida successione, senza particolari affanni o difficoltà. Poco prima della Croce Nera supero anche Ceresce, al secolo Umberto Zanichelli, in difficoltà con la sua biammortizzata, perché il deragliatore anteriore non vuol saperne di mettere la corona più piccola, mentre io comincio il nuovo pezzo in discesa molto serenamente, visto che lo conosco ormai a menadito, a forza di farlo coi Pezzo e tutti gli altri amici veronesi.
Infatti dalla Tenuta Sant'Antonio fino giù al Casale di Marcellise, percorro questo pezzo veloce tutto in solitaria, potendomi così permettere di fare la miglior traiettoria e una velocità molto sostenuta, andando così a riprendere il gruppo antecedente. La salita a San Briccio la percorro abbastanza allegramente, però un concorrente davanti mi fa perdere il ritmo e decido di salire spingendo avanti la bici, con qualche difficoltà a risalire. Appena in cima c'è tutta la famiglia di Simone a salutarlo qualche metro dietro di me, mentre da lì in poi comincia in sostanza la discesa e con parecchi falsopiani che non fanno certo bene alle gambe. Raggiungo infatti il Piacentini, mio compagno di squadra Turnover, afflitto dai crampi e sconfortato dall'idea di quanto sia dura una gara in MTB - si trattava per lui della prima gara di sempre in MTB, nonostante l'esperienza di gran fondo su strada - ma nonostante questo anche lui si attacca dietro e affrontiamo il tratto pianeggiante in mezzo ai vitigni di Colognola, dopo l'insidioso pezzo della discesa del Bosco della Fratta.
Qua c'è da ciucciare ruota e ne approfitto di qualche trenino che arriva a superarmi e così questi ultimi chilometri se ne vanno abbastanza rapidamente. A poco più di un chilometro dall'arrivo è un altro mio compagno di squadra a rinvenire, Orlandi, il quale ha ancora un paio di cartucce da sparare e si mette a menare come un forsennato sull'asfalto e non facciamo altro che accodarci. Il rettilineo finale è una tiratona probabilmente ai 45-50 km/h. Per fortuna che ho lasciato in macchina il contachilometri, così non mi sono fatto impressionare, ma sostanzialmente facciamo l'arrivo in parata, contenti di aver portato in fondo dignitosamente i colori della nostra squadra. Sicuramente Boscaini ha fatto la sua parte, sapendo qualche minuto dopo di averci impiegato circa mezz'ora in meno, giungendo nell'assoluta tra i primi 40. Penso che il mio tempo finale sia di 2h28', buscandomi circa 3 minuti dal motorino del Radu, ma quello che mi fa più impressione è che il Pezzo, mi dice di aver impiegato 2h17', segno che la stoffa e l'esperienza contano sempre di più di tanti allenamenti.
Dopo il calo emozionale susseguente l'arrivo, le operazioni di riconsegna del chip, nonchè di ritiro del resto del pacco gara, è a dir poco penoso, per l'indovinatissimo posizionamento dell'arco di arrivo rispetto all'entrata della zona della gara, cioè nel parcheggio interno alla Vagotex. Qualche minuto dopo mi ricongiungo con Enrico e Matteo e qualche minuto dopo anche la sorpresa di vedere mia moglie e mia figlia arrivare per ora giusta del pasta party. Devo però spezzare una lancia a favore dell'organizzazione per la quantità di cibo del pasta party e del ristoro finale, nonché dei servizi delle docce, molto professionali e puliti, ma soprattutto dell'acqua calda.
Poco prima di andarmene saluto gli amici del Rodella, sempre là a dirsene di tutti i colori e farsi le pippe sull'utilità di questo o quell'accessorio che fa risparmiare qualche grammo di bici, pensando troppo poco invece alle proprie gambe.
Io rimango comunque contentissimo della mia prestazione, in continuo miglioramento rispetto all'anno scorso. Adesso però è giunto il momento di lasciare l'insostenibile calendario di gare, a cui mi vorrebbero tutti i soliti amici, magari dedicando un po' più di tempo alla famiglia e alle escursioni con gli amici.
Insieme a Coppa Veneto Zerowind e TrekZerowind anche il circuito veronesi premierà i suoi protagonisti proprio nella sua città.
Con l’ultima tappa corsa a Soave il 10 giugno si è concluso il Lessinia Tour Monte Veronese 2012, circuito iniziato con la Tre Valli e proseguito con la Gf del Durello, la Divinus Bike Clivus e Lessinia Legend. 5 tappe, oltre 7.000 partecipanti totali, 340 iscritti cumulativi, sono questi i numeri che sintetizzano il circuito che ha portato a scoprire gli angoli piu’ affascinanti della montagna veronese.
Ma non è finita: un altro grande evento attende tutti i protagonisti di questa fantastica avventura. Sabato 15 settembre presso la fiera internazionale del ciclo Eica 2012, è fissata la grande cerimonia di premiazione finale, con consegna dei premi in denaro alle società e tecnici ai singoli. L’appuntamento è per le ore 17 e l’ingresso verrà offerto dal Comitato Lessinia Tour.
Gli oltre 180 finisher potranno ritirare la maglia a loro dedicata presso lo stand G35 del padiglione 8, che verrà allestito nei 3 giorni di rassegna dai Comitati di GF Tre Valli e Lessinia Legend per presentare tutte le novità 2013. All’indirizzo www.lessiniatour.com è disponibile l’elenco completo dei premiati finisher compresi.
Consorzio Monte Veronese, Zerowind, Comunità Montana della Lessinia, GT, Zen Air, Gist, Sportler, Zefiro Srl e Mediaprint sono stati i prestigiosi sponsor che hanno sostenuto anche nel 2012 un progetto che crede profondamente nella mtb come opportunità di sviluppo turistico e territoriale.
L’occasione potrà essere buona per testare, niente meno che sui circuiti “mondiali” delle Torricelle, tutte le nuove proposte bike 2013 dei migliori marchi costruttori.
Vi aspettiamo.
Per tutte le info al riguardo visitare il sito www.eica.it.
Di Marco Tenuti (del 07/04/2012 @ 08:45:46 in MTB, linkato 1152 volte)
Ci avevo già pensato più di un anno fa, ma poi la gara valtellinese organizzata dal Club Lombardia Team non era stata considerata nel circuito del Prestigio MTB 2011, ma solo nel Nobili Marathon 2011.
Quest'anno la gara di Bormio torna a pieno titolo tra le gare che contano nel panorama italiano delle granfondo e degli eventi di massa, nonostante il regolamento decisionale delle gare del Prestigio MTB la veda sfavorita rispetto alla Dolomiti Superbike, quest'ultima forte di più di 3000 iscritti da parecchie edizioni, contro i 2000 iscritti dell'ultima edizione di Bormio.
A parte queste considerazioni sui numeri da grandi eventi, mi sento particolarmente legato al paesaggio di Bormio, semplicemente perché ci ho trascorso parecchi campi scuola della mia adolescenza e giovinezza. Non c'è stata più o meno estate a partire dai 16 anni fino alla laurea, che non abbia trascorso a Pedenosso, piccola frazione nel comune di Valdidentro, a pochi chilometri da Bormio. Sotto la guida del Gitos, ho passato i più bei momenti della mia giovinezza con Elisa e con gli amici del paese.
Ed ogni tanto capita di tornarci con la compagnia alcenaghese, soggiornando spesso ad Arnoga, ma visitando sia Bormio che Livigno, meta turistica molto agognata e contestata per via della defiscalizzazione sia per l'IVA che per le accise sui carburanti.
Al 29 luglio sarà la mia prima volta in mountain bike in zona, sul percorso marathon della Granfondo Alta Valtellina. La partenza e l'arrivo sono a Bormio, ma ci sarà da divertirsi non poco salendo prima lungo la Valfurva, poi verso le Torri di Fraele ed infine a Forte Oga. Il chilometraggio previsto è di 69 km, mentre il dislivello è sui 2300 metri, cioè una cosa un po' più abbordabile della Valdifassa Bike, che in qualche chilometro in meno, ci infila dentro circa 500 metri di dislivello in più. Il paesaggio è comunque incantevole, il classico paesaggio alpino e mi parrà di tornare indietro di almeno una ventina d'anni.
Purtroppo quest'anno, per la concomitanza con la gara bormina, non prenderò parte alla gara di Sega di Ala, la Lessinia Bike, classicissima dell'ultima domenica di luglio per tutti i veronesi e tutti i trentini. Ho preso parte e concluso tutte le ultime cinque edizioni, pazienza.
Di Marco Tenuti (del 04/09/2010 @ 08:45:04 in MTB, linkato 1198 volte)
Ieri alle ore 17.15 nuovo appuntamento con Paolo e Rossano per affrontare un'altra salita tipica di Villasimius in MTB, la salita dei Tabelloni. Fino a quando non sono arrivato in cima non riuscivo a spiegarmi del perché dei Tabelloni, visto che dal basso di tabelloni se ne vede uno solo, ma una volta in cima c'è anche il secondo. A cosa servono 'sti tabelloni? Sono dei normalissimi tabelloni metallici, che fungono da ripetitori di segnali radio, probabilmente per la telefonia fissa e mobile.
Nel cominciare la salita scorgiamo subito i "danni" fatti dal temporale della notte scorsa, ma nonostante quello, si riesce a salire agevolmente spaziando dal 32/18 fino al 32/32. Solo Rossano rimane a volte indietro, perché si è ripromesso di fare tutta la salita in soglia e quindi ci troviamo quasi in cima ad aspettare un minutino o due per il suo ricongiugimento. Le condizioni dell'aria, rispetto all'uscita di mercoledì, sono leggermente più umide, ma mano a mano che si sale, l'impressione è che qualcuno abbia acceso l'aria condizionata...
Alla prima sbarra diamo un'occhiata ad una cava dismessa di granito e poi ci aspetta un bel single track a limite della praticabilità, dove i miei compagni di viaggio sfoggiano una certa abilità a non perdere mai trazione con la ruota posteriore, nonostante il fondo granitico sia ricoperto di pietre e tanta sabbia erosa dalle rocce.
Solo un breve spunto per il sottoscritto ormai arrivati in cima a quota 520 metri sul livello del mare, in prossimità del primo dei due tabelloni, e un fuorisoglia, tanto per vedere se la reazione cardiovascolare è sempre all'altezza della situazione.
Da cinquecento metri di altitudine, l'impressione visiva è sbalorditiva: natura selvaggia ed abbastanza arsa ovunque; sullo sfondo invce il Mar Tirreno e tutto il promontorio di Simius e di Capo Carbonara, mentre sull'entro terra il capoluogo del Sarrabus, ossia la città di Villasimius. Scattata qualche altra foto col telefono e poi giù in discesa per la stessa strada da cui siamo saliti.
Solo un pezzo di costringe a sganciare il piede per un colpo, ma poi i tornanti della salita dei Tabelloni, scorrono talmente velocemente e con una brezza delicata, che ti verrebbe voglia subito di salire di nuovo. Non c'è però tempo: c'è da farsi una doccia veloce perché ci aspetta il porceddu al ristorante...
Siccome ogni anno si sente la stessa tiritera al riguardo del Canone RAI, ho fatto la cosa che riesce semplice a tanti, cioè cercare in rete su cosa succede negli altri stati europei.
Tante lamentele nascono dal fatto che tantissima gente lo ritiene una tassa illegittima, vuoi perché è collegata direttamente alla proprietà di un televisore - trattasi pertanto di una tassa patrimoniale a tutti gli effetti - vuoi perché le reti televisive RAI non sono regolarmente emesse sull'intero territorio nazionale - infatti da quando si è passati al digitale terrestre (DVB-T) in tante regioni, tanti utenti sono stati costretti a passare alle piattaforme satellitari Sky o a Tivusat per continuare a vedere la tivù, a causa di un segnale digitale troppo debole per garantire una qualità minima - vuoi anche perché tantissima gente è assolutamente insoddisfatta del servizio pubblico politicizzato, che tra l'altro è pure finanziato in maniera importante dalla pubblicità.
Non è comunque mia intenzione dirimere la faccenda, ossia se sia giusto o meno pagare il canone TV. Ho già espresso la mia idea sulle tasse in più occasioni con amici, parenti e colleghi di lavoro: ogni tassa patrimoniale, a mio modo di vedere, è ingiusta, così come lo è anche il canone RAI in quanto "tassa di proprietà".
Il 90% delle famiglie italiane lo paga, un buon 10% no, ma questo è un'altra storia. Io ho cercato in rete cosa succede nel resto dell'Europa.
Certo è che la natura del titolo che ho dato a questo articolo è chiaramente provocatoria. Potremmo girare la frittata, ponendo piuttosto la questione non del fatto che il canone TV sia giusto o meno pagarlo, ma "è giusto pagare più di 100 Euro per il servizio della tv pubblica italiana, vista la spartizione politica"?
Sulla rete ho trovato questo articolo di Boris Bivona, che trovate integralmente a questo URL sul sito Fisco Oggi.
Il pagamento di una tassa per la detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo, è statuito dall'articolo 1 del regio decreto n. 246 del 21 febbraio 1938 e confermato da alcune sentenze della Corte costituzionale. La ragione per cui l'Italia, al pari di molti altri paesi europei, ha adottato il sistema dell'esperienza televisiva intesa come servizio pubblico culturale e pedagogico, quindi soggetto a tassazione, deve rinvenirsi nel momento storico postbellico in cui la tivù di stato diventa il simbolo della rinascita e dell'unificazione sociale.
Il ministero dell'Economia e delle Finanze, per il tramite del dipartimento del Tesoro, partecipa per la quota del 99,56 per cento sulla RAI Radio Televisione Italiana Spa, mentre il restante 0,44 per cento è di proprietà della Siae (dati relativi al 2008-2009).
I giudici di legittimità, con riferimento alla natura giuridica del "balzello" televisivo, hanno avuto modo di fornire chiarimenti al riguardo in diverse occasioni. La sua istituzione deve rinvenirsi non tanto nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che lega il contribuente, da un lato, e l'Ente Rai, che gestisce il servizio pubblico, dall'altro, ma nel fatto che si tratta di una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio. La sua riscossione è affidata allo Sportello abbonamenti TV, gestito in concessione dalla RAI per conto del ministero dell'Economia e Finanze.
Sorprendentemente, la tassa pagata in Italia risulta essere, in confronto tra i Paesi dell'Europa occidentale, la più bassa. Secondo i dati forniti (nel 2006) dall'Osservatorio europeo dell'audiovisivo, l'importo medio a livello comunitario proveniente dal canone televisivo dovrebbe attestarsi a 118 euro per famiglia nel 2009. Al riguardo, occorre, tuttavia, osservare la differente partecipazione al finanziamento della tv pubblica degli altri Paesi europei distinguendo la parte fiscale (il canone) e quella commerciale (pubblicità).
In Gran Bretagna, la BBC, che propone 8 canali tv interattivi, 10 network radiofonici, più di 50 emittenti TV e radio locali, viene finanziata ogni anno esclusivamente attraverso il canone pari a 176 euro. Particolarmente severe risultano, poi, le sanzioni per chi viene scoperto moroso o evasore della tassa sulla Beeb (come viene soprannominata dai Britannici la BBC) che arrivano anche alla custodia cautelare.
In Germania, i tedeschi sborsano ogni anno una tassa, pari a 206,36 euro per due canali pubblici (ARD e ZDF) che possono, tuttavia, trasmettere anche spot pubblicitari ma soltanto in una specifica fascia oraria dei giorni lavorativi, e cioè tra le ore 17 e le 20.
In Francia la tassa ammonta a 116 euro, ma la riforma del sistema radiotelevisivo prevede dal 2009 lo stop agli spot - ammessi solo durante gli intervalli naturali dei programmi - e la tassazione dei guadagni pubblicitari delle emittenti private e delle entrate degli operatori di telecomunicazione.
Islanda (RUV), Svizzera (SSR SRG), Austria (ORF), Norvegia (NRK) e Danimarca (DR e TV2) si contendono la leadership dei Paesi europei in cui il canone tocca le quote più elevate, superando i 250 euro annui.
In Islanda il canone ammonta a 346,59 euro e la tv viene finanziata pure dalla pubblicità; in Svizzera 292 euro con spot; in Austria tra i 223,32 e 284,52 euro, oltre alla pubblicità che varia a seconda della regione, in Norvegia 270 euro senza spot; in Danimarca, infine, costa 215,40 senza spot. Sono, altresì, senza spot le tv di Stato della Svezia (SVT) e della Finlandia (YLE) la cui tassa è rispettivamente pari a 210 euro e 208,15 euro l'anno.
In Belgio il canone ammonta a 149,67 euro dove è permessa la pubblicità (la Tv federalista fiamminga, RTBF, VRT e BRF, preleva l'importo direttamente dalla dichiarazione dei redditi). In Irlanda alla pubblicità si affianca il canone di 160 euro.
In Romania (TVR) esiste una tassa sulla radiotelevisione da 12 euro a 150 euro, che varia in base al reddito, alla quale si aggiunge il finanziamento pubblicitario. A 132 euro sta pure la tv di Stato della Slovacchia che si finanzia anche con gli spot commerciali.
Ora ricordiamo anche che ci sono alcuni stati in cui la tivù pubblica non è così esosa ed il cui canone è inferiore ai 100 Euro, vuoi perché il reddito procapite medio è decisamente più basso, ma anche perché la produzione della tv di stato non è così ricca e variegata, come negli stati più grandi. Il 58% delle entrate della Tv pubblica Rtsh dell'Albania viene ricavato dalle tasse, il rimanente 42 per cento da pubblicità e abbonamento pari a 6,30 euro. In Bosnia il canone è pari a 36 euro (al quale si aggiunge la pubblicità). In Croazia la tassa (mediamente 100 euro) equivale all'1.5 % della retribuzione annuale, ma è prevista pure la pubblicità. A Cipro il canone si riscuote con la bolletta elettrica (in più c'è la pubblicità). Nella Repubblica Ceca alla pubblicità si aggiunge il canone di 56,90 euro.
La tv pubblica della Grecia (EPT) si finanzia, invece, attraverso la bolletta elettrica (il canone è pari a 51,60 euro ed è permessa la pubblicità). In Macedonia la tassa ammonta a 57 euro e si paga con la bolletta della luce (la tv trasmette anche la pubblicità). A Malta circa il 66 per cento dei ricavi proviene dal canone (pari a 34,40 euro), il 33% dalla pubblicità.
In Montenegro ogni mese il canone costa 3,5 euro, ma la tv si finanzia anche con la pubblicità così come in Polonia dove il canone costa 53 euro.
Infine le "isole felici": In Europa ci sono i paradisi fiscali televisivi. Alcune nazioni, infatti, non prevedono o hanno totalmente abolito la tassazione sulle tv. Ad esempio nei Paesi Bassi (Netherland 1, 2, 3), Portogallo, Ungheria e Spagna (dove, con alcuni tetti, è consentita la pubblicità). In quest'ultima nazione, a ben vedere, vige un sistema "misto" di finanziamento per la tv pubblica (TVE). Il 50 per cento poggia su sovvenzioni statali, il 40 per cento sugli introiti pubblicitari e il 10 per cento dalla vendita dei programmi tv. La pubblicità diminuirà entro il 2010 per passare a 9 minuti all'ora. Ciò che rende il panorama spagnolo molto differente rispetto agli altri Paesi Ue è la notevole libertà concessa alle comunità autonome (come quella della Catalogna e della Navarra) nel settore dell'audiovisivo: insomma un federalismo fiscale televisivo.
Di Marco Tenuti (del 07/06/2010 @ 08:42:20 in MTB, linkato 6602 volte)
Io lo SRAM RED già ce l'ho sulla Addict, ma non è come quello che usa Fabian. Quasi quasi inoltro reclamo alla SRAM e mi aspetto che mi mandino al più presto la modifica! Anch'io voglio lo stesso gruppo che ha usato lui!
Di Marco Tenuti (del 04/09/2013 @ 08:41:57 in MTB, linkato 999 volte)
Dopo le ultime due "comparse" ad inizio estate, cioè nientepopòdimeno che la Black Forest in Germania in compagnia dei "ragazzi" del Team Syntec e la Dolomiti Superbike in Alta Val Pusteria col Trio Piocio ed annessi, è ora di tornare a correre in provincia di Verona.
Dire "provincia di Verona" è quantomeno riduttivo. Sarebbe il caso di dire che si torna a pedalare a casa, in Lessinia! Si, perché quest'anno, dopo aver gettato la spugna sul Prestigio 2013, ma soprattutto a causa del grosso impegno familiare che mi vede avvinghiato con tutte le forze per un bel po' di tempo, ho davvero corso "poco", anche se il pensiero alle gare è sempre fisso.
Non c'è storia: quando si sta lontani dai campi di gara e si vede o si legge di altri impegnati a correre in mountain bike, lo stimolo non è così forte; ma quando si mette il pettorale sulla bici, è tutta un'altra cosa, anche se magari le prestazioni sono quelle che sono.
Dopo aver corso nella Prealpi Veronesi la Granfondo Tre Valli a fine marzo sotto il nubifragio, ho così perfezionato stasera la mia iscrizione alla Lessinia Legend 2013 con l'invio del fax e della distinta del bonifico bancario: prenderò il via nella gara Classic, dopo essermi arrovellato non poco sulla mia partecipazione alla gara a tappe, denominata Lessinia Legend XCS Enduro.
Purtroppo la gara a tappe è "saltata" a causa di un numero di iscritti davvero esiguo, cosa che ha lasciato delusi tutti e più che mai gli organizzatori che ci hanno creduto molto fino a qualche giorno fa in questa idea.
In realtà la gara a tappe è ancora valida: passa da tre a due tappe, solo che la gara Enduro diventa logicamente un po' più preponderante rispetto a prima, non essendoci più la tappa iniziale del venerdì, basata essenzialmente sulle cronoscalate di Olivè, Cancelli e le Gosse.
In più si aggiunge la difficoltà tecnica di dotarsi di equipaggiamento obbligatorio alla partecipazione alla gara Enduro, cosa che mi ha fatto un po' desistere. Ad onor del vero, causa scarsa disponibilità di tempo, non sono nemmeno andato a provare e vedere come sono queste discese del percorso Enduro, per cui vale la pena non rischiare ed accontentarsi della gara Classic, che rimane, senza dubbio, il clou della manifestazione.
Di Marco Tenuti (del 02/09/2010 @ 08:41:50 in MTB, linkato 1587 volte)
Per me oggi prima grande uscita con Paolo e Rossano, due biker locali che
hanno accolto volentieri il mio invito a farmi accompagnare in giro
per i loro posti.
Se Paolo non è proprio di Villasimius, ma ci passa moltissimi giorni
dell'anno, nel caso di Rossano abbiamo a che fare con un "carbonaro" DOC.
Non nascondono da subito il loro desiderio di farmi assaggiare subito
un po' di entroterra cagliaritano ed io non mi faccio per nulla
intimorire da quello che può arrivare.
Dopo i saluti iniziali alle Fontanelle di Villasimius, punto di
ritrovo per la combriccola ristretta della cittadina, subito un po' di
giri pianeggianti per confondere le idee e soprattutto per parlare di
gare, clima e bici.
Sulla prima salita si comincia già a vedere il battito salire, nella
stessa maniera con cui sale l'altitudine e la suggestione del paesaggio.
In questo periodo del'anno la Sardegna è praticamente arsa, solo
pietre, arbusti e siepi capaci di resistere ad un decennio di siccità,
ma le tracce delle mulattiere e delle strade sterrate che portano in
alto son ben definite, nonostante la quantità di pietre, più o meno
appuntite e smosse che si trovano sul fondo.
Quando si vede Villasimius giù nella vallata e poco dietro il Mar
Tirreno, lo spettacolo è a dir poco fantastico. Non esito a fermarmi e
a scattare foto col telefono sia al panorama che ai miei due compagni
di avventura.
Il ritmo in salita è appropriato per le mie capacità e la mia Scale
mi consente di svincolarmi agevolmente su tutte le rampette
affrontate, mentre sia la Gary Fisher di Paolo che la Trek di Rossano
pesano qualcosina di più, ma son perfette per le loro discese, dove un
po' più d'inerzia di rotolamento non guasta proprio lungo le pietraie
fatte anche ai 50 km/h.
Seguo fedelmente le traiettorie di Rossano, visto che comunque il Nobby
Nic sull'anteriore a 1,7 atm è una garanzia in termini di sicurezza e
stabilità.
Nei pezzi interlocutori Paolo e Rossano mi raccontano di prezzi, di
turisti, di scarso interesse per la MTB, nonostante un paesaggio
praticamente su misura per la mountain bike.
Anche il tempo di superare qualche linea frangifuoco, per me novità
assoluta, dove il terreno è battuto e si fa ondeggiare di gusto la
forcella.
E come fare ad aprire un fico d'india? Anche questo segreto mi viene
dischiuso prima di arrivare sopra a Castiadas.
Spettacolare discesa finale verso l'Oleandro e Punta Molentis, non
dopo aver fatto un tratto di puro XC, intervallato sempre da qualche
discesa molto pietrosa.
Confesso che la paura più grande che avevo durante il giro, era quella
di forare, invece le pietre appuntite ed i graniti della zona mi hanno
risparmiato per questo primo giro con loro.
Invece la parte finale è caratterizzato da un'ulteriore possibilità
di scattare amene foto ad una natura selvaggia, dove l'uomo si è
limitato a disegnare qua e là qualche carrareccia, si e no per qualche
jeep di servizio e per la mountain bike!
Tutto il territorio che abbiamo attraversato è proprietà demaniale,
sotto il controllo delle guardie forestali; si trovano spesso cancelli
chiusi a chiave, ma lo scavalcamento non rappresenta mai un problema e
il loro superamento offre la possibilità di altri chilometri e
chilometri di sterrati incontaminati sia dalle moto che le auto.
Altra cosa spettacolare è clima: sono le sei del pomeriggio, c'è una
brezzolina di cui non conosco la direzione o il nome, ma l'umidità è
bassissima rispetto a quella a cui son abituato ed in discesa a 24
gradi c'è un fresco piacevolissimo.
Completiamo il giro visitando il porto turistico di Villasimius, dove
è parcheggiato uno yacht da 35 metri tutto nero e misterioso, nuovo di
trinca, di chissà quale magnate paneuropeo. Vedremo se nei prossimi
giorni verrá rivelato l'arcano.
Alla fine del giro metto via 46 km in poco meno di due ore e mezza e
pochissimo asfalto: si, perché qui l'asfalto per fortuna bisogna
andarselo a cercare...
La traccia GPS ve la metto a disposizione qui, così ve la potete
gustare ed io la posso ripercorrere anche in senso opposto nei
prossimi giorni.
Che sia finito per sbaglio nel paradiso della mountain bike e non c'è
neanche una mountain bike?
Di Marco Tenuti (del 19/09/2012 @ 08:40:58 in MTB, linkato 1924 volte)
Era un'idea di mezza estate che mi era venuta in mente giusto il giorno dopo l'Alta Valtellina, cioè dopo aver portato a termine il Prestigio MTB 2012. Mi ero detto: "Perché non provare a portare a casa The Masters of Lessinia, cioè il garone su strada tanto apprezzato e temuto dai ciclisti veronesi"?
Così è nato lo stimolo ancora più di un mese fa: fare una gara su strada, l'Avesani, dopo tante gare in mountain bike in giro per l'Italia.
La Avesani non è certo una novità sia per me, ma anche per tanti miei lettori ed amici. L'avevo già corsa ancora nel 2009 in compagnia del Radu e del Pasetto in versione verde, cioè quella da 150 chilometri ed era stata già una bella esperienza in gruppo.
Solo che l'Avesani non è "quella", nè tantomeno il percorso giallo con la sola salita della Peri-Fosse. La vera Avesani, a mio modo di vedere, è quella che comprende tutto l'arco montano della provincia di Verona, dal Monte Baldo fino a San Giorgio, è quella rossa, quella da 180 chilometri. E mi ritornano ancora in mente le gesta del Papataso nel 2008, quando la portò a casa e noi, io, il Radu ed il Giando, eravamo là a tifare e a sostenerlo.
Così l'iscrizione 2012 è scattata col sovrapprezzo dell'ultim'ora, ma praticamente certi delle condizioni meteo favorevoli, cioè giusto venerdì, due giorni prima della gara, perché si sa che storicamente l'Avesani è spesso flagellata dal brutto tempo ed andare sul Baldo con la neve non lo auguro a nessuno, nè tantomeno a me stesso.
Poi succede che al via siamo schierati sul percorso rosso (180 km) in ben cinque atleti con la divisa del QUINDICESIMOTurnover ed uno solo se ne va al bivio di Zuane, com'è logico che sia, mentre in quattro rimaniamo compatti ben oltre Ferrara di Monte Baldo.
Il primo a "saltare" è Mauro Roncari che paga un po' dazio per un ritmo leggermente alto per il suo modesto allenamento nell'ultimo mese, così decide di salire col suo proprio passo e sapremo di lui solo dopo l'arrivo.
Da Novezza in poi siamo in tre a darci man forte, cioè oltre allo scrivente, un sorprendente Alessandro Lenti - che sulla carta davamo decisamente più "lento" - ed un intrepido Franceschino Signorini, più che mai insano a buttarsi a capofitto in un'impresa del genere, dopo quasi un mese senza "guardare" la bici da strada. Ah, tutto questo sotto l'ala protettrice del nostro sherpa della Lessinia, al secolo Paolo Orlandi, che non si tira indietro di un metro quando c'è da pedalare in compagnia, magari mettendosi al servizio ed a fianco di chi ha un pettorale sulla schiena ed un numero sul manubrio, neanche fosse una motostaffetta.
Così tra una ciacola e l'altra ci ritroviamo in cima al GPM del Monte Baldo senza accorgercene e dopo il rilevamento cronometrico, si fa il pieno al ristoro in quota, pronti per tuffarsi nell'Adige dopo Pra' Alpesina.
Paolo si mette davanti a fare traiettorie, dietro lo seguiamo per quanto possibile, solo che sul più bello, Alessandro fora. Ci fermiamo, chiediamo allo sfortunato il da farsi e la risposta è dimessa: "E' meglio che voi andiate". Presto detto e giù di nuovo a pennellare traiettorie fino giù ad Avio, sperando che non vengano su macchine...
In fondo alla lunghissima discesa da bravo "capitano" di sventura riprendo il comando delle operazioni: metto davanti l'Orlando e dietro ci accodiamo io e Franceschino, oltre a qualche altro ciucciaruote, compreso il drago americano Clifford Clermont in sella ad una Trek 29er, il tempo di alimentarsi un po', poi chiamo una dignitosa velocità di crociera e prenoto la prossima fermata a Brentino Belluno, giusto sotto la Peri-Fosse.
Qui il Franceschino mi scatta come un felino al tappeto di Peri, mentre io piglio una crostatina al ristoro e regolo un ritmo congruo per scalare l'integerrima salita in un 48' netti. Solo che Franceschino entra in crisi mistica già prima del primo tornante ed a poco serve lo sprono del fratello e della morosa. Quando poi rientra con grandissima sorpresa anche Alessandro, Franceschino accusa ancora più la debacle e da lì in poi per lui è notte fonda.
Lungo la salita succede un po' di tutto: chiacchere del più e del meno col Pasetto, col Flavio Brunelli, l'Orlando che continua a fare spola tra me ed Alessandro e nelle retrovie Franceschino, il superamento la moto del brother Signorini e la Federica, la sverniciata del Radu che si presenta al quarto tornante come un missile sparato per salire in 35' e poi una tirata di remi in barca in prossimità del 10° tornante, chiudendo in un poco onorevole 52'50", nonostante le buone intenzioni iniziali, naufragate per la necessità di passare al piano "Save the Guy".
Al ristoro di Fosse la Federica annuncia che Franceschino è indietro si e no di 2-3 minuti, per cui non ci rimane che ricaricare le borracce, andare di croissant e crostatine, rimettere lo smanicato, pronti a trainare il nostro giovine intrepido verso Passo Provalo ed il resto della Lessinia.
Niente da fare, Franceschino non arriva più: prendiamo una decisione in cinque e, sconfortati, pugnaliamo "a distanza" Franceschino, come si fa con un cavallo zoppo stramazzato a terra. Io ed Alessandro molliamo i freni e ci pieghiamo bassi quanto più possibile, convinti che si può arrivare in cima a Ronconi e Passo Provalo sfruttando la velocità accumulata alle Barozze.
Da Passo Provalo in poi cominciamo a menare come fabbri, più che mai convinti che le parole del Bosca siano oro colato - "L'Avesani rossa comincia solo alle Fosse" - e ci mettiamo a recuperare tutte quelle posizioni perse nella nostra lunga sosta al ristoro all'Ombra delle Fosse. La salita verso Erbezzo è praticamente spianata: io ed Alessandro treniamo e ci scambiamo a ritmi più o meno regolari, mentre chi è superato non rinviene alla nostra ruota.
E' la volta di scendere nel Vaio dei Folignani e poi su di nuovo verso le Scandole. Sul più bello che le gambe ci ricordano di non fare troppo i ganassa per le posizioni già recuperate, eccoti un'altra spiacevole sorpresa: Alessandro fora l'anteriore, dopo aver forato la posteriore nella discesa di due ore prima. Non rimane che fermarsi e riparare e tutto il nostro buon lavoro di risalire una buona decina di posizioni se ne va a quel paese in un attimo.
Dopo qualche attimo di titubanza sul gonfiaggio e sulla pressione insufficiente, riprendiamo la nostra corsa verso Boscochiesanuova e subito svolta in direzione Maregge e Passo Branchetto. Qui ho un personale momento di scoramento, così invito Lenti a fermarsi, così ne approfitto per far una pissada e un bel ciucciotto Kyboom al gusto miele, una delle ultime cartucce che tenevo in tasca per le battute finali.
Solo che da lontano sentiamo un pazzo sbraitare ad alta voce: è Franceschino resuscitato il terzo giorno dai morti. Torna in gara con una determinazione talmente forte che a momenti non riusciamo a crederci, tanto che ci pentiamo subito delle pugnalate infertegli ancora a Fosse e, dopo la concitazione iniziale, decidiamo che da lì in poi non rimane altro che conquistare Verona compatti e serrati. I ristori di Grietz e Passo Branchetto sono pertanto una manna dal cielo per riempire nuovamente i nostri serbatoi e riprendiamo il nostro avvicinamento a Verona apprezzando sempre più i cartelli del chilometraggio via via decrescente.
Dopo aver sofferto qualcosina sulle ultime pendenze verso quota 1600 metri, sono sempre io a mettermi davanti e comincio a pennellare il pennellabile da San Giorgio al Parparo, da Velo Veronese a Roverè Veronese. Poi invito i miei soci a tornare a far girare le gambe per la temutissima "inciodada de gambe" dal Ponte della Pissarota fin su a Cerro Veronese. Niente di tutto questo per fortuna, si prende al volo un bicchiere di sali a Cerro e anche una bananetta dovrebbe essere sufficiente fino all'arrivo.
A partire da Cerro Veronese, già da più di un paio di ore orfano dello sherpa Orlando, che roteava nei gorghi del dio Bacco e le gozzoviglie della Lara in quel di Crosa di Schioppo, insisto nel riprendere il comando delle operazioni e a fare velocità su tutti i possibili rettifili e pianori fino a Verona - cercando di contenere il tempo finale per quanto possibile - col buon Alessandro che contribuiva spesso e volentieri alla causa, sempre più stimolato dai cartelli con scritto "20", "10", "5", mentre al seguito un provato Franceschino già gongolava alla sola idea di raccontare l'impresa a chi non avrebbe scommesso un centesimo su di sè.
Finiamo così la nostra esperienza della Gran Fondo Avesani 2012, percorso rosso, col tempo di 7h24'52", nonostante le disavventure occorse dalle 8 del mattino. Un giro del genere ti ubriaca di gioia e di adrenalina che avremmo potuto stare in sella ancora un altro paio di ore, ma quando guardo alle nostre montagne scalate e spianate, posso e possiamo, anzi dobbiamo ritenerci più che mai appagati e sazi.
La gara è stata caratterizzata da buone condizioni meteo, ma una generale assenza dei più forti biker veronesi, attratti in giro per le province limitrofe da altre gare ciclistiche.
Di Marco Tenuti (del 28/07/2014 @ 08:38:21 in MTB, linkato 1024 volte)
Conosco Tony da almeno quindici anni, ma la sua passione per il ciclismo nell'affrontare missioni impossibili è cosa relativamente recente.
Ricordo che nel 2008 cominciava anche lui col alcune gare del Prestigio MTB, tra cui la Dolomiti Superbike, in sella alla sua Cannondale Scalpel.
Poi la sua è stata un escalation. Prima con un viaggio in MTB sull'Himalaya, poi nel deserto del'Atacama fino ad arrivare a quest'anno, col tentativo al Tour Divide.
Per chi non conoscesse il Tour Divide, è una corsa estrema in autosufficienza in mountain bike lungo la dorsale delle Rocky Mountains da Banff (nello stato dell'Alberta in Canada) attraverso la British Columbia e quindi USA (Montana, Idaho, Wyoming, Colorado e New Mexico) fino al confine con il Messico con una lunghezza di 4.400 km e con 44.000 metri di dislivello positivo.
Quest'anno la cosa si è tradotta un ritiro, ma vi lascio alle sue parole.
Con me dall'Italia c'era Daniele Modolo, ironman che ha fatto tutto l'estremo che esiste al mondo, a piedi e in bici!
Il patto proposto da lui era: si parte assieme e si ritorna assieme. E' successo che già il secondo giorno ha cominciato ad avere problemi al tendine di Achille, poi al quadricipite dell'altra gamba, poi non potendo alzarsi dalla bici per il dolore ha cominciato ad avere problemi al sottosella.
Alla fine ci siamo fermati per cambiare il cuscinetto del movimento centrale della sua bici e si è accorto che era rotto il telaio! La decisione, sofferta ovviamente dopo aver pedalato per 8 giorni il tratto più difficile di circa 1.100 km, è stato il nostro ritiro.
Peccato perché stavo bene e avrei continuato... ma non da solo però! Il percorso è veramente estremo, senza vita alcuna a parte quella animale e se ti succede qualcosa sono "mazzi"!
I problemi che ha avuto, secondo me, sono stati causati da tutta l'acqua e il freddo e la neve che abbiamo incontrato: un vero martirio! Guardati i filmati...
Premetto subito che non è uno scontro tra titani o l'ennesima diatriba su quale sia il migliore tra i due, perché un'analisi imparziale o meglio un'analisi super partes è quasi impossibile da trovare.
Meglio allora fare quello che ha fatto l'americano MacWorld, rivista statiunitense per eccellenza per il Mac, ovviamente trattasi di rivista chiaramente schierata, ma che ha cercato di mettere a confronto alcune delle novità introdotte negli ultimi aggiornamenti dei due rivali storici dei sistemi operativi, ossia Snow Leopard (10.6) e Windows 7.
Che il Mac sia sempre stato quello a dare il "la" da sopra, è risaputo da tutti, ma tante cose su cui Windows ha cercato di differenziarsi ed autodeterminarsi, spesso sono diventate uno standard de facto, che in qualche modo è stato travasato anche dentro il Mac.
Vi lascio pertanto alla recensione in inglese fatta da MacWorld, Snow Leopard versus Windows 7, firmata da Nick Mediati di PC World.
Di Marco Tenuti (del 06/08/2009 @ 08:35:06 in MTB, linkato 1351 volte)
Il terzo percorso si svolge quasi interamente in fuoristrada nel cuore della Lessinia, molto bello con qualche ripida salita. Per il neofita è un po' impegnativo. Dall'incrocio centrale di Bosco Chiesanuova si prende la stradina a nord che scende in fianco alla strada per Erbezzo verso le contrade Scioster, Ongher e Coletta, con la possibilità di vedere baiti per la lavorazione del latte del diciottesimo secolo. Si prosegue verso Biancari, con una bella stalla con archi di pietra, per poi tenere lo sterrato verso ovest toccando le contrade Tander (pozzo con forcella per l'estrazione dell'acqua) e Der.
Si scende nel bosco e si continua fino a superare contrada Masi per tenere a sinistra salendo alla contrada Masselli sulla provinciale. Si prosegue a sinistra e al bivio a destra per Scandole. Sulla curva a gomito prima della contrada si prende a destra e si sale a sinistra nel bosco per tenere poi la destra verso est fino a contrada Zamberlini (fonte coperta e cappelletta) e la successiva antica e bella contrada Tinazzo con fonte, portali e abitazioni tutte del sedicesimo secolo.
Si torna al bivio e si sale su sterrato verso est superando il bivio (1328 m slm) verso sud fino all'incrocio, per scendere a destra verso le contrade Sauro, Scala e Croce. Nuovamente sulla provinciale, si prende a sinistra e in poco tempo si torna a Bosco Chiesanuova, dove vale la pena visitare l'interessante Museo Etnografico e assaggiare i famosi krapfen delle pasticcerie locali.
Di Marco Tenuti (del 03/08/2009 @ 08:31:15 in MTB, linkato 1115 volte)
Per come si era la settimana scorsa, devo dire che l'arrivo della domenica è stato qualcosa a dir poco sorprendente.
Dopo tutte le ansie e le preoccupazioni subite nel corso della settimana, venerdì sera l'ecografia spianava il campo da ogni dubbio. Il mio muscoletto soleo non aveva traumi di alcun tipo e probabilmente il formicolio crescente della settimana è dovuto all'aumento del tono muscolare e della relativa pressioni sul nervo.
E' così che alla Vecia Ferovia sono andato ottimisticamente, dopo che avevo ormai rinunciato all'idea di correrla verso giovedì e venerdì.
Ovviamente unico obiettivo di giornata quello di vincere la sfida lanciata dal Maga, non certo quello di abbassare il mio record personale migliorato nel 2008.
La cronaca di giornata arriverà più tardi, ma grazie all'esca del Radu e del Fabio Ridolfi e soprattutto alla ruota della Paola Pezzo, ieri ho abbassato quasi 3 minuti il tempo dell'anno scorso!
Resomi subito conto che il Maga non sarebbe stato assolutamente un problema, dopo che lo abbiamo sfilato nello stesso punto del 2008, ho badato solo a vedere i numeri che il mio ciclocomputer mostrava spesso nella zona cardio: diciamo che la frequenza è stata molto spesso oltre 180, no digo altro... quando se dise A TUTTA!
Durante la salita avevo la sensazione che il ritmo era superiore sia al 2007 che al 2008, ma quando all'intertempo ho visto sul cronometro ufficiale il tempo di 1h24', ho detto che oggi la va grassa ed ho preso ulteriore vigore per la parte finale della gara!
Nella discesa verso Molina di Fiemme inoltre la soddisfazione di superare un bel po' di biker: la mossa più spettacolare sicuramente quella di superarne ben 3 in un colpo solo con un "taglia" da rallista in un tornante destro, dove li ho lasciati tutti sul posto e li ho salutati all'arrivo!
Di Marco Tenuti (del 29/04/2009 @ 08:25:37 in MTB, linkato 2562 volte)
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E' una novità di ieri sera il video montato dal Pezzo e ripreso tutto dal mio "compagno di merende" Radu. Trovate tutti i big della competizione, ma anche i nostri amici più affezionati, primo tra tutti il Miglio in grande spolvero, dopo la vittoria del giorno prima a Pozzomoretto, dove chiaramente la concorrenza era ben altra; per lui comunque una prestazione superba al cospetto dei professionisti italiani della MTB.
Degni di nota anche tutto il team Tagliaro, cioè Simone, Fabio e Luca, ma anche l'Anonimo Turnover, per l'occasione portacolori della squadra
Vi rimandiamo al sito ufficiale della manifestazione per classifiche e notizie ufficiali.
Se invece non vi siete ancora visti immortalati in foto, guardate bene nelle mie gallery:
Di Marco Tenuti (del 18/05/2009 @ 08:23:49 in MTB, linkato 1693 volte)
Editoriale del lunedì tutto dedicato al "compagno di merende", più che mai compagno ideale delle uscite durante questa fase riabilitativa dei danni provocati dai rispettivi stiramenti muscolari.
Succede che entrambi vorremmo fare un percorso lunghetto, senza però farlo a medie elevate, onde evitare di stressare troppo sia i nostri muscoli defessi, che tutto l'apparato scheletrico-muscolare. C'è sempre da tener conto che io posso scegliere se prender su la MTB o la BDC, mentre il figlio di Aldo, ancora per poco, non ha possibilità di scelta e affronta i 100 e passa km previsti con le ruote grasse, gonfiate però per l'occasione a 3,5 atm.
E' così che ci troviamo più o meno tra Montorio e Ponte Florio, pronti per il nostro "giretto" sul lago. Era da metà gennaio che io non arrivavo alle coste benacensi in sella alla bici, ma ieri mi son sentito Cicerone, nell'accompagnare il Radu, che sfoggia la bella divisa Tagliaro 2009, e nel dirgli le impossibili velocità di percorrenza di parecchi tratti, quando mi trovo nel gruppo Turnover.
Dopo aver attraversato la città di Verona e aver superato sul Lungadige Attiraglio alcuni compaesani di Alcenago, ci ritroviamo lungo il più classico dei percorsi per ciclisti che conducono al lago, cioè dalla diga del Chievo arriviamo a Bussolengo lungo la pista ciclabile, mentre da Bussolengo fino a Lazise non ci facciamo mancare affatto la salitella del Flover, dove proviamo l'ebbrezza dei 186 battiti, nonostante 4-5 km/h in meno delle velocità ascensionali tipiche da Turnover.
Buona insomma la risposta dei nostri apparati cardiovascolari che salgono su di giri come un motore di Formula 1, anche se al momento il recupero non è ancora ottimale, oltre ovviamente alla potenza, che dovrebbe far si che tra un mese dovremmo leggere sui rispettivi cardiofrequenzimetri circa 15-20 battiti in meno a parità di carico.
In riva al lago la sosta prevista è al Bar Gelateria Miralago a Bardolino, classico punto di ristoro per le mie uscite coi GC Grezzana, dove inzuppiamo la brioche alla crema nel cappuccino.
Dopo aver apprezzato anche qualche bella pischella teutonica in riva, è sempre il sottoscritto che fa il percorso di ritorno verso la città scaligera e così il Radu viene battezzato sulla salita del Pigno, dove soffre un po' la zavorra che ha dietro, ma l'invito è reciproco a non tirare troppo, nonostante le carte dicano che siamo fisiologicamente guariti.
Da Albarè di Costermano, solito tragitto per Coletto e Porton, San Pieretto, Sega di Cavaion, Ponton. A seguire Santa Lucia, Arcé, Pescantina, Settimo, Mirandola e Parona. Piccola nota di orgoglio per il Radu, quando nel tratto pianeggiante tra San Pieretto e Sega di Cavaion, veniamo superati da un paio di ciclisti in sella alle loro MTB, che indossano con scarpe da ginnastica. L'omone della Pieve non ci vede più e sentenzia che simili umiliazioni non possono essere perpetrate a dei professionisti ed è così che arriviamo in scioltezza al canale ai 45 km/h e ci buttiamo già verso Sega ai 60 km/h, ripristinando le gerarchie sociali tra i ciclisti della domenica e quelli agonisti.
Affrontiamo nuovamente il Lungadige Attiraglio, dove viene assimilata una barretta alle nocciole dentro l'enorme stomaco di Big Mark, e decidiamo di attraversare il centro storico di Verona, proprio a Castelvecchio, praticamente in passerella come i big ad una crono, anche se la verità è quella di farsi sempre l'occhio, col chiaro tentativo di stimolare un po' di testosterone per gli ultimi quindici chilometri che ci separano dalla doccia.
Ci congediamo a Porta Vescovo e poi via in solitaria ognuno verso casa sua. Questi probabilmente i chilometri più difficoltosi, soprattutto per il Radu che soffre le classiche raffiche di vento contro tra Borgo Venezia e Colognola ai Colli, di cui il Pappataso parla spesso nelle sue ciclocronache.
Alla fine della tappa son 98 km per il sottoscritto e 104 per il "compagno di merende". Non vi stiamo a dire le medie chilometriche: saranno argomento di discussione tra pressapoco un mese, in vista della preparazione per la Dolomiti Superbike. Intanto accontentiamoci alla grande di aver concluso questo bel percorso ciclabile, senza alcun patema muscolare. A distanza di ventiquattr'ore le gambe non son neanche tanto strache, quindi "Avanti tutta", siamo pronti per distruggercele nuovamente!
Di Marco Tenuti (del 12/11/2007 @ 08:20:00 in MTB, linkato 1800 volte)
Sabato mattina sono finalmente riuscito a fare l'uscita in MTB con una squadra, il Bike Evolution Team capeggiato simbolicamente dai fratelli Pezzo. Fino ad ora non ero mai riuscito a partecipare ad un'uscita di gruppo, che non fosse specificamente in preparazione ad un evento o una gara.
Ho potuto constatare che si può stare in compagnia e divertirsi, ma contemporaneamente pedalare a ritmi sostenuti, in modo tale da mantenere un buon stato di forma grazie ad un giro di gran fondo come quello fatto sabato.
Una cosa sicuramente più importante è che quando di esce in compagnia in MTB si impara sempre qualche nuovo sentiero. Se si esce invece da soli in MTB, si rischia di percorrere sempre i soliti sentieri o strade conosciute, perché si vuole in qualche modo evitare di finire in proprietà private o di trovarsi aggrovigliati dentro i rovi di chissà quale bosco, presi da smodato spirito di avventura.
Il giro che abbiamo fatto sabato mattina è stato: Esselunga di Borgo Venezia-Torricelle-Gaspari-Case Vecchie-Casotti-Salvalaio-Vigo-Stallavena-Campagne di Lugo-Praole-Rosaro-Santa Viola-Lotrago. In cima alla salita del Piccolo Stelvio poi ci siamo divisi ed ognuno è andato per la sua via verso casa.
Un tratto che era a me assolutamente sconosciuto, nonostante sia relativamente vicino a casa mia, è la strada asfaltata e poi sterrata che conduce dalle Campagne di Lugo a Praole, in pezzo relativamente corto con pendenze non insuperabili, da farsi in totale solitudine, visto che la strada è per niente trafficata.
Maggiori info e le fotografie le trovate sul blog del Pezzo, che ha battezzato l'escursione come la Gran Fondo dei Capitelli.
Di Marco Tenuti (del 27/12/2011 @ 08:14:13 in MTB, linkato 3665 volte)
Anche quest'anno viene archiviato Valpantena Overland, arrivato alla sua terza edizione. Rispetto agli anni precedenti le temperature non sono così rigide e proibitive, ma riusciamo a goderci sia il paesaggio ed il panorama sulla dorsale tra la Valpantena e la Valpolicella, tra una sfuriata e l'altra dei partecipanti.
All'appuntamento delle 9 nel piazzale di Marzana, io non ho fatto la conta, ma saremmo stati circa 25 al mio arrivo, scortato dall'Orlando, che anche per la giornata rispolvera la sua Viner Evolution del lontano 1999 corredata di forcella AMP ed un aggiornamento tecnologico con freni IS2000.
Allo sparo al piazzale, ci dirigiamo subito verso la salita dei Cavalli, solo che lungo la salita ci sfilacciamo per aspettare i ritardatari, veramente troppo in ritardo. Il gruppo preferisce per continuare a ritmo più o meno forte e dopo aver superato i Sassoni e Case Vecchie, ormai all'altezza di Casotti, ci ricompattiamo completamente. La discesa verso Salvalaio è scorrevolissima, solo che i dossi e le cunette in traiettoria rischiano di disarcionare qualcuno, ma tutto fila liscio, pronti a scalare il tratto da Salvalaio verso Monte Comun.
A Monte Comun altra pacca ai pedali, col gruppo che si sfilaccia in cima al Monte: abbiamo perso gli Aspetime Bike intenti ad assistere uno di loro alle prese con una foratura. Per noi, testa della corsa, la pausa in cima al Monte consiste nello scatto di alcune foto con la Valpolicella, il Lago di Garda ed il Monte Baldo sullo sfondo.
Da lì in poi il tracciato prevede di scendere a salire, di risalire verso Fiamene. Sulla carta l'intenzione era quella di scendere a Sengie, ma lo zio Paolo propone la variante tecnica della discesa "Cloud Gravity", dove ci perdiamo. C'è chi scende a destra, c'è chi scende a sinistra, in ogni caso ci ricompattiamo tutti nella punto di sella più basso, cioè ad un centinaio di metri dalla cava del Boarol.
Purtroppo è propio il nostro mentore a farne le spese: la Viner cede alle vigorose sollecitazioni imposte e ad una posizione sella veramente affaticante per l'anteriore della bici. L'abbassamento da 15 cm, nonché le sollecitazioni della discesa lungo il Nuvola portano al cedimento struttuale del manubrio. Per lui non rimane altro che infilare un bastone nel manubrio e prendere mestamente la via di casa.
Il gruppo perde così la sua guida, ma non perde la giusta rotta, che è sempre più vicina. Dai piedi del nuvola fino alla cascata della Spionca le tante ruotone scorrono veloci, mentre la risalita verso Giare la facciamo usando la variante del maneggio. Qualche difficoltà per gli ultimi del gruppo, come Marco Foroni, nel risalire, ma Ponte di Veja è a un paio di chilometri.
La foto di rito attorno al carroarmato è obbligatoria in Valpantena Overland. Altrettanto lo è la pausa presso la trattoria, anche se il grosso del gruppo si defila in tutte le direzioni.
Il gruppone Bcicli passa sul versante della Valpolicella, gli Aspetime sfilano lungo il Ponte, mentre siamo solo in sei ad entrare in trattoria, dove però ci limitiamo a bere chi una Cocacola, chi un bicchiere di buon vinello.
La discesa verso la provinciale di Lugo-Fosse la facciamo passando sopra il Ponte e scendendo verso la più o meno scorrevole discesa in direzione nord, Da lì in poi rientro rapido in bassa Valpantena e rompete le righe a Stallavena, dove saluto il gruppo fermandomi dal giornalaio.
Valpantena Overland 3 è archiviato anche quest'anno con un ritmo decisamente ganassa, però il freddo non ci ha limitato o complicato le scelte ed il tragitto. Nonostante i chili di troppo a bordo - ma non ero l'unico a sbuffare i pandori del Natale - quest'anno devo dire che con la Scalona mi sono difeso molto bene sulle salite più accidentate, tenendo la ruota dei big di sempre, segno che l'aumentato grip e la leggerezza del nuovo mezzo aiutano sicuramente la mia azione. Solo qualche problemino alle alte velocità sui dossi e sui marocoli, ma "scusate per il disagio, stiamo lavorando per voi".
Per gli amanti dello sterrato alle porte di Verona, Diego Bertani e gli amici Bcicli vi aspettano sabato 31 dicembre per un'altra interessante escursione.
Di Marco Tenuti (del 02/12/2010 @ 08:13:55 in MTB, linkato 1191 volte)
Non so se vi ricordate, ma la giornata di ieri era davvero molto improbabile per andare in bici.
Dal cielo per tutta la mattinata si sono intervallate strasse di neve a goccioni di acqua più o meno intensi, mentre già ad altitudine non eccessivamente alta era neve e paciarina ovunque. Per esempio ieri a mezzogiorno a Fiamene la neve e la paciarina ingombrava l'intera sede stradale.
Ciononostante in Verona e provincia ci deve essere gente che NO GA MIA LE FASSINE AL CUERTO e anche ieri sono usciti, per tirarle dentro, forse? Trattasi del giornalar Cristian e del campion de noantri, cioè il Miglio. Quando uno vuol farsi del male, sceglie proprio giornate come ieri.
Di tanto in tanto può succedere di non riuscire a modificare e cancellare file da cartelle via FTP. Capita su server Windows dove i file o le cartelle risultano in uso da parte di qualche processo, per cui basterà attendere il rilascio del file o, nel caso più estremo, basterà riavviare il server e ritrovarsi i file liberi per ogni tipo di modifica.
Su server Linux si può presentare un altro scenario: non siete più in grado di rimuovere file e cartelle dentro l'area FTP, semplicemente perché l'owner dei file e delle cartelle non siete voi e il tipo di previlegi su quei file non vi consente di modificarli.
A me è successo proprio ieri, quando ho avuto la brillante idea di effettuare l'aggiornamento di un'installazione di Joomla! direttamente dall'area amministrativa di Joomla! stesso. Tra me ho pensato: "C'è la detezione automatica di una versione più nuova, perché non andare fino in fondo e fargli applicare l'aggiornamento con un solo click?".
Joomla! si è messo a scaricare l'aggiornamento, che da server a server su un buon fornitore di housing è una bazzeccola in termini di secondi, considerata la banda presente, solo che alla sua decompressione e riposizionamento dei file nelle cartelle, segnala il fatto che non riesce a completare la cosa in un percorso relativo.
"Bene" ho pensato. E' sufficiente mettersi a mano via FTP e fare l'upload di tutti i file ottenuti dal packaging Joomla_2.5.x_to_2.5.14-Stable-Patch_Package e sovrascriverli si a file della vecchia versione che a quelli nuovi che l'aggiornamento automatico ha provato a fare. Purtroppo il processo di aggiornamento si ferma su alcuni file che risulta impossibile eliminare perché:
questi file hanno come owner apache (proprio lo user in esecuzione da parte dell'aggiornamento automatico di Joomla)
questi file e cartelle hanno come previlegi in scrittura rispettivamente 644 e 755, pertanto si possono solo leggere e non modificare via FTP, visto che ci si logga con le credenziali FTP del proprietario del sito, d'ora in poi, a titolo di esempio, mywebsiteowner
Dopo averle provate un po' tutte, prima usando l'area amministrativa di PLESK, loggandomi sia come mywebsiteowner, poi come administrator del server, e non esserci riuscito, mi sono pure giocato la carta della connessione SSH al server, ma nemmeno qui è possibile effettuare l'escalation, per due motivi:
administrator non riesce a mettere il naso dentro la cartella httpdocs/, proprietà dell'utente mywebsiteowner
l'utente mywebsiteowner non riesce, nemmeno se loggato via SSH, a rimuovere gli stessi file che non riesce a rimuovere via FTP
Nemmeno l'escalation si riesce a fare diventando temporaneamente utente root, grazie a sudo root. Su questi server virtuali o dedicati Linux l'utente root è disabilitato e la strada per abilitarlo è un po' ostica, oltre che pericolosa.
In rete ho trovato una soluzione tanto semplice quanto geniale: è necessario fare in modo che l'utente apache elimini quei file o quantomeno ne cambi i previlegi in scrittura, mettendoli a 777 e mettendo qualche altro utente nelle condizioni di poterli cancellare. Ma come?
L'utente apache è proprio quello che sta interpreta gli script e le pagine php, per cui basterà scrivere una paginetta del menga in php!
La cosa pare funzionare, per cui la rimozione dei file può essere intrapresa anche da qualche altro utente, via File Manager all'interno di PLESK, via SSH o anche via FTP usando il client FTP di preferenza.
Di Marco Tenuti (del 12/04/2013 @ 08:09:20 in MTB, linkato 1031 volte)
Come già alcuni di voi sanno, il Piccolo Stelvio, patrimonio della collina veronese, è diventato da un po' di mesi un sito internet, dove in tanti hanno già fatto visita, mentre i più assidui pedalatori lo hanno già proclamato come più naturale e rustico antagonista di Strava, sia per il numero di volte pedalate che per i record realizzati sulla salita.
L'ideatore del sito, Massimo Borghetto, ha invitato tutti noi, ciclisti della Valpantena, ha spargere il più possibile la voce per invitare tutti ad una festina ai piedi della salita di Santa Maria in Stelle in programma nei prossimi giorni. Pertanto vi lascio all'annuncio:
Sabato 13 alle 14.00 ci troviamo davanti al piazzale di Santa Maria in Stelle: colomba e bollicine e poi gruppone su per il nostro PICCOLO STELVIO. Ricordate di dirlo ai tanti amici che vanno in MTB come voi.
Di Marco Tenuti (del 14/03/2014 @ 08:05:27 in MTB, linkato 1148 volte)
Non voglio intavolare un'improbabile dissertazione che gira attorno al fatto che ultimamente faccio sempre più fatica a pedalare, non lo vorrei fare, ma la mia natura di ciclista amatoriale è quella di essere lamentoso: devo pedalare di più, ma non faccio abbastanza, devo mangiare meno, per trovare una forma migliore, devo migliorare in quelle situazioni, perché sono un po' carente e tutte manfrine di questo genere. Alzi la mano il ciclista amatoriale che, alla luce dei fatti, pensa di non fare abbastanza - esclusi quelli che escono almeno quattro volte la settimana...
Chi conosce le mie faccende personali, familiari e lavorative, ne conosce le ragioni e quindi ha elementi sufficienti per capire, però rimane il fatto che rimane il fondo della verità e che cioè io voglio ancora pedalare e divertirmi in bicicletta.
Succede che se stai però lontano dalla bici per due o ben tre settimane consecutive, per motivi diversi da qualche influenza o raffreddore, ti ritrovi in forte difficoltà dopo tutto questo tempo.
La prima cosa che sparisce istantaneamente è il fiato. Sali in bici, cominci a pedalare e finché la strada è piana, il battito cardiaco va su velocemente e la cosa non può che essere apprezzata positivamente. Tutti direbbero: "Eh, chiaro! Hai il cuore riposato, è normale che salga rapidamente di giri".
Quando però attacchi la prima salita, ti accorgi che le cose non sono così semplici. Non vai avanti, nonostante tu ci metta tutta la tua buona volontà. Infatti da metà gennaio in poi, ho provato più di qualche volta a fare "piccoli stelvi", ma i tempi sono lontanissimi da quelli che segnavo un anno fa, quando invece ero preso a valutare ben altri problematiche, cioè primariamente quelli di abbandonare la forcella rigida e a vedere quanto avrei perso in salita con un chilogrammo di più a bordo.
Se esci una volta ogni due settimane, i tempi si dilatano in salita anche del 20%, per cui ci si potrebbe mettere lì anche a fare qualche calcolo, per stabilire quale sia il livello di performance rispetto al proprio "top della forma", cioè quello in cui le cose ti vengono facili, in salita voli e non senti nemmeno la catena.
Se però... se però ti rimetti ad andare in bici perché le "condizioni al contorno" te lo permettono e la situazione meteo torna ad essere favorevole, come sta succedendo in queste settimane di marzo, cioè quantomeno si riesce a fare un'uscita nel corso della settimana lavorativa e magari riesci a combinare un lungo nel fine settimana, allora la musica cambia completamente.
Dopo la fase iniziale di sconforto e la difficoltà oggettiva di trovare una prestazione decente, le cose cominciano a girare per il verso giusto e torni a prenderci gusto, perché vedi che i "tempi impossibili" di una volta sono meno inavvicinabili, il fiato torna ad essere un po' più sostenuto, mentre il miocardio riprende a lavorare a frequenze più umane pompando anche più sangue alle gambe - e magari un po' meno al cervello.
Mi sono ritrovato a scrivere già un papiro sulla ripresa delle attività, ma vengo al dunque nella parte 2.
Di Marco Tenuti (del 02/11/2010 @ 07:59:01 in MTB, linkato 6815 volte)
Si comincia coi calendari MTB per l'anno prossimo: già se ne discute sul forum di MTB-Forum in un apposito thread avviato da Stefano De Marchi. Il primo a scoprire le carte è Paolo Dossena, redattore di TecnoMTB, che si lascia andare ad un editoriale "vittorioso", oltre a pubblicare tutte le gare e le date dei "suoi" circuiti.
Se volete leggere il suo proclama di vittoria, basta che andiate sul sito di TecnoMTB e vi leggiate il suo articolo. Per completezza lo riporto anche a fine di questo articolo, visto che potrebbe scomparire con l'uscita del numero successivo dell'omonima rivista. L'idea di base di Dossena è che l'abbonamento anticipato sarebbe una formula vincente, rispetto all'iscrizione ad ogni singola gara, come fa invece il circuito nazionale Prestigio di Compagnia Editoriale.
Per conseguire il brevetto di Nobili è possibile percorrere sia la distanza corta che la lunga in almeno 5 gare delle 10 in programma. Per conseguire invece il brevetto di SuperNobili è necessario portare a termine sempre 5 gare, ma sul percorso lungo quando previsto.
Un anno fa scrivevo in questo spazio le motivazioni per cui avevamo deciso di “scendere in campo” con una operazione circuiti/brevetti solo con abbonamenti. Attraverso Coppa Lombardia, Fi’zi:k, Liguria, Regioni, Nobili abbiamo coinvolto una ventina di manifestazioni (alcune sconosciute ai più), con un numero complessivo di abbonati di oltre 1.000 biker (senza prendere in considerazione le doppie o triple adesioni). Sulla nostra scia altri circuiti regionali hanno raccolto molte iscrizioni, confermando la validità del concetto. Penso a quelli toscani, piemontese, River, 3 Regioni FRW.
Di contro, ecco che con lo stesso numero complessivo di gare, il Prestigio ha coinvolto meno di 300 brevettati finali. 1.000 vs 300 a parità di numero di gare. La manifestazione che ha ricevuto meno iscrizioni di abbonati nella nostra organizzazione è stata di oltre 200, quella maggiore 600, la gara del Prestigio che ha raccolto il maggior numero di iscritti con motivazioni prestigiose 263 (fonte C.O. facente parte di entrambi i circuiti). Inutile dire che dal punto di vista promozionale il divario tra le due operazioni è imbarazzante, così come la differenza nei premi (leggi cosa ha ricevuto ogni brevettato, sia esso Nobile o regionale).
Ripartiamo da questa grande vittoria, ma con quella calma che lo scorso anno non potevamo permetterci. Ne consegue che nelle pagine a seguire troverete format e calendari completi di alcuni circuiti (tutti confermati), mentre altri attendono le ultime decisioni. Infatti abbiamo ricevuto molte richieste regionali o nazionali e in qualche caso abbiamo deciso di nuovi C.O. al fine di promuovere alcuni territori, basandoci anche sul mio personale istinto. Lo stesso intuito che lo scorso anno si sbagliò clamorosamente in un paio di occasioni ma che proprio per questo, oltre a garantire esperienza e competenza, potrà contare su una migliorata (qualcuno dice prevenuta) capacità nel valutare la correttezza delle persone con cui collaboreremo con un’unica finalità: far mantenere gli impegni con gli abbonati dei nostri circuiti.
Riprendo integralmente questo articolo di Macity su Macitynet dove si parla un po' di una tecnologia che arriverà in un futuro ormai imminente. Sto riferendomi a Light Peak, un'interconnessione veloce tra dispositivi elettronici ed informatici, che non usa una cablatura di rame, ma una in fibra ottica, con evidenti vantaggi per la banda finale.
Nelle note finali del Developer Forum, Intel ha comunicato di aspettarsi che la tecnologia Light Peak sarà integrata in dispositivi e computer non prima del 2012. Il chipset utilizzato per guidare l’ottica sarà disponibile già il prossimo anno, ma a detta del produttore i system builder difficilmente riusciranno a proporre nuovi sistemi per il 2011. La tecnologia viene dunque rinviata di un anno rispetto a quanto inizialmente previsto.
Nelle note finali del Developer Forum, Intel ha comunicato di aspettarsi che la tecnologia Light Peak sarà integrata in dispositivi e computer non prima del 2012. Il chipset utilizzato per guidare l’ottica sarà disponibile già il prossimo anno, ma i system builder difficilmente riusciranno a proporre sistemi per il 2011. La tecnologia viene dunque rimandata di un anno rispetto a quanto inizialmente previsto. Intel ha ad ogni modo rilevato che non vi è alcun ritardo o impedimento tecnologico e tutto procede ai ritmi preventivati. Il lancio nel 2012 di tale tecnologia, contribuirà dunque a spingere il supporto di terze parti per lo standard USB 3.0.
Light Peak è una tecnologia d’interconnessione ottica ad alta velocità e nell’intenzione di Intel consentirà di collegare dispositivi elettronici come notebook, display HD, fotocamere, lettori video, iPod, docking station e unità a stato solido (SSD) tra loro tramite fibra ottica anziché cavi in rame, preparando il terreno per una nuova generazione di prestazioni di I/O estreme grazie a una larghezza di banda a 10 Gb/s. Con tale velocità, un utente potrebbe, ad esempio, trasferire un film Blu-ray completo in meno di 30 secondi. La tecnologia è di notevole interesse ance per i produttori di fotocamere e videocamere: l’esportazione di foto/video è al momento un procedimento che richiede troppo tempo. La velocità di Light Peak è due volte maggiore rispetto all’USB 3.0. La tabella di marcia di Intel prevede la potenziale possibilità di scalare a 100 Gb/s nei prossimi anni.
Qualche giorno addietro nel corso Intel Developer Forum, sono stati mostrati i primi esemplari di alcuni prodotti che sfruttano Light Peak: un nuovo prototipo di convertitore da Light Peak a HDMI, di dimensioni notevolmente più piccole rispetto a un altro prototipo che si era visto a maggio di quest’anno, un notebook con questa connessione di serie e Western Digital ha mostrato un disco rigido. LaCie ha mostrato un array RAID 4big Quadra (sistema RAID con 4 unità), comprensivo di due porte Light Peak, grazie alle quali era possibile visualizzare su un TV Samsung video ad alta definizione alla velocità di 770MB/s (si trattava ad ogni modo di un hack e non di un prodotto frutto della collaborazione con Samsung).
Di Marco Tenuti (del 06/10/2008 @ 07:57:23 in MTB, linkato 1349 volte)
Nonostante le mie condizioni sanitarie non siano state un granché per tutta la settimana appena passata - con un bel raffreddore di primo autunno e un leggero accenno di mal di testa - sia sabato che domenica ho deciso di uscire in bici.
Sabato mattina l'uscita in bici da strada l'ho fatta con gli amici di Evolution, col Pezzo, il Cica, il Giando, Andrea Zattoni e il fuoriclasse Massimiliano Miglioranzi. Vi rimando al blog del Pezzo per tutta la cronaca. Vi dico solo che l'andatura è stata regolata in funzione della prospettata partecipazione di alcuni membri alla gara di domenica e quindi l'obiettivo primario è stato quello di smollare la gamba, senza gravarla di carico eccessivo di lavoro. Ne è uscito un bel giretto di 71 km per il sottoscritto, con partenza da casa, passaggio a Ponte Catena, "Giro delle Fiandre", Fumane, Pendola, Cerna, bivio per Sant'Anna, passo di Fiamene, Alcenago, Stallavena e casa.
Sabato sera, dopo essere stato a messa, l'intenzione era quella di caricare la bici in macchina, ma non se ne è fatto niente, perché con la famiglia ci siamo diretti verso Isola della Scala, per mangiare il risotto alla sagra tradizionale. Purtroppo anche qua la na andà sbusa, perché c'era la coda già alla circonvallazione del paesotto della Bassa Veronese e così abbiamo fatto subito dietro front ed abbiamo ripiegato per una scudela de late e biscoti a casa.
Domenica mattina invece sveglia di buon'ora per lavare alla meno peggio la bici, controllo delle pastiglie dei freni della posteriore ormai in fine e lavaggio completo della cadena, che la ghe n'avea un gran bisogno. Carico tutto in macchina, mi vesto già da casa "Pronto gara" e parto da casa ad un'ora esatta dalla partenza - mai capitata una cosa del genere! - e, arrivato ad Avesa, molto rapidamente mi presento a ritirare il numero gara: 131.
Incontro un sacco di amici che fanno i complimenti, per la foto apparsa su TecnoMTB - "Eccolo, eccolo quello che vai sui giornali" - mentre qualcun'altro pone il quesito non di poco conto: "Ma oggi chi è che fa le foto?"
Le mie intenzioni per questa gara - la mia prima volta alla Benini di Avesa - son quelle di onorare a dovere sia l'organizzatore che la qualità del percorso, che a mio avviso, ma non solo, è eccezionale per le colline attorno al capoluogo veronese.
Rispetto alla ricognizione, il piede lo si mette giù un po' più spesso, perché tutti arrivano nei pezzi più difficili, già al gancio e quindi anch'io non ho molta scelta che scendere dalla bici e spingere, per l'intruppamento che spesso capita davanti a me. Anche in alcuni tratti in discesa sono abbastanza rallentato da qualche concorrente, cosa che invece non mi capita mai quando davanti ho il maestro istruttore, comunque il fatto di riuscire a superare anche in discesa è per il sottoscritto un motivo di soddisfazione per i miglioramenti fatti come tecnica in discesa.
Ho anche il piacere di vedere in giro tanti amici che mi salutano lungo il percorso, come il Radu e il resto della ghenga di Colognola, schierata a mo' di Pappataso Fans Club, mentre gli ultimi chilometri si defilano con le posizioni ormai delineate ed io che mi infilo tra due dell'MTB Golosine. Il tempo ufficioso decretato dalla foto del Radu dovrebbe essere all'incirca di 1h47', ma aspettiamo la pubblicazione ufficiale dei risultati sul sito dell'UDACE Verona, anche se la cosa non è che mi sfiori molto.
A questo punto rimane solo la GF delle Colline Moreniche, prevista tra due settimane a Cavriana, in provincia di Mantova, dove avrò il piacere di stare in compagnia di buona parte degli amici del forum.
Di Marco Tenuti (del 25/06/2013 @ 07:52:27 in MTB, linkato 1329 volte)
Per chi non lo sapesse già, domenica sono stato a correre la Black Forest Ultra Bike Marathon 2013 a Kirchzarten, poco fuori da Friburgo in Germania. Questa è la gara più importante per i tedeschi, ma vista la vicinanza alla Francia e alla Svizzera, c'è pieno di tantissimi ciclisti provenienti dai paraggi.
Cominciamo subito col dire quello che avete letto chissà quante altre volte nel leggere articoli o report di altri italiani in gara all'estero, come Stefano De Marchi: gli stranieri sono diversi, anzi sono avanti anni rispetto a noi.
E non sto qua a dilungarmi molto nello spiegare il perché: l'agonismo lo si lascia ai primi cinquanta concorrenti; per tutti quelli che stanno dietro c'è solo da divertirsi e magari dimostrare non solo a se stessi, ma anche ai propri amici che il titolo per ULTRA biker lo si merita veramente.
Insomma non importa se arrivate 5 o 10 minuti dopo del vostro tempo teorico, quel tempo del "Se quello mi avesse fatto passare, Se al ristoro mi avessero riempito subito" e via dicendo. L'importante è che voi chiediate "Acthung rechts" quando volete superare e soprattutto che diciate "Danke" quando vi viene data strada.
Non ho mai visto tanta gentilezza quando una pulzella - che, tra l'altro, andava più forte di me - si è girata indietro, mi ha fatto un sorriso ed in tedesco penso che mi abbia più o meno detto "Scusami, se ti ho chiuso un po' la traiettoria".
E non sono stato a contare tutti gli zainetti a spalla dei concorrenti un po' più lenti, quando invece non c'era assolutamente bisogno di portarsi dietro alcunché, visto che ad ogni ristoro c'era ogni bendidio e c'era praticamente a tutti anche il bike-service per il "ristoro meccanico" della bici, che dopo 4 ore di pioggerella fine fine lamentava non poco olio alla catena. Ci ha pensato un ragazzetto che avrà avuto si e no un anno o due più del mio Enrico a prendere in mano la pedivella del mio XX e con un tempismo eccellente lubrificare tutta la catena!
Infine la cosa che vale tutta la gara: il tifo che c'è sull'Alpe di Fiddlebrugg, un muro lungo si e no 200 metri almeno al 20%, ma probabilmente arriva quasi al 25%, dove c'è un casino assordante tra gente che urla, campanacci di vacche ed ovviamente il "chitarrista pazzo" col suo rock a manetta!
Quando la si vede in lontananza, la frazione di Fiddlebrugg, capisci che stai per arrivarci dal rumore. A quel punto ti sistemi la divisa, pulisci il numero ed il tuo nome sul pettorale, perché lo speaker leggerà il tuo nome "Margo Tenuti, von Italien" e tu non devi fare altro che ripagarli con la stessa moneta, cioè dare il massimo con una VAM ben oltre i 2000 m/h, tanto che, appena girato l'angolo, che non ti vede più nessuno, ti ritrovi col cuore a 178 bpm e ti devi prendere 5 minuti di pedalata in soupless per recuperare per lo sforzo immane!
Ecco, della gara e di tutto il contorno, vi scriverò nei prossimi giorni, ma Fiddlebrugg vale un'intera stagione di bici!
Guardate che numeri si possono fare con la nuova versione di Picasa, la 3.5. Oltre alle solite funzioni di gestione e catalogazione di foto, gli sviluppatori di Google hanno introdotto il riconoscimento facciale e il tagging automatico: sostanzialmente da una galleria di foto ed un minimo di istruzione, l'applicazione "capisce" chi sono le persone che ci sono sulle foto a partire da un numero minimo di foto!
Di Marco Tenuti (del 29/10/2011 @ 07:48:39 in natura, linkato 1622 volte)
Credevo per un momento che mi fossi dimenticato il telefono in modalità vibrazione stamattina alle 6.13. E invece no: era la coincidenza esatta tra la classica sveglia che mi chiama per un paio di volte alla settimana e che mi proietta in quel di Padova.
E invece no: la vibrazione non era la solita; trattasi di scossa tellurica, di evento sismico, di terremoto!
In una frazione di secondo penso a cosa fare: scatto in piedi dal letto e poi? Corro a prendere Alice o Enrico. La scossa termina subito, ma l'effetto che ha fatto nella casa nuova, dove i vetri degli infissi non sono propriamente fermi e sigillati come in appartamenti più nuovi hanno sicuramente accentuato il fenomeno.
Poi la solita tiritera, la corsa a vedere se si sa qualcosa di più, al primo che posta su Facebook, quando c'è la consapevolezza che la cosa sia passata.
Ed infine la fregatura di non riuscire ad addormentarsi più, presi dalla relativa concitazione di quanto successo a pochi chilometri da casa, cioè a circa 20 chilometri a nord, stando al grafico elaborato in automatico da INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Gli americani lo dà classificano con magnitudo 4.4, mentre l'INGV con 4.2, insomma non proprio una cosuccia. Se ne parlerà qualcosa sui media nel corso della giornata.
Insomma stamattina che me ne potevo stare a letto, perché non c'erano nè i figli da portare a scuola, nè da andare fuori città per lavoro, nè da alzarsi per il giro bici del weekend, ci ha pensato il terremoto, anzi il Monte Baldo a svegliarmi.
E vabbé: stamattina si va di tinteggiatura... e buona giornata a tutti.
Di Marco Tenuti (del 27/06/2013 @ 07:45:32 in MTB, linkato 2264 volte)
Apprendo prima dal blog di Eliflap e poi dall'articolo di Ser Pecora su bdc-forum.it che la Scott ha presentato la nuova Addict, che torna ad essere il top di gamma della casa svizzero-americana.
La nuova Addict è sviluppata, come è sempre stato, all'insegna della massima leggerezza e di altrettanta rigidezza, e non arriva ad stabilire un nuovo record come si è visto recentemente con la Supersix di Cannondale o il top di casa Cervélo, però i 720 grammi del telaio, che non arrivano ai 1000 grammi includendo anche la forcella sono senza dubbio un bel biglietto da visita, se ci ferma alle valutazioni da grammomaniaci.
La Scott dichiara alcuni numeri dei miglioramenti apportati rispetto la vecchia versione: +6% di rigidità torsionale a livello di movimento centrale, +32% di flessibilità verticale e -25% di resistenza aerodinamica.
Tra le altre novità il telaio Addict è il primo prodotto da Scott completamente in carbonio, nel senso che ha persino i cable stoppers e l’attacco del deragliatore in carbonio.
L’ingegnere responsabile del progetto ha affermato che il loro target era basato su un telaio leggero a livello di Cervélo California, ma da produrre su scala industriale, quindi sfida doppia, visto che certi pesi su grandi numeri sono tutt’altro che una cosa scontata.
Di Marco Tenuti (del 20/03/2012 @ 07:31:05 in MTB, linkato 1321 volte)
Piacevole il weekend appena trascorso in Toscana in compagnia di alcuni amici ciclisti, con cui ho condiviso ed ho convissuto parecchie esperienze di gran fondo e di marathon degli ultimi anni.
Ce l'avevamo in programma da tempo, cioè ancora da gennaio la trasferta a Monteriggioni per la 21esima edizione della Granfondo del Castello di Monteriggioni, piccolo borgo dal sapore squisitamente medioevale poco fuori dalla città di Siena. Sono andato con alcuni biker del team Strazzer, cioè il compagno di merende Radu, il suo gregario Simone e Flavio Brunelli. Alla comitiva si è aggiunto a due settimane scarse anche Vittorio di Affi Bike, con cui ero andato a Monreale proprio un anno fa. Quella del weekend ciclistico in giro per l'Italia alla terza domenica di marzo sta diventando infatti per me una tradizione, che si ripete dal 2010. Infatti due anni fa ero andato alla Trofeo Mountain Bike Classic a Laigueglia con Tomas, l'anno scorso con Vittorio a Monreale e quest'anno invece a Monteriggioni.
Sabato siamo partiti di buon'ora in modo da arrivare prima di pranzo e concederci una bella pedalata, in modo da saggiare un po' sia il fondo della gara, che l'efficacia dei nostri mezzi. Non abbiamo incontrato contrattempi nel viaggio verso Firenze e Siena, così appena arrivati all'Agriturismo Il Sambuco, l'eclettico gestore ci ha ospitato nell'oleificio di proprietà in attesa di consegnarci le camere.
Il giro di sabato non è stata proprio una sgranchita di gambe, visto che abbiamo pedalato per quasi 40 chilometri e scavalcato all'incirca 800 metri di dislivello, ma abbiamo avuto modo di far saltare fuori qualche magagna alle bici, come un risucchio di catena risolvibile ad otto mani sulla bici di Flavio e un'insidiosa foratura sul tubeless nuovo di trinca della mia bici.
Ci siamo concessi più o meno la prima parte del tracciato, girando attorno al Castello di Monteriggioni e scalando un paio di volte la salita finale, salita che in gara sarebbe stata percorsa un paio di volte. La pausa pranzo è stata tutta a base di carboidrati con picci al ragù e picci al sugo di cinghiale, tanto per non farci mancare nulla del posto.
Nel corso del pomeriggio non avevamo altro che da ritirare il pacco gara, e poi ci siamo concessi una lunga pausa tè, prima di guardarci la beffa di Gerrans su Cancellara alla Milano-Sanremo.
Domenica mattina la sveglia è alle 7.00 per la colazione a base di tè, fette biscottate e marmellata, sempre presso l'agriturismo in cui abbiamo dormito. Salutato il bizzarro gestore, arriviamo a Monteriggioni con ampio anticipo rispetto alla partenza prevista per le ore 10.00, solo che il trio Strazzer è in apprensione sia per il meteo che per entrare presto in griglia, mentre io e Vittorio, forti del nostro pettorale "prestigioso" non ce ne curiamo e dopo qualche chilometro su e giù per il castello, rientriamo al calduccio della macchina, in attesa di entrare nella griglia di merito del "Prestigio MTB" e della "Coppa Toscana".
Manco farlo apposta il Radu e compagnia ce li ritroviamo praticamente alle spalle e così si chiacchera fino allo start della gara. Tre, due, uno e via... tutti ai 50 km/h sul trasferimento in asfalto verso la prima collinetta e da lì in poi ognuno per la sua strada.
Per me era la prima volta in gara con la Scalona, quindi ho avuto modo di provare molto bene le qualità ed i limiti del mezzo, così com'è stato impostato per questa gara. Anzitutto la questione della forcella rigida: sui pezzi più accidentati e rocciosi un'oggettiva difficoltà a tenere la velocità dei più veloci in discesa l'ho avuta, ma appena il tracciato tornava ad essere un single track in terra battuta o sulle ampie carrarecce toscane dal fondo sterrato, ma compatto come un asfalto, mi pareva di essere su una bici da strada, precisa e sicura, tanto che rientravo ampiamente sui migliori e li sopravanzavo pure.
Sul reparto gomme ho qualcosa da ridire sugli Aka della Geax in versione 29x2,0. Sullo smosso ho notato qualche lieve impuntamento in discesa, mentre in salita la superficie di appoggio era decisamente più ridotta rispetto a pneumatici dalla sezione da 2,25" come i Racing Ralph, così la salita del Castello di Monteriggioni è stata scalata con un minimo di apprensione, ma nulla a che vedere con gli evidenti problemi di chi l'ha scalata con la 26 pollici. Per tutto il resto la Scalona è perfetta: l'impianto frenante non ha il minimo problema, la trasmissione SRAM XX non sbaglia un colpo, il retrotreno asserve bene gli ostacoli e fa sì che il comfort sia accettabile, tanto che il mal di schiena non l'ho ancora conosciuto. Certo che una bella forcella davanti mi consentirebbe di essere insuperabile anche in discesa, parlando ovviamente del gruppo di ciclisti che viaggiano sui miei tempi.
Alla fine la gara se n'è andata in scioltezza per il sottoscritto, senza mai chiedere troppo al mio corpo, tanto da arrivare in fondo, senza accusare particolare stanchezza o affaticamento. Davanti a me il trio Strazzer, come ampiamente previsto, col Radu che sorpende i suoi compagni di squadra e chiude in 180esima posizione, a mezz'ora dal primo concorrente - Franz Hofer del team Scott Italia - Flavio dietro di lui a 3 minuti, Simone a 10 minuti, mentre io a 17 minuti. Vittorio chiude la nostra parata a circa un'ora dal sottoscritto, ma l'obiettivo di giornata è per lui comunque salvo: sono le prime tre stelle del nostro timido approccio al Prestigio MTB 2012.
La gara toscana come chilometri era di 52 abbondanti, mentre il dislivello dichiarato di 1600 metri, non corrisponde affatto a quanto accumulato dal mio Polar, basato su un sensore barometrico. C'è da dire però che la quantità di oscillazioni, dove faceva molto la differenza la gamba da passista, potrebbe totalizzare più metri di quelli segnati da un sensore barometrico. In ogni caso il paesaggio è molto interessante, così come anche la varietà di passaggi tecnici e non. Una singolarità dell'edizione 2012 è la completa assenza di fango sul percorso, a differenza di tante altre edizioni dove il meteo e l'acqua l'hanno fatta spesso da padroni.
La comunicazione ufficiale ai cittadini di Grezzana da parte del comune, da quel che mi risulta, non è ancora arrivata nelle cassette della posta tramite volantino o altra comunicazione cartacea, però sul sito del comune per fortuna c'è già il file PDF col nuovo calendario.
Effettivamente il calendario 2011 è terminato da qualche giorno e quasi tutta la cittadinanza ha continuato a mettere fuori le immondizie con la stessa periodicità degli ultimi mesi del 2011, però a tutti gli effetti il mese di gennaio è scoperto e in più di qualcuno è sorto il dubbio di come fare.
A giudicare dal nuovo calendario le cose cambiano completamente a partire da febbraio. I cittadini di Grezzana e Stallavena cominceranno FINALMENTE a separare la carta dalla plastica, dove il martedì diventa giorno fisso per la carta, mentre il mercoledì lo è per la plastica.
Dal PDF allegato non si capisce un granché, visto che gennaio presenta un calendario diverso tra zona A e zona B, mentre da febbraio in poi non c'è questa distinzione nonostante le due colonne, ma mi pare di capire che anche gli abitanti delle frazioni in giro per il territorio si allineino a Grezzana e Stallavena. In più per loro parte il servizio Ecomobile per la raccolta di rifiuti speciali, il cui smaltimento può essere difficoltoso, essendo costretti a prendere la macchina per raggiungere l'isola ecologica in località Carrara.
Finisce quantomeno lo "scempio" della raccolta unica di carta, plastica e lattine che, a mio parere personale, era una raccolta pressoché indifferenziata. Quando avevo chiesto lumi su questa cosa, il comune mi ha raccontato che la differenziazione della carta dalla plastica viene fatta manualmente, caso assolutamente raro non solo a livello provinciale, ma anche regionale e nazione. Io non ho posto la questione sulla modalità operativa di questa differenziazione manuale, ma ho tanto l'impressione che tutto finisca indistintamente all'inceneritore, vista l'oggettiva difficoltà nel separare i pezzi più piccoli di plastica dal cartone e la carta. Penso che gli operatori aprivano si e no i sacchi viola e poi prendevano solo le bottiglie di PET ed i cartoni più grandi, mentre tutto il resto via nella megastufa dell'AMIA.
Se il comune o l'AMIA ci facessero vedere una volta tanto alcuni video sul web in cui vediamo il ciclo completo della differenziazione e di cosa succede delle nostre immondizie, non solo ci metteremmo il cuore in pace, ma soprattutto potremmo ulteriormente migliorare la qualità della differenziazione primaria, ossia quella che noi cittadini facciamo a casa prima ancora di mettere a ciglio della strada i nostri sacchi gialli e viola.
Di Marco Tenuti (del 02/03/2010 @ 06:29:06 in MTB, linkato 1169 volte)
Venerdì 5 marzo alle ore 20,00 a Monteforte d'Alpone presso la sala Ermolao Barbaro all'interno del palazzo vescovile, abbiamo il piacere di farvi conoscere Willy Mulona uno dei personaggi più conosciuti al mondo per le sue imprese estreme nei posti più estremi del pianeta terra.
Durante la serata, oltre a raccontarci delle sue avventure, presenterà il MONGOLIA BIKE CHALLENGE, gara di mtb che si svolgerà in Mongolia dal 7 al 22 agosto 2010.
Ospite della serata il pluri vittorioso della mtb italiana Marzio Deho sicuro partecipante al Mongolia Bike Challenge. Siete tutti invitati a partecipare.
Di Marco Tenuti (del 11/06/2013 @ 06:19:31 in iPhone, linkato 1051 volte)
Come era stato già ampiamente previsto, svolta epocale in casa Apple sul fronte grafico, ma non solo.
Addio al scheuomorfismo e spazio all'interfaccia grafica lineare e semplice del nuovo corso di Jonathan Ive. Da quanto Scott Forstall è stato silurato l'anno scorso per la vicenda del Mapsgate, Tim Cook ha dato carta bianca ad Ive, il quale rivoluziona completamente l'interfaccia grafica di iOS 7.
La portata e l'impatto sono talmente forti, che probabilmente qualcuno si lamenterà non poco della cosa, dopo essersi abituati per anni a tutte quelle texture - il feltro verde del Game Center, il legno della libreria di iBooks, la pelle dell'app Contatti - ma sarà contento la maggioranza della clientela che sembrava chiedere ad Apple una svolta, invocata più che mai dalla stampa, cioè da quando Apple sembra OLD e Android COOL.
Vi lascio al preview di Apple disponibile sul suo sito, sia come video che come immagini. Ancora una volta, Apple, sbaraglia tutti, pensando differente e non arroccandosi sulle sue posizioni.
Di Marco Tenuti (del 13/09/2012 @ 02:28:56 in iPhone, linkato 1068 volte)
Tutti confermati i rumour che giravano attorno ad iPhone 5 oggi nella presentazione di Apple tenutasi al Yelba Buena di San Francisco e replicata a Londra per tutta la stampa europea.
iPhone 5 presenta tutta una serie di migliorie generali sia nel design e all'hardware che erano auspicabili e di cui si è parlato negli ultimi mesi. Elenchiamole rapidamente.
Schermo più grande: tutti gli utenti iPhone hanno invidiato le dimensioni decisamente più generose della saga dei Galaxy, però ben consapevoli che una cosa "troppo grande" non si riesce a tenere in mano, come Steve Jobs insisteva a sostenere ancora tanto tempo fa. L'iPhone 5 mantiene sostanzialmente la stessa larghezza degli altri iPhone, si allunga di un po', in modo tale da ospitare uno schermo da 4" anziché da 3,5" e passando ad una risoluzione Retina Display da 1136x640, contro i 960x640 del Retina Display di iPhone 4/4S. E' sostanzialmente un ratio 16:9La tecnologia con cui è costruito il nuovo schermo consente di abbassare inoltre di un po' lo spessore ed il peso generale del telefono, grazie all'integrazione in unico foglio del display con sensore touch.
Processore più potente: iPhone 5 contiene l'ultimo multicore A6, per una potenza quasi doppia dell'A5 a parità di consumi, se non addirittura migliorati.
Nuovo connettore dock: cambia il size factor del connettore, presente sul mercato dai primi iPod. Questo manda in pensione un sacco di periferiche, ma questo connettore integra USB3.
Nuova connettività: la connettività Wifi passa a 150 Mbps, mentre quella verso la rete diventa 4G/LTE, con un balzo in avanti verso i 100 Mbit nelle condizioni ideali.
Triplo microfono: il telefono integra un ulteriore microfono posteriore per la captazione dei rumori ambientali e migliorare così il segnale audio della telefonata per differenza.
Nuovo sistema operativo: il nuovo iOS 6 presenta un sacco di novità generali, per mantenendo una coerenza generale rispetto ad iOS 5. Tutte le applicazioni presentano novità ed aggiornamenti vari, sia dovuti alla potenza aumentata del dispositivo che allo schermo più grande.
Nuovo Mappe: viene abbandonato il service provider Google Maps in favore delle mappe di TomTom ed è disponibile una modalità di navigazione 3D.
SIRI in italiano: arriva finalmente SIRI in italiano. D'ora in poi si potrà comandare il proprio iPhone 5 - ma anche iPhone 4S - direttamente con la nostra lingua nativa e lui "obbedirà". Lo stesso SIRI è stato migliorato in generale per le capacità e le prestazioni nel riconoscimento dei comandi impartiti. Questa novità dovrebbe fare la differenza per il popolo italico.
Il prezzo sarà sempre quello che ha avuto il top di gamma iPhone, quindi iPhone 4 e iPhone 4S diventano rispettivamente la base e l'elemento intermedio dell'offerta Apple per i mesi a venire.
Di Marco Tenuti (del 22/07/2011 @ 01:58:22 in MTB, linkato 6451 volte)
Come annunciato il 17 febbraio scorso, Scott Sports comincia oggi la ScottWeek al Dealer Camp, un'anteprima della gamma 2012 per tutti i rivenditori Scott degli Stati Uniti, presso il Deer Valley Resort nello Utah.
Tutta la linea bici la potranno vedere già venerdì e sabato 22-23 luglio i responsabili delle vendite, mentre 24-25 luglio sarà la volta dei rivenditori prioritari per vendite, mentre il Dealer Camp vero e proprio sarà da martedì 26 a giovedì 28 luglio.
Di Marco Tenuti (del 02/04/2008 @ 01:51:02 in MTB, linkato 1375 volte)
Oggi, complice una giornata eccezionale, ho ripreso in mano la bici, dopo la Lessinia Legend e la doverosa pausa di ieri. A dire il vero ieri non sono uscito semplicemente perché ero fuori città, altrimenti sarei andato di sicuro.
La Scale ha ancora sù il suo bel strato di polvere, che rimarrà probabilmente ancora lì per qualche giorno, ma oggi era la volta di andare di agilità, senza spingere duro sui pedali, e quindi sono andato con la BDC. Parto subito a razzo menando ad una frequenza di 110-120 bpm da Quinto fino a Poiano ai 50 km/h, poi con ritmo non molto sostenuto decido per una variazione del giro 1. Si sale da Avesa verso la Cola, poi Montecchio, Dondolo. Arrivato a Settefonghi decido che non è ancora il caso di volgere subito verso casa ed un sole splendente che illumina ancora bene alle 18.50 la Valpolicella mi invita a girare per Colombare, Chieve e Saline.
Raggiungo e supero il Gigi Iseppi, che procede lentamente alla sua seconda uscita stagionale, con un cancello pesantissimo e con una certa dose di ruggine sulla catena. Una volta scollinato in località Fiamene, scendo rapidamente ad Alcenago e faccio sosta doverosa dai miei alla Chiesa, dove racconto gli ultimi strascichi della Legend dell'altroieri.
Mi infilo di nuovo in Valpantena e, menando sempre consistentemente, arrivo presto a casetta. Scoprirò solo qualche minuto dopo di essermi beccato un bel pescione d'aprile. Che sia forse perché oggi ho sfoggiato la magliettina del pacco gara della Lessinia Legend? La risposta non è data sapersi...
Domani è molto probabile un'altra pacca, in cui cercherò di lavorare in maniera un po' più precisa. Devo anche decidermi una volta per tutte di pianificare le prossime gare, perché allo stato attuale non mi sono iscritto ancora a niente. Il miniprogramma che gira in queste ore nella mia testa sarebbe questo:
Di Marco Tenuti (del 08/11/2012 @ 01:41:18 in MTB, linkato 1612 volte)
Pubblico volentieri il comunicato stampa di MTB Events su come sarà la Lessinia Legend 2013, non più una gara standard con due percorsi, ossia com'era fino all'edizione 2012, ma un'edizione completamente nuova a tappe!
Nasce la prima gara a tappe interamente collocata in terra veronese: la Lessinia Legend Xcs Enduro dal 13 al 15 settembre. Tre tappe per un totale di quasi 200 chilometri e 6.000 metri di dislivello. Rinomate le location: dalla stupenda Verona all'incontaminata Lessinia. Sarà comunque possibile partecipare anche alla "classica granfondo" Lessinia Legend del sabato.
Tre giorni pensati solo ed esclusivamente per pedalare in sella alla mountainbike: chi non ha mai desiderato di mettere alla prova la propria resistenza fisica nonché abilità nel gestire una prestazione sportiva per più giorni di seguito? Cui vanno di pari passo emozione e soddisfazione di trascorrere tre giornate unicamente all’insegna delle ruote grasse: pedalare di giorno e “gambe alte” alla sera. Ecco che nasce la prima gara a tappe in mountainbike del territorio veronese: la Lessinia Legend XCS Enduro, che andrà ad occupare l’intero fine settimana compreso tra venerdì 13 e domenica 15 settembre 2013.
Lessinia Legend XCS Enduro: il nome non è una novità, anzi. È chiarissimo il riferimento alla leggendaria Lessinia Legend, giunta alla sua diciassettesima edizione. Che quest’anno ha trovato la sua naturale collocazione nel comune di Velo Veronese (VR) in alta Lessinia, accogliendo sul traguardo - dopo 90 chilometri e 3200 metri di dislivello - il mattatore colombiano Leonardo Paez. Dal prossimo 2013 la Lessinia Legend “trasloca” in termini di periodo (da fine maggio al week end dal 13 al 15 settembre) e si modifica nella tipologia: allo stoico percorso marathon si sostituisce una suddivisione di chilometraggio su più giornate. Tre giorni per un totale di quasi 200 chilometri. Tre giorni per portare a termine rigorosamente in sella poco meno di 6000 metri di dislivello. “Volare più in alto dell’aquila” rimane l’imperativo o motto che i partecipanti sentiranno ripetere e ripeteranno a sé stessi. Così come a confermare l’alto livello qualitativo, logistico ed organizzativo associato alla Lessinia Legend XCS Enduro vi è il nome del comitato organizzatore, lo stesso della Lessinia Legend: ad “orchestrare” i tre giorni di pura mountain bike saranno gli uomini della Lessinia Sport Eventi Asd, alcuni dei cui membri curano con attenta supervisione la gestione della Granfondo Tre Valli di Tregnago (VR).
Entriamo, quindi, nel vivo di quella che sarà la gara a tappe. La location prestigiosa da cui – venerdì 13 settembre 2013 - prenderà avvio la prima tappa sarà indiscutibilmente Verona, la città degli innamorati nonché titolata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Settanta chilometri da pedalare per intero, entro cui si collocheranno due “prove speciali” cronometrate, per poi tagliare il traguardo posto a Velo Veronese (VR). Seconda giornata, e seconda tappa: torna il percorso Classic della Lessinia Legend, parzialmente modificato (50 chilometri totali), cui sarà possibile partecipare pur non iscrivendosi all’intera gara a tappe bensì alla singola giornata (sabato 14 settembre 2013) dedicata al territorio della Lessinia. Partenza ed arrivo, quindi, a Velo Veronese. Per poi ripartire verso Verona domenica mattina 15 settembre 2013 per la terza e conclusiva tappa, il cui chilometraggio e modalità di svolgimento saranno del tutto simili a quanto riportato per la prima tappa, pur seguendo un diverso percorso di rientro.
Preoccupati per il trasferimento bagagli? Il comitato organizzatore Lessinia Sport Eventi Asd provvederà al cambio di location da Verona a Velo Veronese e viceversa.
Di Marco Tenuti (del 19/10/2012 @ 01:31:22 in MTB, linkato 1100 volte)
Come da consuetudine, giovedì sono andato a Padova e le notturne o le partecipazioni a giri serali mi sono precluse, ma riuscendo ad incastrare bene tutto, son riuscito anche stasera ad uscire in mountain bike, dopo l'uscita Stop De Race della settimana scorsa con gli amici Focus, il Papataso ed il Radu.
Stasera ho chiesto all'Orlando se era disposto ad un secondo round in MTB dopo un'uscita in primissima serata col Conte e l'Orlando non ti dice mai di no perché "ogni lasciata è persa".
L'idea originale era quella di fare la Pissarota, poi la saggezza di zio Paolo mi ha fatto desistere in favore di un'ascesa bitumata verso Lughezzano.
Da subito ci rendiamo conto che il farone è un portento: si vede come essere a bordo di uno scooter. Si pedala in scioltezza senza alcun problema di visibilità e causa qualche problema avere di tanto in tanto Paolo dietro, perché il suo faretto sparato sul mio didietro causa un cono d'ombra che può essere fastidioso in certe manovre veloci.
Saliamo così in direzione Stallavena e poi verso Lugo, dove incrociamo un sacco di rallisti convenuti per una sessione di prove libere all'altezza della Pernisa.
Si continua per Bellori e poi su a Lughezzano, dove svoltiamo a sinistra per la strada vecchia della Lughezzano-Bosco.
Arrivati all'incrocio di Calavedo, io insisto per proseguire verso Bosco e così ci ritroviamo su in piazza in tempi abbastanza rapidi, nonostante i nostri battiti cardiaci viaggino all'unisono e qualche sbuffo di troppo per la digestione lenta della cena fatta giusto poco più di un paio di ore prima.
Ormai all'altezza di Boscochiesanuova entriamo in una coltre di nebbiolina, che accentua enormemente la sensazione di freddo, tanto che il termometro montato sulla Scalona indica solo +7°C.
Il nostro abbigliamento non è propriamente invernale: indossiamo lo spolverino, scattiamo qualche foto di fronte alla Pasticceria Valbusa, tanto per ricordare questa piccola impresa di ottobre.
La discesa è una cosa che risolviamo rapidamente scendendo per via Ederle e sbucando al tornante del Filo.
Da lì in poi discesa dagli Italiani e poi nell'ordine Arzarè, Lughezzano e di nuovo Bellori.
In discesa scendiamo al buio come se fosse giorno: praticamente le stesse traiettorie! Velocità massima 60,8 km/h con le ruote grasse.
Come da tradizione arriviamo alla Carrara che ci concediamo un happy hour a base di crostata di marmellata di frutta e Mojitosoda: sono le 0.45, ma la cosa non ci disturba un granché.
Una bella seratina al fresco e la conferma che questa versione dell'SSC-P7 mantiene la carica proprio per tre ore, cioè quelle dichiarate, per cui al momento siamo soddisfattissimi dell'acquisto.
Di Marco Tenuti (del 31/12/2013 @ 01:27:16 in MTB, linkato 2488 volte)
Possiedo un Polar CS400 da ormai quattro anni. Devo dire che, come ciclocomputer e per i soldi a cui l'ho comprato, ne fa di robe, senza per questo arrivare ad essere un "Garmin", inteso nel senso di un dispositivo in grado di tracciare una traccia GPS, da studiarsi o analizzarsi quando si torna a casa.
Il Polar CS400 acquisisce tutti i dati che è in grado di acquisire un Garmin, tranne le coordinate cartografiche (latitudine e longitudine), cioè non avete la localizzazione spaziale, ma avete solo l'altimetria, che è solo un pelo più precisa, in quanto campionata attraverso un sensore barometrico e non attraverso il posizionamento satellitare, quindi avete un possibile errore iniziale dovuto ad un'altimetria falsata ad inizio giro - cosa che potete sempre correggere a posteriori una volta che travasate le curve nel software su Windows.
Qualcuno potrebbe obiettare che aggiungendo qualche decina di Euro si può arrivare ad un GPS completo e che parecchi dispositivi GPS hanno una velocità di trasferimento dati di gran lunga superiore, cioè la connessione tramite USB, anziché la lentissima connessione attraverso la porta ad infrarossi, che ha i suoi bei problemi a funzionare con Windows 7 e Windows 8 (non funziona proprio con quest'ultimo).
Un punto però a favore del CS400 è la durabilità della pila: con una pila CR2032 potete superare abbondantemente 10.000 chilometri, dimenticandovi così l'assillo di metterlo in carica a fine di ogni giro.
Un aspetto interessante della cipolletta Polar è che esso campiona una buona mole di dati, solo chesi fa fatica a visualizzarli tutti nelle sei schermate su cui ciclare durante la vostra pedalata o il vostro allineamento, cliccando più volte il tasto in basso a destra. Un'informazione che non è visualizzata quando lo scartate dalla confezione è la temperatura istantanea, nonostante esso la memorizzi per ognuno dei marker che decidete di fissare.
Eccomi pertanto a proporvi quello che io ritengo il giusto setup, leggermente diverso rispetto alle impostazioni predefinite, utile a tutti i ciclisti quando vanno in bici, sia su strada che in mountain bike:
pagina 1: frequenza cardiaca istantanea, distanza percorsa, velocità istantanea
pagina 2: calorie già bruciate, temperatura istantanea, altitudine istantanea
pagina 3: frequenza cardiaca media, velocità media, tempo trascorso della frazione
pagina 4: ora, dislivello accumulato, distanza totale (già ripetuto)
pagina 5: grafico della frequenza cardiaca, grafico dell'altitudine, tempo totale dell'esercizio
pagina 6: non modificabile
Ho sostanzialmente sacrificato parecchie informazioni, di importanza secondaria, a mio avviso:
la pendenza istantanea (in gradi e percentuale), troppo imprecisa
l'economia ciclistica (una cosa che desta molta curiosità le prime volte, cioè le kcal consumate per chilometro)
la velocità massima (la potete consultare comunque a fine giro o durante una pausa)
Insomma ci sono molte più informazioni visualizzabili di quelle che in realtà si possono visualizzare e le combinazioni e le posizioni dove visualizzarle sono pure abbastanza limitate.
Di Marco Tenuti (del 20/11/2008 @ 01:15:19 in MTB, linkato 1558 volte)
Oggi, si dica quel che si vuole, la giornata del B-day è cominciata coi migliori auspici ed è stata splendida dal punto di vista del cielo. Tutte le aspettative della vigilia sono state ampiamente soddisfatte e possiamo andare fieri di aver VISSUTO VERAMENTE anche questo mercoledì.
Prima di arrivare in zona Borgo Trento, ho perfino il piacere di agganciare a Poiano nientepopo' di meno che il Max Maga, in gran rispolvero in sella alla sua MTB in direzione casa, dopo un'uscitona di più di due ore.
L'appuntamento che avevamo concordato io e il Giando era a Ponte Catena per le ore 14. Il punto ritrovo è stato insomma il medesimo dove si vede spesso il manipolo dei ciclisti Evolution. All'appuntamento il Giando è già pronto sull'attenti, pronto a calarsi in questa avventura, in cui l'ho coinvolto ancora mercoledì scorso, quando invece il meteo stava imperversando su tutta l'Italia senza lasciare tregua. L'andatura è da subito molto turistica, vuoi perché ci va di fare una bella chiaccherata, vuoi perchè il venticello spira spesso al contrario e ci impedisce di fare media da cronoman.
Il Giando ben presto confessa di non aver carburato molto a pranzo - solo una brioche a quanto pare - e di tanto in tanto stenta lungo il tragitto giornaliero, ma il tutto è secondario per come la giornata si sta mettendo.
Il trasferimento in Valdadige avviene di buona lena con una velocità media dei 34 km/h. Evitiamo appositamente di attraversare i paesi di Volargne e Dolcé, ma preferiamo l'alternativa di Zuane, Belluno e Rivalta. Il soletto alto nel cielo fa ben sperare per la risalita verso Fosse e il pensiero cade spesso agli amici meno fortunati rimasti alle scrivanie per tutto il pomeriggio e così non lesiniamo a mandare i nostri contributi fotografici, sia dalla partenza, che poco prima di Affi e ovviamente all'attacco della salitona, dove manifestiamo tutta la nostra disapprovazione per l'iniziativa unilaterale intrapresa dall'Assessore, cioè il tentativo di accordo con la Provincia Autonoma di Trento, nel tentativo di arginare sempre più il dilagante fenomeno del B-day.
Da bravi comunisti io e il Giando ci dividiamo l'unico alimento in nostro possesso, una brioscetta martoriata nella mia tasca da più di un'ora, con la speranza che essa ci possa aiutare un po' a risalire la china. Neanche questo basta che il Giando dice per la terza volta che oggi non riesce a capacitarsi del perché della sua frequenza cardiaca così alta e subito un gallo cantò.
Io gli dico: "Caro Giando, te devi carburar co 'na bela pastasutta prima de inviarte su par la Peri-Fosse!" Non che io abbia esagerato a pranzo, con un bel minestrone di verdure e un toco de formaio, comunque el Giando, arrivato al settimo tornante el me rivela di aver visto San Pietro con le ciave. "Caro Giando, guarda che el deve ancora arrivar el nono tornante! Non l'è che te te confuso tra el settimo e il nono?"
E' evidente che gli ultimi raggi di sole che gli penetrano negli occhi e la brina ai lati della strada a partire dal nono tornante, fanno sì che lo scenario sia a dir poco allucinante. El termometro segna temperature ormai degne dei poli, ma non demordiamo e proseguiamo verso la meta. Tra l'altro in diretta live On The Blog il Pezzo sta seguendo esattamente la nostra posizione GPS, come possiamo intuire dal suo incitamento arrivato via SMS.
Lungo la parete poco dopo il nono tornante per me perfino l'ebbrezza di sentire la ruota posteriore slittare come una MotoGP: il Giando mi conforta dicendomi che no iè mia le ultime forze che me rimaste, ma una placca di ghiaccio su cui ho messo le ruote! Fatto sta che ormai intravediamo il tabellone in legno di Sant'Anna d'Alfaedo e anca stavolta la Peri-Fosse l'avemo portà fora.
Purtroppo arrivati in piazza a Fosse il nostro desiderio di entrare all'Ombra e farci una cioccolata calda è tradito dalle luci spente e la porta chiusa del bar ristorante. La temperatura è sempre più fredda: +3.1°C segna la stazione meteo a bordo della Focus del Giando e ogni minuto di sosta si rivela determinante per le condizioni dei nostri esili corpicini.
Non ci rimane altro che fare le ultime foto di rito, infilare l'antivento e buttarci giù in picchiata per il Vaio della Marciora dalla contrada Barozze fin giù a Bellori. Il Giando è uscito con un paio di guantini mezza stagione pret-a-porter 2008-2009, che si rivelano assolutamente inefficaci per riuscire a staccare in sicurezza, ma anche i miei piedi non scherzano affatto. Comunque non ci badiamo molto e resistiamo, anche se il nostro ritorno in Valpantena non è dei più calorosi con circa 4°C a Lugo e 6°C scarsi nella città di Grezzana.
Procedendo sempre a velocità di crociera dei 45 km/h arriviamo in quel di Marzana dove io e il Giando ci congediamo con queste parole papali papali: "Dopo aver vissuto intensamente e veramente per 3 ore, adesso è ora di far sponsar la bici e di vivere con le nostre famiglie".
No ve digo cosa è successo ai miei piedi, appena arrivato a casa, dico solo DIAOLETTI. Ma ho vissuto veramente anche oggi.
PICCOLO POSTSCRIPTUM: Ma il Maga che fine ha fatto nel pomeriggio? L'ho superato in bici alla rotonda dell'Esselunga di Borgo Venezia alle 13.50 e te lo ritrovo ancora lì alle 19 con tanto di lucette notturne? Maga!?! Vogliamo spiegazioni della tua nuova tabella di allenamenti!
Non si tratta dei "soliti" freni idraulici per la mountain bike, visto che per quello è appena arrivata la rivoluzione del carbotecture, dove spicca tra tutti il modello MT8, ma il produttore tedesco stupisce tutti presentando la sua coppia di freni idraulici per la strada, precisamente per il triathlon e le bici da cronometro, dove vige un regolamento particolare dell'UCI.
Anche il sito stesso di Magura è già stato aggiornato con la novità: andate qui per vedere il video introduttivo, dove si può vedere il nuovo kit installato su una bici da crono Cervelo.
Gli operatori telefonici di rete fissa continuano a martellarci con pubblicità più o meno invasiva e con solleciti più o meno corretti per passare ai loro servizi.
La tecnica usata è sempre quella: siamo allettati proprio con dei banalissimi specchietti per allodole, cioè promozioni sembrano scadere sempre da un momento all'altro. Solitamente scadono entro qualche giorno o al più una settimana.
Peccato che una volta scaduta la promozione -quando va male - essa viene protratta per un altro po' di tempo, altrimenti viene surclassata da una promozione ancora più irresistibile. E quindi quelli che hanno firmato il contratto alle condizioni della promozione appena scaduta, si sentono un attimo "presi in giro", per dirla con un eufemismo.
Questo è il mercato della libera concorrenza nelle telecomunicazioni: il servizio e l'accesso alla rete fissa costa praticamente zero per tutti; la rete tecnologica viene in gran parte manumtenuta dal gestore monopolistica, cioè Telecom Italia, ma il garante della concorrenza ha acconsentito affinché anche altri "operatori" si spartiscano la torta prelibata.
Succede infine che, come tutti i clienti affezionati, vieni sedotto e abbandonato, cioè quasi tutte le promozioni sono davvero convenienti per un certo periodo di tempo e poi ti ritrovi di nuovo ad una tariffa non proprio conveniente.
Si fa pure fatica ad ottenere telefonicamente di avere le stesse condizioni dei nuovi contratti, senza stare lì a cambiare operatore.
Quando non ci si riesce, si fa quello che ho fatto io. Ho cambiato operatore, senza stare a mandare disette, che non sono più obbligatorie per legge, solo che ti ritrovi nell'ultima bolletta del precedente operatore, Infostrada nel mio caso, la "sorpresina" di 35 Euro, cosa che avevo comunque messo in conto, perché ne ero al corrente dalle condizioni contrattuali vigenti.
In the last month I targeted the HDMI cable as faulty. I used a low quality cable, bought on an Ebay auction for a price just less than 6 Euros. Such cable unveiled its mediocrity, because of its excessive length - 3 meters long - and for its scarce shield: it wasn't even able to support the maximum native resolution between the digital devices, the well known "1080p".
In fact I set the PS3 to work with customized setup with my LED TV and I checked the basic resolutions 576p, 720p, and 1080i.
Last Wednesday my aunt Dolores gave me an high quality 3D certified HDMI cable by the German maker HAMA, an HDMI cable 1.5 meters long. I discovered immediately that the native 1080p resolutions is supported, without any strange artifact or interference. The shitty cable from Ebay - its seller stated it was a "top quality" cable - is really valueless, although the real guilty should be pointed to the cable length. If a cable is being stated as certified, its length shouldn't be a matter!
I tried again to probe the available resolutions and the 3D feature of my TV, but PS3 refused to detect it and I was going to say myself that it should be an incompatibility between my PS3 updated with firmware 3.55 and my LG 47LX6800.
The PS3 unluckily can't understand that the TV supports 3D view and it doesn't show such addictional page, where the PlayStation player can choose the extended 3D resolutions, 720p (3D) e 1080p (3D).
At last tonight I fixed the bogus by myself. One month ago I set the "Customized" setup in the video output settings and not the "Automatic" setup, after just replacing the shitty cable with the Hama one, and adding the 1080p resolution, in the list of the supported resolutions.
After changing from "Customized" to "Automatic" the extended 3D resolutions appeared as magic and even the bonus page, where you may tune the 3D display size in inches.
Some seconds later, I loaded one of the 3D Blurays from my aunt, the full Shrek collection in 3D and Monsters Vs Aliens 3D, all these movies are the cutting edge animation from movie industry, and the 3D playback run smoothly, with the TV dialog inviting me to wear the 3D active glasses.
Now we are playing with Granturismo 5 in 3D mode. More updated here in my blog in the next week...
Di Marco Tenuti (del 11/10/2014 @ 01:09:51 in rally, linkato 1154 volte)
L'edizione 2014 del Rally Due Valli segna un'importantissima novità per il rallismo veronese, ossia la promozione a rally di massima validità nazionale: il Due Valli è di nuovo prova del Campionato Italiano Rally, dopo che sono passati ben 25 anni.
Oggi si sono tenuti in Valdillasi gli shakedown, dove il trio in testa al Campionato Italiano ha avuto modo di scaldare i motori.
Stasera invece ressa di gente per la prova delle Torricelle in notturna. L'hanno spuntata Giandomenico Basso e Paolo Andreucci, davanti di pochissimo ad Arbetti e Umbi Scandola, dietro di qualche manciata di decimi di secondo.
Domani si fa sul serio con tutte le prove in alta Valdillasi e Valdalpone, soprattutto nella molto impegnativa prova della Ca' del Diaolo.
Di Marco Tenuti (del 06/09/2014 @ 01:08:06 in MTB, linkato 957 volte)
Torna l'XC Running con l'arrivo dell'autunno. Quest'anno la disciplina mista di corsa offroad e mountain bike prenderà il via proprio a Grezzana, primo appuntamento dei sei previsti per il circuito nella provincia di Verona.
Quest'anno l'edizione grezzanese si terrà il 12 ottobre e farò quanto possibile per essere presente, dopo aver saltato a malincuore l'appuntamento dell'anno scorso, a causa di un altro impegno familiare.
Cercherò di farmi trovare in una forma dignitosa per quella data e devo anche darmi da fare per trovarmi un partner podista che farà la staffetta con me, visto che non è proprio mia intenzione quella di mettermi a correre a qualche settimana dal via di questo evento amatoriale.
L'edizione grezzanese sarà curata anche quest'anno da Franceschino, che coordinerà le forze della Proloco di Grezzana. Lo "spilungone di Mizzago" ha promesso che il percorso sarà a breve a disposizione per chi lo vuole provare di persona. Devo insomma mettermi dietro a cominciare a girare tra gli uliveti di Redoro!
Di Marco Tenuti (del 12/10/2010 @ 00:55:35 in MTB, linkato 7845 volte)
Pare che i tempi stiano maturando per i clienti Scott, dopo il preview di giugno 2010 e la possibilità di toccare con mano le novità 2011 alle varie fiere di settembre. Stasera son andato a fare un giretto sul forum di MTBR.com per vedere che aria tira negli USA e che opinioni si stanno formando sulla marea di bici da 29" di alta gamma che sono già arrivate o che stanno per arrivare al grande pubblico.
Inutile dire che la Scott Scale e la Specialized Stumpjumper HT Expert S-Works son senza dubbio le più attese. Ancora un mese fa il Puma, per i più Rodella, di Castiglione delle Stiviere, mi parlava che le prime Scale da 29 in carbonio non sarebbero state consegnate prima del gennaio 2011.
Ma qualcosa per il mercato globale si sta muovendo e sul forum ho "beccato" il primo biker a possederla. Gli è arrivato il telaio 3 giorni fa e non ha fatto passare molto tempo tra la consegna del telaio e il montaggio di tutta la componentistica. E non stiamo parlando di un biker nordamericano, ma di uno svedese!
Trattasi del telaio Scale 29 ordinabile separatamente - a differenza della Scale 29RC che è consegnata come bici completa e con colori diversi, giallo e nero - e prodotto col carbonio più pregiato di casa Scott, cioè l'HMX-NET, cioè quello che ferma l'ago della bilancia a 949 grammi. Infatti kibsen - questo è il suo nickname sul forum di MTBR.com - ha pesato il telaio senza reggisella e serie sterzo e la sua bilancia elettronica si ferma a 950 grammi. A dire il vero lui scrive che lo ha pesato senza l'attacco della sella e la serie sterzo, quindi non vorrei che i 950 grammi siano comprensivi del reggisella, ma mi pare oggettivamente troppo poco per una MTB!
Poi lui ha già montato lo SRAM XX, una Reba 29SL, cornetti, manubrio e pipa Ritchey WCS, due ottime ruotine American Classic. Mancano ancora all'appello la catena, la cassetta e l'accorciamento dei fili dei freni. Attualmente l'ago della bilancia si ferma a 8710 grammi, ma manca ancora all'incirca mezzo chilo per la parte rimanente della trasmissione. Alla fine della fiera siamo sui 9200 grammi per una 29er ammortizzata, cioè gran bel peso!
Per leggere tutto il thread in lingua inglese, andate qui.
Di Marco Tenuti (del 23/11/2011 @ 00:51:34 in rally, linkato 2044 volte)
Che i francesi ci sapessero fare con le trazioni anteriori (TA) non è niente di nuovo. La scuola di "vetturette" a due ruote motrici a trazione anteriore ha una quantità di vetture imbarazzante nella storia dell'automobilismo rallistico: Renault 5 GT Turbo, Renault Clio 16v, Clio Williams, Clio RS, Clio RS2, Clio Light ed ora anche la Megane RS e l'ultimo aggiornamento tecnico Megane RS Trophy.
Una vettura dotata del "classico" duemila turbo, con 250 cavalli rimappati a 265, un ottimo telaio, una buona distribuzione di pesi ed un autobloccante che scarica a terra a dovere la cavalleria.
Niente di eccezionale, ma sarà stato il manico del collaudatore (Laurent Hurgon) ed anche il set di gomme Bridgestone, fatto sta che il tempo di 8'07"97 è eccezionale per una trazione anteriore al circuito del Nürburgring, il Nordschleife per l'esattezza.
Di Marco Tenuti (del 26/03/2013 @ 00:45:52 in MTB, linkato 2723 volte)
Messa in archivio l'ennesima esperienza di mountain bike, la Granfondo Tre Valli 2013, quella dove viene fuori tutta la saggezza e l'accortezza di chi non sottovaluta mai che questo sport non è affare da "fighetti". Se poi ci mettiamo che ci si mette anche la natura, bisogna non dimenticare che quest'ultima non perdona mai nulla.
Per fortuna che le premesse, ossia le previsioni meteo in divenire nel corso della settimana scorsa, non hanno sbagliato nulla, nonostante l'ottimismo di un qualsiasi organizzatore che cerca di scongiurare fino all'ultimo un ambiente così infausto.
E non si può dire che il Team Bibike Andreis non abbia fatto nulla: già verso giovedì erano alle prese con la fresa per togliere la neve alla Carrara, ma il fango in zona Belloca e Ferrara era davvero troppo, dopo tutte le precipitazioni che si sono avute nell'ultimo periodo.
La scelta di eliminare gli otto chilometri più in alto della gara a favore di un taglio su asfalto per l'abitato dei Finetti si è rivelato una scelta più che mai saggia, per evitare l'assideramento di alcuni che per un motivo o per l'altro hanno sottovalutato l'inclemenza in Val d'Illasi.
Per quanto riguarda il sottoscritto, nella mia piccola esperienza "prestigiosa" dal 2010 al 2012, ho cercato di fare "uno più uno", cioè cercare di adottare tutta una serie di espedienti e di optare per alcuni piccoli accorgimenti tecnici per evitare disastri, fermo restando che il ritiro ha sempre da essere considerato quando la cosa si fa seria: non è che si procede allo sbaraglio!
L'abbigliamento
Arrivati ieri a Tregnago verso le 8.35, il termometro indica 5°C e raffiche di vento continuano ad agitare i gazebi e le strutture temporanee della gara, vicino alle nuove strutture polisportive sorte a fianco del cementificio di Tregnago. Dal cielo non cade una pioggia abbondantissima, così confermo di correre, come avevo previsto: maglietta intima estiva sotto, poi maglietta intima invernale relativamente leggera, maglia del team mezza stagione, spolverino rosso del team completamente impermeabile e, decisione dell'ultim'ora, lo smanicato traforato leggerissimo griffato Tre Valli di due edizioni fa allo scopo di tenere il "multistrato" molto compatto. Guanti ovviamente invernali - quelli del pacco gara di una Divinus Bike di 1-2 anni fa, ma non guanti da sci.
Agli arti inferiori pantaloncini estivi d'annata - non aveva senso rovinare dei pantaloncini nuovi - gambalotti vecchiotti rosso bordeaux, scarpe vecchie incartate nella pellicola trasparente, un paio di copriscarpe, tanto per stemperare dal freddo proveniente dal Carega.
Per concludere al capo occhiali con lenti trasparenti, sottocasco e casco impacchettato anche lui nella pellicola trasparente.
La bici
Nessun accorgimento particolare sulla bici: un'abbondante spruzzata di olio ovunque e poi niente borraccia! Su una gara inferiore ai 40 chilometri ed un tempo di percorrenza stimato sulle 2 ore, col freddo che c'è non ha senso portarsi dietro mezzo chilo di una borraccia che non porterò mai alla bocca. Approfitterò dei ristori prendendo un bicchiere di acqua o di sali al volo. Pertanto ho corso col mio supermezzo da 8,8 kg, portandomi dietro solo il kit per gestire un'eventuale foratura, ossia la solita camera d'aria da 29", pompetta e cacciagomme.
Il riscaldamento pregara
In queste condizioni non c'è da fare molto: anzi non c'è proprio da riscaldarsi prima della gara, a meno che non si sia dei professionisti con a disposizione un gazebo ed i rulli. Girovagare con la bici con 5°C sotto l'acqua è quanto mai deleterio, per cui mi limito a percorrere si e no mezzo chilometro "per andare al bagno".
La procedura di partenza
Come al solito noi italiani siamo i più fighi ad andare in griglia anzitempo. Anche a questo giro, nonostante la pioggia, tutti dentro in griglia con "congruo anticipo". Io me ne sto in macchina fino a mezz'ora dalla partenza; poi passo al coperto di un porticato attendendo 5-6 minuti al via. Parto che sono praticamente asciutto, ma basterà quel paio di chilometri sulla bretella esterna della città di Tregnago per tirare su quel tanto di acqua da essere già fradici dopo 5 minuti. La "cosa bella" è che parto in fondo al gruppo: il cronometraggio real time conferma quanto misurato dal mio ciclocomputer, cioè che son passati 48 secondi quando passo con la ruota anteriore sul tappeto del via rispetto al via dato dagli speaker ai concorrenti della terza griglia.
La prima salita
La prima salita, fino alla Croce del Vento, è tutta su asfalto. Dopo il primo chilometro abbondante il tempo di scambiare due parole sulla condotta di gara con Anonimo, che mi sembra alquanto titubante e guardingo sulla situazione generale. Io mi sento abbastanza carico, così mi faccio tutta la prima rampa già oltre la soglia e dopo la seconda curva mi ritrovo già col vento in faccia alla continua ricerca di un "ventaglio" dietro cui ripararmi. Arrivo così alla Croce del Vento, senza quasi accorgermi, testa bassa e sgranata sul rotante di destra pronto per scendere verso i Finetti, dove risalgo "tutto di padella", come il Conte insegna.
Primi fanghi
Al momento della reimmissione nel percorso originale di gara, il tempo di controllare lo stato di sblocco della forcella ed è purtroppo ora di tuffarsi nel fango, coi miei bambini sempre nei miei pensieri, pensando loro a casa e al divertimento familiare nel vedere Peppa Pig buttarsi a capofitto nella pozzanghera. Mi rendo subito conto però che il fango sporca molto, è liquidissimo, ma non frena molto la corsa: qua e là qualche tratto è lievemente insidioso, ma la mia gommatura generosa da 2,25" galleggia sullo strato di melma che è un piacere.
Dopo qualche chilometro comincia a lacerarsi il portanumero: lo tengo visivamente sempre a bada, ma nello scendere il Mirabello vedo che vola via. Mi fermo immediatamente: mi metto a cercarlo, ma non lo trovo più. Ho perso quasi mezzo minuto e dico tra me "lasciamo perdere, meglio pedalare".
Giù di nuovo a tutta in Valtramigna ed è un tutto un superare di gente a destra e a manca, tutti concorrenti partiti nelle griglie davanti. Mi prendo anche del "coglione" quando, in una manovra di sorpasso, devo aver sfiorato con la mia spalla la spalla di un altro, senza compromettere nè la mia nè la sua stabilità, ma si sa che l'orgoglio e lo spirito offeso contano spesso molto più delle doti velocistiche e discesistiche.
Arrivo giù al guado del Tramigna continuando ad infilare gente: mi sento un po' il Fontana della situazione, ma il mio mezzo aggiornato di forcella da 100 mm e dotato sempre di questi gommoni, il Racing Ralph tubeless ready, è praticamente un cacciabombardiere da sterrati, più che mai in queste condizioni.
Metà gara
L'ascesa dal Tramigna verso il Castello di Illasi è una cavalcata impetuosa sempre con la padella in canna. Nonostante un meteo avverso il mio morale è alle stelle e mi sembra di stare a compiere qualcosa di grande, per cui non batto ciglio e proseguo diritto al tunnel sotto la provinciale scambiando un paio di parole con un altro ignaro concorrente a cui anticipo il trucchetto: "scendere dalla bici, testa bassa e via"!
Il tempo di un bicchiere di sali e poi si entra in modalità Energy Saving, cioè controllo delle emozioni, battito sotto osservazione e spinta relativamente dura. Mi aspetta tutta la Via Cara sempre in tiro, ma nei miei pensieri a questo giro me la immagino molto più corta del solito, tanto che è già ora di pedalare i pezzi pianeggianti sopra Mezzane di Sopra. Pure quattro chiacchere con un giovanotto che confondo con Luca Leo e realizzo solo a fine gara non essere lui. Cominciavo ad avere le visioni...
Dura poco questo dubbio che faccio fatica a pulirmi gli occhi pieni di terra prima di scendere giù a Ponte sul Vago in scioltezza, grazie alla forcellina all'opera e continuando a chiamare la corsia dove passare!
L'arrivo
L'ultima salita, la salita dei Cancelli, mi è sempre sembrata qualcosa di infinito, invece anche qui l'approccio che seguo è quello corretto. Sfrutto la scia del trenino che porta fin quasi sotto il primo cancello e poi cerco di salire col mio passo, cercando di non fare troppa fatica uscendo dalla traiettoria ideale per sopravanzare gli altri concorrenti, quantomeno nei pezzi dentro il bosco. Una volta usciti dalla vegetazione il sorpasso torna ad essere agevole e, ormai arrivati in cima, qualche saluto agli altri concorrenti, come l'Ulisse Bombieri che mi dice "Son stracotto" e al Michele Costanzi che viaggia già con la soddisfazione stampata in faccia per tanta fatica.
La discesa è il divertimento finale: peccato solo non vederci nulla dagli occhiali e dagli occhi... riesco comunque lungo i tornantini finali ad infilare una mezza dozzina di concorrenti sfruttando quello che ci si riesce ad inventare a fianco di un single track! Infine il rettilineo a fianco del Torrente Illasi col vento a favore dove si torna finalmente fuori soglia e si punta diritti al traguardo, dove termino 299° assoluto in 2h07'42" (290° il piazzamento real time in 2h06'54"), 40° in M3, la mia prima volta in questa categoria!
Il postgara
Anche questi momenti sono sempre da ricordare: all'arrivo, diversamente dal solito, non c'è nessuno a salutarti. Tutti scappati a lavare la bici e a docciarsi. Il ristoro di fine gara chi lo ha visto? Nel quarto d'ora in cui ho caricato la bici sporca in macchina, ne ho avuto abbastanza per raffreddarmi, tanto che arrivo alle docce col borsone ormai tutto infangato ed i brividi alle labbra, ma il cuore è caldo, la passione è forte, la soddisfazione è immensa e tutto il resto non conta.
Complimenti a tutti: in primis agli organizzatori a cui non è sfuggito alcun dettaglio essenziale - si, volendo, si poteva fare qualcosa per abbondare nel pacco gara, si poteva mettere lungo il percorso qualcuno a lavare le bici o a spruzzare un po' di olio sulle catene. Non oso pensare al macello che abbiamo lasciato negli spogliatoi e alle docce, ma alla fine la soddisfazione per vedere il traguardo in una gara del genere non ha prezzo. Insomma, complimenti anche a tutti voi che avete corso in questa avvincente edizione 2013 della Tre Valli.
Il carbonio al momento sembra essere davvero il materiale alla ribalta, quando si parla di cerchi e ruote. estremamente leggero, può essere assemblato in maniera incredibilmente duratura, ma è al tempo stesso mai facile da lavorare, come è invece per un cerchio in alluminio. Fondata nel 2012, la NOX Composites è relativamente nuova sulla scena del carbonio, ma quest'azienda mette sul tavolo della novità la loro esperienza ingegneristica, grazie a due ingegneri che si divertono pure a gareggiare. Credendo fermamente nel design del cerchio e offrendo una performance per ruote in carbonio ad un prezzo un po' più abbordabile, NOX si fa vedere per reinventare ancora una volta la ruota (in carbonio).
Si, in realtà la ruota non l'hanno reinventata, ma hanno messo parecchio del loro nel realizzare una ruota che loro considerano superiore. Il cerchio parte da un loro design proprietario e da un processo ed un assemblaggio costruttivo controllato. Costruito principalmente con fibra di carbonio Toray unidirezionale, il cerchio è addizionato con un intreccio a 3K nei punti di elevato stress, attorno ai fori per i nippli in modo da rinforzare il labbro del cerchio e proteggerlo dagli impatti a scalino che si possono incontrare lungo il percorso.
Allo stato attuale NOX offre la coppia di ruote XCR-29 e conta di avere presto a disposizione un'ulteriore coppia AM-275. Con uno spessore esterno di 30 mm ed una larghezza interna di 23 mm il cerchio XCR-29 pesa 385 grammi (tolleranza +/- 10 grammi) ed il set completo pesa 1449 grammi con mozzi American Classic o 1594 grammi con mozzi Chris King, entrambi montati con raggi Sapim CX-Ray e nippli DT Swiss Prolock.
Il cerchio AM-275 è più largo, con 33 mm esterni e 27 mm interni ed un po' più pesante con 410 grammi a cerchio. I pesi della coppia sono pertanto 1475 grammi con i mozzi American Classic e 1599 grammi coi Chris King. Le ruote XCR-29 sono offerte in due opzioni, cioè con 28 o 32 raggi, mentre le all mountain AM-275 solo a 32 raggi. Entrambi i modelli vengono eventualmente offerti sia solo coi cerchi o come ruote complete; nel caso dei mozzi Kings si può scegliere perfino il colore.
Larga parte del progetto NOX si basa sul principio del canale del cerchio asimmetrico con un offset di 2,4 mm. Lo stesso cerchio è usato per la ruota davanti e per quella dietro, semplicemente girando le due facce laterali e questo design si traduce in un aumento di circa il 15% della tensione dei raggi, cioè in un assemblaggio della ruote per una migliore durabilità, rigidezza e prestazione generale. Quando usato con mozzi come i AC 225, NOX è in grado di ottenere una tensione dei raggi praticamente uguale sia dalla parte della trasmissione che dall'altra.
Tutti i cerchi NOX sono progettati per essere utilizzati anche in versione tubeless con un nastro rinforzato di polipropilene per copertoni standard o tubeless ready. I cerchi usano un diametro con profilo relativamente stretto in modo da assicurare una solida adesione del pneumatico, ridurre il rischio di stallonatura ed eliminare la necessità di un nastro spesso o nastri di gomma.
Il prezzo per il solo cerchio è di 449 US$ per l'XCR-29 e il AM-275, mentre la coppia di ruote XCR-29 è di 1438 US$ con i mozzi American Classic E 1598 US$ coi King. I cerchi all mountain AM-275 saranno disponibili in autunno solo su prenotazione e saranno proposti a listino con un prezzo di 1398 US$ con gli American Classic e 1598 nella versione King.
Abbiamo rimediato (ndt, Zach Overholt, l'autore dell'articolo su Bike Rumor) una coppia di XCR-29, per cui controllate tra un po' per un test completo!
Di Marco Tenuti (del 16/01/2014 @ 00:40:32 in MTB, linkato 3703 volte)
Una volta succedeva che ero trepidante all'uscita del numero di MTB Magazine che avrebbe pubblicato il calendario del circuito Prestigio MTB. Ora non più.
Ho altre cose a cui pensare, ma non mi dispiacerebbe ripetere per l'ennesima volta questo circuito, che ti consente di girare in lungo in largo l'Italia alla ricerca di posti sperduti in MTB! Ci vogliono solo un po' di soldi per viaggiare e pernottare, per il resto ci sono le gambe e la mente!
Di Marco Tenuti (del 08/07/2008 @ 00:39:08 in MTB, linkato 1942 volte)
Domenica sera in pizzeria, il dr.Pich e il Righe, mi hanno accennato qualcosa delle possibilità di salita da Lugo verso l'alto. Oltre alle solite vie di accesso verso l'alto da Bellori verso Barozze, o da Bellori verso il Corso, o da Bellori verso Lughezzano e Arzarè, spesso cadono nel dimenticatoio la Pernisa e la strada verso il Corrubbio. Diciamo che la prima ho avuto modo di farla alcune volte durante l'inverno in sella alla MTB, visto che per un bel tratto è sterrata e per altri pezzi l'asfalto si presenta un po' troppo rovinato per la bici da strada. La salita della Pernisa parte dalle Campagne di Lugo e conduce direttamente a Praole, frazione del Cerro, da cui si può raggiungere successivamente Lonico o Rosaro. E' una salita a pendenza abbastanza abbordabile, anche se c'è qualche pezzetto in cui si arriva all'11%. Salendo però in MTB, il problema non si pone e si tratta solo di moderare la velocità.
Ieri sera, di buona lena, attraverso l'abitato di Lugo e l'intenzione è quella di tirare dritto in direzione Barozze, ma arrivato al bar della Teresa, mi balena un flash e ripenso ai discorsi di domenica: proviamo qualcosa di nuovo! Effettivamente la conoscenze che ho maturato del territorio, da quando son diventato un ciclista assiduo sono cresciute a dismisura. C'è da dire che quando si va in BDC rischi spesso non se ne corrono, se non quello di incappare in qualche salita un po' troppo ripida da spingere col 39-25, che è il mio "ultimo" rapporto allo stato attuale. Quando si va in MTB, il problema non sono la difficoltà delle salite, ma la praticabilità. Quando ci si imbatte in solitario in qualche sentierino sconosciuto, la probabilità di finire in mezzo a rovi, spine, erboni si alza bruscamente...
Tornando comunque a ieri sera, al tornante a destra poco dopo la chiesa di Lugo, comincio a salire in direzione Orsara e Corrubbio. La pendenza è subito importante e si sale abbastanza rapidamente al di sopra dell'abitato di Lugo. Abbastanza presto si incrocia anche il bivio che fa scegliere tra la contrada Orsara e Corrubbio. Scelgo la seconda frazione. La strada sarebbe velocissima per una macchina, perchè presenta tre rettilinei molto lunghi, intervallati da tornanti, dove la pendenza si mantiene costante sul 6-7% e si sale quindi a velocità non superiori ai 15-16 km/h. Dopo un bel po' di strada una curva a destra spiana decisamente e ci si imbatte nel cartello che introduce Corrubbio. Tra me penso che il grosso è ormai fatto: vedo che c'è tanto di chiesa, c'è un campetto di calcio, c'è perfino la scuola elementare! Ignoravo proprio che questa frazioncina del "mio" comune di Grezzana avesse tutti questi servizi. Non ho visto se c'è il baretto, la prossima volta guarderò meglio.
Peccato che i trecento metri di piano siano subito spezzati da una salitella al 10% ancora dentro la frazione. Da qui in poi è tutto un alternarsi tra un pezzi che spianano e pezzi che salgono abbastanza ripidamente, senza soluzione di continuità. Sarà che avevo le gambe stanche o cosa, ma mi pento amaramente di aver pensato un paio di minuti prima di aver già finito le mie fatiche. E piano e paretina all'11%, e piano e paretina all'11%, speriamo finisca... che sia questa una delle salite che Cunego affronta quasi sempre per tornarsene a casa durante gli allenamenti invernali? Finalmente arrivo in cima ai Prati e da lì in poi è strada conosciuta. L'impressione che ho avuto è che si sale di circa 400 metri di dislivello in circa 5,3 km, quindi la pendenza media è dell'7.5%, che è pur sempre una bella pendenza.
Se volete togliervi lo sfizio, il buon Banzato non si è fatto sfuggire nulla e lo ha pubblicato su Salite.ch:
Come avete capito, mai sottovalutare niente e comunque me la segno per i miei prossimi giri di allenamento, visto che il numero di macchine che passano è sempre molto ridotto.
Di Marco Tenuti (del 30/01/2010 @ 00:37:44 in MTB, linkato 1540 volte)
Stasera la tentazione di andare con gli Aspetime per una pedalata memorabile è stata tanta ed alla fine ho ceduto!
Ho optato per l'uscita "salvagamba", più che altro perché non volevo far prendere troppo freddo ai miei arti inferiori, dopo l'esperienza dell'inverno scorso, e così mi son portato via la 307 di famiglia chiedendo a mio figlio Enrico se voleva far parte della comitiva.
Tutti entusiasti siamo partiti per l'appuntamento delle 18.30 presso Turnover, dove c'erano il Fix e il Diego Anselmi, pronti per partire verso le alte quote.
A Bellori, ad aspettarli, anche il Paolo GPS Orlandi, lo jeti della Lessinia, assieme a suo cugino. Io mi son perso questo ricongiungimento, perché ero preso ad organizzare altre faccende in Turnover, ma grazie ad una prova speciale da Bellori fino quasi a Boscochiesanuova lungo la vecchia strada Lughezzano-Bosco su un asfalto decisamente a corto di tenuta, mi ha consentito di prendere il gruppetto dei quattro impavidi, poco dopo la contrada Valbusa, cioè a 2 km scarsi dalla capitale della Lessinia.
Già all'altezza di Lughezzano i fiocchi di neve cominciavano a vedersi e l'asfalto era sempre più viscido. A Boscochiesanuova era neve garantita!
Ora non vorrei rubare la cronaca che dovrebbe arrivare dal Fix sul blog degli Aspetimebike, ma il termometro segnava una temperatura non proprio delle più miti e il gruppetto cominciava davvero a fare sul serio con le prime rampe in direzione San Giorgio.
Tutta la scalata da Bosco fino ai Tracchi è stata pedalata ad una temperatura tra i -3°C e i -4°C, con una neve che cadeva sempre più insistente e la gomma che faticava ad avere grip, costringendo tutti a starsene seduti in sella.
Ovviamente foto e video a tutto spiano, di questa uscita facilitata enormemente dai fari abbaglianti della mia Peugeot, che ha illuminato tutte le fasi salienti della pedalata. Probabilmente già stanotte o domani mattina qualcosa comparirà anche su YouTube, quindi state collegati!
Parte sicuramente spettacolare è stato anche il terzo tempo gastronomico al Hotel Piccole Dolomiti a Branchetto, cima Coppi della notturna. Notturna organizzata con in mente il chiaro della luna piena, ma la luna non si è proprio visto a causa della precipitazione. Per il Fix canederli in burro fuso, mentre per il sottoscritto, Enrico e il Diego minestrone di verdure con canederlo a dominare la scena nel piccolo tegamino. Il Paolo optava per un più sobrio panino al salame, mentre per tutti alla fine c'era una torta mantovana con crema di zabaione!
Il ritorno è stato senza dubbio più impegnativo per i bikers, sia per la temperatura che andava abbassandosi a valori tra -5°C e -6°C nel tratto tra i Tracchi e Grietz, che per la discesa, visto che sotto il nuovo manto nevoso di ormai 10 cm era presente uno strato ghiacciato insidioso per i Maxxis e gli altri copertoni che equipaggiavano la compagnia.
Degne di nota le "cappole" dell'Orlando e dell'Anselmi, ma niente di che! La stanchezza comincia a farsi sentire, la concentrazione viene qualche volta meno, ma la neve è soffice e ci si alza in fretta!
Numeri acrobatici anche per la Peugeot, che con un pistoncino dei freni bloccato sulla posteriore destra, procurava un'avaria completa all'elettronica. L'attuatore e il relativo sensore mandavano in tilt tutto quanto e ESP/ASR e ABS erano completamente disinseriti, costringendo il Marcante ad improvvisarsi per l'occasione un po' Mikko Hirvonen, con una ruota bloccata e pneumatici estivi sul posteriore. Solo a Bosco, dopo alcuni tentativi falliti di reset, la macchina si riprendeva dalla panne e i sistemi elettronici tornavano a fare il loro dovere.
Breve sosta in piazza a Bosco, non per riempire le borracce come d'estate, ma per la foto di rito. Poi giù di nuovo per la Lughezzano-Bosco al contrario, con le temperature che si alzavano verso i -2°C.
A Bellori nessuno più sentiva le punte delle dita nè di mani e piedi, ma la soddisfazione massima era già raggiunta e l'adrenalina si manteneva ancora a livelli molto alti.
Anche noi, da dietro, ci siamo goduti la pedalata ed il terzo tempo e non mi dispiace affatto di essere rimasto in macchina a +22°C a seguire l'intera pedalata e a dar man forte a questi quattro spericolati!
Complimenti a loro per la prova di carattere dovuta all'esposizione a simili intemperie e per aver indovinato una serata indimenticabile!
Di Marco Tenuti (del 29/04/2011 @ 00:34:06 in MTB, linkato 1574 volte)
Riporto volentieri dal forum di MTB-forum il video di Roby@bike, uno dei membri della comunità, che potete anche seguire sull'apposito canale Youtube. Il tratto cronometrato in discesa inizia dal monumento al Pirata del Cippo Carpegna. In realtà inizia con tre rampette in salita, corte ma cattivelle - soprattutto dopo la cronoscalata al Cippo - poi picchiata fino in paese con tratto di forestale nel sottobosco, tratto quasi in single track fino alla frazione di San Pietro ed un chilometrino di asfalto con un ultima salitella di poche decine di metri.
Il tratto dal Cippo a San Pietro lo potete vedere qui sotto in versione integrale.
Di Marco Tenuti (del 28/10/2008 @ 00:30:39 in MTB, linkato 1498 volte)
E' stato un weekend di tanti chilometri in bici quello appena trascorso. Venerdì gli impegni lavorativi e professionali non mi hanno lasciato un attimo di tregua, però sabato mattina la giornata volgeva a mio favore e mi sono recato all'appuntamento di Bike Evolution presso il Felix di San Martino Buon Albergo, organizzato dal buon Pezzo a condurre il folto gruppo verso l'Est veronese.
L'obiettivo è quello di fare la salita di Monte Calvarina, ma per arrivarci valichiamo l'invalicabile: la successione di salite e salitelle sono San Giacomo, Monti, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Roncà e finalmente saliamo a Monte Calvarina. Le mie condizioni alimentari sono però disastrose, visto che il giorno prima non ho praticamente mangiato e mi ritrovo ben presto ultimo nel gruppo.
Poco male, penso tra me: mi aspetterà nel pomeriggio la festa di Enrico, dove ci saranno un sacco di panini, paninetti, torte e tortine da sbranare e le energie ritorneranno presto...
Domenica è ancora giornata di festeggiamenti per il compleanno di Enrico e quindi tutta la giornata è tesa a sacrificare qualsiasi altro appuntamento in favore del pranzo a cui sono invitati tutti i miei parenti. Non per questo riesco a trascurare la bici e nasce così una puntata a folle velocità a Lazise e Bardolino, con ritorno dalla panoramica in compagnia dei "vecchietti" del GC Grezzana: tra Viagra, ricostituenti e robette varie ghe ne qualcuno che va davvero come una moto da strada...
Prossimamente non escludo qualche uscita alla domenica mattina più spesso con loro, ma anche coi Turnover. Anche ieri da quanto mi hanno detto il gruppo era molto numeroso e molto sfegatato nel solito giro "invernale".
Oggi son qua a lavorare e di tanto in tanto dò un'occhiata al meteo e alle previsioni per i prossimi giorni e pare proprio che l'estate sia davvero andata. Andare in bici a partire dalle prossime settimane sarà sempre più difficile per le avverse condizioni, quindi bisogna cominciare a inventarsi qualcosa o a non temere il freddo che avanza.
Quindi giro in pausa pranzo, giro con lucette sul percorso notturno, su e giù per Novaglie, salitelle ripetute tipo Piccolo Stelvio, copriscarpe, antivento, guanti invernali, piedi ghiacciati, bevande riscaldanti, bruma ovunque, acqua ghiacciata nella borraccia.
Di Marco Tenuti (del 02/10/2013 @ 00:27:12 in cucina, linkato 1501 volte)
Ecco il salame al cioccolato in versione Irresistibile. La ricetta proviene dalla mia vicina Roberta e giusto sabato scorso mia moglie Elisa e Roberta si sono riunite per preparare un po' per la cena. chiaro che questa versione è irresistibile per il fatto che mascarpone e la Nutella fanno certamente la differenza. Il classico salame al cioccolato prevederebbe invece di utilizzare le uova, lo zucchero ed il cacao, oltre all'aggiunta minima di qualche liquore.
Ingredienti
250 g di mascarpone
250 g di biscotti oro Saiwa
5/6 cucchiai di Nutella
Preparazione
Sbriciolare i biscotti secchi in pezzi sufficientemente piccoli
Aggiungere il mascarpone e la Nutella
Aggiungere i cucchiai di Nutella
Mescolare energicamente fino ad ottenere un impasto omogeneo come consistenza e colore
Disporre un foglio di pellicola trasparente e formare il filoncino
Avvolgerlo nella pellicola trasparente e rotolare in modo da dare una forma cilindrica
Riporre nel freezer per almeno 5/6 ore
Qui sotto trovate le fasi salienti attraverso alcune illustrazioni scattate proprio sabato durante la preparazione. Provare per credere.
Di Marco Tenuti (del 11/02/2012 @ 00:26:59 in MTB, linkato 1052 volte)
Il meteo prevede ancora freddo becco per il weekend che sta cominciando in queste ore e forse qualche precipitazione anche sul Veneto e la provincia di Verona.
Purtroppo niente a che vedere con i fenomeni nevosi che stanno imperversando nel Centro Italia, però dobbiamo accontentarci di vedere solo qualche fiocco cadere per terra.
Per tutta la giornata di sabato la temperatura non salirà mai oltre lo zero, stando alle previsioni elaborate da Il meteo su Grezzana. Si oscillerà tra la minima stimata di -4,3°C poco prima del sorgere del sole, fino ai -1,4°C dell'ora di punta, cioè le 14. Sono previsti fiocchi di neve già al mattino, mentre una buona probabilità c'è solo per il pomeriggio.
La buriana non risparmierà proprio tutti gli amici e i biker che cercheranno di affrontare il debutto stagionale a Locara, la Granfondo di San Valentino.
Non posso fare altro che augurare loro di trovare forti motivazioni per prendere il via alla gara e fare spalluccia se qualcuno, probabilmente più codardo, griderà all'insanità di correre una gara con tanto freddo. Semmai si potrà gridare al masochismo se domenica vedremo qualcuno a Locara partire con le gambe scoperte, ma si sa che si sarà sicuramente qualche irsuto che lo farà.
Per quel che mi riguarda, vedrò di essere presente col giaccone a scattare foto a tutti quanti e a condividere magari i momenti della partenza e dell'arrivo! Buona gara a tutti!
Di Marco Tenuti (del 18/08/2011 @ 00:23:30 in MTB, linkato 1174 volte)
Negli ultimi due giorni le mie ferie sono state caratterizzate da un paio di uscite in compagnia di Franceschino Signorini. Cominciamo con la prima, quella di martedì 16 agosto.
Martedì la bici da strada di Francesco non era pronta, pertanto abbiamo deciso per un bel tour ristretto della Lessinia in mountain bike, una cosa che mi consentisse di tornare a casa in tarda mattinata, senza compromettere il picnic con la famiglia. Dopo esserci trovati alle 7 passate al Ciao di Grezzana, ci siamo diretti subito verso località Pernisa per una Lugo-Praole a ritmo assolutamente alla "volemose ben". Tra i vari sterratini assaggiati nella dolce ascesa, l'escursione verso contrada Vurmi ed il lungo sterrato che, passando da contrada Chiurli porta a Boscochiesanuova passando per le serre di fragolina all'Oasi Casa di Nazareth.
La pausa brioches alla pasticceria Valbusa è consistita per il sottoscritto in un cappuccino ed un croissant integrale, mentre per il magrone di Francesco una pasta alla crema con analoga bevanda, e poi via di nuovo verso più alte altitudini.
Arrivati alle Scandole decidiamo di attaccare in direzione Baito dei Pastori, dove l'ascesa è bella irta, ma il fondo è molto buono e si sale senza mettere mai il piede a terra. La vista però della Foresta dei Folignani ripaga ampiamente delle fatiche e i tanti animali al pascolo coi campanacci al collo ci ricordano sempre di stare molto attenti a dove mettere le ruote...
Arriviamo a pochi metri da Bocca di Selva col Franceschino ormai con le batterie esauste, complice una settimana di vacanza a Minorca dove pare abbia preferito di gran lungo attività godereccie a quelle probanti della bicicletta, mentre per il sottoscritto sarebbe arrivato il momento di ingranare un'altra marcia o di continuare per un altro paio di ore con un ritmo da panzer, così decidiamo di tornare verso casa via asfalto, passando però per Santa Viola.
Dopo qualche chilometro dell'XC di Santa Viola edizione 2007 - dove io e Franceschino avevamo fatto coppia per la 3 Ore dell'epoca - ci ritroviamo a scendere a Villa Pavarana in direzione XC Grezzana 2010. Purtroppo su una canaletta metallica Franceschino si imbatte nel cedimento del suo tubeless anteriore, tanto che si piega perfino il cerchio delle sue Red Metal 29 XL.
A nulla serve la bomboletta del Fast: il tallone del tubeless non tiene l'aria e a Franceschino non rimane che scendere a valle a piedi. Anche le mie pompate con la magica pompa del Decathlon non sono sufficienti a contrastare l'aria che esce dal cerchio.
Purtroppo l'uscita si conclude col Franceschino a piedi in direzione Grezzana con la speranza di beccare la morosa, mentre il Marcante chiude la faccenda passando sul lunghissimo single track delle Saponette.
Niente da dire: ne è uscito un bel giro mai tecnico, sempre molto scorrevole, dove si può mettere a prova le capacità di resistenze dei biker. La Valdifassa Bike è sempre più vicina per il duo Turnover.
Di Marco Tenuti (del 11/11/2011 @ 00:23:04 in MTB, linkato 1475 volte)
Ora che la stagione agonistica può dirsi conclusa, lo staff di MTB Magazine di Compagnia Editoriale può trarre le somme e stabilire, secondo il sofisticato regolamento del Prestigio MTB, modificato a partire dal 2010 col sistema delle stelle, quali siano le gare di diritto per la prossima edizione.
Ecco pertanto un elenco provvisorio:
GF Monteriggioni (***)
GF Tre Valli (*)
GF Città di Garda-Paola Pezzo (**)
MX Lago di Bracciano (****)
Serra Bike (*)
Divinus Bike (**)
Valleogra MTB Race (****)
La Via del Sale (***)
Dolomiti Superbike (****)
Lessinia Bike (**)
Tour dell'Assietta (***)
La Vecia Ferovia (*)
Marathon Bike Brianza (***)
Valdifassa Bike (****)
Gimondi Bike (*)
Sinalunga Bike (***)
Mancano pertanto anche 4-5 gare, che verranno scelte a discrezione della testata giornalistica, fermo restando l'opportuna conferma di tutti gli organizzatori che hanno già diritto ad essere nel calendario di questo circuito nazionale.
Di Marco Tenuti (del 28/06/2015 @ 00:15:33 in MTB, linkato 1372 volte)
Scott sempre molto attenta e concentrata nel diluire e ripartire strategicamente le novità di uno dei propri core business, ossia la bici.
Dopo aver aggiornato la Addict nel 2014 ed aver lasciato in stop la Foil, quest'anno è la volta per quest'ultima, cioè il modello più aerodinamico e più fluente della casa svizzera.
Un profondo rinnovamento riguarda sia la forma, che le soluzioni tecniche, cioè in principal modo nella zona pipa e nell'attacco superiore del carro posteriore. Arriva infatti una curva integrata, che fa un pezzo solo di manubrio e pipa, ovviamente alla ricerca della minore resistenza all'aria.
Riporto volentieri il classico schema di truffa perpetrata grazie anche al sistema di pagamento Western Union.
This scam is becoming one of the most common scams used by scammers and very closely resembles the Romanian Laptop Scam already found on this site.
Essentially, a Western Union scam is any scam that takes place using the Western Union method of payment.
Most commonly, there is a situation where a buyer pays for something via Western Union, and then never receives what was paid for; or the buyer pays for an item via Western Union, and then receives an item of a value far lower than what was actually paid for.
or Example:
Buyer pays for a brand new laptop valued at $3000. Buyer never receives laptop.
Buyer pays for a brand new laptop valued at $3000. Buyer receives an old, used, $300 laptop.
FlipShark.com has nothing against the Western Union service, it is just not supposed to be used for online purchases from unknown sellers.
If you visit the Western Union website, it clearly states Western Union is NOT to be used for sending money to people you don't know.
The Scam Itself:
Please note this scam takes a various number of forms for a wide variety of items. Just because it does not match exactly your transaction or potential transaction, does not mean it is not the same scam. In other words, avoid any scams the resembling the following MO (situation).
Buyer finds an item at a price far lower that what would actually be paid for that item. The buyer either finds this item on an ebay auction, or on a website, or most commonly, they are contacted by another ebayer after placing a bid on similar items. In such a situation the buyer usually receives an email with the following format:
I am a such and such (respectable ebay seller, owner of a small company, wholesaler, etc.)
I noticed you bid on a some item on ebay (this can be anything from a laptop, to a keyboard, to a guitar, to Disney World tickets... Basically it can be anything priced over $10)
I can sell you said item, for a price far lower than retail (or any price lower than what you would normally pay). Note: some sellers do ask the retail price for the item, so just because they are asking retail price, does not mean they are not a crook. It is just more common for them to offer a lower price, because they can attract more potential victims.
I can only accept money via Western Union money transfer, however I can provide you with a shipment tracking number to ensure you, that I have sent your item. (This is just a way to may victims feel safe before sending their money; the tracking number is usually fake, yet it appears to be real.)
Note: Sometimes thieves do provide real tracking numbers and may even be willing to "ship" your item before they get their money. In such scenarios the thief is likely sending an empty box, or an item worth far less than what was paid for (IE a $1.00 brass chain instead of a $1000.00 24K gold necklace).
Buyer shows interest in the item, thinks the deal is too good to pass up, and asks for more information on how to complete the transaction. The scammer knows the victim is already interested because they were already bidding on similar items on ebay.
The seller tells the buyer to send the money via Western Union, the seller then asks for the Western Union MTCN # or the money transfer number (this is basically a number that gives the thief access the money).
Once the thief has the MTCN or money transfer number, he/she can pick up the money at any Western Union worldwide and disappear. The buyer has paid, but the item that was paid for will never be sent.
Further Information About Western Union
In case you haven't understood the meaning behind this article, allow me to spell it out for you.
Di Marco Tenuti (del 11/08/2009 @ 00:09:40 in MTB, linkato 4193 volte)
Stasera ho digitato su Google "Scott Addict R2 2010" e finalmente mi sono imbattuto nelle foto dei modelli 2010. Le ho trovate sul sito online di un rivenditore greco, che ha già aggiornato il suo listino mettendo praticamente l'intera proposta Scott per il 2010.
Con piacere vedo che il listino Addict si allunga e passa dai quattro modelli del 2009 ai cinque del 2010. Vengono introdotte sia la Addict RC, che si differenzia minimamente rispetto alla Addict R1 per i componenti e la Addict R15, una via di mezzo tra la Addict R1 e la R2. Non c'è traccia sul sito del rivenditore greco della R4.
Ovviamente la mia candidata preferita è la Addict R2 per i colori, però l'unica cosa che mi lascia un po' basito è che non abbia il reggisella integrato. Staremo a vedere cosa arriva sul mercato italiano.
Se volete vedere il sito online di Bike Center, eccovi il link:
Di Marco Tenuti (del 12/12/2014 @ 00:07:28 in MTB, linkato 1069 volte)
Mancano meno di dieci giorni alla Granfondo del Pandoro edizione 2014. Vale la pena ancora una volta ricordare che ci troviamo in bici per divertirci faticando su e giù per le colline della Valpantena.
Anche quest'anno la nostra intenzione è quella di organizzare un evento per tutti i biker veronesi e non solo, che cerchi di lasciare un piccolo segno, davvero piccolo, a chi ha più bisogno di noi, cioè sosterremo l'iniziativa dell'Associazione Bertoni Cooperazione Svilupponel progetto Afia na chakula bora.
Proprio per questo quest'anno abbiamo deciso di cambiare la formula di solidarietà, che fino all'anno scorso, era totalmente gratuita, così come lo è anche quest'anno. Desideriamo coinvolgere tutti i partecipanti nel prendere un pandoro o un panettone distribuito com'è consuetudine dell'associazione dando il proprio contributo di 6 Euro.
Di Marco Tenuti (del 14/11/2009 @ 00:04:34 in MTB, linkato 1785 volte)
Oggi era la volta del ritiro dello SRAM RED, il gruppo prescelto dal sottoscritto per la mia futura bici, dopo un voting poll tra Campagnolo SuperRecord 11v, Shimano DuraAce 7900 e ovviamente il gruppo della casa americana. Lo Shimano era molto candidato, per via anche del movimento integrato di casa Shimano montato proprio sulla mia Addict, cioè il nuovo BB-PF92, però il fattore "grammomania" e anche parecchie varie opinioni positive sullo SRAM RED lette qua e là sui forum hanno fatto propendere la mia scelta in via definitiva.
Non l'ho nemmeno sballato dalle scatole: ci penseranno i miei montatori. Io non ho fatto altro che verificare che i componenti fossero quelli che ho ordinato e cioè pedivelle da 172,5 mm, gruppo Compact 34-50 e pacco pignoni posteriore da 11-26. Quindi direi che c'è tutto.
Il puzzle verrà sostanzialmente ultimato domani, quando sistemerò gli ultimi tasselli, cioè scelta di pipa, curva e sella.
Se tutto va bene verso martedì o mercoledì dovrei avere la bici pronta, pertanto nel prossimo weekend,ci salirò a bordo per un giretto.
Nel frattempo il Conte Savoia, l'Anonimo, il Mario Claps, il Maga e il Pier stanno organizzando per domani mattina un trasferimento in direzione Rivoli, dove Mattia Turrina debutterà col suo negozio nuovo, che ha già un suo sito vero e proprio. Per le indicazioni sul ritrovo in BDC dello sparuto gruppetto menomato della presenza del Pappataso, vi rimando al blog del Pezzo.
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